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Diritti umani

Ucraina: 90 bambini ricoverati a Roma; 109 i deceduti in Patria e innumerevoli gli sfollati “dispersi”

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Nel dramma i bambini più fortunati  sono quelli oncologici, prontamente trasferiti dagli ospedali del loro Paese altrove: ad esempio a Roma.

 di Giordana Fauci

Dal 24 febbraio 2022 – giorno in cui ha avuto inizio l’invasione dell’Ucraina ad opera di Putin – sono stati evacuati dal Paese moltissimi bambini, nel tentativo di salvargli la vita: per 109 non c’è stato scampo, visto che sono caduti sotto i bombardamenti; 90 sono stati più fortunati, perché gravemente malati, perciò ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico romano Bambino Gesù; mentre un numero tuttora indefinito ma, indubbiamente, elevato riguarda gli sfollati, in larga parte dispersi, visto se ne sono perdute le tracce.

I bambini più fortunati, dunque, sono quelli oncologici, prontamente trasferiti dagli ospedali del loro Paese altrove: ad esempio a Roma.

L’aspetto più commovente, a distanza oramai di diverse settimane dai loro ricoveri, è la meraviglia per l’accoglienza ricevuta: è stata la Dott.ssa Sara Catena a rendersene conto, visto che si occupa del servizio di accoglienza ed è addetta all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Ospedale Bambino Gesù.

Da oltre un mese la Dott.ssa Catena lavora incessantemente sia per aiutare i ragazzi fuggiti dall’orrore dei bombardamenti sia per supportarli, assieme alle famiglie, che giungono nella capitale con la speranza di ottenere cure ma, al tempo stesso, ritrovare meritata serenità e, invero, pace.

Le madri dei piccoli ricoverati dormono nei reparti; mentre gli altri familiari e i pazienti curati in dayhospital trovano ospitalità all’interno delle strutture di accoglienza predisposte nello stesso Ospedale.

A tutti è fornito un kit, composto da spazzolino, sapone, dentifricio e altri beni di prima necessità.

Sono messi a disposizione di ognuno finanche gli abiti, visto che la maggior parte dei profughi è giunta in Italia dopo fughe avventurose, portando con sé null’altro che se stessi e la propria famiglia.

La Dott.ssa Catena ha spiegato che l’Ospedale offre anche un supporto psicologico: “Educatori professionali  fanno giocare i bambini; i mediatori culturali li aiutano nella comunicazione. Inoltre, sono stati istituiti corsi di alfabetizzazione sia per i bimbi che per i genitori. Senza dimenticare che c’è un musicista che si adopera per organizzare attività di tipo ludico e non solo…”.

Sebastian Cristaldi è il medico specialista in pediatria dell’emergenza, conosciuto e stimato da tutti all’interno del noto Ospedale romano. Domenica 20 marzo ha condotto in Italia, a bordo di un volo sanitario della Guardia di Finanza, 13 pazienti che avevano trovato immediato ricovero in Polonia, viste le precarie condizioni di salute in cui versano: cinque di loro sono stati ricoverati presso l’Ospedale Bambino Gesù; gli altri sono stati trasferiti in strutture ancor più specializzate per le loro particolari problematiche, quali gli ospedali di Genova e Trieste.

Da un mese a questa parte abbiamo accolto tanti pazienti oncologici che in Ucraina non avevano più modo di curarsi. Non è meno orribile vedere questi piccoli pazienti che, oltre al dolore e alla fatica per la malattia  affrontata nel quotidiano, hanno negli occhi il dramma della guerra, accompagnato al timore di non avere più la possibilità di curarsi…”: queste le tristi parole di Sebastian Cristaldi.

Una domanda sorge, a questo punto, spontanea: com’è possibile arrivare ad un tale grado di devastazione umana?

Domanda di certo scontata ma che continuerà a non trovare risposta.

Del resto, questo è quel che è accaduto ai bambini più fortunati, perché ve ne sono altri che hanno perduto la vita, magari proprio mentre erano ricoverati negli Ospedali del loro Paese.

Se ne contano ben 109 che in quest’ultimo mese sono caduti sotto i bombardamenti russi.

Chissà che fine faranno i tre milioni di sfollati che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati privati di tutto, finanche dei genitori, rimasti a combattere per difendere la loro Patria.

Già!

Un numero elevato e che si ignora se, realmente, possa definirsi fortunato a essere sopravvissuto alla guerra.

Perché rientra tra i dispersi… Un numero ancora non accertato ma, senza dubbio, elevato.

…Si tratta di bambini che hanno lasciato l’Ucraina da soli, senza un adulto a controllarli e che, pertanto, ora rischiano di esserevenduti”, rimanendo vittime di ancor più terribili violenze… Persino di tipo sessuale.

Oppure rischiano di essere uccisi. Magari da trafficanti di organi.

Senza dimenticare quelli che, inevitabilmente, saranno “acquistati”, per essere illegalmente adottati da coppie di benestanti in Europa o in America e di cui le famiglie naturali perderanno per sempre ogni traccia.

…Una catastrofe incalcolabile, i cui effetti già terrificanti nell’immediato presente saranno ancor più evidenti in futuro, quando un’intera generazione svilupperà danni psichici indubbiamente attribuibili ai traumi bellici patiti nel passato, cioè nell’anno 2022, un’epoca ben diversa da quella dei tempi della Seconda Guerra Mondiale e che, però, non poco la ricorda.

… Una catastrofe nella catastrofe che nel 2022 è intollerabile.

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