BAUBEACH® diventa polo formativo sullo studio dell’etologia del cane. Aperto tutti i fine settimana dell’anno   

Nel week end si conclude la seconda edizione del Corso di Formazione Dog Manager IHOD©. Baubeach©, che ha intrapreso la certificazione UNI ISO 29993 proporrà la prossima edizione a fine anno.

Approvata la richiesta del servizio di destagionalizzazione che darà l’opportunità alla spiaggia di restare aperta nei week-end dall’autunno a primavera.

Un altro week end di impegno e passione a Baubeach®, la spiaggia per cani liberi e felici di Maccarese, che il prossimo 20 settembre porterà a completamento la seconda edizione del Corso di Formazione Dog Manager Ihod©, riconosciuto dall’Ente di Promozione Sportiva AICS e patrocinato da Regione Lazio e Comune di Fiumicino, con la prerogativa di aver intrapreso il percorso di Certificazione UNI ISO-29993 , la Norma che specifica i requisiti per i servizi di formazione che non rientrano nell’istruzione formale.

Mentre Baubeach® diviene quindi un polo formativo sullo studio dell’ etologia del cane e sui servizi turistico-ricreativi collegati a questo ambito, con la importante certificazione dell’unico Ente di Normazione in Italia, le famiglie con un cane al seguito possono gioire di un’altra splendida notizia: la spiaggia ha ottenuto la possibilità di offrire il servizio di destagionalizzazione, quindi nei week end di sole dai mesi autunnali fino a primavera, sarà possibile recarsi al mare con il cane e ricevere accoglienza e servizi base.

Pieno di emozioni il week end che prevede l’appuntamento di sabato 19, alle ore 12:00, con la classe di educazione al corretto rapporto con il cane, rivolto ai neofiti e in grado di dare gli strumenti per gestire la relazione in modo “etologicamente corretto”; domenica 20 in mattinata (ore 11:00) si farà invece un briefing con gli allievi del corso, parlando delle materie trattate, della gestione dei cani in libertà, della organizzazione di un asilo modello per cani e della rivisitazione della “Carta dei Valori IHOD©”, sui quali si basa il percorso formativo.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, con appuntamento alle ore 16:00, condotto dall’Artista Karen Thomas, ci sarà un workshop che raduna allievi e docenti attorno al tema dell’Appartenenza: appartenenza ad una cultura del rispetto biocentrico, della cura e della conservazione animale e ambientale, dei diritti di chi non può parlare, della bellezza e consapevolezza dell’enorme valore della natura e della importanza di lasciare un segno al nostro passaggio che abbia un senso per le generazioni che verranno.

Il tutto raccontato attraverso i colori, le forme di grandi tronchi spiaggiati che raccontano le loro storie, con brevi momenti di meditazione e poesia, osservazione guidata e sperimentazione: e il risultato sarà tangibile sia nella creazione di amuleti da portare con sé nel nuovo viaggio che si intraprenderà dopo il corso, sia nella realizzazione di un Totem: il Totem della Appartenenza, appunto, attorno al quale ci si riunirà in una breve sessione yogica, all’interno del Bosco Emozionale, ricco delle installazioni nate dalla collaborazione con l’Artista, tra percorsi naturali studiati per affinare i sensi dei cani e il valore empatico della relazione, alle spalle della spiaggia più ecologica e poetica del litorale .

Lunedì 21 avrà luogo la sessione di esame, presieduta da Toni de Vito, Educatore cinofilo comportamentale e responsabile regionale del settore cinofilo di AICS, con il quale diversi tra i corsisti proseguiranno il percorso per approfondire la preparazione cinofila, divenendo Educatori cinofili di primo livello, come consentito dalla parificazione del Corso alla Virtues Dog Academy .

La prossima edizione del Corso Dog Manager IHOD© è prevista per fine anno; tutte le informazioni nella pagina dedicata alla Formazione sono reperibili sul sito https://www.baubeach.net/. Prenotazioni all’indirizzo mail [email protected]

Istituita la festa della Sicurezza e della Pace del Rotary club Roma Capitale

Premiati i Comandanti delle Accademie Militari ed il Direttore della scuola Superiore di Polizia nonché i primi di ciascun corso delle rispettive Accademie

«Voi, cari ragazzi, siete coloro che con le missioni di pace nel mondo rappresentate e salvaguardate l’Italia». Così esordisce l’avv. Gennaro Contardi, presidente del «Rotary Club Roma Capitale», rivolgendosi ai primi allievi dell’ultimo corso di ciascuna accademia.

«Le cosiddette Forze Armate -prosegue l’avv. Gennaro Contardi- con le attuali armi in grado di distruggere l’intero globo terreste, non sono più uno strumento di guerra ma di Pace e Sicurezza nel Mondo. Questo è il significato di questa Festa della Sicurezza che sarà celebrata annualmente nel mese di settembre dal Rotary Club Roma Capitale».

Ricevono il premio in questa prima edizione della Festa della Sicurezza e della Pace del «Rotary Club Roma Capitale» e del «Rotaract Roma Tirreno – Monte Mario»: il sottotenente Michele Nati (Esercito), il tenente Ivan Zaniboni (Scuola Ufficiali Carabinieri), l’allievo pilota r.n. Luca Matteucci (Accademia Aeronautica), il sottotenente Giorgio Ruta (Accademia della Guardia di Finanza), la dott.ssa Martina Marinella (Scuola Superiore di Polizia).

Una targa d’argento è stata inoltre consegnata in riconoscimento dell’impegno umanitario profuso al Capo di Stato Maggiore presso Comando per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, gen. div. Massimo Mingiardi, in rappresentanza anche del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Salvatore Farina; al Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, gen. div. Claudio Domizi; al Comandante dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, gen. brig. aerea Paolo Tarantino; al Comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, gen. brig. Bonifacio Bertetti ed al Direttore della Scuola Superiore di Polizia, dirigente generale di pubblica sicurezza Anna Maria Di Paolo.

Per tutti gli allievi dell’ultimo corso di ciascuna accademia, infine, il «Rotary Club Roma Capitale» ha rilasciato una credenziale -consegnata ai rispettivi comandanti- per cui ovunque essi vadano in Italia, in Europa o nel Mondo, questo possa essere un biglietto di presentazione per i Rotary Club locali, che accoglieranno in nome dell’amicizia rotariana i nostri giovani militari ed membri delle forze di polizia. 

Referendum taglio parlamentari. Melbourne: servizi Consolari o disservizi?

Il Console di Melbourne Pierluigi Trombetta è al corrente che il Consolato da lui diretto spedisce i plichi elettorali e referendari, documenti molto importanti, senza nessuna tracciabilità e possono essere preda di persone disoneste che potrebbero agire illegalmente?

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari (CTIM Australia)

Il Consolato o ufficio consolare è la sede dove i Consoli gestiscono prevalentemente le attività amministrative, organo che è parte dallo Stato e che risiede negli Stati esteri.

Le attività consolari sono disciplinate da norme contenute nei trattati consolari codificate nella relazione consolare siglata nel 1963.

Il consolato italiano in un paese straniero assomma le competenze di vari organi della pubblica amministrazione Italia.

In queste nostre osservazioni, saremo costretti ad esporre le nostre esperienze personali che, purtroppo in questa occasione, il diritto di voto al Referendum del 20 e 21 settembre 2020 per la riduzione dei Parlamentari, non sono state assolutamente positive riguardo il servizio che il Consolato di Melbourne avrebbe dovuto offrire a noi ed ai nostri concittadini residenti in Australia ed iscritti all’AIRE.

Partiamo dalla fine, a noi è pervenuto il plico elettorale il 14 Settembre, tra l’altro sotto nostra pressione perché non avendo ricevuto nulla, pur avendo chiesto chiarimenti al Consolato di Melbourne, lo stesso ci rispose tramite e-mail che non “sapeva dove era il nostro plico” sapeva soltanto che lo aveva spedito e ci aveva detto di fare una richiesta per averne un altro, qualora non fosse arrivato.

Dalla foto come potete vedere, il plico è composto da: lettera che spiega le regole per votare; la scheda per esprimere il proprio voto e le buste per poter restituire il plico al Consolato. Nella parte che abbiamo evidenziato ci sono due specifiche molto importanti, la prima è che lo stesso deve essere restituito al Consolato di Melbourne entro le ore 16:00 del giorno 15 Settembre, la seconda, che è vietato votare più di una volta e chi dovesse farlo è punito dalla legge.

Avrete compreso che con le modalità di servizio erogato dal Consolato di Melbourne, di fatto, ci è stato negato il diritto al voto, visto che, ricevendo il plico il 14 settembre nel pomeriggio ed essendo in lockdown stage 4 (non si può uscire di casa), era impossibile che potessimo consegnare il plico entro il 15 settembre alle ore 16:00; in più, non avendo il Consolato di Melbourne dichiarato nulla alla prima spedizione, non avremmo votato ugualmente per non incorrere in una sanzione penale e/o civile visto che, se il Consolato di Melbourne non traccia queste importantissime spedizioni e chiunque avrebbe potuto appropriarsi dei plichi e  votare al nostro posto e quindi e nella sostanza avrebbe potuto verificarsi un doppio voto che ci avrebbe reso legalmente perseguibili.

Va anche detto che questa situazione è ancora più antipatica perché il Consolato di Melbourne era al corrente da mesi che ci sarebbe stato il Referendum confermativo per il taglio dei Parlamentari e quindi ci chiediamo, come mai le spedizioni dei plichi sono state fatte a ridosso della data, quando si potevano spedire con tutta calma molti giorni prima del voto? Esiste dunque un regolamento che vieta al Consolato di spedire molto tempo prima i plichi elettorali o referendari e se sì perché?

Annotiamo anche, che per quanto ci riguarda nessuna comunicazione ci è mai stata spedita via posta o via e-mail sul fatto che ci fosse una votazione referendaria, tra l’altro, molto importante perché legata ad una riforma Costituzionale, quindi ci chiediamo, quali sono le regole che il Consolato di Melbourne avrebbe dovuto seguire per erogare uno dei servizi che è obbligato a destinare agli Italiani iscritti all’AIRE?

Ed ancora, se per un, noi riteniamo visto le modalità con cui è stato fornito, disservizio del Consolato di Melbourne ci è stato negato un diritto Costituzionale, il Diritto di Voto, chi si deve assumere la responsabilità di questo disservizio e pagarne le conseguenze?

Ed infine, il Console Pierluigi Trombetta è al corrente che il Consolato da lui diretto sa che i plichi elettorali e referendari, documenti molto importanti, vengono spediti senza nessuna tracciabilità e possono essere preda di persone disoneste che potrebbero agire illegalmente?

E come mai non esiste sulla pagina del Consolato, o almeno noi non siamo riusciti a trovarla, la procedura che il Consolato deve adottare per la spedizione dei plichi referendari ed elettorali, in sostanza le regole che determinano un servizio che il Consolato deve fornire agli Italiani iscritti all’Aire?

Ci chiediamo per quale ragione le cartelle esattoriali vengono inviate con l’obbligo di ricevuta consegna, ed al contrario un Diritto Costituzionale viene inviato come se fosse una lettera di saluti, se arriva bene, se non arriva pazienza?

Ovviamente non siamo stati gli unici ad avere questo tipo di disservizio, e chiediamo pubblicamente al Console la cortesia di farci pervenire in redazione il regolamento cui il Consolato deve attenersi per l’erogazione del servizio  di documenti elettorali e referendari perché, per il momento, siamo costretti a denunciare un disservizio che, magari, non è un disservizio del Consolato di Melbourne ma solo l’applicazione di un regolamento sbagliato per l’erogazione  di un servizio fornito ai Consolati che, noi Italiani iscritti all’AIRE, riteniamo sia servizio non adeguato per una materia così importante, “il Diritto al Voto sancito dalla nostra Costituzione”.

Chiudiamo ricordando al Governo che nel 2020 il sistema di voto per gli Italiani all’estero, oltre ad essere obsoleto è imbarazzante per come viene puntualmente gestito da quasi tutte le reti Consolari e che, conta per ogni tornata elettorale, casi di brogli o quantomeno casi discutibili; noi crediamo che spendere milioni di euro per app completamente inutilizzate e non investire quei soldi per civilizzare il voto ed i servizi documentali per gli Italiani in Italia ed all’estero sia sciocco, poco lungimirante e ricordiamo che continuare a non porre attenzione agli Italiani residenti oltre confine è pratica di politici privi d’ogni saggezza visto che ormai, gli Italiani residenti all’estero occupano un’importante percentuale degli aventi diritto al voto.

Le leggende non muoiono mai: ricordo di Jimi Hendrix

Il modo rivoluzionario in cui usava il suo strumento è stato un atto di ribellione contro i  limiti fisici e le leggi dell’universo musicale

di Andrea Cavazzini

Sono trascorsi 50 anni da quando il mondo ha perso, probabilmente, il più grande chitarrista di tutti i tempi. Il 18 settembre 1970, Jimi Hendrix fu ritrovato morto nel suo appartamento di Londra. Come per Jim Morrison, che morì nel 1971 e le cui circostanze della morte non furono note con precisione fino a trent’anni dopo, quando fu accertato che fu l’uso di eroina eccessivamente pura a stroncare la vita del leader dei Doors, quelle che circondavano la morte di Hendrix rivelarono che il musicista di Seattle morì per soffocamento da vomito a seguito di un mix micidiale di barbiturici e alcool, ma anche a causa dei ritardi nei soccorsi. Naturalmente il fascino del musicista pazzo e maledetto nell’immaginario collettivo di quegli anni, lo stereotipo dell’artista che utilizza droghe a scopo creativo, l’abuso di alcool e i liberi costumi sessuali erano decisamente funzionali all’idea e all’immagine di un rock che in quel periodo stava esprimendo uno dei suoi momenti migliori.

Hendrix era una forza della natura, esploratore psichedelico, filosofo mistico. In quattro anni cambiò il volto della musica influenzando per sempre tutti i più grandi chitarristi, dai “vecchi” come Jimmy Page e Eric Clapton che avrebbe dovuto incontrare quella sera stessa, ai giovani emergenti di allora come Jeff Beck, Ritchie Blackmore e Brian May.

Il suo stile era tanto eclettico quanto elettrico, passando dal blues casalingo di “The Red House”, “Voodoo Child” e “Hear My Train A-Comin” ‘, all’eterea “Little Wing” e “Third Stone From The Sun” fino al rock trascinante di “Hey Joe”, “Purple Haze” e “Machine Gun”. I suoi riff erano un bulldozer e le sue linee guida erano un viaggio elettrico con LSD e 50 anni dopo aver suonato l’ultimo accordo vale la pena chiedersi ancora oggi cosa ha significato Hendrix per il rock e dell’impronta che questa icona ha lasciato nel panorama musicale.

Il modo rivoluzionario in cui usava il suo strumento è stato un atto di ribellione contro i  limiti fisici e le leggi dell’universo musicale. C’era così tanta libertà, creatività e senso di esplorazione nella sua arte, partendo da un semplice accordo, che il suono della sua Stratocaster, combinava il suo concetto di armonia, il suo concetto di timbro e la sua voglia di scioccare, tutti collegati in quell’accordo.

Passò anni a suonare la chitarra solista in band di altre persone,  in particolare per The Isley Brothers e poi Little Richard, ma una volta che lui e la sua chitarra riuscirono a trovare  una sintesi, Jimi  non si  voltò più indietro e  la sua musica iniziò a fluire. Nel giro di pochi mesi Hendrix passò dall’essere un completo sconosciuto all’essere una superstar planetaria. Un’indicazione di quanto velocemente la vita di Hendrix cambiò, può essere misurata dal fatto che nel maggio 1966 Hendrix stava lottando per guadagnare abbastanza soldi per mettere insieme il pranzo con la cena. Era così disperato per la mancanza di soldi, che si è riunì brevemente a Curtis Knight and the Squires mentre contemporaneamente suonava  con la sua band “Jimmy James and the Blue Flames”. Per fortuna Chas Chandler, bassista degli  The Animals (quelli di The sun of the rising sun per intenderci) , una sera era al Greenwich Village,  beccò  Jimi  che si esibiva al Café Wha  è rimase stupefatto da come Hendrix  interpretava “Hey Joe“.

È una delle grandi ironie della musica moderna è che uno dei più grandi musicisti blues e rock, un genere nato nel Sud e nel Mid-West americano, abbia avuto bisogno di venire a Londra per essere ‘scoperto’ e poi riesportato di nuovo in patria come parte di un ‘invasione britannica” per avere successo.

D’altra parte, se 50 anni di rock ci hanno insegnato qualcosa, è che alla fine tutto torna di nuovo. “Stiamo suonando perché il nostro suono entri nell’anima della persona,” disse Hendrix, “e vediamo se riescono a risvegliare alcuni generi di cose nelle loro menti, perché ci sono ancora così tante persone che dormono”.

Al via TOCATÌ, Festival Internazionale dei Giochi in Strada

Dal 18 al 20 settembre 2020 si terrà la XVIII edizione di Tocatì (Tòca-a-tì: dalla voce dialettale veronese che vuol dire “tocca a te”), Festival Internazionale dei Giochi in Strada, organizzato da Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Comune di Verona. Un’edizione speciale dal titolo Le Italie dei Borghi in gioco. 

Giunto alla 18esima edizione, il festival si svolgerà non solo, e in maniera completamente diversa, nei luoghi simbolo della città di Verona, ma anche in giro per le piazze italiane. Un evento diffuso che coinvolgerà circa 20 giochi e sport tradizionali che si praticano in varie regioni d’Italia e che verranno proposti proprio là dove sono nati e dove continuano ad essere giocati dalle comunità ludiche.

Un team ha collaborato per rendere completamente accessibile la diretta streaming di Tocatì 2020, che si potrà seguire nei canali social ufficiali e nel sito www.tocati.it

Protagonisti di questa edizione del Tocatì saranno dunque non solo i giochi tradizionali, ma anche i borghi storici italiani dove questi sono di casa. Un’occasione importante in questo momento per incentivare la scoperta di luoghi poco noti del nostro paese, con un’idea di turismo lento e attento alle tradizioni. 

Altra novità di quest’anno sarà il coinvolgimento di numerose realtà cittadine che, nei giorni del Festival, ospiteranno giochi, incontri e laboratori direttamente nella loro sede. Tra questi il Museo di Storia Naturale e il Museo di Castelvecchio, inseriti nel sistema dei Musei Civici di Verona, la Villa Romana di Valdonega, Palazzo Diamanti, la Chiesa di Santa Maria in Organo, Museo G.B. Cavalcaselle, Palazzo della Ragione e Bastione Santo Spirito – Ex Zoo, Arsenale, complesso architettonico Ex macello.

Tra questi luoghi alcuni dei più significativi della città che hanno contribuito all’iscrizione di Verona tra le città Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, titolo che quest’anno compie vent’anni.

Tra i giochi della tradizione italiana che si svolgeranno a Verona, Schida (da Guidizzolo, Mantova), Morra (da Sant’Anna d’Alfaedo, Verona), Palota (da San Vito al Mantico, Verona), Palo della Cuccagna (da Santa Maria di Zevio, Verona) e diversi giochi da tavoliere come Carrom, Dama Backgammon e Scacchi.

Verranno invece proposti nei borghi di appartenenza, molti dei quali riconosciuti come patrimoni mondiali Unesco, Bijé (Farigliano, Cuneo), Birillo Parato (Fossato Ionico, Reggio Calabria), Cacio al fuso (Pienza, Siena), Corsa con la Cannata (Arpino, Frosinone), Gioco delle Noci (Monterosso al Mare, Liguria), Lancio del Maiorchino (Novara di Sicilia, Messina), Pilote (Gemona del Friuli, Udine), Trampoli (Schieti di Urbino), Tsan (Brissogne, Aosta), S’Istrumpa (Ollollai, Nuoro), Sburla la Roda (Fossacaprara, Cremona) e Zugo de l’ovo (Sezano, Verona).

Numerosi i personaggi del mondo della cultura che contribuiranno al ricco calendario dedicato alle “Riflessioni”. Nella Biblioteca Civica di Verona e al Museo di Storia Naturale si terranno incontri e laboratori, in sicurezza, con il pedagogo Marco Dallari, che racconterà come il gioco e l’arte abbiano molto in comune, Luigino Bruni, che illustrerà il progetto di “Economia di Comunione” , come alternativa allo stile di vita dominante, l’iillustratrice Irene Penazzi, Pierdomenico Baccalario che presenterà “Giochi di gruppo (anche) a 1 metro di distanza” scritto con Federico Taddia.

In occasione del centenario dalla nascita di Gianni Rodari, nella promoteca della Biblioteca Civica verrà allestita “Un Rodari a Verona” una mostra omaggio al maestro in cui sarà possibile scoprire un Rodari poco noto, quello che ha raccontato la città di Verona in due bellissime storie, “Il tenore proibito” da Il libro degli errori (1964) e “Un amore a Verona”, da Il gioco dei quattro cantoni (1980).

Piazza delle Erbe farà da cornice all’installazione dedicata alle “Remiere”, con l’esposizione di tre tipi di barche per un confronto tra imbarcazioni tradizionali che adottano l’antica tecnica della voga alla veneta divenuta, negli anni, pratica ludico-sportiva: la “Bissa” del Garda, il “Naet” del Lago d’Iseo e la “Mascareta” della laguna veneziana.

Come ogni anno spazio a musica tradizionale con Suoni lungo l’Adige, sul palco in Lungadige San Giorgio si avvicenderanno diversi gruppi: nella serata di giovedì 17 i Salento Ensamble, venerdì 18 i Contrada Lorì e sabato 19 il cantastorie Otello Perazzoli.

Spazio anche a cinema e teatro con il Bridge Film Festival che, nel Cortile del Mercato Vecchio, che quest’anno omaggerà l’ospite d’onore proponendo cortometraggi d’animazione italiani e dai borghi d’Italia, in collaborazione con AIGU (Associazione Italiana Giovani per l’Unesco). Bam Bam Teatro con lo spettacolo “La Guerra dei Bottoni” e Favolavà, nel Cortile del Museo di Castelvecchio, proporranno invece spettacoli teatrali e spettacoli di burattini per grandi e piccini.

In Cortile Mercato Vecchio si potrà inoltre assistere a concerti di musica della tradizione sia nella serata di venerdì con il gruppo Ance di Mondrago che nella serata di sabato con il duo Zazà col concerto Tri Colombe e Na Viola.

Il Cortile del Mercato vecchio, come di consueto, cuore del Festival, farà da cornice al Forum Internazionale della cultura ludica, luogo d’incontro messo a disposizione dei visitatori per dialogare con esperti e appassionati di giochi e sport tradizionali e divulgare la cultura ludica, con incontri, interventi a cura di AGA e la diretta streaming dalle piazze d’Italia in gioco.

Lo spazio del Forum anche nell’edizione 2020 avrà il piacere di ospitare l’Istituto centrale per  il Patrimonio Immateriale (ICPI – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale), il Museo delle Civiltà (MuCiv), la Societá italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici (SIMBDEA) impegnati nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale italiano, nonché l’Association Européenne des Jeux et Sports Traditionnels (AEJeST), organizzazione non governativa accreditata presso l’UNESCO dal 2010, che intende valorizzare e difendere gli sport e i giochi tradizionali.

Rafforzata ulteriormente in questa diciottesima edizione la collaborazione di MIBACT e ICPI – Istituto Centrale per il patrimonio Immateriale che sostiene la diciottesima edizione del festival.

Quest’anno è stata inviata ufficialmente la candidatura Multinazionale UNESCO ICH di Tocatì al Registro delle Buone Pratiche per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, con capofila l’Italia a fianco di Belgio, Cipro, Croazia e Francia.

Sabato 19 dalle ore 8.30 alle ore 13 presso la Loggia Fra Giocondo si terrà l’incontro internazionale “Tocatì, un programma condiviso per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali” e che rifletterà sulla prima misura indicata nel programma: la trasmissione dei Giochi e Sport Tradizionali in contesti di educazione formale e informale.

Una sezione del Festival sarà dedicata completamente ai più piccoli con giochi e laboratori per poter esprimere la loro creatività. Tra i giochi proposti “Giocar è una cosa seria… fin da piccolissimi”, a cura e nella sede di Il Melograno, Centro Informazione Maternità e Nascita e il gioco dell’Antica Roma “Doudecim Scripta” a cura di Archeonaute Onlus che si svolgerà negli spazi della Villa Romana di Valdonega. Tanti i laboratori in programma tra cui “l’Albirinto: alla ricerca degli animali in via d’estinzione”, presso l’Arsenale, a cura del Centro di Riuso Creativo, un laboratorio sulla tecnica delle tarsie dedicato a Fra Giovanni da Verona, in piazzetta Santa Maria in Organo a cura di Verona Minor Hierusalem e “Giochiamo in Giardino!” a cura dell’illustratrice Irene Penazzi con il sostegno di Fondazione San Zeno.

Per i piccolissimi invece, anche quest’anno, sarà allestito lo spazio Nursery all’interno della tenda di Unicef Verona, un servizio gratuito dove i genitori avranno a disposizione sedia e fasciatoio.

Il Festival Tocatì si svolgerà nel rispetto delle ordinanze e linee guida vigenti in materia di tutela della salute pubblica

Informazioni sul Festival

– Nato nel 2003, il Festival ha avuto subito successo. Dal 2006 viene dedicato ogni anno ad un diverso Paese che viene rappresentato da giochi, musiche, danze caratteristiche e specialità gastronomiche (2006 Spagna, 2007 Croazia, 2008 Scozia, 2009 Grecia, 2010 Svizzera, 2011 vari Paesi del mondo in occasione del congresso mondiale degli esperti di gioco ITSGA – International Traditional Sports and Games Association, 2012 tutti i Paesi Ospiti in precedenza hanno inviato una rappresentanza per celebrare il decennale del Tocatì, 2013 Ungheria, 2014 Messico, 2015 Catalunya, 2016 Repubblica Popolare Cinese, 2017 vari paesi europei legati dal tema della lotta, 2018 La Francia del Sud, 2019 La Bretagna).

– Il Festival è da sempre attento a sostenibilità e ambiente ed utilizza solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Dal 2015 ha ottenuto la certificazione internazionale ISO 20121 come evento sostenibile.

Occupazione, Cavallari, capogruppo ItaliaViva regione Lazio:Ministro Dadone salvi 800 idonei e Campidoglio da figuraccia

A rischio 800 giovani disoccupati e idonei in esito concorsone: “questi ragazzi opererebbero in ambiti determinanti come la cultura, il turismo, l’informazione e l’urbanistica, necessari al rilancio di una strategia nuova sulla città”

“Scadranno il prossimo 30 settembre le graduatorie del concorsone di Roma Capitale. La ministra della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, si appresti a prorogarne la scadenza per parare l’ennesima figuraccia della Giunta Raggi che ha assicurato lo scorrimento delle graduatorie e l’assunzione fino all’ultimo idoneo. Eppure, ad oggi, ne restano circa 800 ancora nel limbo, tra cui 119 appartenenti alle categorie protette, 415 istruttori dei servizi culturali, turistici e sportivi, 31 architetti, 76 funzionari di biblioteche, 112 funzionari della comunicazione, che tra due settimane perderanno definitivamente una grande opportunità lavorativa per la quale hanno studiato e atteso, invano, l’assunzione promessa da questa Giunta comunale”.
Così il capogruppo consigliere regionale, Enrico Cavallari (Italia Viva) intervenuto questo pomeriggio su NSL radio tv.
“Ancora una volta emerge la mancanza di visione in ambiti strategici: questi ragazzi opererebbero in ambiti determinanti come la cultura, il turismo, l’informazione e l’urbanistica, necessari al rilancio di una strategia nuova sulla città, aggiunge Cavallari -. Tutto ciò in nome della più becera forma di amministrazione, che il M5S ha imparato in fretta, sacrificando diritti e illudendo tante famiglie, lanciando poi un concorso spot a pochi mesi delle elezioni e raccontando la favola di finirlo prima del voto di maggio.
La ministra Dadone corra in soccorso della Giunta Raggi, proroghi le graduatorie per il bene della città e per scongiurare una grave ingiustizia sociale”.

Italia-USA: ricevuto dal Vicepresidente Armao il pittore siciliano che ha donato un’opera agli italoamericani

Il Critico d’Arte Paolo Battaglia la Terra Borgese, socio onorario dell’Order Sons and Daughters of Italy in America ha reso possibile la donazione di un ritratto raffigurante il fondatore della più antica e consolidata organizzazione a supporto degli italoamericani. Il Critico d’Arte è stato ricevuto dal Vicepresidente della Regione Siciliana per presentare l’opera, prima della definitiva spedizione negli USA.

Il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana Gaetano Armao ha ricevuto oggi il pittore palermitano Sergio Potenzano insieme al Critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese ed il rappresentante per la Sicilia della Camera di Commercio Americana in Italia (Amcham) Pietro Viola.

Nel corso dell’incontro, il Critico d’Arte Battaglia La Terra Borgese ha presentato l’opera eseguita dal pittore siciliano Potenzano, raffigurante il fondatore dell’Order Sons and Daughters of Italy Vincenzo Sellaro, prima della definitiva spedizione negli Stati Uniti dove sarà esposta permanentemente presso la sede di questa organizzazzione a Washington DC.

Sellaro, medico siciliano nativo di Polizzi Generosa, emigrò negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso dove fu fondatore del primo Ospedale italiano in America e successivamente si prodigò nel riunire le molteplici Società di Mutuo Soccorso per gli italiani in America in un’unica grande organizzazione che chiamò Ordine dei Figli d’Italia in America, oggi la più antica e consolidata organizzazione a supporto dei cittadini americani di discendenza italiana.

L’opera di Potenzano, una tela di 100×90 cm eseguita in acrilico, è stata donata, grazie all’interessamento del Battaglia La Terra Borgese, che ne ha inoltre firmato la critica, alla Sede Nazionale di Washington di questa organizzazione in segno di profonda amicizia e riconoscenza da parte della Madreterra ai nostri connazionali che hanno con sacrificio abbandonato l’Italia, contribuendo alla crescita di una grande Nazione amica, gli Stati Uniti d’America.

“E’ per me una grande gioia aver contribuito – ha dichiarato il Critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – a rendere possibile questo gesto d’amicizia tra la comunità italoamericana e la Madreterra. Il fondatore dell’OSDIA, Sellaro, è ricordato a New York con una statua posizionata nel quartiere dove visse ed operò, mi sembrava doveroso far giungere anche dalla sua terra, la Sicilia, un corrispondente tributo ad una figura così importante nella storia dei nostri connazionali al di là dell’Atlantico”.

Un Piano nazionale per l’Occupazione Femminile per chiedere un impegno concreto al Governo

Intervista ad Isa Maggi, coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne

di Marta Ajò

Nella storia dell’umanità e in varie parti del pianeta, le pandemie hanno minacciato la crescita e lo sviluppo delle collettività per le conseguenze che hanno generato, l’alta mortalità della popolazione e le ripercussioni socio-economiche che ne sono derivate.
Nella presunzione di avere sconfitto questi fenomeni con la scienza e la medicina, in questo squarcio di millennio ci siamo ritrovati invece a fare i conti con un virus sconosciuto per il quale non si è ancora conclusa la ricerca per sconfiggerlo. La pandemia derivata dal Covid 19, pur impattando con un mondo altamente evoluto, sta influenzando e probabilmente cambiando il corso della nostra storia.
Pur considerando la malattia come una parte integrante della nostra stessa vita, l’imprevisto è sfuggito all’immaginabile globale e ci troviamo a fare i conti con una fragilità che avevamo dimenticato appartenerci. Scoperchiato il tetto fragile dell’economia, delle relazioni sociali, dell’organizzazione umana, sono esplose tutte le contraddizioni in cui eravamo abituati da tempo a navigare.
Per farvi fronte, si è messa in moto una chiamata alla responsabilità collettiva scattata in ogni individuo, ogni fascia sociale, ogni sistema politico nella necessità di aderire ad un progetto di ripresa-cambiamento che non preveda solo piccoli interventi assistenziali e temporanei.
Dopo la prima drammatica fase si è aperta una fase transitoria in cui è necessario combattere-convivere con i rischi connessi e contemporaneamente costruire nuove basi per il futuro. Cogliendo le possibilità di aiuto messe in campo dall’Unione Europea per i paesi più bisognosi fra cui il nostro, il Governo ha enunciato alcune linee guida su cui basare l’azione per i prossimi mesi e chiesto al Parlamento di elaborare una strategia nazionale.
Un contesto che offre una grande opportunità storica per ridefinire i gap già esistenti in molti settori ma in cui è sempre presente il rischio di rinviare a tempi imprecisati soluzioni che attendono da tempo.
Nel coinvolgimento di tutta la popolazione, le donne hanno rappresentato e rappresentano una forza di coesione e sviluppo a cui attingere.
Erroneamente considerata, la realtà femminile, come una debolezza del sistema essa rappresenta ancora di più oggi una risorsa in un piano di cambiamento complessivo.
Considerando ciò, è utile e necessario che il Governo tenga conto dei contributi espressi in questa direzione.
Un apporto significativo viene dal Movimento degli Stati generali delle Donne che ha stilato un Piano nazionale del lavoro e delle imprese, con proposte argomentate,sviluppate in anni di attività territoriale a tutto campo, inviate già il 4 agosto sia alla Ministra Elena Bonetti che al Comitato interministeriale per il Recovery Fund.

I tempi per dare un segnale di cambiamento costruito sul rispondere alle urgenze ed alle esigenze espresse sono strettissimi. La concretezza e il realismo delle donne non chiede la luna ma un diverso approccio politico su alcune questioni prioritarie, come appunto il lavoro. Gli Stati Generali delle Donne hanno contribuito a dare vita ad un progetto nazionale e territoriale che non può rimanere una mera testimonianza di buona volontà. Non a caso SGD hanno chiesto a tutti i candidati alle prossime regionali di sottoscrivere il Patto per le donne, contenente una serie d’impegni da assumere e svolgere durante i mandati istituzionali e moltissimi/e sono coloro che lo hanno sottoscritto.
Attendere il giusto tempo non equivale al “tempo infinito”.
Le donne ormai pretendono risposte dalla politica basate sulla concretezza e fattibilità, non solo enunciazioni di principio.

Per comprendere meglio in cosa consistono queste linee, rivolgo ad Isa Maggi, Coordinatrice nazionale del Movimento alcune domande. Innanzi tutto da dove nascono le proposte del Piano?

Un Patto per le Donne fornisce una risposta flessibile ed integrata alle diverse esigenze territoriali, promuovendo a tal fine un più efficace coordinamento tra i diversi strumenti di programmazione e di pianificazione e tra le diverse fonti finanziarie disponibili, nonché tra i diversi soggetti istituzionali interessati.
E’ un percorso unitario di intervento sui territori finalizzato a creare nuova occupazione femminile nell’ambito dello sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’Italia, per la cui attuazione è ritenuta necessaria un’azione coordinata, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, in considerazione della strategicità e complessità degli interventi, nonché per accelerarne la realizzazione, nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali.
E’ questa la sfida del nostro tempo: mettere insieme la necessità di percorrere vie innovative che sappiano ottimizzare la spesa pubblica e tutelare i nuovi rischi che derivano dall’invecchiamento della popolazione; gestire in modo organizzato e con linee di intervento chiare i processi migratori in atto; realizzare interventi concreti, positivi, quartiere per quartiere, strada per strada, perché sono strade che i nostri figli e le nostre figlie percorrono ogni giorno.

Il quadro generale, dopo la crisi pandemica ha aumentato e creato ulteriori urgenze ed ha posto i governi davanti ad interventi inderogabili. Quali, secondo SGD, le azioni da intraprendere?

La crisi pandemica ha spinto ad una svolta l’Europa, che ha ritrovato in questo frangente drammatico la voglia di unità e nuove ambizioni. I risultati del lungo e combattuto Consiglio europeo, conclusosi il 21 luglio con un accordo di portata storica, aprono ora una nuova fase che deve riuscire a tradursi nel percorso per creare una Europa politica, federale, sostenibile, equa.
Ora tocca a noi.
Gli Stati Generali delle Donne, sempre più impegnate in questi giorni con l’Alleanza delle Donne a redigere un piano concreto di azioni possibili per ” spendere bene” i fondi del Recovery Fund plaudono all’accordo raggiunto.
E’ ora necessario un Piano nazionale per l’Occupazione femminile, un piano integrato di azioni.

Ovvero?

Abbiamo approntato il Women in Business Act un insieme di azioni pensate per promuovere l’ecosistema imprenditoriale femminile, alla luce dei dati presentati da Unioncamere. Le proposte contengono le azioni necessarie per rimettere in moto l’economia al femminile.
Gli Stati Generali delle Donne con l’Alleanza delle donne sottolineano ancora una volta i benefici attesi di utilizzare il potenziale non sfruttato delle donne imprenditrici, compresa la promozione della crescita economica (fino al 2% del PIL globale secondo le stime) e aumentare la partecipazione della forza lavoro (contribuendo a raggiungere l’impegno dei leader del G20 a ridurre il divario di genere nella partecipazione della forza lavoro del 25% entro il 2025).

Cosa chiedete allo Stato?

Occorre che intervenga con un piano di assunzioni stabili che consentano allo stesso tempo la sostenibilità economica delle famiglie e, attraverso la messa in circolazione di denaro, entrate fiscali e afflusso di risorse alle attività produttive.
Tutto ciò produrrebbe vantaggi non solo per l’occupazione in generale ed in particolare per quella femminile essendo l’ambito dei servizi pubblici particolarmente congeniale alle donne (Rapporto Colao) non solo nell’ambito dei servizi, ma anche nell’ambito dell’organizzazione gestionale, nonché di progettazione e realizzazione delle infrastrutture (Titoli di studio e competenze femminili alte).
Di conseguenza è necessaria una formazione accurata, obbligatoria, riguardante una gestione responsabile, equa, sostenibile secondo gli obiettivi di Sostenibilità e, di conseguenza, attenta all’attuazione del Gender Mainstreaming in ogni ambito e livello.

E poi?

Ancora infrastrutture certamente. Ma infrastrutture strategiche dedicate al lavoro delle donne e al miglioramento della qualità della vita delle famiglie.
Non tutti comprendono le questioni sollevate a proposito di una politica indirizzata alle donne, come spiegarlo?
Le donne hanno bisogno di strutture di quartiere e a domicilio ( per anziani e disabili) a livello anche di condominio anche su modelli di coesione di piccoli gruppi in autorganizzazione ( turnazione / cooperative di assistenza) servizi di qualità garantiti ovunque ( scuola + pullmino e locale attesa x il rientro dei bambini ).
Perché oltre ai neonati ( sempre di meno) noi donne abbiamo una marea di attività da assolvere in famiglia anche se composta da 2 persone ( donne single con figli)
Manca soprattutto il lavoro ma manca anche il supporto per poter lavorare in serenità, a partire dagli asili nido ma pensando anche ai percorsi di studio dei nostri figli e delle nostre figlie.
Ora bisogna mettere in campo le riforme necessarie ad adeguarsi alle raccomandazioni della UE e rilanciare l’economia. La crisi COVID-19 e le risposte politiche associate (ad es. il contenimento a casa, l’ allontanamento sociale) hanno avuto un impatto significativo su settori dominati dalle donne, come ad esempio l’ospitalità, il turismo e la vendita al dettaglio.
Nello specifico quali le misure necessarie?
Mentre le recessioni tendono a colpire in modo più acuto i settori dominati dagli uomini (ad esempio la manifattura e l’edilizia), la crisi COVID-19 e le risposte politiche associate (ad es. il contenimento a casa, l’allontanamento sociale) hanno avuto un impatto significativo su settori dominati dalle donne, come ad esempio l’ospitalità, il turismo e la vendita al dettaglio. La crisi Covid-19 ha inoltre ridotto l’accesso all’assistenza all’infanzia, h compromesso compromettendo la disponibilità di tempo e la continuità dell’attività di molte donne imprenditrici.
Le piccole imprese femminili sono, in media, più piccole in termini di entrate e occupazione. Le donne imprenditrici fanno affidamento sul finanziamento informale rispetto al finanziamento bancario rispetto agli uomini. In quanto tali, le donne imprenditrici sono a rischio di “caduta”per quanto riguarda l’ammissibilità e l’accesso ai programmi di aiuto COVID-19, dato che le misure delle piccole imprese del Governo fanno affidamento sulle relazioni preesistenti con istituti di credito commerciali e non includono disposizioni per micro o piccole imprese..
Ad oggi, la maggior parte delle risposte della politica sulle piccole imprese COVID-19 non sono state sensibili al genere. Gli strumenti finora utilizzati sono state misure indifferenziate che seguono un approccio a “taglia unica” e il supporto potrebbe non essere uguale per tutte le piccole imprese.
Le imprese femminili non ne hanno tratto beneficio e infatti il Rapporto Unioncamere di luglio 2020 ha evidenziato un crollo dei numeri delle imprese femminili. Una recente analisi dell’OCSE sull’imprenditoria femminile ha però sottolineato i benefici attesi di utilizzare il potenziale non sfruttato delle donne imprenditrici, compresa la promozione della crescita economica (fino al 2% del PIL globale secondo le stime) e aumentare la partecipazione della forza lavoro (contribuendo a raggiungere l’impegno dei leader del G20 a ridurre il divario di genere nella partecipazione della forza lavoro del 25% entro il 2025)

Le donne hanno meno probabilità di utilizzare soluzioni digitali commerciali, che incidono sulla loro capacità di transizione nel commercio online.?

Le donne devono saper affrontare ostacoli diversi e maggiori alla creazione di imprese rispetto agli uomini.
La crisi COVID-19 ha sconvolto le condizioni economiche per tutti gli imprenditori ma la maggior parte delle risposte politiche non hanno utilizzato strumenti specifici per sostenere le imprese femminili, sebbene l’evidenza suggerisca che le donne siano state maggiormente colpite dalla pandemia. E’ emersa quindi dalla crisi la necessità di aumentare “l’alfabetizzazione di genere” nell’ecosistema imprenditoriale e bancario, per evitare di sottovalutare gli squilibri di genere nell’imprenditorialità.
Rilevante è allora la connessione tra l’ecosistema imprenditoriale e le politiche che sostengono le disuguaglianze socioeconomiche.

E allora cosa fare?

Il Women in Business Act per rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese femminili e rafforzare quelle esistenti.
A- Innanzitutto l’istituzione di un Comitato di alto livello per l’imprenditoria femminile con esperte, consulenti politici/che per consigliare il governo sui programmi di recupero di COVID-19, per rispondere a queste domande:
1. Cosa sappiamo del modo in cui l’attuale crisi sta colpendo le donne imprenditrici?
2. In che modo i Governi possono raccogliere dati sugli effetti di genere della crisi sul sistema delle imprese?
3. Quali misure sono state prese per affrontare le sfide specifiche affrontate dalle donne imprenditrici? Cosa può fare il Governo per garantire che le donne imprenditrici possano beneficiare di pacchetti di assistenza specifici?
4. Quali sarebbero le caratteristiche di una politica di imprenditorialità sensibile al genere in risposta alla crisi COVID-19?
5. Cosa può fare il Governo per mantenere l’attività per le donne imprenditrici ed evitare battute d’arresto nella partecipazione e nel successo delle donne nell’imprenditoria?
B- Occorre immaginare la realizzazione di un “modello imprenditoriale mediterraneo” per migliorare l’ecosistema dell’imprenditoria femminile attraverso quattro obiettivi interconnessi da realizzare nel periodo 2020- 2025.

Quale l’obiettivo da raggiungere da qui al 2025?

Occorre strutturare 10 azioni per ciascun obiettivo e stabilire obiettivi quantitativi da raggiungere entro il 2025:
– Aumento del 100% del numero di società commerciali a guida internazionale;
– Aumento del 100% della partecipazione e del tasso di donne nei programmi di sviluppo gestionale;
– Aumento del 50% nelle donne partecipanti a programmi di start up;
– Aumento del 50% del sostegno alle imprese locali per le donne nell’ambito delle attività commerciali.
Le future politiche economiche devono essere sensibili al genere ma in quali settore operare?.
1) Le donne imprenditrici hanno più probabilità degli uomini di impegnarsi in settori colpiti duramente dal calo della domanda dei clienti (ad es. vendita al dettaglio, ospitalità, turismo).
2) Occorre focalizzare il sostegno sulla sostenibilità e la crescita per le donne già imprenditrici e orientare le nuove aspiranti imprenditrici spingere le donne attraverso percorsi di orientamento alla scelta imprenditoriale che facciano emergere le donne effettivamente dotate di spirito imprenditoriale, da sostenere, accompagnare e formare con attività formative specifiche.

La Commissione europea prepara il piano investimenti per l’Italia  

E dopo Mr Monti, posizionato nell’OMS per la gestione fondi per la Sanità, il Quirinale come agirà nei confronti di Giuseppe Conte, starà al suo fianco o preparerà la lettera di sfratto per questo esecutivo?

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari (CTIM Australia)

Veramente avete creduto davvero che tutti quei miliardi messi sul tavolo dall’Unione Europea li avrebbe lasciati gestire all’armata Brancaleone che siede oggi sui banchi del Governo?

Le elezioni ed il referendum saranno probabilmente il trampolino di lancio per la nuova compagine di Governo che, Sergio Mattarella, dovrà creare se si verificherà da parte del Centro Sinistra e del Movimento Cinque Stelle una sconfitta plateale alle elezioni Regionali e che, dagli ultimi sondaggi, sembra poter prendere forma visto che il Centro Destra era in forte recupero sulle roccaforti governate dal Centro Sinistra e su di un M5S in caduta libera.

Noi, visto l’andamento della situazione economico-sociale italiana, prevediamo che almeno cinque se non sei Regioni pagheranno lo scotto di un Governo che verosimilmente, visto i sondaggi, non ha saputo dare risposte concrete ai cittadini che in questa tornata elettorale, probabilmente invieranno un messaggio forte e chiaro a questo Esecutivo; il Referendum invece, baluardo dei 5 Stelle,  che vedeva la certezza di un sì quasi plebiscitario probabilmente  se passerà, passerà per pochi voti, grazie al fatto che i Referendum per le modifiche Costituzionali non necessitano di un quorum e quindi basterà solo un voto di scarto per la vittoria. Ma e se le percentuali di distacco tra i si ed i no non saranno importanti, la percezione  sarà quella di una sconfitta morale dei 5 Stelle, perché dimostrerebbe l’allontanamento dell’elettorato dal Movimento; e se per qualche alchimia imprevista quel si quasi certo si tramutasse in un no, allora sarebbe una catastrofe immane per gli schieramenti che siedono al Governo.

La nostra previsione è quella che i 5 Stelle non andranno oltre il 6,5%, dimostrando di aver fallito come forza di Governo e comprovando che tutte le bugie raccontate per arrivare al Governo  sono state finalmente comprese dagli elettori che avevano dato fiducia a quel nuovo Movimento, e  che in questi due anni di Governo  hanno compreso che lo stesso Movimento, quello del taglio dei privilegi e dell’onestà gridata a gran voce nelle piazze, è diventato peggiore di quei Partiti politici che tanto denigravano e detestavano; il Partito Democratico manterrà la sua solita media, con qualche punto a ribasso, ed il Centro Destra riuscirà nell’impresa di sottrarre al Centro Sinistra Regioni importanti e, forse, riuscirà anche nell’impresa storica, quella di portar via la Toscana ad una Sinistra che la gestisce sin dal dopo guerra.

Ma torniamo alla vera questione che in pochi, noi crediamo, hanno ben chiaro; se la nostra previsione  si confermerà, entro Dicembre 2020 il Governo sarà mandato a casa con disonore obbligando il custode della nostra Costituzione, il Presidente Sergio Mattarella, a rimettere sullo scacchiere tutte le pedine in gioco per riformare un nuovo Esecutivo.

In realtà però, pensiamo che non farà molta fatica, perché da come si è espresso negli ultimi giorni il Presidente ha  già da tempo pronto un piano dettagliato per dare vita ad un Esecutivo a maggioranza “Troika”, ed i tasselli che formeranno il mosaico del nuovo Esecutivo che renderà l’Italia succube dell’Unione Europea potrebbe essere: il gruppo Colao con le linee guida fornite nel pieno dell’emergenza covid19; Mario Monti,  con l’incarico ricevuto qualche mese fa dall’OMS, scelta al quanto singolare visto che Mario Monti è un economista e quindi valuterà solo i numeri che, purtroppo per gli Italiani, d’accordo non vanno con i problemi degli Esseri Umani riguardo alla salute e che invece, avrebbero bisogno di un altro tipo di valutazione. Mario Monti dunque, dovrà dettare le line guida per la ristrutturazione di una Sanità che ha dimostrato tutti i suoi limiti tra febbraio e marzo quando l’emergenza covid19 era al suo massimo.

Ed infine per tutta la parte economico-finanziaria, lui, l’uomo dei poteri forti che già fece man bassa vendendo i gioielli di Stato per far si che l’Italia potesse essere tra le prime ad entrare nell’Euro, ed essere, ahinoi, messa al guinzaglio proprio da quella moneta che da allora ha portato anno dopo anno l’Italia in una recessione mai vista; stiamo ovviamente parlando di Mr Mario Draghi, alfiere di ferro di quei poteri forti che da più di dieci anni sta lavorando per prendere il comando della nostra Nazione, dei nostri risparmi e di tutte le bellezze d’Italia.

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Ovviamente questa è solo una previsione e soltanto entro dicembre sapremo se abbiamo visto giusto. Certo è, che ormai la nostra Nazione sta subendo uno degli attacchi più duri della sua storia e la Troika sta cercando, con l’appoggio delle nostre cariche istituzionali più importanti, di posizionare tutte le sue pedine migliori nei posti di controllo per dare l’ultimo assalto al Bel Paese, rendendolo definitivamente una Colonia priva di sovranità e serva del potere economico-finanziario europeo.

Chiudiamo, facendo una riflessione sulla politica nostrana degli ultimi vent’anni che, purtroppo, ha smesso di essere una politica visionaria, rincorrendo solo il successo a breve termine e pensando al consenso fine a sé stesso.

Come disse Alcide De Gasperi: “Un Politico guarda alle prossime elezioni, uno Statista guarda alle prossime generazioni’.

E purtroppo per noi di Statisti all’orizzonte non se ne vedono, a vantaggio ovviamente di quella Commissione Europea che può approfittare di questo momento storico e di questa armata Brancaleone che siede sui banchi del Governo, per entrare indisturbata nella stanza dei bottoni del Paese Italia.

Referendum Si o NO? L’opinione della Lidu onlus

Eugenio Ficorilli, presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, interviene in un webinar sul tema del taglio dei parlamentari: “allo stato delle cose la modifica costituzionale sottoposta al voto dal comitato del SI non garantisce la necessaria democrazia”

Giovedì 10 settembre il Presidente della Lega italiana per i diritti dell’Uomo ha partecipato ad un webinar su: Collegi uninominali di 400.000 abitanti per i senatori e 900.000 abitanti per i deputati: è così che riavviciniamo il cittadino alle istituzioni? Hanno partecipato:

Piero Pirovano, Presidente del Comitato Popolare per il No al taglio dei Parlamentari, On. Ivo Tarolli, Presidente di Costruire Insieme, Sen. Paola Binetti, UDC, Sen. Andrea Cangini, ComitatoNoiNO, Lucio D’Ubaldo, Rete Bianca

L’incontro è stato moderato da Elisabetta Campus e Marco D’Agostini

Hanno dato il loro contributo oltre al nostro Presidente: Prof. Francesco Rabotti, Dott.ssa Irene Testa, Partito Radicale, Avv. Alessandro Coluzzi, Avv. Emilio Persichetti, Convergenza Cristiana, Dott. Stefano Bani, Forum CPV, Avv. Fabrizio Saraceno, Fondazione Einaudi Gian Luca Ricci, Assoc. Cuore Digitale, Prof. Pier Paolo Segneri, Assoc. Cantiere.

Il Presidente Ficorilli nel suo intervento, dopo aver preliminarmente affermato che ogni questione ha i suoi aspetti negativi e positive. Ficorilli ha richiamato i valori fondanti della Costituzione sostenendo che allo stato delle cose la modifica costituzionale sottoposta al voto dal comitato del SI non garantisce la necessaria democrazia. Il discorso merita un approfondimento che un’occasione come questa non consente, perché il tema investe il concetto di democrazia e la maturità dell’elettorato rapportati all’influenza dei mezzi di comunicazione di massa, dei movimenti e dei partiti. La Lega italiana dei Diritti dell’Uomo ritiene che la questione dovrebbe essere inserita nel più vasto contesto di una eventuale revisione della Costituzione ed in questa ottica adotterà le opportune iniziative.

I particolari nel video integrale dell’incontro

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