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La Giornata mondiale del jazz nonostante il lockdown

By 4 Maggio 2020 No Comments

L’Evento si è svolto virtualmente sulla piattaforma jazzday.com,  ospitato da Herbie Hancock con artisti da tutto il mondo

di Andrea Cavazzini

“Il jazz non è solo musica, è un modo di vivere, è un modo di essere, un modo di pensare“. Con queste parole la cantante Nina Simone ci ha ricordato che  il 30 aprile si celebra la Giornata Internazionale della musica jazz organizzata dall’UNESCO a partire dal 2011 per celebrare “le virtù del jazz come strumento educativo e forza per la pace, l’unità, il dialogo. Una cooperazione rafforzata tra i popoli, il rispetto dei diritti e della dignità umana,  con l’intento di sradicare la discriminazione, promuovere la libertà di espressione, favorire l’uguaglianza di genere e rafforzare il ruolo dei giovani per il cambiamento sociale”.


Dal momento che la maggior parte dei paesi è sotto lockdown, la celebrazione della Giornata internazionale del jazz 2020 si è svolta in formato virtuale ospitata da Herbie Hancock di fatto annullando la manifestazione prevista a Citta del Capo in Sudafrica, trasmessa in streaming su jazzday.com con inizio dalle ore 12,30 . Tra i protagonisti, Charlie Puth, Cécile McLorin Salvant, John McLaughlin, Dianne Reeves, Dee Dee Bridgewater John McLaughlin, Jane Monheit, Alune Wade, John Beasley, Ben Williams, Lizz Wright, Youn Sun Nah,  Dee Dee Bridgewater, Ben Williams, Lizz Wright, John Scofield e tanti altri. 

Il jazz come è noto nacque a New Orleans città portuale sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Un genere che si è presto diffuso in tutto il mondo e pur non essendo più di tendenza raccoglie attorno a sé moltissimi appassionati.  Un crogiolo di culture in cui si riunivano persone provenienti da tutto il mondo con musicisti che di fatto furono esposti ad una grande varietà di musica. La musica classica europea, il folk, il blues americano (antenato del jazz), le canzoni e i ritmi sudamericani tutti insieme si unirono per formare il jazz.  

E poi L’idea che le “regole” del jazz siano fatte per essere infrante, consente ai musicisti di suonare con un senso di immediatezza e gioia che viene comunicato subito all’ascoltatore, sia che si tratti di un pianista solista o una big band, con i musicisti padroni assoluti dei loro strumenti.

Ma la domanda è perché amiamo il jazz. Perché è a migliore musica? Sono sicuro che ognuno di noi pensa che la musica che segue sia la migliore, ma quando dico che non c’e musica migliore allora potrei rispondere che gli unici che possono argomentare contro di essa sono coloro che ascoltano la musica classica, l’unica che si avvicina alla qualità assoluta. Naturalmente questo articolo non ha la velleità di argomentare attraverso una dissertazione tecnica e allora mi limiterò a celiare con leggerezza su cos’e il jazz asserendo che la maggior parte delle persone preferisce l’intrattenimento all’arte.

Una rivista di gossip è intrattenimento, “La Divina Commedia è arte. Una soap opera è intrattenimento, “Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare” è arte. Il calcio è divertimento, una mostra di pittura è arte. “Vacanze di Natale ” è intrattenimento, “C’era una volta l’America” è arte. Lady Gaga é intrattenimento, Duke Ellington, Louis Amstrong, Chet Baker sono arte.

L’arte stimola la mente e i sensi, fa pensare e aumenta la sensibilità. L’intrattenimento è solo una distrazione e di solito ha l’effetto opposto dell’arte. E una volta che impariamo ad apprezzare l’arte, scopriamo che ci stiamo anche divertendo. Dire che la musica rende le nostre menti momentaneamente più capaci significa dire che ci rende più intelligenti e gli studi dimostrano che coloro hanno appena ascoltato Mozart ragionano meglio!!!

 


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