Perché si è arrivati al referendum costituzionale del 4 dicembre ?

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Alfiero Grandi Presidente Nazionale dell’Associazione Rinnovamento della Sinistra alla vigilia del voto referendario esprime l’analisi sulle motivazioni che hanno portato a costituire il comitato del NO

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Perché’ si è arrivati al referendum costituzionale del 4 dicembre ? E’ una domanda che viene sottovalutata. Si vota perché’ la maggioranza dei  parlamentari che ha approvato le modifiche della Costituzione e’ rimasta molto sotto la soglia dei due terzi che – se raggiunta – non prevede (ex art 138) che le modifiche della Costituzione vengano sottoposte a referendum popolare. Infatti quando Renzi  qualche mese fa diceva di voler sottoporre comunque la  riforma a referendum non faceva altro che mascherare la consapevolezza che ai due terzi non sarebbe arrivato. Basta ricordare che la modifica dell’articolo 81 della Costituzione, che ha introdotto il pareggio di bilancio all’epoca del governo Monti, ebbe l’approvazione dei due terzi dei parlamentari e non fu sottoposta a referendum e ce la siamo tenuta, purtroppo. Il governo ha fortemente voluto queste modifiche della Costituzione, tanto e’ vero che la legge porta le firme Renzi/Boschi. Il governo ha fatto di queste modifiche un punto del suo programma compiendo una scelta sbagliata, malgrado questo non e’ riuscito a fare il bis dell’articolo 81. Questo risultato è stato mancato malgrado la composizione del parlamento attuale derivi dal porcellum, cioè’ sia il risultato di un enorme premio di
maggioranza. Premio di maggioranza che in pratica dà lo stesso risultato dell’Italicum, 340 deputati a chi vince. In realtà le modifiche della Costituzione non hanno avuto neppure la maggioranza dei deputati. Infatti se dai votanti a favore togliamo i deputati che siedono in parlamento grazie al premio di maggioranza, 132 nell’ultima votazione alla Camera, manca perfino la maggioranza normale a favore delle modifiche della Costituzione. E’ un caso clamoroso di una minoranza che diventa maggioranza decidente grazie ad un abnorme premio di maggioranza e per di più in questo modo mette le mani sulla Costituzione. Questo ci parla direttamente dell’Italicum che assomiglia fin troppo al famigerato porcellum, sanzionato dalla Corte costituzionale. Non si tratta solo di una maggioranza che impone una modifica della Costituzione, che gia’ è un fatto grave, foriero di guai. Basta pensare alla modifica unilaterale del titolo V della Costituzione del 2001 che tanti guai ha portato al centro sinistra. In questo caso si tratta di una minoranza
arrogante, che in modo non legittimo, grazie al porcellum, cambia la Costituzione. Una gravissima lesione dell’idea stessa di Costituzione che dovrebbe essere un contenitore politico-istituzionale nel quale si riconosce la grande maggioranza dei cittadini.Il governo per arrivare a questo risultato ha messo pesantemente in gioco la sua capacita’ di pressione, fino ad esercitare un vero e proprio ricatto sul parlamento, minacciato di scioglimento, per fare passare le modifiche costituzionali. Quando Renzi ha cercato di trasformare il referendum in un plebiscito su di lui e sul governo non ha fatto altro che portare avanti la sua linea. Solo di fronte alle critiche del suo stesso schieramento ha parlato di errore, salvo continuare nella realtà come e peggio di prima con un impegno personale diretto nella campagna elettorale che sta di fatto trasformando tutta la campagna elettorale in un confronto diretto tra Renzi e lo schieramento del No. Il tempo e l’impegno spesi nella campagna elettorale  dal Presidente del Consiglio sta dirottando l’attenzione dal merito delle scelte politiche. Tanti interventi sono di fatto rinviati come le decisioni che riguardano il futuro delle banche in difficoltà. La campagna elettorale del Presidente del consiglio nella sostanza è come prima, peggio di prima, perché’ tutte le occasioni in Italia e all’estero vengono usate per fare emergere gli appoggi dei poteri forti: economici, finanziari, politici alla modifica costituzionale del governo Renzi. Obama e’ solo l’ultimo della serie dei sostenitori. Tutto questo serve a costruire un clima di apprensione nell’opinione pubblica, tende ad esercitare una pressione politica e psicologica forte. Una sorta di ricatto sull’opinione pubblica ottenuto prefigurando sfracelli in caso di vittoria del No. Ci sono almeno due problemi sollevati da questi interventi di poteri forti a gamba tesa a favore delle modifiche della Costituzione. Il primo e’ di principio e riguarda la sovranità’ democratica del nostro paese, i cui cittadini hanno diritto di decidere liberamente del loro futuro e delle regole che li riguardano. Il secondo riguarda le ragioni che portano poteri finanziari ed economici internazionali ad intervenire direttamente, ad agire sullo stesso piano dei soggetti politici, per chiedere di modificare le Costituzioni uscite dalla seconda guerra mondiale, ritenute troppo partecipative e democratiche. Queste iniziative trovano purtroppo in Italia un atteggiamento politico subalterno, che spesso fa da coro alle loro pretese. Del resto il mostro istituzionale e giuridico che si vorrebbe costruire con i trattati tipo Ttip e’ indicativo di cosa potrebbe accadere. Le multinazionali pretendono di decidere alla pari con le sedi di decisione politica – governi e parlamenti – e di affidare ad arbitri terzi la soluzione dei contenziosi tra multinazionali e stati. Cosi’ le sedi istituzionali vengono automaticamente declassate al livello dei conglomerati di interessi privati. Deve essere chiaro quali possono essere i possibili oggetti di contenzioso, ad esempio salute, ambiente, diritti di chi lavora, che dovrebbero essere veri e propri vincoli insopprimibili. La modalità’ individuata per risolvere i contenziosi è la secca riduzione del ruolo delle istituzioni da sedi di decisione in nome dell’interesse generale a rappresentanti di una parte, perché’ chi decide e’ il libero mercato e i poteri che in esso si muovono riducendo sempre piu’ i controlli, essenziali per superare le evidenti disparità che si presentano sul mercato stesso e appunto affidando ad arbitrati tra istituzioni politiche e multinazionali la soluzione dei contenziosi, in pratica la rinuncia ad esercitare i poteri democratici. E’ in questo clima politico e culturale che si arriva a chiedere agli stati di esercitare la loro sovranità’ con modalità’ sempre più simili ai consigli di amministrazione, agli amministratori delegati. La sovranità’ e la rappresentanza cambiano cosi’ di segno. Votare ogni 5 anni, secondo questa concezione, può’ bastare, il maggioritario serve a garantire che una minoranza diventi artificiosamente maggioranza e in questo modo possa imporre le sue scelte, appunto sulla base di un artificio elettorale. Così chi ha la maggioranza può decidere senza il timore di venire bloccato da contropoteri, tanto meno dal parlamento che viene ridotto ad organo di ratifica con buona pace della democrazia fondata sulla divisione dei poteri. Le decisioni debbono essere inappellabili e i cittadini debbono rassegnarsi. Il tentativo di Renzi di cambiare la Costituzione, malgrado questo parlamento non abbia la legittimità’ di farlo, rientra in questo quadro di riduzione della democrazia in nome della decisione rapida. In realtà’ questa rapidità’ serve a garantire acquiescenza, soggezione. Per di piu’ e’ ormai chiaro che il governo sta tentando in tutti i modi di rinviare le scelte dolorose che riguardano i conti pubblici nel timore di reazioni sociali e politiche pesanti. Il governo sa che prima o poi delle scelte andranno fatte e in vista di queste si muovono le modifiche della Costituzione e la legge elettorale che ne costituisce il completamento. Se non si ha presente questo non si comprende la gravità delle conseguenze di scelte che mettono il governo al centro dell’assetto istituzionale, ribaltando la Costituzione in vigore che invece è fondata sulla rappresentanza parlamentare. I senatori non più eletti, divisi tra compiti impegnativi che rendono ridicolo parlare di superamento dle bicameralismo paritario e la previsione di una presenza reale ai lavori del senato che renderà impossibile esercitare i compiti previsti, nei tempi previsti e che quindi configura una sorta di senato dopolavoro. Renzi ha detto che I senatori saranno a Roma uno o due giorni al mese, cos’altro potrebbero fare se non assentire preventivamente ?I deputati eletti con un premio di maggioranza, che può arrivare a raddoppiare nel ballottaggio il numero dei deputati rispetto ai voti ottenuti al primo turno, ha il compito di garantire così in partenza al governo il via libera della Camera ai suoi provvedimenti. Ricordiamo che la Camera dei deputati è la sola che dà e toglie la fiducia, ai provvedimenti. Un governo che decide perfino l’agenda dei lavori della Camera, non solo per l’uso smodato dei decreti legge come avviene già oggi, ma soprattutto per l’introduzione di un nuovo istituto che prevede che i progetti di legge dichiarati importanti dal governo debbono essere approvati entro 70 giorni. Il nome del candidato presidente del consiglio sarà sulla scheda elettorale  e in particolare in caso di ballottaggio ci sarà uno spareggio tra due nomi  che renderà difficile se non impossibile formare un nuovo governo in caso di  crisi del governo in carica e quindi ritornerà il ricatto di nuove elezioni  ad ogni piè sospinto. Anche i poteri del Presidente della Repubblica si  ridurranno di fatto. Il governo riporta al centro, allo stato, i poteri dalle regioni e gli enti  locali vengono ristretti entro rigidi vincoli di bilancio. Solo il governo  potrà concedere maggiori poteri alle regioni e allargare i cordoni della  borsa per gli enti locali. Ciliegina sulla torta di questo riaccentramento  sono i poteri attribuiti al governo che gli consentono di decidere comunque  su materie dichiarate unilateralmente di interesse nazionale. In realtà il 4 dicembre non si voterà solo sulle modifiche della Costituzione ma anche sulla legge elettorale. Perchè l’Italicum ha senso solo se passa questa deformazione della Costituzione, altrimenti occorrerà riscrivere una nuova legge elettorale che per di più tenga conto della sentenza della Corte costituzionale, non solo per quanto riguarda premio di maggioranza e ballottaggio ma anche per un meccanismo che prevede in pratica che I due terzi degli eletti saranno in realtà nominati dal capo del partito. Ricordiamolo al momento del voto. La garanzia che l’Italicum verrà  accantonato dipende dalla vittoria del No il 4 dicembre. A ben vedere il voto del 4 dicembre non è solo l’occasione per dire no allo  stravolgimento della Costituzione e all’Italicum ma anche per dare al mondo  della scuola la speranza di poter rimettere in discussione la legge voluta  dal governo Renzi, imposta con protervia, e che rischia di restare dopo il  mancato raggiungimento delle firme per arrivare ai referendum abrogativi.  Così per il lavoro, non c’è dubbio che bocciare le modifiche della Costituzione è il modo migliore per preparare la battaglia di primavera sui referendum promossi dalla Cgil per reintrodurre i diritti di chi lavora nelle diverse situazioni. Quindi il 4 dicembre è un’occasione per dire No alla manomissione della Costituzione, per affossare l’Italicum degno erede del porcellum e riaprire spazi per cambiare su scuola, lavoro. Renzi batte sul tasto del cambiamento, ma cambiare può voler dire –  come in questo caso –  peggiorare la situazione. Cambiare è anche dare il via libera alla moltiplicazione delle trivellazioni, non è esattamente la nostra idea di cambiamento. Respingere questi cambiamenti è la via migliore, più  semplice per consentire di discutere le novità da introdurre che non sempre,  anzi di rado, richiedono modifiche della Costituzione ma più spesso solo scelte politiche. Le modifiche della Costituzione son spesso l’alibi usato dai governi per giustificare loro errori e debolezze, incapacità di fare delle scelte politiche. Togliamo di mezzo questo alibi facendo vincere il No

Alfiero Grandi

XIII Festival Internazionale di Danza “LASCIATECI SOGNARE”

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Domenica 6 Novembre ore 18.00

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DANCE SKY LAND COMPANY
presenta
“A PIEDI NUDI”
Prima Nazionale

Coreografia: Monia Masiero
Regia:  Monia Masiero
Musiche: Armand Amar & Levon Minassian, Olafur Arnalds, Mix
Scenografie: Monia Masiero
Costumi: ideati da Monia Masiero, realizzati da Shantala
Light designer: Monia Masiero
Danzatori: Camilla Marigo, Silvia Alibardi, Giorgia Perini, Rachele Milani, Veronica Scanferla, Elga Cacco Giulia Nalesso,
Francesca Cesaro, Chiara Pegoraro

Nelle società evolute abbiamo perso la connessione del nostro corpo con la terra. La nostra superficie terrestre è ricchissima di sottili frequenze che ci possono dare la carica di energia per vivere meglio. Queste frequenze si chiamano ‘elettroni liberi’, ci rendono più equilibrati e ci aiutano a vivere in sintonia con la natura.

ALBERTO POTI presenta “THE DICTATOR”

Coreografia: Alberto Poti
Regia: Alberto Poti, Gabriella Rizza, Davide Massaro
 Musiche: Paolo Nutini, Iron Sky
Scenografie: Alberto Poti
Costumi: Alberto Poti, Gabriella Rizza
Light designer: Alberto Poti e Davide Massaro
Danzatore: Alberto Poti

Totalmente ispirato al testo incredibile di Polo Nutini, nel quale secondo il maestro, vi è una Riflessione ed allo stesso tempo una Visione diversa di ciò che è la Realtà. Basta pensare ad esempio alle persone che in nome di Dio compiono atrocità, donne uccise per il modo in cui si vestono, uomini impiccati perché ritenuti gay, in nome della religione. La fede è importante ma amare il prossimo forse lo è di più. A volte si crede di pensare prima di agire, ma in realtà bisognerebbe riflettere prima di incombere in conseguenze irreparabili, alle azioni prodotte. La rappresentazione coreografica, evidenzia uno sviluppo “psico-temporale”, della coscienza dell’essere umano, nel quale crede fermamente di essere un LIBERO componente di una SOCIETA’ pulita, che tutela i suoi diritti politici, religiosi e culturali. Un essere umano che è diventato SCHIAVO di questa società che lo circonda, di questa società che dovrebbe tutelarlo, ma che in realtà ricambia con l’aumentare di DOVERE e la diminuzione dei Diritti Una società che ti impone una determinata religione da seguire; Una direzione politica planetaria che confermerebbe le tue stesse ideologie;  A tutto questo da MACCHINE, l’essere umano dovrebbe avvalersi di quell’immenso potere che il POPOLO HA, per decidere ciò che è giusto e ciò che sta uccidendo il nostro “essere umani”. Svestiamoci di uniformi, divise, e mantelli da dittatori, padroni e Re…. Siamo uniti, nel bene della comunità e dell’amore reciproco, perché io credo fermamente che amare e rispettare il prossimo, fare il proprio dovere, sentirsi liberi di pensare ed agire senza bisogno di criticare, sono tutti elementi che potrebbero favorire un società più sana, felice ed UNITA
Ed io voglio sentirmi UNITO, LIBERO E FELICE.

ARISTON PROBALLET SANREMO presenta “PRIMA VERA” Prima Nazionale

Coreografia: Marcello Algeri
Regia: Sabrina Rinaldi
Musiche: Vivaldi
Scenografie: Proballet Atelier
Costumi: Atelier Proballet
Light Designer: Federico Merula
Danzatori: Sabrina Rinaldi, Matteo Donetti, Gianni Camperchioli, Roberto Lazzari, Valentina Quaroni, Elena Crispi,
Giuditta Banchetti, Sofia Callegaro

Balletto ironico in due atti che racconta il gioco della vita. Lo spettacolo inizia in una stanza “magica” di specchi dove si sono riuniti tutti i sentimenti e osservano l’umanità, dal titolo FEELINGS. La Follia (IL GIOCO) fa la sua apparizione e “apre il gioco della vita”, accompagnando i sentimenti nel luogo a loro dedicato: l’ANIMA. Il quarto quadro è, l’INCONTRO,  fra i sentimenti e l’umanità, grazie al quale inizia il cambiamento dettato dalle Stagioni con le trasformazioni guidate dal tempo. Ecco la PRIMAVERA con i suoi tre quadri, infantile, tenera e capricciosa, la nascita della natura, il salto verso l’estate. Ecco l’ESTATE, anch’esso composto da tre quadri, il sole pieno di forza, la passione  e il fuoco che chiude il Primo Atto. Il Secondo Atto si apre con l’AUTUNNO dove, “buffamente” si cerca di diventare adulti “oppure no…” per entrare nell’INVERNO che con la sua forza e la sua ironia è un arrivo, è la conclusione delle 4 stagioni, ma non una fine. Tutto ricomincerà se nelle Stagioni siamo riusciti a scoprire la bellezza, la semplicità e la magia del creato “HAI MAI PROVATO”: CLASSIC APOTEOSI … E ci sarà un nuovo inizio di quel grande e sorprendente miracolo che chiamiamo Vita  … ESTART.

BIGLIETTO UNICO PER LA SERATA 
INTERO     7€
RIDOTTO 5€  (bambini 10-12 anni, iscritti scuole di danza, studenti universitari e over 65)
RIDOTTO 3€ (studenti DAMS, bambini 6-9 anni)
GRATIS            (bambini fino a 6 anni se tenuti in braccio)

ONO arte contemporanea presenta la mostra ROCK POSTER ART: sentire con gli occhi

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11 novembre – 11 dicembre

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ONO arte contemporanea presenta la mostra ROCK POSTER ART: sentire con gli occhi, una mostra di serigrafie in edizione limitata preveniente dalla collezione privata di Stefano Marzorati. Se “L’arte e il collezionismo d’arte sono sfortunatamente attività d’elite, culturalmente ed economicamente. Il poster è una sorta di antidoto a tutto questo. Il poster permette anche alle persone che dispongono di mezzi modesti di appendere qualcosa sulle loro pareti che rappresenti una parte di loro”. Così Dan MacAdam, dell’American Poster Institute, descrive la rock poster art, una delle forme d’arte più rappresentative della cultura estetica contemporanea, della quale si nutre e con la quale condivide un immaginario fatto di simboli ed icone che di quella stessa contemporaneità ne sono i prodotti. Spesso questi manifesti, così come molti videoclip “non sembrano avere una connessione significativa con la band. Sono piuttosto un veicolo per le migliori idee visuali di questi artisti” (Chris Marksberry). Sono un territorio di mezzo, dove la musica influisce sull’arte e viceversa. L’arte del manifesto rock, forma di espressione artistica strettamente connessa con l’ambito musicale nasce negli Stati Uniti negli anni ’60 come mezzo per la promozione dei concerti e cresce e si sviluppa nel corso degli anni Settanta per assumere in seguito nuove forme come, per esempio, negli anni ’80, i flyer dei concerti punk realizzati con le fotocopiatrici Xerox. In anni recenti quello che possiamo definire come un vero e proprio “movimento” vede una vera e propria rinascita con l’utilizzo sempre più diffuso, a livello creativo e produttivo, dell’antica arte della serigrafia (screenprint). Negli anni Novanta, con l’avvento del CD la copertina di grande formato del vinile non è più il mezzo principale per ispirare l’immaginazione dell’ascoltatore e il poster diventa la tela per illustrare la scena rock. Fiorisce una “scuola” di autori che unisce tradizione e innovazione, e che trova i suoi rappresentanti di spicco in nomi come Johnny Ace, Coop, Art Chantry, Alan Forbes, Derek Hess, Mark Arminski, Frank Kozik, Chuck Sperry, Emek, Jermaine Rogers, Todd Slater, Chuck Sperry. Sempre più numerosi studi grafici e di stampa concentrano le loro energie sull’arte del manifesto e sulla sua produzione. Ma non sono solo gli artisti statunitensi a popolare questo scenario: il fenomeno si allarga all’Europa, e quindi anche all’Italia, dove emergono ben presto i talenti di studi come Malleus, Bri, Clockwork Pictures. Prodotti artigianalmente e rigorosamente in serie limitata firmata e numerata dall’artista/designer, le serigrafie rock (GIG POSTER) sono diventate materia di collezionismo: realizzate per un evento speciale o un concerto, approvate dalla band o dal loro management. Sono oggetti che coniugano l’espressione artistica con l’aspetto promozionale, la provocazione estetica e, talvolta, il messaggio sociale. Sono un territorio vasto e senza confini dove gli autori riversano le più svariate influenze: street art, graffiti, art nouveau, cinema, fumetti, cultura hot rod, per citarne alcune. Dagli anni del “flower power” all’era del punk anarchico ogni stile di musica ha creato nuovi stili nel design. La mostra (11 novembre – 11 dicembre) è composta da 39 serigrafie di Shepard Fairey (OBEY), Gary Panter, Rhys Cooper, Bandito Design, X-Ray, Ernie Parada, Ken Taylor, Gavin Beattie, Crosshair Design, Mad Pixel, Adam Pobiak, Justin Kamerer, Rockets Are Red, Brian Ewing, Lil Tuffy, Jeral Tidwell, Fabio Meschini (Clockwork Pictures), Justin Hampton, Lars P. Krause, The Silent P, Zum Heimathafen, Mike Wohlberg, Leia Bell, Justin Santora, Stainboy

ScriptDoctor & PlayDoctor

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Un nuovo servizio 1-on-1 per drammaturghi, sceneggiatori e registi, a Roma o via Skype

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I. COSÈ SCRIPTDOCTOR & PLAYDOCTOR

1) ScriptDoctor & PlayDoctor è un aiuto individuale e personalizzato rivolto a sceneggiatori, drammaturghi e registi che desiderano assistenza nella concezione, focalizzazione o sviluppo in un testo finito di un’idea o di un soggetto; nell’individuazione e risoluzione dei problemi che affliggono un testo già scritto o in corso di scrittura; nel superamento di un blocco; nella revisione di un testo già scritto; nella “prova su palco” di un testo, tramite lettura o mise en espace con attori professionisti.

2) ScriptDoctor & PlayDoctor non è un normale corso teorico di scrittura creativa: è, invece, un approccio pratico ai problemi che ogni scrittore, qualunque siano le sue conoscenze e la sua esperienza, si trova ogni volta ad affrontare.

3) ScriptDoctor & PlayDoctor lavora per te, per il tuo obiettivo e per la tua visione: il Doctor è consapevole che non esiste una Teoria del Tutto nel campo della scrittura e dell’arte in genere. Sebbene i capolavori e le opere più popolari possono insegnarci molte cose (su questi insegnamenti si basa l’approccio del Doctor alla scrittura), forzare o violare qualche principio può talvolta rivelarsi non solo possibile, ma anche auspicabile. L’importante è farlo consciamente, al servizio di un obiettivo e di una visione ben determinati.

4) ScriptDoctor & PlayDoctor è personalizzato, flessibile e si adatta alle concrete esigenze del caso. È l’autore a decidere se ha bisogno di un’ulteriore seduta e gli incontri vengono fissati su appuntamento, come dal dottore, in base alle esigenze concrete.

5) ScriptDoctor & PlayDoctor è un servizio su base individuale. Ogni seduta dura 60 minuti.

6) ScriptDoctor & PlayDoctor è quella testa fidata in più con cui palleggiare idee, ipotesi e problemi per trovare spunti, visioni e soluzioni che lavorando da solo sarebbero potuti non emergere. Il rimpallo, una seconda opinione e un occhio esterno fidato costituiscono strumenti creativi utilissimi.

7) Con ScriptDoctor & PlayDoctor puoi verificare subito cosa funziona e cosa no: con l’aiuto di attori professionisti di fiducia del Doctor, è possibile mettere il proprio testo alla prova con sedute di lettura a tavolino o di mise in espace.

II. COSA NON È SCRIPTDOCTOR & PLAYDOCTOR

1) ScriptDoctor & PlayDoctor non è un servizio di ghostwriting. Il Doctor fornisce spunti, indicazioni, riferimenti bibliografici e filmografici, tecniche, approfondimenti teorici, consigli ragionati, un occhio esterno con cui rimpallarsi idee, un occhio critico pro-positivo e persino una guida laddove servisse, ma la scrittura sarà solo ed esclusivamente tua.

2) ScriptDoctor & PlayDoctor non è un corso di drammaturgia o sceneggiatura; non perché tali corsi non servano, anzi – bensì perché si preferisce qui partire dai materiali concreti per sviscerare, ovviamente anche su base teorica, le varie questioni e difficoltà che dovessero emergere nella tua scrittura per cinema e teatro.

3) ScriptDoctor & PlayDoctor non è un servizio di valutazione di un testo. La valutazione, ovviamente, fa parte dell’analisi sulla base della quale il Doctor agisce, ma non costituisce il fulcro del suo operato, che invece consiste, più pragmaticamente, nell’aiutarti a ideare, definire o scrivere il miglior testo possibile. Il Doctor non giudica il testo e non giudica l’autore. Il suo obiettivo è far sbocciare l’opera, qualunque essa sia.

III. IL DOCTOR

Pietro Dattola, classe 1978, col suo primo dramma, L’attesa, ha vinto il Premio Oddone Cappellino 2004, seguìto, nel 2005, dal Premio Internazionale Flaiano (Miglior Autore under 30) per Il signor Cugino e dal Premio Oltreparola – Miglior autore under 30, per Pazzi.

Con Gli straordinari sogni del sig. Evandro ha vinto nel 2007 il Concorso Europeo di Drammaturgia per Giovani. Nel 2009 a L’attesa viene assegnato anche il Premio internazionale di drammaturgia Cinque Terre: i luoghi dell’anima, mentre il suo testo Gregorrio viene premiato da La Corte ospitale nell’ambito del Concorso per nuove drammaturgie Matilde di Canossa presieduto dal Maestro Giorgio Albertazzi, che lo ha poi interpretato curandone anche la messa in scena.

Fonda e dirige la compagnia “DoveComeQuando” (www.dovecomequando.net), attiva in Italia e all’estero e organizzatrice anche del Premio di Drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio, del Festival INVENTARIA (di cui è direttore artistico) e del concorso Scene da una fotografia. Traduce opere di noti drammaturghi anglosassoni contemporanei e testi del settore per Dino Audino Editore (tra gli altri: Lezioni di sceneggiatura di Howard, Il punto in movimento di Brook e il prossimo Accidentally on Purpose di John Strasberg). Diversi suoi testi sono state rappresentate a Roma e Milano, anche con la regia di Giuseppe Marini, Hossein Taheri, Andrea Baracco.

Come sceneggiatore e drammaturgo si è progressivamente formato con Giuseppe Manfridi (2004-2005), Ninni Bruschetta (2008), Francesco Cenni (2009), il corso RAI-Script (2009, partecipante a pieno titolo) e Gabriele Vacis (2014)

IV. FORMULA

Il Doctor riceve in sedute di 60 minuti l’una dedicate alla tua idea o al tuo testo

– di persona presso il Teatro Studio Uno, la casa romana del teatro indipendente (via Carlo della Rocca 6, Roma) il mercoledì pomeriggio

– oppure tramite Skype negli altri giorni e orari.

Non trattandosi di un corso, il numero di sedute varia a seconda dell’obiettivo dell’autore e quindi del lavoro ancora da svolgere e dai progressi fatti e in ogni caso è sempre l’autore a decidere se fissare un altro appuntamento e per quando.

Qualora l’autore lo richiedesse – e il Doctor ritenesse il testo ormai pronto – sono disponibili i seguenti servizi ulteriori:

– Lettura con attori

– Mise en espace

V. CONVENZIONI 

PREMIO DCQ  //  INVENTARIA 2017  //  TEATRO STUDIO UNO

Per i testi partecipanti al Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio (qualsiasi edizione) e per i progetti di spettacolo inviati al Festival INVENTARIA (qualsiasi edizione) o ai bandi del Teatro Studio Uno (qualsiasi stagione) il costo di ogni seduta è ridotto.

Se sei cliente del Doctor, hai inoltre diritto a un ingresso a ogni spettacolo del Festival INVENTARIA 2017 e della stagione 2016-17 del Teatro Studio Uno: 5 euro anziché 10.

VI. DOVE SI TROVA / CONTATTI

Il Doctor riceve di su appuntamento persona il mercoledì pomeriggio presso il Teatro Studio Uno di Roma in via Carlo della Rocca 6 o virtualmente su Skype all’orario concordato. Se sei un’associazione della penisola e vuoi organizzare una giornata o un weekend di sedute presso la tua sede, contattalo direttamente!

Web     www.scriptdoctor.it (in fase di allestimento; provvisoriamente qui)

Tel        320-08.29.337

Email   [email protected]

Doris Every Day apre la ricca stagione del Teatrino Zero di Spinea (VE)

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 sabato 5 novembre h. 21.00

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La bellezza come ideale, aspirazione, must. Perché se guardi lo specchio, lo specchio ti guarda.  Occorre una buona base di partenza, certo, ma anche prodotti di qualità e, soprattutto, regole ferree e un lavoro rigoroso, costante. Every day. Se non si è in grado di prendersi cura di sé con ogni mezzo, inutile pretendere di stare al mondo.

Così Doris è bionda.

Non è nata bionda. Ha studiato.

Era bionda dentro. 

E oggi deve incontrare il suo “Ken”… probabilmente la sua ultima speranza per essere amata.

Finalmente.

Forse.

Il progetto di spettacolo ha vinto la residenza artistica de La Cattiva Strada presso il Teatro Studio Uno 2013/14.

Il testo è vincitore della IV edizione del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio per “la scrittura curiosa, crudele, ironica, a tratti comica, sul mondo e sull’immaginario femminile, aperta all’invenzione fisica e vocale degli interpreti e capace di trasmettere – nonostante la deliberata assenza di storia e azione – una sana inquietudine; un concentrato di cattiveria che ha il sapore fresco e stimolante della verità, tradotto in una performance caustica e al tempo stesso briosa e originale“.

Queste le motivazioni dei giurati Ninni Bruschetta (attore, regista), Emanuele Cotumaccio (editor RAI), Pietro Dattola (autore, regista), Flavia Germana de Lipsis (attrice), Fabio Morìci (attore, autore), Laura Novelli (critico teatrale) e Francesco Randazzo (autore, regista).

5 NOVEMBRE, Teatrino Zero

via Don Carraro (località Crea) – Spinea (VE)

h 21.00       

drammaturgia Laura Bucciarelli
regia Pietro Dattola
con Flavia Germana de Lipsis, Andrea Onori
scena Alessandro Marrone
foto Alfonso Germanò
una produzione Dovecomequando Compagnia / Festival INVENTARIA

Disegnare con i fili colorati. Laboratorio per bambini

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Nell’ambito della mostra Immaginario di viaggio Zoran Mušič e Tranquillo Marangoni sulle motonavi Augustus e Giulio Cesare. Galleria comunale d’arte contemporanea di Monfalcone piazza Cavour 44

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Sabato 5 novembre 2016 alle ore 16.00 presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone in piazza Cavour 44 si terrà il laboratorio didattico Disegnare con i fili colorati.

Si tratta del uno dei tanti appuntamenti del ricco calendario di attività dedicate ai bambini e ai ragazzi nell’ambito della mostra Immaginario di viaggio. Zoran Mušič e Tranquillo Marangoni sulle motonavi Augustus e Giulio Cesare, inaugurata venerdì 14 ottobre https://www.facebook.com/GC.ACdiMonfalcone/

Disegnare con i fili colorati è un laboratorio per bambini dagli 8 ai 10 anni. Ispirandosi alle opere esposte in mostra, i partecipanti sperimenteranno la realizzazione di un disegno in un modo completamente nuovo: ricameranno una piccola nave con ago, filo, colori e tanta fantasia.

Il laboratorio è gratuito e durerà circa due ore. I posti sono limitati ed è consigliata la prenotazione (scrivere a [email protected]monfalcone.go.it).

Vi aspettiamo!

 

Urban Human: arte e bellezza in Piazza di Pietra con i “muri” di Andrea Capanna

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In esposizione venti opere realizzate tramite la stratificazione su base lignea di cemento, calce, sabbia e intonaco, depositati e dipinti per strati, lavorati con carta vetrata, spatole e spazzole di acciaio.

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Artisti e imprenditori, curatori e giornalisti per l’inaugurazione della nuova mostra della Galleria 28 Piazza di Pietra di Francesca Anfosso. Urban Human, mostra personale dell’artista romano Andrea Capanna, a cura di Gianluca Marziani, visitabile sino al 31 dicembre.  Tra i nomi noti del mondo dell’arte capitolina, anche il gallerista Massimiliano Mucciaccia e l’artista Alberto Di Fabio.

Nei quadri della serie Urban l’Artista propone Roma come protagonista centrale dello sguardo, rappresentandola secondo scorci suggestivi e inediti, sul filo di una “cementificazione” al contrario che ritrova la complessità del Novecento italiano e reinventa la bellezza cruda dell’essenza archeologica. In esposizione venti opere realizzate tramite la stratificazione su base lignea di cemento, calce, sabbia e intonaco, depositati e dipinti per strati, lavorati con carta vetrata, spatole e spazzole di acciaio.

“Le opere di Andrea Capanna – dichiara Francesca Anfosso, titolare di Galleria 28 Piazza di Pietra – sembrano essere fatte “su misura” per la mia Galleria. Evocano suggestioni “antiche” attraverso materie e tecniche “moderne”. Le mura di Adriano per i muri di Andrea; le storie dei popoli per la Storia del popolo”.

Nella sezione Human, invece, Capanna riprende il “motivo” del ritratto di profilo, un genere ad oggi poco utilizzato ma largamente diffuso in epoca rinascimentale, nell’antica tradizione dei cammei e nelle monete. “Il mio lavoro sui “muri” – spiega l’artista – è un profondo percorso di ricerca estetica e concettuale. Su queste superfici si deposita la memoria di una storia, si stratifica il vissuto di un corpo che mostra e rivela. Il lavoro prende vita attraverso un processo di rimozione dei diversi strati che lo compongono. Il risultato è la genesi stessa del lavoro, l’origine e la conclusione di questo percorso. Utilizzo cemento, calce, sabbia e intonaco, depositati e dipinti per strati, lavorati anche con carta vetrata, spatole e spazzole di acciaio”. 

Teatro dei Conciatori : “DI AND VIV AND ROSE” Regia:Antonio Serrano

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 3 | 13 novembre 2016

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Dall’ 3 al 13 novembre 2016 al Teatro dei Conciatori sarà in scena DI AND VIV AND ROSE di Amelia Bullmore, per la regia di Antonio Serrano. Protagoniste: Selene Gandini, Caterina Gramaglia e Sara Pallini. “Di and Viv and Rose” è una commedia dai toni mai sentimentali, in cui si ride con i personaggi fino all’ultimo, un testo che si connette emozionalmente con il pubblico, grazie anche alle circostanze improbabili vissute dalle protagoniste, un “that’s life”, con tutte le sue assurdità ed i suoi paradossi. Sono quindi i toni della commedia che scandiscono un testo che vede protagoniste tre giovani donne, studentesse universitarie in affitto, che, ad un certo punto, decidono di prendere un appartamento comune per condividere spese e… vita! Di studia economia, è una ragazza lesbica ultra sportiva e apparentemente tosta, incapace di sottostare ad un capo che nasconde invece un gran desiderio di innamorarsi e una fragile, delicata, profonda sensibilità. Viv usa vestire in abiti anni 40, è iscritta a sociologia e a prima vista appare come la classica donna workaholic, irreprensibile e con una forte etica del lavoro, ma anche lei cela una sua vulnerabilità e, quando perde il controllo con i suoi bicchierini, svela una genuina complessità emozionale. Rose frequenta architettura, porta i rasta in testa, è uno spiritello libero, frizzante e spiritosa, ama l’arte e non solo… i suoi appetiti sessuali la portano sempre in cerca di nuovi incontri, eppure, c’è una tenera innocenza in questa sua promiscuità che rivela uno smisurato bisogno di amore.

Tre donne piene di vita e di contraddizioni, tre donne contemporanee con le loro debolezze, i loro punti di forza e le loro fragilità… tanto diverse quanto amiche!Forse, come suggerisce l’autrice, proprio questa è la natura della profonda amicizia, che non si esaurisce al primo ostacolo, ma sopravvive anche alla loro separazione dovuta alle diverse carriere, alla lontananza o a qualcosa di irrimediabilmente tragico.

Terremoto: Fasano (CNRE), demolire e ricostruire con materiali ecologici

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Il Cnre e’ nato subito dopo il sisma del 24 agosto scorso e raccoglie cittadini terremotati che chiedono di rimanere nei loro luoghi di vita ricostruendo con tecnologia diversa dal cemento armato o i mattoni industrializzati

di Romolo Martelloni

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”Rottamare o demolire le costruzioni non rispondenti ai requisiti minimi di sicurezza e rispetto ambientale, imposti dalla Unione Europea e dalle regole del “costruire bene”, costruite negli anni 40 / 50, qualora fossero ritenuti insicure, insalubri, invasi dal Gas Radon e termo-acusticamente inefficienti, premiando fiscalmente e contributivamente i cittadini virtuosi che costruiscano esclusivamente con materiali ecologici antisismici provenienti dalla natura, legno – lana di roccia – gesso massellato – acciaio armonico, riciclabili e riutilizzabili alla fine del ciclo di vita o utilizzo, per ottenere ambienti salubri e privi di qualsivoglia tossicità, muffe, batteri, formaldeide nonchè il “Silent Killer” ovvero il Gas Radon, abbattendo altresì le emissioni di gas incombusti (PM10)”. E’ quanto chiede il Comitato Nazionale Ricostruzione Ecologica, per tramite del suo presidente Claudio Del Medico Fasano, esperto di tecnologie antisismiche evolute. Il Cnre, spiega Fasano, e’ nato subito dopo il sisma del 24 agosto scorso e raccoglie cittadini terremotati che chiedono di rimanere nei loro luoghi di vita ricostruendo con tecnologia diversa dal cemento armato o i mattoni industrializzati. Il Cnre chiede di predisporre particolari agevolazioni fiscali (riduzione dell’aliquota IVA) agli Enti, ai costruttori od investitori immobiliari edificanti le costruzioni indicate dal CCIE (Consorzio Casa Italia Ecologica) brevettate Antisismiche / Anti – Radon (riduzioni del 50% per le aliquote più alte, mentre per l’aliquota IVA 4% destinata all’utente della prima casa – riduzione allo 0,5%) + contributo sociale a favore delle categorie di cittadini meno abbienti, costrette ad utilizzare appartamenti in affitto, che accettino il trasferimento in alloggi costruiti dal CCIE. ”Chiediamo anche – spiega Fasano – agevolazioni fiscali per gli enti ed utenti che proporranno l’edificazione di aree ecologiche (città ecologiche) con i dettami del CCIE, interamente in materiali naturali e/o costruzioni  eco-compatibili e per un futuro ambientale sostenibile”. Infine molto importante il Comitato chiede che venga effettuato il monitoraggio delle strutture degli edifici con valutazione della resistenza al terremoto con relativo grado di sicurezza e in mancanza dei requisiti di Legge, ”delle costruzioni ritenute inidonee ai fini della sicurezza
passiva ed attiva dell’edificio, per la messa in sicurezza della popolazione, con conseguente ricostruzione di idoneo edificio strutturato con tecniche di edilizia eco-modulare antisismica”.

“At the same time” la mostra di Inna e Michael Rogatchi

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Giovedì 3 novembre dalle ore 18.30

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Giovedì 3 novembre 2016 alle ore 19, con i saluti di benvenuto del Presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri e della Presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, presso Loft Gallery Spazio MatEr, in via Ludovico Muratori 11 Roma Colosseo, si inaugura “At the same time”, mostra di fotografie e dipinti di Inna e Michael Rogatchi. La regista e fotografa finlandese torna a Roma dopo aver partecipato lo scorso gennaio alla presentazione nella Sala degli Arazzi della sede Rai di viale Mazzini del suo film documentario “The lesson of survival”, intervista a Simon Wiesenthal – che fu deportato in alcuni campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale, per poi dedicarsi dopo il conflitto alla ricerca dei criminali nazisti.

In questa occasione Inna Rogatchi presenta insieme al marito Michael una raccolta di progetti fotografici e pittorici della loro lunga ed intensa carriera artistica, oltre ad un film documentario inedito prodotto in onore di Roma.

LA MOSTRA

Allo stesso tempo. I passi di un uomo e una donna nel mondo. Quelli di Inna e Michael Rogatchi, artisti finlandesi di respiro internazionale che scelgono la Capitale per raccontare il loro ultimo lavoro. Un percorso tra la pittura e la musica di Michael e la fotografia e la regia di Inna. Un andamento parallelo e costante che vede la coppia unita non soltanto nella vita, ma anche nell’arte. La tenerezza dello sguardo, la delicatezza, la poesia, l’innovazione delle fotografie di Inna raccontano un mondo di possibilità, che intreccia in se’ la potenza della memoria, come strumento di evoluzione, e la lirica della musica raccontata dalle opere pittoriche di Michael. La mostra diviene così un “Atlante delle emozioni” assumendo un significato duplice: raccontare la “vita insieme” utilizzando “tracce”, seppur diverse, ma che provengono da uno stesso “sentire”. Il medium della fotografia si intreccia a quello della pittura.

LE OPERE

Protagonista di questa esposizione è la Realtà. Percepita e vissuta “allo stesso tempo” da un uomo e una donna e trasformata, attraverso diversi medium in immagine fotografica ed in immagine pittorica.

Horizon Beyond: la forza creativa di Inna Rogatchi in questa produzione ispira l’uomo all’introspezione, ad una rinnovata spiritualità. In una società sempre più orizzontale e “indistinta”, l’ invito è tornare a guardare dentro di noi con una prospettiva fotografica diventa estensione di occhio e cuore. Un’arte innovativa e umanistica.

Flying Thoughts presenta una serie di lavori inediti realizzati per questa esposizione romana alla Loft Gallery Spazio MatER.

From the Window of Mercy, è un progetto di “foto-terapia”. Fin dalle avanguardie storiche, la fotografia è stata usata come strumento d’indagine esistenziale anche dagli artisti, collocandosi su una zona di confine tra arte e psicologia. Questo è quanto accade con questa produzione fotografica di Inna Rogatchi da sempre sensibile e vicina a chi soffre.

The Sixth Sense: Venice series, è uno dei più importanti progetti di Inna Rogatchi collegati all’ Italia, una unione tra lei ed il mondo artistico di suo marito Michael. L’Italia è una fonte di ispirazione molto importante per le produzioni Rogatchi.

Haiku Album è un lavoro di ricerca di Inna Rogatchi sull’arte giapponese di cui la fotografa ne apprezza la simbologia e la filosofia nell’arte. Ha creato diverse serie su motivi giapponesi e sta lavorando a stretto contatto con la più grande galleria americana esperta in arte giapponese: la Ronin Gallery di New York, dove è prevista per il 2017 una sua esposizione.

Questi i progetti fotografici che Inna Rogatchi presenta a Roma. Poesia e Metafora del reale sono gli ingredienti del suo scatto fotografico che sarà corredato in questa esposizione da piccoli saggi per meglio raccontare agli spettatori le allusioni poetiche rappresentate.

Le opere di Michael Rogatchi rappresentano invece un importante lavoro di ricerca che l’artista ha realizzato sui grandi nomi della storia della musica classica.

BIOGRAFIA

Inna Rogatchi è scrittrice e fotografa d’arte riconosciuta a livello internazionale. Il suo principale interesse è quello di sondare il complesso intreccio di relazioni tra cultura e mentalità delle persone. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive italiane ed è stata invitata ad esporre a Venezia, in concomitanza con il 69 ° Festival di Venezia.

Michael Rogatchi è pittore romantico ed eclettico, con oltre più di 70 mostre personali in tutto il mondo. Molte sue opere appartengono ad importanti collezioni pubbliche e private.

Inna e Michael Rogatchi sono inoltre co-fondatori e co-presidenti della Rogatchi Foundation, organizzazione caritatevole internazionale che promuove e supporta il patrimonio storico, spirituale, morale ed educativo (www.rogatchi.org).

EVENTI IN CALENDARIO NEL PERIODO ESPOSITIVO

La Rogatchi Foundation organizza un’asta di beneficenza – a supporto delle zone e popolazioni colpite dal terremoto lo scorso 24 agosto – con opere inedite realizzate per questa occasione. L’appuntamento è per venerdì 16 dicembre 2016 dalle ore 18 alle ore 21 presso la Loft Gallery Spazio MatEr.

La mostra sarà fruibile fino al 22 dicembre 2016, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19; sabato su prenotazione.

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