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La dittatura dei dati – The Dictatorship of Data

By 21 Dicembre 2019 Febbraio 1st, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La dittatura dei dati

Le foto che caricate, i messaggi che inviate e ricevete, cosa comprate, che carta di credito usate, dove, siete o state andando, tutto contiene metadati, tutto traccia un’immagine del vostro io digitale sempre più contigua al vostro io fisico.

Il mondo è in fermento o almeno una parte di esso. La promessa di un internet democratico, di un luogo di convivenza e scambio si è realizzata solo in parte a discapito di etica, e della stessa democrazia che prometteva. Il sistema si alimenta e si mantiene ad un prezzo molto alto, la vostra privacy è alla mercé di tutti, i vostri dati vengono venduti, scambiati, esposti. Qualcuno dice che siamo ancora in tempo per raccogliere i frammenti di queste democrazie e ricomporre un’immagine migliore, altri pensano che non ci sia più possibilità. Il danno portato a segno da Facebook, Cambridge analitica, dal big data, dall’NSA e dalle miriadi di agenzie IT private che lavorano come mercenarie più o meno direttamente per i vari governi e apparati è immenso e ha atomizzato il tessuto sociale e dei governi. Il libro della Kaiser, definita la talpa di Cambridge analitica “La dittatura dei dati” ci dà un’immagine ancora una volta sconcertante dell’influenza che una società privata ha avuto nella geopolitica globale, non solo in UK o USA, ma nelle Americhe e nel continente africano.  Un business da milioni di dollari, che si intreccia con la politica, con le ONG, con le università e associazioni non profit, ma anche con l’imprenditoria e le grandi multinazionali. Facciamo un passo indietro e capiamo come funziona questa potente macchina della sorveglianza.

Da dove arriva tutta questa mole di dati e dove vanno? Provate ad utilizzare il programma Lightbeam per capire in quanti vi stanno tracciando attraverso i cookie, difficilmente saranno meno di una quarantina. Qualunque cosa stiate facendo, viene monitorata, cosa leggete, per quanto tempo, a che ora, con che strumento. Le foto che caricate, i messaggi che inviate e ricevete, cosa comprate, che carta di credito usate, dove, siete o state andando, tutto contiene metadati, tutto traccia un’immagine del vostro io digitale sempre più contigua al vostro io fisico. Tutto questo costante flusso di dati viene archiviato, estrapolato, venduto. Non esiste più nulla di voi che non sia possibile predire, o almeno così dicono. Migliaia di server sparsi nel mondo trasportano e duplicano il vostro io digitale, server che costituiscono il big data. Li attingono e si nutrono di algoritmi predittivi, che hanno il compito di consigliarvi e “guidarvi” con l’uso dell’intelligenza artificiale e incrociando tutti questi dati si può dire cosa comprerete e chi voterete e perché. Non preoccupatevi troppo delle vostre scelte, c’è già chi lo fa per voi.


di emigrazione e di matrimoni

The Dictatorship of Data

The photos you upload, the messages you send and receive, what you buy, what credit card you use, where you are or are going, everything contains metadata, everything traces an image of your digital self, more and more contiguous to your physical self.

The world is in turmoil or at least a part of it. The promise of a democratic internet, of a place of coexistence and exchange has only partly come true at the expense of ethics, and of the very democracy that it promised. The system is fed and maintained at a very high price, your privacy is at the mercy of all, your data is sold, exchanged, displayed. Some say that there is still time to collect the fragments of these democracies and reassemble a better image, others think that there is no longer any possibility. The damage done by Facebook, Cambridge Analytica, big data, NSA and the myriad of private IT agencies working as mercenaries for various governments and apparatuses is immense and has atomized the social fabric and the institutions. Kaiser’s book, called Cambridge’s analytical mole “The Dictatorship of Data” gives us a once more a disconcerting picture of the influence that a private company has had in global geopolitics, not only in the UK or USA, but in the Americas and the African continent.  A million-dollar business, which is intertwined with politics, NGOs, universities and non-profit associations, but also with business and large multinationals. Let’s take a step back and understand how this powerful surveillance machine works. Where does all this data come from and where does it go? Try to use the Lightbeam program to understand how many people are tracking you through cookies, they are unlikely to be less than forty.

Whatever you are doing, it is monitored, what you read, for how long, at what time, with what tool. The photos you upload, the messages you send and receive, what you buy, what credit card you use, where you are or are going, everything contains metadata, everything traces an image of your digital self, more and more contiguous to your physical self. All this constant flow of data is stored, extrapolated and sold. There is nothing more of you that cannot be predicted, or so they say. Thousands of servers around the world carry and duplicate your digital self, servers that make up the big data. In this immense warehouse of data draw and feed predictive algorithms, which have the task of advising and “guiding” you. Through the use of artificial intelligence and crossing all these data they can tell what you will buy and who you will vote and why. Don’t worry too much about your choices, there are already those who do it for you.


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