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Italiani all’estero:la Faccia Vera e quella Ufficiale- Italians Overseas: The True Face and the Official Face

By 21 Settembre 2020 Ottobre 16th, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Italiani all’estero: la Faccia Vera e quella Ufficiale

Tutti all’estero sanno cosa succede quando deve arrivare un personaggio importante della burocrazia o della politica in Italia in una città con una comunità italiana importante.

Ci troviamo spesso a guardare una persona per chiederci se la faccia che vediamo sia quella vera, oppure una presentazione che vuol dare al mondo per trasmettere un’impressione che non sempre coincide con quel che è di solito.

Questo già rende difficile giudicare bene una persona, ma quanto più difficile è giudicare una comunità in base a quelli che dovrebbero rappresentarla?


Infatti, questo è il dilemma che spesso dobbiamo affrontare quando parliamo degli italiani all’estero e in modo particolare quando noi in Italia dobbiamo giudicare una realtà ben diversa da quel che ci circonda ogni giorno, sia in usanze che nella lingua, ecc.

Allora andiamo a vedere cosa succede quando un personaggio importante da Roma arriva in una comunità italiana all’estero e chiediamoci, quanto sappiamo davvero di queste comunità?

Visita ufficiale

Tutti all’estero sanno cosa succede quando deve arrivare un personaggio importante della burocrazia o della politica in Italia in una città con una comunità italiana importante.

Il Console locale convoca i Comites del luogo, si organizza l’incontro con la presenza di chi parla perfettamente l’italiano, gli incontri si fanno nel Consolato o in un luogo scelto per mettere a suo agio il personaggio di turno e la gente invitata a partecipare è quella che di solito è d’accordo con i motivi che hanno portato il personaggio a fare un viaggio lunghissimo.

Naturalmente si va a mangiare nei migliori ristoranti italiani della città, sempre accompagnati da qualcuno che possa assicurare che il soggiorno non sia interrotto da gente non gradita. A volte si mangia in casa di uno dei notabili locali, sempre scegliendo come altri ospiti chi parla l’italiano e che sappia chiacchierare con l’ospite dal Bel Paese.

Alla fine del soggiorno l’ospite viene accompagnato all’aeroporto per proseguire alla prossima tappa del viaggio di lavoro.

Ora, considerando questo scenario che si ripete spesso in ogni paese dove ci sono i nostri parenti e amici all’estero, abbiamo l’obbligo di chiederci, che impressione avrà avuto il nostro rappresentante di questa comunità?

Illusione

In effetti, se pensiamo che nei paesi dove le comunità italiane sono oltre la quinta generazione, l’impressione dell’ospite è di una comunità composta di gente che capisce la nostra lingua, che sa i dettagli necessari per i temi da trattare e che la comunità ha potuto mantenere i migliori aspetti della nostra Cultura.

Purtroppo e tristemente questa non è quasi mai la realtà e i personaggi locali che l’ospite ha conosciuto sono quasi sempre di prima generazione, spesso lavorano per gruppi italiani, patronati, ecc., e benché sappiano i temi da trattare, non sono veramente rappresentanti delle realtà delle comunità delle loro città.

In effetti questo crea l’illusione da parte dell’ospite di una realtà che non esiste. Allora guardiamo qual è la vera realtà delle nostre comunità italiane in giro per il mondo.

Realtà

In paesi come gli Stati Uniti, Argentina e il Brasile le comunità italiane sono ben oltre la sesta generazione nata in quei paesi. I discendenti degli immigrati originali conoscono la storia famigliare tramandata da generazione a generazione, ma non conoscono la lingua italiana, come non conoscono la realtà dell’Italia moderna d’oggi e nemmeno la grandezza vera della nostra Storia, tantomeno la nostra Cultura.

Pensiamo che l’Australia sia un paese di emigrazione italiana nuova, ma i figli degli emigrati italiani nel paese dopo la seconda guerra mondiale sono già nonni e alcuni sono persino bisnonni. Allora quel che abbiamo descritto per i paesi tradizionali vale anche per l’Australia, il Canada e gli altri paesi nuovi.

Nei paesi europei con grandi comunità italiane, come il Belgio e la Germania, le realtà sono diverse perché la vicinanza al Bel Paese vuol dire che i figli e discendenti degli emigrati hanno potuto tenere contatti più stretti e longevi con l’Italia dei loro parenti ed amici negli altri continenti, però, non dubitiamo affatto che anche in questi paesi le visite ufficiali di personaggi si sviluppano come abbiamo descritto sopra, e allora l’impressione delle comunità non riflette per bene nemmeno queste realtà a chi viene per uno, due o tre giorni con contatti limitati ai “rappresentanti” delle comunità e non con la popolazione italiana in generale.

Allora qualcuno dirà, cosa vuol dire tutto questo con tenere il contatto tra le comunità italiane e l’Italia?

Effetti

Abbiamo visto gli effetti diretti nei primi Stati Generali della lingua italiana a Firenze dove non solo non c’era una rappresentanza massiccia di insegnanti ed addetti ai lavori dall’estero, ma era anche ovvio che chi faceva i discorsi non capiva le moltissime realtà e i problemi da superare per incoraggiare i discendenti degli emigrati italiani in tutto il mondo a imparare la nostra lingua.

Questo vale anche e soprattutto per la promozione della nostra Cultura in generale perché le impressioni sbagliate di come si svolgono gli incontri che abbiamo descritto sopra, troppo facilmente traggono in inganno i rappresentanti dei ministeri e i politici che dovrebbero controllare le realtà per poter fornire le promozioni mirate e necessarie per fare conoscere meglio la nostra Cultura al mondo.

È fin troppo ovvio capire che se le impressioni delle comunità sono sbagliate, allora i progetti destinati a promuovere la nostra Cultura all’estero hanno molto meno possibilità di produrre risultati soddisfacenti a lungo termine.

Queste impressioni non possono migliorare con solo pochissimi parlamentari eletti alle circoscrizioni estere perché i loro seggi così grandi e le sedute parlamentari a Roma vogliono dire che difficilmente possono visitare più di un numero limitato di luoghi all’anno, quasi sempre per motivi ben precisi con contatto limitato oltre i locali consolati e Comites.

Nel menzionare i Comites, dobbiamo riconoscere che, se davvero devono rappresentare per bene queste comunità, come possono farlo solo con membri che sono quasi del tutto della prima generazione e nessuno oltre la terza?

Soluzioni

Soluzioni per queste situazioni sono difficili da trovare, ma abbiamo l’obbligo di cercarle perché sono una chiave fondamentale per creare un programma internazionale efficace per promuovere tutti i nostri prodotti all’estero, a partire dal nostro prodotto più importante e prestigioso, la nostra Cultura, di tutti i tipi.

Sicuramente dobbiamo dare più voce ai nipoti e pronipoti dei nostri emigrati degli ultimi 150 e più anni. Ma questo non si può fare solo in italiano. Dobbiamo fare una breccia nella mentalità che poiché la nostra è la lingua più bella del mondo dobbiamo fare tutto in italiano. Ma dobbiamo anche pensare che non abbiamo mai incontrato una persona di un altro paese che non pensi che la propria lingua sia la più bella del mondo…

Dobbiamo capire una volta per sempre che la faccia ufficiale che i  nostri politici e burocrati vedono delle comunità italiane all’estero non è quella reale e che si tratta di realtà molto più variegate di quel che pensiamo in Italia. Come paese con decine e decine di milioni di parenti e amici all’estero dobbiamo riconoscere che molti di loro non parlano la nostra lingua, tanto meno conoscono il loro passato e patrimonio culturale.

Tutti i corsi per i venditori nel mondo partono con un concetto principale, dobbiamo conoscere i nostri potenziali clienti e, se dobbiamo partire dai nostri amici e parenti all’estero, dobbiamo riconoscere le differenze tra le comunità italiane nel mondo, a volte anche all’interno dello stesso paese.

Perciò, cominciamo a lavorare insieme per creare un sistema che riconosca queste realtà e che le tenga ben in mente quando programmiamo le nostre promozioni internazionali di ogni tipo.

Questo non è un progetto di poco conto, perché promuovere davvero la nostra Cultura è la chiave per rendere ancora più grande il nostro paese e per attirare milioni e milioni di turisti in più ogni anno. Ma non possiamo farlo se non conosciamo chi sono i nostri clienti.

E il punto di partenza è capire che la faccia vera degli italiani all’estero non è affatto quella che si vede nelle funzioni ufficiali. Senza consapevolezza di questa differenza importante rischiamo di lavorare invano.

di emigrazione e di matrimoni

Italians Overseas: The True Face and the Official Face

Everybody overseas knows what happens when an important person in Italy’s bureaucracy or politics has to go to a city with a major Italian community.

We often find ourselves looking at a person and wondering if the face we see is the person’s true one or a presentation that the person wants to give the world to pass on an impression that does not always coincide with what he or she usually is.

This is already makes it hard to judge a person well but how much harder is it to judge a community based on those who should represent it?

In fact, this is the dilemma we must often have to face when we talk about Italians overseas and particularly when we in Italy must judge a reality that is much different from what surrounds us every day in terms of customs, language etc.

So, let us look at what happens when an important person from Rome goes to an Italian community overseas and let us ask ourselves, what do we truly know about these communities as a result of these visits?

Official visit

Everybody overseas knows what happens when an important person in Italy’s bureaucracy or politics has to go to a city with a major Italian community.

The local Consul calls a meeting of the city’s Comites (representative committee), a meeting is organized with the presence of those who speak perfect Italian, the meetings are held in the Consulate or in a place chosen to put the person at ease and the people usually invited to participate are those who are in agreement with the reasons that brought the person to make that very long trip.

Naturally they go to eat at the city’s best Italian restaurants, always accompanied by someone who can ensure that the stay is not interrupted by unwelcome people. Sometimes they eat at the home of a notable local Italian, always choosing as the other guests people who speak Italian and who know how to chat with the guest from Italy.

At the end of the stay the guest is accompanied to the airport to continue on to the next stage of that work trip.

Now, considering this scenario, that is repeated often in every country where there are our relatives and friends overseas, we must ask ourselves, what impression will our representative have had of this community?

Illusion

Effectively, if we think that in the countries where the Italian communities are beyond the fifth generation, the guest’s impression is of a community made up of people who understand our language, who know the details needed for the issues to be dealt with and that the community was able to maintain the best aspects of our Culture.

Unfortunately and sadly, this is almost never the reality and the local people that the guest met are almost always of the first generation, often work for Italian groups, patronati, etc, and even though they know the issues to be dealt with, they are not truly representative of the realities of the community in their city.

In effect this creates the illusion on the part of the guest of a reality that does not exist. So, let us look at what is the reality of our Italian communities around the world.

Reality

In countries like the United States, Argentina and Brazil the Italian communities are well past the sixth generation born in the countries. The descendants of the original migrants know the stories of their families that have been passed down from generation to generation but they do not know the Italian language, just as they do not know the reality of today’s modern Italy and not even the true greatness of our history, let alone our Culture.

We think that Australia is a country of recent Italian migration but the children of the Italian migrants in the country after the Second World War are already grandparents and some cases even great grandparents. So what we described for the traditional countries also applies to Australia, Canada and the other new countries.

In the European countries with large Italian communities, such as Belgium and Germany, the realities are different because the proximity to Italy means that the children and the descendants were able to keep closer touch and longer contacts with Italy than their relatives and friends in other continents, however, we do not at all doubt that even in these countries the official visits by important people from Italy develop as we described above and so the impression of the communities does not reflect well even these realities to those who visit for one, two or three days with contacts limited to the “representatives” of the community and not with the Italian community in general.

So, some will say, what does all this have to do with maintaining contact between the Italian communities and Italy?

Effects

We saw the direct effects at the Estates General of the Italian Language in Florence where not only was there no massive representation of teachers and experts from overseas but it was also obvious that those making speeches did not understand the many realities and the problems to be overcome to encourage the descendants of Italian migrants all over the world to learn our language.

This is also and above all applies to the promotion of our Culture in general because the wrong impression from how the meetings take place overseas as we described above all too easily mislead the representatives of Ministries and politicians who should check the realities in order to be able to provide the targeted promotions needed to make our Culture better known to the world.

It is all too obvious to understand that if the impressions of the communities are wrong, then the projects destined to promote our Culture overseas have less chance to produce satisfactory long term results.

These impressions cannot be improved with only a very limited number of parliamentarians elected in the overseas electorates because their seats are so large and the parliamentary sittings in Rome mean that they can barely visit more than a limited number of places every year, almost always for very specific reasons with limited contacts beyond the local Consulates and Comites.

In mentioning the Comites we must recognize that, if they truly must represent these communities well, how can they do so only with members who are almost all of the first generation and none beyond the third generation?

Solutions

Solutions for these situations are hard to find but we have an obligation to look for them  because they are a fundamental key to creating an effective international programme for the promotion of all our products overseas, starting with our most important and prestigious product, our Culture, of all kinds.

We must certainly give more voice to the grandchildren and great grandchildren of our migrants over the last 150 and more years. But this cannot be done only in Italian. We must create a breach in the mentality that because our language is the world’s most beautiful language we must do everything in Italian. We must also think that we have never met a person from another country who does not think their own language is the most beautiful in the world…

We must understand once and for all that the official face that our politicians and bureaucrats see of the Italian communities overseas are not their true face and that it is always much more varied than we in Italy think. As a country with many tens of millions of relatives and friends overseas we must recognize that many of them do not speak our language, much less know their past and cultural heritage.

All the world’s courses for salespeople start with one main concept, we must know our potential customers and if we want to start with our relatives and friend overseas we must recognize the differences between Italian communities around the world and at times even within the same country.

Therefore, let us start working together to create a system that recognizes these realties and that bears them well in mind when we programme our international promotions of every kind.

This is not a project of little significance because truly promoting our Culture is the key to making our country even greater and to attracting millions and to attracting millions and millions more tourists every year. But we cannot do this if we do not know who are customers are.

And the starting point is to understand that the true face of the Italians overseas is not at all what is seen in the official functions. Without awareness of these major differences we risk working in vain.


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