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Italiani nel Mondo

L’Italia Ignota- Unknown Italy

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di emigrazione e di matrimoni

L’Italia Ignota

La foto in cima a questo articolo è dello stupendo Palazzo Ducale di una città italiana che è poco conosciuta in Italia e quasi ignota del tutto all’estero, Urbino. Il Palazzo è stato costruito per volontà di un personaggio importante del Rinascimento, Federico da Montefeltro, Duca di Urbino e Capitan Generale e Gonfaloniere di Papa Sisto IV, anche lui ignoto al grande pubblico internazionale che spesso riconosce il suo celebre ritratto di Piero della Francesca senza sapere chi fosse.

Partiamo da queste immagini per illustrare un punto che molti non vogliono riconoscere della promozione del nostro paese. In un periodo in cui dobbiamo pensare a rilanciare il turismo italiano per riprenderci dalla pandemia internazionale, dobbiamo capire che nel passato abbiamo pubblicizzato così bene Roma, Firenze e Venezia che i turisti devono fare ore di fila per vedere le attrazioni principali, mentre luoghi come Urbino, Padova, Arezzo, Modena ed innumerevoli altri, non attraggono i numeri di turisti che meriterebbero per la loro Storia e tesori artistici.

Questa tendenza non si limita solo alle città d’Arte, ma si estende a moltissime attività in tutto il paese che, se promosse nel modo giusto a livello mondiale, attirerebbero turisti da tutto il mondo.

Ogni primavera ed estate in Italia tutto il paese vede maratone, ultra maratone e altre manifestazioni sportive che mettono in mostra paesaggi bellissimi in tutte le regioni, però, malgrado il fatto che vi partecipano moltissimi italiani, vediamo pochissimi atleti stranieri. Bisogna chiederci, cosa fanno gli organizzatori e la FIDAL per attirare in Italia atleti da tutto il mondo?

Il Palio di Siena è conosciuto in tutto il mondo, ma quanti sanno dei Pali ad Ascoli, Faenza, Foligno e Asti per nominarne alcune e altre rievocazioni storiche? Facciamoci di nuovo una domanda, cosa fanno gli organizzatori e i governi regionali di queste manifestazioni per attirare turisti internazionali con promozioni mirate per gli appassionati di Storia?

La risposta a queste domande retoriche è sempre la stessa, poco o niente.

E come questi esempi potremmo parlare di tanti campi come la ceramica, luoghi dei film classici italiani e persino le feste popolari in molte regioni che farebbero capire al mondo che la nostra cucina non è solo pasta e pizza. Tutto questo e molto, ma molto altro compongono quel che è indubbiamente il Patrimonio Culturale più grande del mondo, ma, le risposte alle osservazioni sopra spiegano perché siamo solo al settimo posto come meta turistica mondiale.

Se, come paese, vogliamo davvero aumentare in modo massiccio il numero di turisti internazionali dobbiamo smetterla di pensare agli stereotipi del David di Michelangelo, il Colosseo e i canali di Venezia, e dobbiamo cominciare a presentare al mondo un menu molto più vasto e per tutti i gusti, perché quel che l’Italia può offrire al turista internazionale non lo può offrire nessun altro paese del mondo.

E poi, c’è un’altra lacuna in cui cadiamo fin troppo spesso. Abbiamo una risorsa  enorme all’estero che non solo fornirebbe moltissimi turisti ogni anno, ma questi sarebbero anche i migliori portavoce per il nostro paese, gli oltre 90 milioni di persone in tutto il mondo che sono emigrati, oppure figli e discendenti dei nostri emigrati che spesso sono in cerca della loro identità che comprende anche il nostro Patrimonio Culturale.

Allora, vogliamo chiedere non solo al Governo Nazionale, ma anche ai Governi regionali che sono responsabili per i rapporti con i nostri parenti e amici all’estero, cosa stanno facendo per attirare questi molti milioni verso il loro paese di origine, compreso il loro coinvolgimento per aiutarci a promuovere il Bel Paese nei loro paesi di residenza/nascita?

L’Italia ha urgente bisogno di un turismo internazionale alla pari con il valore del nostro Patrimonio Culturale, in primis perché vorrebbe dire più lavoro per gli italiani, ma soprattutto perché i soldi che entrerebbero da questo turismo sono necessari per mantenere e restaurare luoghi e opere d’Arte che rischiamo di perdere per mancanza endemica di soldi. Inoltre, fare questo lavoro vuol dir poter offrire ancora più attrazioni ai turisti mondiali per fare crescere sempre di più il nostro turismo nel futuro.

Allora, decidiamoci una volta per sempre a non limitare la nostra offerto turistica al mondo a sole tre città e mostriamo anche questa Italia finora ignota che ha molto di più da offrire di quel che all’estero conoscono. Abbiamo tutto da guadagnare e assolutamente niente da perdere. Cosa aspettiamo per cambiare il modo con cui promuoviamo la nostra Cultura ed il turismo?

Unknown Italy

 

di emigrazione e di matrimoni

The photo at the top of this article is of the beautiful Ducal Palace of an Italian city that is little known in Italy and almost totally unknown overseas, Urbino. The Palace was built by the desire of a major character of the Renaissance, Federica da Montefeltro, Duke of Urbino and Captain General and Standard Bearer of Pope Sixtus IV, he too unknown to the great international public that often knows his famous portrait by Piero della Francesca without knowing who he was.

We start this article with these two images to illustrate a point that many people do not want to recognize about the promotion of our country. In a period in which we have to think about relaunching Italian tourism to recover from the international pandemic we must understand that in the past we have advertised Rome, Florence and Venice so well that tourists have to queue for hours to see the main attractions while places like Urbino, Padua, Arezzo, Modena and countless others do not attract the tourists that their history and artistic treasures deserve.

But this trend is not limited only to the Cities of Art but extends to many activities in all the country that, if promoted in the right way internationally, would attract tourists from around the world.

Every spring and summer in Italy we see marathons ultra marathons and other sporting events that showcase beautiful landscapes in all the regions yet, despite the fact that many Italian athletes take part, we see few foreign athletes. We must ask ourselves, what are the organizers and FIDAL, Italy’s athletics federation, doing to attract athletes from around the world to Italy?

Siena’s Palio is known around the world but how many know of the Palios in Ascoli, Faenza, Foligno and Asti, to name some, and other historical re-enactments? Let’s ask ourselves another question, what are the organizers and the regional governments of these events doing to attract international tourists with targeted promotions for history buffs?

The answer to these rhetorical questions is always the same, little or nothing.

And like these examples we could talk about ceramics, places of classical Italian films, even popular festivals in many regions that would make the world understand that our cuisine is not only pasta and pizza. All this and much, much more make up what is undoubtedly the world’s biggest Cultural heritage but the answer to the observations above explain why we are ranked only seventh as a world tourist destination.

If, as a country, we really want to massively increase the number of international tourists we must stop thinking of the stereotypes of Michelangelo’s David, the Colosseum and Venice’s canals and we must start to present to the world a menu that is much, much vaster and for all tastes because no other country can offer international tourists what Italy can offer.

And then there is another gap that we make all too often. We have a huge resource overseas that would not only provide many tourists every year but these would also be the best spokespersons for our country, the more than 90 million people around the world who are migrants or the children and descendants of our migrants who are often looking for their identity which also includes our Cultural Heritage.

So, we want to ask not only the national Government but also the regional Governments that are responsible for relations with our relatives and friends overseas, what are they doing to attract these many millions to their country of origin and also to invite them to help us to promote Italy in their countries of residence/birth?

Italy urgently needs international tourism that is on a par with the value of our Cultural Heritage, firstly because it would mean more work for Italians but above all because the money that would come in from the tourists is needed to maintain and restore places and works of Art that we risk losing due to an endemic lack of funds. Furthermore, carrying out this work means being able to offer even more attractions to the world’s tourists in order to make our tourism grow more and more in the future.

So, let us decide once and for all to not limit our tourism offer to the world to only three cities and to show the world that this hitherto unknown Italy has much more to offer than the world knows. We have everything to gain and absolutely nothing to lose. What are we waiting for to change how we promote our Culture and tourism?

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