Baubeach®: il long week-end di attività all’insegna della Tutela Ambientale ed Etologica

Il corso, patrocinato anche dalla Scuola di Etologia Relazionale®, condurrà gli step conoscitivi sugli argini del rispetto per ogni specie vivente e per l’ambiente che le ospita, disegnati dall’Etologa Myriam Jael Riboldi .

Alla sua seconda edizione il Corso per Dog Manager Ihod© (Ideal Habitat of Dogs), patrocinato dal Comune di Fiumicino e dalla Regione Lazio,  porterà per il secondo week end di agosto un programma fitto di appuntamenti e occasioni di partecipazione anche per i Soci che frequentano la spiaggia per cani liberi e felici, alias Baubeach®.

Le sei Corsiste, provenienti per metà dalla Toscana e per il resto dal Lazio, tutte donne e tutte cariche di entusiasmo e progettualità “dog friendly”, saranno chiamate a partecipare a tre giorni intensivi di affiancamento e tirocinio, per assorbire al massimo il “mood” del lavoro di accoglienza di grandi numeri di cani accompagnati in un contesto turistico ricreativo straordinario come il Baubeach®.

Riprendendo la scuola di grandi Etologi, come Mark Bekoff e Jane Goodal , si lavorerà per affinare l’osservazione e la conoscenza delle dinamiche relazionali  tra umani e cani.

Il corso, patrocinato anche dalla Scuola di Etologia Relazionale®, condurrà gli step conoscitivi sugli argini del rispetto per ogni specie vivente e per l’ambiente che le ospita, disegnati dall’Etologa Myriam Jael Riboldi .

In primis la meravigliosa area dove lo stesso Baubeach® è ubicato, nel margine della Riserva Naturale del Litorale Romano, ambiente che da 22 anni l’Associazione che gestisce la spiaggia ha tutelato e valorizzato , mediante una iniziale bonifica, per seguire con una attenta protezione delle aree con valenza naturalistica che sono alle spalle della spiaggia,  e anche con una decisa azione di tutela dell’area di Foce che più volte, nel passato, è stata oggetto di devastazione per mano umana, con deviazioni artificiali del letto fluviale e deturpazione dell’habitat dell’avifauna.

Non c’è strumento migliore dell’educazione per frenare la tendenza distruttrice dell’uomo e anche la sua mancanza di responsabilità nei confronti del Pianeta: con questa certezza e con l’aiuto di una madrina di eccezione, l’Artista Karen Thomas che da anni coniuga il suo lavoro con una strenua difesa della Natura e dei suoi Valori, in occasione di questo “long week end” che avrà inizio venerdì 7 agosto, si potrà assistere a più di una occasione di riflessione e progettualità per porre l’accento sulla necessità di conoscere, rispettare e tutelare Animali e Ambiente, al fine di preservare la Bellezza e assicurare un futuro alle generazioni che verranno.

Ecco gli appuntamenti, ai quali anche i Soci “ordinari” potranno assistere, con la chiara intenzione di far dilagare il rispetto e la consapevolezza nell’animo delle persone: si comincia il 7 agosto ore 12:00 con il workshop dell’educatore Alessandro Marzano sulla conduzione del branco in libertà, il riconoscimento delle motivazioni delle razze canine e delle loro derivazion , l’importanza della socializzazione, specie nella più tenera età del cane ; alle 14:30 un seminario con Giulia Baliva sulla costruzione di una squadra, messa in relazione con la dinamica interna al branco di Lupi , poi alle 16,00 si racconterà la Storia dei Diritti Animali attraverso la testimonianza di Gianluca Felicetti (Presidente Lav) e la Dott.ssa Roberta Pinto.

Sabato 8 agosto alle ore 12:00 propone due workshop  veterinari , il primo con la Dott.ssa Elena Barone, sul Pronto Soccorso Veterinario e il secondo, a seguire, sulla Medicina Veterinaria Comportamentale, a cura del Dott. Giacomo Riggio.

Alle 16:00 si metteranno da parte  le scienze per lasciarsi condurre dall’Artista Karen Thomas in un piccolo viaggio nel mondo dei colori, del loro potere evocativo e comunicativo, sul tema della tutela dell’Ambiente che ci ospita. Le installazioni  artistiche, sei gocce simboliche dell’impegno di ognuno di fare la propria parte, verranno posizionate al centro del “The Wall”, un ipotetico muro da rompere per far entrare nella nostra vita quotidiana le tre Grandi Motivazioni che dovrebbero occupare l’umanità: Conoscenza, Rispetto e Amore.

Per questo il “muro” conterrà una retrospettiva di un Artista degli inizi del  secolo scorso, Alessandro Poma, di scatti fotografici che ritraggono l’habitat della Foce dell’Arrone com’era cento anni fa e come vogliamo rimanga  sempre: luogo di accoglienza di animali e mutamento, sistema naturale perfetto e che sprigiona una grande bellezza.  Per questo  ci sono tracce descrittive degli abitanti del Luogo e per questo ogni azione è protesa a sottolineare l’urgenza di attenzione e cura.

L’ultima giornata, domenica 9 agosto, ci si concentrerà sulle attività da fare in uno spazio IHOD© con i cani e con i loro accompagnatori: la mattina dalle 12:00 si parlerà di Puppy Class e Old Boys Class, perché ogni età del cane deve essere ricca di stimoli  e perché è necessario avere presente le priorità dei vari momenti .

Si parlerà di problemi gestionali, ma anche di sicurezza ed igiene, illustrando le caratteristiche del famoso disintegratore di odori utilizzato da anni al Baubeach. Alla fine del pomeriggio ci si incontrerà nella alchimia ancestrale di una sessione di Pentadog®, lo sport cinofilo inventato proprio in qeusta spiaggia, che segna un approccio unico e rivoluzionario per chi ha deciso di dividere la vita con un cane.  A guidare le classi l’educatrice cinofila comportamentale Cecilia Brincat e l’etologa relazionale Patrizia Daffinà.Tutto verrà realizzato nella massima osservanza delle regole di distanziamento sociale, un effetto paradosso della grande distanza che l’umanità ha creato negli ultimi cinquanta anni con l’ Alterità animale. Esperienza che ci ha portato a fare i conti con metodi, abitudini e tradizioni che mercificano ogni tipo di animale e sacrificano ogni genere di rispetto per le specie diverse dalla nostra.

Turismo esperienziale: la fiera Bitesp 2020 diventa digitale

Bitesp 2020 diventa Digital: Il primo evento dedicato al Turismo Esperienziale su piattaforma digitale, dal 23 al 30 novembre

Bitesp 2020, la Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale, diventa Digital. Per contribuire al rilancio del turismo italiano, vista l’incertezza derivante dal Covid-19, gli organizzatori hanno deciso di trasferire online su piattaforma digitale, l’edizione 2020 della Bitesp – Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale.

Prende così vita una manifestazione unica e innovativa, la Bitesp Digital, a disposizione di tutti gli operatori per promuovere  la propria struttura turistica, online dal 23 al 30 novembre 2020, tramite il sito web www.bitesp.it.

L’evento permette di incontrarsi e fare business in sicurezza, offrendo agli utenti un’esperienza digitale completa e immersiva,  stando comodamente seduti alla propria scrivania.

Alla fiera possono partecipare buyer nazionali e internazionali, tour operator, agenti di viaggio, strutture ricettive, consorzi turistici, fornitori di esperienze, etc., e tutti gli operatori interessati a definire nuovi accordi commerciali nell’ambito del turismo esperienziale.

Tutto nasce dal fatto che oggi il turista non cerca più solo località o territori da visitare, ma “esperienze uniche da vivere”.

E così la Bitesp Digital è dedicata all’innovazione del prodotto turistico e alle vacanze esperienziali, diventando un’occasione importante per lo sviluppo commerciale del turismo.

L’evento online si svolgerà su piattaforma digitale, organizzata in ogni minimo dettaglio e utilizzabile in modo semplice e funzionale. Per accedere ogni operatore turistico o utente web dovrà registrarsi per collegarsi con il computer o qualsiasi altro device.

L’utente web, entrando sulla piattaforma visualizzerà una mappa interattiva con tutte le indicazioni per visitare le due aree della manifestazione, l’Area Espositiva e l’Area Workshop.

Come in una fiera dal vivo, nell’area espositiva gli espositori avranno il loro stand virtuale e incontreranno i visitatori per promuovere le offerte turistiche. I visitatori potranno entrare liberamente negli stand virtuali e visionare le proposte  turistiche, con il supporto di strumenti multimediali per comunicare con la chat, vedere video, fotogallery, richiedere informazioni e fissare incontri live.

Nell’area dedicata al workshop online, i Sellers incontreranno Buyers nazionali e internazionali, per ricercare nuovi partners e definire accordi commerciali nell’ambito del turismo esperienziale, dell’incoming e dell’outgoing. Con il workshop che viene organizzato con un’agenda di appuntamenti prefissati.

La manifestazione realizzata sul web, sarà in grado di generare lead qualificati di operatori e sarà ampliata la possibilità di contatti con nuovi clienti, allargando il target di riferimento e la fascia di mercato.

Autostrade, Atlantia ed il Governo della vittoria di Pirro

Il Popolo Italiano: “Mi resi conto di aver perso nello stesso istante in cui mi dicevano che avevamo vinto”

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari. Melbourne – Australia

È proprio vero che chi del potere non conosce i pericoli e la potenza accecante, casca sempre per far la fine del fesso credendo di aver fatto fesso gli altri.

È la cruda vicenda di un ex Ministro che è stato, passateci il termine, “trombato” dai suoi stessi alleati e dirigenti di partito e che oggi, grida al successo per le concessioni delle Autostrade Italiane in revoca ad Atlantia del Gruppo Benetton.

Va detto con forza e convinzione che un Paese che grida al successo per un ponte ricostruito in tempi normali è un Paese che somiglia a un Paese del terzo mondo, ma sapendo che l’Italia è tutto tranne che un Paese del terzo mondo, si può affermare che i governanti attuali, con riferimento all’ultimo decennio, si comportano come se fossimo terzo mondo.

È altresì singolare che un ex  Ministro delle infrastrutture  gioisca per un successo che, nei fatti, è il fallimento di una “classe politica” totalmente incompetente che non è stata in grado di far rispettare le regole contrattuali della concessione firmata con Atlantia e che, anziché far applicare le regole scritte nel contratto, gli revoca la concessione, facendogli uno dei regali più  grandi che gli si potevano fare, tant’è che il mercato azionario dopo l’annuncio ha subito premiato Atlantia con un balzo in borsa del 25% e che ancora oggi sembra tenere un passo tutto sommato positivo. Ma perché il successo venduto dall’ex ministro Toninelli e dai suoi compagni di Governo in realtà è un totale fallimento per il Popolo Italiano?

Il fallimento sta nel fatto che lo Stato Italiano ha concesso al Gruppo Benetton, tramite Atlantia, di acquisire le concessioni autostradali italiane cioè, ha consegnato una struttura in ottime condizioni, un patrimonio pubblico costruito con miliardi di tasse pagate dal Popolo Italiano, ad un soggetto privato con il vincolo contrattuale e l’obbligatorietà di mantenere la stessa in totale sicurezza ed in condizioni ottime.

Ed oggi, grazie alla totale cecità dei governanti attuali, il Popolo Italiano si riprende una struttura in condizioni pessime, che dovrà mettere in sicurezza e ristrutturare completamente a suon di tasse e rincari. Ci si aspettava da un Governo capace che, prima di sospendere la concessione, avrebbe preteso dal concessionario gli adempimenti degli obblighi contrattuali cioè, la manutenzione e la messa in sicurezza di tutta la rete gestita dal concessionario, ma ovviamente nulla di tutto ciò è accaduto e nulla di ciò è stato preso in considerazione da colui che va sbandierando il successo dell’insuccesso, Toninelli appunto  che in un video su Instagram esulta con pollici alzati e pugno chiuso dopo la decisione del governo sui Benetton. Ma di quale vittoria parla costui così concentrato sul suo ego ideologico da non tenere in conto le conseguenze economiche di questa vittoria di Pirro? Oltretutto forse ce lo ritroveremo candidato per i 5S alle future elezioni regionali lombarde.

Non si riesce a comprendere come una persona che è stato Ministro, possa gioire di un insuccesso e possa essere talmente accecato dall’ideologia di partito che addirittura vende questo insuccesso come il suo più grande successo. Ma riflettendo sul fatto che, quando incalzato dalla gente comune, Toninelli invece di rispondere a quesiti politici si trincera in difesa rilanciando il fatto che lui e i suoi colleghi di partito meritano di sedere in Parlamento, e quindi chi se ne frega dei disastri compiuti, solo perché si sono tagliati lo stipendio da Parlamentare, comprendiamo meglio la sua posizione.

Dobbiamo però, per onestà intellettuale, riconoscere a lui ed a tutti i Deputati e Senatori del Movimento 5 Stelle una coerenza ed onestà d’altri tempi, nel senso che, consapevoli forse di non valere i soldi messi a disposizione dallo Stato per i Politici, che dovrebbero accettare di entrare in Parlamento solo se realmente capaci di adempiere a quel ruolo, si decurtano lo stipendio immeritato.

Chiudiamo dicendo che, purtroppo come al solito, chi inevitabilmente pagherà le conseguenze di questo ed altri pasticci commessi da una classe politica con la p minuscola, sarà come sempre il Popolo, quel Popolo Italiano fatto da una maggioranza schiacciante di persone oneste che ancora una volta si era fidata di una novità in politica, M5S, che si era venduta come rivoluzionaria ed innovativa e che invece, nei fatti, con gli intrighi di palazzo ci ha riportato nella parte peggiore di quella Prima Repubblica che pensavamo di esserci lasciata alle spalle e che per colpa dei Toninelli, Renzi, Di Maio, Azzolina, De Michelis, Speranza, Conte & company, ci stanno facendo persino rimpiangere, perché almeno a quei tempi i Politici erano Politici con la P maiuscola quantomeno nel linguaggio e nel modo di dialogare con gli Italiani.

“Il Politico Onesto è il Politico Capace” ed ahinoi, in questo Governo di politici capaci come li intendeva Benedetto Croce, non ve ne traccia alcuna…

La gioventù ai tempi del coronavirus

Giovani e Covid-19, una situazione difficile, che ci sta obbligando a rivedere molte delle nostre abitudini e del nostro stile di vita.

di Alessandro Cammareri

Solitudine e isolamento sono diventate normalità, una condizione diventata quasi patologica per i giovani e in particolar modo per gli adolescenti. Un ragazzo della nostra età è abituato a relazionarsi con gli altri in maniera libera e spontanea senza le barriere o i distanziamenti che ci vengono imposti in questo periodo. Durante il lockdown in molti hanno fatto uso dei telefoni o dei computer per fare le videochiamate e avere la possibilità così di vedersi almeno in maniera “virtuale”, il costante utilizzo della tecnologia soprattutto al livello relazionale non fa che andare a discapito del contatto umano favorendo in molti casi anche l’isolamento sociale. Per non parlare della possibilità di relazionarsi senza il normale uso dei sensi: il tatto, l’olfatto e quindi senza la possibilità di abbracciare, baciare, spingere, stare a fianco, scambiarsi sguardi, oggetti, gesti.

Inoltre hanno chiuso le scuole, i centri aggregativi, i locali, i bar, gli oratori, i campi sportivi, le palestre, i parchi, tutti i luoghi, insomma, in cui i ragazzi socializzano con gli altri.

La misura dell’isolamento, prodotta da una serie di decreti governativi via via più restrittivi, è stata necessaria per evitare il dilagare dei contagi, certo; tuttavia, come spesso accade per le misure generalizzate in situazione emergenziale, si stanno mettendo sullo stesso piano realtà molto differenti. Quando pensiamo alla casa dove ognuno abita, spesso immaginiamo un luogo accogliente e sereno, connesso alla rete, con la possibilità di avere device adeguati, con adulti in grado di accompagnare all’uso degli strumenti di comunicazione. Ma in questa condizione di chiusura forzata in casa bisogna ricordare anche i giovani con genitori violenti o che semplicemente vivono in appartamenti di dimensioni ridotte, in case fatiscenti di periferia, senza un balcone, un giardino; a quelli che vivono in comunità, ai ragazzi con difficoltà cognitive, psichiche e comportamentali. Ai luoghi non raggiunti dalla rete web o alle case senza un pc o dove gli strumenti ci sono, ma mancano adulti in grado di promuoverne un uso adeguato. Per non pensare poi a quelle case in cui saltano anche gli equilibri familiari, da un lato per l’angoscia di veder soffrire i propri cari e dall’altro per la perdita di stabilità affettiva e/o economica.

Questi aspetti, sommati alla situazione generale, rischiano per un verso di incidere pesantemente sui processi di crescita dei giovani sempre più preoccupati per il proprio futuro. Per tutti questi motivi i giovani si domandano, quali saranno le misure che le istituzioni metteranno in atto per recuperare i danni causati da questa emergenza sanitaria, ma soprattutto e dal momento che non possiamo sapere ancora quanto durerà l’allerta sanitaria, ci si augura che il governo sappia contemperare sicurezza sanitaria con libero sviluppo fisico ed emotivo dei giovani italiani under 25.

Crotone, intimidazioni a danno dell’associazione ‘Libere Donne’. Imbrattata la panchina dedicata a Giuseppe Parretta

L’episodio fa seguito ad altri atti intimidatori che la presidente dell’associazione Caterina Villirillo subisce da quando ha riaperto la sede di ‘Libere Donne’

di B.P.

Sono ignote le mani di chi ha imbrattato la panchina dedicata al giovane Giuseppe Parretta versando della “colla” o altra sostanza appiccicosa nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto. La denuncia parte dall’associazione ‘Libere Donne’ di cui è presidente Caterina Villirillo, madre di Giuseppe Parretta che a soli 19 anni fu ucciso da Salvatore Gerace entrato con la pistola in pugno nei locali dell’associazione. Il ragazzo perse così la vita per difendere la madre.  “La panchina dedicata a mio figlio – spiega Caterina Villirillo – ha un significato molto importante, vuol dire siediti e denuncia, noi ci siamo”. L’associazione Libere Donne, che da quando è stata fondata ha sempre lottato contro la criminalità organizzata, chiede l’attenzione delle istituzioni e riferisce di aver subìto negli ultimi mesi altri atti intimidatori. Nel periodo del lockdown nazionale per il Covid19,  ‘Libere Donne’ ha dato assistenza a molte famiglie in difficoltà. Sembra che la riapertura della sede in via Ducarne a Crotone e di conseguenza l’intensificarsi di donne in difficoltà che si recano in associazione per avere aiuto e conforto, dia fastidio a ‘qualcuno’. La panchina dedicata a Giuseppe Parretta oltre ad essere simbolo della lotta al malaffare è anche il luogo dove chi si rivolge a ‘Libere Donne’ si ferma ad aspettare. ‘Solo nell’ultimo mese, – dice Caterina Villirillo – abbiamo realizzato più di 15 interventi su donne e minori maltrattati, pertanto si chiede sicurezza nei confronti della famiglia Parretta, dei volontari e delle vittime che vengono a chiedere aiuto”.

Ritorna con la VII edizione il Premio Impresa Ambiente

Il premio si rivolge a quelle imprese che si sono distinte in materia di rispetto ambientale, sviluppo sostenibile e responsabilità sociale con l’obiettivo di incentivarne alcuni seguendo costantemente la tabella di marcia disegnata dal Green Deal  europeo.

di Ilaria Carlino

Ritorna con la VII edizione il Premio Impresa Ambiente,  promosso dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo che si rivolge a imprese private e pubbliche che abbiano contribuito a migliorare l’impatto economico, sociale e ambientale nel nostro paese. Il premio, che ritorna dopo cinque anni dall’ultima edizione, è il più alto riconoscimento italiano per le imprese, e torna anche in un momento particolare per l’Italia, ovvero quello post Covid-19, e si rivolge a quelle imprese che si sono distinte in materia di rispetto ambientale, sviluppo sostenibile e responsabilità sociale con l’obiettivo di incentivarne alcuni seguendo costantemente la tabella di marcia disegnata dal Green Deal  europeo.

Al Premio Impresa Ambiente possono partecipare tutte le imprese prima citate che siano regolarmente iscritte alla propria Camera di Commercio, più soggetti pubblici o ONG purché almeno uno dei partecipanti sia un’impresa italiana operante con un’economia in transizione o un paese in via di sviluppo.

Le precedenti edizioni hanno portato alla ribalta piccole e grandi aziende, con progetti che hanno contribuito enormemente a migliorare l’impatto socio-economico e ambientale nella nostra nazione.

Il premio si divide in quattro categorie: miglior gestione, miglior prodotto, miglior processo/tecnologia e migliore cooperazione internazionale. Nell’edizione italiana è stato introdotto il Premio Impresa Ambiente- Speciale Giovane Imprenditore, premio riservato a titolari o dirigenti d’impresa under 40 che si siano distinti per notevoli capacità imprenditoriali.

Il riconoscimento, in questi anni, è stato affidato finora a 32 imprese tra cui la Sotral SpA di Torino e 5 giovani imprenditori d’azienda under 40. Inoltre più di 60 realtà imprenditoriali italiane hanno ricevuto una menzione speciale per essere riuscite a ribaltare l’economia green e sviluppare soluzioni e tecnologie utili all’ambiente.

A partire dal 1° agosto è possibile inviare la propria candidatura sul sito www.premioimresaambiente.it compilando l’apposito modulo online, con scadenza in data 30 settembre. La cerimonia di premiazione avverrà nel mese di dicembre nella città di Venezia.

Mascherine protettive e il disagio delle persone non udenti

Le mascherine protettive di cui tutto il mondo ha fatto tesoro per proteggersi dal Covid19, per le persone affette da sordità rappresenta una gigantesca barriera a livello comunicativo.

di Ilaria Carlino

Nei mesi passati, proprio mentre ci trovavamo in pieno periodo emergenza Covid-19, durante le odierne conferenze stampa della Protezione Civile abbiamo tutti notato la presenza di un’interprete che traduceva in LIS, ovvero la lingua dei segni italiana.

Per molti è stato un dettaglio rilevante ma silenzioso, alcuni invece avranno sicuramente pensato a quanto grande e significativo fosse quel segnale per le persone affette da sordità; questo si accompagna in gran parte al fatto che le mascherine protettive di cui tutto il mondo ha fatto tesoro, per loro rappresentavano una gigantesca barriera a livello comunicativo.

E’ difatti molto difficile, se non addirittura impossibile, per una persona sorda cogliere parole labiali, anche in presenza di un apparecchio acustico, da un interlocutore con il viso completamente coperto dalla mascherina, senza dimenticare che un sordo non si riconosce in faccia, il suo è un disturbo non visibile, “nascosto”, per cui il disagio potrebbe essere ancora più grande.

Dopo la richiesta di far togliere eventualmente la mascherina alle persone sorde, subito scartata per il maggiore rischio a cui sarebbero stati esposti, è arrivata la proposta di mettere in commercio le cosiddette “mascherine trasparenti” ma anche questa è stata  bocciata: pare che anche l’utilizzo di queste sia difficoltoso a causa dell’obbligatoria copertura parziale del viso, che rende quindi difficile il movimento labiale della bocca e la visuale delle espressioni facciali, anche queste comprese nella lingua dei segni. Inoltre pare che siano state descritte come più scomode a causa della rigidità del materiale e dei problemi di appannamento, con una complicazione aggiuntiva che riguarda la distribuzione, che sarebbe di gran lunga più difficile a causa della difficoltà già avuta nella diffusione di quelle “non trasparenti”.

Jennifer Finney Boylan, attivista e autrice statunitense che perse l’udito anni fa, in merito alla proposta di rinunciare alla mascherina, sul New York Times ha dichiarato: “Lasciate che sia chiara. Anche con tutte le difficoltà che si portano dietro le mascherine, preferisco vivere in un mondo in cui la gente le indossa che in uno in cui non le indossa”.

Sul Washington Post scrive invece la scrittrice Sara Novic: “Offrire le maschere trasparenti come una soluzione fa parte della troppo diffusa convinzione che sia più facile accumulare strumenti, tecnologie e supporti individuali per le persone sorde e le altre persone con disabilità, rispetto ad agire per rendere più generalmente accessibile l’intera società”.

In sostanza una soluzione semplice non esiste. Come ha spiegato anche la sezione lombarda dell’ENS, qualche privato sperimenta la produzione di mascherine trasparenti ma non c’è nessun impegno da parte dei governi per la certificazione e la distribuzione delle stesse.

Dati ICE-Istat sull’export italiano, Deloitte: Internazionalizzazione e digitalizzazione chiave di volta per la ripartenza

«Per tornare ai livelli di export del 2019, secondo l’analisi di ISTAT-ICE, ci vorranno due anni. Un tempo ragionevole, se si considera l’impatto senza precedenti del nuovo Coronavirus sull’economia mondiale»

Da solo vale oltre il 30% del Pil italiano e, nel 2019, ha prodotto un valore di 585 miliardi di euro. «L’export di beni e servizi è uno dei punti di forza del sistema economico italiano: secondo Istat coinvolge oltre 130 mila operatori italiani e, solo nell’ultimo anno, ha portato a un avanzo di bilancio commerciale di 52,9 miliardi di euro. Per questo puntare all’internazionalizzazione delle tante PMI che caratterizzano il nostro ecosistema imprenditoriale è un obiettivo strategico per rilanciare la nostra economia dopo il Covid-19», così Ernesto Lanzillo, Private Leader di Deloitte Italia, commenta i dati dell’Annuario statistico “Commercio estero e attività internazionali delle imprese”presentati oggi da  ISTAT e ICE.

«Per tornare ai livelli di export del 2019, secondo l’analisi di ISTAT-ICE, ci vorranno due anni. Un tempo ragionevole, se si considera l’impatto senza precedenti del nuovo Coronavirus sull’economia mondiale», spiega Lanzillo. «C’è motivo per essere ottimisti, perché, nonostante questa battuta d’arresto, dai dati emerge chiaramente che le imprese italiane hanno un potenziale di crescita molto significativo sia nei Paesi in cui hanno rapporti commerciali consolidati (Usa, Ue), sia nei mercati emergenti dell’Asia». I dati congiunturali di maggio 2020, infatti, segnalano che la ripresa è iniziata: l’export segna un +35,8% e l’import un +5,6% – una netta ripresa dovuta ai forti aumenti registrati nelle vendite sia verso i mercati Ue (+33,7%) che extra-Ue (+36,5%).

«In questa fase difficile alcune imprese sono riuscite a fare di necessità virtù: sono passate al digitale e sono riuscite a ritagliarsi fette di mercato internazionale tramite l’e-commerce», commenta Eugenio Puddu, Consumer Products Leader di Deloitte Italia. «L’ICE da tempo segnala un trend di crescita degli e-consumer dall’estero: solo nell’ultimo anno c’è stato un +9% degli acquirenti on-line nel mondo. Ad oggi, quindi, si stima una platea totale di 1,45 miliardi di potenziali clienti che le nostre imprese possono sempre più facilmente raggiungere investendo sulla digitalizzazione dei propri canali di vendita. Un’occasione che non possiamo perdere», conclude Puddu.

«Ma non bisogna abbassare la guardia: secondo Istat il fatturato è diminuito nel 71,5% delle imprese e solo il 32,5% delle imprese ha dichiarato di avere potuto operare durante le varie fasi di lockdown. Questo vuol dire che molte aziende non erano pronte ad affrontare una crisi del genere», prosegue Puddu. «È quindi arrivato il momento di implementare una strategia di risposta alla crisi. Esattamente quello che, già da tempo, abbiamo proposto ai nostri clienti con il Recovery Playbook. Pensata come strategia comprensiva di tutti i fondamentali, il nostro Recovery Playbook si basa su sei pilastri: risanare il fatturato; aumentare i margini operativi; ottimizzare asset, passività e liquidità; accelerare la digitalizzazione; aggiornare l’organizzazione del lavoro; gestire le aspettative degli stakeholder. Sebbene i piccoli e medi imprenditori abbiano dimostrato capacità di reazione ed adattamento uniche nella fase di picco pandemico, avranno bisogno di supporto da parte del sistema paese con azioni di finanza strutturale per il sostegno al rilancio delle attività sul mercato internazionale e nazionale, affinando competenze digitali ed organizzative per le quali sono opportune azioni di formazione e supporto strutturate da parte di tutti gli interlocutori di sistema».

Ecco perchè alcune zanzare preferiscono il sangue umano a quello animale

A differenza di quanto si possa credere per il momento solo un basso numero di zanzare preferisce gli esseri umani rispetto ad altri animali.

di Ilaria Carlino

Oltre ogni aspettativa e oltre il puntuale fastidio che proviamo nei confronti delle zanzare, in pochi sanno che hanno anche un’alta percentuale di provocare la morte fra milioni di persone ogni anno; questo è dovuto alla loro “quasi” facile possibilità di trasmettere malattie come la malaria e la febbre gialla, soprattutto nei paesi più poveri come l’Africa. Ma a differenza di quanto si possa credere per il momento solo un basso numero di zanzare preferisce gli esseri umani rispetto ad altri animali.

L’Università di Princeton (USA) avendo studiato il caso ci fornisce alcune informazioni sulla base delle analisi di uova di zanzara che i ricercatori hanno raccolto per ben tre anni utilizzando migliaia di ovitrappole, ovvero contenitori ripieni di acqua stagnante con una fitta griglia poco al di sopra dell’acqua; questi offrono condizioni ottime per la posa delle uova e permettono il passaggio delle stesse verso il basso senza fuga da parte delle zanzare dopo la schiusura. La specie di “Aedes aegypti”, una delle più diffuse e una delle cause più comune di febbre gialla, dengue e Zika, si è scoperto che oltre ad avere note due sottospecie, tra esse una sembra preferire di gran lunga gli esseri umani, mentre l’altra mostrerebbe più indifferenza riguardo le sue scelte.

I ricercatori di Princeton con una loro invenzione hanno collocato gli insetti dentro una scatola di plastica avente due aperture attaccate a due tubi: uno di quest’ultimi portava verso il braccio di un volontario (un ricercatore) mentre l’altro ad una cavia animale.

Gli esperti raccontano che dopo poco l’inizio del test le zanzare decidevano già se spostarsi verso una direzione o l’altra, dopodiché le conteggiavano all’interno dei tubi.

Dalle ricerche è emerso che siano molto più presenti in una stagione umida avendo bisogni dei ristagni d’acqua per deporre le uova e che si spostino in zone dove c’è una più alta concentrazione di esseri umani apposta per trovare più riserve d’acqua.

Il New York Times ha spiegato, in merito all’ipotesi prima citata dei ricercatori, che questa circostanza, ovvero quella di un’elevata affluenza di zanzare lì dove ci sia più popolazione umana, ha fatto sì che col tempo questi insetti si adattassero al sangue umano finendo così per preferirlo a quello animale.

Da questa ricerca si è stimato inoltre che entro il 2050 ci sarà un’elevata affluenza di zanzare nell’Africa subsahariana in seguito a processi di urbanizzazione che faranno sì che aree più popolate da esseri umani gli forniscano più acqua di cui hanno bisogno per riprodursi.

Questo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Current Biology” ed ha avuto un grande successo fra gli studiosi data la quantità di informazioni e di dati piuttosto rilevante. Inoltre scoprire perchè le zanzare preferiscano il sangue umano potrebbero favorire nuovi sistemi che riducono i rischi di trasmissione di alcune malattie infettive.

Provviste – Generi di conforto per viaggiatori lenti

È partito da Tarvisio, il 25 luglio, il progetto “Provviste” che porta a vivere la natura e la convivialità in un modo che viene dal passato con uno sguardo al futuro. Fruire di spazi sicuri e trovare nuove connessioni che raccontino i viaggiatori di questa nuova epoca

Provviste è un progetto che nasce in seno a Dispensa (www.dispensamagazine.it) da un’idea di Martina Liverani e Valeria Carbone, entrambe attive nel mondo dell’enogastronomia, per raccontare e promuovere i cammini, in mezzo alla natura, in ottima compagnia e con buon cibo.

“Proprio come una riserva di viveri e altri beni messi da parte in vista di future necessità le Provviste, in varie forme accompagnano viaggiatori e appassionati di cammini con storie, piccoli eventi, progetti ad hoc con realtà mosse dalla stessa voglia di scoperta in una dimensione naturale e a misura d’uomo. La cultura, la natura e il benessere sono i viveri che accompagnano il cammino” racconta Martina Liverani, editore di Dispensa.

I percorsi di Provviste saranno piccoli cammini in occasione di grandi eventi o grandi cammini in compagnia di un personaggio di riferimento (un o scrittore, uno chef, un produttore enogastronomico, un atleta, un manager….) per imparare camminando e godendo di un’esperienza condivisa con vecchi e nuovi amici accomunati da una stessa passione per il buon cibo e con la gioia di rifocillarsi durante le soste con qualcosa di buono e semplice. Provviste perciò riunisce persone, esperti di vari settori e menti creative per camminare e parlare in modo efficace e pervasivo, condividere idee e scoprire qualcosa di nuovo; apre strade inedite o percorre sentieri già segnati con diversi punti di vista, e lascia sempre tracce nuove. Le tracce saranno racconti, podcast, video e contenuti da condividere che possano ispirare appassionati e viaggiatori lenti verso i più bei cammini d’Italia.

La tappa zero è stata nel territorio del Tarvisiano con un cammino dedicato alla scoperta della Malga Montasio e alla degustazione dei suoi prodotti caseari d’eccellenza. Un cammino accompagnato dai racconti di una guida esperta e del casaro che ha preparato una vera colazione di montagna e ha mostrato agli ospiti la lavorazione del suo formaggio. Un’esperienza che tutti potranno vivere o dalla quale potranno farsi ispirare, in futuro, grazie ai video realizzati a supporto e scaricando il podcast che racconta le suggestioni di questo speciale cammino. Si tratta quindi di un progetto aperto e in continua evoluzione, mosso dalla voglia di esplorare, guardare, assaporare e condividere. È quindi un inno alla scoperta, alla lentezza, al piacere del buon cibo e all’ottima compagnia.

Protagonista della data zero è stato il brand GORE-TEX che ha scelto di essere partner del progetto Provviste includendolo nella propria strategia locale. Questa attività si lega al nuovo quadro di sostenibilità introdotto dalla divisione Fabrics di Gore che riflette l’impegno a lungo termine dell’azienda volto a proteggere le persone e il pianeta, prolungando al contempo la vita dei prodotti e il benessere degli individui. Ross MacLaine, Sustainability Team Leader della Divisione Fabrics di Gore ha affermato: “Attraverso il nuovo quadro di sostenibilità, l’obiettivo dell’azienda è quello di ridefinire le prestazioni, oltre alle caratteristiche tecniche del prodotto, a vantaggio sia delle persone che del pianeta. Continueremo a concentrare i nostri sforzi sulle innovazioni connesse alla sostenibilità e sulle iniziative volte a massimizzare il valore per la società che creiamo. Inoltre, ci impegniamo costantemente a lavorare per ridurre al minimo l’impatto ambientale delle nostre attività e dei nostri prodotti.”

Tra le “provviste” che gli ospiti hanno messo nello zaino, per rifocillarsi durante il percorso, anche la birra ceca Pilsner Urquell, la prima birra chiara al mondo, prodotta dal 1842 soltanto nella città di Plzen. Nello zaino delle provviste anche la CARD+ fornita dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano che permette di accedere gratuitamente a moltissimi servizi e attrattive turistiche sul territorio e ottenere diverse scontistiche anche in Carinzia e Slovenia. La CARD+ viene regalata a tutti gli ospiti degli hotel e delle strutture del comprensorio che hanno aderito all’iniziativa. I prossimi cammini di Provviste, in partnership con GORE-TEX, si terranno a partire dal 18 settembre e vedranno coinvolti i maggiori negozianti outdoor e 25 località tutte da scoprire.

Per tutte le informazioni: www.leprovviste.it

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