EXPO Toscana, Benessere, VINO, Amiata e Maremma

La Toscana è la terza regione italiana sui mercati internazionali per l’export di vino (15% a valore). Un riconoscimento che arriva anche dal consumatore degli Stati Uniti: la Consumer Insight di Wine Monitor mostra che il 21% dei consumatori di vino indica la Toscana come regione produttiva dei vini che apprezza di più.

 

wine_monitor1Milano, 31 maggio  – Il vino è sempre più un prodotto “globalizzato”. A dirlo sono i numeri di Wine Monitor Nomisma (www.winemonitor.it). Lo spostamento dei consumi mondiali di vino dai Paesi tradizionalmente produttori e consumatori (Italia, Francia e Spagna) verso “nuove” aree di consumo ha infatti dato un forte impulso agli scambi internazionali di settore, che nel giro di 15 anni sono quasi raddoppiati arrivando a quasi 26 miliardi di euro nel 2014. I produttori vitivinicoli italiani hanno saputo certamente cogliere le nuove opportunità di business derivanti da tale globalizzazione: nel decennio 2004-2014 le vendite di vino Made in Italy sui mercati esteri sono passate da 2,8 a 5,1 miliardi di euro. L’importanza del ruolo dei mercati internazionali per il vino è confermata dal fatto che nel 2014, per la prima volta, le esportazioni a volume hanno raggiunto dimensioni analoghe ai consumi interni (poco più di 20 milioni di ettolitri). Non a caso negli ultimi anni il fatturato del settore è stato trainato dalla domanda estera, una circostanza che è destinata ad accentuarsi ancor di più negli anni a venire, considerata la progressiva contrazione dei consumi interni (-34% negli ultimi quindici anni, a cui va aggiunto un  -9% stimato entro il 2019). La Toscana si piazza al terzo posto nella classifica dell’export di vino: 761 milioni di euro di vino esportati nel 2014, con un balzo in avanti del 2% rispetto al 2013 ma con una performance di medio periodo molto positiva (+49%). Guida il Veneto, con 1,67 miliardi di export di vino (+63% rispetto al 2009), soprattutto grazie anche al momento magico che stanno vivendo Prosecco e Amarone. La Survey di Wine Monitor sugli operatori internazionali, ha misurato, tra le altre cose, la brand awareness dei territori vinicoli europei e ha messo in luce le principali zone di produzione di vini di successo: ben 6 regioni sono italiane. Tra queste primeggia ancora una volta il Veneto – che sembra aver ormai conquistato una sorta di leadership nel panorama dell’export enologico internazionale – seguito nell’ordine da Toscana, Sicilia, Piemonte. Ma è anche il consumatore a dare il più importante riconoscimento alla Toscana: l’indagine Wine Trend World di Wine Monitor indica che il 21% dei consumatori di vino degli Stati Uniti individua proprio nella Toscana la regione che produce i vini che apprezza di più. Un riconoscimento al territorio che rappresenta certamente una leva strategia da potenziare. Tuttavia esportare non è così facile e la concorrenza dei competitor internazionali è sempre più agguerrita: occorre quindi conoscere in maniera approfondita il mercato, diversificare l’offerta a seconda del target che si vuole intercettare e porre attenzione a packaging, etichetta e modalità di comunicazione. Il vino non è l’unico tema di approfondimento del ciclo di incontri promossi da Maremma TV, assieme alla Provincia di Grosseto e ai Comuni maremmani, in occasione di Expo2015 a Milano presso Chiostri dell’Umanitaria dal 2 al 7 giugno. In particolare

GIOVEDÌ 4 GIUGNO dalle 10 si parlerà de “L’ignoto dell’innovazione The unknown of innovation – Innovazione tecnologica, l’evoluzione della “tradizione”, nuovi modelli aziendali e nuove figure imprenditoriali e territoriali. I rischi e i benefici”, con interventi di: Marco Stevanin, Nomisma; Carlo Santarelli, Caseificio Manciano; Giulio Detti, Assessore di Manciano (GR).

VENERDÌ 5 GIUGNO, dalle 10, si parlerà di “Madre Maremma Mother Nature. La terra come macchina produttiva – la sua cura e le sue regole. L’uso delle tecnologia in suo favore. La natura non può essere del tutto naturale”, con interventi di: Lorenzo Corino, Agronomo; Salvatore Giordano, Nomisma; Mauro Fumagalli, Casa dei Pesci; Fernando Tizzi, Pastore.

SABATO 6 GIUGNO, dalle 10, sarà la volta di “WorldWineWeb. Globalizzazione dei mercati e delle comunicazioni. Strategie per dimostrare e realizzare il valore sostenibile”, con interventi di: Emanuele Di Faustino, Nomisma Wine Monitor; Giacomo Pondini, Consorzio Morellino di Scansano; Luca Vignali, ingegnere informatico.

 

 

Festa della Repubblica. Il 2 giugno Palazzo Marino apre alla città, con nuove sale, eventi musicali e mostre

Uno spazio dedicato ai bambini, visite gratuite in Galleria alla scoperta dei restauri appena terminati e un ‘live’ speciale di ‘Scuola Milanese’

downloadMilano, 31 maggio – Dall’apertura di Palazzo Marino che, per la prima volta, “svelerà” al pubblico quattro nuove splendide sale, alle visite gratuite in Galleria Vittorio Emanuele per scoprire i restauri appena conclusi: sarà una Festa della Repubblica ricca di iniziative, quella che il 2 giugno il Comune offrirà a milanesi e turisti. La “casa” dei milanesi sarà aperta alla città tutto il giorno, dalle 10 alle 20: l’ingresso è libero e gratuito e, per l’occasione, cittadini e turisti potranno ammirare nuovi spazi rimasti nascosti fino ad oggi, assistere agli eventi musicali nel Cortile d’Onore e visitare una mostra sul volontariato in Sala Alessi, oltre a un’esposizione sul “brand” Milano allestita nell’anticamera del Consiglio comunale. Per la prima volta si potrà entrare in quattro nuove sale al piano terra: la Sala delle Tempere con tele del Seicento, la Sala degli Arazzi con opere che illustrano la vita dell’imperatore romano Marco Aurelio, la Sala della Trinità con affreschi attribuiti a Giovan Mauro della Rovere detto il Fiammenghino, la Sala della Resurrezione con affreschi di Giovanni da Lomazzo. Oltre a questi spazi prestigiosi e inediti, i visitatori potranno vedere, sempre al piano terra, la Sala Alessi, l’Aula del Consiglio comunale con l’anticamera – dove, come detto, è stata allestita per tutti i mesi di Expo la mostra “Identità Milano” proveniente dalla Triennale – la Sala dell’Urbanistica, la Sala Gialla, la Sala Verde/Marra, il Cortile d’Onore. Il percorso proseguirà al primo piano, dove si potrà camminare lungo il Loggiato, la Sala Giunta, l’ufficio del Sindaco e la Sala dell’Orologio. Un appuntamento particolare sarà dedicato ai bambini: dalle ore 11 alle ore 14 nel cortile del Comune si giocherà per scoprire la nuova app “Palazzo Marino Kids”. Nel pomeriggio si terranno le tradizionali esibizioni musicali nel Cortile d’Onore di Palazzo Marino: alle 15.30 il Concerto della Banda Musicale della Polizia locale di Milano, alle 17.30 il Concerto della Civica Orchestra di Fiati. A seguire, intorno alle 18.30, il Cortile d’Onore farà da splendida cornice alla canzone d’autore di “Scuola Milanese”: una forma inedita di spettacolo all’insegna dell’autenticità, un progetto di intrattenimento culturale ideato e condotto da Carlo Fava, Folco Orselli, Claudio Sanfilippo, scritto in collaborazione con Gianluca Martinelli. Oltre a raccontare le loro storie in musica ispirate alla città di Milano, Fava, Orselli e Sanfilippo daranno voce ai maestri della canzone d’autore, da Jannacci a Gaber.Per tutta la giornata, inoltre, la Sala Alessi ospiterà la mostra sul tema del volontariato e della partecipazione. Da ‘LightUp!’, programma di volontariato giovanile, a ‘Volontari per un giorno’, la più grande campagna mai realizzata a Milano, a ‘Volontari, energia per Milano’, fino alla ‘Casa delle Associazioni’, saranno esposti lavori, progetti e materiali interattivi. Per informare i cittadini sull’apertura di Palazzo Marino negli spazi comunali sono stati affissi 1.000 manifesti della campagna “Bella, Milano” . Il 2 giugno, dalle ore 10, in via Silvio Pellico partiranno ogni 30 minuti visite guidate gratuite in cui sarà illustrato il restauro, appena terminato, del complesso monumentale. Le persone interessate dovranno presentarsi al punto di ritrovo (cortile di via Silvio Pellico 6) negli orari stabiliti (10, 10.30, 11, 11.30, 12, 16, 16.30, 17, 17.30, 18). I gruppi saranno di 25 persone. Ad accompagnarli saranno i progettisti del Comune di Milano e di Prada che, insieme a Versace e Feltrinelli, ha realizzato il restauro. Approda infine a Palazzo Isimbardi, nel Cortile d’Onore, la mostra itinerante sulla Costituzione italiana inaugurata proprio a Palazzo Marino il 2 giugno dello scorso anno. La mostra, dedicata ai 12 principi fondamentali della Costituzione, permette a tutti i cittadini di riscoprire, in maniera semplice e intuitiva, i capisaldi della nostra Repubblica, sia in forma scritta sia sotto forma di illustrazione grafica. Realizzata dagli architetti Lorenzo Gaetani ed Enrico Delitala, l’esposizione è stata ospitata nei mesi scorsi dall’Anpi nella Loggia dei Mercanti e in alcuni luoghi significativi nelle diverse zone della città.

Puglia. Il futuro è nella nostra natura

Torna TrEE, il progetto europeo di didattica ambientale. Fra gli appuntamenti, lo spettacolo teatrale “La Sirenetta e i rifiuti in mezzo al mar” A Bitonto, dal 3 al 6 giugno

 

orto bambiniBari, 31 maggio – Un percorso durato quasi due anni, partito da Bitonto che, dopo aver attraversato tutt’Europa, tornerà a Bitonto per chiudere le attività, misurare i risultati, mettere in comune opportunità e risorse. È “TrEE – Teaching Recycling and Environmental Educational”, progetto transnazionale di didattica ambientale del Lifelong Learning Programme, il programma europeo di apprendimento permanente, che finanzia l’incontro, la mobilità e lo scambio culturale fra gli operatori, i docenti e gli educatori. Da mercoledì 3 giugno fino a sabato 6 giugno, 15 fra docenti e operatori culturali di Danimarca, Gran Bretagna, Portogallo, Romania, Turchia, Ungheria, Bulgaria e Italia si daranno appuntamento alle Officine Culturali di Bitonto per l’ultimo degli incontri di confronto e scambio. Saranno presenti i docenti di una scuola superiore rumena, gli educatori di una fondazione bulgara che si occupa di disabilità, i responsabili di un’accademia inglese che si occupa di edilizia sostenibile, gli operatori di due associazioni no profit, una portoghese e una ungherese, i docenti di un college danese e di un ente provinciale per l’educazione ambientale della Turchia. Le attività di formazione sono coordinate dalla Ulixes scs, partner coordinatore del progetto, con il supporto del partner locale Sinergia scs. Proprio in qualità di partner coordinatore, la Ulixes scs ha ospitato già il team del progetto TrEE ad ottobre 2013, per il primo degli incontri tematici, a cui poi hanno fatto seguito altri quattro appuntamenti, in Gran Bretagna (aprile 2014), in Bulgaria (luglio 2014), in Turchia (ottobre 2014) e in Portogallo (aprile 2015). Per il sesto e ultimo meeting internazionale, dunque, si ritorna a Bitonto. Giovedì 4 giugno, alle 10.00, nella sala convegni delle Officine Culturali, i partner presenteranno le attività di educazione ambientale e, in particolare, di riuso creativo adottate nei Paesi d’origine durante i due anni di attività del progetto TrEE. Sarà poi presentato il report finale, con le linee guida che i partner si impegnano ad adottare per qualificare, diversificare e migliorare i loro programmi di educazione ambientale. La giornata continua poi a Borgo Bontà, il ristorante sociale del consorzio Social Lab, dove sono previste delle attività pratiche, nell’orto, e poi la cena. Il giorno successivo, venerdì 5 giugno, è prevista una visita guidata nella vicina città di Molfetta. Nel pomeriggio, nell’Auditorium dell’Istituto Tecnico Economico “Vitale Giordano” è in programma la messa in scena dello spettacolo “La Sirenetta e i rifiuti in mezzo al mar” per la regia di Raffaele Romita e i costumi e scenografie di Franco Colamorea, dell’associazione Fatti d’Arte. Gli studenti delle classi 2A e 1D dell’I.C. “Cassano – de Renzio” e della 2D del 27° C.D. di Bari-Palese hanno lavorato alla parte attoriale e scenica, anche grazie al prezioso aiuto delle mamme e delle docenti (Mariella Maiorano, Angela Bellezza, Angela Ciocia,  Angela Baccelliere). Lo spettacolo è ispirato alla trascrizione della fiaba di Andersen, in chiave ambientale, a cura di Chiara Cannito. La relativa pubblicazione – con illustrazioni di Nataly Crollo e traduzione in inglese di Emanuele Noviello – è stata edita per i tipi di Quorum e sarà presentata a fine spettacolo. «Uno spettacolo fortemente incentrato sul riuso creativo» spiega a riguardo Chiara Cannito, vicepresidente della Ulixes scs, coordinatrice del progetto TrEE. «Abbiamo voluto presentare ai partner stranieri, così come richiesto nello spirito di scambio culturale del progetto, le nostre migliori pratiche di didattica ambientale: come avvicinare i più giovani ad un uso più consapevole delle risorse attraverso il gioco, le attività manipolative, il teatro, la letteratura per l’infanzia». «Qualifichiamo il nostro impegno in tema di didattica ambientale attraverso lo scambio e la cooperazione con partner internazionali – il commento del presidente della Ulixes scs, Nicola Mercurio – senza dimenticare le ricadute economiche e turistiche per tutto il territorio. I nostri partner, infatti, saranno ospiti delle strutture ricettive cittadine e torneranno a visitare la nostra città».

 

Expoincittà, il 3 giugno in Sala Alessi il Bacio di Hayez protagonista delle “Conversazioni sull’arte”

Un viaggio attraverso la storia dell’arte con sei protagonisti d’eccezione che raccontano le icone di ExpoinCittà e il loro legame con Milano

FPV Francesco Hayez Bacio MMilano, 31 maggio  – Dopo il grande successo della prima serata dedicata al Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, ritornano a Palazzo Marino in Sala Alessi gli appuntamenti del ciclo “Sei conversazioni d’arte” sulle icone di ExpoinCittà per raccontare con competenza scientifica e al tempo stesso intento divulgativo le sei opere d’arte selezionate come le più rappresentative del patrimonio artistico milanese e scelte come “icone” di ExpoinCittà. Protagonista del secondo incontro, in programma il 3 giugno alle ore 21 nella Sala Alessi di Palazzo Marino, è l’opera icona del romanticismo italiano: il Bacio di Francesco Hayez. Fernando Mazzocca, tra i massimi specialisti dell’età neoclassica, conduce i partecipanti in un viaggio affascinante per svelare storie, aneddoti e curiosità intorno a uno dei capolavori della storia dell’arte, donati alla Pinacoteca dell’Accademia di Brera, dove è tuttora conservato ed esposto.
“Sei conversazioni d’arte” sulle icone di ExpoinCittà, progetto promosso dal Comune di Milano e curato da Marco Carminati, scandisce il semestre di Expo Milano 2015 con un appuntamento al mese, da maggio a ottobre. Ogni icona scelta rappresenta una declinazione di Milano: a place to BE, “il luogo dove stare”, il claim scelto dal Comune di Milano per accompagnare il calendario di ExpoinCittà. Sei concetti – BEginning, BEloved, BElong, BEside, BEyond e BElieve – associati a sei grandi opere a Milano che attraversano la storia dell’arte, raccontate da sei personalità di spicco, storici dell’arte di fama internazionale e grandi divulgatori, che si sono distinti per il loro impegno nella ricerca e nella valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico.

Il narratore

Fernando Mazzocca, dopo essersi formato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha insegnato presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università Statale di Milano. Tra i massimi specialisti dell’età neoclassica,  dell’Ottocento e primo Novecento, ha pubblicato numerosi volumi e realizzato, a partire dal 1978, importanti mostre su movimenti e di carattere monografico, allestite presso le maggiori sedi espositive italiane, tra cui la Pinacoteca di Brera e il Museo Poldi Pezzoli a Milano, Palazzo Reale sempre a Milano, il Castello del Buonconsiglio a Trento, il Palazzo Ducale di Lucca, Palazzo Zabarella a Padova, la Galleria Borghese a Roma, i Musei di S. Domenico a Forlì, le Scuderie del Quirinale a Roma, le Gallerie d’Italia a Milano e il Musée d’Orsay a Parigi. La sua vasta produzione scientifica riguarda anche la storia del  collezionismo, la letteratura artistica  o i rapporti tra le arti e la letteratura, la musica.

 

UNICEF/Terremoto Nepal: ritorno a scuola per 14.000 bambini

L’UNICEF lavora con il Ministero dell’Istruzione e altri partner per riportare i bambini a scuola il prima possibile, garantendo allo stesso tempo luoghi sicuri in cui apprendere e sostengo psicologico

Cracked wall of a classroom in Shree Rudrayanee Secondary School in Khokana, Lalitpur. Following the structural assessement of the school, it has been marked unsafe for immediate use without repairing. Schools in Nepal are reopening on 31 May, following two major earthquakes on 25 April and 12 May.In Shree Rudrayanee Secondary School, classes will be held in UNICEF-supported temporary learning center (TLC), with the use of UNICEF-provided learning materials. Nepal Earthquake - Back to School Package - Photos of handover of UNICEF-supported temporary learning centre

Roma , 31 maggio  – Per la prima volta dopo cinque settimane, in Nepal circa 14.000 bambini stanno tornando a scuola in spazi temporanei per l’apprendimento. Le scuole che stavano frequentando sono state distrutte o gravemente danneggiate nei due terremoti che hanno colpito il paese. Per il primo giorno di scuola, i bambini dei distretti più duramente colpiti in Nepal hanno ricevuto materiali didattici, kit ricreativi e per la prima infanzia forniti dall’UNICEF e dai suoi partner. Questo è un primo passo in avanti per i bambini, dato il livello di distruzione delle strutture scolastiche nei distretti più colpiti dal sisma. Sono previsti ulteriori impegni per riportare velocemente a scuola quanti più bambini. “È dimostrato che, dopo una catastrofe, quando i bambini non frequentano le scuole per un periodo prolungato di tempo hanno sempre meno possibilità di tornare in classe,” ha dichiarato Tomoo Hozumi, Rappresentante UNICEF in Nepal. L’UNICEF lavora con il Ministero dell’Istruzione e altri partner per riportare i bambini a scuola il prima possibile, garantendo allo stesso tempo luoghi sicuri in cui apprendere e sostengo psicologico:

  • Più di 100 squadre di tecnici ingegneri sono al lavoro nei distretti colpiti per raccogliere dati sui danni e identificare le classi sicure o meno. Sono state già effettuate verifiche in oltre 1.230 strutture scolastiche.
  • Sono stati costruiti 137 Spazi Temporanei per l’Istruzione per circa 14.000 bambini nei 16 distretti più colpiti dai due terremoti.
  • Sono stati formati 1.142 insegnanti per il sostegno psicologico ai bambini, messaggi salvavita sulla preparazione ai disastri, sulla salute, sull’igiene e sulla protezione.
  • Il 58% di quanto pianificato per le attrezzature didattiche è in fase di distribuzione da parte dell’UNICEF.
  • Nell’ambitodella campagna di comunicazione attraverso i media, vengono trasmessi messaggi sull’iniziativa “Back to school”, focalizzando l’attenzione all’importanza dell’istruzione nelle emergenze, alla sicurezza, alla possibilità di accesso per tutti e al ruolo dei genitori e delle comunità.
  • C’è ancora molto da fare per 985.000 bambini che non sono potuti tornare a scuola oggi, perché corrono grandi rischi di abbandonare gli studi. A causa dei due terremoti 32.000 classi sono state distrutte e 15.352 danneggiate.

“Continueremo a costruire spazi temporanei per l’apprendimento il più velocemente possibile così che nessun bambino resti fuori dalle scuole. Allo stesso tempo, stiamo incoraggiando le famiglie a mandare i propri figli nelle scuole valutate sicure e stiamo chiedendo alle comunità il loro supporto alla campagna Back to School”, ha dichiarato Hozumi. Secondo l’Education Cluster, gruppo di lavoro per l’Istruzione che comprende il Governo, l’UNICEF e tutti gli altri operatori umanitari che lavorano nel settore, sono necessari 24,1 milioni di dollari per concludere la valutazione strutturale delle 7.800 scuole; costruire 4.668 spazi temporanei per l’apprendimento, garantire l’insegnamento, l’apprendimento e kit ricreativi e didattici per 1 milione di bambini e formare 19.568 insegnanti e facilitatori per il sostegno psicosociale e sui messaggi salvavita.  “L’istruzione non può aspettare – sopratutto là dove si è verificata una catastrofe come il terremoto in Nepal,” ha dichiarato Hozumi. “La ricostruzione di migliaia di scuole sarà senza dubbio una priorità nella fase di ripresa, ma se non garantiamo adesso almeno una soluzione temporanea, corriamo il rischio di perdere molti bambini che potrebbero beneficiare dei nostri sforzi per ricostruire un nuovo sistema scolastico.”

 

Pic Nic contadino tra Sciliar e Catinaccio

Il 2 giugno 2015 a Tires sull’alpeggio Wuhnleger a 1.402 metri di quota tra le Dolomiti nell’area vacanze Alpe di Siusi, si assaporano prodotti tipici open air dalle scatole di legno del Bergler-Harass.

 

pic nicBolzano, 30 maggio – Un pic nic speciale in un angolo naturale incantevole. È il Bergler-Harass, rituale enogastronomico super genuino dell’area vacanze Alpe di Siusi(Seiser Alm/Südtirol) che invita gli amanti delle escursioni e della montagna il 2 giugno 2015, per una particolare esperienza all’aria aperta, tra le variegate cime dolomitiche (Patrimonio Mondiale UNESCO). Sull’alpeggio di Wuhnleger, un pascolo dal paesaggio seducente decorato da un laghetto incastonato tra le vette e ricco di diverse specie animali a 60 minuti di cammino a piedi da Tires alCatinaccio, i buongustai si incontrano per assaporare i prodotti tipici dei contadini dell’area vacanze Alpe di Siusi, custoditi in una scatola di legno (harass). In ogni scatola c’è formaggio di pecora, pane bergler e mezet, delizioso speck locale e il salame di camoscio della Valle del Tschamin. Ovviamente,  non può mancare un buon bicchiere di vino rosso, per brindare in compagnia. L’alpeggio si trova a 1.402 metri di altitudine tra le meraviglie verdi del Parco Naturale Sciliar Catinaccio (il centro visite è all’interno di un’antica segheria veneziana ancora in funzione), proprio sopra al paese di Tires al Catinaccio, nella frazione di Lavina Bianca, punto di partenza per avventurose escursioni tra massicci, masi e praterie e oasi di tranquillità e di vacanza ecosostenibile: da qui ogni località è raggiungibile a piedi, senza l’incombenza dell’auto. L’appuntamento per la festa del Bergler-Harass è il 2 giugno alle 12.00.

 

 

In Alaska pesca da record per il salmone selvaggio

Le previsioni di ADF&G (Alaska Department of Fish and Game)dicono che quest’anno la cattura del salmone selvaggio vedrà un incremento del 40% rispetto al 2014

orso pescatoreRoma, 30 maggio – La notizia è di quelle che catturano l’attenzione perché la pesca, in Alaska, è l’attività prevalente del Paese e, quindi, le previsioni di ADF&G (Alaska Department of Fish and Game) sono seguitissime da tutti gli operatori del settore. Il 14 maggio ha preso ufficialmente il via la pesca delle cinque specie di Salmone Selvaggio dell’Alaska: Sockeye, King, Rosa, Keta e Argentato, pesca che si protrarrà fino al mese di ottobre. ADF & G  ha già fornito importanti indicazioni circa i risultati del futuro pescato 2015. Si dice infatti che quest’anno la cattura del salmone selvaggio vedrà un incremento del 40% rispetto al 2014, un dato estremamente importante in quanto si prospetta una maggiore disponibilità  di prodotto congelato, fresco e in scatola, soprattutto in vista della stagione estiva quando il salmone selvaggio è molto richiesto per le grigliate. Il prodotto congelato è fondamentale in quanto è richiesto tutto l’anno a livello internazionale, proprio in virtù delle tecniche di congelamento di cui gode, così rapide da permettere di mantenere intatti la qualità e gli elementi nutrizionali del salmone. Ed ecco la dichiarazione rilasciata da Tyson Fick, direttore della Comunicazione presso l’Alaska Seafood Marketing Institute (ASMI) : “ L’eccezionale pesca di quest’anno consentirà non solo di incrementare gli acquisti di salmone selvaggio dell’Alaska, ma darà ai consumatori l’opportunità di sperimentare un sapore straordinario. I consumatori sanno che possono fidarsi del pesce dell’Alaska, sia per la qualità sia per la pratica di gestione della pesca di questo Paese, sostenibile e sottoposta a una regolamentazione rigida che rappresenta un modello per tutto il mondo”. Il salmone selvaggio dell’Alaska è dunque una risorsa di eccellenza  per un’alimentazione sana e corretta. L’USDA, Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, conferma  che mangiare pesce da due a quattro volte la settimana, è utile a mantenere il corpo il buone condizioni fisiche. In particolare, il Salmone Selvaggio dell’Alaska contiene un livello di Omega 3 più alto rispetto ad altre specie che aiutano a prevenire e persino a migliorare alcune malattie. Il salmone selvaggio è disponibile fresco solo nei mesi in cui avviene la pesca, da maggio a ottobre, ma, per i rimanenti mesi dell’anno, fondamentali per la riproduzione della specie, è reperibile congelato , inalterato nella qualità e nel sapore. Un pesce molto versatile, perfetto per diverse tipologie di ricette e molto apprezzato dai migliori chef internazionali.

 

A Cortina d’Ampezzo il XXVI Festival internazionale Ciak Junior

Dopo l’arrivo dei ragazzi e delle emittenti da ogni parte del mondo (Cina e Israele compresi), il primo momento di condivisione è appunto lo shooting di “Un corto tutti insieme: Cortina 2015”, girato per le strade della città.

 

Immagine dal Festival Ciak Junior 2014Cortina d’Ampezzo, 30 maggio – Cortina d’Ampezzo ospita nuovamente il Festival internazionale Ciak Junior, che come di consueto si apre con un momento corale che coinvolge tutta la città. Da venerdì mattina la Perla delle Dolomiti fa da sfondo allo shooting di un cortometraggio girato insieme ai ragazzi delle delegazioni italiane e straniere che partecipano alla kermesse. Grandissimo l’entusiasmo dei ragazzi – arrivati giovedì in città – che prendono parte alla rassegna dedicata ai film scritti e interpretati da teenagers. La rassegna vede quest’anno in concorso 10 tra emittenti e case di produzione da 9 Paesi. Dopo l’arrivo dei ragazzi e delle emittenti da ogni parte del mondo (Cina e Israele compresi), il primo momento di condivisione è appunto lo shooting di “Un corto tutti insieme: Cortina 2015”, girato per le strade della città. Divisi in tre gruppi e seguiti da altrettante troupe, i ragazzi si cimenteranno nella realizzazione di divertenti e sorprendenti “giochi di prestigio” cinematografici che contribuiranno a dar vita a un breve film che presenta Ciak Junior, per mostrare che cos’è il progetto e per esprimere la magia di lavorare tutti insieme… Appena terminate le riprese, il video verrà montato e musicato a tempo di record e sarà mostrato a una platea entusiasta sabato pomeriggio durante la premiazione internazionale.Venerdì pomeriggio ha visto i ragazzi, con i rappresentanti delle emittenti e una rappresentanza dell’UNESCO Venice Office, impegnati a visionare tutti i cortometraggi realizzati e ad assegnare i loro voti: un compito molto importante affrontato con grande serietà. Sabato 31 maggio, infine, appuntamento ancora sul palco dell’Alexander Hall per la consegna dei premi internazionali, della medaglia Fellini UNESCO Venice Office, del Premio del pubblico, del Premio delle emittenti e del Premio “Programmi Audiovisivi per l’educazione dell’infanzia” che dà un riconoscimento alle migliori produzioni per ragazzi di tutto il mondo.In questa occasione verranno anche mostrati in prima mondiale, e premiati, i 3 brevi cartoni animati ideati da studenti delle scuole venete nell’ambito del progetto sulla sostenibilità ambientale “Colori, Carta & Cartoni – L’impronta ecologica”, promosso e ideato da Gruppo Alcuni in collaborazione con UNESCO Venice Office e sostenuto da Sgambaro.Domenica 7 giugno alle 10 su Canale 5 una sintesi di tutto quello che è accaduto al Festival! Per seguire il festival: www.ciakjunior.it e pagina Facebook dedicata all’evento.

 

Gli orti – giardino di Mezzano di Primiero

Se ne contano ben 400, uno ogni 4 abitanti. Un tripudio di ortaggi, fiori e aromi. Censiti e raccontati in totem segnaletici installati lungo il percorso dei “Segni sparsi del rurale”

Mezzano 01Trento, 30 maggio – A Mezzano di Primiero si continua, senza fretta, a fare quello che si fa, con naturalezza da generazioni: si coltiva la terra, si pascola il bestiame all’alpeggio per produrre formaggi ancora naturali, si mantiene il bosco e si accatasta legna, anche d’artista (è questo il borgo di Cataste & Canzei, straordinaria e unica collezione en plein air di 25 cataste di legna d’autore). Gli abitanti di Mezzano (località tagliata a misura per chi cerca una vacanza nel verde dal sapore autentico) e  si dedicano con passione a una tradizione antica che in Trentino ha il pregio di appagare sia la fame di cibo che quella di bellezza. E’ il rituale dell’orticoltura, che coinvolge l’intera popolazione dell’antico borgo rurale e regala un’incredibile tavolozza di quelli che non sono semplici orti ma meravigliosi giardini, capolavori verdi e multicolore in cui convivono in un gioco di Bello e Buono sia ortaggi che fiori, secondo appunto l’usanza trentina. A Mezzano se ne trovano ovunque, grandi e piccoli, recintati e non, strappati al cemento in paese o isolati in aperta campagna. Se ne contano ben 400, uno ogni 4 abitanti! Partiti da un’esigenza di produzione di cibo per la famiglia, rispettano fedelmente la tradizione trentina che tra le staccionate dell’orto sposa l’utile al dilettevole spartendo la terra tra ortaggi, fiori, odori, piante da frutto e viti rampicanti. Anzi, i fiori superano spesso la metà del totale delle piante, facendo dei coltivi locali dei veri e propri orti-giardino. Quadri bucolici, dove accanto a infinite sfumature di verde spiccano le tinte forti di fiori di ogni genere e si diffondono i profumi delle erbe aromatiche. Qui gli orti sono gelosamente curati dai privati ma hanno in un certo senso una funzione di verde pubblico: ricavati in posizioni favorevoli e soleggiate rispetto agli edifici di competenza, talvolta ancora cinti dalle vecchie recinzioni in legno o muratura, si offrono all’occhio di chiunque, sempre diversi, sempre nuovi. Il periodo migliore per ammirarli è luglio, quando lo spettacolo orto-floreale è al massimo splendore. Sono censiti e raccontati in totem segnaletici installati in paese, proprio come veri monumenti della storia e dell’identità rurale di questo borgo ancora fedele alle sue radici. Non di rado vengono organizzate visite guidate o serate a tema (cura degli orti, semina, tecniche, biodinamica ecc.). Gli orti di Mezzano, insomma, sono nutrimento per il corpo ma anche per l’anima e per l’occhio. E sono a loro modo energia per la vita. Una vita rurale, che ancora si nutre di ciò che la terra dona, senza stravolgerla. Qui, tra i monti del Trentino orientale, al cospetto delle splendide Pale di San Martino, la natura è regina e tutto le si asseconda: le attività commerciali, le tradizioni perpetuate con orgoglio e persino il turismo che non può che essere sapiente, lento, consapevole e di riscoperta. Una riscoperta che, in una sorta di vibrante museo sotto il cielo, passa anche attraverso speciali itinerari a tema, che invitano a rintracciare nel borgo i “Segni sparsi del rurale”: acqua, orti, architetture, dipinti murali, antiche iscrizioni e cataste artistiche.

L’acqua

Alla fonte imprescindibile di vita, l’acqua, è dedicato un itinerario ad hoc che conduce alla scoperta delle numerose fontane del paese, 5 soltanto nel centro storico, dei lavatoi e delle lisiere (lavanderie), delle roste (canali d’irrigazione), dei resti di mulini e segherie e degli stoli. Questi ultimi sono piccoli acquedotti in cunicolo pensati per captare l’acqua e condurla in paese al coperto, al riparo da contaminazioni. Mezzano ne conserva ben tre, restaurati e visitabili.

I frescanti

Galleria d’arte sotto il cielo, Mezzano sfoggia pregevoli dipinti murali, frutto di un’espressione figurativa molto diffusa. Gli affreschi, per lo più a soggetto religioso, si concentrano lungo le direttrici principali, lungo le quali muovevano le processioni. Un variopinto itinerario scandito da altarini, nicchie con statue, piccole ancone, crocefissi, Madonne con Bambino, capitelli, patroni e santi-guerrieri databili tra il XVI e XX secolo.

Le iscrizioni

A impreziosire le case a Mezzano anche antiche iscrizioni, segno umano, garante di memoria ai posteri o anche invocazione popolare. Databili dal 1700 a oggi, le si rintraccia sulle facciate, sui travi di colmo, sopra le porte, negli architravi… in un prezioso repertorio che ancora una volta manifesta una cultura popolare spontanea che non permette che il passato venga cancellato.

Le architetture

Quello di Mezzano è un centro storico compatto: un abbraccio stretto e forte di case, cresciuto come impone la montagna adattando le esigenze dell’uomo ai caratteri orografici, climatici ed economici del territorio. L’architettura rurale tradizionale ha qui tutti i caratteri della residenza stabile in montagna: abitazione, stalla, fienile, cantina e depositi sotto un unico tetto.

Cataste & Canzei

La “nuova” ruralità di Mezzano regala infine al visitatore un ulteriore itinerario, unico e inimitabile. E’ quello che conduce a scovare cataste di legna che solo qui si fanno arte. Il percorso a ogni angolo riserva una sorpresa: ben 25 installazioni d’autore, di grande bellezza e profonda simbologia, sempre legata alle radici e alle tradizioni rurali di Mezzano.

 

 

 

Kazakhstan. Il Sindaco di Astana firmerà l’Urban Food Policy Pact

Lo ha annunciato al Sindaco Pisapia durante un incontro a Palazzo Marino 

palazzo-marino1-620x400Milano, 30 maggio  – Anche Astana, la capitale del Kazakhstan, si unisce alle grandi metropoli del mondo per la sottoscrizione dell’Urban Food Policy Pact, il documento a cui la municipalità di Milano sta lavorando, e che sarà firmato dai Sindaci il 16 ottobre prossimo, sulle politiche dei sistemi alimentari urbani.
Ad annunciarlo il Sindaco di Astana Adilbek Ryskeldinovich Dzhaksybekov durante un incontro con il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia che si è tenuto a Palazzo Marino. Durante il colloquio si è parlato di una possibile attivazione di una cooperazione bilaterale tra Astana e Milano per una futura e maggiore collaborazione tra le due città su diversi temi dalla cultura allo sport, al mondo delle imprese.  Una collaborazione che sarà importante in vista della prossima Expo internazionale che nel 2017 si svolgerà proprio nella capitale Kazaka, dedicata al tema dell’energia del futuro. In particolare il Sindaco Dzhaksybekov è rimasto colpito dall’organizzazione cittadina e dal palinsesto di Expo in Città che hanno arricchito il territorio in occasione dell’Esposizione Universale milanese. Proprio  per questo nelle prossime settimane alcune delegazioni Kazake verranno a Milano per studiare come la città si è preparata a un grande evento come Expo, soprattutto per quanto riguarda la gestione della mobilità e della sicurezza.

 

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