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Ad Expo Dubai i modelli educativi all’avanguardia dell’Italia

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Ad Expo Dubai i modelli educativi all’avanguardia dell’Italia

L’Italia quale culla delle forme classiche si dona al crocevia orientale presentando un padiglione tricolore, ispirato dal motto “La bellezza unisce le persone”. Intervista a Monica Perna imprenditrice digitale nel settore dell’alta formazione linguistica

Di Andrea Altin

Dal 1 di ottobre avrà il via Dubai Expo2020, la prima Esposizione Universale a tenersi nell’area ME.NA.SA. (Medio Oriente, Nord Africa, Asia meridionale). Con un anno di ritardo dovuto alla crisi pandemica, duecento paesi partecipanti stanno per presentare al mondo il meglio delle loro idee nel nome dell’opportunità, della mobilità, della sostenibilità; queste tre aree tematiche saranno la base sulla quale poggiare una cooperazione tra gli Stati per unire gli sforzi nel segno del cambiamento futuro.

Più che mai la tecnologia e la tecnica, sulla quale si fonda l’immensa opera onirica di Dubai, necessitano di una educazione gentile, al bello, all’equilibrio, all’arte. L’Italia quale culla delle forme classiche si dona al crocevia orientale presentando un padiglione tricolore, ispirato dal motto “La bellezza unisce le persone”.

La cooperazione tra i Paesi passa dalla cooperazione delle sue genti, dalla contaminazione delle culture e dalla capacità di saper dialogare.

L’Italia con l’Esposizione Universale di Dubai mette in mostra anche i suoi talenti, la cui genialità è spesso più apprezzata all’estero che in patria, o almeno questo è ciò che affermo a Monica Perna, imprenditrice digitale originaria di Seveso, donna tra le prime in Italia a compiere il passaggio dall’aula tradizionale a quella virtuale quale CEO di un’impresa che in due anni ha conquistato un ruolo rilevante nel settore dell’alta formazione linguistica a livello mondiale.

…Posso affermare così Monica? 

<<Sono d’accordo solo in parte con questa affermazione in quanto molte volte la capacità di affermare le proprie competenze in ambito internazionale deriva da una scarsa capacità di saper utilizzare lo strumento della lingua inglese, e non dalle conoscenze in sé>> 

Mi stai dicendo che una migliore forma aiuta la sostanza? 

<<Sto dicendo che ora più che mai un mondo costantemente interconnesso negli spazi fisici e virtuali non può prescindere dall’avere un veicolo linguistico ben conosciuto. Non serve dover o voler uscire dalla propria realtà geografica per vedere quanto il quotidiano sia contaminato dall’uso di forme espressive non native… >> 

Pensi che l’Italia sia indietro da questo punto di vista? 

<<Penso che la situazione stia migliorando: questo anno abbiamo guadagnato sei posizioni in classifica nel report annuale “Ef English proficiency”. L’altro anno eravamo al trentesimo posto su cento paesi in cui è stata analizzata la competenza della lingua inglese…forse non sarà molto, ma di certo è un significativo passo in avanti per poter condividere al mondo le proprie esperienze>> 

A proposito di esperienze, se non erro hai formato oltre 700.000 persone in tutto il mondo… 

<<I numeri contano poco, quello che ho sempre cercato di fare da quando ho deciso di costruire un format per l’apprendimento della lingua inglese è stato di creare un metodo solido di studio…un qualcosa che andasse oltre il semplice “imparare una lingua”, un’educazione casomai…The English Accademy infatti va proprio verso quel verso…>> 

E da pioniera dell’e-learning in Italia ti ritrovi a parlare di educazione a Dubai come CEO della Auge International Consulting… 

<<Dubai è una grande opportunità per esporre i nuovi modelli educativi made in Italy, frutto di una costante consapevolezza dell’importanza della lingua inglese quale strumento indispensabile per una integrazione vera nello scenario globale. All’interno del programma espositivo italiano c’è l’Open Education Italy”>> 

Di che cosa si tratta? 

<<È una piattaforma creata in sinergia con le scuole d’istruzione superiore, gli istituti tecnici professionali, le Università, i centri di ricerca per delineare un nuovo panorama educativo, che raccolga le opportunità offerte dal crescente bisogno di nuovi modelli e livelli di istruzione richiesti oggi per professioni creative e culturali>> 

Cosa viene richiesto oggi ad un professionista nel mondo del lavoro globalizzato? 

<<Oggi la figura più interessante è di certo quella meno localizzata, improntata al multitasking, agile e versatile su più piattaforme e con una propensione multidisciplinare, dove la lingua che apprende è subito strumento di lavoro>> 

Connecting minds, creating the future, no? 

<<Sì. È lo slogan dell’Expo 2020 di Dubai. Credo incarni bene lo spirito di intraprendenza del nuovo millennio, e di certo a sentirlo lo trovo coerente anche con il mio percorso di vita come English Coach. Sono venuta qui per dimostrare che quando l’intraprendenza italiana trova il metodo per risolvere i problemi del futuro, la formula è vincente>> 

Che cosa intendi? 

<<Voglio dire che spesso l’Italia nel mondo è conosciuta più per la brillantezza delle menti che per il metodo educativo. Quando sentiamo parlare di apprendimento e rigore nell’applicarsi guardiamo spesso ad altri paesi, magari a quelli orientali, o nordeuropei. Io invece sono fermamente convinta che tecnica e passione possano essere conciliati>>  

Con quale scopo? 

<<L’agenda 2030 delle Nazioni Unite; molti sono i problemi che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni: quello del clima, degli spazi urbani o del dialogo interculturale ad esempio. Non possiamo rimanere in una condizione di sottosviluppo linguistico, ma adottare politiche di educazione attiva che mettano le nostre professionalità in condizioni di potersi rendere utili alla salvaguardia collettiva del nostro mondo, e l’apprendimento dell’inglese è una di queste condizioni imprescindibili>> 

È per questo che partecipi ad Expo Dubai 2020? 

<<Sono qui perché Il mio programma nasce proprio per innovare la didattica di settore non solo nel metodo, ma anche attraverso l’uso di strumenti al passo con il progresso nel campo delle infrastrutture immateriali che tanto spazio hanno tra i temi di Expo. Il mio desiderio più grande, e che oggi mi porta qui ad Expo Dubai, è quello di aiutare il mio paese a raggiungere livelli di istruzione che rendano l’Italia veramente competitiva nello scenario mondiale della conoscenza della lingua inglese>> 

Grazie Monica… 

<<Grazie a te…>>