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Attualità

Quando la Storia diventa un’arma della politica

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Quando la Storia diventa un’arma della politica 

La Storia non è composta solo di nomi ed incidenti famosi che dobbiamo studiare a scuola. La Storia è una serie continua di procedure che ha creato il mondo d’oggi e che sta creando anche il futuro. 

Per capire qualsiasi incidente, oppure la vita di uno dei suoi protagonisti, dobbiamo capire non solo il contesto dell’incidente o di quella vita, ma anche gli anni, se non addirittura i decenni, oppure i secoli, precedenti. 

E, naturalmente, la politica ha sempre utilizzato la Storia per motivi prettamente di tattica ed ha sempre cercato di manipolare le percezioni della Storia per promuovere le politiche personali e/o partitiche, che non sempre sono la stessa cosa. 

Perciò, ogni anno quando vediamo le commemorazioni di incidenti e/o personaggi assistiamo volta dopo volta alla manipolazione delle percezioni, oppure, peggio ancora, dei fatti, per enfatizzare o diminuire l’importanza dell’occasione di turno per motivi che non hanno niente a che fare con la verità storica e con ben altre intenzioni. 

Con la decisione del Governo Draghi di desegretare vaste quantità di documenti fino ad ora tenuti nascosti e legati a un passato pieno di misteri compresi gli Anni di Piombo del terrorismo in Italia, l’incidente dell’aereo di Ustica, assassinii, una loggia massonica farlocca capeggiata da un uomo di cui sappiamo troppo poco, a partire dalle sue intenzioni, e questi solo i casi più famosi, vedremo la solita litania di portavoce e politici che cercheranno i migliori modi di sfruttare l’occasione, oppure di diminuire l’impatto di rivelazioni scomode. 

Non perché vogliono sapere la verità, ma spesso per smentirla. 

Vorremmo pensare, o almeno sperare, che chi andrà a controllare questa grande montagna di documenti lo farà con la mente aperta e senza pregiudizi per verificare cosa sia successo in Italia nel corso di quei decenni che sono stati soggetti di troppe congetture, o falsificazioni, per lo stesso periodo di tempo. Ma temiamo non sarà così. 

Chi aprirà i fascicoli spesso saprà già quel che vuole trovare, ed in molti casi sicuramente saprà già cosa cercare. Qualcuno vorrà vedere confermate le propria idee del caso di turno. Qualcuno vorrà vedere condannati nei libri di Storia coloro che ritengono responsabili di ingiustizie, perché non c’è più la possibilità di vederli in tribunale perché sono già passati a miglior vita, oppure la prescrizione ha già assicurato che non succederà. 

Qualcuno cercherà negli archivi prove da utilizzare contro avversari politici, oppure per promuovere il proprio programma politico. Ed altri ci andranno perché hanno intenzione di assicurare che l’impatto delle eventuali rivelazioni avranno il minor effetto possibile. 

Eppoi, in molti di questi casi, le rivelazioni che dovrebbero uscire avranno anche riferimenti a superpotenze mondiali che hanno utilizzato l‘Italia come campo di battaglia, a volte apertamente e a volte in modo occulto, per motivi dei grandi giochi strategici che ancora oggi sono coperti da segreti. Ma avremo mai la possibilità di sapere cosa contengono gli archivi di Stato di questi paesi per avere le certezze delle rivelazioni nostrane? 

Inoltre, sarebbe facile puntare il dito alla Guerra Fredda tra gli Stati Uniti ed i suoi alleati contro l’URSS ed il Patto di Varsavia, perché questi giochi non son mai spariti del tutto dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989.   Ma, molti degli assassinii in quei decenni non erano legati alle forze politiche straniere, bensì ai giochi di potere occulti in Italia stessa, e a volte alle alleanze politiche di convenienza tra le cosche italiane e politici e partiti italiani che tutti riconoscono, ma che nessuno ha mai voluto rivelare del tutto per non perdere un presunto vantaggio nei dibattiti nelle Camere del nostro Parlamento. 

Senza dimenticare che questi decenni di smentite, di occultamenti, della cosiddetta “strategia della tensione” di coloro che hanno cercato di sfruttare le azioni di altri per fare i propri giochi sporchi senza dover mostrare la propria faccia, e persino i salotti televisivi dove troppe persone hanno potuto parlare senza essere sfidate a mostrare le prove delle loro affermazioni, spesso da conduttori che volevano “spettacolo” invece di fare il loro lavoro da giornalisti, hanno creato un’atmosfera di sfiducia verso la politica ed i mezzi di informazione che non è affatto sana per un paese che si vanta d’essere una democrazia moderna. 

Molti metteranno in risalto i documenti che saranno scomodi per loro avversari politici e a loro turno cercheranno di ignorare o smentire quei documenti fastidiosissimi per loro che mostreranno che erano dalla parte sbagliata della nostra Storia, quella che ha fatto male al paese invece di aiutarlo a riprendersi dalle tragedie del passato. 

La desecretazione dei documenti dovrebbe, almeno in teoria, aprire la porta a un dibattito davvero informato su fatti mai spiegati, ma temiamo che diventerà, di nuovo ed in eterno, l’ennesima occasione per qualcuno, anzi molto più di qualcuno, di inquinare di nuovo le acque per attirare l’attenzione lontano dai veri responsabili di atti orrendi con innumerevoli morti, invece di riportare pace nel paese cosa che può accadere sono con l’onestà di rivelare i fatti.  

Come abbiamo visto troppo spesso, le ferite non curate e guarite della nostra società da questi incidenti e occultamenti sono marcite nel tempo, e siamo arrivati al punto che anche se qualcuno dovesse, finalmente, dirci la verità su quel che è successo, pochissimi ci crederebbero per voler continuare a credere ai depistaggi, perché pochi vogliono ammettere d’essere stati ingannati da coloro in cui credevano.  

Per natura vogliamo essere ottimisti che la decisione del Governo Draghi di desegretare questi documenti porterà al tanto sognato riavvicinamento della nostra società che è troppo divisa in fazioni, ma temiamo che il passato ha dimostrato chiaramente che troppi vogliono continuare a utilizzare la Storia per i propri motivi invece di voler una Democrazia forte e aperta. 

Speriamo davvero di sbagliare, però…  

 

di emigrazione e di matrimoni

When history becomes a political weapon 

History is not just made up only of famous names and incidents we must study at school. History is a continual series of procedures that created today’s world and is creating the future as well. 

In order to understand any incident or the life of one of its protagonists we must also understand not only the context of that incident or life but also the preceding years, if not decades or centuries. 

And of course politics has always used history for purely tactical reasons and has always tried to manipulate the perceptions of history to promote personal and/or party agendas, which are not always the same thing.  

Hence, every year when we see the commemoration of incidents and/or people time after time we see the manipulation of perceptions or, worse still, the facts to emphasize or to diminish the importance of each incident for reasons that have nothing to do with historical truth and with very different intentions. 

With the decision of the Draghi Government in Italy to declassify vast quantities of hitherto hidden documents linked to a past full of mysteries including the “Anni di Piombo”, the “Years of Lead” of Italian domestic terrorism, the Ustica plane crash, assassinations, a fake Masonic lodge headed by a man about whom we know too little, starting with his intentions, and these are only the most famous cases, we will see the usual litany of spokespersons and politicians who will look for the best ways to exploit the opportunity to lessen the impact of uncomfortable revelations. 

Not because they want to know the truth but often to disprove it. 

We would like to think, or at least hope, that those who will go to check the great mountain of documents will do so with an open mind and without prejudice to verify what happened in Italy in the course of those decades that have been the subject to too many conjectures or falsifications for the same period of time. But we fear that this will not be so. 

Those who will open the files will often already know what they want to find and in many cases will already know what to look for. Some will want to confirm their ideas of a particular case. Some will want to see those who they believe responsible for injustices condemned in the history books because there is no longer the possibility of seeing them in court because they have already gone to a better life or because the statute of limitations has already ensured that this will not happen. 

Some will look in the archives for proof to use against political rivals or to promote their own political agenda. And others will go there because they intend to ensure that the impact of any revelations will have as little effect as possible. 

And then, in many of these cases, the revelations that should come out will also have references to world superpowers that used Italy as a battlefield, at times openly and at times occultly, for reasons of the great strategic games that are still covered in secrecy today. But will we ever have the chance to know what the State archives of these countries contain in order to have the certainty of our own revelations? 

Moreover, it would be easy to point the finger at the Cold War between the United States and its allies against the USSR and the Warsaw Pact because these games have never disappeared completely since the fall of the Berlin Wall in 1989. But many of the assassinations in those decades were not tied to foreign political forces but rather to the games of hidden powers in Italy itself and at times the political alliances of convenience between Italian criminal gangs and Italian politicians and parties that we all recognize but that nobody has ever wanted to reveal fully so as not to lose a presumed advantage in the debates in the two Chambers of our Parliament. 

Without forgetting that these decades of denials, of cover ups, of the so-called “strategia della tensione”, the “strategy of tension” of those who tried to take advantage of the actions of others to play their own dirty games without have to reveal their faces, and even of TV talk shows where too many people were able to talk without being challenged to show proof of their claims, often by presenters who wanted a “show” instead of doing their job as journalists, created an atmosphere of distrust towards politics and the means of information that is not at all healthy for a country that prides itself on being a modern democracy. 

Many will highlight the documents that will be uncomfortable for their political rivals and in turn they will try to ignore or deny those very annoying documents that will show that they were on the wrong side of our history, the one that hurt the country instead of helping it to recover from the tragedies of the past.    

The declassification of the documents should, at least in theory, open the door to a truly informed debate on facts that have never been explained but we fear that it will become, again and forever, the latest occasion for someone, or rather many more than a few, to pollute once more the waters to draw attention away from the real perpetrators of horrendous acts with countless dead instead of bringing peace back to the country that can happen only with the honesty to reveal the facts. 

As we have seen all too often, the untreated and never healed wounds to our society from these incidents and cover ups have festered over time and we have reached a point that if someone were to finally tell us the truth about what happened very few would believe it, due to wanting to believe the diversions because few want to admit they had been deceived by those in whom they believed. 

By nature we want to be optimistic that the Draghi Government’s decision to declassify these documents will bring about the long dreamed rapprochement of our society that is too divided between factions but we fear that the past has clearly shown that too many people want to continue to use history for their own reasons instead of wanting a strong and open Democracy. 

We really hope we are wrong but…