Italiani nel Mondo

I Pontieri: Gli Italiani nel Mondo – The Pontieri: the Italians Overseas

By 14 Ottobre 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

I Pontieri: Gli Italiani nel Mondo

Di quali mezzi dispone l’Italia per poter organizzare campagne turistiche mirate e capaci volte a far conoscere al mondo la ricchezza del suo patrimonio culturale?

Secondo il dizionario della Treccani, il pontiere è definito come il “Soldato appartenente a uno speciale reparto del Genio militare addetto alla costruzione di passaggi su corsi d’acqua nella zona delle operazioni strategiche e tattiche”. Nella guerra che rappresenta il mercato internazionale del turismo, l’Italia ha pontieri pronti a creare ponti tra l’Italia e i maggiori paesi del mondo.

In ordine, i primi due pontieri da prendere in considerazione sono la stampa di lingua italiana e la rete di Istituti Italiani di Cultura che si trovano all’estero. Senza contare un terzo elemento, ovvero un esercito di persone pronte non solo a vedere le meraviglie del Bel Paese, ma a promuoverne la bellezza nelle proprie nazioni di residenza. Queste persone sono gli oriundi, cioè gli emigrati italiani e i loro figli e discendenti.


Cominciamo a parlare della stampa di lingua italiana all’estero. Giornali italiani esistono ovunque ci siano comunità di emigrati e sono il mezzo di diffusione delle notizie provenienti dall’Italia. Ora, con lo sviluppo delle tecnologie moderne, esistono anche stazioni radio, televisive e siti Internet di lingua italiana o bilingue. La nascita di queste fonti bilingue di informazioni ha rappresentato uno sviluppo importante, perché il pubblico di non italofoni, che prima non aveva i mezzi per comprendere quanto veniva pubblicato in sola lingua italiana, è stato messo in grado di leggere e documentarsi, aumentando dunque l’impatto delle notizie e delle informazioni sull’Italia fornite all’estero.

Non dimentichiamoci poi che nelle comunità italiane all’estero la lingua parlata non è la stessa che viene usata in Italia. La lingua degli oriundi spesso abbina l’italiano con il dialetto dei paesi italiani d’origine della famiglia, parole della lingua del paese di residenza e infine neologismi creati dalla fusione di questi elementi. Questi cambiamenti della lingua degli emigrati fanno naturalmente parte dello sviluppo di queste comunità, destinate a sparire in poche generazioni. Ne abbiamo parlato nel primo articolo di questa serie: la lingua italiana deve essere insegnata e promossa a tutti livelli, soprattutto e a partire dagli oriundi stessi, perché è primo veicolo di conoscenza e promozione della nostra Cultura.

La stampa italiana dovrebbe curare molto anche il suo ruolo per la divulgazione di iniziative come mostre, manifestazioni particolari e fiere importanti che finora sono rimaste poco conosciute all’estero. Le informazioni relative a queste attività dovrebbero essere fornite con competenza dagli enti regionali, che sono le autorità che meglio conoscono il territorio e che sono dunque in grado di offrire le informazioni migliori.

Parliamo ora della rete di Istituti Italiani di Cultura, che ormai esistono da decenni e che si trovano in tanti paesi in tutto il mondo. Sono importanti perché vantano un’ottima conoscenza degli enti di istruzione, ricerca e cultura dei rispettivi paesi e hanno senza dubbio un ruolo importante a questi livelli. Ma cosa fanno gli Istituti per promuovere la Cultura italiana al di fuori di questi ambienti?

Per fornire una risposta vorremmo fare alcune considerazioni, nello specifico su chi dovrebbe fornire loro le informazioni necessarie. Il ruolo degli Istituti è limitato dalla quantità di informazione che viene loro fornita dagli organizzatori di manifestazioni in Italia, che sono pertanto i primi che dovrebbero essere sensibilizzati circa l’importanza di avvisare gli Istituti Italiani di Cultura con sufficiente anticipo in modo che possano, a loro volta, informare le persone e gli enti competenti. Tuttavia, tali informazioni dovrebbero circolare in senso ancora più ampio ed essere fornite quindi anche alle agenzie di viaggi e ai giornalisti turistici delle maggiori pubblicazioni, riviste e siti specializzati di ogni paese. Infatti una collaborazione tra gli Istituti e i COMITES (Comitati degli italiani residenti all’estero) sarebbe il miglior modo di garantire ampia diffusione di queste informazioni nelle varie zone consolari. Poter disporre di un’ottima rete ma non utilizzarla al meglio è davvero inutile, vero?

Diremo di più, questi Istituti dovrebbero anche fare un passo fondamentale per le comunità degli italiani nel mondo. Non solo incoraggiare i figli e discendenti di emigrati italiani a imparare la lingua che li definisce, ma anche e soprattutto incoraggiarli a indirizzare i loro studi verso il loro patrimonio culturale personale, in modo particolare, lo studio del fenomeno dell’emigrazione italiana per lasciare archivi importanti che documentino le imprese, di tutti i tipi, dei nostri parenti e amici all’estero, come anche le loro lotte e difficoltà perché raramente la loro integrazione è stata del tutto facile. Anzi, l’opposto.

Infine arriviamo al gruppo che potrebbe svolgere il ruolo più attivo nella promozione della Cultura italiana nel mondo: gli emigrati italiani e i loro discendenti, gli oriundi.

Senza dubbio sono il gruppo con la maggiore voglia di visitare l’Italia, sia per andare a trovare parenti, sia per vedere i paesi d’origine delle proprie famiglie. Ma dopo queste mete iniziali, cosa conoscono davvero del nostro paese? Per di più, è proprio questa categoria di turisti che ha la maggiore probabilità di pubblicizzare le bellezze del proprio soggiorno italiano, perché più di altri saranno capaci di offrire un punto di vista nuovo e affettivo sul Bel Paese.

Per questo motivo il Touring Club Italiano e il FAI potrebbero istituire categorie speciali destinate agli oriundi per agevolare il loro soggiorno. Anche le Pro Loco dei comuni potrebbero istituire tessere speciali, tipo “Welcome Back!”, ossia “Bentornati!”, con buoni sconto per visite ad attrazioni particolari, come musei e gallerie d’arte che altrimenti non avrebbero visitato. Sconti del genere esistono già per luoghi come Gradara nelle Marche, quindi non sarebbe un’esperienza del tutto nuova.


Ci vuole anche poco per capire che gli oriundi sono anche i più avidi lettori della stampa italiana all’estero, e questo è un elemento di cui il FAI, il Touring Club e le Pro Loco devono tenere conto quando fanno annunci importanti. Occorre valorizzare gli oriundi non solo perché sono parte importante della Storia d’Italia, ma anche perché in questo modo riconosciamo che sono una risorsa significativa per una promozione ancora più efficace del nostro paese.

Concludendo, il messaggio che vogliamo trasmettere con questi tre articoli è semplice: l’Italia deve insegnare e informare il mondo del proprio patrimonio artistico culturale.

Questo patrimonio è fonte di orgoglio per noi, ma , allo stesso tempo, non riesce a realizzare il suo potenziale turistico come fonte di lavoro e dunque di guadagno per molti. Anzi, oseremmo dire che una campagna del genere diventerebbe anche il mezzo per finalmente trovare i fondi necessari per curare e restaurare luoghi e opere che fin troppo spesso vengono abbandonati al loro destino e talvolta, peggio ancora, per mancanza di interesse…

Smettiamola di pensare che “di Cultura non si mangia” e cominciamo finalmente a capire che non solo ci si può mangiare, ma che in tutti i sensi la nostra Cultura è il vero Tesoro d’Italia.

 

( Parte 3 di 3 articoli.


No. 1: https://thedailycases.com/lingua-e-cultura-e-turismo-language-is-culture-and-tourism/

No. 2: https://thedailycases.com/di-borghi-e-di-battaglie-of-towns-and-battles/ )

di emigrazione e di matrimoni

The Pontieri: the Italians Overseas

What means does Italy have to be able to organize tourism campaigns aimed at making the world know the richness of her cultural heritage?

 

According to the Treccani, Italy’s most authoritative dictionary, the word pontieri (bridge builders) is defined as a “soldier who belongs to a special unit of the military corps of engineers assigned to the construction of passages over water in areas of strategic and tactical operations”. In the war that is the international tourist market, Italy has pontieri ready to create bridges between Italy and the world biggest countries.

In order, the first two pontieri to take into consideration are the Italian language Press and the network of Italian Institutes of Culture around the world. Without counting the third element, an army of people who are ready not only to see Italy’s marvels but also to promote her beauties in their countries of residence. These people are the oriundi, Italian migrants and their children and descendants.

Let us start with the Italian language Press overseas. There are Italian language newspapers wherever there are migrant communities and they are the means of spreading news from Italy. Now, with the development of modern technologies there are also Italian and bilingual radio and television stations and Internet sites. The birth of these bilingual sources of information represents a major development because the public of non Italian speakers previously did not have the means to understand what was published only in Italian is now able to read and therefore this increases the impact of the news and information on Italy supplied overseas.


Let us then not forget that in the Italian communities overseas the language spoken is not the same as that spoken in Italy. The language of the oriundi often combines Italian with the dialects of the towns of origin in Italy of the families, the words of the country of residence and finally neologisms created by the fusion of these two elements. These changes of the language of Italian migrants are naturally part of the development of these communities that is destined to disappear in a few generations. In the first article of this series we stated that Italian must be taught and promoted at all levels, especially, and starting with, the oriundi themselves because it is the first vehicle for knowledge and promotion of our Culture.

The Italian language Press should also take great care in its role for the spreading of initiatives such as exhibitions, specific events and important Fairs that up till now are little known overseas. The information concerning these activities should be supplied competently by the regional bodies in Italy which are also the authorities that best know the territory and who therefore are able to offer the best information.

Let us talk now about the network of Italian Institutes of Culture that has existed for decades now and is found in many countries around the world. They are important because they have excellent knowledge of the educational, research and cultural bodies of their respective countries and undoubtedly have an important role at these levels. But what role do the Institutes play outside these settings?

In order to give an answer, we would like to make some considerations, specifically on the quantity of information that is supplied to them by the organizers of events in Italy who should therefore be the first to be made aware about the importance of advising the Italian Institutes of Culture sufficiently in advance that they can in turn inform the competent people and bodies. However, this information should circulate even more widely and also be supplied to tourist agencies and tourism journalists of the major newspapers and specialist magazines and sites of every country. In fact, collaboration between the Institutes and the Comites (Committees of Italians Resident overseas) would be the best way to ensure wide distribution of this information in the areas of the various consulates. Having an excellent network and not using it in the best way possible is really useless, is it not?

We will say more, these Institutes should also take another essential step for the Italian communities around the world. Not only to encourage the children and descendants of migrants to learn the language that defines them, but also and above all to encourage them to address their studies towards their personal cultural heritage, specifically, to the study of the phenomenon of Italian migration in order to leave major archives that document the deeds, of all types, of our relatives and friends overseas, as well as their struggles and difficulties because their integration was rarely easy, rather, the opposite was often the case.

Finally, we come to the group that could play the most active role in the promotion of Italian Culture around the world, Italian migrants and their descendants, the oriundi.


Without doubt this is the group with the greatest desire to visit Italy, both to find the relatives and to see the towns of origin of their families. But after the initial destinations, what do they truly know about our country? Moreover, this is the very category of tourists that has the greatest probability of advertising the beauty of their stay in Italy because, more than any others, they will be able to offer a new and affective point of view of Italy.

For this reason the Touring Club Italiano and the FAI could institute special categories destined for the oriundi to ease their stay. The local council Pro Loco (tourist offices) too could institute special passes such as “Bentornati!” (Welcome Back!) with discount vouchers for visiting special attractions such as museums and art galleries they would not visit otherwise. These types of discount already exist in places such as Gradara in the Marche region and therefore would not be a totally new experience.

It takes little to understand that the oriundi are also the most avid readers of the Italian language Press overseas and this is an element that the FAI, Touring Club and the Pro Loco must take into account when they make major announcements. The oriundi need to be enhanced not only because they are an important part of Italy’s history, but also because in this way we recognize that they are a significant resource for even more effective promotion of our country.

In conclusion, the message we want to give with these three articles is simple, Italy must teach and inform the world of her Cultural and artistic heritage.

This heritage is a source of pride for us, but at the same time it is one that does not fulfil its tourist potential as a source of work and therefore of income for many. Indeed, we would dare to say that a campaign of this type would also become the means of finally finding the funds needed to look after and restore places and works that all too often are abandoned to their fates and sometimes, worse still, to lack of interest…

Let us stop thinking that “we do not eat with Culture” and let us finally start to understand that not only can we eat but that in every sense our Culture is Italy’s true Treasure.

 

(Part 3 of 3 articles.

No. 1: https://thedailycases.com/lingua-e-cultura-e-turismo-language-is-culture-and-tourism/

No. 2: https://thedailycases.com/di-borghi-e-di-battaglie-of-towns-and-battles/ )

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