Il modello Cervia contro l’abusivismo in spiaggia fa scuola a livello nazionale.

Se ne occupano Tg5, Studio Aperto, Agorà, Rai3 oltre a vari quotidiani nazionali. Il Sindaco: ” Il segreto del successo è il coordinamento e sinergia tra Istituzioni e Forze dell’Ordine”.

Il progetto anti-abusivismo adottato dal comune di Cervia insieme a Prefettura, Forze dell’Ordine, Cooperativa Bagnini, Associazioni per la legalità e la tranquillità sulle spiagge è diventato un caso del quale si parla oggi a livello nazionale: numerosi infatti i servizi dedicati su Tg, rubriche e importanti trasmissioni sulle reti nazionali, giornali e radio. Sotto gli occhi di tutti l’importante risultato raggiunto .

” Fino a due estati fa l’arenile veniva spartito da un sistema organizzato che portava allo sfruttamento dei venditori in spiaggia muovendo illegalmente anche importanti flussi di denaro. – dichiara il sindaco di Cervia Luca Coffari- Nonostante i grandi sforzi profusi da parte di tutte le forze dell’ordine, non si era trovata la formula giusta. Poi, grazie al Prefetto e a un’attività di studio congiunto importante abbiamo messo a punto un progetto integrato, basato sulla collaborazione istituzionale e sulla divisione specifica dei compiti tra le forze dell’ordine, sotto lo stretto coordinamento del Prefetto. Una proposta innovativa alla quale abbiamo risposto con slancio, stanziando risorse economiche importanti.

Aver sradicato questo fenomeno è per noi un risultato storico che ha portato molteplici effetti positivi, dall’eliminazione dello sfruttamento dei venditori abusivi e del finanziamento di organizzazioni illecite, all’incremento della tutela dei prodotti e delle aziende del Made in Italy con il risultato di una maggiore tranquillità e sicurezza per i nostri turisti, un beneficio importante per il turismo.

Un grande ringraziamento alla Prefettura di Ravenna, alle Forze Dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto), ai nostri agenti della Polizia Municipale oltre a Cooperativa Bagnini e associazioni che insieme hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo.”

CULTURA, PRIORE: “LE INCOMPRENSIONI TRA MAGISTRATURA E INTELLIGENCE HANNO NOCIUTO PROFONDAMENTE AL PAESE”

 Il giudice a Polla in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Mario Caligiuri “Intelligence e magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione indispensabile”, edito da Rubbettino,   ricorda la sua esperienza diretta dell’attentato terroristico del dicembre del 1973 a Fiumicino dove magistratura e intelligence si ignoravano a vicenda, con esiti negativi per le indagini.

 

“Le incomprensioni tra magistratura e intelligence hanno nociuto profondamente al Paese”. È quanto ha affermato Rosario Priore presentando a Polla l’ultimo libro di Mario Caligiuri “Intelligence e magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione indispensabile”, edito da Rubbettino con la prefazione di Carlo Mosca. Il giudice ha iniziato il suo intervento ricordando la sua esperienza diretta dell’attentato terroristico del dicembre del 1973 a Fiumicino dove magistratura e intelligence si ignoravano a vicenda, con esiti negativi per le indagini. Come si ricorderà Rosario Priore ha seguito dal punto di vista giudiziario alcune delle vicende storiche più delicate del nostro Paese dalle stragi dell’aeroporto di Fiumicino al disastro di Ustica, dal rapimento di Aldo Moro all’attentato a Giovanni Paolo II. Secondo il giudice, “il libro di Caligiuri dovrebbe trovarsi sulla scrivania di tutti i magistrati del nostro Paese perché ha il merito di avviare un dibattito decisivo per comprendere il passato e affrontare il futuro”. Priore ha concluso dicendo che “sono sempre stato contrario sia alla spettacolarizzazione della giustizia, sia alle carcerazioni facili e questo mi ha comportato molte incomprensioni”. Nel corso del suo intervento Caligiuri ha evidenziato che “il mio libro riprende fatti notissimi ma cerca di inquadrarli nell’ottica dei rapporti tra poteri e istituzioni dello Stato, contestualizzandoli nei rispettivi momenti storici”. Ha quindi proseguito dicendo che “la pubblicazione del volume si inserisce in una profonda trasformazione della percezione dell’intelligence da parte dell’opinione pubblica: da luogo delle deviazioni a struttura indispensabile della democrazia, da ambito della previsione a elemento di comprensione della realtà, da strumento esoterico per pochi a pratica indispensabile per tutti”. La manifestazione culturale, moderata dal giornalista de “Il Mattino” Pasquale Sorrentino, si è tenuta alla libreria “Ex libris Cafè” di Michele Gentile ed è stata seguita da Radio Radicale.

Di chi siamo figli?

La nostra cittadinanza non sempre ci definisce personalmente, non siamo solo figli del padre o della madre, siamo anche figli di uno o più paesi. Ma nel caso della cittadinanza ci sono aspetti legali e fondamentali che spesso sono ignorati.

di Gianni Pezzano

 

Ci sono temi che sai ancor prima di cominciare a scrivere che sono controversi ed emotivi, ma non per questo dobbiamo evitarli. In un periodo in cui la  proposta legge sullo ius soli divide il parlamento e il pubblico italiano, una notizia rimbalzata sulla stampa nazionale a proposito di un politico di origine italiana in Australia, dovrebbe farci capire che i temi della cittadinanza e origini sono legati tra di loro, ma tra i due ci sono aspetti pratici che dobbiamo affrontare e che, fino ad ora, sono stati trattati in maniera superficiale da molti politici.

La nostra cittadinanza non sempre ci definisce personalmente: come non siamo solo figli del padre o della madre, siamo anche figli di uno o più paesi. Ma nel caso della cittadinanza ci sono aspetti legali e fondamentali che spesso sono ignorati.

Costituzione

Stranamente incominciamo della costituzione australiana che non permette a cittadini australiani con altre cittadinanze di candidarsi al parlamento federale. Nelle ultime settimane tre parlamentari hanno dovuto affrontare questa clausola costituzionale. Nei casi di due senatori dei Verdi, essendo nati in altri paesi e avendo preso la cittadinanza australiana, non si erano resi conto di essere ancora cittadini dei paesi di nascita e di conseguenza si sono dimessi dei loro seggi nel Senato a Canberra.

Nel terzo caso, un ministro del governo federale si è dimesso dal gabinetto quando ha scoperto che era stato registrato al consolato italiano come cittadino italiano, apparentemente “a sua insaputa”. Non entro in merito del caso particolare e sul come sia stato registrato all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), ma i semplici fatti che sia nipote di emigrati italiani, che il suo cognome sia di origine inglese, che non parli l’italiano e che non abbia mai vissuto nel Bel Paese dovrebbero farci pensare alle conseguenze di concedere la cittadinanza italiana all’’estero dopo più generazioni.

Sarebbe facile fare ironia sul politico italo-australiano maldestro, ma dobbiamo ricordare che in Italia ci sono stati giocatori argentini di calcio, compresi almeno due che hanno giocato in società della Serie A, che hanno falsificato documenti di nascita per poter giocare senza essere soggetti alle regole che governano gli extracomunitari. Infatti, considerando ben oltre un secolo di emigrazione italiana in Argentina, sarebbe sciocco pensare che non ci siano altre persone attualmente che entrate con documenti falsi per essere considerati come cittadini italiani. E come l’Argentina anche altri paesi di emigrazione italiana.

Teorie ed emozioni al posto di realtà

Quando consideriamo gli italiani residenti all’estero spesso dimentichiamo che molti ormai sono ben oltre la terza generazione nata in altri paesi. Nella stragrande maggioranza dei casi quelli dalla terza generazione in poi parlano pochissimo l’italiano, non sanno quasi niente delle regioni e i paesi d’origine in Italia dei loro (bis) nonni e sanno ancora meno della nostra cultura che fa parte integrale della nostra identità.

Inoltre, man mano che passa il tempo i nipoti degli emigrati originali sposano sempre più spesso non italiani, cosi molti di loro non solo non mantengono più i cognomi italiani, ma hanno anche patrimoni personali che sono non solo italiani, ma anche di altri paesi.

Nel caso del famoso attore americano Robert De Niro che ha fatto ricerche sulle sue origini in Italia, il suo nonno paterno era italiano, ma gli altri erano una miscela di famiglie inglesi, olandesi, tedesche, francesi e irlandesi (come riportato dal sito (www.imdb.com, il maggiore sito internet per il cinema).

Malgrado coloro che parlano di “sangue italico” non esiste un DNA da poter identificare in termini di nazionalità e quindi sarebbe impossibile identificare potenziali cittadini con una semplice prova scientifica.

Queste combinazioni di origini degli oriundi non toglie niente all’orgoglio delle loro origini e al voler conoscere il loro patrimonio famigliare personale. Infatti, sono una risorsa enorme per il Bel Paese e nel corso del tempo stanno diventando una fonte importante di turismo alla ricerca della proprie origini.  Ma davvero possiamo considerarli italiani al 100% in eterno come alcuni vorrebbero fare?

Cittadinanza Vs. Origini

Questo è un tema fondamentale che dovrebbe essere affrontato nel dibattito sullo ius soli  in Italia.

Nell’emotività di considerare che “chi nasce italiano è italiano” come sostengono molti di quelli che difendono lo ius sanguinis attuale,  si dimentica non solo chi nasce in Italia da genitori stranieri, fa le nostre scuole e parla la nostra lingua, ma anche chi nasce all’estero che non sa quasi niente del paese che gli vorrebbe dare la cittadinanza.

Per molti questa ultima frase potrebbe sembrare una bestemmia e costoro la negherebbero automaticamente nel difendere la legge di cittadinanza vigente, però lo farebbero ben sapendo lo stato vero degli oriundi oltre la terza generazione nata all’estero.

Nel considerare gli italiani all’estero dobbiamo riconoscere che ci sono, secondo le cifre fornite dalla Farnesina, 5 milioni di cittadini italiani e circa 85 milioni di discendenti. Queste cifre non possono mai essere precise al 100% a causa dei cambi demografici sopraccitati e nessuno può dire con certezza quanti degli 85 milioni di discendenti hanno attualmente diritto alla cittadinanza.

Nel considerare e modificare la legge di cittadinanza il parlamento italiano deve tenere ben presente la differenza tra “cittadinanza” e “origini”. Non sempre  coincidono e sappiamo anche che ci sarà sempre qualcuno che cercherà d sfruttare queste incertezze.

Futuro

In ogni caso, non importa quale sarà il futuro della legge di cittadinanza, l’Italia deve affrontare le generazioni di oriundi all’estero e capire che molti di loro vorranno cercare le proprie radici e che il paese non è attrezzato per poter aiutare loro in modo efficace. Infatti, l’interesse di molti a scoprire il loro passato dovrebbe incoraggiarci ad aumentare i nostri sforzi e rendere più facile imparare l’italiano all’estero, per studenti come anche per adulti.

Nel corso dei molti decenni guerre e disastri naturali hanno distrutto gli archivi di molti comuni. A peggiorare le ricerche è anche il cambio di cognomi e la perdita della memoria storica famigliare che rende difficile individuare con precisione i paesi d’origine degli oriundi. Ciò nonostante dobbiamo incominciare a tenere in conto la voglia degli oriundi e fornire i mezzi necessari per poterli aiutare.

Coloro che si oppongono alle spese di questi servizi dovrebbero capire che sarebbero più che coperte da chi eventualmente ne trae benefici  per i soldi spesi da chi verrebbe in Italia alla ricerca del proprio passato.

Il futuro della legge di cittadinanza deve assolutamente tenere conto dei cambiamenti demografici enormi nel Bel Paese che sicuramente continueranno per almeno il prossimo futuro come anche della realtà degli italiani che sono all’estero da generazioni. Non sono temi da poco conto e sono da affrontare in modo serio e metodico e non soltanto con le emozioni che alcuni hanno utilizzato fino ad ora per bloccare la proposta legge.

Volente o nolente e in ogni senso la legge di cittadinanza è la legge che definirà l’Italia per i prossimi decenni e dovrebbe essere trattata come merita e per la sua vera importanza.

 

 

 

Il Comitato per il No fissa al 2 ottobre la proposta per la nuova legge elettorale

 ‘L’obiettivo da raggiungere è una legge elettorale coerente con l’esito del voto dei cittadini che a grande maggioranza hanno detto No’

Di Alfiero Grandi

vice presidente vicario Comitato per il No

 

Il 2 ottobre i Comitati referendari porranno di nuovo con tutta la forza di cui sono capaci la richiesta di una legge elettorale nuova, coerente per Camera e Senato che chiuda con la fase dei porcellum, degli italicum e consenta agli italiani di eleggere un parlamento credibile, che recuperi la fiducia dei cittadini, compromessa da anni di effetti perversi del maggioritario che abbiamo conosciuto. La nuova legge elettorale è una richiesta venuta anche dal Presidente della Repubblica con la quale siamo d’accordo.

Dopo la bocciatura netta e forte del referendum del 4 dicembre 2016 dei tentativi di stravolgimento della Costituzione voluti da Renzi ora è il momento di ottenere una legge elettorale coerente con l’esito del voto dei cittadini che a grande maggioranza hanno detto No. L’Italicum è la legge elettorale coerente con quel tentativo bocciato di stravolgimento della Costituzione, tanto è vero che valeva solo per la Camera, visto che si dava per superato il Senato. Il giudizio della Corte costituzionale, su nostra richiesta, ha duramente rimesso in discussione l’Italicum e quindi oggi ci troviamo con due sistemi elettorali diversi e per tanti versi incoerenti.

La richiesta al parlamento di approvare una nuova legge è già stata avanzata dai Comitati referendari con una petizione popolare che ha posto due questioni centrali: una forte iniezione di proporzionale e il diritto degli elettori di eleggere tutti i loro rappresentanti. Purtroppo il parlamento ha perso mesi prima di procedere e quando finalmente ha iniziato a lavorare ha subito l’influenza nefasta delle forze politiche principali, in particolare del Pd, che ha cambiato più volte posizione, anche in modo radicale, salvo trarre la conclusione dal primo incidente di percorso parlamentare che non se ne può far nulla. La legge elettorale non può essere monopolio di qualcuno e  tanto meno sequestrata dalle forze politiche perchè è un diritto sacrosanto dei cittadini e un interesse fondamentale del sistema democratico.

Infatti se il parlamento non è credibile tutto il sistema istituzionale ne risente, a partire dalla sua qualità intrinseca e per la scarsa rappresentatività effettiva.

La questione rappresentattività è oggi centrale per riavvicinare i cittadini alla loro rappresentanza, altrimenti proseguirà un divorzio ormai lungo e preoccupante che può allontanare definitivamente tanta parte del paese dalle scelte politiche, verso l’astensione o il voto di protesta.

Non è vero che la legge elettorale è questione dei gruppi dirigenti. Anzi i gruppi dirigenti vorrebbero perpetuare un parlamento subalterno e senza identità, con parlamentari corrivi ai capipartito e al governo del momento. Anche i parlamentari così vengono frustrati nel loro ruolo e la loro qualità si abbassa drammaticamente fino a provocare un divorzio dal paese reale.

Solo un parlamento rappresentativo può rispondere alle aspettative del paese, alle domande di fondo dei cittadini. Pensiamo ad alcuni punti: diritti di chi lavora, politiche per l’occupazione, sistema dell’istruzione, diritti garantiti nella sanità, nelle pensioni, ecc.

Se resterà un parlamento di nominati le risposte saranno ancora una volta deludenti.

Solo un parlamento permeabile alla società, rappresentativo delle istanze dei cittadini sarà in grado di rispondere e la premessa indispensabile è che i parlamentari siano liberi di decidere e rispondano delle loro scelte non ai capi partito ma ai cittadini che che li hanno eletti.

Per questo la possibilità di eleggere tutti i parlamentari è una svolta indispensabile, istituzionale e politica.

Non a caso questo parlamento, in gran parte di nominati, eletto con il porcellum, sembra incapace di rispondere anche alla domanda fondamentale che riguarda il suo ruolo e cioè approvare una legge elettorale coerente e innovativa.

Il maggioritario non ha risolto nulla, nemmeno quando Berlusconi ha avuto 100 deputati di maggioranza. Regalare con artifici la maggioranza dei parlamentari ad una minoranza di elettori è non solo contrario alla nostra Costituzione ma è inutile perchè in un modo o nell’altro la maggioranza finisce con il farsi sentire, come dimostrano i referendum del 2011, perduti da Berlusconi, che ne hanno avviato la fine politica.

Non è vero che il maggioritario consente stabilità. Semmai la stabilità di governo può e deve essere il frutto di un’intesa politica e di meccanismi come la sfiducia costruttiva che in Germania ha dato buona prova.

Un conto è la rappresentanza e altro è la governabilità. Chi vuole imporre la governabilità in realtà vuole semplicemente imporre le sue idee di minoranza alla maggioranza e questo non è democratrico e non risponde ai principi della nsotra Costituzione.

Il 2 ottobre lanceremo una campagna di mobilitazione nel paese per coinvolgere le persone, per contattare i parlamentari, per premere sui partiti, per tentare di spostare le opinioni fin troppo rassegnate alla deriva degli eventi attuali.

Nasce Bilancio Online, per tenere sotto controllo le spese famigliari

Una giovane start-up made in Italy nata con l’idea di fare un semplice sistema di prima nota, che si avvale di  una piattaforma allo stesso tempo semplice e gradevole da utilizzare ma anche professionale e ricca di funzionalità.

 

È nato da pochi giorni Bilancio Online, il servizio che permette di gestire velocemente e facilmente le prime note spese di una famiglia o di un’associazione, registrandole online. Note che sfruttando le potenzialità del Cloud sono sempre consultabili in qualsiasi parte del mondo in modo da tenere sempre sotto controllo le spese quotidiane della famiglia. Per l’occasione abbiamo fatto alcune domande al team di lavoro dietro questo nuovo servizio, per capire meglio perché hanno deciso di realizzare e  come funziona questo nuovo servizio. Partiamo dall’inizio: chi c’è dietro Bilancio Online? Siamo una giovane start-up made in Italy. Siamo partiti con l’idea di fare un semplice sistema di prima nota, ma essendo ambiziosi abbiamo fatto evolvere il progetto creando una piattaforma allo stesso tempo semplice e gradevole da utilizzare ma anche professionale e ricca di funzionalità. Perché avete pensato a questo nuovo tipo di servizio? Le piattaforme provate fin’ora non ci soddisfavano poichè carenti dal punto di vista funzionale o con un’interfaccia troppo poco user-friendly e piacevole graficamente. Così abbiamo deciso di metterci in gioco. E perché un’applicazione in Cloud? La nostra parola chiave è Cloud, sinonimo di affidabilità dei dati e accessibilità in ogni luogo tu sia e con qualsiasi dispositivo. Tutti i dati con il Cloud sono al sicuro e possono essere scaricati sul proprio computer quando lo si desidera. Il servizio è realizzato in tecnologia responsive quindi è utilizzabile ovunque sia da desktop che da smartphone e tablet. La sicurezza e la privacy per noi sono una priorità perché anche noi utilizziamo Bilancio Online. I nostri server si trovano in Italia nella server farm di Aruba, fornitore leader in Italia ed Europa di soluzione cloud. I nostri server sono sorvegliati 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e godono di un’infrastruttura sicura finalizzata a garantire il funzionamento stabile e sicuro. Il backup dei dati viene effettuato ogni 24 ore. La sicurezza dei dati trasmessi è garantita dal protocollo SSL a 256 bit e il software di Bilancio Online viene sviluppato internamente, questo ci permette di avere il completo controllo su tutto il processo e garantire ai nostri utenti la massima riservatezza. Quanto costa il servizio? I primi utenti otterranno una licenza gratuita per almeno 3 mesi dalla data di registrazione. Molti servizi offrono una versione gratuita limitatissima e diversi piani a seconda delle funzioni che si preferiscono. Noi abbiamo deciso che non ci sono utenti di serie A e utenti di serie B, quindi tutti possono usare gratuitamente tutte le funzionalità della piattaforma per diversi mesi prima di decidere se adottarla definitivamente. Il prezzo che chiederemo dopo i primi mesi gratuiti, per garantire dei server sempre più veloci e nuove funzionalità, è di solo 1€ al mese fatturati annualmente. Per saperne di più sul servizio rimandiamo al sito internet ufficiale all’indirizzo www.bilancio.online.

 

 

Villa Pennisi in Musica 2017

MUSICA SENZA FRONTIERE, Ezio Bosso, Solis String Quartet, Ilaria Graziano e Francesco Forni tra gli ospiti di quest’edizione e una novità: #DestinazioneClassica una serie di concerti nell’Aeroporto di Catania ispirati alle rotte dei voli in partenza. Ad Acireale dal 2 al 13 agosto una kermesse musicale unica in Italia che coniuga grande musica, architettura, design ed eco-sostenibilità.

Anche quest’anno Villa Pennisi in Musica offre una visione diversa e di quello che è un Festival estivo con la sua formula di “cantiere musicale” che unisce una Summer School nella quale sono affrontati tutti gli aspetti relativi alla formazione di professionisti della musica dal vivo e un Festival di Musica.

 

La novità di questa edizione – in collaborazione con SAC, società che gestisce l’aeroporto di Catania – è #DestinazioneClassica, un ciclo di quattro mini-concerti, eseguiti da formazioni cameristiche internazionali ospiti di VPM17, sullo sfondo delle architetture contemporanee del terminal. In programma, brani di autori europei legati ad alcune destinazioni dei voli del giorno. Ulteriori dettagli dell’inedito progetto saranno illustrati a seguire.

 

Come di consueto a Villa Pennisi saranno abbattuti i limiti di genere aprendo un canale di comunicazione tra il pubblico della “classica” e quello della musica popolare. Il festival infatti apre il 2 agosto con Ilaria Graziano e Francesco Forni, giovane duo napoletano acclamato da pubblico e critica in un concerto a Santa Maria La Scala, frazione sul mare di Acireale in una cornice mozzafiato sul porticciolo del piccolo borgo. Si prosegue il 3 agosto con i Solis String Quartet in piazza Duomo e il loro progetto Vesevus, una rilettura del repertorio napoletano del Cinquecento e del Seicento che ne rispetta le melodie, ma ne aggiorna armonie e ritmi con gusto di derivazione di volta in volta jazzistico, folk, cameristico e contemporaneo. Dal 4 al 7 agosto una serie di concerti di classica sparsi per la città. L’8 agosto ci sarà l’inaugurazione della struttura ReS – fulcro del workshop di ArchLAB di VPM – con la messa in scena del Combattimento di Tancredi e Clorinda ad opera dell’Ensemble Alraune, sulla scia delle celebrazioni per i 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi. Il 9 agosto docenti e studenti insieme sul palco in un programma eclettico da Bach a Cage, mentre il 10 agosto  Fabien Thouand – primo oboe della Scala e docente dei corsi di VPM presenterà suo disco Deutsche Grammophon accompagnato al pianoforte da Andrea Rebaudengo. L’11 agosto Michele Campanella che ha appena inciso la Sonata di Listz in si minore per la prima volta nella sua lunghissima carriera, presenterà il suo ultimo CD (VDM records). Il 12 agosto il Sestetto Stradivari si esibirà in una serata dedicata a Strauss e a Pirandello, con la partecipazione dell’attore Fiorenzo Madonna che interpreterà la novella Stefano Giogli, uno e due, ideale ponte tra Capriccio e Metamorphosen di Strauss. Chiude la nona edizione del festival, il 13 agosto, Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra di grande versatilità, ospite per la terza volta a VPM, questa volta con il programma Carta Bianca a EZIO BOSSO insieme agli studenti del suo corso di interpretazione Musica Libera e con gli altri artisti di VPM.


VILLA PENNISI SUMMER SCHOOL

Si crea e si costruisce il palcoscenico, si realizza l’illuminazione più adatta, si studia la migliore propagazione possibile del suono prodotto sulla scena e si prepara, infine, l’esecuzione dal vivo. Gli studenti, i giovani talenti e i Maestri d’eccezione collaborano quindi per progettare e costruire ReS – RESONANT STRING SHELL, una SCENA ACUSTICA che ottimizza la fruizione della musica da camera all’aperto. ReS ha vinto il PETER LORD AWARD 2015, assegnato dall’Institute of Acoustic (UK) per la sua eccezionale e innovativa progettazione acustica.

 

OFFERTA DIDATTICA e FORMATIVA

ARCH LAB – workshop di autocostruzione tenuto da Gridshell.it, sotto la guida del Prof. Sergio Pone del DIARC di Napoli e dell’ingegnere acustico Serafino Di Rosario. Studenti di tutta Italia costruiranno da zero ReS – Resonant String Shell – scenografia acustica per il perfetto concerto all’aperto NON amplificato. –

INFO http://www.vpmusica.com/archlab/

 

SOCIAL LAB – novità dell’Edizione 2017 – Organizzato e tenuto dal prof. Davide Bennato lo scopo del modulo è quello di sviluppare in maniera collaborativa delle strategie di comunicazione della cultura che usino i social media come principale strumento di comunicazione. INFO http://www.vpmusica.com/social-lab/

 

MASTERCLASS – sono i Corsi di Alto perfezionamento musicale di Villa Pennisi in Musica. Oltre agli habitué Michele Campanella e Sestetto Stradivari, ci sono le conferme di Roberto Gonzalez – Primo violino della ANSC e  Fabien Thouand – primo oboe de La Scala di Milano.  INFO http://www.vpmusica.com/masterclass/

 

MUSICA LIBERA – dopo il grandissimo successo del concerto di chiusura dell’edizione 2016 di VPM Ezio Bosso torna ad Acireale con il progetto Musica Libera che offre varie modalità di partecipazione: portare un brano che si vuole approfondire col Maestro, un brano che si vuole provare o un programma che si sta preparando per un concerto o un esame, una composizione personale da confrontare, si potranno portare domande inerenti alla musica e sul come fare musica. Si parlerà di fare musica, di suono, di sicurezza di sé, di memoria, di tecniche di ascolto, di suono e di spazio e di tanto altro. Tutto questo prendendo spunto dal creare musica come atto condiviso, che rende ognuno protagonista e suono.

INFO – http://www.vpmusica.com/ezio-bosso-musica-libera/

 

VILLA PENNISI in MUSICA

Villa Pennisi Musica nasce nel 2009 per volere dell’Associazione M.A.R. Musica – Arte – Ricerca.  Una piattaforma moderna di produzione d’idee, partner innovativo per chi richiede alla cultura di divenire spettacolo senza perdere la profondità e i contenuti che la rendono arte. Prendendo spunto dall’opera di Francesco Pennisi (1934-2000), compositore, scrittore, grafico e pittore, fondatore di Nuova Consonanza, nato ad Acireale e cresciuto tra le mura dell’omonima villa, negli ultimi cinque anni l’Associazione MAR ha dato vita a concerti e spettacoli arricchendo l’offerta culturale e turistica di Acireale allo scopo di sviluppare un sistema di produzione integrato e autosufficiente. Corsi, concerti, workshop, seminari, installazioni, tutto ciò che contribuisce a emozionare e avvicinare il pubblico alle discipline artistiche trova in MAR un luogo ideale di realizzazione.

 

COSTRUIRE E PENSARE SOSTENIBILE

Tutti i materiali utilizzati per VPM sono a basso contenuto di energia grigia (sostenibilità ambientale) e a basso costo (sostenibilità sociale), con attenzione a tutto il ciclo produttivo. Così la struttura/palco (ReS – Resonant String Shell), costruita nella sua prima versione durante l’edizione 2012 su progetto di Gridshell.it e Buro Happold Engineering – International, è divenuta oggi l’oggetto di una ricerca promossa dall’Associazione MAR (che organizza VPM) e condotta dagli autori con l’integrazione dell’Università Federico II Napoli.  

Il cuore delle attività sarà come sempre Villa Pennisi, magnifico palazzo ottocentesco, già dimora dei reali d’Italia e sede del Grand Hotel de Bains, nella quale crebbe Francesco Pennisi, compositore fondatore di Nuova Consonanza.

 

EZIO BOSSO

Ezio Bosso Direttore D’orchestra, Compositore, pianista all’occorrenza come ama definirsi, Bosso nasce a Torino in una famiglia operaia ma sin dai precoci esordi dimostra quella tensione a superare i confini nazionali che ha caratterizzato tutta la sua lunga carriera. A 16 anni debutta in Francia come solista, compie poi gli studi di composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collabora con diverse orchestre europee.

Eclettismo, versatilità e generosità sono i tratti distintivi del suo percorso artistico ed è ricca la lista delle collaborazioni con prestigiose istituzioni musicali e con stagioni concertistiche dove si è esibito come compositore o esecutore, come direttore d’orchestra o membro di formazioni cameristiche: Royal Festival Hall di Londra, Sydney Opera HousePalacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colón di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston SymphonyAuditorium Parco della Musica Roma, Teatro Comunale di Bologna, Festival di PereladaTeatro La Fenice di Venezia, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, KKL Luzern.

Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (sinora è l’unico non australiano premiato) o il Syracuse New York Award in USA, la sua musica è commissionata o utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener StaatsoperRoyal Opera HouseNew York City BalletThéâtre du ChâteletSan Francisco BalletTeatro Bolshoij di Mosca per citarne alcune; da prestigiosi coreografi (Christopher WheeldonEdwaard LiangRafael Bonachela), per la musica di scena di opere teatrali da registi di fama come James Thierrée e nel cinema da registi di fama internazionale, quali Gabriele Salvatores. A Londra, dove risiede da tempo, è stato lungamente direttore artistico di The London Strings.

Importanti anche le collaborazioni con grandi solisti, fra cui vale ricordare il rapporto che lo lega al violino solista Sergej Krylov, con cui nel 2014 debutta con la Fantasia per Violino e Orchestra alla testa della London Symphony Orchestra.

Nel 2015 The Arts News Paper e Penelope Curtis, direttore di Tate Britain, hanno definito il suo concerto alla Ikon Gallery – tenutosi all’interno dello spazio d’esposizione dell’opera pittorica 3 Drawing Rooms di David Tremlett – l’evento artistico dell’anno del Regno Unito.
Nello stesso anno è stato scelto dall’Università Alma Mater di Bologna per scrivere e dirigere la sua Quarta Sinfonia dedicata alla Magna Charta delle Università Europee e che contiene il primo inno ufficiale di questa primaria istituzione mondiale.

Prima della pubblicazione nel 2015 di The 12th Room, debutto discografico come solista al pianoforte – album poi interamente ri-registrato per Sony Classical e distribuito nel 2016 – ha registrato un nutrito numero di album che offrono un ampio panorama della sua versatilità e raffinatezza come compositore, interprete e direttore d’orchestra:
Seasong 1 To 4 And Other Little Stories, 2011; Music For Weather Elements, 2010;
Symphony N.2 “Under The Trees’ Voices”, 2010; Six Breaths, 2009; Symphony No.1 “Oceans”, 2009; Road Signs / Variations, 2008; Violin Concerto No.1 “The Esoconcerto”, 2006; String Quartet No.5, Music For The Lodger, 2005; The Way Of 1000 And One Comet, 2004.

Nel 2016 Sony Classical ha pubblicato l’antologia “Ezio Bosso…and the things that remain (from 2004 to the present day)” composta da due CD che raccolgono alcuni fra i momenti salienti di tutti gli album e un DVD contenente otto video, con esecuzioni sia al pianoforte solo sia in duo con il violoncellista Relja Lukic, registrati nel settembre 2016.

Il 2016 è stato l’anno che ha consacrato Bosso fra gli artisti più attivi in Italia e di maggior successo con oltre 100.000 biglietti venduti, un unanime plauso di critica e un entusiasmo sempre caloroso anche a fronte di programmi “colti”, pensati appositamente per coinvolgere lo spettatore in un percorso conoscitivo ed emotivo attraverso alcune fra le massime espressioni della musica. ChopinBachCage sono stati vissuti dal pubblico – e fra questo dai molti che per la prima volta in quei concerti ne facevano esperienza d’ascolto – con naturalezza ed interesse, affascinati dalla coinvolgente esperienza musicale tra virtuosismo e narrazione poetica ed ironica che contraddistingue le sue esibizioni. Una vocazione a divulgare la musica che racconta le basi etiche e intellettuali dell’uomo Bosso e che ne hanno segnato l’amicizia con uno dei Maestri assoluti dell’interpretazione novecentesca, Claudio Abbado, a cui era legato da reciproca profonda stima e da affetto.
Impegno culturale ma anche sociale che si esprime nell’attività svolta a favore di Palazzo Barolo, una delle grandi dimore barocche di Torino, trasformata oggi in vivace centro di divulgazione culturale e sede dell’Opera Pia Giulia di Barolo attivissima nel territorio per l’assistenza al disagio sociale e fisico e con l’Associazione Mozart14 uno dei lasciti sociali del maestro Abbado portato avanti con impegno raro dalla figlia Alessandra.

A ottobre 2016, dopo 6 anni di assenza dal podio, Ezio Bosso è tornato ad uno dei capisaldi della sua visione musicale, la direzione d’orchestra, con un clamoroso e attesissimo debutto sul podio dell’Orchestra Filarmonica della Fenice di Venezia in qualità di direttore, con l’impegnativo programma impaginato con il terzo Concerto Brandeburghese di Bach, la Sinfonia n.4 “Italiana” di Mendelssohn e il virtuosistico quanto affascinante Concerto per violino “Esoconcerto”, composto da Bosso e con Sergej Krylov funambolico solista.
Dopo il successo veneziano, registrato da Sony Classical per un album di prossima pubblicazione internazionale, Ezio Bosso è stato nominato Direttore Principale Ospite presso il Teatro Comunale di Bologna, dove il 22 Dicembre 2016 ha diretto di nuovo un importante concerto sold out, preceduto da giorni di prove aperte al pubblico, esperienza conclusasi nel Giugno 2017, non prima di aver diretto il Concerto per la Terra, tenutosi in Piazza Maggiore a Bologna, evento che ha visto la partecipazione di circa 8000 persone e suscitato due standing ovation.

Il 30 marzo 2017 Ezio Bosso si è esibito al celeberrimo KKL di Lucerna completamente esaurito, incassando due standing ovation e oltre quindici minuti di applausi.

 

Unicef Italia, a Raqqa in Siria bambine date in sposa ai combattenti e bambini reclutati da Isis

SIRIA: IACOMINI (PORTAVOCE UNICEF ITALIA) “A RAQQA BAMBINE DATE IN SPOSA A COMBATTENTI E BAMBINI DI 9 ANNI RECLUTATI DA ISIS E MANDATI A MORIRE”

 “Arrivano testimonianze raccapriccianti dai bambini in fuga da Raqqa raccolte da nostri operatori UNICEF” lo dichiara Andrea Iacomini Portavoce UNICEF Italia “Abbiamo evidenze di bambine costrette a sposarsi giovanissime con i combattenti, vittime di matrimoni precoci o date in sposa ai cugini da genitori disperati per non farle finire nelle mani dei “fighters”. Altre, in lacrime, ci raccontano di essere state costrette ad andare a scuola sempre vestite di nero” prosegue Iacomini “Molti i giovani fatti sparire improvvisamente, tantissimi i minori non accompagnati che necessitano assistenza immediata. Alcuni ragazzi ci hanno raccontato di essersi dati alla fuga e salvati da spari e proiettili correndo da un tetto all’altro della città altri di aver fatto lo slalom tra le mine antiuomo disseminate ovunque”” Ciò che più colpisce” conclude “è l’impressionante numero di bambini di nove/dieci anni reclutati da Isis e costretti a combattere contro la loro volontà le cui bare, affermano alcuni sopravvissuti, una volta uccisi, spesso tornano alle loro famiglie disperate. Non possiamo assistere ad uno spettacolo di questo tipo. A Raqqa non ci sono solo combattenti ma migliaia di bambini e famiglie innocenti intrappolate. Rinnoviamo come UNICEF il nostro appello alle parti in conflitto affinchè tengano lontani i bambini da tutte questa atrocità e forniscano loro protezione e urgenti aiuti umanitari di cui necessitano”.

MARCHIO DI QUALITA’ “OSPITALITA’ ITALIANA”

PER LE IMPRESE DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA. PUBBLICATA LA MANIFESTAZIONE D’INTERESSE PER L’EDIZIONE 2018

 

La Camera di commercio di Reggio Calabria rende noto che è stata pubblicata sul sito istituzionale www.rc.camcom.gov.it la manifestazione d’interesse per l’assegnazione del marchio di qualità “Ospitalità Italiana” alle imprese della Città Metropolitana di Reggio Calabria per l’annualità 2018.

 

Il marchio “Ospitalità Italiana”, che la Camera promuove da anni in collaborazione con I.S.NA.R.T. – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, agenzia del sistema camerale per la realizzazione di studi e pubblicazioni sul turismo, costituisce elemento distintivo e competitivo delle strutture turistico-ricettive del territorio metropolitano che hanno scelto la qualità come obiettivo da perseguire.

 

Anche per l’edizione 2018, come già per la passata edizione, – ha dichiarato il Presidente della Camera Antonino Tramontanal’iniziativa si pone come ulteriore obiettivo quello di sensibilizzare tutte le strutture aderenti affinché potenzino il loro legame con il territorio, con una particolare sensibilità ed attenzione ai valori della tipicità ed alla valorizzazione dei prodotti/servizi e delle risorse turistico-culturali locali.Oltre alla consegna dell’attestazione relativa al conseguimento del marchio, che annualmente avviene nel corso di un’apposita cerimonia, saràinfatti riconosciuta una specifica menzione per le strutture che si saranno contraddistinte per il loro legame con il territorio. Inoltre,le imprese certificate continueranno ad essere soggetti attivi in tutte le iniziative che la Camera sta realizzando per la promozione e valorizzazione delle risorse turistiche e culturali del territorio metropolitano. 

 

Il marchio Ospitalità Italiana è rivolto alle imprese della Città Metropolitana di Reggio Calabriache operano nei seguenti settori:Alberghi; Ristoranti nelle varie tipologie (Ristorante Tipico, Ristorante Gourmet, Ristorante Classico Italiano, Ristorante Internazionale, Ristorante Pizzeria); Bed & Breakfast; Agriturismi nelle varie tipologie (Agriturismo ricettivo con camere, Agriturismo ricettivo con appartamenti, Agriturismo ricettivo con appartamenti e camere, Agriturismo ristorativo); Agenzie di viaggio; Negozi tipici alimentari (negozi che tra l’altro promuovono e commercializzano prevalentemente prodotti del territorio); Agenzie di Intermediazione immobiliare ad uso turistico (seconde case); Stabilimenti balneari.

 

L’assegnazione dei marchi è attribuita agli operatori in possesso dei requisiti previsti dalla Manifestazione di interesse che inoltreranno, per la prima volta, domanda di adesione all’iniziativa.

Tutte le imprese già assegnatarie del marchio Ospitalità Italiana nella scorsa edizione dell’iniziativa saranno oggetto di valutazione d’ufficio e, pertanto, non hanno la necessità di ripresentare la propria candidatura.

 

L’adesione all’iniziativa potrà essere inviataentro il 20.08.2017 secondo le modalità riportate nella Manifestazione.

 

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito istituzionale www.rc.camcom.gov.it nella sezione “Turismo”.

Parlamento: problema vitalizi è ennesimo fumo negli occhi ai cittadini. Problema vero è autodichia Camere

Maurizio Turco e Irene Testa, della presidenza del Partito Radicale hanno dichiarato:

“Per una intera legislatura una forza elettorale importante ha a più riprese violato l’articolo 67 della Costituzione pretendendo dagli eletti sotto il proprio simbolo che rappresentassero il proprio movimento e non la Nazione ed esercitassero le loro funzioni con pieno vincolo di mandato.

L’assistere impassibile dell’intero Parlamento a fronte di questa reiterata violazione ha dato misura di sé e del valore che ciascun parlamentare e tutti insieme danno del proprio mandato e del Parlamento nel suo insieme.

Ci si è concentrati sull’abolizione dei vitalizi pregressi affinché l’abolizione sostanziale dell’articolo 67 della Costituzione, il valore e la funzione del parlamentare e del Parlamento in una democrazia liberale, non riguardi solo l’oggi ma colpisca anche il passato.

Si è fatto il confronto con le pensioni ma il vitalizio non è una pensione; si è addirittura parlato di passare dal retributivo al contributivo, come per tutti i cittadini, ma le rendite non si fondano su quei parametri.

Per arrivare infine a prendere per buona la vulgata che un parlamentare è un dipendente.

Una serie di falsità che sono entrate addirittura nel dibattito parlamentare di un Parlamento che ha perso coscienza della propria funzione.

Se dovessimo prendere per buone queste assurdità, il prossimo passaggio dovrebbe essere il ricalcolo di 12milioni di pensioni erogate sulla base del sistema retributivo; per non dire dei baby pensionati.

In tutto questo non c’è stata nessuna iniziativa politica altrettanto forte che mettesse in discussione quello che è il vero scandalo del parlamento italiano, l’autodichia delle Camere, feticcio superato nel resto del mondo e mantenuto in piedi solo nel nostro Paese, che consente una gestione in casa e che scherma entrambi i rami del Parlamento dal dovere di essere amministrati secondo le leggi della Repubblica, vanificando nei loro confronti ogni istanza e principio di trasparenza, accountability e controllo da parte di autorità e cittadini.

Il Parlamento ha, nelle more dell’ultima crociata populista contro la casta del vitalizio, ignorato persino il monito lanciato recentemente dal Giudice della Corte Costituzionale Giuliano Amato, che ha dichiarato “l’autodichia c’è ma non si vede” e ha chiesto alle Camere di occuparsi di questo prima che il 26 settembre, in occasione di un importante ricorso che tira in ballo questo istituto, si debba pronunciare in merito la Corte, eventualità che Amato considera un’extrema ratio che sarebbe meglio evitare.

Ragionando dell’imponente campagna che addita oggi nei privilegi della politica al vitalizio dei parlamentari ed ex parlamentari quale scandalo da sanare in via prioritaria e imprescindibile, invece ci si rende conto come non si tratti altro che dell’ennesima cortina di fumo gettata negli occhi dei cittadini, per non mostrargli davvero cosa c’è sotto il tappeto e per consentire ai partiti di mantenere il loro potere.

UNICEF-OMS-WFP: in Yemen la peggiore epidemia di colera al mondo all’interno della più grande crisi umanitaria

Dichiarazione di Anthony Lake, Direttore generale UNICEF, David Beasley, Direttore esecutivo WFP e Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale OMS su missione congiunta in Yemen

“In quanto responsabili delle tre Agenzie delle Nazioni Unite – UNICEF, WFP e OMS – abbiamo realizzato una missione congiunta in Yemen per vedere con i nostri occhi la portata di questa crisi umanitaria e pianificare un impegno congiunto per aiutare le persone dello Yemen.”

“Questa è la peggiore epidemia di colera al mondo all’interno della più grande crisi umanitaria al mondo. Solo negli ultimi tre mesi sono stati registrati 400.000 casi sospetti di colera e circa 1.900 morti associati alla malattia. I servizi vitali per la salute, l’acqua e l’igiene sono paralizzati a causa di oltre due anni di conflitto, creando in questo modo le condizioni ideali per la diffusione di malattie.

Il paese è sull’orlo della carestia, oltre il 60% della popolazione non sa dove reperire il prossimo pasto. Circa 2 milioni di bambini dello Yemen sono colpiti da malnutrizione acuta. La malnutrizione rende questi bambini ancora più vulnerabili al colera, le malattie creano più malnutrizione. Una combinazione terribile.

In un ospedale, abbiamo visto bambini che a malapena avevano la forza di respirare. Abbiamo parlato con famiglie sopraffatte dal dolore per i propri cari malati e che lottano per garantire cibo ai familiari.

Mentre attraversavamo la città, abbiamo visto le infrastrutture vitali, come strutture sanitarie e idriche, danneggiate o distrutte.

In mezzo a questo caos, circa 16.000 volontari delle comunità si muovono casa per casa per condividere con le famiglie informazioni su come proteggersi dalla diarrea e dal colera. Medici, infermieri e altri operatori sanitari stanno lavorando senza sosta per salvare vite.

Oltre 30.000 operatori sanitari non ricevono lo stipendio da più di 10 mesi, molti lavorano ancora per dovere. Abbiamo chiesto alle autorità dello Yemen di pagare urgentemente gli operatori sanitari perché, senza di loro, temiamo che le persone che hanno possibilità di sopravvivere potrebbero morire. Le nostre agenzie faranno il possibile per supportare con incentivi e stipendi questi operatori sanitari estremamente dediti al loro lavoro.

Conosciamo anche il lavoro fondamentale svolto dalle autorità locali e dalle ONG, supportate dalle agenzie umanitarie internazionali, comprese le nostre. Abbiamo aperto oltre 1.000 centri per la cura della diarrea e punti per la reidratazione orale. Sono in corso anche la distribuzione di integratori alimentari, fluidi per terapie endovenose e altre forniture mediche, comprese le ambulanze, e la riparazione di infrastrutture fondamentali, come ospedali, centri sanitari distrettuali e reti idriche e igienico-sanitarie. Stiamo lavorando con la Banca Mondiale ad un’innovativa collaborazione per rispondere ai bisogni sul campo e aiutare a sostenere le istituzioni sanitarie locali.

Ma una speranza c’è ancora: oltre il 99% delle persone malate sospette di colera e che possono avere accesso ai servizi sanitari, stanno sopravvivendo. Per quest’anno, il numero totale stimato di bambini che saranno colpiti da malnutrizione acuta grave è di 385.000.

Tuttavia la situazione rimane disperata. Migliaia di persone si ammalano ogni giorno. È necessario un impegno duraturo per fermare la diffusione della malattia. Circa l’80% dei bambini dello Yemen ha immediato bisogno di assistenza umanitaria.

Quando abbiamo incontrato i leader dello Yemen, ad Aden e a Sana’a, abbiamo chiesto loro di garantire agli operatori umanitari accesso alle aree colpite dal conflitto e abbiamo sollecitato – più di ogni altra cosa – che venga trovata una soluzione politica pacifica al conflitto.

La crisi dello Yemen richiede una risposta senza precedenti. Le tre agenzie che rappresentiamo collaborano con le autorità dello Yemen e altri partner per coordinare le attività in nuovi piani di lavoro per salvare le vite e prepararsi a emergenze future.

Chiediamo adesso alla comunità internazionale di moltiplicare il suo supporto per le persone dello Yemen. Se non faremo nulla adesso, la catastrofe che abbiamo visto espandersi davanti ai nostri occhi non solo continuerà a mietere vite, ma comprometterà il futuro delle prossime generazioni e del paese per gli anni a venire.”

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