Politica

Il dibattito politico viene dal web in emergenza covid19

By 22 Maggio 2020 No Comments

La diretta FB tra il Segretario Nazionale del Movimento Lir Enzo Peluso e il politico Bobo Craxi, che in un dibattito online moderato dal giornalista Genny Galantuomo, hanno preso in esame le conseguenze polito-economiche del lockdown

di Ilaria Carlino

Durante il periodo di lockdown che ha isolato gli Italiani ed il resto del mondo nelle proprie case a causa della diffusione del virus Covid-19, i nostri connazionali come quasi tutti i cittadini del globo, in sostituzione ad un confronto diretto, sono ricorsi a mezzi di comunicazione digitale avvalendosi dell’uso di diverse piattaforme che prevedono la possibilità di conversare in videoconferenza, quali Skype, Zoom, dirette Facebook, dirette Instagram e molte altre.

Guidato dal giornalista Genny Galantuomo, si è tenuto il 13 maggio uno di questi incontri digitali tra il Segretario Nazionale del Movimento Lir, il campano Enzo Peluso, e il politico Bobo Craxi; nel confronto si è principalmente parlato dell’emergenza da Covid-19 con cui stiamo attualmente facendo ancora i conti, e delle sue conseguenze politico-economiche.


Bobo Craxi da subito si è espresso rispetto ad un indebolimento dell’economia e ad un rallentamento delle produzioni e dei salari dei lavoratori: il governo avrebbe tamponato l’emergenza sanitaria non pensando alle conseguenze che ne sarebbero scaturite. Ha continuato affermando che non sono arrivati gli aiuti internazionali di cui avevamo bisogno e che non sono state adottate le misure atte a contrastare l’emergenza, e ciò ha fatto sì che il governo e l’opposizione litigassero fra loro, cosa tra l’altro inopportuna in un momento così delicato.

È poi intervenuto Enzo Peluso che ha manifestato la sua preoccupazione sul turismo estivo e balneare: troppo distanziamento negli stabilimenti preoccuperebbe la serenità delle persone in vacanza, al contrario basterebbe semplicemente seguire le classiche norme igieniche che ci sono ripetutamente state raccomandate in questi mesi. Con troppe regole ferree i turisti stranieri non vorranno venire in Italia, e spiega che il governo dovrebbe prendere più provvedimenti riguardo l’argomento insistendo su una ripresa dell’economia affiancata da regole ben precise.

Genny Galantuomo ha poi fatto riferimento alla scelta del prezzo di 50 centesimi per le mascherine chirurgiche imposto direttamente dal Comitato Tecnico Scientifico; su questo tema Peluso ha risposto che non è assolutamente compito del CTS fissare il prezzo delle mascherine, e che tale organismo dovrebbe limitarsi solo a fornirci le linee guide necessarie per contrastare il virus, ovvero come proteggerci dai contagi, tutto il resto è compito della politica.

Craxi è  intervenuto aggiungendo che questa pandemia ha “scoperchiato” la vulnerabilità del sistema, soprattutto di quello sanitario, e che in risposta ad un problema globale sono riemersi i “vecchi nazionalismi”, ovvero degli egoismi nell’affrontare l’emergenza, come emerge dal fatto che ogni singolo Stato ha imposto regole diverse per contrastarla. Il sistema europeo è fragile secondo Craxi, e i nazionalismi non sono saggi perché potrebbero portare a guerre, compresi i possibili conflitti economici. Aggiunge inoltre che il Governo non aveva a disposizione gli strumenti idonei per affrontare un problema di questa natura e così facendo si è generato un clima di sfiducia. In riferimento al Decreto Bilancio infatti ha dichiarato che c’è stato uno sbandamento, e che non bisognava nascondere o sottovalutare il problema e le sue conseguenze, come l’alto numero di decessi. Conte, secondo Craxi, ha guidato un governo ‘anti-europeo’ che ha una scarsa credibilità in Europa, in più 55 miliardi, la somma prevista per l’emergenza sanitaria a nostro favore, non sono sufficienti a risolvere il nostro problema e bisogna assumere di conseguenza un profilo di creatività economica e di temperamento, rimuovere e semplificare gli ostacoli più complessi e agevolare l’economia.

In conclusione ha affermato che non è saggio lasciare milioni di lavoratori a svolgere il proprio lavoro da casa in modalità smart working perché oltre a non semplificare la vita del singolo individuo, gli impedisce di avere i giusti spazi di condivisione con i colleghi e lo schiavizza davanti ad uno schermo di PC. In questo periodo difficile il grande assente è lo Stato, poco determinato e debole nel fronteggiare i bisogni e le difficoltà dei cittadini.

Ottimista per il sud, ed in particolare per la sua regione di residenza, la Campania, Enzo Peluso ha spiegato che in questa situazione difficile il meridione ha dimostrato di avere coraggio e capacità d’azione, e che ha tutte le potenzialità per rialzarsi e ripartire al meglio dopo questa profonda crisi vissuta; nessuna inferiorità dunque rispetto ad un nord che ha agito confusamente soprattutto all’inizio della pandemia. Il motto è sempre lo stesso: ripartire in sicurezza. Apprezzata infatti da entrambi i politici la capacità politica del Presidente della regione Campania Vincenzo De Luca che si è dimostrato un ottimo governatore che ha agito con coraggio e determinazione, mettendo al primo posto i cittadini campani, in un’Italia che ha assistito a frammentazioni regionali di dubbia efficacia in molti casi .


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