Cosmofood continua a crescere: 20% di presenze in più‏

Successo in particolare per il sezione dedicata alle attrezzature per la ristorazione. Mauro Grandi: “il prossimo anno i padiglioni saranno tre”

VMR_3524-3872x2581Vicenza, 18 novembre – Si è chiuso a Vicenza Cosmofood, il salone dedicato a food, vino, birra, attrezzature, bio, vegan e gluten free. 36.000 presenze nei quattro giorni con un aumento del 20% rispetto al 2014. “Numeri che avrebbero potuto essere anche più elevati – spiega Mauro Grandi, direttore della manifestazione – se il weekend non si fosse aperto con le notizie tragiche da Parigi che hanno influenzato i programmi di tutti noi. È comunque cresciuta molto la qualità del pubblico presente, che ha dimostrato grande interesse per i 350 espositori e partecipazione a tutti gli eventi proposti”. Quest’anno per la prima volta Cosmofood è stato organizzato in due padiglioni, con uno spazio interamente dedicato alle tecnologia e alle attrezzature per la ristorazione. “Il pubblico professionale ha risposto in modo entusiastico – prosegue Grandi – affollando gli stand già da sabato e in modo costante fino a martedì sera. Abbiamo già una lista di 30 nuove aziende che si sono prenotate per il prossimo anno: con ogni probabilità i padiglioni diventeranno tre, di cui ben due dedicati al settore professionale”. Quasi tutti esauriti gli oltre 100 eventi in programma, a cui hanno preso parte in totale 3850 persone. Affollati tutti gli incontri professionali, in particolare quelli sui temi del marketing e della gestione nella ristorazione, segno di un settore che continua ad investire nel proprio futuro. Sono andati a ruba i posti nelle degustazioni di vini, birre e distillati organizzate dalle tre associazioni di degustatori coinvolte: Ais, Fisar e Onav. Un pubblico particolarmente attento e interessato quello dei corsi di cucina vegana e gluten free, mentre il record di partecipazione è stato toccato dal seminario sulla cucina afrodisiaca organizzato dal blog ErosKitchen. “La formula di Cosmofood – conclude Grandi – si è dimostrata ancora una volta vincente: la sua capacità di rivolgersi contemporaneamente ad appassionati e professionisti consente agli espositori di rendere massimo il vantaggio per la loro partecipazione”. Appuntamento quindi al 2016 dal 12 al 15 novembre 2016 alla Fiera di Vicenza.

A Grottaglie la Puglia si degusta in un calice con Vino è Musica

Dal 30 al 31 luglio, percorsi di degustazione, laboratori, musica e arte tutto “made in Puglia”.

  

Vino_e_musicaBari, 14 giugno – Se vuoi conoscere la Puglia il 30 e 31 luglio a Grottaglie, su una terrazza panoramica, in antiche vie costellate di botteghe ceramiche, davanti ad un piatto della tradizione rivisitato in versione street-food, potrai esplorare il vero senso dell’apulian life style. Ad accompagnarvi in questo viaggio saranno il Vino e la Musica, veri timonieri di una iniziativa che ormai da sei anni richiama nella cittadina in provincia di Taranto, produttori di vino da tutta la Puglia, band e musicisti, ma soprattutto un folto pubblico di eno-appassionati e estimatori della musica live.Vino è Musica (con la “e” volutamente accentata per sottolineare la perfetta simbiosi dei due elementi), trasforma, dunque, in quei due giorni la cittadina delle ceramiche, in un condensato di Puglia in cui il racconto è affidato alle emozioni. Una storia fatta di buone energie legate alla produzione enologica d’eccellenza, passando per la musica originale e autoprodotta dalle migliori band pugliesi, fino alla maestria di chef capaci di introdurre elementi di originalità e novità in una delle tradizioni culinarie più importanti d’Italia. Al visitatore non resterà che munirsi di sacca, calice e seguire un itinerario che lo porterà alla scoperta delle aziende vitivinicole della Puglia. Percorsi di degustazioni itineranti lungo le n’chiosce che schiudono la strada alle botteghe storiche dei ceramisti di Grottaglie, con ventiquattro cantine che dalla Daunia al Salento disegnano la mappa del “terroir” e della cultura pugliese. Cinque laboratori del gusto sulle terrazze delle botteghe. Compagni di viaggio l’ONAV  che condurrà l’enoappassionato alla scoperta delle bollicine e dei vini biologici di Puglia, l’AIS, per chi vorrà approfondire le proprie conoscenze e abilità nella tecnica della degustazione del vino e Slow Wine e Slow Food che condurrà  la degustazione dei vini della guida slow wine abbinati ai prodotti slow food. Per chi invece vorrà mixare linguaggi, cibi e sound non potrà perdere le esibizioni e degustazioni con DONPASTA, al secolo Daniele De Michele salentino doc che oltre a proporre il suo Wine Sound System e il suo Cooking dj set presenterà la sua raccolta “Artusi Remix“ un omaggio alla cucina della tradizione italiana. Grande attesa per il terzo blind tasting di Vino è Musica. Quaranta le aziende che parteciperanno alla terza degustazione alla cieca e che saranno giudicate da due giurie una composta da giornalisti e tecnici del settore ed una popolare con ospiti d’eccezione. Un riconoscimento alle etichette pugliesi che meglio rappresentano le tipicità del vitigno di appartenenza: primitivo, rosati da vitigno autoctono (Primitivo, Negroamaro, Montepulciano, Malvasia, Nero di Troia, Bombino, Susumaniello) bianco (Fiano, Minutolo) e novità di questa edizione l’inserimento del Nero di Troia. E ancora la musica. Sofia Brunetta, Mary Fiore, ALS Project (progetto acustico dei CRIFIU) e gli Opa Cupa a cui sarà affidata la chiusura della rassegna sono solo alcuni dei nomi delle 16 band, le migliori dello scenario musicale pugliese, che accompagneranno il visitatore in questa esperienza multisensoriale. Per chi non l’avesse ancora fatto, Vino è Musica sarà anche l’occasione per visitare le numerose botteghe ceramiche presenti nel Quartiere. Ceramica artistica e tradizionale riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.  E come ogni anno non potrà mancare la grande mostra di cultura fittile grottagliese organizzata all’interno di Casa Vestita. Inoltre per chi volesse visitare e conoscere la città e la provincia un serie di eventi collaterali offrirà la possibilità al visitatore di passare una piacevole vacanza tra percorsi rurali, masserie centri storici e mare. La rassegna Vino è Musica è evento eco-friendly grazie alla partnership con “EcoFesta di Puglia” ed è evento accessibile per le persone con disabilità.

Nasce la consulta nazionale del vino italiano

Conoscere per sapere: il vino come istruzione e cultura.

 

vino1Roma, 8 maggio – Presentarsi uniti per rilanciare i valori e la cultura enologica del nostro Paese. È questa l’idea da cui nasce la Consulta Nazionale del Vino italiano, progetto che ha mosso ufficialmente i primi passi il 17 aprile 2015. A Roma si sono infatti riuniti, su iniziativa di Onav, i rappresentanti delle maggiori associazioni del comparto vitivinicolo nazionale, allo scopo di riflettere su alcune tematiche di scottante attualità. La Consulta Nazionale del Vino si propone di affrontare concretamente i problemi del settore a 360° divenendo, per il consumatore, un punto di riferimento per tutto ciò che concerne la conoscenza del mondo enologico ed al contempo, di essere elemento propositivo di interventi sul fondamentale tema dell’educazione al consumo. Grazie all’adesione al progetto di una larghissima rappresentanza di Associazioni tra cui: Onav, Agivi, Ais, Aspi, Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Movimento Turismo del Vino, Fisar, Fivi e SlowFood, oggi sono dunque state gettate le basi di quello che sarà un lungo percorso di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni e dei consumatori. Ognuna delle associazioni presenti ha infatti, per propria natura, diversi approcci e finalità. Fondamentale è perciò trovare un linguaggio ed uno scopo comune, che consenta di approntare un piano di lavoro ben definito, che possa essere sottoposto alle istituzioni. Il primo punto su cui si concentrerà il lavoro della Consulta sarà l’introduzione di una appropriata istruzione sulla vite e sul vino , sullo stile di alimentazione mediterraneo, in cui fondamentale è l’abbinamento cibo-vino, e sul valore del territorio vinicolo italiano, della sua storia e della sua gastronomia già nel percorso scolastico, come avviene in altri Paesi dell’Unione Europea. Di primaria importanza è infatti l’avvicinamento del consumatore al mondo del vino, alla sua storia millenaria e ai suoi valori perché solo attraverso la “conoscenza” si potrà dare nuovo respiro al comparto, valorizzando quella tipicità ed unicità del prodotto vino così strettamente legata al territorio e alla cultura del Gusto Italiano. La Consulta è aperta a nuove adesioni da parte di Associazioni ed Istituzioni e già in un futuro prossimo si prevede l’ampliamento dei partecipanti con alcune altre importanti presenze. La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti apporterà sostanza e concretezza per difendere lo stile e la cultura mediterranea. La FIVI è tra i fondatori della Consulta Nazionale del Vino Italiano. La sua convinta adesione nasce dall’esperienza maturata in ambito europeo con la CEVI, la Confederation Europeenne des Vigneron Independant, organismo che raggruppa le associazioni nazionali di vignaioli. In altri stati esistono già infatti tavoli di discussione interprofessionali che agiscono efficacemente sulle politiche nazionali, la cui esperienza potrà essere portata nel nostro paese dai Vignaioli Indipendenti. La FIVI, che rappresenta solamente vignaioli che coltivano le proprie vigne e curano personalmente il proprio prodotto, si propone di portare alla consulta un apporto di concretezza e sostanza. “Attraverso la Consulta – spiega Saverio Petrilli, segretario nazionale della FIVI – possiamo operare educando ai valori di un modello produttivo agricolo legato al territorio”. Sono i valori che caratterizzano l’area Mediterranea e portano a considerare il vino come un prodotto della terra e un alimento della dieta quotidiana da consumare con naturale moderazione. Un modello di comportamento finora poco promosso in Europa, anche negli stessi paesi mediterranei. “La nostra attività – prosegue Petrilli – si rivolgerà primariamente alle scuole. Rappresentano il nostro futuro, oggi così fortemente contaminato da modelli provenienti da tutto il mondo: mostreremo in maniera chiara cosa è il modello Mediterraneo, dando l’opportunità di scegliere consapevolmente e non passivamente. Inoltre ci rivolgeremo alle istituzioni e alle forze politiche, fornendo il quadro completo delle necessità del nostro settore, dei problemi, del valore culturale ed economico che rappresenta”. La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”. Attualmente sono circa 900 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 9.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 65 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale supera 0,6 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 240 milioni di euro. I 9.000 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41 % secondo la viticoltura convenzionale.

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