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Trastevere: ennesima aggressione. Stavolta ai danni di un clochard

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Tempo di lettura: 3 minuti

Un senza tetto, colpevole di avere incontrato un gruppo di minorenni a Trastevere in preda all’alcol, è stato preso a calci e pugni, al grido di “daje de tacco”  

di Giordana Fauci

Ennesimo episodio di violenza aberrante a Trastevere: è accaduto la notte del 31 ottobre, in Piazza Trilussa. Autori della vergognosa aggressione sono un gruppo di ragazzini tra i sedici e i diciotto anni che, annebbiati dall’uso di alcol – o altro! – hanno preso a calci e pugni in testa un povero clochard che, da giorni, si aggirava nella zona.

…Un clochard coi vestiti dilaniati e seduto in terra: un uomo che non ha avuto neanche la forza di reagire alle violenze inaudite di quei codardi che, in branco, lo hanno continuato ad aggredire al grido di “daje de tacco…”, così ferendolo gravemente.

Del resto Trastevere, centro della movida romana, non è nuova a simili episodi.

Ogni sera il quartiere si riempie di giovani che gremiscono le strade ed i vicoli.

Giovani in preda ai fumi di alcol, o peggio ancora!

 Giovani che, fino al mattino, continuano a “ciondolare” per le strade, tra canti ed urla che non possono non disturbare la quiete dell’intero quartiere.

Giovani che, evidentemente, sono resi incapaci di intendere quel che già poco avrebbero potuto comprendere!

Maleducati ed incivili che trovano giustificazione nell’uso di alcol e non solo!

Perciò abbandonano rifiuti di ogni genere ovunque: su auto parcheggiate e, più semplicemente, in terra.

A non dimenticare quelli che scambiano gli androni dei portoni per dormitori ed orinatoi.

 E, poi, chi potrebbe negare di non avere notato i molti pusher che si aggirano in ogni dove e che, di certo, contano su clienti abituali?

Tutto questo si verifica mentre i molti locali della zona sono intenti a distribuire fiumi di alcol.

Gli abitanti di Trastevere sono disperati: ogni week-end è un dramma, visto che oltre a non riposare, devono preoccuparsi degli inevitabili danni e degli innumerevoli pericoli che tanti e tali invasati continuano a provocare.

Al termine di ogni week-end la regola è il conto delle risse, quando non anche dei danneggiamenti, dei furti e delle violenze in danno di giovani donne ma, invero, non solo.

Mentre i branchi continuano ad agire indisturbati, evidentemente scegliendo chi appare più inoffensivo.

Stavolta è stata la volta del povero clochard, colpevole di avere incontrato quei disumani mentre era seduto in terra: solo ma, invero, in compagnia dei suoi abiti consunti.

Probabilmente deve essere stato il suo aspetto misero ad avere disturbato cotanti stolti!

…Stolti che sono soliti indossare abiti firmati, acquistati dalle loro famiglie, indubbiamente ancor più stolte.

…Famiglie che non sono state in grado di educarli: per questo non hanno saputo trasmettergli alcun valore né principio, con l’evidente risultato di avere creato generazioni di invasati insensibili…

…Talmente insensibili ed invasati da non vedere in un clochard un essere umano che necessita di aiuto e, magari, di una parola d’affetto; di contro, “qualcosa di ridicolo”, da meritare a calci e pugni nell’indifferenza dei presenti e, oltretutto, cantando.

E chissà che fine avrebbe fatto quel senza tetto – che, evidentemente, si trovava nella zona dopo essersi appoggiato alla Comunità di S. Egidio che, da sempre, si occupa di accogliere e nutrire i più bisognosi –: una fortuna, dunque, che in suo soccorso siano intervenuti altri ragazzi!

Perché in un mondo tanto “marcio” esiste ancora chi si prodiga a fare del bene e, in ogni caso, non può fingere di non vedere, voltandosi semplicemente dall’altro lato.

…Persone che, una volta intervenute in difesa del barbone, sono state loro stesse coinvolte in una rissa: senza esclusione di colpi.

Perché oggi questo è quel che si rischia quando si interviene in difesa di qualcuno.

Il degrado impera ormai in ogni dove!

E quel che è ancor più grave è che Trastevere si trova in pieno centro storico, non certo in una sperduta periferia di Roma.

Trastevere, a dire il vero, pur trovandosi in un punto nevralgico della Capitale somiglia al far-west: anche a dispetto dei molti controlli che si effettuano ogni giorno e che interessano non poche Forze dell’Ordine, dislocate nelle diverse piazze e nei vicoli più frequentati, quali Piazza Trilussa, Piazza Santa Maria in Trastevere, Ponte Garibaldi o nel Vicolo dell’Arco di San Calisto, spesso trasformato in discoteca.

…Arginare cotanta violenza e, invero, follia è sempre più difficile!

Ne è ben consapevole Dina Nascetti, Presidentessa del Comitato Vivere Trastevere: “Siamo condannati ad assistere a scene del genere ogni sera. Oramai è un vero e proprio incubo…”: questa la triste realtà!

Così, stavolta, l’aggressione è accaduta durante i festeggiamenti di Halloween che, invero, si tengono anche il giorno in cui andrebbe celebrata la Giornata di Ognissanti

E non vi è dubbio…

…Il motivo di episodi tanto inspiegabili, quali le recenti lesioni procurate al malcapitato clochard, sta nella mancanza di valori e principi, irrimediabilmente andati perduti nel tempo…

Oggi, ad esempio, in occasione della festa di Ognissanti, dedicata a coloro che non sono più tra noi e, perciò, il 1° novembre è/sarebbe d’uso ricordare, si festeggia Halloween, indossando maschere ed abiti mostruosi, del tutto ignari del reale significato della ricorrenza.

…Maschere ed abiti mostruosi che, sempre più spesso, sono indossati da chi è realmente un mostro, al punto da non provare pietà nel picchiare un indifeso.    

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