Indice Internazionale sulla tutela dei diritti di proprietà: Italia 47°, perde posizioni ed ultima tra i paesi del G7 e UE

L’Indice, realizzato dalla Property Rights Alliance, misura come viene tutelata la proprietà intellettuale in oltre 129 Paesi, rappresentanti il 98 per cento del PIL mondiale ed il 94 per cento della popolazione


Presentato ieri l’International Property Rights Index 2020 (Indice Internazionale sulla tutela dei Diritti di Proprietà). Lo studio, realizzato dalla Property Rights Alliance di cui fa parte il think tank Competere.eu, misura la tutela della proprietà in oltre 129 Paesi, rappresentanti il 98 per cento del PIL mondiale ed il 94 per cento della popolazione.

L’Italia peggiora ulteriormente la propria posizione da 46° a 47°, tra le peggiori nella UE, troppo distante dagli altri Paesi del G7 e dopo il Sud Africa e l’Uruguay, con un punteggio finale di 6.2 su 10. Il distacco con i vertici della classifica è significativo. Finlandia, Svizzera, Singapore, Nuova Zelanda e Giappone, che occupano i vertici, hanno tutte un punteggio superiore a 8. I Paesi del G7 mediamente hanno ottenuto un punteggio medio pari a 7.7.
L’indice si compone di 3 voci principali che riguardano il “sistema politico e giuridico”, la “tutela dei diritti fisici” e la “tutela dei diritti intellettuali”. L’Italia è insufficiente nella prima voce, soprattutto per quanto riguarda la stabilità politica e l’efficienza e l’efficacia della giustizia civile, oltre agli alti livelli di corruzione percepiti, mentre raggiunge una risicata sufficienza nelle altre due. Altri punti deboli sono la tutela del copyright e la capacità di accesso al credito i cui punteggi sono molto bassi (intorno a 3.1).

Nell’edizione 2020 particolare peso nel giudizio finale è stato dato alla parità di genere. In molte nazioni questo obiettivo è ancora lontano dall’essere raggiunto e questo condiziona anche la tutela della proprietà intellettuale e fisica. Inoltre, dove la parità tra i sessi e gli individui non è pienamente raggiunta vengono rallentati i processi di innovazione e sviluppo. Il problema deve essere affrontato in modo prioritario sostengono gli esperti di Competere.eu insieme alle potenziali conseguenze della pandemia Covid-19.

La premessa all’Indice della curatrice Sary Levy-Carciente mette l’accento anche sulla necessità di rafforzare la tutela dei diritti di proprietà durante eventi emergenziali come la pandemia. I governi devono lavorare per garantire che la proprietà sia difesa – si pensi anche alla necessità di produrre vaccini e nuove terapie – per far sì che la ripresa economica e sociale sia ancora più forte.

“I diritti di proprietà – dichiara Pietro Paganini, Presidente di Competere.eu – sono un indicatore chiave dello sviluppo economico e della stabilità politica. L’innovazione va di pari passo con la tutela di questi diritti fondamentali e così la libertà di fare impresa. Se vogliamo costruire un’Italia più forte dopo la pandemia è necessario rafforzarli”.

“Quest’anno l’attenzione dell’Indice è stata dedicata a due temi chiave: parità di genere e pandemia – dichiara il Direttore di Competere.eu, Giacomo Bandini – Le disparità di trattamento tra sessi emergono anche nel caso della proprietà, sia fisica sia intellettuale, e si accompagna con minore sviluppo e benessere. La pandemia rischia invece di peggiorare la situazione perché porta imprevedibilità e incertezza nella regolamentazione e può rallentare il corso della giustizia civile. Si deve agire su entrambi i fronti per un futuro migliore”.  

“Quest’edizione- dichiara il Segretario Generale di Competere.eu Roberto Race-  ancor più che in altri anni ci troviamo a constatare quanto l’Italia sia indietro sulla tutela della Proprietà Intellettuale. È fondamentale che la difesa della proprietà intellettuale diventi una priorità per il Governo. La politica e il sistema giudiziario oggi non favoriscono la tutela e mettono in difficoltà le imprese e a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro. L’indice è uno strumento importante per governi e policy maker perché dimostra la relazione che esiste tra tutela della proprietà, innovazione e crescita economica. I Paesi che crescono di più sono, infatti, primi in innovazione e guidano la classifica dell’Ipri. Se vogliamo tornare a crescere dobbiamo intervenire in maniera più determinata per favorire e tutelare imprese e marchi dal fenomeno della contraffazione.”
  

The International Property Rights Index-IPRI (http://www.international property rights index.org)
L’International Property Rights Index (IPRI) è la principale pubblicazione dell’Alleanza per i Diritti di Proprietà (Property Rights Alliance, PRA). La PRA è un’associazione impegnata a promuovere i diritti di proprietà in tutto il mondo. L’IPRI è uno studio comparato annuale che mira a quantificare la forza dei diritti di proprietà – sia fisica che intellettuale – ed a classificare i paesi di conseguenza. Il rapporto IPRI mostra il legame tra la protezione dei diritti di proprietà e lo sviluppo economico. L’edizione del 2020 contiene una classifica di 129 paesi, che rappresentano il 98 per cento del prodotto interno lordo mondiale ed il 93 per cento della popolazione.

Competere.EU (www.competere.eu)
Competere.Eu è un think tank indipendente nato per elaborare e implementare politiche per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile ed essere di supporto alla politica, alle istituzioni e alle imprese nel favorire l’innovazione sociale e dei processi economici e il confronto tra idee.
Il team di Competere è composto da esperti, accademici, professionisti di riconosciuta esperienza nazionale e internazionale, ma soprattutto da persone, curiose, creative e intraprendenti che analizzano la realtà in continuo cambiamento e propongono soluzioni sostenibili.
Presidente del think tank è il docente di Business Administration alla John Cabot University Pietro Paganini mentre il Segretario Generale è il consulente di corporate strategy e comunicazione strategica Roberto Race. Il Direttore Generale è Giacomo Bandini.  

Online la Mostra di Dusty “Il peso dei rifiuti invisibili”

Il tour virtuale rende accessibile a tutti la mostra ecologica, per la ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’. Su dusty.it/serr-2020 il tour virtuale e le opere d’arte realizzate da cinque artisti siciliani emergenti

La partecipazione di Dusty alla Serr ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’ (21/29 novembre), quest’anno è anche interattiva. La mostra ecologica guidata «Il peso dei rifiuti invisibili» è anche on line.
Per sensibilizzare un numero sempre maggiore di utenti, si espande nella rete digitale e al link dusty.it/serr-2020 propone un tour virtuale di opere d’arte e pannelli grafici descrittivi per stimolarli verso una nuova visione della gestione del rifiuto domestico e della sua riduzione.

 Il tour virtuale rende così accessibile la mostra ecologica, che in pochi click, dallo smartphone o dal pc di casa, potrà scoprire quelle piccole abitudini che sono un grande contributo alla salvaguardia dell’ambiente. Utili soluzioni pratiche per ridurre i “rifiuti invisibili”, alternate ai momenti di riflessione suscitati dalla fotogallery di cinque opere d’arte, ideate e realizzate con materiale da riciclo da artisti emergenti siciliani e da pannelli grafici che descrivono il ciclo dei rifiuti invisibili prodotti e le conseguenze che incidono pesantemente negli equilibri ambientali.

 IL PERCORSO GUIDATO delle opere d’arte

Si parte dalla “Visione” di Mikhail Albano, che restituisce la figura di un pachiderma attraverso 2.800 tappi di plastica, e si prosegue con il “Piccolo tempio” di Calogero Arcidiacono, dove un effetto matrioska trasforma il “contenitore” in “contenuto”; poi “La Grande Opera” di Martina Mavica, raffigurata da un’enorme conchiglia, simbolo di creazione e idea del fossile come traccia del passaggio umano, proprio come lo sono i rifiuti; a seguire le nuvole tossiche “Inquinata-Mente” di Gabriele Catania che raccontano la disperata corsa del genere umano verso la salvaguardia del pianeta; si chiude con Alessandra Castronuovo e il suo ”Insostenibile Equilibrio” opera composta di elementi sovrapposti che ricorda la pericolosa precarietà a cui ci ha condannati il consumo irresponsabile del patrimonio ambientale.

 LA MOSTRA È ANCHE LIVE – nel rispetto delle disposizioni Covid

L’esposizione, nei prossimi giorni, sarà allestita in alcuni Comuni dove Dusty svolge il servizio di igiene ambientale. Dopo la tappa di Avola che ha aperto la Settimana europea, la mostra dal vivo proseguirà – nell’assoluto rispetto delle normative anti Covid – secondo un calendario che è stato riprogrammato per le avverse condizioni meteo, come nel caso di Misterbianco e San Giovanni la Punta che saranno solo in versione on line.

 Tappa finale il 29 novembre a Catania, in Piazza Nettuno dalle 9 alle 12. In caso di pioggia, sarà trasferita in un luogo riparato che sarà tempestivamente comunicato.

Le proposte del coordinatore dell’Osservatorio per la ricostruzione economica post Covid19 del think tank Competere.eu

Arleo: servono agevolazioni per implementare lo smartworking e riorganizzare i turni delle produzioni. Crediti d’imposta per le pmi sopra i 5 milioni di fatturato e finanziamenti a fondo perduto per quelle sotto i 5 milioni

 “Servono agevolazioni per le Pmi al fine di implementare lo smart working. Ormai è chiaro che le aziende dovranno puntare sullo smartworking per tutte quelle funzioni che si possono svolgere lavorando da casa. Dovranno inoltre riorganizzare i turni delle produzioni per chi lavora in fabbrica. Per farlo, però, le Pmi non possono essere lasciate sole. Occorrono strumenti ad hoc definiti dal Governo o dalle regioni, come avvenuto in Lombardia”. A proporlo è  Giuseppe Arleo, coordinatore dell’Osservatorio per la ricostruzione economica post Covid19 del think tank Competere.eu .
“Il lavoro da casa  – spiega Arleo – presuppone che le aziende dotino il personale di un computer dedicato e di una connessione protetta ad alta velocità, creando sistemi di intranet sicuri ed efficienti. Sono processi impegnativi, che richiedono fondamentali investimenti in infrastrutture tecnologiche e una serie di incentivi ad hoc, calibrati a seconda della dimensione dell’impresa. Si possono prospettare contributi a fondo perduto per le imprese con un fatturato al di sotto dei 5 milioni di euro e crediti d’imposta per le imprese con un volume di fatturato più elevato, assicurando procedure snelle e veloci per la massima efficacia dello strumento di incentivazione.

Lo stesso discorso vale per le produzioni. E’ inimmaginabile, per i danni che provocherebbe, un nuovo lockdown del sistema produttivo, ma le imprese vanno aiutate a ripensarsi.
Per garantire il distanziamento sociale bisognerà rivedere turni e presenza nelle catene produttive, con costi non indifferenti per le aziende. Soprattutto per le Pmi abituate a lavorare su un solo turno.

La proroga dello stato di emergenza ha ancora di più stressato un sistema welfare in discussione da anni nell’epoca pre-covid. Accanto alle problematiche delicatissime del blocco dei licenziamenti, della proroga della Cig per i dipendenti e della copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali, si impone l’urgenza di una nuova disciplina dello smart working, da concepire come modalità di lavoro “ordinaria”.  Siamo dinanzi ad un nuovo modo di lavorare, reso possibile dall’attuale tecnologia anche a prescindere dallo stato di urgenza e di necessità, e indipendentemente dal fatto che possa svolgersi a tempo pieno o part time, integrato da periodi di attività in azienda.
Ad oggi si stima che in Italia circa 6 milioni di addetti stanno lavorando in modalità smart working in assenza di alcuna intesa formale tra datori di lavoro e dipendenti.
E’ evidente la necessità, una volta superata l’emergenza, di regolamentare tali situazioni. Anche questa svolta deve essere favorita dallo Stato con misure incentivanti che rendano meno gravosa e più sicura la nuova modalità lavorativa. Potrebbero ad esempio essere previsti bonus per gli interventi finalizzati a fornire i dipendenti di hardware e software avanzati, e per loro stessa formazione in merito all’utilizzo delle nuove tecnologie. Su un altro fronte – conclude Arleo – occorre sostenere le imprese impegnate a risolvere la problematica strategica della sicurezza dei dati, superando i rischi oggettivamente più elevati derivanti da un’attività in rete resa sempre più pervasiva dai processi di integrazione e interconnessione digitale”.

SOVEREIGN HILL il Museo a cielo aperto

Di Ballarat dove nel 1851 la febbre dell’oro portò migliaia di persone in cerca di fortuna

di Paolo Buralli Manfredi – DailyCases Australia

Nello stato del Victoria e precisamente nel sobborgo di Golden Point a Ballarat si può visitare il museo dell’oro a cielo aperto.

Fu proprio nel 1851 che i primi ricercatori d’oro scoprirono una vena importante che attirò centinaia di persone in cerca di fortuna, il museo è stato pensato negli anni sessanta ed inaugurato il 29 novembre del 1970, diventando così un’attrazione turistica di successo frequentata da tutti i cittadini dello stato del Victoria ed è la più famosa attrazione di Ballarat.

La cittadella dell’oro ampliata negli anni è ambientata nel periodo storico della febbre dell’oro in Australia, 1850 è un complesso espositivo distribuito su di un’area che conta venticinque ettari e comprende ben sessanta edifici, tutti costruiti perfettamente in linea con l’epoca di riferimento.

Anche le centinaia di addetti ed i volontari che rendono vivo il museo sono rigorosamente vestiti con gli abiti di quell’epoca, sempre pronti e preparati storicamente a rispondere ad ogni curiosità dei visitatori. Anche gli ambienti sono dettagliatamente ricreati storicamente, dai piccoli oggetti alle opere d’arte, libri e documenti dell’epoca, macchinari, bestiame, e animali agghindati come allora, carrozze trainate da meravigliosi frisoni.

Anche questo sito australiano come quello di Cooper Pedy (ritenuta la città mondiale dell’opale) ha il suo piccolo primato, perché proprio a Ballarat è stata ritrovata la seconda pepita d’oro più grande al mondo, pensate che il Welcome Nugget (questo è il nome) pesava ben 69kg (2.200 once) e la cosa strabiliante era che la pepita era di oro puro per il 99,2% e per questa quasi purezza raggiunse il valore di 3 milioni di dollari (10.596 libbre).

Tra le attrazioni più interessanti, otre agli spettacoli creati dai figuranti in ogni momento della giornata, sono da non perdere la visita nelle due antiche miniere, ora solo sito turistico, con visite guidate ad intervalli regolari che si susseguono tutto il giorno: The Red Hill tour, che racconta la storia della scoperta del Welcome Negget e quella che richiede più tempo, circa 40 minuti, che scende per molti metri sotto terra dove si può ammirare e comprendere quanto doveva essere dura la vita a quei tempi e quanto rischio si correva pur di trovare la pepita che avrebbe cambiato la vita al ricercatore.

Altra cosa divertente è il torrente che passa in mezzo alla cittadina dove è possibile chiedere agli addetti un setacciatore, per poi con molta pazienza setacciare il fondo del torrente sperando di poter trovare la pepita d’oro, che se trovata, cosa che ancora oggi capita molto spesso, può essere portata al banchetto del pesatore, che a quei tempi la pesava e restituiva il corrispettivo del valore in dollari, mentre oggi si può pagarla ad un prezzo al peso vantaggioso oppure lasciarla alla struttura. Ma raccomandiamo di fare attenzione perché la febbre dell’oro è contagiosa e potrebbe far impazzire!

Per info: https://sovereignhill.com.au/

La Lidu Internazionale Abruzzo e Molise in difesa dei risparmiatori

La Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo di Abruzzo e Molise chiede l’attivazione di un tavolo per i risparmiatori di Banca Popolare di Bari 

“Un cambio di rotta rispetto al passato e la convocazione urgente di un tavolo per la definizione bonaria delle controversie” – questa è la richiesta partita dalla Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo (L.I.D.U.) – Regione Abruzzo e Molise con il proprio OSSERVATORIO LIDU sui Fenomeni di Usura, Estorsione e Sovraindebitamento, unitamente all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’ACU Calabria e alla Confconsumatori Brindisi. Un fronte comune di associazioni, riunite in Coordinamento, ha fatto pervenire questa formale richiesta ai vertici della Banca Popolare di Bari e al nuovo CdA dell’Istituto di Credito.

Una legittima richiesta fatta anche alla luce dei numerosi e costanti successi ottenuti, negli ultimi mesi, dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie. In questa fase di grave emergenza non solo sanitaria ma anche economica è necessario richiamare gli Istituti di credito ad un opportuno senso di responsabilità per scongiurare il collasso economico di famiglie, lavoratori e imprese.

Un primo passo in tal senso, secondo il Coordinamento in difesa dei cittadini, è quello di istituire un tavolo di confronto con la Banca Popolare di Bari al fine di cercare di dirimere transattivamente i contenziosi tra i risparmiatori e la banca.

“Abbiamo richiesto al nuovo Consiglio di Amministrazione della Banca l’immediata attivazione per i nostri associati di tavoli di confronto per cercare di addivenire ad un componimento bonario delle controversie” – afferma Massimo Bomba, Presidente della LIDU Abruzzo e Molise. “Il confronto non dovrà essere caratterizzato da previsioni, unilateralmente “preconfezionate” dalla Banca, contenenti, ad esempio, le misure massime di indennizzo, i requisiti che il risparmiatore deve rivestire (ad esempio: reddito, condizioni di salute, ecc.) oppure l’esclusione di determinate tipologie di titoli”. “Ogni posizione – conclude il Presidente Bomba – dovrà essere analizzata, valutata e discussa singolarmente”.

“Lo rivendichiamo con forza – tuona l’Avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione “Dalla Parte dei Consumatori” – essendo state accertate, in sede arbitrale, le responsabilità dell’Istituto di Credito. Pertanto, ci aspettiamo che la nuova dirigenza della Banca Popolare di Bari darà esecuzione alle decisioni dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie; diversamente saremo costretti a promuovere oltre 100 processi nei confronti dell’Istituto di credito a difesa dei risparmiatori”. “Siamo disponibili ad un confronto concreto e costruttivo al fine di tutelare i nostri risparmiatori. Se ciò non dovesse avvenire – conclude Graziuso – continueremo a dare battaglia dentro e fuori le aule di Tribunale”.
 

Per informazioni comporre il numero 0872 592119 oppure, inviare una e-mail al seguente indirizzo: [email protected]. Il servizio completamente gratuito è attivo dal lunedì al venerdì con i seguenti orari: dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Servizi alla persona: accordo tra Cef Publishing e Professione in Famiglia

Corsia preferenziale per le assunzioni, se la formazione è erogata dalla società del Gruppo Ebano


Intesa tra Cef Publishing, società controllata al 100% dal Gruppo Ebano, la realtà leader in Italia nella formazione professionale a distanza fondata dal Presidente della Piccola Industria, vicepresidente di Confindustria, e Professione in Famiglia, associazione nazionale di categoria che rappresenta famiglie e imprese attive nell’erogazione di servizi di utilità alla persona. Coloro che concluderanno con profitto il corso formativo “Assistente alla Persona”, curato da Cef Publishing, avranno un canale privilegiato per iniziare una esperienza lavorativa, anche grazie all’iscrizione alla banca dati finalizzata a favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro nel settore.

“Questo accordo – dichiara il direttore generale del Gruppo Ebano Silvano Mottura – ha l’obiettivo di avvicinare la domanda e l’offerta di lavoro in questo segmento di mercato.
I corsi di Cef Publishing sono stati finora frequentati da più di quarantamila persone. In particolare, il prodotto didattico “Assistente alla Persona”, acquistato da oltre 9.200 clienti, è stato già completato da 1.390 corsisti, con il conseguente rilascio dell’attestato per le competenze acquisite.”

“Professione in Famiglia – dichiara il vicepresidente di Professione in Famiglia Bruno Perin – rappresenta 70.000 famiglie e 150 imprese che forniscono servizi privati di assistenza domiciliare e contrattualizzano circa 4.000 operatori d’aiuto. Firmataria del Ccnl servizi di ausilio familiare, è riconosciuta e autorizzata dal Ministero del Lavoro per l’intermediazione non lucrativa di lavoratori domestici.
L’Associazione intende mettere a disposizione dei propri associati figure professionali competenti e di qualità per svolgere il lavoro di “Operatore d’Aiuto”. Professione in Famiglia diffonderà pertanto presso le società iscritte l’elenco degli allievi che hanno concluso il percorso formativo di Cef Publishing, al fine di favorire l’attivazione di un rapporto di lavoro.”

“Dal canto suo, Cef- conclude Mottura- promuoverà l’accordo con Professione in Famiglia presso tutti gli allievi che abbiano conseguito negli anni l’attestato di conclusione con profitto del corso formativo “Assistente alla Persona”, nonché presso gli allievi che stanno svolgendo il corso, e presso i prospect che intendano acquistarlo.”

Salvamamme in prima linea per rispondere in tempo reale alle necessità delle donne vittime di violenza e dei malati di Covid

Al via il il Covid Kit Care e il progetto pilota su Roma dell’App della “Valigia di Salvataggio” per le donne in fuga

Alla vigilia della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne l’Associazione Salvamamme, da oltre vent’anni in prima linea a sostegno delle vittime di violenza e delle famiglie fragili, lancia un nuovo progetto pilota, l’app della “Valigia di Salvataggio”, che va nella direzione della massima diffusione e condivisione dell’iniziativa pensata per donne che hanno avuto il coraggio di  fuggire dalla violenza per ribaltare il proprio destino e che merita tutto il sostegno della società.

Il progetto ha all’attivo un Protocollo d’intesa con la Polizia di Stato e il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro Rugby e prevede un piano di pronto intervento con assistenza psicologica, legale e “materiale” per le donne costrette alla fuga dalla loro abitazione e che rimangono prive di ogni cosa. Da quando è stato avviato sono state consegnate 1615 valigie e valigine a donne vittime di violenza e ai loro bimbi ed in media ogni anno ne vengono predisposte più di 200 che vengono distribuite in tutta Italia. Ora, grazie alla sinergia nata con la Softlab, azienda leader in ambito informatico, partner dell’evento Women for Women against Violence che da anni promuove il progetto, Salvamamme va oltre e lancia il pilota sulla Capitale dell’app dedicata, la cui sperimentazione prenderà il via a gennaio 2021 e che, grazie a un importante sostegno e sinergia con l’Associazione Confindustria Alberghi, permetterà una risposta e un primo immediato alloggio a chi ha avuto il coraggio di fuggire dalla violenza. Ambasciatrice nel Mondo di questo importante progetto la Principessa Camilla Di Borbone delle Due Sicilie che conferma il suo impegno: “affinchè il progetto, per la sua unicità e importanza sia riconosciuto e sostenuto a livello mondiale”.

Salvamamme non si è fermata neanche durante il lockdown e, anche se c’è stata una riduzione delle richieste causata dall’incessante controllo del partner violento, ci sono stati interventi anche su casi particolarmente gravi, per cui lo strumento emergenziale come quello proposto dall’app diventa fondamentale.

Si sono invece amplificati i dati legati alle richieste delle persone in grave difficoltà a causa della pandemia che, oltre alla problematica della sopravvivenza, si trovano anche a dover far fronte, spesso, alle necessità dei parenti ricoverati o chiusi in casa propria in quarantena.

Grazie al supporto di BNL, dal piano complessivo di sostegno all’emergenza Covid-19 del Gruppo BNP Paribas con il progetto “Famiglie in Emergenza”, che è destinato al sostegno di 500 persone fragili, è nata l’idea di inserire anche il Covid Care Kit composto da pigiama, pantofole, prodotti per l’igiene e dispositivi di protezione (gentilmente donati da John Paul Mitchel), biancheria e quanto necessario in base alle singole situazioni. I primi cento kit personalizzabili verranno distribuiti a Roma tra le famiglie e gli ospedali che ne faranno richiesta. La consegna dei kit è affidata alla generosa operatività delle Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato e dell’Associazione Angeli in Moto da sempre al fianco dell’associazione. Spiega Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme: “convegni e parole non bastano, occorre riconquistare spazi di dignità per chi è apparentemente messo all’angolo. Le valigie come i Covid Kit sono strumenti che rispondono anche ai bisogni di cura e attenzione che vanno ben oltre alla loro materialità”.

Crotone in ginocchio, l’alluvione spazza via una parte della cittadina calabrese

Già nel ’96 Crotone aveva subìto i danni di una potente alluvione. Da quel giorno nulla è stato fatto per evitare il peggio

di Benedetta Parretta

Non bastava l’emergenza covid19, non era abbastanza l’incapacità del governo di Giuseppe Conte nel non saper individuare una figura istituzionale come commissario della Sanità calabrese. Ci si mette anche il cattivo tempo. Il nubifragio che ha colpito Crotone in questi ultimi due giorni ha fatto il resto. Crotone è nel disastro totale.

Innumerevoli i danni a cose e persone.

Dopo l’alluvione tragica del’ 96, abbiamo assistito anche questa volta all’esondazione del fiume Esaro, straripati gli argini con l’acqua che ha invaso la strada cittadina ed è entrata nei piani bassi, portando tutto con sé. Sommerso Poggio Verde e molti quartieri della citta’ e della periferia.

Paura e sgomento ma soprattutto smarrimento negli occhi chi ha guardato la morte in faccia e si è visto portare via le poche cose che aveva.

Un plauso va fatto alle forze dell’ordine tutte impegnate nei soccorsi, la protezione civile che ha fatto arrivare una task force di automezzi speciali dalla vicina Campania, e lodevole la Croce Rossa impegnata sia sul fronte covid che sull’emergenza alluvione.

Innumerevoli i soccorsi avvenuti con i canotti e gli elicotteri, prontamente intervenuti ma a parte il grave disagio della popolazione non ci sono stati morti anche perché con la memoria dell’alluvione precedente e consapevoli delle condizioni dei lavori non fatti dalle precedenti amministrazioni, la gente si e’ allertata da sola con il passaparola.

Sono 19 le famiglie con bambini senza dimora, ospiti dell’hotel Casarossa, e 40 famiglie senza corrente e riscaldamenti e altre 48 nel quartiere Fondo Gesù nelle stesse condizioni; famiglie che hanno perso tutto ma non la loro grande dignità.

Ancora una volta Crotone è in ginocchio ed ancora una volta la lezione da imparare è sempre la stessa che oggi nel dopo alluvione diventa il monito principale per la nuova giunta cittadina: i soldi pubblici vanno spesi per il territorio e non per un tornaconto personale.

Calabria, Zagami: le soluzioni ci sono già dai tempi di Paolo Latella assessore alla Sanità nel primo governo calabrese

Zagami, nipote del primo Assessore alla sanità della Regione Calabria :“ Mio nonno aveva immaginato un’altra Sanità, si cancelli il debito e si diano nuove possibilità ai calabresi ”

 “E’ triste vedere come la Sanità in Calabria sia oggi gestita in modo così superficiale a fronte invece di quelle che erano le idee di mio nonno che già cinquanta anni addietro tra le tante cose aveva pensato ad uno specifico ospedale geriatrico anticipando di fatto le Rsa, creò piccole strutture ospedaliere per le comunità e realizzo il primo reparto di rianimazione a Reggio” – è quanto ha dichiarato l’ Avvocato Paolo Zagami, nipote di Paolo Latella primo assessore alla Sanità della Regione Calabria negli anni 70.

Zagami, che è stato a lungo tra i papabili candidati a Sindaco del centrodestra per la Città Metropolitana di Reggio Calabria ed è l’uomo di riferimento degli Stati Uniti in Calabria, ha continuato: “Siamo totalmente allo sbando. La vicenda del Commissario alla Sanità talmente ridicola da essere narrata dal comico Maurizio Crozza, il video spot di Muccino che ci rappresenta in modo distorto, le elezioni di Reggio dove hanno “votato” anche i morti, la spazzatura che ci sommerge e l’arresto del Presidente del Consiglio Regionale: è il fallimento di una classe dirigente locale e la conferma della assoluta marginalità della Calabria sul panorama nazionale”.

“Un segnale realmente forte sarebbe l’azzeramento del debito così da togliere questo pesante fardello e dare nuove possibilità ai calabresi unitamente alla considerazione legata alla inopportunità di prorogare una gestione commissariale che in dieci anni non ha prodotto concreti risultati positivi per la sanità calabrese” – ha concluso Zagami.

La movida notturna e i comportamenti scellerati in tempo di pandemia

Nonostante il pericolo covid19 non si ferma la movida notturna dei giovani e giovanissimi nelle strade e nei quartieri delle più importanti città italiane

di Alessandro Cammareri

Nonostante l’emergenza e le restrizioni non si ferma la movida notturna dei giovani e giovanissimi nelle strade e nei quartieri delle più importanti città italiane. Spicca per pessimi comportamenti Roma, la Capitale dove i giovani molto spesso sono poco rispettosi delle regole sul distanziamento e sull’utilizzo della mascherina. Con la chiusura di locali e discoteche, gli amanti della Roma by night si riversano nelle piazze o nei vicoli o addirittura sotto i palazzi di residenza, luoghi che spesso nonostante i controlli, vengono presi di mira da tanti gruppi di ragazzi che in barba alle regole creano assembramenti e disordini di vario genere. Ed è proprio la categoria dei giovani quella più esposta al contagio in questo periodo come durante la passata estate.

Infatti i numeri parlano chiaro, l’età media dei contagiati è scesa a 29-30 anni e in questa seconda ondata abbiamo visto come il virus colpisca anche i giovani che più di tutti hanno la responsabilità di proteggere sia sé stessi, ma soprattutto i propri cari più avanti in età, dal rischio di ritrovarsi contagiati, e se con patologie pregresse di finire in terapia intensiva, un luogo che in questo periodo lascia spazio a poche interpretazioni. Infatti non è questo il momento di lasciarsi andare in leggerezze o in comportamenti non attinenti al periodo storico che stiamo vivendo, ed è importante che venga fatto un sacrificio da parte di tutti anche dai più giovani, affinché questo brutto incubo finisca e si possa al più presto tornare alla normalità. Fondamentale da parte di ognuno, sia giovani che non, il rispetto delle regole e delle norme igieniche più comuni, in tal senso è di questi giorni la notizia sull’arrivo del vaccino che dovrebbe mettere fine a questa pandemia, ma che non deve far abbassare la guardia nei confronti di un nemico invisibile con cui ancora non abbiamo vinto la battaglia e che per i prossimi mesi sicuramente ci terrà ancora col fiato sospeso.

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