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Diritti umani

Calabria. A nove anni dal femminicidio di Fabiana Luzzi il dolore del padre Mario

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Commemorazione Fabiana Luzzi
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Fabiana Luzzi fu uccisa in modo atroce il 25 maggio 2013. A distanza di nove anni il dolore del padre Mario e della mamma Rosa è ancora vivo, e per questo dedicano la loro vita ad aiutare donne vittime di violenza

Sono trascorsi nove anni dalla tragica morte di Fabiana Luzzi vittima di femminicidio a sedici anni, i familiari e gli amici la ricordano con un momento di raccoglimento in C/da Chiubbica a Corigliano Calabro Scalo, per la deposizione di una simbolica rosa bianca, segue poi una commemorazione in ricordo della giovane presso il parco comunale Fabiana Luzzi che a lei il comune di Corigliano ha dedicato.

Com’è morta Fabiana?

Fabiana sparì il 25 maggio del 2013 a soli sedici anni.

I suoi genitori avevano denunciato la sua scomparsa. I compagni di classe, interrogati dagli inquirenti, dissero che si era allontanata assieme al suo ragazzo, a bordo di un ciclomotore.

I due raggiunsero un casolare abbandonato. Forse lui tentò un approccio sessuale.

Fabiana si rifiutò e il fidanzato l’accoltellò. Ventiquattro fendenti, nessuno mortale. Davide Morrone la lasciò a terra agonizzante e scappò, ritornando poco dopo con una tanica di benzina.

Fabiana, pur se ferita, cercò di alzarsi per fuggire, ma il ragazzo la cosparse con il liquido e poi le diede fuoco.

Davide Morrone ha pagato per l’omicidio?

L’assassino fu condannato a 18 anni e 7 mesi di reclusione, – spiega Mario Luzzi, – una pena ridicola in confronto alla gravità di quello che ha fatto.

Siamo a conoscenza che già tre volte, ha ottenuto licenze premio.

Tutto questo mette in discussione il significato della parola giustizia.

Com’è cambiata la vostra vita dopo questo tragico femminicidio?

Ci sentiamo distrutti e abbandonati da uno Stato che non ci tutela.

Le leggi dello Stato continuano a premiare gli assassini e distruggono ulteriormente le vittime, le famiglie.

Toccanti le parole di Mario Luzzi padre di Fabiana:

Quello che riesco a dire in questo giorno terribile per noi, che si accentua sempre di più anno dopo anno giorno dopo giorno e anche tutte le notti, dover vivere questo sacrificio senza nostra figlia, non si può spiegare questo dolore con le nostre semplici parole e non si può capire quanto dolore i familiari delle vittime devono sopportare per tutta la vita.

Io credo che ci voglia tanta forza e la forza la dobbiamo trovare nei nostri figli, nei nostri nipoti e amici che ci danno sostegno e in chi cerca di capire quanto è grande e profondo questo misero dolore, io credo che davvero ci voglia tanta forza.

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