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La Cina non è un altro pianeta, parte VIII — China is not another planet, part VIII

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di emigrazione e di matrimoni

La Cina non è un altro pianeta, parte VIII

di Marco Andreozzi

La sostituzione ai vertici delle forze armate missilistiche cinesi si aggiunge ai cambiamenti politici della settimana precedente. Se pensiamo anche alla rimozione il mese scorso del generale Popov (detto ‘Spartaco’), il comandante dell’unità russa nell’Ucraina del Sud che aveva lamentato l’impreparazione dell’esercito (oltre 50.000 morti tra i ragazzi della Federazione Russa), diventa più facile trarre conclusioni. “E’ l’economia, stupido!” Frase storica di un collaboratore di Bill Clinton negli anni ’90.

E infatti, dal primo agosto sono scattate le restrizioni cinesi sull’esportazione di due metalli rari, i cui nomi ricordano ironicamente due nazioni europee dai rapporti eccessivamente stretti con la repubblica popolare (a danno dell’Unione). Si tratta di germanio e gallio che sono impiegati nella produzione di microprocessori evoluti. Il gallio serve all’industria aerospaziale e delle telecomunicazioni satellitari, incluse applicazioni militari; entrambi sono utilizzati nella produzione di circuiti integrati, semiconduttori e transistori specializzati per alte prestazioni computazionali (es. cellulari). Il più critico è il gallio perché la Cina ne produce oltre il 90% dell’offerta globale, mentre una sostanziale fornitura alternativa di germanio è disponibile (da un produttore canadese di zinco). Di conseguenza i prezzi del gallio al 99,99% sono oggi più che raddoppiati rispetto a $ 250-265 per kg del 30 giugno, tre giorni prima dell’annuncio. Gli USA hanno da tempo bloccato l’esportazione dei microprocessori evoluti (che impiegano gallio) verso la Cina, e i Paesi Bassi proibiscono le vendite dei loro più avanzati macchinari di processo litografico (ASML). Chiara la risposta della Cina, quindi.

Il gallio si ottiene principalmente dall’estrazione e lavorazione della bauxite, ma può anche essere ottenuto processando il minerale di sfalerite (per lo zinco) o riciclato dai rottami. Inoltre, lo si può estrarre dai ‘fanghi rossi’ residui della lavorazione bauxite-allumina, ricordandone la rilevante presenza discaricata nel sulcitano di Sardegna di proprietà di Eurallumina, parte del colosso russo Rusal, primo produttore al mondo di alluminio ed allumina con circa il 9% del mercato (e tipico esempio di capitalismo clientelare post sovietico). Peraltro, chiuse le operazioni produttive nel 2009 con la grave situazione di incertezza per i lavoratori che permane, proprio tre mesi fa e dopo sette anni di processi i vertici di Eurallumina sono stati assolti dall’accusa di disastro ambientale.

Il messaggio di una rinnovata politica economica è comunque chiaro. Da una parte gli sviluppi dell’intelligere artificiale rigenerativo a supporto imprenditoriale sia che si parli di manifattura che di servizi avanzati, futuro per le nazioni sviluppate come quella italiana. Dall’altra finanziamenti ed accelerazione su progetti di recupero delle “34 materie prime critiche” come da bozza della Commissione Europea, siano esse in chiave di economia circolare piuttosto che come riapertura delle miniere. Riguardo l’Italia (“Riaprire le miniere”, per le materie prime strategiche l’Italia può farcela da sola (quotidiano.net)), negli anni ’90 molte miniere furono chiuse, soprattutto in Sardegna, mentre tra le province di Siena e Grosseto possiamo estrarre antimonio (batterie e semiconduttori), magnesio (legante e refrattario), e sale di litio potenzialmente dalle acque geotermiche, la cui presenza è di per sé fattore negativo rispetto alla produzione energetica giacché fa quasi da tappo nelle condotte e nelle turbine. Insomma, avanti tutta in Italia con scienze e tecnologie ambientali, e più brevetti! Segue

La Cina non è un altro pianeta – Marco Andreozzi – Libro – Mondadori Store

di emigrazione e di matrimoni

China is not another planet, part VIII

by Marco Andreozzi

The replacement of top military officers within China’s missile armed forces adds to the previous week’s political changes. If we also think of last month’s removal of General Popov (known as ‘Spartacus’), the commander of the Russian unit in southern Ukraine who had complained of the army’s unpreparedness (over 50,000 dead among young soldiers of the Russian Federation), it becomes easier to draw conclusions. “It’s the economy, stupid!” Historical phrase of a collaborator of Bill Clinton in the 90s.

And in fact, the Chinese restrictions on export of two rare metals, whose names ironically recall two European nations with excessively close ties with the people’s republic (to the detriment of the Union), came into force on August 1st. These are germanium and gallium that are used in the production of advanced microchips. Gallium is used in the aerospace and satellite telecommunications industries, including military applications; both are used in the production of integrated circuits, semiconductors and transistors specialized for high computational performance (e.g. smartphones). The most critical is gallium because China produces more than 90% of the global supply, while a substantial alternative supply of germanium is available (from a Canadian zinc producer). As a result, gallium 99.99% prices have more than doubled today from $250-265 per kg on June 30, three days before the announcement. The US has long blocked the export of advanced microprocessors (which use gallium) to China, and the Netherlands prohibits sales of their most advanced lithographic-process machinery (ASML). Thus, China’s action is clear.

Gallium is obtained primarily from bauxite mining and processing, but can also be obtained by processing sphalerite ore (for zinc) or recycled from scrap. Also, you can extract it from the residual ‘red sludge’ of bauxite-alumina processing, recalling its significant presence in landfills in the Sardinia island Sulcis region owned by Eurallumina, a company part of the Russian giant Rusal, the world’s leading producer of aluminum and alumina with about 9% of the market (and a typical example of post-Soviet crony capitalism). Moreover, with the production operations closed in 2009 and the serious situation of uncertainty for the workers remaining, just three months ago and after seven years of trials, the top management of Eurallumina was acquitted of the charge of environmental disaster.

The message of a renewed economic policy is however clear. On the one hand, the developments of regenerative artificial intelligence to entrepreneurial support either manufacturing or advanced services, the future for developed nations such as Italy. On the other hand, funding and acceleration on projects for the recovery of “34 critical raw materials” as per a draft of the European Commission, be they in terms of circular economy or as a reopening of mines. Regarding Italy, in the 90s many mines were closed, especially in Sardinia, while between southern Tuscany’s Siena and Grosseto lands we can extract antimony (batteries and semiconductors), magnesium (binder and refractory), and lithium salts potentially from geothermal waters, whose presence is in itself a negative factor with respect to power generation since it almost acts as a plug in pipelines and turbines. In short, full speed ahead in Italy with science and cleantech, and more patents! To be continued

 

La Cina non è un altro pianeta – Marco Andreozzi – Libro – Mondadori Store

Marco Andreozzi, è Dottore in Ingegneria Meccanica, Economia/Amministrazione (Politecnico di Torino), tecnologo industriale e specialista del settore energetico, proviene da esperienze professionali in cinque multinazionali in Italia e paesi extra-europei, e come direttore generale; nomade digitale dal 2004, e sinologo, parla correttamente il mandarino.
Marco Andreozzi, is Doctor of mechanical engineering (polytechnic of Turin – Italy), industrial technologist and energy sector specialist, comes from professional experiences in five global corporates in Italy and extra-European countries, and as business leader; digital nomad since 2004, and China-hand, he is fluent in Mandarin.

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