Il Boeing ipersonico per andare dall’Australia all’Europa in cinque ore entro il 2050

Boeing ha in programma un elegante, nuovo aereo passeggeri ipersonico in grado di attraversare il globo in poche ore, che potrebbe essere disponibile tra 20 e 30 anni.

Il produttore statunitense afferma che il progetto allo studio potrebbe avere applicazioni per passeggeri o militari ed è uno dei tanti su cui i suoi ingegneri stanno lavorando. Il velivolo concettuale, presentato alla conferenza dell’American Institute of Aeronautics Aviation 2018 ad Atlanta, sarebbe in grado di viaggiare a cinque volte la velocità del suono, ovvero circa 4000 miglia all’ora, quasi 6500 km / h.

La velocità potrebbe ridurre il viaggio tra New York e Londra a due ore e il volo tra l’Australia e l’Europa a meno di cinque ore. L’aereo sarebbe più grande di alcuni jet business supersonici pianificati, ma più piccolo degli aerei subsonici convenzionali come il Boeing 737.

Boeing afferma che i suoi ingegneri stanno sviluppando tecnologie che consentiranno di posizionare l’azienda per il momento in cui clienti e mercati sono pronti a cogliere i benefici del volo ipersonico. “Siamo entusiasti del potenziale della tecnologia ipersonica che permette di connettere il mondo più velocemente che mai”, ha dichiarato Kevin Bowcutt, scienziato di hypersonics. “Boeing sta costruendo su una base di sei decenni di progettazione, sviluppo e realizzazione di veicoli sperimentali ipersonici, che rende la compagnia aerea quella giusta per guidare lo sforzo di portare questa tecnologia sul mercato in futuro.” Bowcutt ha affermato che è possibile che un veicolo passeggeri ipersonico possa essere in volo tra 20 e 30 anni.

Il concept, insieme ad altre visioni del futuro di Boeing, sarà esposto a Farnborough Airshow a luglio. All’inizio di quest’anno, Boeing ha aderito a Rolls-Royce e BAE Systems per investire nella società di propulsione ipersonica con sede nel Regno Unito, Reaction Engines. Il motore ibrido SABRE di Reaction combina tecnologia a razzo e getto in grado di raggiungere Mach 5 in modalità di respirazione e 25 volte la velocità del suono in modalità razzo per il volo spaziale. Ciò consentirebbe a un veicolo alimentato da un motore SABER di viaggiare tra Londra e l’Australia in quattro ore e mezza.

L’aereo lungo 94 piedi dovrebbe iniziare i voli di prova nel 2021 e volare a un’altitudine di crociera di 55.000 piedi a Mach 1.42, o 940 mph (1512 kmh), con una velocità massima di Mach 1.5. Ma userà le ultime tecnologie supersoniche per ridurre il boom sonico che fa tremare le finestre a un tonfo equivalente al rumore della chiusura della portiera.

Quasi la metà delle donne sono insoddisfatte delle loro vite sessuali

Una ricerca inglese rivela che quattro donne su dieci  sono infelici della loro vita sessuale. Le ultra 55enni si lamentano di meno del sesso, forse perché hanno meno probabilità di praticarlo.

Il rapporto di Public Health England (PHE) mostra che le donne  di età compresa tra i 25 ei 34 anni sono poco soddisfatte a letto – con il 49% che lamenta di non avere alcun orgasmo.

Quelle tra i 55 e i 64 anni hanno meno probabilità di esprimere insoddisfazione – ma non è chiaro se ciò è dovuto al fatto che praticano un buon sesso, o perché le occasioni sono poche, oppure  se ne preoccupano di meno.

In totale, solo il 29% delle donne in questa fascia di età ha dichiarato di non avere godimento sessuale. Analizzando tutte le età, il 42% delle donne risulta insoddisfatta sessualmente. Gli addetti  alla salute affermano che avere una buona vita sessuale è importante per la salute mentale.

La dott.ssa Sue Mann, consulente di salute pubblica della PHE in sanità riproduttiva, alla Public Health England, ha dichiarato: “Godere di una vita sessuale soddisfacente è importante per il benessere mentale ed emotivo delle donne. I nostri dati mostrano che il godimento sessuale è una parte fondamentale della buona salute riproduttiva e che mentre molte donne segnalano disfunzioni sessuali, in tante non cercano aiuto “.

Il rapporto, basato su un sondaggio di 7.367 donne di età compresa tra 16 e 64 anni, ha rilevato che, in tutte le età, quasi un terzo delle donne ha sofferto di gravi problemi riproduttivi – come periodi dolorosi o sintomi della menopausa – nell’ultimo anno.

La dott.ssa Jane Dickson, vicepresidente della Facoltà di assistenza sessuale e riproduttiva, ha dichiarato: “L’importanza di avere una vita sessuale sana e piacevole non può essere sottovalutata poiché contribuisce fortemente al benessere generale. Tuttavia, c’è ancora molto stigma e imbarazzo quando si parla di funzione sessuale – specialmente quando parliamo del piacere sessuale delle donne. La società relega ancora il piacere sessuale delle donne in un angolo “.

Ha detto che le donne con una vita sessuale priva di piacere dovrebbero essere supportate da un aiuto professionale.

“Se le donne non hanno godimento sessuale dovrebbero sapere che possono parlare con uno specialista e ottenere supporto dai servizi psicosessuali nelle cliniche sanitarie sessuali e riproduttive. Qui, siamo addestrati a fornire assistenza non giudicante, incoraggiando le donne ad aprirsi e discutere di questi problemi “.

Vari  studi dimostrano che il 12% delle donne può arrivare a prendere  una giornata di ferie a causa dei sintomi della menopausa e il 59% ha mentito al proprio capo sulle ragioni della assenza in tali casi

La ricerca ha rilevato che le donne volevano che questi problemi venissero discussi più apertamente, anche sul posto di lavoro.

Il dott. Mann ha detto: “La nostra ricerca mostra che esiste ancora un pregiudizio nel parlare di problemi di salute riproduttiva, che costituisce un ostacolo per le donne che chiedono aiuto. Ciò è particolarmente vero nei luoghi di lavoro in cui molte donne non si sentono a proprio agio a parlare con i loro dirigenti delle vere ragioni per cui è necessario prendersi una pausa dal lavoro. Vogliamo dare alle donne la possibilità di istruirsi sulla buona salute riproduttiva e sentirsi tranquille nel parlarne “.

La “macelleria” di esseri umani nella nazione più piccola del mondo

Profughi rinchiusi nel campo di Nauru si suicidano. E’ vietato seppellire i corpi. La madre di una vittima: «Il cadavere di mio figlio nel container accanto al mio».

Di Vito Nicola Lacerenza

A circa tremila chilometri dalle coste australiane si trova la piccola isola di Nauru, uno Stato indipendente, il più piccolo del mondo, dove l’Australia fa dirottare le navi cariche di migranti che tentano di entrare illegalmente nel Paese. Una volta giunti a Nauru, i profughi vengono rinchiusi in un “campo di custodia” recintato e sorvegliato dalla polizia. La struttura, definita “disumana” dagli ex operatori” e “casa delle torture” dai profughi reclusi al suo interno”, costringe i richiedenti asilo a vivere in condizioni di vita degradanti: vivono in tende da catering o container, esposti alle intemperie, al buio e in assenza di servizi igenici; il loro nome è sostituito da un codice alfanumerico.

Abusi e violenze sono all’ordine del giorno e finiscono per logorare la salute psichica dei migranti che, in preda ad attacchi di depressione tentano disperatamente il suicidio, avvelenandosi col sapone, procurandosi tagli sul corpo, dandosi fuoco. Qualcuno fallisce nell’intento, ma altri riescono raggiungere il loro tragico fine. Come Fariborz Karami, immigrato clandestino morto suicida nel campo di Nauru dopo essere caduto in depressione. Sua madre  Fazileh Mansour Beigi aveva scritto più volte al direttore del campo che i propri figli “erano esausti e depressi” e che “spostarli in una tenda migliore avrebbe potuto migliorare il loro umore”. Gelida è stata la risposta del dirigente della struttura: «Se non sei capace di sopportare la situazione, tornatene nel tuo paese».

Fazileh però è richiusa da cinque anni a Nauru e versa in condizioni di salute precarie. Ristornare in Iran la sottoporrebbe ad un viaggio lungo e faticoso per lei, che, spinta dalla disperazione, ha trovato la forza di scrivere di nuovo al direttore del campo per chiedere l’autorizzazione a seppellire il corpo di suo figlio,Fariborz, sequestrato subito dopo la morte e lasciato in un refrigeratore. «In quale altro luogo del mondo si tiene rinchiuso per tanto tempo in un frigo il corpo senza vita  di un figlio nel container accanto a quello dove vive la madre?- ha chiesto la donna, che ha aggiunto, rivolgendosi al dirigente- Mi farò sentire finché  non avrò seppellito degnamente il corpo di mio figlio. Mi hai anche impedito di avere un cellulare. L’hai fatto per paura che parlassi?». Eppure le parole di  Fazileh Mansour Beigi hanno varcato comunque i recinti del campo profughi, finendo sui media internazionali. Il governo australiano ha dichiarato che quanto accaduto ai richiedenti asilo nell’isola “riguarda le autorità di Nauru”, definita nella lettera di  Fazileh una macelleria di esseri umani.

Trasporti, FAISA CISAL: ok ai costi standard, ma tutelando i lavoratori

Gli autoferrotranvieri CISAL auspicano applicazione graduale del meccanismo, anche a garanzia di posti di lavoro e retribuzione

“L’adozione dei costi standard nel Trasporto Pubblico Locale èstrategicamentecondivisibile in funzione di una mobilitàpiù efficiente e sostenibile, ma vigileremo affinché non diventi un alibi con cui le aziende, indipendentemente dai bandi di gara, abbassano il costo del lavoro”. E’ quanto dichiara Mauro Mongelli, Segretario nazionale vicario FAISA CISAL, in merito allatransizione dai costi storici a quelli standarddiscussa ieri in seno all’assemblea nazionale dell’ANAV, l’Associazione autotrasporto viaggiatori.

“Nell’applicazione del processo virtuoso per il corretto utilizzo delle risorse disponibili- spiega Mongelli -auspichiamo venga osservata una gradualità applicativa che eviti scenari i cui effetti ricadano unicamente sul mondo del lavoro”.

“Ferma restando – conclude il Segretario – la necessità di avviare un confronto politico con tutte le parti interessateper monitorare gli effetti applicativi dei costi standard, la cui determinazione è affidata alle stazioni appaltanti, vogliamo evitare che le aziende facciano leva strumentalmente su di essiper operare tagli ingiustificati al costo del lavoro”.

 

 

Dal 2 al 5 agosto Lonato in Festival

Decine di spettacoli di artisti di strada, circo contemporaneo, musica e gruppi etnici provenienti da più parti del mondo. Laboratori di giocoleria e di costruzione di burattini per i bambini

Quattro giorni di stupore e divertimento, per grandi e piccoli, con un mondo di meraviglie: Lonato in Festival, giunto alla sesta edizione, prosegue nel suo percorso di crescita, delineando sempre più le sue peculiarità culturali e artistiche. Un festival che vuole proporre attraverso un linguaggio semplice ed immediato varie forme artistiche e contenuti culturali, capaci di dialogare tra loro e con il suggestivo contenitore storico, la Rocca Visconteo Veneta di Lonato del Garda, una fra le più imponenti fortezze del nord Italia, da cui si gode un’impareggiabile vista sul lago.

Dal 2 al 5 agosto nei suggestivi spazi offerti dalla Rocca si esibiranno formazioni di artisti di strada, circo contemporaneo, musica e gruppi etnici provenienti da più parti del mondo.

Lonato in FESTIVAL, giunto alla sesta edizione, prosegue nel suo percorso di crescita, delineando sempre più le sue peculiarità culturali e artistiche. Un festival che vuole proporre attraverso un linguaggio semplice ed immediato varie forme artistiche e contenuti culturali, capaci di dialogare tra loro e con il suggestivo contenitore storico: la Rocca di Lonato.

Tra gli artisti in programma Materiaviva con lo spettacolo Aereoclown, dal Brasile il duo acrobatico Cia de la Praka, Gioia Zanaboni con lo spettacolo Capuche che racconta un cappuccetto rosso in bilico sulla corda molle tra narrazione fantastica e quotidianità, l’affascinante musica sefardita del gruppo Mi Linda Dama, Otto Panzer con la sua pirotecnica clownerie, il teatro di figura di La Fiaberie, il monologo di Domenico Lannutti “Quando non c’è più scampo, ci mangiamo la seppia” e Zirk Comedy di Lannutti&Corbo e molti altri.

Non mancheranno i laboratori per i bambini di giocoleria e di costruzione di burattini, la truccabimbi e 2 serate a ballo per gli appassionati del Tango Argentino e del Country.

Come di consuetudine, anche quest’anno sarà affrontato un tema particolare: le “stratificazioni” con una mostra sulla storia della Rocca, le visite guidate teatrali su prenotazione, nelle quali personaggi della Rocca e dei tempi di Ugo Da Como conducono il pubblico alla scoperta della possente fortificazione, dei più importanti e originali accadimenti storici che l’hanno vista coinvolta, anche con una narrazione ironica sulle vicende contemporanee.

Saranno inoltre presenti spazi relax con ambientazioni particolari, come la zona dedicata al salone da tè marocchino, e per acquisti originali e di qualità: Pangea, il mercatino che mette insieme tutti i continenti, con bancarelle di spezie, profumi, ceramiche e ogni sorta di artigianato, con artigiani e artisti.

Per soddisfare il palato, accontentando tutti i gusti, verranno allestiti un ristorante vegano e uno tradizionale e vari stand di degustazione con arrosticini, pannocchie arrostite, crepes, gelati, macedonie, frullati, birra e prodotti locali.

La Guardia Costiera salva 3 naufraghi a circa 150 miglia al largo delle coste calabro-joniche

Salvataggio portato a termine dalla Guardia Costiera nella giornata di ieri nelle acque di responsabilità SAR italiane.

A causa del mare in burrasca 3 velisti di nazionalità francese sono finiti in balia di onde alte 4 metri, a circa 150 miglia dalla costa calabra. A bordo di “ABAHANNA”, una barca a vela di circa 12 metri, di bandiera francese, i tre dell’equipaggio – di età compresa tra i 70 e 91 anni – a seguito dell’affondamento della barca, sono riusciti inizialmente a mettersi in salvo a bordo della zattera galleggiante ove hanno atteso i soccorsi.

La richiesta di soccorso è stata ricevuta dal Centro di coordinamento marittimo francese attraverso il segnale di emergenza che viene inviato direttamente dal bordo tramite appositi trasmettitori satellitari e trasmesso al 5° M.R.S.C. (Maritime Rescue Coordinator Center) di Reggio Calabria dalla Centrale operativa del Comando Generale della Guardia Costiera, in quanto l’unità a vela si trovava all’interno dell’area di responsabilità SAR (Search and Rescue) italiana.

E’ stato un soccorso particolarmente complesso, per la considerevole distanza dalla costa e per le condizioni proibitive del mare.

Condizioni queste che hanno richiesto sin da subito l’utilizzo dell’aeromobile della Guardia Costiera P-180 per un sorvolo sull’area di ricerca al fine di individuare i tre naufraghi.

Sul posto, la sala operativa della Guardia Costiera di Reggio Calabria, coordinatrice dei soccorsi, ha fatto convergere anche un mercantile della Società Grimaldi Lines, la nave cargo “SPES” battente bandiera italiana, presente in zona ed individuato tramite i sistemi di monitoraggio del traffico marittimo a disposizione della Guardia Costiera.

Il mercantile, presi i contatti con i malcapitati tramite il sistema radio VHF di bordo, procedeva al recupero degli stessi. Incolumi, i componenti dell’equipaggio, venivano dunque tratti in salvo sul mercantile “SPES” ove, il personale di bordo, accertava  le buone condizioni di salute e prestava loro assistenza.

Da una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che l’affondamento della barca a vela sia stato provocato dalla furia delle onde che, in breve tempo, lo rendeva ingovernabile a causa delle grosse quantità d’acqua imbarcate,  costringendo l’equipaggio (due uomini e una donna) ad abbandonarlo.

Terminate le operazioni di soccorso la nave riprendeva la rotta per il proprio porto di destinazione, Salerno dove arriverà in data odierna nel tardo pomeriggio.

Il Comandante Generale della Guardia Costiera, l’Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni PETTORINO ha dichiarato:  “un’organizzazione di ricerca e soccorso italiana al servizio della collettività che, attraverso l’elevata professionalità degli uomini e donne del Corpo e l’alta tecnologia impiegata, ha consentito di trarre in salvo, sottraendole al mare, tre vite umane in pericolo di perdersi. Un ringraziamento al comandante del mercantile “SPES” e al suo equipaggio per il prezioso contributo prestato sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana.”

Migranti, la verità sui soldi spesi per mantenerli in Italia

Cosa accade davvero ai migranti che sono entrati nel nostro Paese? Come vengono utilizzati i soldi messi a disposizione dal Viminale per il loro sostentamento? La risposta in un articolo di Andrea Gagliardi del www.ilsole24ore.it.

Le risorse Migranti, i costi dell’accoglienza: 35 euro al giorno. Ma ai richiedenti asilo ne vanno 2,50. Nel corso della sua visita all’hotspot (centro di identificazione di migranti) di Pozzallo in provincia di Ragusa, il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto di aver aperto al Viminale numerosi fascicoli, tra i quali quelli del costo per l’assistenza dei richiedenti asilo che a lui risulterebbe il più caro d’Europa. Costo di 35 euro al giorno nel sistema enti locali Ma quale è il costo per l’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia? Quello medio è di 35 euro al giorno nel sistema di protezione gestito dagli enti locali (Sprar). Il sistema Sprar è finanziato dal Viminale, che attinge le risorse dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo, devolvendo agli enti locali (e non ai richiedenti asilo) i fondi in base alla stima che, per accogliere un migrante adulto, servano circa 35 euro al giorno (45 euro per i minori). Secondo i dati del Def 2018 a inizio aprile erano 25.657 i richiedenti asilo accolti nel sistema Sprar, che offre servizi all’avanguardia: dall’assistenza sanitaria alle attività multiculturali; dall’inserimento scolastico dei minori alla mediazione linguistica e interculturale; dall’orientamento e informazione legale all’inserimento lavorativo, ai tirocini, ai corsi formazione. Costi analoghi nelle strutture temporanee Quando i posti Sprar non sono sufficienti (come accade sistematicamente), entra in gioco il sistema di accoglienza straordinaria, gestito dalle prefetture.

Qui, sempre secondo i dati del Def 2018, a inizio aprile 2018 erano concentrati 138.504 richiedenti asilo in strutture temporanee e 8.990 in centri di prima accoglienza, su un totale di 174mila migranti ospitati. Sono valutate tutte le offerte di posti letto, anche quelle che provengono da cooperative, albergatori o soggetti privati. E dato che questa accoglienza deve costare non più di 35 euro al giorno per persona (nel Def 2018 si parla di un costo medio 8 di 32,5 euro al giorno) non si può trattare di strutture di lusso. Ai migranti pocket money di 2,50 euro Le prefetture offrono dunque la cifra massima di 35 euro a persona al giorno, riservandosi di aggiudicare i bandi col criterio del massimo ribasso.

Come sono spesi questi soldi? I servizi offerti variano a seconda dei bandi, ma sono in genere essenziali: pulizia, vitto, beni di prima necessità (lenzuola, vestiti ecc.); servizi di mediazione linguistica e culturale, una tessera di ricarica telefonica all’arrivo. Ai migranti spetta solo un pocket money di 2,50 euro al giorno. Il resto serve a pagare strutture, operatori, costi indiretti. Sistema di accoglienza da potenziare Una delle criticità rilevate dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione ed espulsione dei migranti, nella sua relazione finale, è la mancanza di «fluidità» nel passaggio dalle strutture di prima accoglienza a quelle di seconda legata essenzialmente alla carenza di posti nel servizio Sprar. Con messa in rilievo del fatto che «la mancanza del necessario turn over, unitamente all’incremento esponenziale degli arrivi dei migranti verificatosi nell’ultimo quadriennio, determina la saturazione e l’eccessiva permanenza dei migranti nelle strutture di prima accoglienza senza, quindi, possibilità per molti di essi di accedere concretamente a quei percorsi personalizzati di integrazione assicurati nelle strutture di seconda accoglienza, che dovrebbero garantire l’inclusione socio-lavorativa nel nostro Paese».

Prato, premio giornalistico Estra per lo sport

L’iniziativa è estesa ai giornalisti, professionisti e pubblicisti  iscritti all’Ordine di categoria, ed ai praticanti delle Scuole di Giornalismo che avranno espresso al meglio il valore di promozione sociale e di agenzia educativa dello sport attraverso i loro elaborati

Mancano solo 3 giorni al 30 giugno, termine ultimo per potersi iscrivere alla seconda edizione del Premio Estra per lo Sport, pensato e promosso da Estra S.p.A, multiutility a partecipazione pubblica, in collaborazione con l’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) e SG Plus Ghiretti & Partners.

“Estra per lo Sport: raccontare le buone notizie” vuole offrire nuovamente un supporto nell’adempimento dell’attività giornalistica ai professionisti ed ai pubblicisti, regolarmente iscritti all’Ordine di categoria, ed ai praticanti delle Scuole di Giornalismo. Potranno essere presentati elaborati pubblicati, trasmessi o diffusi nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 ed il 30 giugno 2018.

Saranno assegnati tre premi del valore di € 1.500 ai migliori servizi delle categorie “Televisione e radio”, “Carta stampata”e “Web e blog” per i media a valenza nazionale e territoriale per le regioni Toscana e Marche. Inoltre, la Giuria potrà attribuire tre Premi Speciali del valore di € 1.000, Premio alla Carriera, Premio Donna di Sport e Premio Redaelli, ed una Menzione d’Onore.

A patrocinare il Premio sono numerose realtà: CONI Toscana; CONI Marche; Comitato Italiano Paralimpico; Regione Toscana; Fondazione Candido Cannavò; Special Olympics; Ordine Nazionale dei Giornalisti; Ordine dei Giornalisti della Toscana; Ordine dei Giornalisti delle Marche; Federazione Nazionale Stampa Italiana; Associazione Stampa Toscana; Lega Serie A; Lega Serie B; Lega Pro; Gruppo Fiamme Gialle.

Il bando è consultabile e scaricabile anche on-line ai siti di: Estra (www.estraspa.it), Ussi (www.ussi.it) ed SG Plus (www.sgplus.it).

Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio

A Sabaudia (LT) l’incontro nazionale tra Capi Panel ed Esperti Assaggiatori. Iniziativa del CAPOL patrocinata dal Comune di Sabaudia e dalla CCIAA Latina, nell’ambito della 15^ Rassegna Nazionale degli Oli Monovarietali ideata e promossa da ASSAM e Regione Marche.

Sabato 30 Giugno, dalle ore 09:30, a Sabaudia (LT), presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, si terrà il seminario di aggiornamento per capi panel dell’olio vergine ed extravergine di oliva ed esperti assaggiatori. Nel corso dell’incontro verranno approfondite alcune delle tematiche di maggiore attualità nel settore, come i danni da freddo dell’inverno scorso; le modalità di recupero degli oliveti; le problematiche del Panel test; le strategie di valorizzazione della biodiversità olivicola locale e italiana; le caratteristiche sensoriali di alcuni oli monovarietali italiani, in particolare la cultivar autoctona pontina Itrana.

Per la parte teorica si parlerà di: “Manutenzione e cura della biodiversità olivicola dopo la gelata di fine febbraio 2018”; “Biodiversità, punto di forza della olivicoltura italiana: 15 anni di dati a supporto di strategie di valorizzazione”; “Situazione attuale e prospettive del Panel test”; “Uno spaccato della realtà locale: valorizzazione della varietà Itrana e degustazione oli monovarietali selezionati”. La pratica prevede unasessione di assaggi di alcuni dei migliori oli d’Italia. A seguire una degustazione di prodotti tipici del territorio con abbinamenti agli oli monovarietali e visita guidata al Parco Nazionale del Circeo.

L’iniziativa di formazione è organizzata dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, col patrocinio del Comune di Sabaudia e della Camera di Commercio di Latina, nell’ambito della Rassegna Nazionale degli Oli Monovarietali, evento di valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano ideato e promosso da ASSAM -Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche – partner del convegno, e Regione Marche, che quest’anno, per festeggiare la sua 15^ edizione, si è svolto al FICO Eataly World di Bologna, dove era presente anche il CAPOL con alcuni olivicoltori della provincia di Latina.

Alla giornata interverranno rappresentanti istituzionali ed esperti in materia. Giada Gervasi (Sindaco di Sabaudia), Adriano Bruni (Reparto Carabinieri Biodiveristà di Fogliano) e Paolo Cassola (Direttore Parco Nazionale del Circeo) porteranno i saluti degli enti ospitanti.  Luigi Centauri (Presidente e Capo Panel CAPOL) introdurrà i lavori. Seguiranno le relazioni tecniche di: Giorgio Pannelli (già CRA OLI sezione di Spoleto), Barbara Alfei (Capo Panel ASSAM Marche), Gianfranco De Felici (Capo Panel, esperto nazionale settore olio di oliva) eGiulio Scatolini (Capo Panel Concorso “L’Olio delle Colline”).

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