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Referendum taglio parlamentari. Melbourne: servizi Consolari o disservizi?

By 18 Settembre 2020 Ottobre 16th, 2020 No Comments

Il Console di Melbourne Pierluigi Trombetta è al corrente che il Consolato da lui diretto spedisce i plichi elettorali e referendari, documenti molto importanti, senza nessuna tracciabilità e possono essere preda di persone disoneste che potrebbero agire illegalmente?

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari (CTIM Australia)

Il Consolato o ufficio consolare è la sede dove i Consoli gestiscono prevalentemente le attività amministrative, organo che è parte dallo Stato e che risiede negli Stati esteri.

Le attività consolari sono disciplinate da norme contenute nei trattati consolari codificate nella relazione consolare siglata nel 1963.


Il consolato italiano in un paese straniero assomma le competenze di vari organi della pubblica amministrazione Italia.

In queste nostre osservazioni, saremo costretti ad esporre le nostre esperienze personali che, purtroppo in questa occasione, il diritto di voto al Referendum del 20 e 21 settembre 2020 per la riduzione dei Parlamentari, non sono state assolutamente positive riguardo il servizio che il Consolato di Melbourne avrebbe dovuto offrire a noi ed ai nostri concittadini residenti in Australia ed iscritti all’AIRE.

Partiamo dalla fine, a noi è pervenuto il plico elettorale il 14 Settembre, tra l’altro sotto nostra pressione perché non avendo ricevuto nulla, pur avendo chiesto chiarimenti al Consolato di Melbourne, lo stesso ci rispose tramite e-mail che non “sapeva dove era il nostro plico” sapeva soltanto che lo aveva spedito e ci aveva detto di fare una richiesta per averne un altro, qualora non fosse arrivato.

Dalla foto come potete vedere, il plico è composto da: lettera che spiega le regole per votare; la scheda per esprimere il proprio voto e le buste per poter restituire il plico al Consolato. Nella parte che abbiamo evidenziato ci sono due specifiche molto importanti, la prima è che lo stesso deve essere restituito al Consolato di Melbourne entro le ore 16:00 del giorno 15 Settembre, la seconda, che è vietato votare più di una volta e chi dovesse farlo è punito dalla legge.

Avrete compreso che con le modalità di servizio erogato dal Consolato di Melbourne, di fatto, ci è stato negato il diritto al voto, visto che, ricevendo il plico il 14 settembre nel pomeriggio ed essendo in lockdown stage 4 (non si può uscire di casa), era impossibile che potessimo consegnare il plico entro il 15 settembre alle ore 16:00; in più, non avendo il Consolato di Melbourne dichiarato nulla alla prima spedizione, non avremmo votato ugualmente per non incorrere in una sanzione penale e/o civile visto che, se il Consolato di Melbourne non traccia queste importantissime spedizioni e chiunque avrebbe potuto appropriarsi dei plichi e  votare al nostro posto e quindi e nella sostanza avrebbe potuto verificarsi un doppio voto che ci avrebbe reso legalmente perseguibili.

Va anche detto che questa situazione è ancora più antipatica perché il Consolato di Melbourne era al corrente da mesi che ci sarebbe stato il Referendum confermativo per il taglio dei Parlamentari e quindi ci chiediamo, come mai le spedizioni dei plichi sono state fatte a ridosso della data, quando si potevano spedire con tutta calma molti giorni prima del voto? Esiste dunque un regolamento che vieta al Consolato di spedire molto tempo prima i plichi elettorali o referendari e se sì perché?

Annotiamo anche, che per quanto ci riguarda nessuna comunicazione ci è mai stata spedita via posta o via e-mail sul fatto che ci fosse una votazione referendaria, tra l’altro, molto importante perché legata ad una riforma Costituzionale, quindi ci chiediamo, quali sono le regole che il Consolato di Melbourne avrebbe dovuto seguire per erogare uno dei servizi che è obbligato a destinare agli Italiani iscritti all’AIRE?

Ed ancora, se per un, noi riteniamo visto le modalità con cui è stato fornito, disservizio del Consolato di Melbourne ci è stato negato un diritto Costituzionale, il Diritto di Voto, chi si deve assumere la responsabilità di questo disservizio e pagarne le conseguenze?

Ed infine, il Console Pierluigi Trombetta è al corrente che il Consolato da lui diretto sa che i plichi elettorali e referendari, documenti molto importanti, vengono spediti senza nessuna tracciabilità e possono essere preda di persone disoneste che potrebbero agire illegalmente?

E come mai non esiste sulla pagina del Consolato, o almeno noi non siamo riusciti a trovarla, la procedura che il Consolato deve adottare per la spedizione dei plichi referendari ed elettorali, in sostanza le regole che determinano un servizio che il Consolato deve fornire agli Italiani iscritti all’Aire?

Ci chiediamo per quale ragione le cartelle esattoriali vengono inviate con l’obbligo di ricevuta consegna, ed al contrario un Diritto Costituzionale viene inviato come se fosse una lettera di saluti, se arriva bene, se non arriva pazienza?

Ovviamente non siamo stati gli unici ad avere questo tipo di disservizio, e chiediamo pubblicamente al Console la cortesia di farci pervenire in redazione il regolamento cui il Consolato deve attenersi per l’erogazione del servizio  di documenti elettorali e referendari perché, per il momento, siamo costretti a denunciare un disservizio che, magari, non è un disservizio del Consolato di Melbourne ma solo l’applicazione di un regolamento sbagliato per l’erogazione  di un servizio fornito ai Consolati che, noi Italiani iscritti all’AIRE, riteniamo sia servizio non adeguato per una materia così importante, “il Diritto al Voto sancito dalla nostra Costituzione”.

Chiudiamo ricordando al Governo che nel 2020 il sistema di voto per gli Italiani all’estero, oltre ad essere obsoleto è imbarazzante per come viene puntualmente gestito da quasi tutte le reti Consolari e che, conta per ogni tornata elettorale, casi di brogli o quantomeno casi discutibili; noi crediamo che spendere milioni di euro per app completamente inutilizzate e non investire quei soldi per civilizzare il voto ed i servizi documentali per gli Italiani in Italia ed all’estero sia sciocco, poco lungimirante e ricordiamo che continuare a non porre attenzione agli Italiani residenti oltre confine è pratica di politici privi d’ogni saggezza visto che ormai, gli Italiani residenti all’estero occupano un’importante percentuale degli aventi diritto al voto.


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