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Una battaglia globale – Global war

By 1 Dicembre 2019 1 Febbraio, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Una battaglia globale

Internet etico? Una irrealizzabile utopia

di Gabriele Andreoli

Volevo scrivere un editoriale sull’internet etico, su nuovi modelli di business, ma è come tentare di progettare campi di pomodori tra le trincee martoriate di un conflitto. Non faccio a tempo a fermarmi, le notizie si moltiplicano. LycaMobile (operatore telefonico) è l’ultima vittima, rubate 2.2 Giga di informazioni riguardanti l’azienda e i clienti: documenti, passaporti, indirizzi, numeri di telefono ecc. ecc. e messi in rete a disposizione di tutti. In queste condizioni è futile parlare di privacy o di sicurezza privata o nazionale. Folle pensare all’utilizzo della rete 5G, io credo invece che dovremo cominciare con il gestire quello che abbiamo. Arrivano nuove informazioni su come hakerare i terminali “smart Speakers” di Alexia, Siri, Google Smart attraverso segnali laser, tutto questo da remoto senza nessun intervento fisico sui dispositivi.


 Così i “nostri” assistenti già colpevoli di strane connessioni, di back door e di una condotta non proprio etica adesso aprono al mondo intero lasciandosi docilmente manipolare. Dal 2014 la banca Unicredit ha subito diversi attacchi che hanno esposto i dati sensibili di migliaia di clienti, con oltre 2 Bilioni spesi nel 2016 e nel 2017 qualcuno è tornato a “bucare il sistema”. Il problema si spande a macchia d’olio, e con la capacità di immagazzinare mole sempre maggiori di dati e di metterli in relazione, le organizzazioni più potenti tengono sotto scacco non solo i singoli ma le democrazie, le istituzioni, i governi. Non smetterò mai di ripetere che in questi termini non può esserci nessun sistema democratico ma solo tecnocrazie. Tutti gli stati spendono bilioni di soldi pubblici per gestire una situazione ingestibile, che continua a concentrare ricchezza nelle mani di pochi e lascia i singoli sfruttati e senza difese.

Questo è il vostro modello di democrazia globale? In cui gli Stati Uniti d’America sono i proprietari di oltre il 95% dei software, delle strutture fisiche, degli hardware utilizzati nel mondo per far funzionare internet, uno stato dominante. Con un Budget che supera gli 80 bilioni di dollari l’anno per mantenere una rete di mercenari tecnologici piazzati ovunque, molte testimonianze e documenti parlano della creazione da parte della CIA e dell’NSA del più grande database (illegale) di sorveglianza mondiale. Qualcuno vorrebbe farci credere che in questi termini si possano difendere i diritti umani, difendere le sovranità nazionali dei singoli stati, difendere l’innovazione, che si possa ancora parlare di segreti industriali? Di Brevetti? Di Copyright?

Credo che sia arrivato il momento di ritrovare un equilibrio, di chiedere il rispetto delle sovranità nazionali, di promuovere lo sviluppo di tecnologie condivise ed etiche e smettere di accettare passivamente modelli di business come quelli di GOOGLE e Facebook. I soldi si guadagnavano anche prima di questo orrendo banchetto che sta devastando e inaridendo il globo. I costi per mantenere queste micidiali architetture diventano sempre più salati e ricadono sempre sull’anello più debole, sui contribuenti. Coloro che vogliono lavorare non possono rifiutare di farsi usare e abusare dal sistema, sempre più elettronico, virtuale, invasivo pericoloso. Credo fermamente ci siano alternative e che vadano attuate, ritrovare il coraggio di agire, di riconquistare il futuro.

di emigrazione e di matrimoni

Global War

Internet ethics? Unachievable utopia

By Gabriele Andreoli

I wanted to write an editorial on the ethical internet, on new business models, but it’s like trying to design tomato fields in the tortured trenches of a conflict. I do not have time to stop the news multiply. LycaMobile (telephone operator) is the latest victim, stolen 2.2 Giga of information regarding the company and customers, documents, passports, addresses, telephone numbers etc. etc. In these conditions it is futile to talk about privacy or national security. In these conditions some speak of the 5G network, I believe instead that we will have to start by managing what we have. New information arrives on how to hack Alexia’s “Smart Speakers” terminals, Siri, Google Smart through laser signals, all this remotely without any physical intervention on the devices. Thus “our” assistants already guilty of strange connections, back doors and conduct that is not exactly ethical now open up to the whole world, allowing themselves to be meekly manipulated. Since 2014, the Unicredit bank has suffered several attacks that have exposed the sensitive data of thousands of customers, with over 2 Billion spent in 2016 and in 2017 someone has returned to “pierce the system”.

The problem spreads like wildfire, and with the ability to store ever greater amounts of data and to relate them, the most powerful organizations keep under control not only individuals but democracies, institutions, governments. I will never stop repeating that in these terms there can be no democratic system but only technocracies. All states spend billions of public money to manage an unmanageable situation, which continues to concentrate wealth in the hands of a few and leaves individuals exploited and defenseless. Is this your model of global democracy? In which the United States of America are the owners of over 95% of software, of physical structures, of the hardware used in the world to make the internet work, a dominant state. With a budget that exceeds 80 billion dollars a year to maintain a network of technological mercenaries placed everywhere, many testimonies and documents speak of the creation by the CIA and the NSA of the largest (illegal) worldwide surveillance database.

Would anyone want us to believe that in these terms we can defend the human rights of individuals, defend the national sovereignty of individual states, defend innovation, that we can still talk about industrial secrets? Patents? Copyright? I believe that the time has come to find a balance, to demand respect for national sovereignties, to promote the development of shared and ethical technologies and stop passively accepting business models like those of GOOGLE and Face book. The money was earned even before this horrendous banquet that is devastating and drying up the globe. The costs to maintain these deadly architectures become increasingly salty and always fall on the weakest link on taxpayers. Those who want to work cannot refuse to be used and abused by the system, increasingly electronic, virtual, invasive dangerous. I firmly believe there are alternatives and that we should peruse them, rediscover the courage to act to regain our future.

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