Fidenza Village celebra Maria Luigia‏

Protagonista l’installazione creata dall’artista Ale Giorgini dedicata alla Duchessa. Da giovedì 2 a domenica 5 giugno, l’invito è a partecipare ad un grande laboratorio en plein air, omaggio ai 200 anni dell’arrivo di Maria Luigia a Parma. Trionfa il colore!

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Fidenza (PR), 31 maggio 2016 – “Benvenuta Maria Luigia!” è la festa che Fidenza Village ha in programma durante il lungo weekend del 2 giugno per celebrare i 200 anni dell’arrivo a Parma dell’amata duchessa Maria Luigia. L’evento, parte delle celebrazioni ufficiali promosse dal Comune di Parma dedicate al bicentenario, conferma la vocazione di Fidenza Village alla promozione delle tradizioni culturali del territorio. Dal 2 al 5 giugno Fidenza Village omaggerà il mito della Duchessa coinvolgendo tutti gli ospiti del Villaggio a colorare un grande disegno murale realizzato da Ale Giorgini, artista e illustratore italiano, che vanta collaborazioni con Disney e Warner Bros e docente della Scuola internazionale di Comics a Padova. Sarà un vera e propria opera di street art grazie all’aiuto di bambini, ragazzi e tutti coloro che vorranno partecipare a colorare la più grande opera del Villaggio che celebra la ricorrenza luigina e tutti gli abitanti delle “Terre Ducali”. Il disegno raffigurerà oltre alla Duchessa, i monumenti simbolo della città di Parma, come il Duomo e il Battistero, e il compositore Giuseppe Verdi, personalità che ha già ispirato Fidenza Village nelle architetture del Villaggio che richiamano proprio gli edifici più memorabili delle sue opere.  Il progetto nasce con lo scopo di far vivere e conoscere la storia del territorio in sinergia con le istituzioni e con tutti gli attori dell’area, divertendosi e dando spazio alla creatività. L’opera sarà successivamente donata da Fidenza Village ad un importante plesso scolastico parmigiano, confermando l’attenzione al territorio e al patrimonio culturale locale. Fidenza Village, si prepara così ad accogliere le famiglie, con le oltre 100 boutique di marchi italiani e internazionali, per vivere un’esperienza di shopping all’insegna dell’arte e della cultura, continuando a trovare nel tema del colore la chiave per ridisegnare lo stile. “Siamo veramente orgogliosi di poterci unire ancora una volta ad un importante appuntamento del territorio che ci ospita. Le celebrazioni del Bicentenario dell’arrivo di Maria Luigia rappresentano un’occasione per valorizzare un patrimonio storico e culturale che conferma nuovamente le eccellenze racchiuse in questa importante terra emiliana, valori importanti rappresentati anche da Fidenza Village”, commenta Jill Dobson, Direttore Marketing Fidenza Village. Fidenza Village ha inoltre riservato una speciale sorpresa per tutti gli ospiti: un originale albo illustrato da colorare in omaggio, curato proprio da Ale Giorgini in collaborazione con Kreativehouse. Si tratta di un vero e proprio progetto didattico editoriale per raccontare ai bambini uno dei personaggi più importanti della storia di Parma attraverso un’esperienza ludica. Un libro interattivo, in parte stampato e in parte da completare, con disegni e colori per un’esperienza creativa incentrata sui tratti più caratteristici della personalità della duchessa e i suoi gusti più curiosi. “La partecipazione di realtà come Fidenza Village che si uniscono alla risposta corale del territorio in occasione delle celebrazioni del bicentenario dell’arrivo di Maria Luigia a Parma è molto importante; aiutano a promuovere ed approfondire la tematica storica avvicinando la nuova generazione di ragazzi e attualizzandola attraverso nuovi e coinvolgenti linguaggi creativi” commenta l’iniziativa la Dott.sa Francesca Sandrini, Direttore del Museo Glauco Lombardi di Parma, luogo che meglio di ogni altro restituisce, attraverso le quasi 3000 opere delle sue collezioni, il profilo di Maria Luigia non solo come sovrana, ma come donna, madre e moglie, moderna e anticonformista. Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, dal 1816 Maria Luigia, o più semplicemente la Duchessa, era una delle donne più importanti della storia d’Europa: figlia primogenita dell’imperatore Francesco I, sposa di Napoleone Bonaparte dal 1810, si insediò nelle terre emiliane il 20 aprile del 1816 e con il suo stile e il suo carattere segnò il suo tempo lasciando tracce indelebili nella vita quotidiana di tutti noi. Grazie al suo governo illuminato, il popolo la soprannominò la “buona duchessa”. Fu infatti Maria Luigia, che amava la musica, a far costruire il Teatro Ducale, ora Regio, tutt’oggi simbolo della tradizione lirica della città di Parma. Fece inoltre rinnovare il Palazzo Ducale, arricchì ed ampliò la Biblioteca Palatina, il museo archeologico e l’Accademia di Belle Arti, oggi Galleria Nazionale della città. La sua influenza la ritroviamo ogni giorno anche sulla nostra tavola, nelle profumerie, nei nomi delle strade, sulle facciate dei palazzi, nelle espressioni dialettali e nei colori della città di Parma e della sua provincia.

Edoardo Vianello e Alessandro D’Orazi a caccia di talenti per il premio intitolato al Maestro Totò Savio

La prima edizione del concorso dedicato al grande compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, chitarrista e cantante, autore di intramontabili successi, si svolgerà il 23 giugno presso il Casale di Torraccia, in via Aldo Sandulli 100
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Roma, 31 Maggio – A caccia di talenti per il premio “Totò Savio, il cuore matto della canzone italiana”. Edoardo Vianello e Alessandro D’Orazi sono stati ospiti d’eccezione presso la scuola media “Gandhi” di Casal Monastero per una lezione-concerto decisamente speciale, durante la quale oltre a suonare e cantare insieme hanno lanciato il concorso canoro ideato dall’ “Associazione Jacqueline e Totò Savio”, di cui si stanno facendo promotori con la loro scuola di musica “Sotto i raggi del sol”, in prima linea nel sostenere l’importanza di una corretta educazione musicale per i giovanissimi. Una prima tappa a cui ne seguiranno altre, con lo scopo di sensibilizzare gli studenti e magari coinvolgerli nella lodevole iniziativa fortemente voluta dalla moglie di Totò Savio, Jacqueline Savio Schweitzer, che donerà borse di studio per offrire una possibilità a chi trascorre notti insonni davanti al pentagramma con la speranza di colorarlo con le proprie emozioni. La prima edizione del concorso dedicato al grande compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, chitarrista e cantante, autore di intramontabili successi tra cui: “Cuore matto”, “Maledetta Primavera”, “Una rosa blu”, “Erba di casa mia”, “Se bruciasse la città”, “Venti’anni” e di numerosi successi del mitico gruppo “Squallor” (di cui è stato fondatore, compositore e cantante) si svolgerà il 23 giugno presso il Casale di Torraccia, in via Aldo Sandulli 100, e vedrà il coinvolgimento di tanti giovani cantautori. Sono, infatti, ammessi al concorso tutti gli artisti di età non inferiore a diciotto anni, compiuti alla data del 23 giugno 2016, singoli o costituiti in gruppo, i quali risultino autori e interpreti di canzoni d’autore inedite. I partecipanti, durante il live, dovranno inoltre presentare una loro interpretazione di un brano del M° Toto’ Savio che sarà valutato separatamente dalla giuria al fine dell’assegnazione di un premio speciale. Le canzoni dovranno essere inviate entro e non oltre il 10 giugno 2016. Il bando di concorso scaricabile su:   

MISE: Incontro su stabilimento GE di Sesto San Giovanni

L’azienda ha confermato la decisione presa il 16 maggio 2016 di avviare la mobilità per i 179 lavoratori di Sesto San Giovanni

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Roma 31 maggio 2016 –– Si è tenuto oggi al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro relativo alla situazione dello stabilimento della General Electric di Sesto San Giovanni. Alla riunione presieduta da Giampietro Castano Responsabile dell’Unità gestione vertenze del dicastero, hanno partecipato i Rappresentanti della Regione Lombardia, del Comune di Sesto San Giovanni, dell’Azienda, delle Organizzazioni sindacali nazionali e territoriale di categoria insieme alle RSU. L’azienda ha confermato la decisione presa il 16 maggio 2016 di avviare la mobilità per i 179 lavoratori di Sesto San Giovanni, tutte le Istituzioni presenti e le OOSS hanno fortemente stigmatizzato questa decisione. Le Istituzioni hanno inoltre confermato la loro disponibilità a sperimentare tutti gli strumenti utili ad incentivare il percorso di reindustrializzazione del sito ed a salvaguardare i livelli occupazionali. Il Mise insieme alle Istituzione coinvolte, chiederà in breve tempo un incontro con i vertici di GE Italia ed Europa.  Verrà convocato un nuovo incontro per aggiornare le parti in merito agli esiti del confronto con il “Management”. Il Mise assicura un monitoraggio costante sull’evolversi della situazione.

Un sito per la Nuova Associazione Babuino

L’associazione che lega a fini sociali e di decoro la più elegante e storica via del Tridente romano

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Roma, 31 Maggio – Costituitasi nel dicembre 2013 e con già all’attivo numerose operazioni a sfondo sociale ed urbanistico che hanno portato ad un drastico miglioramento della strada, considerata all’unanimità una delle vie più chic di Roma, legata ad una rilevante tradizione storico-culturale, la Nuova Associazione Babuino è pronta a farsi conoscere anche al pubblico – romano, nazionale ed internazionale – attraverso una nuova vetrina ufficiale Internet che racconta la sua storia, le sue iniziative e le prossime attività in programma. Si tratta del sito www.nuovassociazionebabuino.it che presenta, in termini chiari e sintetici, la compagine, in crescita sempre più rilevante, di associati: dai primari soci fondatori alle più recenti aziende che hanno deciso di sposare la causa collettiva di ridare prestigio e decoro al quartiere per riqualificare, sia per i cittadini che per il turismo internazionale, la via dello shopping per eccellenza. Presidente dell’Associazione è Maria Letizia Rapetti, boutique manager di Chopard e vicepresidente Massimo Cecili, che in prima linea decise di riunire tre anni fa alcuni imprenditori e responsabili commerciali di via del Babuino per perseguire una  motivazione comune: quella di rendere i cinquecentocinquanta metri lineari della strada ubicata tra Piazza di Spagna e Piazza del Popolo una delle vie più prestigiose della Capitale a livello di decoro e ordine, facendola ritornare ai gloriosi livelli del passato. Pertanto, nel nome della storia e cultura che la contraddistingue da sempre, l’atto di costituzione sottoscritto è stato soprattutto un patto tra gentiluomini, aziende, commercianti,  produttori e residenti nella Via. E’ così che. Gradualmente. la determinazione sfociata in atti pratici, fortunatamente anche sostenuti concettualmente dalle Istituzioni locali, ha permesso di affrontare, e in alcuni casi superare del tutto, alcune situazioni di incuria e di totale mancanza di rispetto delle regole che primeggiavano sulla strada. I risultati raggiunti finora sono oggettivamente sotto gli occhi di tutti coloro che hanno ora la fortuna di passeggiare serenamente per mano nella via: dai portatori di handicap che non rischiano più di essere investiti, alle mamme che riescono finalmente a veicolare in carrozzina i propri pargoli lungo marciapiedi sufficientemente larghi, fino alle signorine che calzano vertiginosi tacchi senza il rischio di incappare in irreparabili storte e cadute… In pratica, il completo restauro della strada ha portato ad un allargamento dei marciapiedi da 68 cm a 3,50 metri e ha migliorato l’opera di manutenzione degli spazi pubblici al fine di sostenere lo sviluppo delle attività produttive degli operatori presenti in Via del Babuino e delle Vie limitrofe. Ultimamente, inoltre, grazie ad una Convenzione  con i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, la strada è resa più sicura da rapine e borseggiamenti, costanti accampamenti di senza tetto e banchetti ambulanti per firmare le petizioni, con il risultato di far rispettare quelle norme di buona educazione e costume nella Via, di salvaguardia delle persone e dei beni, che soltanto un occhio attento e addestrato può prevenire.   Numerose poi sono le iniziative culturali e le partnership stilate, in passato e in futuro, per vitalizzare, anche sotto un profilo culturale e di aggregazione sociale di livello, questa rinomata zona del centro storico: concerti in collaborazione con importanti istituzioni, allestimenti scenografici floreali, appuntamenti con eccellenze eno-gastronomiche all’interno delle boutique e, prossimamente, anche una speciale liaison con AltaRoma per valorizzare, all’interno dei negozi aderenti all’Associazione, il talento di giovanissimi artisti e designer legati al mondo della moda e della cultura in generale, evento organizzato in collaborazione con le più importanti Accademie del settore. Per conoscere le attività della NAB e proporre nuove sinergie di qualità è possibile dunque collegarsi al nuovo portale e scrivere a[email protected]nuovaassociazionebabuino.it

Il Mise partecipa alla prima Ministeriale relativa a “Mission Innovation” a San Francisco

L’adesione italiana all’iniziativa “Mission Innovation” (MI),  è avvenuta il 30 novembre 2015 da parte del Presidente del Consiglio Ministro Matteo  Renzi

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Roma 31 maggio 2016 – Domani e dopodomani si svolgerà a San Francisco, a margine della settima riunione della Clean Energy Ministerial – CEM7, la prima riunione di “Mission Innovation” (http://mission-innovation.net/)  con la partecipazione di Ministri e capi delegazione di 20 Paesi[1] oltre che dell’Unione europea. Riunione che vede la partecipazione dell’Italia tramite una delegazione del Ministero dello Sviluppo Economico. L’adesione italiana all’iniziativa “Mission Innovation” (MI),  è avvenuta il 30 novembre 2015 da parte del Presidente del Consiglio Matteo Ministro Renzi, durante il suo lancio ufficiale nella cornice della COP 21 di Parigi. Mission Innovation” è una iniziativa promossa in primis da USA e Francia con lo scopo di incrementare gli investimenti sia pubblici che privati nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione relativamente alle tecnologie clean, ovvero efficienza energetica, tecnologie low carbon ed energie rinnovabili. I 20 Paesi aderenti e la UE si sono quindi impegnati a raddoppiare nel prossimo quinquennio la quota di risorse pubbliche dedicate a tali aree tecnologiche. Parallelamente esiste anche l’impegno preso da parte di un pool di 28 primari investitori internazionali[2]Breakthrough Energy Coalition” (BEC) a cooperare a MI attraverso la creazione di un Fondo di investimento piuttosto cospicuo. Si ipotizza un plafond dai 10 ai 20 Miliardi di dollari, da utilizzare nel prossimo quinquennio conBill Gates che risulta essere “capofila” della cordata degli investitori. Nella due giorni di San Francisco, vi saranno sessioni a porte chiuse sia con gli investitori privati per discutere su come accelerare l’innovazione in tecnologie pulite, sia fra delegazioni istituzionali per approfondire le metodologie di intervento, le prime analisi dei gruppi di lavoro tecnici costituiti su base volontaria, i dati comunicati dai singoli paesi sul raddoppio dei fondi e l’approvazione della dichiarazione finale “Enabling Framework” che stabilisce le basi per questa innovativa forma di cooperazione.

[1] Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Norvegia, Arabia Saudita, Corea del Sud, Svezia, EAU, Regno Unito e USA.

[2] Alcuni dei partecipanti: Bill Gates, Jeff Bezos (Amazon), John Arnold (Arnold Foundation), Richard Branson (Founder of Virgin Group), Jack Ma (Alibaba Group), Patrice Motsepe (African Rainbow Minerals),  George Soros, Ratan Tata, Meg Whitman (Hewlett Packard Enterprise), Zhang Xin and Mr. Pan Shiyi (Co-founder and CEO, SOHO China), Mark Zuckerberg and Priscilla Chan (Founder, Chairman and CEO, Facebook, Pediatrician and CEO, The Primary School),  HRH Prince Alwaleed bin Talal (Chairman of the Board of Trustees, Alwaleed Philanthropie)

etc.

Agenzia ICE: Consiglio dei Ministri nomina nuovo CDA, Michele Scannavini Presidente

“Massimo impegno per favorire lo sviluppo internazionale delle imprese italiane” 

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Roma 31 maggio 2016 – Il Consiglio dei Ministri ha nominato oggi i nuovi componenti del Consiglio di amministrazione di Agenzia-Ice: Giuseppe Mazzarella, Niccolò Ricci, Michele Scannavini, Luigi Pio Scordamaglia. Licia Mattioli, nominata nel 2014, rimane ancora in carica fino al 2018. Nei prossimi giorni il Consiglio di amministrazione, così ricostituito, procederà alla nomina del nuovo Presidente: Michele Scannavini.  Manager internazionale con un passato in gestione di business e responsabilità crescenti in diversi settori industriali –  particolarmente nel settore del lusso – Scannavini ha così commentato:   “Sono particolarmente contento e orgoglioso di potere dare un contributo allo sviluppo internazionale delle nostre imprese. La crescita del Made in Italy nel mondo rappresenta un obiettivo affascinante cui mi dedicherò con impegno e grande senso di responsabilità”.  Laureato in Economia alla Bocconi nel 1984, ha svolto la prima fase della sua carriera in ambito marketing e commerciale in aziende come Procter&Gamble, Galbani e Ferrari. In quest’ultima ha ricoperto il ruolo di direttore marketing e commerciale dal 1992 al 1998. Nel 1999 è passato in Fila (abbigliamento sportivo) come Amministratore Delegato. Nel 2002 ha lasciato l’Italia entrando a far parte del management di Coty, leader nel settore dei profumi e cosmetica, con sede a Parigi e New York. Scannavini ha quindi ricoperto il ruolo di Presidente di CotyPrestige, la divisione lusso del gruppo, e successivamente, nel 2012, è stato  nominato Ceo di Coty Group. Nel 2013 ha guidato Coty alla quotazione al NYSE. Da ultimo Scannavini e’ stato business advisor per aziende nel settore moda/lusso e dal 2015 membro del Cda di Tod’sGroup.

 

Casa del Cinema, Quando il Garda era un mare

Mostra dal 6 giugno al 6 luglio. Proiezione documentario lunedì 6 giugno ore 18. Ingresso gratuito

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Roma, 31 Maggio – Lunedì 6 giugno alle ore 18.00 alla casa del Cinema di Roma, con la proiezione del documentario “quando il Garda era un mare, sarà inaugurata una mostra che presenterà al pubblico fotobuste, locandine, manifesti, fotografie, molte inedite, ed altro materiale recuperato attraverso un certosino lavoro di ricerca in archivi e mercatini e grazie alla collaborazione di decine di persone che hanno messo a disposizione fotografie fino adesso rimaste chiuse negli album di famiglia. A credere nell’iniziativa di Delli Guanti e di Maillet è stato il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda. Il lago di Garda trasformato nel mare dei Caraibi. Accadeva negli anni Sessanta quando a Peschiera del Garda erano attivi dei veri e propri “studios” galleggianti che per quasi un decennio ospitarono produzioni cinematografiche e televisive. Protagonista di questa straordinaria avventura fu Walter Bertolazzi che a partire dal 1959 allestì una vera e propria flotta di navi d’epoca che servivano da set per film di ambiente piratesco. Affascinati da questa vicenda Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet hanno lavorato ad un progetto per riportare alla luce e far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia del cinema rimasta per troppi anni chiusa nei cassetti. Tutto ebbe inizio nel 1959 quando Walter Bertolazzi fece un’ardita scommessa con il produttore Dino De Laurentiis.

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Quest’ultimo possedeva un galeone che era servito per girare il kolossal di Mario Camerini “Ulisse” (1954), ormeggiato da anni a Fiumicino e di cui voleva disfarsi. Bertolazzi, che pensava di trasformare la nave in un ristorante, propose a De Laurentiis un accordo: se fosse riuscito a trasportare fino al lago di Garda il galeone non avrebbe pagato un soldo di passaggio di proprietà e la nave sarebbe stata sua. Partì dunque da Fiumicino e, facendo il periplo dell’Italia, giunse in circa quindici giorni a Porto Levante alle foci del fiume Po. Da qui iniziò la parte più difficoltosa del viaggio: con molte difficoltà risalì il fiume Po fino a Mantova; mise quindi la nave su strada con un trasporto speciale per giungere fino all’idroscalo di Desenzano dove avvenne il varo della nave – ribattezzata nel frattempo “Circe” – nelle acque del Garda. La mostra rimarrà aperta fino al 6 luglio e, in occasione dell’inaugurazione, verrà proiettato il documentario Quando il Garda era un mare che in sessanta minuti ripercorre la storia delle “Bertolazzi Film” attraverso una serie di testimonianze. Innanzitutto la viva voce di Walter Bertolazzi che in un’intervista rilasciata qualche anno prima della sua scomparsa nel 2002 rievoca l’avventuroso trasferimento della nave sul lago di Garda e le principali tappe della sua attività cinematografica. Altro testimone importante è Fabio Testi che, all’epoca ventenne, durante le vacanze estive, iniziò a lavorare come comparsa alla “Bertolazzi film”. Aveva un fisico prestante, fu subito notato e utilizzato per gettarsi dai pennoni delle navi. Da lì iniziò la sua carriera cinematografica. Umberto Lenzi è l’unico regista in vita di quelli che lavorarono alla “Bertolazzi Film”. Diresse “Le avventure di Mary Read” con Lisa Gastoni e Jerome Courtland. Ancora, Liana Orfei, Kirk Morris, il critico cinematografico Steve Della Casa. Completano le testimonianze i parenti di Walter Bertolazzi: la figlia Carmen e il cognato Gianfranco Bortolussi. Per finire i “pirati” dell’epoca, comparse della zona di Peschiera del Garda, oggi settantenni, che all’epoca venivano chiamati per girare i film. Nel documentario si alternano tutti i film girati sul Garda e decine di fotografie, molte delle quali inedite, che propongono i vari set di ripresa dove si sono avvicendati negli anni di attività attori del calibro di Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Anna Maria Pierangeli, Lisa Gastoni, Lex Barker, Chelo Alonso, Kirk Morris, Alan Steel, e tanti altri.

“Immagine di Potere”. Arriva a Roma “Immagine di Potere”

Prima retrospettiva in Italia dell’opera  di Olivier Roller 

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Roma, 31 Maggio – Claudia Schiffer e Giulio Cesare, Jeanne Moreau e Luigi XIV, l’imperatore Augusto e l’alto ufficiale delle forze armate francesi Jean Bernard. Tutti nello stesso spazio e nello stesso momento. È “Immagine di Potere”, la prima retrospettiva in Italia di Olivier Roller, a cura di Guillaume Maitre e Paulo Pérez Mouriz e presentata nell’ambito de “La Francia in scena”, la stagione artistica dell’Institut français realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati – fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea. Dal 16 giugno al 17 luglio a Roma, il Museo Nazionale Romano in Palazzo Altempsospita 18 opere del fotografo francese esperto di ritrattistica contemporanea che si appresta a entrare nell’olimpo dei grandi protagonisti della fotografia mondiale (è recentissima l’acquisizione di ben 17 opere di Roller da parte della Maison Européenne de la Photographie!) Una panoramica che sintetizza i 2 grandi filoni di ricerca di Roller: da un lato i ritratti dei potenti del mondo di oggi, protagonisti della politica, dei media e della finanza internazionale; dall’altro, la ricerca sulla scultura classica che si traduce in ritratti di statue romane.  Una ricerca nata da una commissione del Louvre di Parigi e proseguita attraverso le collezioni di alcuni fra i più importanti musei al mondo come il British Museum, il Museo Archeologico di Siviglia e quello di Napoli, lo Chateau de Versailles, i Musei Capitolini e, adesso, anche il Museo Nazionale Romano. Immagine di immagine. Vertiginosa mise en abyme che rapisce lo spettatore per trascinarlo nei meandri del Potere. “Immagine di Potere” presenta un progetto espositivo site specific che mette dunque in relazione la fotografia contemporanea e l’arte classica, stabilendo un dialogo fra gli scatti di Roller e le sculture di divinità e imperatori romani della collezione di Palazzo Altemps. Un dialogo che ha esiti sempre diversi: a volte produce cortocircuiti di senso – come nel caso della fotografia del volto della statua di Augusto, simbolo di pace, esposta di fronte alla statua di Ares, dio della guerra; altre, riverberi infiniti, quando il primo piano del busto di Plutone, ad esempio, diventa specchio contemporaneo dello stesso busto posizionato di fronte. Realismo estremo e radicalità dello sguardo sono tratti distintivi della poetica di Roller. Ma è soprattutto la luce il segno attraverso il quale l’artista francese fa esplodere tutte le sfumature del potere umano: la maestosità e la sua capacità di sedurre ma anche l’evanescenza e la caducità. “Non cerco una luce che illumini ma che vesta, come se uscisse dalla pelle della persona piuttosto che posarsi su di lei” dice Roller. Volti che fluttuano in un tempo che non è più lineare ma circolare, una dimensione in cui forza e autorità si trasformano in un attimo in decadenza e rovina. Ad emergere però, è sempre il lato umano del personaggio ritratto perché è nella dimensione intima che si può comprendere e osservare la reale natura del potere. In un’epoca segnata dall’egemonia culturale del “selfie” – pratica “socialmediatica” che decreta la morte definitiva dello sguardo moderno – ristabilire al centro dell’attenzione il concetto di ritratto è un atto di resistenza culturale.

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Olivier Roller

Olivier Roller (Francia, 1971) vive e lavora a Parigi. Invitato dal Louvre a fotografare le sculture più prestigiose della Roma antica, ha creato un modo nuovo e dal taglio decisamente contemporaneo di rivelarne l’importanza. La sua ricerca ha fatto sì che gli si aprissero le porte dei più importanti musei del mondo quali il Musée du Louvre, i Musei Capitolini – Centrale Montemartini, il Museo Archeologico di Napoli, il Museo Arquelógico de Sevilla ed ora il Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps. Divenuto ben presto uno dei fotografi più apprezzati del sofisticato contesto parigino, le sue opere arricchiscono svariate collezioni private e fanno parte delle collezioni permanenti del Museo d’Arte Contemporanea della Ville de Lyon e della Maison Européenne de la Photographie.

Luciano D’Abbruzzo ed il mondo della musica

Intervista al cantate Luciano D’Abbruzzo

Di Francesca Rossetti

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Roma, 31 Maggio – Luciano D’Abbruzzo è un giovane e promettente cantante dal futuro sicuramente radioso: infatti ha vinto il Premio Fabrizio De André 2016 ed ecco cosa ci racconta di sé.

 Chi è Luciano D’Abbruzzo e come nasce la tua passione per la musica?

“Un’idea definitiva ancora non me la sono fatta, è che sono sempre in movimento, a fare e disfare progetti e cose, avvolte anche apparentemente distanti tra loro. Ora ti risponderei che Luciano D’Abbruzzo è Il Guardiano del Bosco, che è uno dei tanti sogni risaliti dal cassetto sopra al comodino. In casa sin da bambino la musica si respirava nell’aria. Il nonno che non ho mai conosciuto era maestro di Clarinetto. Avevamo un pianoforte che i miei avevano acquistato per mio fratello maggiore; poi ho finito per suonarlo io.”

Quali sono gli artisti che segui e quali messaggi cerchi di comunicare con le tue canzoni?

“Non credo di dire una novità assoluta, come quasi tutti vado a periodi. E’ un bel pezzo che ascolto principalmente musica classica, Chopin è uno dei miei preferiti, senza voler scomodare”Giovanni Sebastiano…” Non mi sento proprio uno che vuole dare messaggi, non ho molte dritte da dare agli altri, principalmente mi sforzo di imparare, ogni cosa, imparare l’arte di vivere. Sembra ovvio, però le mie canzoni parlano d’Amore, nelle molteplici sue forme e parlano del rispetto, che ritengo necessario, per gli altri esseri e per la natura che ci ospita…”

 Di che cosa parla “Il Guardiano del Bosco” e come nasce la partecipazione e vincita al Premio Fabrizio de Andrè?

“Il Guardiano del Bosco è quasi una mia rivoluzione interiore, in parte racconta un volontario allontanamento “dalle luci e dalla confusione” per poter sentire, discernere meglio ciò che ci circonda,quelle vocine che ognuno di noi ha dentro. Racconta quindi il viaggio di un uomo che si ritrova solo, che si perde nel bosco della vita e invece di avere paura prende spunto per capire e capirsi meglio. Un uomo che va via e che torna a prendersi cura di se e della natura che lo circonda. L’idea di partecipare al Premio De André è venuta inizialmente al mio produttore artistico, Alessandro De Berti, che con me scrive parte delle musiche, gli devo molto per questa vittoria allo stesso modo di come sono riconoscente verso i musicisti che da sempre mi seguono. Siamo una famiglia,il Premio è anche loro.”

A chi dedichi la vittoria e quali saranno i tuoi prossimi eventi?

 “Sono sempre così altruista, così mi dicono, che questa volta la vittoria al Premio De André me la voglio proprio dedicare. E’ un riconoscimento arrivato dopo un tempo molto lungo e dopo tanto lavoro, compreso quello delle persone speciali che insieme a me stanno facendo diventare grande il mio progetto musicale; c’è sempre un lavoro di squadra dietro la vittoria di un singolo. Stanno per essere confermate alcune date estive, non saranno molte proprio perché la post produzione del nuovo album assorbe quasi tutto il tempo a disposizione; in ogni caso a breve le potrete trovare sul mio sito web e sui social.”

Per informazioni http://lucianodabbruzzo.com/

 

“Antonio di Padova, la misericordia e le sue conseguenze”, incontro al Santo

Domani nella Penitenziaria della basilica del Santo alle 21. Ingresso libero fino a esaurimento posti

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Roma, 31 Maggio – Location d’eccezione per l’incontro culturale di domani sera, mercoledì 1 giugno alle ore 21, nell’ambito del Giugno Antoniano. Nella Penitenzieria del Santo, sotto l’imponente affresco di Pietro Annigoni, raffigurante la parabola del Padre misericordioso, padre Alessandro Ratti, frate minore conventuale della Basilica, terrà la lezione “Antonio di Padova, la misericordia e le sue conseguenze”, a partire dal pensiero spirituale e dagli scritti del Santo. Si tratta di una meditazione-relazione tra teologia e spiritualità sulla misericordia nel pensiero di sant’Antonio e nella sua predicazione, in sintonia con l’anno Santo proclamato da papa Francesco, a cui si ispira il tema di questa decima edizione del Giugno Antoniano. «Antonio parla moltissimo della misericordia con cui Dio opera, della misericordia che l’uomo riceve da Dio nei sacramenti, in particolare nella confessione e, infine, dell’importanza delle opere di misericordia per la vita cristiana – commenta padre Ratti – Sarà un’occasione per offrire qualche spunto sul cammino del ricevere e dare misericordia, attraverso il perdono ricevuto e ridonato e attraverso le azioni, secondo quanto troviamo negli scritti del Santo dottore Evangelico, i suoi Sermoni». L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Il Giugno Antoniano è organizzato da Comune di Padova, Pontificia Basilica del Santo, Provincia di S. Antonio di Padova Frati Minori Conventuali, Pastorale cittadina della Diocesi di Padova, Veneranda Arca di S. Antonio, Messaggero di sant’Antonio Editrice, Arciconfraternita di Sant’Antonio, Centro Studi Antoniani. La realizzazione della manifestazione è stata possibile grazie al contributo di Fondazione Antonveneta, Fondazione Cariparo (Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo), Antonveneta-MPS e Cassa di Risparmio del Veneto. Il Giugno Antoniano ha ricevuto il patrocinio di Provincia di Padova, Comune di Camposampiero e Comune di Anguillara Veneta.

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