CORONAVIRUS. Tutto si ferma, il 5G no – Everything stops except the 5G

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CORONAVIRUS – Tutto si ferma, il 5G no

Il mondo è nel panico, crollano le borse e il prezzo del greggio, tutti bloccati nelle abitazioni, a chi giova? L’Italia “appestata” di Coronavirus, eppure il 23 marzo l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) conferma solo 12 casi di decesso per Covid-19 su un campione di 300 già esaminati con un totale di decessi di circa 7 mila persone, in poche parole meno dell’1% sono morti di coronavirus. La strategia del terrore è uno dei metodi coercitivi più utilizzati, durante ogni emergenza reale o inventata si colpevolizzano le persone, per ottenere dalle stesse l’interiorizzazione della narrazione dominante su ciò che accade, al fine di evitare qualsiasi tentativo di ribellione. Il terrorismo, l’impatto ambientale, la guerra atomica, la corea del nord, Iran, lo spread, il crollo finanziario, tutto estremizzato come adesso l’impatto del COD19. Milioni di contagiati di influenza Asiatica, migliaia di morti, ma il mondo non si era fermato, prima ancora l’influenza “Spagnola” milioni di morti e il mondo non si era fermato. Ci sono diverse teorie su questa pandemia e una più di tutte accreditata da studi, depistamenti e che non fa presagire nulla di buono da parte dei soliti idioti planetari, e io non sono un amante della teoria del complotto, anche perché da studioso dei sistemi adattivi complessi so le cose vengono influenzate e tendono a sfuggire di mano a “mutare” nel tempo.

Ma lasciamo le cospirazioni, le dietrologie e concertiamoci sull’adesso. Se c’è una cosa che questa crisi ha messo in evidenza è il bisogno di connettività, così di colpo cadono tutte le remore, tutte le difese e ci si offre impauriti e confusi nelle fauci di una digitalizzazione che si fa sempre più minacciosa e spietata. Chi non è d’accordo scompare, viene emarginato, tagliato fuori dal sistema, lo stesso sistema che decide chi legge i tuoi post, chi può comprare i tuoi libri, raggiungere il tuo sito, che ti fa diventare influencer o ti atomizza nell’universo infinito di un internet sempre meno democratico e più invasivo, non a caso l’autorità Europea ha di fatto abrogato la legge sulla privacy aprendo la strada all’utilizzo di programmi per la tracciabilità dei singoli individui sul modello usato dalla Corea. La quale ha ammesso di aver tracciato le persone sospettate di essere positive al Cod19 attraverso i cellulari, documenti, spese elettroniche e telecamere biometriche. Lo ha fatto per il bene del mondo, per il loro bene, e siamo felici li l’epidemia sia stata circoscritta in breve tempo. Ma il dubbio rimane: dove finiscono tutti i nostri dati? Chi ci garantisce che non verranno utilizzati per altri scopi?  In un mondo senza più regole ed etica i presidenti delle nazioni parlano su Twitter e Facebook, la diplomazia è il vessillo di un mondo scomparso che metteva gli uomini al centro di una società e in cui c’era margine di manovra, scambio, comprensione, crescita, contrasto. Il tutto non era ridotto al sensazionalismo edonico, non era una questione di click, di “like” di numero di contagi e morti, e non importa se le cifre sono inattendibili perchè generate da sistemi diversi di calcolo e gestione, l’importante è esserci, fare scalpore.

Il “politically correct” impone cordoglio e rispetto, nessuno esca dalle righe e si faccia domande, c’è gente che soffre c’è gente che muore! La domanda però è, che valore ha sopravvivere in un mondo imbavagliato, oppresso, schiavo, incoerente e irreale? In questa schizofrenica fiera del nulla internet ha dato voce a tutti non ascoltando nessuno. Tutti sono schedati, registrati seguiti. Cosa siamo dunque disposti a diventare e a cosa rinunciamo pur di sopravvivere? La domanda non è retorica è molto seria e ha a che fare con il senso della vita quel senso che a volte sa ridefinire gli orizzonti e fa vincere sfide impossibili. Quel coraggio e determinazione che i più sembrano aver perso o di averlo barattato per un nuovo smart phone. Caso strano mentre tutto si ferma il 5G si afferma, contro il parere e volere di migliaia di persone, scienziati, medici, diventa realtà in 120 comuni d’Italia. Il mondo trasformato dallo stato di crisi in isole collegate dalle reti cellulari, si scopre accondiscendente ad una tecnologia pericolosa e invasiva di cui non conosciamo neanche fino in fondo la pericolosità, non solo a livello biologico ma anche in termini di sicurezza di protocolli e operativa. Il futuro non si ferma qualcuno inneggia, ma questo non è futuro è speculazione e ancora una volta ci troveremo a pagarne danni chiedendoci come sia stato possibile non accorgersi prima di quello che alcuni tramavano alle nostre spalle per mero profitto e sogni di vanagloria. Forse questa crisi servirà a svegliare le coscienze e noi speriamo a costruire un futuro migliore, dove si possa tornare a difendere gli uomini e i loro diritti inalienabili e non solo i profitti di grandi potentati.

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CORONAVIRUS – everything stops except the 5G

The world is panicking, the collapse of the stock markets and the price of crude oil, we are all stuck in our houses, to whom benefit? Italy “plagued” by Coronavirus, and yet on March 23rd, the Higher Institute of Health confirms only 12 cases of death for Covid-19 out of a sample of 300 already examined with a total of about 7 thousand deaths. The strategy of terror is one of the most used coercive methods, during every real or invented emergency people are blamed, to obtain from them the internalization of the dominant narrative about what happens, in order to avoid any attempt of rebellion. Terrorism, the environmental impact, the atomic war, North Korea, Iran, the economic spread, the financial collapse, all sectionalized for one reason only as now the impact of the COD19. Millions where infected when the “Asians flu” hit, thousands of deaths, but the world did not stop, before the that the “Spanish flu” millions of deaths and the world did not stop. There are several theories about this Cod19 pandemic and one more than all of them accredited by studies, misdirection’s, and that does not bode well for the usual planetary idiots, and I am not a lover of conspiracy theory, also because as a scholar of complex adaptive systems I know things are affected and tend to get out of hand to “change” over time. But let’s leave the conspiracies, the behind-the-scenes.

If there’s one thing that this crisis has highlighted is the need for connectivity, then suddenly all the qualms, all the defences fall away and you offer yourself frightened and confused in the jaws of a digitization that is becoming increasingly threatening and ruthless. Those who disagree disappear, are marginalized, cut off from the system, the same system that decides who reads your posts, who can buy your books, who can reach your site, who makes you become an influencer or atomizes you in the infinite universe of an increasingly less democratic and more invasive internet. It is no coincidence that the European authority has in fact repealed the privacy law paving the way for the use of individual tracking programs on the model used by Korea. As a matter of fact South Korea has admitted of having tracked the people suspected of being positive for Cod19 through their cell phones, documents, electronic expenses and biometric cameras, but it did so for the good of the world, for their own good, and we are happy there the epidemic was quickly circumscribed there. In a world without rules and ethics where the presidents of nations speak on Twitter and Facebook, diplomacy is the banner of a disappeared world that puts humans and their relations at the center of a society, where there was room to manoeuvre, exchange, understanding, growth, contrast. The whole process of socialization was not reduced to a hedonic sensationalism, it was not a matter of clicks, or “likes” the number of contagions and deaths. It does not matter if the figures are unreliable because are generated by different systems of calculation and management, the important thing is to be there is to impress. The “politically correct” imposes respect, no one goes out of line and asks questions, there are people who suffer, there are people who die! But what is the value of surviving in a world that is gagged, oppressed, enslaved, incoherent and unreal? In this schizophrenic fair of the internet nothingness everyone can talk no one is heard. But everyone’s on record, followed. So, what are we willing to become and what have we ready to give up in order to survive? The question is not rhetoric, it is very serious and has to do with the meaning of life, that sense that sometimes redefines the horizons and makes us overcome impossible challenges. That courage and determination that most people seem to have lost or to have bartered for a new smart phone.

While everything stops 5G is affirmed, against the opinion and will of thousands of people, scientists, doctors the 5G network is coming to place with hundreds of satellites and thousands of new antennas and devices ready to start experimentation and service in many territories, in Italy becomes reality in 120 municipalities. The world transformed by the state of crisis into islands connected by cellular networks, we find ourselves condescending to a dangerous and invasive technology of which we do not even fully know the danger not only at the biological level but also in terms of protocol and operational safety. The future does not stop someone praises, but this is not future is speculation and once again we will find ourselves paying for it wondering how it was possible not to notice beforehand what some people were plotting behind our backs for mere profit and dreams of vainglory. Perhaps this crisis will serve to awaken consciences let’s hope so.  Let’s hope we will be able to return to defend human rights.

Coronavirus? Lo spettacolo deve continuare – Coronavirus? The show must go on

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Coronavirus? lo show deve continuare

A Dubai in questi giorni sono apparsi migliaia di erogatori che rilasciano un gel igienizzante per le mani, sono nelle reception di bar, alberghi, palestre, negli ascensori, un po’ ovunque, questo i controlli aeroportuali e la chiusura dei confini ai veicoli sono gli unici segni del virus COD19. Qui si lavora aspettando ottobre e l’apertura dell’Expo Dubai 2020. Expo che promuove l’innovazione, ma anche e soprattutto la parte umana e sociale delle tecnologie. E non lo fa solo a parole, ma offrendo attraverso dei bandi, denaro a chi presenta dei progetti che rispettino le sue linee guida.

Il programma “Expo Live Innovation Impact Grant” mira a finanziare soluzioni innovative che racchiudano lo spirito del tema generale dell’Expo 2020 Dubai: “Connecting Minds, Creating the Future”. I tre sotto temi dell’Expo, Opportunità, Mobilità e Sostenibilità, sono le aree principali per il finanziamento. Il fondo non promette solo un aiuto finanziario ma di connettere gli innovatori a una rete internazionale di nazioni partecipanti, partner aziendali, aziende regionali e globali, oltre ai molti milioni di visitatori attesi. Al fine di aumentare la visibilità e l’impatto globale di un progetto, il programma Expo Live promuove un’ampia azione di marketing e comunicazione e di programmi di sensibilizzazione. Radunate le vostre idee, mettete insieme i progetti, siete ancora in tempo! La fase finale delle domande di sovvenzione inizierà nell’ottobre 2020. Questa sarà la vostra ultima possibilità di entrare a far parte della comunità degli innovatori globali dell’Expo Live Global Innovators e ricevere una sovvenzione che raggiunge i 100.000 USD. Criteri di ammissibilità sono i seguenti: il bando è aperto a imprenditori, PMI, ONG ed enti governativi legalmente registrati e riconosciuti, le innovazioni devono aver raggiunto il livello del prototipo, devono arrecare un diretto beneficio per la società, per l’ambiente o per entrambi. Dunque, fatevi queste semplici domande: Il mio progetto è allineato agli obiettivi di Expo 2020 Dubai? Il progetto è rilevante per il tema e i sotto temi dell’Expo? In che modo il mio progetto offre una soluzione che si differenzia dalle soluzioni esistenti? È significativa e stimolante? Chi beneficia della soluzione? I benefici sono significativi? Bene, spero questa breve riflessione aiuti la nostra causa, ovvero quella di chi vuole riportare al centro dell’innovazione l’essere umano, con i suoi diritti e doveri. Spero che ci siano progetti che innovano con etica e responsabilità avendo come fine ultimo non solo il guadagno finanziario ma appunto la “connessione delle menti”, la socializzazione, la costruzione etica di un mondo migliore.

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Coronavirus? The show must go on

In Dubai in these days thousands of dispensers have appeared that dispense a hands sanitizing gel, they are in the bar, hotel, restaurant, gym receptions, in the elevators, a bit ‘everywhere, this with the airport controls and the closure of the borders to vehicles are the only signs of the virus COD19. Here we work waiting for October and the opening of the Dubai 2020 Expo. Expo that promotes innovation, but also and above the development of the human and social part of technologies. And it does so not only by words, but by offering, through calls for tenders, money to those who present projects that comply with its guidelines.

The “Expo Live Innovation Impact Grant” programme aims to finance innovative solutions that embody the spirit of the general theme of Expo 2020 Dubai: “Connecting Minds, Creating the Future”. The three sub-themes of the Expo, Opportunities, Mobility and Sustainability, are the main areas for funding. The fund not only promises financial support but to connect innovators to an international network of participating nations, business partners, regional and global companies, in addition to the many millions of expected visitors. In order to increase the visibility and global impact of a project, the Expo Live program promotes extensive marketing and communication and awareness programs. Get your ideas together, get your projects together and you’re still on time! The final phase of grant applications will start in October 2020. This will be your last chance to join the Expo Live Global Innovators community and receive a grant of up to US$100,000. Eligibility criteria are as follows. The call is open to entrepreneurs, SMEs, NGOs and government agencies legally registered and recognized, innovations must have reached the prototype level, must directly benefit society, the environment or both. So, ask yourself these simple questions: Is my project aligned with the objectives of Dubai Expo 2020? Is the project relevant to the Expo theme and sub-themes? How does my project offer a solution that differs from existing solutions? Is it significant and challenging? Who benefits from the solution? Are the benefits significant? Well, I hope this brief reflection helps our cause, that is, that of those who want to bring the human being, with his rights and duties, back to the centre of innovation. I hope that there are projects that innovate with ethics and responsibility, having as their ultimate goal not only financial gain but precisely the “connection of minds” socialization, the ethical construction of a better world.

Prima che sia troppo tardi 2 – Before is too late 2

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Prima che sia troppo tardi 2

Le cose cambiano in fretta, il cielo di notte non è più lo stesso

Quando la nostra specie ha cominciato a erudirsi ha guardato al cielo per capire le stagioni, per orientarsi, per seguire il ciclo vitale della natura e le maree. Presto non sarà più possibile o almeno diventerà molto più complesso. Sarà difficile sondare lo spazio e capire cosa succede al di là dell’atmosfera terrestre. Le cose cambiano in fretta, il cielo di notte non è più lo stesso, niente di che potremmo pensare, vero? Nel corso della storia, solo stati lanciati circa 8.000 satelliti, di cui circa 2.000 attualmente attivi. Ma gli astronomi hanno avvertito che il numero di satelliti inviati in orbita è cresciuto negli ultimi mesi in maniera esponenziale e rischia di “tagliarci fuori dal cosmo”. La previsione è arrivata un giorno dopo che SpaceX, (Elon Musk), ha lanciato 60 satelliti contemporaneamente nell’ambito di un progetto per inviarne fino a 42.000 nello spazio nei prossimi anni. Questi satelliti si sono rivelati molto più riflettenti di quanto chiunque, anche gli ingegneri di SpaceX, si aspettassero. Ora altre aziende si stanno preparando a colonizzare l’orbita bassa della terra con i loro satelliti. Il risultato? Non lo sappiamo, ma non ci si può aspettare nulla di buono e questo si rivela essere un grosso problema per astronomi e scienziati.

Inoltre, i satelliti disgregati, o quello che ne rimane, sono già un grosso problema, soprattutto nell’orbita bassa, dove la rete Starlink di SpaceX è in fase di dispiegamento. L’Agenzia spaziale europea ha stimato a gennaio che ci sono quasi un milione di pezzi di spazzatura spaziale più grandi di un centimetro (circa tre ottavi di pollice) che circondano il pianeta. Ma che diritto ha un singolo paese, o una singola azienda, di inquinare lo spazio sopra di noi? Come tante volte in passato, ancora una volta gli esseri umani o meglio alcuni esseri umani, stanno procedendo senza regole, senza rispetto, senza etica. Ancora una volta, le leggi che stiamo cercando di far rispettare nel mondo “civilizzato” non sono per le frontiere, non sono per un’élite dominante. Vogliamo ripiegare? Dovremmo arrenderci? O è qualcosa di più di una semplice obsoleta mappa del cielo che stiamo perdendo? Come sta accadendo con internet che si è trasformato in un sistema di controllo di massa e con la digitalizzazione e la frammentazione del nostro mondo, scopriremo presto che tutto questo “vivere e speculare tecnologico” ha un conto salato da pagare. Stiamo perdendo il futuro, stiamo perdendo la dignità e la capacità di reagire e di lottare per ciò che è giusto, etico, rispettoso. I diritti umani non possono essere venduti per profitto o perderemo l’essenza stessa, lo spirito, la ragione che ci mantengono vivi.

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Before is too late 2

Things are changing fast, the sky at night does not look the same anymore

When our species began to erudite itself it looked to the sky to understand the seasons, to orient itself, to follow the life cycle of nature and the tides. Soon it will no longer be possible or at least it will become much more complex. It will be difficult to probe space and understand what happens beyond the Earth’s atmosphere. Things are changing fast, the sky at night does not look the same anymore, no big deal, right? Throughout history, only about 8,000 satellites have ever been sent to space, and there are about 2,000 currently active satellites. But astronomers have warned that the exponential number of satellites being sent into orbit lay the risk “of cutting us off from the cosmos”. The prediction came a day after SpaceX, (Elon Musk), launched 60 satellites at once as part of a project to send up to 42,000 into space in the coming years. These satellites have turned out to be far more reflective than anyone, even SpaceX engineers, expected. Now other companies are getting ready to colonize the low orbit space with their satellites. The result? We do not really know, but nothing good can be expected and this turns out to be a big problem for astronomer and scientists.

Plus, broken-down satellites, or what’s left of them, are already a big problem, particularly in low-Earth orbit, where SpaceX’s Starlink network is being deployed. The European Space Agency estimated in January that there are nearly a million pieces of space junk larger than 1 centimetre (about three-eighths of an inch) circling the planet. But what right does a single country, or a single company, has to pollute the space above us? As many times before once again humans or at list apart of them, are proceeding with no regulation, with no respect, with no ethics. Once again, the laws that we are trying so hard to enforce in the “civilized” world are not for the frontiers, are not for the dominating elite. Shall we just fold down? Should we just give up? Or is more than just a obsolete map in the sky in the sky we are losing? Like we are experiencing with the internet abuse and mass surveillance, with the digitalization and fragmentation of our world we will soon discover that all this is coming with a great price tag, we are loosing the future, we are loosing the dignity and capability to react and to fight for what is equal, ethic, considerate. Human rights can not be sold for profit or we will lose the very essence, spirit, reason for being alive.

Il nostro tallone d’Achille – Our Achilles’ heel

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Il nostro tallone d’Achille

Se ricevete e-mail da persone sconosciute, non apritele, cancellatele e basta

La digitalizzazione ha cambiato il nostro modo di vivere, ci ha resi molto più produttivi, connessi, organizzati, mobili, ma ci ha reso anche più vulnerabili. Alcune semplici regole possono rendere la nostra vita più sicura e dunque anche migliore. Filtrate e controllate le vostre e-mail. Se ricevete e-mail da persone sconosciute, non apritele, cancellatele e basta. Se avete dei dubbi dopo aver letto il nome e l’oggetto, non scaricate o aprire gli allegati. Contattate in caso la persona e accertatevi del mittente. La maggior parte delle grandi aziende con cui crei un account online non ti invierà mai allegati, diffidate di qualsiasi e-mail proveniente da siti che si fingono banche, siti di aste, ecc. che vi chieda di verificare le informazioni sul conto bancario o l’indirizzo. Nessuna banca lo farebbe mai. Se ricevi mail che ti comunicano vincite, soldi o una vacanza gratis, probabilmente è una truffa così come le e-mail di personaggi famosi, dall’agenzia delle entrate, dal governo o polizia. Buona regola è eliminarle immediatamente.  Qualunque cosa dicano non fatevi prendere dal panico e soprattutto non date informazioni. State attenti ai file che vi scambiate specialmente con le chiavette USB.

 Usate sempre un software antivirus e verificate la provenienza dei files. Sui cellulari attenzione anche a dove ricaricate il vostro dispositivo, attraverso il cavo USB potrebbero raggiungere il sistema operativo (esistono filtri meccanici che lo impediscono). Il wi-fi abbiamo detto più volte che va evitato. Utilizzate sempre il Firewall esso viene utilizzato principalmente per creare una barriera tra le vostre informazioni e il mondo esterno. L’uso di una password è un altro modo per prevenire l’intrusione nel vostro, preferite sempre programmi che vi richiedano l’accesso con una password o pin, usate quando possibili sistemi di autenticazione a due fattori. Se state selezionando una password, assicuratevi di selezionare una password complessa che renderà molto difficile per gli hacker avere modo di accedere al vostro computer e files. Per selezionare una password complessa è necessaria una combinazione di lettere e numeri per farlo e con questo sarà molto difficile per gli hacker avere un modo per accedere al computer. Coprite le camere di cellulari e computer quando non le usate. Lo so sembrano precauzioni esagerate ma peggio è che qualcuno si impadronisca dei vostri account o che distrugga i vostri terminali. Purtroppo molti pensano che questo non accada mai fino a quando è troppo tardi per porvi rimedio.

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Our Achilles’ heel

If you receive emails from strangers, don’t open them, just delete them

Digitization has changed the way we live, it has made us much more productive, connected, organized, mobile, but it has also made us more vulnerable. A few simple rules can make our lives safer and therefore better. Filter and check your emails. If you receive emails from strangers, don’t open them, just delete them. If in doubt after reading the name and subject line, don’t download or open attachments. Contact the person and make sure of the sender. Most large companies with whom you create an online account will never send you attachments, be wary of any email from sites pretending to be banks, auction sites, etc. asking you to verify your bank account information or address. No bank would ever do that. If you receive emails telling you about winnings, money or a free vacation, it’s probably a scam as well as emails from celebrities, the IRS, the government or the police. Good rule is deleting immediately. 

Whatever they say, don’t panic and especially don’t give out any information. Be careful with the files you exchange especially with USB flash drives. Always use antivirus software and check where the files come from. On mobile phones be careful also where you charge your device, through the USB cable the operating system could be reached (there are mechanical filters on the market to prevent that) Wi-fi we have said many times that should be avoided. Always use the Firewall to create a barrier between your information and the outside world. The use of a password is another way to prevent intrusion into your own, always prefer programs that require access with a password or pin, use when possible two-factor authentication systems. If you are selecting a password, be sure to select a complex password that will be very difficult for hackers to access your computer and files. To select a complex password, you need a combination of letters and numbers to do this and with this it will be very difficult for hackers to have a way to access your computer. Cover the rooms of mobile phones and computers when you are not using them. I know it seems like an exaggerated precaution but worse is that someone takes over your accounts or destroys your terminals. Unfortunately, many people think that this never happens until it is too late to fix it.

Il coraggio di difendersi – Before it’s too late

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Il coraggio di difendersi

Hai perso l’audacia o la capacità?

Prendiamo coraggio. Il primo passo è far rispettare le regole. Molti sono interessati a scrivere regole e leggi, costituzioni, ma in pochi sembrano essere in grado di farle rispettare, specialmente quando si tratta dei nostri diritti umani, della nostra privacy. Abbiamo degli strumenti per difenderci usiamoli! Forse non saranno il massimo, forse commetteremo degli errori, probabilmente ne usciranno di migliori, ma intanto iniziamo a proteggerci, è un nostro diritto! E come ripeto sempre i diritti vanno esercitati per il nostro bene e per il bene di tutti. Quali sono questi strumenti che possono aiutarci nella gestione dei nostri dati? Innanzi tutto, va detto che la migliore maniera a oggi per mantenere i dati protetti è quella di criptarli, ovvero di scomporre le informazioni in pacchetti che possono essere assemblati solo in possesso di una “chiave”.  Questo comporta due criticità, la prima riguarda la chiave e chi la detiene, se voi o un provider del servizio (nel caso di APP quali WhatsApp la chiave la detengono loro e dunque possono leggere o far leggere quello che scrivete) il secondo problema è quello legato alla perdita della chiave, che vuol dire perdere tutte le informazioni. Esistono oggi sul mercato diversi prodotti più o meno professionali con gradi diversi di sicurezza e complicatezza. Partiamo con il dire che un minimo livello di sicurezza sarà sempre meglio di nessun livello. Uno dei programmi che consiglio per iniziare è www.boxcriptor.com, questo semplice programma può essere istallato su smartphone e sul computer e vi permetterà di criptare dischi e chiavette specificando anche i file o le cartelle che volete non criptare. Questo vi permetterà di usare i servizi cloud più popolari con più sicurezza, perché usa quella che viene definita “Zero knowlege encription” come alcuni clouds tra i quali mi sento di raccomandare Sync.com e Tresorit.

Naturalmente questi sono tutti servizi a pagamento, ma come sappiamo la sicurezza si paga. Questo vi permetterà anche di condividere i files in maniera sicura. Altra parte fondamentale (anche se ci sono stati casi in cui non è bastato) è l’uso di una VPN, un Virtual Private Network (tradotto dall’inglese in lingua italiana letteralmente: rete virtuale privata). Questo network privato (per accederci devi avere un account con le tue credenziali) è virtuale e crea un ponte virtuale criptato tra gli utenti (te per esempio) e un server (localizzato ovunque). Le VPN rimpiazzano il tuo indirizzo IP con un indirizzo IP del server a cui sei connesso e questo garantisce la tua privacy. Puoi connettere a qualsiasi server della VPN con differenti indirizzi IP puoi dunque simulare di essere a New York, o in un qualunque altro punto della VPN. Questo è utile per bypassare le restrizioni imposte da alcuni server (vedi netflix o Sky). Dobbiamo investire in tempo ed energie perché le cose cambino e perché il nostro utilizzo di internet e dei suoi servizi sia più sicuro.

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The courage to defend yourself

Have you lost your nerve or your ability?

Let’s take courage. The first step is to enforce the rules. Many are interested in writing rules, laws, constitutions, but few seem to be able to enforce them, especially when it comes down to our human rights, our privacy. We have tools to defend ourselves, but we need to start using them. Maybe they will not be the best, maybe we will make mistakes, but let us start protecting ourselves, it is our right! And as I always say, rights must be exercised for our own good and for the good of all. What are these tools that can help us in managing our data? First, it must be said that the best way to date to keep data protected is to encrypt, to break the information into packages that can only be reassembled in possession of a “key”.  This involves two critical issues, the first concerns the key and who holds it, if you or a service provider (in the case of APPs such as WhatsApp the key is held by them and therefore they can read or have read what you write) the second problem is related to the loss of the key which means losing all the information. Today there are several professional products on the market with different degrees of security and complication. Let’s start by saying that a minimum level of security will always be better than no level at all. One of the programs that I recommend to get going is www.boxcriptor.com this simple program can be installed on smartphones and computers and will allow you to encrypt disk, keys also specifying the files or folders you don’t want to encrypt. This will allow you to use the most popular cloud services with more security, because it uses what is called “Zero knowlege encription” as well as some clouds services do among which I recommend Sync.com and Tresorit.

Of course, these are all paid services, but as we know security has a cost that you are going to pay one way or the other. This will also allow you to share files securely. Another fundamental part (even if there have been cases where it was not enough) is the use of a VPN, a Virtual Private Network. This private network (to access it you must have an account with your credentials) is virtual and creates an encrypted virtual bridge between the users (you for example) and a server (located everywhere). VPNs replace your IP address with an IP address of the server you are connected to and this guarantees your privacy. You can connect to any VPN server with different IP addresses so you can simulate being in New York, or anywhere else in the VPN. This is useful to bypass the restrictions imposed by some servers (see Netflix or Sky). We need to invest time and energy to make things change and to make our use of the internet and its services safe.

Prima che sia troppo tardi – Before it’s too late

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Prima che sia troppo tardi

Dobbiamo agire per tutelare i nostri diritti umani fondamentali, per proteggere le costituzioni, per difendere un futuro che non sia colonizzato prima di esserci.

Internet e i servizi a esso legati ci servono, non c’è dubbio.  Ma stiamo raggiungendo un punto critico: o vinceremo la battaglia per un internet etico, o verremo annientati dalla nostra stessa bramosia di potere di controllo e tecnologia. Sono convinto che quello che oggi condividiamo e utilizziamo si trasformerà negli anni a venire. La nostra capacità di sopravvivenza saprà sorprenderci, non so come ma non abbiamo scelta e questo è uno dei migliori incentivi. Ho letto un articolo di Tim Berners Lee, professore all’MIT, e a Oxford meglio conosciuto dal grande pubblico come l’inventore del World Wide Web. Anche lui come molti della mia generazione (classe 1968), ha creduto che il web sarebbe stato questo luogo fantastico e democratico, fatto per servire il genere umano per progetti sociali e “open source” o come Wikipedia, Openstreetmap. Le cose come sappiamo a trent’anni di distanza sono molto diverse. Il grado di manipolazione, disinformazione è molto alto. Gli Hacker colpiscono senza tregua, I governi e le istituzioni ad essi legate da una parte cercano di controllare e regolamentare, dall’altra di sfruttare e gestire. Esiste una zona grigia fatta di grandi multinazionali e piccole realtà che manipola, vende, ruba e barra i nostri dati grazie a programmi sempre più sofisticati e al big data. Il risultato è una serie di attacchi al vero cuore democratico delle nazioni, dei colpi di stato in cui le tecnocrazie sovvertono le regole grazie a programmi predittivi e che modificano il comportamento. Credo siamo ormai vicini ad un punto di svolta, dobbiamo agire per tutelare i nostri diritti umani fondamentali, per proteggere le costituzioni, per difendere un futuro che non sia colonizzato prima di esserci.

Credo sia un processo che richiede lo sforzo congiunto, di singole persone e gruppi sociali, delle piattaforme e dei governi. Abbiamo fallito in precedenza ma questo ci da la possibilità di vedere gli errori e correggerli. Tim Berners Lee, indica una soluzione, un Contratto per il web, un piano d’azione globale portato avanti da alcuni governi, imprenditori, piattaforme e singoli web users. Il Contratto per il web www.contractfortheweb.org è sicuramente un punto di partenza e dovremmo veramente promuovere questa idea che se sottoscritta avrà il potere di riportare chiarezza, legittimità, etica. Dobbiamo farlo per noi e per i “nostri” figli, per le generazioni che verranno, per quelli che ancora non si rendono conto della pericolosità di questo fantastico strumento. Obbligherà i governi e le istituzioni ad essere più trasparenti, a rendere pubbliche le azioni prese e a smetterete di infrangere con tanta disinvoltura le costituzioni. Le campagne politiche a essere coerenti e non basate sulla disinformazione e la manipolazione. Le grandi piattaforme dovranno smettere di vendere i vostri dati e gestire i nostri profili a piacimento. Gli strumenti ci sono, adesso tocca a noi.

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Before it’s too late

We must act to protect our fundamental human rights, to protect the constitutions, to defend a future that is not colonized before it is there

We need the Internet and related services, no doubt about it.  But we are reaching a critical point. Either we will win the battle for an ethical internet or we will be annihilated by our own lust for power, control and technology. I am convinced that what we share and use today will change in the years to come. Our ability to survive will surprise us, I don’t know how but we have no choice, and this is one of the best incentives. I read an article by Tim Berners Lee, professor at MIT and Oxford better known to the general public as the inventor of the World Wide Web.  I read an article by Tim Berners Lee, professor at MIT and Oxford better known to the general public as the inventor of the World Wide Web. Like many of my generation (born 1968) he believed that the web would be this fantastic and democratic place, made to serve mankind for social and “open source” projects or as Wikipedia, Openstreetmap. Things as we know thirty years later are very different. The degree of manipulation, misinformation is very high. Hackers strike relentlessly. Governments and institutions linked to them on the one hand try to control and regulate, on the other to exploit and manage. There is a grey area made up of large multinationals and small realities that manipulate, sell, steal and cross out our data thanks to increasingly sophisticated programs and big data. The result is a series of attacks on the true democratic heart of nations, coups d’état in which technocracies subvert the rules thanks to predictive and behaviour-changing programs.

I believe we are now close to a turning point, we must act to protect our fundamental human rights, to protect the constitutions, to defend a future that is not colonised before it is there. I believe it is a process that requires the joint effort of individuals and social groups, platforms and governments. We have failed before, but this gives us a chance to see the mistakes and to correct them. Tim Berners Lee, indicates a solution, a Web Contract, a global action plan carried out by some governments, entrepreneurs, platforms and individual web users. The Contract for the web www.contractfortheweb.org is certainly a starting point and we should really promote this idea that if signed will have the power to restore clarity, legitimacy, ethics. We must do it for us and for “our children”, for the generations to come, for those who still do not realize the danger of this fantastic tool. It will oblige governments and institutions to be more transparent in making public the actions taken and to stop breaking constitutions so casually. Political campaigns to be consistent and not based on disinformation and manipulation. The big platforms will have to stop selling your data and managing your profiles at will. The tools are now up to us.

La dittatura dei dati – The Dictatorship of Data

di emigrazione e di matrimoni

La dittatura dei dati

Le foto che caricate, i messaggi che inviate e ricevete, cosa comprate, che carta di credito usate, dove, siete o state andando, tutto contiene metadati, tutto traccia un’immagine del vostro io digitale sempre più contigua al vostro io fisico.

Il mondo è in fermento o almeno una parte di esso. La promessa di un internet democratico, di un luogo di convivenza e scambio si è realizzata solo in parte a discapito di etica, e della stessa democrazia che prometteva. Il sistema si alimenta e si mantiene ad un prezzo molto alto, la vostra privacy è alla mercé di tutti, i vostri dati vengono venduti, scambiati, esposti. Qualcuno dice che siamo ancora in tempo per raccogliere i frammenti di queste democrazie e ricomporre un’immagine migliore, altri pensano che non ci sia più possibilità. Il danno portato a segno da Facebook, Cambridge analitica, dal big data, dall’NSA e dalle miriadi di agenzie IT private che lavorano come mercenarie più o meno direttamente per i vari governi e apparati è immenso e ha atomizzato il tessuto sociale e dei governi. Il libro della Kaiser, definita la talpa di Cambridge analitica “La dittatura dei dati” ci dà un’immagine ancora una volta sconcertante dell’influenza che una società privata ha avuto nella geopolitica globale, non solo in UK o USA, ma nelle Americhe e nel continente africano.  Un business da milioni di dollari, che si intreccia con la politica, con le ONG, con le università e associazioni non profit, ma anche con l’imprenditoria e le grandi multinazionali. Facciamo un passo indietro e capiamo come funziona questa potente macchina della sorveglianza.

Da dove arriva tutta questa mole di dati e dove vanno? Provate ad utilizzare il programma Lightbeam per capire in quanti vi stanno tracciando attraverso i cookie, difficilmente saranno meno di una quarantina. Qualunque cosa stiate facendo, viene monitorata, cosa leggete, per quanto tempo, a che ora, con che strumento. Le foto che caricate, i messaggi che inviate e ricevete, cosa comprate, che carta di credito usate, dove, siete o state andando, tutto contiene metadati, tutto traccia un’immagine del vostro io digitale sempre più contigua al vostro io fisico. Tutto questo costante flusso di dati viene archiviato, estrapolato, venduto. Non esiste più nulla di voi che non sia possibile predire, o almeno così dicono. Migliaia di server sparsi nel mondo trasportano e duplicano il vostro io digitale, server che costituiscono il big data. Li attingono e si nutrono di algoritmi predittivi, che hanno il compito di consigliarvi e “guidarvi” con l’uso dell’intelligenza artificiale e incrociando tutti questi dati si può dire cosa comprerete e chi voterete e perché. Non preoccupatevi troppo delle vostre scelte, c’è già chi lo fa per voi.

di emigrazione e di matrimoni

The Dictatorship of Data

The photos you upload, the messages you send and receive, what you buy, what credit card you use, where you are or are going, everything contains metadata, everything traces an image of your digital self, more and more contiguous to your physical self.

The world is in turmoil or at least a part of it. The promise of a democratic internet, of a place of coexistence and exchange has only partly come true at the expense of ethics, and of the very democracy that it promised. The system is fed and maintained at a very high price, your privacy is at the mercy of all, your data is sold, exchanged, displayed. Some say that there is still time to collect the fragments of these democracies and reassemble a better image, others think that there is no longer any possibility. The damage done by Facebook, Cambridge Analytica, big data, NSA and the myriad of private IT agencies working as mercenaries for various governments and apparatuses is immense and has atomized the social fabric and the institutions. Kaiser’s book, called Cambridge’s analytical mole “The Dictatorship of Data” gives us a once more a disconcerting picture of the influence that a private company has had in global geopolitics, not only in the UK or USA, but in the Americas and the African continent.  A million-dollar business, which is intertwined with politics, NGOs, universities and non-profit associations, but also with business and large multinationals. Let’s take a step back and understand how this powerful surveillance machine works. Where does all this data come from and where does it go? Try to use the Lightbeam program to understand how many people are tracking you through cookies, they are unlikely to be less than forty.

Whatever you are doing, it is monitored, what you read, for how long, at what time, with what tool. The photos you upload, the messages you send and receive, what you buy, what credit card you use, where you are or are going, everything contains metadata, everything traces an image of your digital self, more and more contiguous to your physical self. All this constant flow of data is stored, extrapolated and sold. There is nothing more of you that cannot be predicted, or so they say. Thousands of servers around the world carry and duplicate your digital self, servers that make up the big data. In this immense warehouse of data draw and feed predictive algorithms, which have the task of advising and “guiding” you. Through the use of artificial intelligence and crossing all these data they can tell what you will buy and who you will vote and why. Don’t worry too much about your choices, there are already those who do it for you.

Una battaglia globale – Global war

di emigrazione e di matrimoni

Una battaglia globale

Internet etico? Una irrealizzabile utopia

di Gabriele Andreoli

Volevo scrivere un editoriale sull’internet etico, su nuovi modelli di business, ma è come tentare di progettare campi di pomodori tra le trincee martoriate di un conflitto. Non faccio a tempo a fermarmi, le notizie si moltiplicano. LycaMobile (operatore telefonico) è l’ultima vittima, rubate 2.2 Giga di informazioni riguardanti l’azienda e i clienti: documenti, passaporti, indirizzi, numeri di telefono ecc. ecc. e messi in rete a disposizione di tutti. In queste condizioni è futile parlare di privacy o di sicurezza privata o nazionale. Folle pensare all’utilizzo della rete 5G, io credo invece che dovremo cominciare con il gestire quello che abbiamo. Arrivano nuove informazioni su come hakerare i terminali “smart Speakers” di Alexia, Siri, Google Smart attraverso segnali laser, tutto questo da remoto senza nessun intervento fisico sui dispositivi.

 Così i “nostri” assistenti già colpevoli di strane connessioni, di back door e di una condotta non proprio etica adesso aprono al mondo intero lasciandosi docilmente manipolare. Dal 2014 la banca Unicredit ha subito diversi attacchi che hanno esposto i dati sensibili di migliaia di clienti, con oltre 2 Bilioni spesi nel 2016 e nel 2017 qualcuno è tornato a “bucare il sistema”. Il problema si spande a macchia d’olio, e con la capacità di immagazzinare mole sempre maggiori di dati e di metterli in relazione, le organizzazioni più potenti tengono sotto scacco non solo i singoli ma le democrazie, le istituzioni, i governi. Non smetterò mai di ripetere che in questi termini non può esserci nessun sistema democratico ma solo tecnocrazie. Tutti gli stati spendono bilioni di soldi pubblici per gestire una situazione ingestibile, che continua a concentrare ricchezza nelle mani di pochi e lascia i singoli sfruttati e senza difese.

Questo è il vostro modello di democrazia globale? In cui gli Stati Uniti d’America sono i proprietari di oltre il 95% dei software, delle strutture fisiche, degli hardware utilizzati nel mondo per far funzionare internet, uno stato dominante. Con un Budget che supera gli 80 bilioni di dollari l’anno per mantenere una rete di mercenari tecnologici piazzati ovunque, molte testimonianze e documenti parlano della creazione da parte della CIA e dell’NSA del più grande database (illegale) di sorveglianza mondiale. Qualcuno vorrebbe farci credere che in questi termini si possano difendere i diritti umani, difendere le sovranità nazionali dei singoli stati, difendere l’innovazione, che si possa ancora parlare di segreti industriali? Di Brevetti? Di Copyright?

Credo che sia arrivato il momento di ritrovare un equilibrio, di chiedere il rispetto delle sovranità nazionali, di promuovere lo sviluppo di tecnologie condivise ed etiche e smettere di accettare passivamente modelli di business come quelli di GOOGLE e Facebook. I soldi si guadagnavano anche prima di questo orrendo banchetto che sta devastando e inaridendo il globo. I costi per mantenere queste micidiali architetture diventano sempre più salati e ricadono sempre sull’anello più debole, sui contribuenti. Coloro che vogliono lavorare non possono rifiutare di farsi usare e abusare dal sistema, sempre più elettronico, virtuale, invasivo pericoloso. Credo fermamente ci siano alternative e che vadano attuate, ritrovare il coraggio di agire, di riconquistare il futuro.

di emigrazione e di matrimoni

Global War

Internet ethics? Unachievable utopia

By Gabriele Andreoli

I wanted to write an editorial on the ethical internet, on new business models, but it’s like trying to design tomato fields in the tortured trenches of a conflict. I do not have time to stop the news multiply. LycaMobile (telephone operator) is the latest victim, stolen 2.2 Giga of information regarding the company and customers, documents, passports, addresses, telephone numbers etc. etc. In these conditions it is futile to talk about privacy or national security. In these conditions some speak of the 5G network, I believe instead that we will have to start by managing what we have. New information arrives on how to hack Alexia’s “Smart Speakers” terminals, Siri, Google Smart through laser signals, all this remotely without any physical intervention on the devices. Thus “our” assistants already guilty of strange connections, back doors and conduct that is not exactly ethical now open up to the whole world, allowing themselves to be meekly manipulated. Since 2014, the Unicredit bank has suffered several attacks that have exposed the sensitive data of thousands of customers, with over 2 Billion spent in 2016 and in 2017 someone has returned to “pierce the system”.

The problem spreads like wildfire, and with the ability to store ever greater amounts of data and to relate them, the most powerful organizations keep under control not only individuals but democracies, institutions, governments. I will never stop repeating that in these terms there can be no democratic system but only technocracies. All states spend billions of public money to manage an unmanageable situation, which continues to concentrate wealth in the hands of a few and leaves individuals exploited and defenseless. Is this your model of global democracy? In which the United States of America are the owners of over 95% of software, of physical structures, of the hardware used in the world to make the internet work, a dominant state. With a budget that exceeds 80 billion dollars a year to maintain a network of technological mercenaries placed everywhere, many testimonies and documents speak of the creation by the CIA and the NSA of the largest (illegal) worldwide surveillance database.

Would anyone want us to believe that in these terms we can defend the human rights of individuals, defend the national sovereignty of individual states, defend innovation, that we can still talk about industrial secrets? Patents? Copyright? I believe that the time has come to find a balance, to demand respect for national sovereignties, to promote the development of shared and ethical technologies and stop passively accepting business models like those of GOOGLE and Face book. The money was earned even before this horrendous banquet that is devastating and drying up the globe. The costs to maintain these deadly architectures become increasingly salty and always fall on the weakest link on taxpayers. Those who want to work cannot refuse to be used and abused by the system, increasingly electronic, virtual, invasive dangerous. I firmly believe there are alternatives and that we should peruse them, rediscover the courage to act to regain our future.

La scienza scopre, l’industria applica, gli uomini si conformano”

di emigrazione e di matrimoni

La scienza scopre, l’industria applica, gli uomini si conformano”

di Gabriele Andreoli

Un nuovo ordine economico ha preso piede, la specie umana è diventata di colpo il bersaglio di nuove tecnologie utilizzate per modificare il comportamento dei singoli individui, sovvertire gli stati di diritto, alienare i diritti umani, mascherare orrende macchinazioni, togliere la sovranità al popolo. La sentenza che avete appena letto sfortunatamente non è un estratto da un libro di fantascienza, ma la realtà che si sta consumando e di cui nel 2019 Shoshana Zuboff scrive nel suo libro “Il capitalismo della sorveglianza”, non un romanzo, ma un saggio sulla manipolazione del genere umano.

Purtroppo, le prove si sono accumulate, e la maggior parte delle persone e dei governi si stanno mestamente e incoscientemente assoggettando, seguendo i nuovi principi del capitalismo, regole che calpestano le costituzioni. Tutto sta andando bene, come era stato predetto, programmato, preparato dalle élite delle tecnocrazie. D’altronde il genere umano ha una certa fascinazione per il “futuro” per la tecnologia, inoltre come specie abbiamo sempre avuto una certa propensione e fascinazione per l’infinito, l’immortalità, il potere. Questa nostra vulnerabilità si somma pericolosamente ad un altro elemento l’assoggettamento (uno dei fenomeni emergenti dei sistemi complessi adattivi di cui come specie biologica siamo ovvi rappresentanti).

Già il filosofo francese Etienne de la Boétie nel 1500 parlava nel suo libro sulla schiavitù volontaria di questa umana propensione. Non c’è dunque da sorprendersi che lo slogan dei nuovi capitalisti tecnologici rimanga lo stesso lanciato nel 1932 in occasione esposizione mondiale: La scienza scopre, l’industria applica, gli uomini si conformano. E perché questa conformazione sia più rapida, pervasiva e totale nuovi studi sulle neuroscienze alimentano algoritmi sempre più potenti e l’intelligenza artificiale sta raggiungendo una perfezione e vastità di dominio impensabile.

Il pianeta è avvolto e solcato da migliaia di chilometri di cavi e fibre ottiche che attraversano i continenti e gli oceani sotto lo sguardo di migliaia di satelliti, mentre i segnali si irradiano su centinaia di frequenze con milioni di antenne che si moltiplicano giornalmente connettendo ogni sorta di apparato per la gioia di milioni di possessori di “smart device”. Il prezzo che paghiamo in termini di ambiente, salute, benessere reale è spropositato e come la spada di Damocle promette di colpire con devastanti conseguenze se non saremo in grado di riprendere il controllo della tecnologia nelle nostre mani e di utilizzarla invece di essere utilizzati.

di emigrazione e di matrimoni

Science discovers, industry applies, men conform.

by Gabriele Andreoli

A new economic order is catching on, the human species has suddenly become the target of new technologies used to change the behaviour of individuals, subvert law states, alienate human rights, disguise horrendous machinations, remove sovereignty from the people. The sentence you have just read unfortunately is not an excerpt from a science fiction book, but the reality that is being consumed and of which in 2019 Shoshana Zuboff writes in his book “Surveillance capitalism”, not a novel, but an essay on the manipulation of the human race.

Unfortunately, the evidence has accumulated, and most people and governments are sadly and unconsciously subjecting, following the new principles of capitalism, rules that trample the constitutions. Everything is going well, as had been predicted, planned, prepared by the elite of technocracies. On the other hand, mankind has a certain fascination for the “future” of technology and as a species we have always had a certain propensity for the infinite, immortality, power. This vulnerability of ours is added dangerously to subjection (one of the emerging phenomena of complex adaptive systems of which we are obvious representatives as a biological species).

In 1500 the French philosopher Etienne de la Boétie spoke in his book on the voluntary slavery of this human propensity. It is therefore not surprising that the slogan of the new technological capitalists remains the same launched in 1932 on the occasion of the world exhibition: Science discovers, industry applies, men conform. And for this conformation to be more rapid, pervasive and total, new studies on neuroscience feed ever more powerful algorithms and artificial intelligence is reaching a perfection and vastness of unthinkable domain.

The planet is wrapped and furrowed by thousands of kilometres of cables and optical fibres that cross the continents and the oceans under the gaze of thousands of satellites, while the signals radiate on hundreds of frequencies with millions of antennas that multiply daily, connecting all sorts of equipment for the joy of millions of “smart device” owners. The price we pay in terms of environment, health, real well-being is disproportionate and as the sword of the tyrant Damocles promises this technology’s and abuses will have a very hi price for the human race, if we are not able to regain control of the technology in our hands and use it instead of being used.

L’Internet che brucia – The burning Internet

di emigrazione e di matrimoni

L’Internet che brucia

Molti di noi accedono quotidianamente a Internet, ma sappiamo davvero quale effetto può avere sull’ambiente?

Ultimamente si è parlato molto della foresta Amazzonica, del riscaldamento globale e dell’ambiente. Non voglio qui contestare i dati degli ambientalisti (anche perché li do per scontati). Credo in ogni caso che dovremmo fare di meglio per il nostro pianeta e per i nostri figli, ma non vedo un comportamento coerente in molti giovani. Ammettiamolo: non possiamo davvero fare alcun lavoro senza essere online, vero? Il nostro stile di vita quotidiano è alimentato da una vasta rete di infrastrutture tangibili e fisiche, dai data center alle reti di trasmissione sino ai dispositivi che teniamo nelle nostre mani, che ci portiamo dietro e che abbiamo sulle scrivanie.

Il trasferimento e l’archiviazione di massa dei nostri dati è enorme e sta crescendo rapidamente. Ebbene, tutte quelle macchine che accedono a Internet nel mondo si sommano in modo pericoloso: conosciamo o ci preoccupiamo dell’impatto che le nuove tecnologie e la rete hanno sul pianeta? Molti di noi accedono quotidianamente a Internet, ma sappiamo davvero quale effetto può avere sull’ambiente? Naturalmente il termine “Internet” è oltre modo ampio, come anche la parola “tecnologia”. Diventiamo più specifici allora: un fisico dell’Università di Harvard ha scoperto che “venti milligrammi di anidride carbonica vengono emessi ogni secondo quando una persona naviga su un semplice sito Web”. Ma aspettate, la storia non finisce qui. Avete mai pensato che le e-mail inviate come spam sprecano molta energia? Secondo uno studio, nel 2018 sono state inviate ogni giorno circa 14,5 miliardi di e-mail di spam in energia, un dato equivalente al consumo di milioni di case e veicoli. Quindi, per quanto innocente possa sembrare la navigazione sul web, poche persone sono consapevoli dell’impatto dannoso che ha sul nostro ambiente.
Con il numero globale di utenti in rapido aumento, Internet infatti rappresenta l’incredibile cifra di 1,54 Giga-Ton di emissioni di carbonio, più dell’intera industria aeronautica.

Aspettate un minuto: che dire del 5G, l’internet delle cose? Non appena gli elettrodomestici e i veicoli si collegheranno attraverso la tecnologia Internet delle cose (IoT), il consumo totale di energia schizzerà alle stelle, perché nulla sarà più spento e tutto sarà acceso comunicando continuamente, interagendo.
Senza voler considerare il danno causato dalle onde elettromagnetiche in termini di energia, tutto questo è semplicemente intollerabile.

Non sto suggerendo che dovremmo smettere di usare i nostri dispositivi, ma vedo che da un punto di vista sostenibile, ambientale, psicologico e sociologico, dovremmo insegnare ai giovani e ai meno giovani un uso corretto di questa importante e radicale tecnologia.

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The burning Internet

Many of us access the internet daily, but do we really know what effect the Internet has on our environment?

Lately there has been is a lot of talk about the Amazon forest, the global warming, the environment. I will not get to the scientific facts checking on the issue of the environment, I take it for granted. I do believe that we should do better for our planet and children, but I do not see a consistent behaviour with many of the young people. Let’s face it; we can’t really get any work done without getting online anymore, can we? Our daily lifestyle is powered by a vast network of tangible, physical infrastructure, from data centres to transmission networks to the devices we hold in our hands, place in our laps and have on our desks. The transfer and mass storage of our data is enormous and growing at a rapid speed.

 Well, all those machines accessing the Internet all over the globe add up. Do we know or care about the impact that new technology and internet have on the planet? Many of us access the internet daily, but do we really know what effect the Internet has on our environment? Of course, the term “Internet” is extremely broad like the term technology. Let’s get more specific then, a Harvard University physicist had found that ‘’Twenty milligrams of Carbon Dioxide are emitted every second when a person browses any simple website “. Wait, the story does not end here. Have you ever thought that emails sent as spam waste a lot of energy? According to a study, about 14.5 billion spam emails were sent every day in 2018 which generates enough energy to power millions of homes and vehicles.

So, as innocent as browsing the web may seem, few people I bet are aware of the damaging impact the Internet has on our environment. With the global number of users rapidly increasing, the Internet accounts for a staggering 1.54 Gigatons of carbon emissions – more than the entire aviation industry. And wait a minute, what about 5G, the internet of things? As soon as the home appliances and vehicles are getting connected to the internet through the Internet of Things (IoT) technology, it will be affecting the environment big time, because nothing will be off anymore, everything will be on continuously, communicating, without considering the damage caused by of the electromagnetic waves the terms on energy all this is just unsustainable. I am not suggesting we should stop using our devices, but I do see that from a sustainable point of view, environmentally, psychologically, sociologically, we should teach to the young and the not so young a better use of them.

And what about the very back bone of internet communications undersea cables. Over 250 of these fiber optic cables already traverse the ocean floor. The underwater networks started as far back as the 1850 collectively span over 600,000 miles — connect entire continents and support our global world. Construction and maintenance of these underwater cables is increasing at a drastic rate as the demand for internet access and faster speeds spreads across the globe. Since the underwater networks are so crucial to our global economy, Australia and New Zealand have begun establishing protective zones around the cables. The zones prohibit fishing and other marine activities to prevent cable damage. The hope is that these protective areas will double as marine wildlife sanctuaries. It’s too soon to tell if these inadvertent preserves have helped improve ecosystems or marine wildlife biodiversity.

However, it’s likely that more countries will adopt cable protection zones as the underwater networks continue to expand. But the according to a new study. Thousands of miles of fibre optic cables are under threat in US cities like New York, Seattle and Miami, and could soon be out of action unless steps are taken to protect them..

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