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Arte & Cultura

Echi Etruschi nel nuovo libro di Mario Valentini

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Un racconto, quello di Mario Valentini che ci consegna una civiltà nei loro costumi civili, nel come si alimentavano, vestivano, nel loro professare la religione, i loro commerci e la loro ingegneria, prima di essere fagocitati dai Romani.

di Angela Celesti

Etruschi di Campagna, una storia civile della Tuscia perugina, è il titolo del nuovo libro di Mario Valentini, avvocato,  amante della storia, delle arti, tra i fondatori degli “Asili Notturni dell’Umbria”, un ambulatorio solidale che offre assistenza medica e cure gratuite alle persone in condizioni di disagio economico. Accademico d’Onore dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, sindaco di Perugia (dal 1990 al 1995) e potremmo andare avanti ancora  per molto.  Mille i volti di un uomo che ha spaziato in vari ambiti, non solo professionali, aderendo con passione a un territorio che gli appartiene, fatto di storia, di borghi, di arte. Una visione, la sua, piena  di curiosità e interesse per il luogo in cui vive, la “Tuscia Perugina”, descritto in numerosi volumi come: Cento anni della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Mugnano (Perugia) dov è Presidente, o  I Benedettini a Mugnano  nella Valle del Nestore del 2025. Un lungo percorso che lo porta inevitabilmente, come in un cerchio ampio, alla realizzazione del suo nuovo libro Etruschi di Campagna, antenati e ispiratori di una ricerca, non solo affettiva, delle origini dell’Etruria perugina ben raccontata nel precedente libro L’anima libera e fiera di Perugia (2022), scavando, come lui stesso afferma, nelle radici che hanno forgiato i perugini. Uno sguardo sugli Etruschi pieno di amore verso quel popolo e rigore scientifico, ricco di contenuti storici e archeologici nel tentativo di ricostruire quel passaggio, ancora tangibile in chi come lui osserva “strade, sentieri e colline della Tuscia perugina”. Una società fatta di tante città – stati indipendenti – unite da religione e politica  che dava alle donne una posizione di rilievo e di emancipazione sociale tra il IX e II sec. a.C.

Un racconto, quello di Mario Valentini che ci consegna una civiltà nei loro costumi civili, nel come si alimentavano, vestivano, nel loro professare la religione, i loro commerci e la loro ingegneria, prima di essere fagocitati dai Romani. Una fotografia egregiamente narrata che parla di comunità nei borghi abitativi, e in quelli sparsi che lui chiama appunto Etruschi di campagna, da qui il collegamento con la sua amata Perugia che Valentini riunisce attraverso invisibili fili della storia partendo dalla sua amata campagna, dove vive e osserva le tracce mai svanita di quell’antico popolo civile. Un lavoro prodigioso, 23 capitoli minuziosamente sviluppati e ricchi di curiosità inedite e interessanti come il valore sacro del “limite” temporale coltivato dagli Etruschi.

Una ricerca ampia, come l’autore stesso afferma, che parla di un territorio che si muove in tutta l’Umbria, “… dal lago Trasimeno a città della Pieve, dal nord a Umbertite” partendo  dalla convinzione che per guardare al futuro si deve partire dal passato e viceversa. Una civiltà gli Etruschi di campagna, continua Valentini, fatta di persone con valori importantissimi e attuali, ben descritti nel libro, che danno forza a chi ancora pensa che il futuro deve conservare questi valori “fatti di rispetto, lealtà, della parola data, di solidarietà e di orgoglio di rappresentare una storia antica”.

Presentato presso l’Aula Magna dell’Università degli Stranieri di Perugia, lo scorso 11 settembre, e introdotta dal Rettore Valerio De Cesaris, da Nadia Togni, docente di Storia del Cristianesimo,  e dal  prof. Leonardo Varasano che ha curato la prefazione, l’evento  ha riempito l’aula di appassionati, rappresentanti delle istituzioni, amici e giovani che hanno reso omaggio a quei valori che sono ancora vividi in un mondo ancora bisognoso di sentieri da percorrere.

Valentini, nel suo libro, cerca le radici, l’antica madre, come suggerisce nella premessa: “Il progresso autentico nasce quando l’innovazione cammina insieme alla memoria, perché un popolo che dimentica le proprie radici – madre appunto – rischia di perdere anche la direzione del proprio domani”. Chissà se l’uditorio, concentrato sulle parole dei relatori, abbia fatto caso alla scritta virgiliana (Eneide) scolpita sulle pareti dell’Aula Magna di Palazzo Gallenga Stuart: “ANTIQUAM EXQUIRITE MATREM”

Una nota da non trascurare:il ricavato della vendita del libro sarà donata all’A.I.NET, Associazione Italiana Tumori Neuroendocrini (con sede a Montefalco) e all’Associazione Nazionale Sindrome da deficit CTNNB1. Un particolare  coerente con la  personalità e il grande animo di Mario Valentini.

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