Renzi chiude semestre italiano in Ue. Divina (LN), sala semivuota e pochi applausi

“Se gli Italiani ti chiedono lavoro e sicurezza non puoi rispondere con cassintegrazione e immigrazione incontrollata”, è questo il commento di Sergio Divina al termine del discorso di fine semestre italiano del premier Renzi

10915153_1044345115592649_697883316916227594_nRoma, 13 dicembre – “Nessuna novità nel discorso di Renzi per il fine semestre italiano. Ha snocciolato e ripetuto una serie di concetti autoreferenziali che già aveva preparato ed illustrato in altre occasioni.
Gli applausi ricevuti, a dire il vero scarsi, dal Parlamento europeo, anche questo scarsamente presenziato, non lo devono trarre in inganno. Il mondo che conta non è in quella Turris Eburnea, ma è fuori di lì!” Lo afferma Sergio Divina vicecapo gruppo della lega Nord al Senato, che commenta il discorso odierno di Renzi in Europarlamento. “Questo semestre di presidenza italiana è stato il nulla: lo dimostra quest’aula deserta. – è il commento secco di Matteo Salvini sul discorso di chiusura del premier Renzi che, oltre alla citazione Dantesca sull’importanza della cultura “ fatti non foste a viver come bruti…”, ha aggiunto con tono polemico  “Capisco che leggere i libri per qualcuno di voi non è facile”. Pronta la replica di Salvini “Oggi è la degna fine di sei mesi di chiacchiere. Auguri alla Lettonia che farà certamente meglio di questo semestre drammatico”. Salvini  rincara poi la dose sul suo profilo twitter “Disoccupazione e immigrazione clandestina crescono, no difesa di made in Italy, nulla per i maro’. Renzi, sotto il vestito, niente!”. Durante il discorso di chiusura del semestre italiano di Renzi anche un eurodeputato dell’Ukip di Nigel Farage ha gridato per una dozzina di volte “rubbish”, cioè spazzatura. Sarcastico anche il commento di Beppe Grillo che, presente per l’occasione, ha affermato “In questo semestre il debito pubblico italiano è aumentato di 74 miliardi, questo semestre è stato fantastico”. “La maggioranza degli Italiani lo valuta per i suoi risultati che sono del tutto deludenti: tutto va peggio di sei mesi fa! Tutti gli indicatori economici sono peggiorati!” è l’analisi finale di Sergio Divina sul semestre italiano in Ue, -“Ed anche i suoi smodati attacchi a chi si richiama alle identità, altro non sono che patetici tentativi di arginare la caduta di consensi che sarà inevitabile! Se gli Italiani ti chiedono “lavoro” e “sicurezza” non gli puoi rispondere con “cassintegrazione” e immigrazione incontrollata!”
“Una cosa però va vista come positiva: in tutta Europa hanno percepito la spocchia, la supponenza e l’inconcludenza del nostro Premier” è la conclusione del senatore Divina che commenta così anche i molti assenti in europarlamento di oggi.

 

 

 

Reggio Calabria, Camera di Commercio ed associazioni insieme a tutela della legalità

La Camera di Commercio di Reggio Calabria ha avviato il progetto La rete per la legalità: un percorso condiviso per la crescita socio-economica del territorio”.

 

camera-commercioReggio Calabria, 13 gennaio – Nell’ambito delle attività volte a dare concreta attuazione al proprio impegno affinché alla criminalità ed illegalità diffusa si contrapponga la legalità partecipata, la Camera di Commercio di Reggio Calabria ha avviato il progetto “La rete per la legalità: un percorso condiviso per la crescita socio-economica del territorio”. Un percorso, finalizzato a creare ed a consolidare una rete generatrice di crescita sociale e sviluppo economico del territorio per affermare la supremazia della cultura della legalità in opposizione alla cultura criminale, che la Camera ha messo in campo grazie alla preziosa e fattiva collaborazione di cinque Associazioni operanti sul territorio provinciale: Confesercenti, A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa, Associazione Antiracket di Taurianova, Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, Osservatorio sulla ndrangheta. Il primo fondamentale passo è stato compiuto dalla Giunta della Camera di Commercio che, il 30 giugno 2014, ha promosso e approvato il del Protocollo Istitutivo della “Rete per la legalità”, assegnando alla Camera una funzione di coordinamento e di “messa a sistema” tra le iniziative sul territorio, al fine di massimizzarne l’efficacia e l’impatto comunicativo, rendere più proficuo il rapporto e l’impegno tra le parti sui temi della legalità, in una prospettiva di consolidamento delle attività di collaborazione per la promozione di iniziative volte a contenere la diffusione dei fenomeni criminali e, nel contempo, favorire la sensibilizzazione ai principi della legalità e della leale concorrenza. Il fitto programma delle iniziative, che prenderanno avvio già in questa settimana e si concluderanno entro il mese di gennaio, si rivolge ad imprese, famiglie, consumatori, studenti e docenti, che saranno direttamente ed attivamente coinvolti in campagne di sensibilizzazione su media, web e social network; diffusione di newsletter; distribuzione di manuali e vademecum; seminari informativi; laboratori didattici; incontri presso le scuole della provincia di Reggio Calabria;  visite guidate presso le imprese vittime di fenomeni di illegalità; convegni istituzionali. Ciascuna delle cinque Associazioni ha incentrato il proprio piano di azione su aspetti peculiari legati al tema della legalità (racket e usura, indebitamento e gioco d’azzardo), ideando un programma differenziato ma integrato, contraddistinto da slogan identificativi: “Informati della legalità per non fermarti” a cura della Confesercenti; “Conoscere per non essere soli” a cura di A.L.I.L.A.C.C.O. – S.O.S Impresa; “R-esistiamo – Uniti per la legalità” a cura dell’Associazione Antiracket di Taurianova; “Informare per resistere” a cura del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”; “Cu disperatu campa disperatu mori” a cura dell’ Osservatorio sulla ndrangheta. La Camera di Commercio ha programmato anche la realizzazione di un ciclo di seminari rivolto principalmente alle imprese, ai consumatori, agli studenti delle scuole superiori, in materia di sicurezza e contraffazione dei prodotti di largo consumo, con particolare riferimento agli strumenti di tutela disponibili e alle problematiche collegate al consumo e alla produzione di beni contraffatti, perché la legalità è anche rispetto delle regole di mercato. A conclusione del programma di tutti gli eventi e iniziative, le Associazioni racconteranno e condivideranno esperienze ed esiti delle iniziative messe in campo, in un incontro coordinato dalla Camera di Commercio, che si terrà giovedì 29 gennaio p.v. alle ore 10,30 presso la sede camerale.

 

Unicef, bambini di Haiti cinque anni dopo il terremoto

Nonostante i passi avanti realizzati, alcune importanti sfide devono essere ancora affrontate, acqua e servizi igienico-sanitari, scolarizzazione dei bambini, colera.

 

UNI78704Roma, 13 gennaio – Nel quinto anniversario del tragico terremoto di Haiti (12 gennaio 2010), l’UNICEF pone in evidenza alcuni dati riguardanti l’infanzia tratti dall’ultimo Rapporto “La situazione dei bambini e delle donne ad Haiti” realizzato nel 2012:

-Istruzione: il 77% dei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni frequentavano la scuola primaria nel 2012, rispetto a poco meno del 50% nel 2005-2006.

-Salute: il tasso di mortalità sotto i cinque anni e quello infantile hanno mostrato un declino costante nel corso degli ultimi 15 anni, nonostante l’alto tasso di mortalità causata dal terremoto del 2010.

– Malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni è stata ridotta della metà: dal 10 al 5% e la malnutrizione cronica è scesa dal 29%  al 22% nello stesso periodo.

– Protezione dei bambini: il quadro giuridico per la protezione dei bambini è stato rafforzato attraverso la promulgazione di leggi e la ratifica di convenzioni.

 

Attività dell’UNICEF e dei suoi partner (2010-2014):

Istruzione- Più di 1.600 tende sono state fornite a 225 scuole colpite dal terremoto per consentire un riavvio rapido delle lezioni dopo il disastro. Oltre 80.000 bambini hanno potuto frequentare la scuola in 193 scuole semipermanenti realizzate dall’UNICEF dopo il terremoto. 8.000 bambini in aree senza scuole pubbliche nei dipartimenti Nord/Sud possono contare su 15 scuole costruite secondo criteri anti sismici. 750.000 bambini e più di 15.000 insegnanti in 2.500 scuole hanno ricevuto materiali per l’apprendimento e l’insegnamento a sostegno dell’iniziativa del Presidente Martelly per l’istruzione gratuita. 1.497.900 bambini in 5.760 scuole hanno ricevuto i materiali di promozione dell’igiene, tra cui sapone per la protezione contro il colera.

Salute- Quasi 3 milioni di bambini sono stati protetti contro malattie prevenibili; la copertura di vaccinazioni di routine è aumentata dal 58% ad oltre l’85%. HIV/AIDS : sono stati creati 11 nuovi siti per la prevenzione della trasmissione da  madre a figlio, dove sono state aiutate oltre 2.000 donne in gravidanza.

Nutrizione- Durante la prima risposta dopo il terremoto oltre mezzo milione di bambini è stato sottoposto a screening. Più di 15.000 sono stati trattati contro la malnutrizione acuta nel 2011 in una delle 290 unità di trattamento ambulatoriale e nelle 24 Nutrition Stabilization Units. Oltre 775 operatori sanitari hanno seguito corsi di formazione. Circa 500.000 madri con bambini hanno ricevuto consulenza nutrizionale e per l’allattamento nei 198 baby-friendly Corners

 

Protezione per i bambini: Durante la prima risposta al terremoto oltre 120.000 bambini in nove dipartimenti hanno beneficiato di attività socio-ricreative nei 520 spazi a misura di bambino. Dopo il terremoto 8.780 bambini soli sono stati registrati e oltre 2.770 sono stati riuniti alle loro famiglie. Altri 13.440 bambini che vivono in 336 dei circa 650 case famiglie/centri sono stati registrati.

 

Acqua e servizi igienico-sanitari: dal 2011-2014: oltre 600.000 persone nei campi e nelle comunità colpite dal terremoto, e nei quartieri urbani dove gli sfollati stanno ritornando, hanno potuto usufruire di forniture di acqua e  servizi igienico-sanitari migliorati; nel 2014 106.000 persone hanno avuto un sostegno con programmi dedicati al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

 

Colera: dall’inizio dell’epidemia (ottobre 2010) ci sono stati 721.471 casi sospetti di colera, con 8.793 decessi (al 13/12/2014): Nel 2014, più di 350.000 persone hanno beneficiato della distribuzione di kit anti-colera, saponi/sali per la reidratazione orale e di attività di sensibilizzazione; nel 2013-2014: 286.787 persone sono state raggiunte con le vaccinazioni contro il colera.

 

SFIDE DA AFFRONTARE– Christophe Boulierac, Portavoce UNICEF a Ginevra, ha sottolineato il coraggio, la capacità di reagire e la resilienza della popolazione haitiana.

Nonostante i passi avanti realizzati, alcune importanti sfide devono essere ancora affrontate, tra queste:

-acqua e servizi igienico-sanitari: il 51% delle famiglie nelle zone rurali non aveva accesso all’acqua potabile e oltre l’80% delle famiglie rurali ancora non ha accesso a servizi igienici adeguati;

-il 12% dei bambini di età compresa tra sei e 12 anni non frequentava la scuola – circa 200.000 bambini e c’era un alto tasso di abbandono. Inoltre, la qualità dell’istruzione era molto bassa;

– nonostante ci sia stata una continua riduzione dei casi di colera, la malattia non è stata ancora sconfitta;

Per il 2015 e gli anni successivi, l’UNICEF e  i suoi partner vorrebbero mantenere e rafforzare i risultati positivi raggiunti per i bambini, e arrivare a coloro che non hanno ancora beneficiato di questi progressi, in particolare nelle aree remote di Haiti.

“L’UNICEF è impegnato a lavorare al fianco dei suoi partner ad Haiti per aiutare a superare le sfide rimaste e per rafforzare la resilienza per il futuro. Il popolo di Haiti ha dimostrato grande coraggio, ha meritato il continuo supporto della comunità internazionale e lavora per costruire un futuro migliore”, ha concluso Boulierac.

 

 

 

Lega Nord, accordi Schengen vanno rivisti. Così anche Francia e Spagna, ma Italia frena

Sergio Divina, senatore Ln, replica a ministro Gentiloni: maggiori controlli significano maggiori sicurezze, Schengen va ripensato adeguando misure di sicurezza a grave momento di allerta terrorismo

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Roma, 12 gennaio –  La Francia durante l’incontro di ieri che ha visto a Parigi i ministri degli Interni dei Paesi Europei, riuniti a seguito del grave attentato terroristico ai danni della redazione Charlie Hebdo, ha sostenuto attraverso il ministro degli Interni Barnard Cazeneuve, che è pronta a modifiche al trattato di Schengen. Anche la Spagna con il ministro spagnolo degli Interni Jorge Fernandez Diaz ha affermato: ‘Noi siamo a favore che si facciano controlli alle frontiere ed è possibile che, di conseguenza, si debbano modificare gli effetti del trattato di Schengen’. Quindi si dice favorevole anche all’introduzione in Europa del Passenger Name Record (Pnr), ovvero alla raccolta dei dati su tutti i passeggeri dei voli aerei. Ma l’Italia non ne vuole neppure discutere. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, avverte ‘Schengen è la nostra libertà di circolazione, la nostra democrazia. Se per alcune decine di terroristi rinunciamo alla libertà di circolazione, di manifestazione e di espressione, gli facciamo un regalo fantastico’. Pronta la replica del vicecapogruppo dei senatori della Lega Nord, Sergio Divina, che già poco tempo fa si era espresso in modo critico sulla libera circolazione in Italia di cittadini romeni che finiscono per macchiarsi di crimini efferati, ultimo in ordine di tempo l’omicidio a Torino nei confronti di una povera pensionata di 77 anni per rubargli 15 euro ‘questi romeni dovrebbero presentare alle autorita’ italiane un certificato penale rilasciato dalle autorita’ di Bucarest allegato al documento di identita’’ aveva sostenuto Divina in quella occasione.‘Schengen e’ la privazione della nostra liberta’, della nostra cultura, e’ il passaporto per chi vuole destabilizzare l’Occidente.  Oggi – afferma Sergio Divina che è anche vicepresidente commissione Difesa al Senato – maggiori controlli significano maggiori sicurezze. Questo dobbiamo garantire agli Italiani’. In linea con la lega Nord anche Forza Italia che con le parole di  Maurizio Gasparri, sostiene ‘Fino a quando la vergogna di sbarchi di massa in Italia con il Mare nostrum eterno di casa nostra? Lo dico con vigore in una giornata che la comunità internazionale celebra a Parigi e che non può ignorare l’invasione di clandestini. Dopo le navi carretta – prosegue Gasparri – che nessuno ferma ora altri trasporti a spese dell’Italia. Il ministro dell’Interno fa dichiarazioni di un tipo e politiche di un altro. Ha fatto dell’Italia un colabrodo. Domani in Senato presenteremo il conto ad un governo pericoloso per l’Italia. Mare nostrum for ever deve finire. Hanno mentito e fatto dell’Italia una terra insicura e umiliatà.

Unicef, orribili crimini contro bambini in nord Nigeria

Dichiarazione del Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake, bambine usate come ordigni viventi e fatte esplodere contro la loro volontà

kamikazeRoma, 12 gennaio  – “Le immagini provenienti dal nord della Nigeria dovrebbero bruciare la coscienza del mondo”. Sono queste le parole di Anthony Lake, direttore generale Unicef, dopo l’ennesimo attentato che ha visto altre due bambine fatte saltare in aria in un mercato in Nigeria, uccidendo almeno tre persone, episodio di orribile violenza che segue quello del giorno prima quando un’altra inconsapevole  kamikaze si era resa autrice della strage nella città di Maiduguri con 19 vittime. “Si parla di circa duemila persone innocenti, tra bambini, donne e anziani massacrate a Baga. Giovani ragazze mandate a morire con una bomba legata al petto a Maiduguri. “E non dimentichiamolo, più di duecento ragazze rapite dalle loro famiglie, ancora irreperibili” insiste accorato Lake. “Le parole da sole non possono né esprimere la nostra indignazione né alleggerire l’agonia di tutti coloro che soffrono la violenza costante nel nord della Nigeria. Ma le immagini degli ultimi giorni e di tutto ciò che comportano per il futuro  in  Nigeria dovrebbe spingere ad un’azione efficace. Non possiamo andare avanti così” conclude con forza Anthony Lake.

Il mondo in marcia a Parigi contro il terrorismo

In risposta all’orrore di mercoledì scorso, quando i fratelli Said e Cherif Kouachi hanno sterminato 12 persone all’interno della redazione Charlie Hebdo, il mondo intero marcia a Parigi in nome della libertà

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Roma, 11 gennaio – “Oggi Parigi è la capitale del mondo”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande ai suoi ministri riuniti all’Eliseo poco prima di unirsi alla popolazione nel giorno della grande marcia contro il terrorismo. Centinaia di migliaia in marcia per le strade di Parigi a sostegno dei valori di uguaglianza, fraternità e libertà di pensiero e di espressione. Presenti anche i superstiti delle stragi al giornale Charlie Hebdo e al negozio ebraico. Insieme al presidente Hollande il premier Matteo Renzi, Angela Merkel, David Cameron, Benyamin Netanyahu , Abu Mazen e Nicolas Sarkozy e con loro anche la Comunità islamica. In testa al corteo, che ha preso le mosse nel primo pomeriggio da boulevard Voltaire, ci sono i giornalisti sopravvissuti all’attacco a Charlie Hebdo assieme ai familiari delle vittime di questo attacco e quello al minimarket kosher. Dopo circa mezz’ora e 200 metri percorsi insieme, i Capi di Stato intervenuti si sono congedati e la marcia ha continuato il suo percorso con una partecipazione  tra 1,3 e 1,5 milioni di persone, secondo gli organizzatori. Un’organizzazione che ha richiesto  opportune quanto imponenti misure di sicurezza: oltre 5mila agenti e 1350 militari schierati. La strage contro il Charlie Hebdo ha messo in luce le falle dei sistemi di sicurezza francesi ed europei e in concomitanza con l’inizio della marcia di Parigi un incontro dei ministri dell’Interno europei sta cercando di individuare proposte per evitare simili orrori in futuro. Per il ministro francese Cazeneuve è fondamentale “condividere le informazioni su combattenti stranieri ma anche sulle reti e le filiere terroristiche organizzate”. Lo scambio di informazioni, ha aggiunto, “deve applicarsi anche agli spostamenti” e alle transazioni finanziarie di cui “beneficiano i combattenti”. Il mondo intero sta assistendo alla manifestazione parigina:migliaia di persone in piazza in risposta al brutale assassinio delle dodici vittime di mercoledì scorso, che marciano in un percorso che va da Place de la Republique a Place de la Nation (circa tre chilometri). Un modo per esorcizzare la paura e combattere la divisione, una risposta unitaria al terrorismo che urla a gran voce che il mondo civile in toto supporta e difende i valori dei giornalisti, delle persone e dei poliziotti che sono morti. Si vedono anche sventolare bandiere di Paesi arabi e musulmani all’interno del corteo per dire ‘no’ al terrorismo anche da parte del mondo musulmano.  Le immagini delle tv hanno mostrato fra l’altro vessilli algerini, palestinesi e turchi.  “Abbiamo in atto il monitoraggio di aree e soggetti a rischio, la nostra allerta è massima” riferisce Angelino Alfano ministro degli Interni in Italia che risulta essere nel mirino del terrorismo, secondo l’Nsa, “non esiste in questo momento un paese a rischio zero”. “In queste ore – ha aggiunto Alfano – stanno riunendosi in tutta Italia comitati presieduti dai Prefetti per valutare gli obbiettivi sensibili e verificare se ci sono nuove modalità per proteggerli”.

Europa, dopo Parigi anche Roma nel mirino dell’Isis

Anche i musulmani europei moderati hanno paura, lo riferisce Alfredo Maiolese, presidente della Lega musulmana europea, e inviato in Italia dal Ministero degli Affari islamici del Kuwait

Ambasciatore-Alfredo-MaioleseRoma, 11 gennaio – Gli attacchi terroristici di Parigi potrebbero essere solo l’inizio di una lunga serie sul territorio europeo. Roma, da quanto emerge da informazioni raccolte dall’americana Nsa, come riportato dall’agenzia Ansa, è citata come obiettivo di prossimi attentati in intercettazioni di comunicazioni tra membri dello Stato Islamico, anche se in queste comunicazioni non vi è menzione di piani concreti. “ In questo momento noi musulmani ci sentiamo come gli ebrei. Abbiamo ormai paura; è una guerra” queste le parole di Alfredo Maiolese, presidente della Lega musulmana europea e inviato in Italia dal Ministero degli Affari Islamici del Kuwait, che intervistato da radio Vaticana, ha espresso grave preoccupazione sostenendo come il terrorismo stia danneggiando il mondo dei musulmani moderati alla ricerca di unione con il mondo cattolico. “In Italia siamo un milione e mezzo, – spiega Maiolese, che è anche Ambasciatore di Pace del World Parliament of States – e ci sentiamo quasi sotto accusa, in maniera generalizzata da parte di chi non comprende come questi che uccidono, che sono terroristi, siano innanzitutto nostri nemici”. Secondo Maiolese c’è una parte di laici che fa “marketing”, dice, sulla “nostra pelle, non considera che noi siamo moderati”. Ricordando, con orgoglio, gli sforzi del mondo musulmano verso l’Europa, in particolare esalta i buoni rapporti che lui stesso, a nome di chi rappresenta, ha con il Vaticano, afferma con forza “Noi siamo con voi per la pace. Quello che è accaduto in Francia – conclude – è vile, codardo vigliacco. Chi ha agito è nemico dell’Islam, e vuole creare scontro di religioni”.

Fonte: radio Vaticana

Valdastico Nord, Divina (Ln):bene la decisione di Lupi per superare il No del Trentino

Sergio Divina(LN): il Governo sblocca l’opposizione di centro sinistra con un atto dovuto e necessario. La Valdastico Nord sarà volano di sviluppo per tutta la provincia di Trento

una-visualizzazione-del-progetto-dellautostrada-valdastico-nordRoma, 9 gennaio – “La realizzazione di quest’importante opera fungerà da importante volano di sviluppo economico della provincia di Trento e del tutto il Nord Est, un fattore fondamentale per recuperare la via alla crescita e allo sviluppo in un momento di profonda crisi come l’attuale anche per l’ex florido trentino”, così Sergio Divina Vicecapogruppo Lega Nord al Senato in seguito all’invio da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi alla presidenza della Commissione Affari Regionali della Camera della documentazione sulla realizzazione dell’Autostrada A31 Valdastico Nord. La vicenda aveva visto negli scorsi anni la ferma opposizione della provincia autonoma di Trento ad un progetto che lo stesso Lupi in dicembre aveva definito come necessario e strategico. Oggi la decisione di trasmettere la documentazione affinché “la Commissione prenda esplicitamente atto che il Governo ha esperito tutte le azioni previste dai principi di leale collaborazione e di rispetto delle autonomie a fronte dell’opposizione della Provincia Autonoma di Trento alla realizzazione della suddetta autostrada”. “Con questo atto, il ministro Lupi intende superare definitivamente il dissenso della maggioranza di centro sinistra autonomista che amministra il Trentino, la quale fino ad oggi ha ideologicamente boicottato la realizzazione di quest’importante via di collegamento con l’Est italiano ed europeo.” afferma il senatore Divina, e conclude“ Finalmente il Governo si rende conto delle reali necessità di infrastrutturare il Nord Est anche contro un’ideologica chiusura trentina che non ha, non aveva e non avrà alcun senso se non penalizzare inutilmente tutte le comunità interessate”.

Unicef/ Libano: 11,5 milioni di dollari in forniture invernali per aiutare i bambini colpiti dalla tempesta

In arrivo la tempesta invernale Zina in Libano. L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno distribuendo abiti invernali per i bambini, coperte, teli e biscotti ad alto valore energetico, raggiungendo 75.000 bambini

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Roma , 9 gennaio  – I bambini della Siria sfollati in Libano che vivono in tende ad elevate altitudini devono affrontare  la tempesta invernale Zina che ha portato venti gelidi, forti piogge e neve. L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno distribuendo abiti invernali per i bambini, coperte, teli e biscotti ad alto valore energetico, raggiungendo 75.000 bambini siriani, libanesi e palestinesi rifugiati in una delle aree fino ad ora tre le più colpite. Le squadre mobili sanitarie di emergenza, insieme alle Mobile Medical Units hanno curato oltre 1.600 pazienti presso insediamenti informali. “Le nostre squadre e i partner locali stanno lavorando ora dopo ora per aiutare i bambini e le famiglie più vulnerabili ad affrontare la tempesta,” ha dichiarato Annamaria Laurini, Responsabile UNICEF in Libano. “Ogni singolo sforzo deve essere fatto subito per scongiurare tragedie non necessarie che potrebbero essere evitate”. Nelle ultime 72 ore l’UNICEF con il Ministero della Salute Pubblica e le organizzazioni e associazioni locali ha sostenuto le Mobile Medical Units che stanno raggiungendo ogni insediamento informale, dove l’accesso è possibile. Almeno 1.600 pazienti sono stati visitati, tenda per tenda, e molti bambini, colpiti da malattie causate dalle temperature fredde – come influenza, febbre e malattie cutanee – sono stati curati. Quest’inverno l’UNICEF impiegherà 11,5 milioni di dollari nell’assistenza per 456.500 bambini siriani, libanesi e palestinesi rifugiati: 160.000 bambini riceveranno kit con abiti invernali; 135.000 bambini riceveranno voucher per acquistare vestiti invernali; 583 scuole riceveranno carburante per i riscaldamenti a beneficio di 155.000 bambini; 6.500 bambini beneficeranno di misure per limitare i danni causati dalle inondazioni negli insediamenti informali. A causa della tempesta di questa settimana, le strade principali e le autostrade sono state bloccate dalla neve, ostacolando i camion pronti con gli aiuti e le unità mediche mobili nel raggiungimento delle aree colpite. La distribuzione è ricominciata e saranno consegnati aiuti per i freddo durante il weekend e la settimana prossima, mentre le squadre mediche mobili hanno ripreso le loro attività. L’UNICEF Libano si sta preparando all’inverno da Ottobre e ha preposizionato 28.000 kit per l’inverno nella Valle della Bekaa, ad Aarsal e ad Akkar. Ad oltre 20.000 persone saranno distribuiti kit per il drenaggio per limitare i danni causati dalle inondazioni negli insediamenti informali, insieme a teli di plastica in risposta all’emergenza. ll numero di bambini vulnerabili sta crescendo giorno dopo giorno. Sempre più sfollati siriani non hanno risparmi e stanno ricorrendo a misure disperate –  spingendosi verso gli insediamenti  informali come ultima possibilità. Dalla metà di dicembre l’UNICEF Libano e i suoi partner hanno distribuito circa 70.000 kit invernali che comprendono abiti per tenere al caldo 22.000 bambini ad Aarsal, 42.000 nella Valle della Bekaa, così come quelli che si trovano nel Nord e nel Sud del paese. Inoltre sono stati distribuiti anche 8.000 teloni e 400 kit per il drenaggio per circa 20.000 persone. Oggi e domani  saranno distribuiti ulteriori kit per l’inverno, coperte, teloni, scatole di biscotti al alto valore energetico,  taniche, kit igienici e per il drenaggio e abiti femminili.

Riapre aeroporto Tullmarine di Melbourne dopo allarme sicurezza

Il terminal Tiger Airways dell’ Aeroporto di Melbourne è stato riaperto dopo un’indagine condotta  dalla polizia a seguito di una minaccia contro la compagnia aerea nella notte di venerdì.

tigerairMelbourne, 10 gennaio – Giallo in Australia dove l’aeroporto di Melbourne è rimasto bloccato per molte ore nella notte tra venerdì e sabato( ora locale) a causa di una minaccia, forse legata ad un rischio attentato. I passeggeri e il personale sono stati evacuati dal terminal 4 circa alle 21:00 a causa di un allarme di sicurezza, come riferito da un portavoce dell’aeroporto Tullmarine di Melbourne. “Stiamo lavorando con le autorità competenti a causa di un avviso di sicurezza provocato da una minaccia ai danni della compagnia  Tigerair,” ha spiegato il portavoce. Coloro già a bordo di un aereo sono stati bloccati sulla pista e tutti gli altri voli sono stati annullati. Secondo il sito web del Melbourne Airport, sette voli Tigerair sono dovuti atterrare all’aeroporto dopo le 21,00. Il terminal è stato dichiarato sicuro solo alle 5:00 della mattina e l’aeroporto è ora operativo come di consueto. Non ci sono notizie riguardo la natura delle minacce rivolte alla compagnia aerea e anche il Melbourne Airport ha rifiutato di commentare o dare ulteriori informazioni sugli accadimenti delle ultime ore.

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