Cinema & Teatro
Nelle sale l’horror Resident Evil
Nelle sale l’ennesimo adattamento cinematografico dell’omonimo videogioco orrorifico della Capcom
di Marvyn Mura
Il nuovo adattamento cinematografico del famoso franchise videoludico horror della Capcom è uscito nelle sale cinematografiche; dopo anni di prodotti mediocri, come i vari Resident Evil di Paul W.S. Anderson o il recente fallimentare reboot Resident Evil: Welcome to Raccoon City , che poco o nulla centravano con le storie della saga videoludica; esce nelle sale un nuovo tentativo di rilancio, ovvero Resident Evil diretto da Zach Cregger (Barbarians, Weapons), nuova stella emergente dell’horror americano, che in questo caso mette in scena la sua visione estremamente personale del franchise. Il suo Resident Evil è un’operazione strana e atipica, si distacca anche maggiormente rispetto ai precedenti film.
Il film di Cregger anziché raccontare la storia di uno dei capitoli del videogioco, racconta una storia parallela e in piccola scala, senza troppe ambizioni e senza soldati o scienziati che devono salvare il mondo.
La storia è infatti incentrata su Bryan (Austin Abrams), un fattorino che, prima della fine del turno, deve fare un’ultima misteriosa consegna in un ospedale di Raccoon City, ma si trova coinvolto in una epidemia virus causata dalla Umbrella Corporation e che trasforma le persone in mostri e morti viventi; Bryan quindi cercherà in tutti modi di sopravvivere in tutti i modi possibili.

Il Resident Evil di Zach Cregger mischia inaspettatamente l’horror alla commedia, con chiara ispirazione al cinema di Sam Raimi e di Stuart Gordon, ma lo fa con un risultato altalenante e inconsistente. Resident Evil contiene un paio di momenti divertenti e spaventosi diretti molto bene, sicuramente è un film molto più piacevole dei precedenti film su Resident Evil; ma nel complesso, a fine visione, si ha la sensazione di aver visto un film fine a se stesso e che non porta a nulla, con una trama già vista in tutte le salse ed un finale irresoluto. Anche il fatto che il protagonista venga contagiato e si trasformi pian piano in zombie, ricorda il film I, Zombie, un horror inglese indipendente diretto da Andrew Parkinson, solo che quel film aveva un tono più drammatico e intimista.

Zach Cregger aveva fatto molto meglio con Barbarians e Weapons (anche se pure questo film aveva un finale inconcludente), quei film avevano alcune intuizioni innovative a livello visivo, narrativo e di idee, che questo Resident Evil non ha. Il Resident Evil di Cregger, a differenza dei suoi film precedenti, resta comunque un film commerciale, basato un su grosso franchise videoludico; ma nonostante non sia tra gli horror più memorabili dell’ultimo decennio e nonostante non sia il miglior film di Cregger, Resident Evil è comunque tra i migliori film basati sui videogiochi usciti di recente.
