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David Morens: il braccio destro di Anthony Fauci conferma l’esistenza di un “metodo” per pilotare i pareri scientifici
Il più stretto collaboratore di Anthony Fauci, David Morens, consigliere del NIAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) si è dichiarato colpevole di cospirazione e occultamento di documenti ufficiali.
di Alessio Zedda
Mentre il dibattito pubblico della penisola è monopolizzato dal caro benzina e dal caso Ranucci, il mondo continua a girare nell’orbita di notizie così importanti che appena 2 anni fa sarebbero state derubricate come becero complottismo. Oltreoceano, assuefatti alla guerra, i cittadini statunitensi vivono con trepidazione il terremoto giudiziario e politico che sta scuotendo i vertici della sanità pubblica. Il più stretto collaboratore di Anthony Fauci, David Morens, consigliere del NIAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) si è dichiarato colpevole di cospirazione e occultamento di documenti ufficiali.

Avete letto bene. Colpevole – Cospirazione – Occultamento di Documenti Ufficiali. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Morens ha confermato il quadro indiziario che pendeva sulla sua testa da mesi ed ha confessato di aver sistematicamente nascosto documenti e informazioni fondamentali, secondo una prassi omissiva volta ad aggirare le severe normative sulla trasparenza (Freedom Of Information Act) attraverso l’uso di account di posta elettronica non riconducibili a figure istituzionali, bensì private. Morens ha messo nero su bianco la conferma di un “metodo” attraverso il quale riusciva a pilotare i pareri scientifici in cambio di benefit e favori personali.

Cosa significa questo per Anthony Fauci? Significa che la condotta di quest’ultimo configura una possibile accusa di “oltraggio al Congresso degli Stati Uniti d’America”. Le commissioni d’inchiesta del Congresso, come noto, sono a maggioranza Repubblicana e molte figure di rilievo tra i conservatori stanno chiedendo insistentemente l’avvio di un procedimento penale. Fauci sarebbe costretto, in tal modo, ad usufruire del perdono presidenziale ricevuto da Biden prima di abbandonare la Casa Bianca. Un “perdono” preventivo e retroattivo valido per qualsiasi reato commesso dal 2014 e fino al 2025, una scelta che è valsa ai democratici il sospetto di voler proteggere il grande architetto della strategia anti-covid, facendo in modo che non possa essere incriminato.

Morens, invece, lo scudo non ce l’ha, e deve aspettare la formulazione della sua incriminazione. Le indagini degli investigatori parlamentari, al momento, sono orientate all’analisi dei diari privati e del flusso di mail di Fauci. I sostenitori del virologo, tuttavia, ribadiscono che non esiste nessuna prova documentale che possa dimostrare una volontà di nascondere la verità o, peggio, di influenzare le posizioni ufficiali della scienza medica. Le dichiarazioni caute dei garantisti faticano sempre di più ad imporsi, nel momento in cui gli inquirenti puntano decisamente ad individuare la pistola fumante di una gestione che appare oltre ogni ragionevole dubbio, quantomeno, opaca.
