Connect with us
Azzera la bolletta

Attualità

La Cina non è un altro pianeta, parte X — China is not another planet, part X

Published

on

Tempo di lettura: 6 minuti
di emigrazione e di matrimoni

La Cina non è un altro pianeta, parte X

di Marco Andreozzi

Il menzionato prof. Xiang Song-zuo si è poi rivisto sulla TV cinese, e anche su Youtube, ma con toni diversi sullo stato dell’economia cinese (e della sua voce). Un’ulteriore conferma della reale situazione in Cina viene anche dal ‘dott. Rame’, le cui quotazioni sono un indicatore sostitutivo dello stato di salute dell’economia mondiale, essendo impiegato in costruzioni, elettronica ed armamenti. Il prezzo, in crescendo dagli anni sessanta, impenna con l’inizio del nuovo millennio da un valore medio del 1999 di circa $1,4 per kg. causa l’incremento tangibile del suo utilizzo globale, spese militari incluse dopo l’11/9. Quest’ultima voce grazie soprattutto agli USA, ma seguiti dalla Cina, distante in valore nominale, ma vicina a parità di potere d’acquisto (ovvero, molti costi domestici sono bassi). E nota bene: tra gli altri Paesi emergenti e nuovi BRICS, l’Arabia Saudita investe oltre un decimo del PIL nelle armi. Altro che il calcio! A proposito, meno male che Roberto Mancini è uomo sincero. Il tanto amore per la Nazionale lo ha portato ad allenare addirittura un’altra Nazionale: esemplare per i giovani!

Tornando al rame, nell’intervallo 1999-2018, a prezzi-2020, ne è stato prodotto per $2.382 miliardi contro $563 miliardi di nickel, $80 miliardi di cobalto e $18 miliardi di litio (FMI). Nello scenario di emissioni nette pari a zero 2021-2040 il valore della produzione di rame dovrebbe quasi triplicare, mentre quello del celebre litio restare fuori dal podio, poco sopra $1.000 miliardi. Sono però le oscillazioni di prezzo nel breve-medio periodo gli indicatori delle dinamiche economiche. La Cina dell’immobiliare, della produzione di moduli fotovoltaici, pale eoliche, pompe di calore, e degli investimenti militari fa uso di metà del rame raffinato disponibile sul pianeta (anche di zinco e nickel), oltre a tre quinti dei minerali di ferro. Con un PIL reale superiore a un decimo di quello globale, logico che il declino economico incida sul prezzo merceologico, che dal picco di $9,88/kg. di febbraio 2011 prende a scendere, mentre la crescita ufficiale del PIL cinese nel 2012 è data a +7,86% (-1,69% rispetto al 2011). A fine 2015 tocca un minimo a $4,70/kg e prosegue tra su-e-giù fino all’avvento del covid, quando da un minimo di $4,83/kg a marzo 2020 riprende a risalire per scelta strategica cinese, sempre a debito, mentre il pianeta giace silente nella triste bolla pandemica.

A fine 2022 la Cina riapre e l’economia rimbalza, parallelamente all’impennata di decessi da covid (questa volta malcelata), ma poi riprende a scendere, ovviamente insieme al prezzo del rame. Il commercio con gli USA a luglio si è ridotto di un quinto anno su anno (The Economist), con il RMB indebolito. I prezzi delle case nelle 100 più grandi città sono scesi del 14% rispetto al picco del 2021 (Beike), ma vi sono luoghi ove risultano anche più che dimezzati, e le vendite sono attorno al 54% di quanto fossero nel 2019, anno peggiore del 2018 e di cui ricordo numerose lamentele da parte di imprenditori e politici. Il debito complessivo del settore immobiliare vale grosso modo il 30% del PIL reale e, rispetto al 2019, vi è appena il 40% di nuovi progetti. Recentemente, dopo la bancarotta di Evergrande, altri due colossi del settore, Country Garden e Sino-Ocean, hanno mancato la scadenza di pagamento delle obbligazioni, mentre gli investimenti del fondo Zhongrong Trust, molto legati all’immobiliare, sono risultati infruttuosi. E con investimenti esteri sotto $5 miliardi nel secondo trimestre (-87% in un anno), anche la ‘salomonica’ Goldman Sachs, ormai barzelletta mondiale, ha abbassato le previsioni (pur sempre di crescita, va da sé) del biennio 2023-24 rispetto a quattro mesi fa, e di ben $3000 miliardi. Segue

La Cina non è un altro pianeta – Marco Andreozzi – Libro – Mondadori Store

di emigrazione e di matrimoni

China is not another planet, part X

by Marco Andreozzi

The mentioned prof. Xiang Song-zuo was later watched again on Chinese TV, and also on Youtube, but with different tones on the state of the Chinese economy (and his voice). Further confirmation of the truth in China also comes from ‘Dr. Copper’, whose quotations are a proxy of the health of the world economy, being used in construction, electronics and weaponry. The price, a crescendo since the 1960s, skyrocketed with the start of the new millennium from an average value in 1999 of about $1.4 per kg. due to the tangible increase in its global use, including military expenditures after 9/11. This last item thanks mainly to the USA, but followed by China, distant in nominal value, but close at purchasing power parity (ie, many domestic costs are low). And nota bene: among the other emerging and new BRICS countries, Saudi Arabia invests over a tenth of its GDP in weapons. Forget football! By the way, luckily Roberto Mancini (former manager of Italy national team) is a sincere man. The great love for the national team led him to coach another national team (Saudi Arabia): exemplary for young people!

Returning to copper, in the years 1999-2018, at 2020 prices, $2,382 billion were produced against $563 billion of nickel, $80 billion of cobalt and $18 billion of lithium (IMF). In the scenario of net-zero emissions of 2021-2040, the value of copper production should almost triple, while that of the celebre lithium will remain off the podium, just over $1,000 billion. However, price fluctuations in the short to medium term are the indicators of economic dynamics. The China of real estate, the production of photovoltaic modules, wind turbines, heat pumps, and military investments uses half of the refined copper available on the planet (zinc and nickel, too), as well as three-fifths of iron ore. With a real GDP exceeding one tenth of the global one, it is logical that the economic decline affects the commodity price, which from the peak of $9.88/kg. of February 2011 starts to fall, while the official growth of Chinese GDP in 2012 is +7.86% (-1.69% compared to 2011). At the end of 2015 it reaches a minimum of $4.70/kg and continues, with ups and downs, until the advent of covid, when from a minimum of $4.83/kg in March 2020 it starts to rise again due to a strategic Chinese move, again at debt, while the planet lies silent in the sad pandemic bubble.

At the end of 2022 China reopens and the economy rebounds, in parallel with the surge in deaths from covid (ill-concealed, this time), but then starts to fall again, obviously together with the price of copper. Trade with the US has shrank by a fifth year on year in July (The Economist), with the RMB weakening. Housing prices in the 100 largest cities are down 14% from their 2021 peak (Beike), but there are places where they are even more than halved, and sales are around 54% of what they were in the year 2019, worse than 2018 and of which I remember numerous complaints from entrepreneurs and politicians. The total debt of the real estate sector is worth roughly 30% of the actual GDP and, compared to 2019, there are just 40% of new projects. Recently, following Evergrande’s bankruptcy, two other giants in the sector, CountryGarden and Sino-Ocean, have missed their bond payment deadlines, while the investments by Zhongrong Trust, closely linked to real estate, have been unsuccessful. And with foreign investments under $5 billion in the second quarter (-87% in one year), even the ‘Solomonic’ Goldman Sachs (a global joke) has lowered its forecasts (still declaring growth, va da sé) for the two-year period 2023-24 compared to four months ago, and by a whopping $3 trillion. To be continued

 

La Cina non è un altro pianeta – Marco Andreozzi – Libro – Mondadori Store

Marco Andreozzi, è Dottore in Ingegneria Meccanica, Economia/Amministrazione (Politecnico di Torino), tecnologo industriale e specialista del settore energetico, proviene da esperienze professionali in cinque multinazionali in Italia e paesi extra-europei, e come direttore generale; nomade digitale dal 2004, e sinologo, parla correttamente il mandarino.
Marco Andreozzi, is Doctor of mechanical engineering (polytechnic of Turin – Italy), industrial technologist and energy sector specialist, comes from professional experiences in five global corporates in Italy and extra-European countries, and as business leader; digital nomad since 2004, and China-hand, he is fluent in Mandarin.

Print Friendly, PDF & Email
Apollo Mini Fotovoltaico
Serratore Caffè