Le fabbriche delle delusioni – The disappointment factories


di emigrazione e di matrimoni

Le fabbriche delle delusioni

Nessuno scrive un libro per motivi banali. Ogni autore ci mette una parte della propria identità e anima. Ogni libro rappresenta uno sforzo non indifferente per esprimere un messaggio che sia valido per lettori nuovi.

Di Gianni Pezzano

Molti hanno sognato di scrivere un libro, di mettere parole su una pagina per descrivere un mondo che non esiste, o per esprimere emozioni e messaggi importanti, o anche nella speranza di avere un successo mondiale e in quel modo avere il futuro assicurato.

Ma la realtà è ben diversa da quel che molti pensano e per questo motivo chi cerca editori per il proprio libro deve stare attento a non cadere in tranelli che sembrano passi verso il futuro sperato, e invece sono solo un modo per ingannare e deludere chi crede nel proprio lavoro.

Realtà


Il mondo dell’editoria è crudele, e non solo in Italia. Il potenziale mercato per un libro è letteralmente mondiale, e per questo motivo molti editori non cercano autori nuovi con prodotti innovativi, come fanno le altre industrie importanti, ma cercano nomi già conosciuti e quindi facili da vendere con una spesa minore.

Questo è il caso anche per una filiale dell’editoria che è ancora più selettiva per i suoi clienti, il mondo degli agenti letterari che, almeno in teoria, si interessano di far pubblicare i libri di chi è ai primi passi in questo mondo, e invece preferiscono ancora di più chi ha già avuto successo, magari in altri campi e dunque molto ‘vendibile’.

Queste circostanze rendono la vita ancora più difficile per l’autore nuovo e/o sconosciuto.

Tra i grandi editori sono pochi quelli che accettano i manoscritti direttamente dagli autori e alle loro condizioni per la presentazione di una proposta precisano che accettano i manoscritti solo da agenti letterari.

I motivi sono due e il primo è la propria comodità. Nello specificare solo agenti effettivamente pretendono che siano gli agenti ad assicurare che i manoscritti siano già stati finalizzati e un livello più alto di quel che molti autori sono in grado di fare da soli. In effetti questo vuol dire che l’editore deve spendere meno per preparare il libro per l’eventuale pubblicazione.

Il secondo motivo, purtroppo per l’aspirante autore, è che questo rapporto consolidato tra agente ed editore vuol dire che non conviene cercare autori nuovi che si devono pubblicizzare, oppure su temi o soggetti nuovi che comportano un rischio per l’editore.

Crudeltà

Quel che rende questo mondo ancora più crudele è che editori e agenti pretendono che gli autori facciano solo una presentazione alla volta che vuol dire che il tempo necessario per trovare agente/editori è lungo. A meno che l’autore non faccia di nascosto multiple presentazioni nella speranza che qualcuno accolga la domanda.

Peggio ancora, nella stragrande maggioranza dei casi editori e agenti non rispondono alle presentazioni. Dicono soltanto che “se non rispondiamo entro 3/4/5/6 mesi vuol dire che non siamo interessati e allora potrai provare con altri”. Allora l’autore si trova nel purgatorio di incertezza tra speranza e dubbio che finisce   poi in delusione.

Inoltre, nei casi di risposta il messaggio è succinto al massimo, senza parole di incoraggiamento oppure suggerimenti per migliorare il manoscritto e quindi presentabile per altri.


Poi, dulcis in fundo, a rendere la procedura ancora più crudele e deludente ci sono gli editori che offrono un servizio che “aiuta il nuovo autore a mettere il proprio libro sul mercato”.

Di tutte le crudeltà del mondo editoriale, questa è probabilmente la peggiore perché vuol dire che l’autore paga per la delusione di vedere il libro sparire in poco tempo,   con la complicazione che l’uscita vuol dire sicuramente che il libro non uscirà mai con un editore serio. Anche se il libro è più che valido.

Nome beffa

Questi editori si offrono di aiutare nuovi autori a uscire, previo pagamento di parte delle spese della prima edizione. In cambio il libro avrà una presentazione, magari un’intervista in un programma televisivo, aiuto a presentare il libro nel paese/città dell’autore e cosi via. Nel leggere il contratto inviato ai possibili autori, questo sembra promettente ma la pratica è ben lontana da quel che succede dopo la firma.

Questa parte del mondo editoriale ha un nome bruttissimo nel mondo anglosassone, si chiama vanity press, cioè la stampa della vanità. E chissà quanti libri validi sono spariti nella voragine di questi editori.

Quel che il contratto non dice è che la presentazione del libro non è individuale, ma insieme a tre, quattro, cinque o più autori, magari in una libreria piccola che pochi conoscono. Il programma televisivo dove appare l’intervista non è nazionale, ma un programma di un canale minore che quasi nessuno vede perché è tra quelli su cui si passa velocemente con il telecomando quando si è in cerca di qualcosa di nuovo da vedere.

È facile immaginare la delusione degli autori quando si rendono conto che il contratto era solo un modo per poter fare soldi da parte di   un editore che non è interessato a scoprire autori nuovi.


Infine, arriva la beffa una volta che il contratto scade,   quando l’autore cerca un editore serio per il libro e tra le condizioni legge che il libro deve essere “inedito”. Lasciamo stare che il libro è semplicemente sparito dalla circolazione e che quasi nessuno l’ha comprato perché bisogna cercarlo appositamente e come fai a sapere che esiste se non è pubblicizzato nei media e giornali importanti?

Delusioni

Nessuno scrive un libro per motivi banali. Ogni autore ci mette una parte della propria identità e anima. Ogni libro rappresenta uno sforzo non indifferente per esprimere un messaggio che sia valido per lettori nuovi.

Sarebbe interessante sapere quanti di questi libri escono ogni anno non solo in Italia ma anche negli altri paesi in giro per il mondo. Chissà quanti autori poi, dopo la delusione del primo libro, hanno deciso di non scrivere più perché non hanno fiducia in un sistema dove al centro non c’è il manoscritto ma il guadagno facile di pseudo editori .

Poi, il peggiore dei casi, chissà quanti di questi libri siano stati davvero validi e non saranno mai letti dal grande pubblico proprio perché l’autore non sapeva più come fare per mettere in mostra la propria capacità.

Naturalmente ci sono quelli che vogliono semplicemente mettere il loro libro su uno scaffale per mostrare ai parenti, amici e nuovi conoscenti che hanno scritto un libro. Ma quanti scrivono per motivi di semplice vanità, come indica il nome di questi editori in inglese?

Il prezzo vero delle delusioni

Ci sono quelli che scrivono perché hanno davvero idee nuove da proporre, altri scrivono perché hanno capito che ci sono vuoti nell’editoria moderna che non copre certi soggetti e vorrebbero farli conoscere al grande pubblico. E ci sono anche autori nuovi che hanno scritto storie veramente originali, che meritano di essere incoraggiati a sviluppare i loro talenti per scrivere libri importanti.


Invece non scrivono più perché la delusione è stata grande e dolorosa e questo è il prezzo vero di questo tipo di editoria.

Sappiamo che il mondo degli editori è in crisi e non solo in Italia, ma sappiamo anche che i libri giusti vendono ancora in quantità grandi con la giusta promozione, allora dobbiamo porre una domanda agli editori e agli agenti letterari.

Ma davvero devono rendere la vita così difficile a futuri autori importanti per poter finalmente esporre i loro talenti?

Gli editori si lamentano della mancanza di vendite, ma potrebbe anche essere che nella ricerca del “successo sicuro” non riescono più a vedere potenziali successi futuri perché si concentrano solo su personaggi famosi e influencer che oggi sono famosi ma domani non ci saranno più.

Questa è una sfida da affrontare e risolvere perché l’editoria non è solo una parte importante del nostro mondo industriale, ma è ancora molto più importante per migliorare la nostra Cultura e la qualità della nostra vita con libri veri e divertenti e/o informativi che ora si perdono in queste fabbriche delle delusioni.


di emigrazione e di matrimoni

The disappointment factories

Nobody writes a book for banal reasons. Every author puts into it a part of his or her identity. Each book represents considerable effort to express a message that is valid for all readers.

By Gianni Pezzano

Many people have dreamt of writing a book, of putting words on a page to describe a world that does not exist or to express emotions and important messages or even in the hope of having an international success and in that way to ensure their future.

But the reality is very different from what many think and for this reason those who look for publishers for their book have to be careful not to fall into traps that seem steps towards the future they hope for and instead are only a way of deceiving and disappointing those who believe in their work.

Reality

Publishing is cruel and not only in Italy. The potential market for a book is literally worldwide and for this reason many publishers do not look for new authors with innovative products, as other important industries do, but look for names that are already known and therefore easy to sell with a lower cost.

This is also the case for a branch of publishing that is more selective with its clients, the world of literary agents who, at least theoretically, are interested in finding publishers for those who are taking their first steps in publishing but instead again prefer those who have already had success, maybe in other fields, and therefore are much more “sellable”.

These circumstances make life much harder for new and/or unknown authors.

Few of the big publishers accept manuscripts directly from authors and their conditions for submissions state they only accept manuscripts through literary agents.

There are two reasons for this. The first is for their own convenience. When they specify only agents effectively they demand that the agents ensure the manuscripts are already finished and at a higher level than many authors can do on their own. In effect this means that the publishers have to spend less money for preparing a book for publication.

The second reason, unfortunately for the aspiring author, is that this consolidated relationship between agents and publishers means that it is not convenient to look for new authors who must be publicized, or on new subjects and themes which carry a risk for the publisher.

Cruelty

What makes this world even crueller is that publishers and agents demand that authors make only one presentation at a time which means that the time needed to find an agent or publisher is long. Unless the author secretly makes many simultaneous submissions in the hope that someone accepts the request.

Worse still, in the great majority of cases the publishing houses and agents do not answer the submissions. They say only that “if we do not answer in 3/34/5/6 months this means we are not interested and you can try others”. So the author is in a purgatory of uncertainty and doubt that then ends in disappointment.

Furthermore, in the case of a reply the message is short at best, with no word of encouragement or suggestions for improving the manuscript and therefore to make it presentable to others.

And then, to cap it all and making the procedure is even crueller and more disappointing, there are publishers that offer a service that “helps new authors to put their books on the market”.

Of all the cruelty in publishing this is probably the worst because it means that the author pays for disappointment of seeing his or her book disappear in a short time, with the complication that the release will certainly ensure that the book will never be released by a serious publisher. Even if the book is more than valid.

Insulting name

The publishers offer to help new authors be published, subject to payment of part of the costs of the first edition. In exchange the book will be presented, maybe with an interview in a TV programme, help in presenting the book in the author’s city or town and so forth. Reading the contract sent to possible authors this seems promising but the practice is far from what happens after the signature.

This part of publishing has a terrible name in English, the “vanity press”. And who knows how many valid books have disappeared in the abyss of these publishers.

What the contract does not say is that the presentation is not individual but together with three, four or five authors, maybe in a small bookshop that few know. The TV programme does not appear on a national channel but in a programme of a minor channel that almost nobody sees because it is one of those that we pass through quickly with the remote control when we look for something new to watch.

It is easy to imagine that disappointment of authors when they understand that the contract is only a means for making money for a publisher that is not interested in discovering new authors.

Finally we come to the cruellest “joke” of all, when the books is free of the contract and the author looks for a serious publisher for the book and reads in the conditions that the book must be unpublished. Never mind that the book simply disappeared from circulation and almost nobody bought it because that you needed to look for it specifically and how do they know that it exists if it is not publicized in the important media and newspapers?

Disappointment

Nobody writes a book for banal reasons. Every author puts into it a part of his or her identity. Each book represents considerable effort to express a message that is valid for all readers.

It would be interesting to know how many of these books are released each year not only in Italy but also in other countries around the world. Who knows how many authors, after the disappointment of the first book, decided to stop writing because they had no faith in a system where the manuscript was not in the middle of the system but easy revenue for pseudo-publishers?

And then, in the worst of cases, who knows how many of these books were truly valid and will never be read by the wider public for the very reason that the author did not know how to put his or her skills on display.

Naturally there are those who only want to put their book on a shelf to show relatives, friends and new acquaintances that they wrote a book. But how many who write simply for vanity as the name for the publishers suggests?

The true price of the disappointments

There are those who write because they really have new ideas to offer, others write because they understood that there are gaps in modern publishing that do not cover certain subjects and would like to make them known to the greater public. And there are also new authors who write stories that are truly original and who deserve to be encouraged to develop their talents and to write important books.

Instead they no longer write because the disappointment was so great and painful and this is the true price of this type of publishing.

We know that publishing is in crisis and not only in Italy, but we also know that the right books still sell in great numbers with the right promotion so we must ask publishers and literary agents a question.

Do they really have to make life so difficult for future important authors to finally put their talent on display?

Publishers complain of the lack of sales but it could also be that the search for “certain success” they no longer see potential success because they concentrate only on famous personalities and influencers who are famous today but will no longer be around tomorrow.

This is a challenge that must be met and resolved because publishing is not only an important part of industry but it is even more important for improving our Culture and our quality of life with real books that are entertaining and/or informative that are now lost in the factories of disappointment.

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