Coronavirus, i negozi riaprono con un crollo “fino al 90% del fatturato” 

‘Le aziende del commercio, gli imprenditori che ogni giorno stanno provando a ricostruire il paese, si aspettano  una scontistica secca del 50% e per compenso riteniamo giusto e doveroso che i proprietari che applicano questi sconti debbano avere uno sgravio totale dell’IMU’.

Con la fase due del lockdown da Coronavirus, con i giorni del contenimento sociale stretto che sembrano essere ormai alle nostre spalle, sono oltre 800.000 le imprese del commercio e dei servizi di mercato che hanno ripreso l’attività dopo oltre due mesi di chiusura forzata: sono dati Confcommercio che riguardano oltre il 90% dei negozi di abbigliamento con acquisti concentrati, si legge, “per intimo, pantaloni e camicie, scarpe e accessori”; mentre ad esempio, per il food, sembra che il trend della ripresa sarà molto più lento. Ma è la stessa associazione di categoria a confermare: aperture veloci, fatturati in affanno. “Lo avevamo previsto e le nostre rilevazioni sembrano darci ragione. I dati sono impressionanti, intendendo ovviamente sul versante negativo”, spiega Raffaele Rubin, founder e partner di Josas Immobiliare, un’agenzia di brokering specializzata nel commercial real estate, osservatorio privilegiato sulle dinamiche immobiliari fra Roma e Milano: “Ad oggi possiamo registrare nei fatturati dei centri storici un crollo dell’85-90% rispetto ai dati dello scorso anno e sarà una traccia dalla quale per riprenderci ci metteremo certamente del tempo”.

E intanto, per i commercianti come per i cittadini, gli affitti galoppano: per questo è cruciale che i landlords applichino una decisa politica di scontistica verso la propria clientela, evitando il rischio di vedere il proprio immobile diventare sfitto: “Ancora troppo pochi sembrano consapevoli di questo problema”, spiega Rubin, “e non stanno concedendo sconti soddisfacenti. Per questo motivo ad oggi nei centri storici italiani abbiamo il 20% di disdette contrattuali in più rispetto allo scorso anno, e siamo solo a pochi giorni dalla riapertura. Prevediamo che questo dato salga fino al 40% nelle prossime settimane. Le aziende del commercio, gli imprenditori che ogni giorno stanno provando a ricostruire il paese, si aspettano e pensiamo meritino una scontistica secca del 50% e per compenso riteniamo giusto e doveroso che i proprietari che applicano questi sconti debbano avere uno sgravio totale dell’IMU. Certo”, continua il founder di Josas, “sarebbe davvero importante intervenire sulle misure attualmente approvate dal governo. Ad esempio l’operatività del credito di imposta solo per aziende che fatturano sotto i 5 mln di euro sta portando a delle tensioni importanti tra conduttori e proprietari, il che appare assai poco auspicabile”.

Musement: il giro d’Europa in 5 piatti tipici

Se gli italiani non possono ancora viaggiare in Europa, l’Europa arriva direttamente nelle case di tutti i viaggiatori. Come? Passando dalla cucina.

Esistono itinerari di viaggio organizzati per scoprire le tradizioni enogastronomiche di ogni paese e poi ci sono dei piatti tipici che consentono di esplorare il mondo in un solo boccone, scoprendo piccole cittadine e metropoli dalla fama internazionale. Grazie alla classifica dei 5 tra i piatti più pop del continente, Musement sottolinea come i confini geografici non siano una barriera per coloro che nutrono la propria anima lasciandosi trasportare de esperienze di viaggio insolite ed indimenticabili, anche attraverso il gusto.

Pasta al pomodoro – Italia

Italia è sinonimo di pasta. Con il sugo di pomodoro, una foglia di basilico e una spolverata di parmigiano, non sarà più necessario attraversare la penisola per assaporare il gusto mediterraneo del paese delle grandi eccellenze, enogastronomiche e non. Bianco, rosso e verde: proprio come la bandiera dell’Italia, sono pochi gli ingredienti necessari a completare la ricetta che più rappresenta la cultura culinaria del Bel Paese. Una vera celebrazione di autenticità e di quei sapori semplici che, sposandosi alla perfezione, regalano un viaggio sensoriale senza paragoni.

Moules Frites – Belgio

Morire dalla voglia di visitare il Belgio ma essere bloccati a casa? Ecco che corrono in soccorso le Moules Frites, una delle ricette più gustose del paese. Niente pregiudizi però: le cozze accostate alle patatine fritte potranno sembrare un insulto a tutte le cucine che si rispettino fino al momento in cui non le si avranno sotto i denti. La ricetta, nata a Lille, nel nord della Francia, è semplice e non richiede grandi doti culinarie. Pochi i passi da seguire per bollire le cozze, marinarle nel vino o nel burro, friggere le patate e completare l’opera con un po’ di salsa… il vostro palato apprezzerà certamente!

Smørrebrød – Danimarca

Fast food danese per scoprire il paese scandinavo. Lo smørrebrød, letteralmente “pane imburrato”, è una delle pietanze da non lasciarsi sfuggire durante un viaggio al nord e perché quindi non provare a riprodurlo direttamente dalla propria cucina? Grande classico della tradizione di questa nazione, il pane imburrato è considerato un ottimo modo per usare ciò che è rimasto in frigo. Tra gli ingredienti più famosi, il paté di fegato e il sild, aringa sottaceto con salsa. Amato dai giovani e diventato cibo super trendy, prima di mettersi ai fornelli sarà necessario ricordare solo pochi consigli: per ogni alimento il suo pane specifico. Qualche esempio? ll salmone e i gamberetti vanno serviti su pane bianco. La salsa tartara con pane nero, preferibilmente guarnito con tuorlo d’uovo e rafano.

Bitterballen – Olanda

Sono famose in tutto il mondo e riscuotono tanto successo quanta diffidenza. Le Bitterballen sono un piatto grezzo e sorprendente da gustare ad Amsterdam, ma anche seduti comodamente sul proprio divano. Le polpette di carne sono un piatto tipicamente olandese che rappresenta la ‘gezelligheid’, parola che significa comfort, socialità e convivialità in toto. Non esiste una festa dove non siano offerte e le si trova praticamente in qualsiasi bar. Per un’autentica esperienza dutch home made, sarà sufficiente procurarsi carne di manzo o di vitello, burro, prezzemolo e noce moscata. A piacimento un pizzico di curry o dei piccoli tocchetti di verdura e uno strato di senape: in Olanda anche lo street food è sorprendente!

Paella – Spagna

Crocevia di gusti e tradizioni, la Spagna ha saputo accontentare tutti i golosi con un unico piatto: la Paella. Riso, zafferano, spezie, verdure, carne e pure pesce nella sua versione originale valenciana. La ricetta è conosciuta come uno dei piatti che porta in alto la cucina spagnola nel mondo. Celebre in ogni angolo del globo, pochi sanno che la paella, nel corso del tempo, è mutata dando così vita a numerose varianti a seconda della zona della spagna in cui la si mangia. Il segreto per riprodurre la versione più autentica nelle proprie cucine? Materie prime di ottima qualità e tanta passione.

In libreria “Il mondo che (ri)nasce. La nostra vita dopo la pandemia” a cura di Andrea Ferrazzi. Edito da Rubbettino in partnership con il Gruppo Industriale Tecno

Il  Ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà alla presentazione online del volume prevista per il prossimo giovedì 28 maggio.

Il libro raccoglie testi di Alessandro Aresu, Filippo Barbera, Giuseppe Berta, Martina Carone, Giovanni Diamanti, Franco Ferrarotti, Andrea Ferrazzi, Paola Gioia, Tommaso Labate, Maria Elisabetta Lanzone, Giovanni Lombardi, Marco Magnani, Paolo Magri, Francesco Morace, Riccardo Perissich, Roberto Race, Claudio Riva, Francesco Seghezzi, Gianni Silvestrini, Nadia Urbinati, Stefano Zamagni, Vera Negri Zamagni

Come sarà il mondo che ci aspetta quando l’incubo Covid sarà finito? Che effetti avrà avuto la pandemia sulla nostra società, sulla politica, sull’economia, sui rapporti internazionali, sull’Europa?
Saranno questi i principali temi del dibattito che si terrà in streaming il prossimo 28 maggio alle 17,  in occasione della prima presentazione del  libro curato da Andrea Ferrazzi “Il mondo che (ri)nasce. La nostra vita dopo la pandemia”, edito da  Rubbettino con la partnership del Gruppo Industriale Tecno.

Alla discussione, che verrà trasmessa sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Editore e sulla pagina Facebook di Confindustria Belluno Dolomiti, prenderanno parte il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà; il direttore generale Confindustria Belluno Dolomiti e curatore del libro Andrea Ferrazzi; il presidente Gruppo Industriale Tecno e dell’Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte Giovanni Lombardi; l’autore di uno dei saggi del libro Marco Magnani, economista alla Luiss e Harvard Kennedy School, il Government & Public Services Industry Leader di Deloitte Guido Borsani; l’editore del libro Florindo Rubbettino e il consulente in reputation strategy e segretario generale del think tank Competere.EU Roberto Race.

Il libro, “Il mondo che (ri)nasce” raccoglie testi di Alessandro Aresu, Filippo Barbera, Giuseppe Berta, Martina Carone, Giovanni Diamanti, Franco Ferrarotti, Andrea Ferrazzi, Paola Gioia, Tommaso Labate, Maria Elisabetta Lanzone, Giovanni Lombardi, Marco Magnani, Paolo Magri, Francesco Morace, Riccardo Perissich, Roberto Race, Claudio Riva, Francesco Seghezzi, Gianni Silvestrini, Nadia Urbinati, Stefano Zamagni, Vera Negri Zamagni.

A fare da trait d’union c’è la considerazione che il mondo che rinascerà dopo la pandemia non sarà lo stesso di prima. In pochi mesi, le nostre vite sono state sconvolte da un virus che, all’inizio, quasi non avevamo visto come una reale minaccia. Ma che in poco tempo si è manifestato con tutta la sua atroce spietatezza, provocando vittime e una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti nel nostro recente passato. In questo libro curato da Andrea Ferrazzi, venti esperti riflettono su cos’è successo, su cosa potrebbe succedere e, last but not least, su cosa dovrebbe succedere affinché la crisi da COVID-19 non sia accaduta invano. In quindici saggi viene analizzata questa drammatica esperienza da prospettive diverse: la società e l’economia, l’Italia, l’Europa e le relazioni internazionali, il lavoro e l’ambiente, le vecchie e nuove periferie, la comunicazione e il giornalismo, la globalizzazione, la politica e le grandi sfide che l’umanità dovrà affrontare nel XXI secolo. La storia ci insegna che dalle ceneri delle grandi tragedie e dalle pandemie del passato non sempre è nata un’umanità migliore. Allo stesso tempo, però, abbiamo l’opportunità, e il dovere morale, di imparare dalle lezioni del passato per evitare di ripetere gli stessi errori. Lo shock globale provocato dal coronavirus può e deve servire anche per prendere coscienza dei pericoli (alcuni catastrofici) che si prospettano all’orizzonte e per agire di conseguenza, con speranza e rinnovata fiducia negli altri, in noi stessi e nelle nostre comunità.

“L’idea di questo libro – afferma Andrea Ferrazzi – nasce quasi per caso, nel pieno dell’emergenza sanitaria. In quei giorni drammatici, c’è stato un susseguirsi di informazioni, provvedimenti, stati d’animo, reazioni, dichiarazioni, in un rapido precipitare di situazioni. Abbiamo sacrificato, forse con troppa inconsapevolezza, le nostre libertà individuali, sancite dalla Costituzione, per difendere noi stessi da un virus letale. C’è chi si è rinchiuso in casa, chi ha cantato dai balconi, chi ha appeso bandiere e disegni di speranza alle finestre, chi aspettava la conferenza stampa della Protezione Civile a scandire le proprie giornate in quarantena. Nuovi riti per una nuova precaria e apparente normalità. Ma come abbiamo vissuto e che cosa cambierà questa drammatica esperienza? È questo l’interrogativo che ho posto a venti intellettuali di fama nazionale e internazionale: economisti, scienziati politici, sociologi, esperti di comunicazione e di ambiente. Le risposte sono contenute in questo libro, uno strumento per riflettere su quanto accaduto e soprattutto su quanto potrà accadere nel nostro futuro”.

“Siamo nel pieno di un cambiamento epocale e il 2020 – dichiara Giovanni Lombardi, presidente del Gruppo Industriale Tecno e dell’Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte e partner del progetto editoriale –  per l’Italia sarà una sorta di anno della verità. Dopo la pandemia vivremo in un mondo più digitale e forse meno globalizzato, come emerge dalle pagine di questo libro composto da alcune delle voci più autorevoli dell’economia, della sociologia, della scienza politica, del giornalismo e della comunicazione che Andrea Ferrazzi ha coinvolto in questa riflessione collettiva. Leggere gli originali testi presenti nel libro è un’interessante opportunità per guardare al futuro con occhi nuovi. Come Gruppo Industriale Tecno, operando nell’efficientamento energetico ed industriale grazie a piattaforme che ci permettono di supportare da remoto le aziende, abbiamo vissuto in diretta il blocco totale e la riattivazione di migliaia di impianti con il ripensamento dei cicli produttivi.Quello che stiamo vedendo e che ci rende ottimisti per il nostro Paese è  la gran voglia degli imprenditori italiani di rendere le proprie aziende sempre meno impattanti a livello ambientale. Sono convinto che questa è una sfida che sapremo cogliere.”

Il ricavato della vendita del volume sarà devoluto all’Associazione Onlus “Sos Villaggi dei Bambini” (www.sositalia.it) che lavora in Italia e nel mondo con i bambini, le famiglie, le comunità locali e le Istituzioni per garantire a ogni bambino il diritto di crescere sereno e in salute in un ambiente familiare accogliente, e di sviluppare pienamente le sue potenzialità.

Intesa SanPaolo annuncia la riapertura delle gallerie d’Italia a Milano,Vicenza e Napoli

Le Gallerie d’Italia riaprono a Milano e Napoli il 2 giugno, a Vicenza il 28 maggio

Intesa Sanpaolo annuncia la riapertura delle Gallerie d’Italia a Milano e Napoli il 2 giugno e a Vicenza il 28 maggio 2020.

Nella sede milanese di Piazza Scala i visitatori potranno rivedere la mostra ‘Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna’, prorogata eccezionalmente fino al 28 giugno.

L’esposizione, rimasta per molte settimane in cima alle classifiche delle mostre più visitate d’Italia, aveva raggiunto prima della chiusura quasi 200.000 visitatori nazionali e internazionali. Ideata e prodotta da Intesa Sanpaolo in partnership con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e con il Museo Thorvaldsen di Copenaghen e con la curatela di Fernando Mazzocca e Stefano Grandesso, la mostra ha reso possibile il confronto – per la prima volta in un’esposizione – dei due grandi artisti neoclassici, con prestiti fondamentali di musei italiani e stranieri e di esclusive collezioni private, ricreando nelle sale delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano un vero e proprio ‘olimpo di marmo’.

Dal 30 giugno torneranno ad essere visitabili anche le sale che accolgono le collezioni permanenti ‘Da Canova a Boccioni’ e ‘Cantiere del 900’.

Il 2 giugno riapriranno anche le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli: sarà visitabile ‘Il Martirio di Sant’Orsola’ di Caravaggio, masterpiece della collezione d’arte di Intesa Sanpaolo, e la mostra ‘David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell’ideale’, prorogata fino al 28 giugno.

In programma il 28 maggio la riapertura di Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, con un riallestimento della collezione permanente: sarà visitabile il piano nobile con 30 dipinti del ‘700 veneto e un nucleo di 20 vasi selezionati dagli oltre 500 che formano la collezione di ceramiche attiche e magnogreche in un allestimento rinnovato che li mette in dialogo con le decorazioni a tema mitologico presenti nelle sale del palazzo.

Grande l’impegno di queste settimane per consentire una visita in piena sicurezza e tranquillità.

Sarà possibile, e raccomandato, l’acquisto online dei biglietti dal sito gallerieditalia.com.

Gli ingressi saranno contingentati e scaglionati ogni quindici minuti e si dovrà rispettare la distanza interpersonale – in caso di attesa – di almeno un metro all’esterno e di due metri negli spazi museali.

All’interno delle Gallerie sarà prevista la misurazione della temperatura attraverso un termoscanner (con rimborso del biglietto se acquistato online in caso di temperatura superiore al limite consentito) e in vari ambienti museali saranno a disposizione dispenser gel con soluzioni disinfettanti.

Al fine di assicurare una visita in totale sicurezza, oltre all’igienizzazione continua di tutti gli ambienti, sarà obbligatorio l’utilizzo di mascherine e il mantenimento di una distanza sociale di almeno due metri. Lungo il percorso un’apposita segnaletica inviterà al rispetto delle norme ed il personale museale sarà a disposizione per ogni esigenza e indicazione.

Fra le novità che accoglieranno i visitatori vi sarà la possibilità di accedere gratuitamente ai contenuti di approfondimento installando l’app MuseOn sul proprio smartphone attraverso Google Play o App Store, collegandosi al sito museon.eu oppure inquadrando il QR Code presente al desk di accoglienza.

L’orario delle Gallerie in questo primo periodo di ripresa vedrà una variazione, con apertura estesa dalle 11.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00), mentre i giorni di apertura rimarranno invariati: dal martedì alla domenica con giorno di chiusura il lunedì.

In attesta della riapertura delle tre sedi museali delle Gallerie d’Italia, sul sito www.gallerieditalia.com è disponibile un tour virtuale della mostra ‘Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna’ con contenuti di approfondimento multilingua. Si può inoltre rivivere la straordinaria bellezza della mostra anche grazie anche al documentario ‘Canova | Thorvaldsen. La fabbrica della bellezza’ disponibile su RAI Play.

Sotto lo Stesso Cielo Tour: Giuliani e Casta approdano al Laurentino e animano il popolo in finestra del quartiere romano

Conquista il pubblico anche la sesta tappa del primo live show on the road sotto Covid-19

Dopo ben cinque appuntamenti nella periferia della capitale (Corviale, San Basilio, Tor Bella Monaca, Tor Pignattara e Ostia) “Sotto lo Stesso Cielo Tour – Musica, risate e solidarietà ai tempi del Coronavirus” è approdato ieri al Laurentino ed ha animato un entusiasta pubblico in finestra (e in piazza) del popoloso quartiere romano.

Grandi emozioni e pubblico in festa per la sesta tappa dello show live rigorosamente on the road voluto da Salvamamme, unico al mondo sotto Covid-19, con due straordinari mattatori, Antonio Giuliani, con la sua irresistibile e irrefrenabile comicità e il violinista bresciano Andrea Casta con il suo archetto luminoso, affiancati dal popolare Dj Gabry Imbimbo.

“È stato bello vedere come la gente si è lasciata coinvolgere, il calore della loro partecipazione si sentiva nonostante la distanza fisica. La forza della musica, delle parole e delle risate è arrivata ad ogni balcone. Un’esperienza nuova per me e sicuramente molto emozionante” racconta l’attrice Giorgia Palmucci, Premio Miglior Attrice per “Viola del pensiero” al Global Short Film Awards di Cannes, che ha aperto l’evento con una emozionante dedica al maestro Ezio Bosso, recentemente scomparso. Ospiti speciali dello spettacolo sono stati il Trio Monti, composto da tre musicisti che provengono da tre dei monti di Roma: Giampiero Mannoni, alla voce, di Monte Mario, Valerio Mileto, alla chitarra, di Monte Sacro, Valdimiro Buzi, al mandolino, della Montagnola che, al termine della loro esibizione, hanno commentato: “è stata una grandissima emozione poterci esibire in questo evento unico e portare la nostra musica tra gli abitanti del quartiere Laurentino. Per noi che suoniamo e scriviamo canzoni romane è sempre entusiasmante respirare l’atmosfera dei quartieri popolari, e mai come oggi siamo stati felici di essere qui. Un’occasione importante per far ripartire la vita, la cultura, la socialità – seppure a distanza – in un momento particolare come quello che stiamo vivendo”.

Al pubblico in finestra, ma non solo, anche a quello in piazza rigorosamente distanziato, è stata offerta un’ora di grande festa e allegria nello spirito che ha animato l’associazione guidata da Grazia Passeri a sostenere il tour: “regalare benessere fisico e musica per il cuore e per l’anima alle persone”.

Lo spettacolo è stato realizzato grazie al regista Antonio Centomani e a grandi professionisti come Fabio Zazzaretta.

Si ringraziano la Regione Lazio e l’Unicoop per aver contribuito alla produzione dell’evento, l’Ater ed il suo Direttore, Andrea Napoletano, per la collaborazione e l’accoglienza, ed ancora la Polizia di Stato, la Polizia Municipale nono gruppo e i Carabinieri Laurentino. (foto M. Riccardi)

Contrasto alla pesca illegale: operazione della Guardia Costiera a largo delle isole Eolie

A sud delle isole di Alicudi e Filicudi, un peschereccio è stato sorpreso da nave Corsi CP906 della Guardia Costiera nella fase di recupero di una rete da posta illegale di circa 7.500 mt di lunghezza. La rete – al termine delle operazioni – è stata posta sotto sequestro, e il comandante del peschereccio sanzionato secondo i termini di legge.

Si è conclusa nella notte una vasta operazione della Guardia Costiera nel bacino del Tirreno meridionale che ha visto l’impiego di due pattugliatori d’altura, un elicottero ed altri mezzi navali della Guardia Costiera assegnati ai Comandi dell’arcipelago eoliano, volta a contrastare il fenomeno della pesca illegale. Nel dettaglio, a sud delle isole di Alicudi e Filicudi, un peschereccio è stato sorpreso da nave Corsi CP906 della Guardia Costiera nella fase di recupero di una rete da posta illegale di circa 7.500 mt di lunghezza. La rete – al termine delle operazioni – è stata posta sotto sequestro, e il comandante del peschereccio sanzionato secondo i termini di legge.
In quelle stesse ore, ma a Nord delle isole Eolie, Nave Diciotti CP941, impegnata in attività operativa in quell’area, ha rinvenuto un’ulteriore rete da pesca illegale lunga diversi chilometri ed ha proceduto al recupero della rete con l’ausilio di Nave Magliano CP404, unità del Corpo specializzata in questo tipo di attività in mare. Le operazioni sono tuttora in corso.
Le reti da posta illegali, che non rispettano lunghezza prevista dalla norma (dimensioni uguali o inferiori ai 2,5 km) o le dimensioni previste per la maglia della rete, vengono calate in mare e lasciate alla deriva per la cattura di grossi pesci pelagici, come i tonni ed i pesci spada. Una tipologia di rete vietata dalla normativa, in quanto strumento di pesca non selettivo che costituisce un vero e proprio muro galleggiante, determinando la cattura anche di specie protette come delfini e tartarughe, che rimangono spesso impigliati in tali attrezzi di pesca illegali.
Negli ultimi anni molti sforzi sono stati profusi in termini di impiego di mezzi aeronavali e uomini per combattere questa pratica di pesca che non solo è illegale, ma è anche dannosa per l’intero ecosistema marino. Nei soli mesi di aprile e maggio, diverse sono state le missioni svolte dai pattugliatori d’altura, finalizzate al contrasto di questa pratica di pesca. Nella pianificazione di attività che interessano un’area marittima di circa 500 mila km2 e richiedono l’impiego di diversi mezzi aeronavali, risultano particolarmente importanti le informazioni acquisite anche tramite le organizzazioni/associazioni ambientaliste, che completano il quadro informativo sulle attività illecite in mare, e consentono di pianificare in modo efficace le operazioni di contrasto.
Il dispositivo operativo, messo in piedi dalla Guardia costiera, ha permesso, nel corso del 2019 e nei primi mesi del 2020 (incluso il periodo emergenziale COVID19), di verificare la correttezza delle attività di pesca in mare e degli esercizi commerciali che operano all’ingrosso e al dettaglio, al fine di tutelare il prodotto ittico nazionale, come pure il consumatore finale, attraverso l’immissione sul mercato di un pescato conforme ai requisiti di legge, sia per quanto attiene alla tracciabilità che all’etichettatura. 
Questi, a titolo di esempio, alcuni dei dati più significativi dal 2019 ad oggi:
oltre 145mila verifiche effettuate;
sequestrati circa 700mila kg di prodotto ittico non conforme;
eseguiti oltre 5000 sequestri (8173 attrezzi da pesca illegali); 
elevate sanzioni per un importo di quasi 13 milioni di euro.
Un’attività svolta quotidianamente a garanzia della conservazione e dello sfruttamento delle risorse ittiche in condizioni di piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica.​

Il “menestrello del rock e d’America” Bob Dylan ha festeggiato 79 anni

 Colui che inventò il folk rock traendo ispirazione dal suo idolo Woody Guthrie. Una storia costellata di successi, di premi, di dischi con oltre 50 album pubblicati, ma soprattutto la storia di un artista che ha saputo intercettare per primo le disillusioni di una generazione e trasformarla in poesia.

di Andrea Cavazzini

Non so se Robert Allen Zimmerman per tutti Bob Dylan, sia un poeta, un musicista, un cantante, un trovatore, un funambolo, un pagliaccio, un’icona, un genio, un acrobata, un visionario, un narratore, un ammaliatore, o un Cristo senza spine e penso che non sia per nulla importante saperlo. Ma sicuramente è tutto questo insieme e anche di più. È semplicemente Bob Dylan.

È il principe delle nuvole, è il re pazzo, è il buffone delle tragedie shakespeariane, è un’opera letteraria, è la Resurrezione, “l’Uomo Tamburello” e anche “l’uomo che soffia al vento”, è tutto ciò che gli altri non sono: è unico.

Certo, non ha scritto romanzi ma ha fatto anche  di meglio; ha composto dozzine, centinaia di canzoni che valgono tutte le composizioni letterarie della terra, ha tolto la polvere dalla poesia e l’ha riversata sugli LP, ha gareggiato in scoperte linguistiche, ha scritto versi che hanno trascinato nella mente della mia generazione e di quella che l’ha preceduta messaggi dall’aldilà, ha trascorso la sua vita reinventando sé stesso e lui a sua volta ha reinventato le nostre stesse vite. Uno che ha lasciato tracce del suo passaggio, non prove, all’alba del suo 79 compleanno che si è celebrato il 24 maggio.

Bob Dylan sicuramente è stato uno dei poeti contemporanei più influenti che ha avuto un ruolo fondamentale nelle coscienze dei giovani degli anni ’60, il primo ad affrontare nelle sue canzoni temi sociali e politici.

Lui e la sua musica hanno attraversato gli anni sessanta, lasciando dietro di sé i suoi discepoli politici e folk, confusi dal suo pensiero e dalle  esplorazioni elettrizzanti delle sue idee ai più ancora sconosciute. Con canzoni come “Mr Tambourine Man”, “Desolation Row”, “Like A Rolling Stone” e “Just Like A Woman”, ha creato la road map delle emozioni per un’intera generazione.

E pensare che da giovane ventenne appassionato di country, blues e rock’n roll, quello di Elvis e Jerry Lee Lewis per capirci, al suo primo album fece un fiasco clamoroso. Ma non si arrese alla prima difficoltà e lottò per imporre il suo stile e la sua voce rauca, e da li a poco ecco la svolta. Nell’aprile del 1962, un titolo che sarebbe diventato l’inno di un’intera generazione: “Blowin ‘in the Wind “, una canzone pacifista che ha incarnato la protesta della guerra del Vietnam negli anni ’60, diventando “ipse facto” un inno per i diritti civili. Una canzone che lo stesso Dylan registrò svariate volte cambiando il tempo, il ritmo, l’intonazione della voce, ma mai il testo!

Pittore, scultore e artista, Dylan  autore di libri, negli ultimi due decenni, ha continuato a condividere la sua musica e ha fatto tournée con molti grandi nomi, tra cui Paul Simon, Joni Mitchell e Van Morrison.

Ha vinto tantissimi premi: Grammy, Academy, Golden Globe, nel 2008 un Pullitzer che tradizionalmente viene assegnato ai giornalisti, per il profondo impatto sulla musica popolare e sulla cultura americana e nel 2012 ha ricevuto la medaglia presidenziale per la libertà dal presidente Barack Obama. Nel 2016 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Una decisione controversa, la prima volta che l’onore fu concesso ad un musicista. Tante volte copiato, i suoi pezzi addirittura sono stati  arrangiati in modo straordinario anche in chiave jazz, ma mai eguagliato.

La festa è  iniziata, venite gente e non c’è bisogno di un biglietto d’ingresso, di pass gratuiti o di raccomandazioni, per entrare. Il mondo caro Bob è ai tuoi piedi, cappello, chitarra e armonica, queste sono le uniche cose di cui avrai bisogno,  l’apocalisse dovrà aspettare ancora un pò. Grazie mister Zimmerman, per tutte le parole e la musica che ci hai regalato e che ci hanno fatto sognare! Fai un compleanno favoloso e resta per sempre giovane.

“Quando un genitore ama due volte”

Lettera di un padre alla figlia transessuale

 di Anna Maria Antoniazza

“La vita mi ha insegnato che quando si ha un figlio in realtà, in tutti i figli, ci sono sempre dei gemelli, due identità, a prescindere dalla forma che poi queste due anime prendono nel tempo. Alcuni trascorrono la vita senza accorgersi di avere qualcosa di profondamente diverso dalla propria immagine, dalla considerazione di sé stessi…altri invece riescono a vedere il proprio gemello e aiutarlo a venire alla luce. Ma questo è un compito che non può gravare sui genitori, questo è un compito dei figli, e tu hai fatto di tutto per farlo venire alla luce. Tante volte mi hanno offeso, umiliato, quando dicevo che mio figlio era diventato una donna, magicamente incantata dagli ormoni. In realtà, pensandoci bene, ho sempre ingoiato queste offese senza dire niente, senza ribellarmi e ho sempre fatto male. Non ho mai reagito per rispetto della tua scelta e perché credo che chi parla male di qualcuno, soprattutto se questo qualcuno non può difendersi, sia una persona che ha tanti segreti da nascondere e che tutto il suo equilibrio, la sua serenità sarebbe distrutta se questi scheletri, usciti dall’armadio, si facessero vedere.

Vedi, la tua trasformazione non è stata solo psicologica, è stata fisica, è un segreto che non può rimanere nascosto perché si vede, si sente, è un corpo che si muove per la strada sotto gli occhi di tutti, di innegabilmente evidente. E io, che sono un’amante della Verità, questa piccola Verità dentro la tua vita l’ho sempre vista brillare fin da quando eri un bambino, coi capelli lunghi e quelle movenze un po’ particolari, che ti rendevano facile oggetto di scherzi e offese. I bambini sono di una cattiveria immensa, ma la tua diversità ti ha dato una forza grandissima, riesci a reggere la solitudine come un gigante. Vivi tutto con un’estrema fiducia. Siamo continuamente plasmati dai nostri amici, sono quelli che ci tagliano, ci scolpiscono.

Alla fine, amore mio, siamo fatti di lacrime, anche quando continuiamo a sorridere. Per me che sono un genitore di una certa età questo è diventato abbastanza evidente e non riesco a non pensarci. Le lacrime di cui parlo io non si vedono, rimangono nascoste sotto la pelle, come una cosa che senti e che non riesce ad uscire da te…neanche se prendessi un coltello riusciresti a farle uscire. E poi ricordati, cara mia, che la sofferenza è sempre invisibile. Solo la felicità si vede ma ha il brutto vizio di sparire subito. Le cose che non si vedono, invece, possono continuare ad esistere, e agiscono secondo dinamiche, secondo traiettorie che noi non conosciamo. Il mio amore per te è doppio del tuo. Ti ho amato da bambino e ti amo ancora di più adesso, che sei una donna.”

‘Ether, il quinto elemento’ dedica la sua attenzione al cinema con  Maddalena  Mayneri

Fondatrice e direttrice di Cortinametraggio dedicato al corto tutto italiano, Maddalena Mayneri in emergenza sanitaria per covid19 ha saputo trasformare uno storico festival in prodotto fruibile in streaming dal web. Uno straordinario successo anche in questa nuova formula

Di Macri Martinelli Carraresi

Il quindicesimo appuntamento di ‘Ether, il quinto elemento’ parla di cinema made in Italy con Maddalena Mayneri, fondatrice e direttrice di Cortinametraggio, uno dei più importanti festival italiani dedicato al cortometraggio tutto italiano. Maddalena Mayneri, dopo un’intensa esperienza nel campo della comunicazione e dell’intrattenimento, fonda e porta al successo, grazie alla sua straordinaria determinazione e capacità organizzativa, il festival Cortinametraggio. Nato negli anni ‘90, è oggi un importante fucina di talenti ed è stato rampa di lancio per tantissimi registi tra i più affermati.  Quest’anno la sua quindicesima edizione, per la prima volta, a causa del lockdown voluto dall’emergenza pandemica, si è svolta sul web e in streaming, ottenendo comunque uno straordinario successo.  Cortinametraggio è stato il primo festival italiano a fare questa scelta, sostenendo l’idea che cinema e web possono convivere supportandosi a vicenda, e i risultati sono stati dalla sua parte. I dettagli nel video

Viaggio virtuale tra le attrazioni più amate e le gemme nascoste di Tokyo

Alla scoperta della capitale nipponica attraverso gli occhi di fotografi d’eccezione e clip originali 

Per chi sogna la prossima avventura a lungo raggio e inizia già a raccogliere ispirazioni per i viaggi futuri, i contenuti digitali del sito Tokyotokyo.jp offrono una finestra aperta sulle attrazioni e la cultura della capitale nipponica. La piattaforma di Tokyo Convention & Visitors Bureau è lo strumento perfetto per scoprire il volto più noto, le esperienze inaspettate e gli angoli segreti della città grazie a clip originali e gallerie fotografiche realizzate da fotografi d’eccezione, che invitano a partire per un viaggio virtuale alla scoperta delle molteplici anime di Tokyo, offrendo tanti spunti e consigli da veri insider da appuntare in agenda.

Una volta atterrati virtualmente nella capitale del Sol Levante, grazie ai 24 filmati immersivi offerti dalla sezione Tokyo Channel è possibile esplorare le tante sfaccettature della città, a partire dalle attrazioni più innovative della metropoli. La tecnologia è protagonista del MORI Building Digital Art Museum, il primo museo digitale al mondo sviluppato dal collettivo giapponese teamLab, che ridefinisce il concetto di arte moderna trasportando i visitatori in un mondo onirico fatto di luci, immagini e ombre suggestive. Dà la sensazione di essere in un’altra dimensione anche il Miraikan, il National Museum of Emerging Science and Innovation, un mix tra museo, centro di divulgazione scientifica e parco tematico dove è possibile interagire con le tecnologie più avanzate e comprendere le profonde relazioni esistenti tra uomo e universo. Questa anima avveniristica trova il suo apice nella terrazza panoramica Shibuya Sky, l’attrazione di punta del modernissimo edificio Shibuya Scramble Square inaugurato lo scorso novembre, da cui ammirare – per ora solo virtualmente – una vista a 360 gradi sulla città. Dietro la tecnologia continua a vivere, più vibrante che mai, l’affascinante storia della città, a cui è dedicato l’Edo-Tokyo Museum. Qui è possibile ritrovare la Tokyo del passato tra oggetti originali, miniature e ricostruzioni fedeli.

Per chi immagina Tokyo come una distesa di cemento e luci al neon, c’è un mondo tutto da scoprire a poca distanza dal centro città, dove natura e tecnologia convivono armoniosamente. La sezione “Nature” della piattaforma Tokyotokyo.jp svela i luoghi in cui ammirare i gioielli naturalistici della capitale nipponica, dal bucolico Hinohara, l’ultimo autentico villaggio di Tokyo, alle spiagge delle isole Izu, fino ai luoghi più esotici come l’arcipelago di Ogasawara. Mentre inizia a farsi sentire la voglia di estate, il tour virtuale alla scoperta dell’anima sub-tropicale della metropoli regala un’esperienza rigenerante, oltre che inaspettata, anche a distanza.

Tornando in città, c’è ancora tanto da scoprire anche per chi pensa di conoscere già ogni segreto di Tokyo: i reportage fotografici raccolti nella sezione “Tokyo Curiosity” svelano alcune chicche nascoste della capitale nipponica da segnare in agenda in attesa di poterle scoprire di persona, andando a ricercare gli angoli immortalati dallo sguardo di fotografi professionisti. Un esempio sono i quartieri di Ningyocho e Shinbashi: il primo è stato il più importante centro del periodo Edo e conserva intatta la bellezza del suo tempo più florido, mentre il secondo ha ospitato la prima fermata ferroviaria del Giappone e oggi è un’area brulicante di uffici, negozi e ristoranti. Gli appassionati della lettura rimarranno affascinati dagli scatti che immortalano i quartieri di Kanda, una zona ricca di negozi di libri che costudiscono volumi molto rari, e Daikanyama, un’area elegante in cui qualche anno fa ha aperto la libreria Tsutaya Daikanyama in cui acquistare libri, DVD e CD musicali di ogni genere in un ambiente di design. Da non perdere anche una passeggiata virtuale nei quartieri di Shimokitazawa e Kichijoji, che regala ai visitatori una sensazione di familiarità e quiete ad ogni angolo.

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