Salute
Chirurgia del seno: studio multicentrico Italia-Grecia apre nuove prospettive per il lipofilling
Pubblicato su Aesthetic Surgery Journal uno studio randomizzato coordinato dal Prof. Pietro Gentile con la partecipazione del Prof. Aris Sterodimas: a 24 mesi il tessuto adiposo arricchito con SVF mantiene un volume significativamente maggiore rispetto al lipofilling standard.
Nuove prospettive per la chirurgia estetica e ricostruttiva della mammella arrivano da uno studio multicentrico randomizzato pubblicato su Aesthetic Surgery Journal, rivista internazionale di riferimento per la chirurgia plastica.
Lo studio, coordinato da Pietro Gentile, professore associato di Chirurgia plastica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e Aris Sterodimas, responsabile della Chirurgia plastica e ricostruttiva del Metropolitan General Hospital di Atene, ha coinvolto 312 pazienti in sei centri tra Italia e Grecia, con un follow-up medio di circa 29 mesi.
La ricerca ha confrontato il lipofilling standard con il trapianto di grasso arricchito con frazione vascolare stromale (SVF), valutandone la persistenza volumetrica mediante risonanza magnetica.

A 12 mesi, la ritenzione media del tessuto adiposo è risultata del 71,8% nel gruppo SVF, contro il 56,4% del gruppo standard. A 24 mesi i valori erano rispettivamente 66,2% e 49,8%, con differenze statisticamente significative (p<0,001). Anche la soddisfazione delle pazienti, valutata attraverso il questionario BREAST-Q, è risultata significativamente superiore nel gruppo SVF.
Complicanze e sicurezza

Il tasso complessivo di complicanze è stato del 14,1% nel gruppo SVF, contro il 18,6% nel gruppo standard, senza differenze statisticamente significative. La necrosi adiposa è stata del 5,1% contro l’8,9%, mentre le cisti oleose hanno interessato il 4,5% contro il 6,4% delle pazienti. Non sono state osservate differenze significative nelle singole complicanze.
Durante il follow-up non sono stati registrati casi di infezione grave, embolia polmonare o eventi oncologici avversi. Le risonanze magnetiche hanno evidenziato reperti postoperatori benigni, senza pattern sospetti attribuibili al lipofilling. Gli autori sottolineano comunque la necessità di un follow-up oncologico prolungato, soprattutto nelle pazienti con precedente tumore della mammella.
«I risultati indicano una maggiore stabilità volumetrica del tessuto adiposo quando il lipofilling viene sottoposto a un percorso di arricchimento con SVF – spiega Pietro Gentile –. È però importante interpretare i dati con rigore: lo studio valuta l’intero processo di preparazione del tessuto arricchito e non consente di attribuire il beneficio esclusivamente alla SVF. Saranno necessari ulteriori studi per chiarire il contributo biologico dei diversi passaggi».

L’arricchimento con SVF è stato effettuato attraverso procedure di manipolazione minima, basate principalmente su filtrazione, centrifugazione e lavaggio, nel rispetto delle normative applicabili.
Lo studio, pubblicato come Original Article e classificato Level of Evidence 1 (Therapeutic), evidenzia inoltre il ruolo della risonanza magnetica tridimensionale come strumento standardizzato e riproducibile per valutare la persistenza volumetrica dopo il lipofilling.
Gli autori sottolineano infine che la metodica SVF richiede maggiore complessità tecnica, apparecchiature dedicate, tempi di processamento e specifici controlli di qualità. I risultati rappresentano quindi un’evidenza di interesse per la chirurgia plastica rigenerativa della mammella, che dovrà essere ulteriormente approfondita attraverso studi prospettici e follow-up più lunghi.
