Expoincittà, a Palazzo Morando una mostra racconta la moda come fenomeno artistico ed energia sociale

Del Corno: “La creatività legata alla moda prende forma secondo lo spirito di diversi artisti contemporanei di livello internazionale che la interpretano” 

The Show MAS_Immagine dal video_Maya SansaMilano, 30 maggio  – È aperta dal 29 maggio al 30 agosto 2015 presso gli spazi espositivi al primo piano di Palazzo Morando la mostra “Fashion as Social Energy”, promossa da Comune di Milano | Cultura, Servizio Musei Storici e organizzata da Connecting Cultures con il patrocinio di Camera Nazionale della Moda, in partnership con Ermenegildo Zegna. L’iniziativa fa parte del cartellone di ExpoinCittà, il progetto di Comune di Milano e Camera di Commercio di Milano che riunisce ad oggi nel suo palinsesto più di 23 mila appuntamenti durante il semestre dell’Esposizione Universale e che permette di conoscere in tempo reale, giorno per giorno, cosa avviene in città attraverso la app,  il sito web, i social network, e il blog in 6 lingue. “Questo piccola ma affascinante mostra, a cavallo tra fashion, arte contemporanea e riflessione sociale, ci porta a leggere con uno sguardo nuovo il mondo della moda, inducendo a considerarla come un’energia ‘sociale’ capace di muovere pensiero ed economia, e spingendoci a riflettere sull’abbigliamento come un contributo all’identità di persone, comunità e tradizioni – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Dalle performance al video, dalla scultura all’installazione, la creatività legata alla moda prende forma nelle sale di palazzo Morando secondo lo spirito di diversi artisti contemporanei di livello internazionale che la interpretano. Un altro tassello del grande affresco costituito dal cartellone di ExpoinCittà”. L’esposizione, a cura di Anna Detheridge, critica e teorica delle arti visive e Presidente di Connecting Cultures, e Gabi Scardi, storica dell’arte e curatrice, affronta – per la prima volta in Italia – il rapporto tra Arte e Moda: uno scorcio su linguaggi, identità, sensibilità, etica ed estetica in forte trasformazione per uno straordinario percorso pionieristico di opere, video e installazioni, realizzati da quattordici fra i maggiori artisti nazionali e internazionali. Fra gli altri: Mella Jaarsma, Kimsooja, Maria Papadimitriou, Lucy+Jorge Orta, Claudia Losi, Michelangelo Pistoletto, Marzia Migliora e Luigi Coppola, Wurmkos e Bassa Sartoria, Rä Di Martino, Kateøina Šedà. Di grande attualità i temi cardine della mostra: il profondo cambiamento in atto dei codici di abbigliamento e del comportamento; la contaminazione di tradizioni orientali e occidentali; i meccanismi nascosti e in costante trasformazione di inclusione e di esclusione; la vulnerabilità del corpo e la fragilità delle identità personali; l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione nei materiali e nei tessuti sempre più “immateriali”; una progressiva diffusa mobilità; la crescente consapevolezza della responsabilità delle persone, non soltanto nei confronti dell’ambiente, ma anche del lavoro altrui; l’importanza della memoria e la valorizzazione della propria soggettività. Il percorso espositivo si presenterà come un insieme di storie nelle quali la dimensione singola e quella collettiva si intrecciano inscindibilmente. Ad animare Palazzo Morando durante i tre mesi di apertura al pubblico, un ricco palinsesto di incontri, workshop, seminari, e serate conviviali.  “’Fashion as Social Energy’ è un’esposizione sulla vita, sui modi di essere e di vedere – afferma Anna Detheridge. – Gli orizzonti evocati dagli artisti in mostra rappresentano un nuovo inizio che potrebbe regalare alle arti applicate un ruolo più rilevante nel quadro della società contemporanea, una voce nuova e più forte a sostegno dei valori intrinseci comuni a tutte le culture, che tragga linfa dalla voglia di sopravvivere e dal desiderio di essere parte di comunità significative in un mondo capace di accogliere la differenza, piuttosto che vederla come motivo di conflitto”.

Unicef, la serie A TIM in campo per i bambini del Nepal vittime del terremoto

I fondi raccolti andranno a sostegno dei progetti UNICEF in Nepal.

cover_650x350Roma, 30 maggio – Per l’ultima giornata della Serie A TIM, tutti i capitani delle squadre apporranno sulla propria divisa la fascetta dell’UNICEF per ricordare il dramma dei bambini colpiti dal terremoto in Nepal . “Un semplice ma importante gesto che è stato possibile grazie alla disponibilità delle società del massimo campionato e della Lega Serie A che vogliamo ringraziare per la collaborazione ed il sostegno”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. Inoltre, al termine delle partite l’UNICEF riceverà le maglie da gara autografate dai capitani scesi in campo nell’ultima partita della stagione 2014/2015, che saranno successivamente messe all’asta su https://www.charitybuzz.com/ I fondi raccolti andranno a sostegno dei progetti UNICEF in Nepal. Ad oltre un mese dal primo dei due terremoti che hanno colpito il Nepal, circa 70.000 bambini sotto i 5 anni hanno urgente bisogno di supporto nutrizionale per prevenire un deterioramento delle loro condizioni nutritive.  Circa 15.000 bambini nei 14 distretti più duramente colpiti avranno bisogno di alimenti terapeutici per il trattamento della malnutrizione acuta grave. Inoltre, cica 55.000 bambini con malnutrizione acuta moderata avranno bisogno di alimenti supplementari e cure per poter ritornare ad uno status ottimale per la loro salute e lo sviluppo.

 

ExpoinCittà. Oltre 100mila persone in Piazza Duomo per RadioItalialive – Del Corno: “Una serata perfetta”

“Grazie a RadioItalia che ha consentito il gioco di squadra necessario per uno spettacolo in totale sicurezza”

 

milano 2Milano, 30 maggio – “Una serata perfetta quella di ieri sera: oltre 100mila persone hanno occupato gradualmente sin dalle prime ore del pomeriggio una piazza Duomo splendida e accogliente per partecipare alla grande festa della musica italiana. Un appuntamento che ha espresso compiutamente lo spirito di ExpoinCittà, inclusivo, aperto e festoso, e ha confermato il ruolo di Milano come città capitale dello spettacolo dal vivo, perché tutto live, appunto, è stato il concerto di ieri sera. Un ringraziamento speciale a Radio Italia per la qualità dello show, l’organizzazione impeccabile e il rispetto delle esigenze della città, che hanno consentito il perfetto gioco di squadra di tutti i soggetti coinvolti nei servizi, in particolare della Polizia Locale e della Protezione Civile, affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi e nella sicurezza di tutti”. Così ha commentato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno la serata di ieri sera in piazza Duomo. “Ma non è finita qui – ha proseguito l’assessore Del Corno -. ExpoinCittà continua già domani sera con uno spettacolo di grande musica, sempre in piazza Duomo, sempre dal vivo e sempre aperto alla città: il Concerto per Milano diretto da Riccardo Chailly con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Una grande stagione di spettacolo e festa da condividere con i milanesi e con tutti i visitatori della nostra città”.

 

Guardia Costiera, 17 le vittime tra le 22 operazioni di soccorso di ieri

4243 i migranti tratti in salvo, navigavano in difficoltà a bordo di 9 barconi e 13 gommoni , da uno dei quali sono state recuperate anche 17 vittime

Il fermo immagine tratto da un video della Guardia Costiera mostra le operazioni di soccorso a migranti al largo delle coste libiche. ANSA/GUARDIA COSTIERA

Roma, 30 maggio – Sono 22 le operazioni di soccorso effettuate nella giornata di ieri, al largo delle coste libiche, sotto il coordinamento del Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma. 4243 i migranti tratti in salvo, navigavano in difficoltà a bordo di 9 barconi e 13 gommoni – da uno dei quali sono state recuperate anche 17 vittime. Uno scenario complesso, che ha richiesto l’intervento di numerose unità navali della Guardia Costiera, della Marina Militare italiana, della Guardia di Finanza, delle Marine Militari irlandese e tedesca, delle unità inquadrate nel dispositivo Triton e di alcuni mercantili dirottati dal Centro Nazionale di Soccorso.

 

 

Expo. Il Sindaco incontra il Primo Ministro algerino

Durante l’incontro il Sindaco Pisapia ha evidenziato l’importanza del progetto su cui l’Algeria ha lavorato per il proprio spazio, come la valorizzazione del patrimonio agricolo, le tecnologie, l’autosufficienza alimentare
152756889-cd01fa69-a439-44c1-9a78-379c28e2c0e0Milano, 29 maggio 2015 – Ieri pomeriggio il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha incontrato il Primo Ministro della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, Abdelmalek Sellal, accompagnato da una vasta delegazione istituzionale, al sito espositivo di Expo Milano 2015, durante una visita al Padiglione Italia e al cluster Bio-Mediterraneo dove è presente l’Algeria.Durante l’incontro il Sindaco Pisapia ha evidenziato l’importanza del progetto su cui l’Algeria ha lavorato per il proprio spazio, come la valorizzazione del patrimonio agricolo, le tecnologie, l’autosufficienza alimentare. Milano, ha ricordato il Sindaco, è in prima linea sul tema della sana alimentazione e della lotta agli sprechi alimentari e sta elaborando l’Urban Food Policy Pact che il 16 ottobre sarà sottoscritto dai sindaci delle metropoli del mondo per raggiungere obiettivi chiari e concreti in questo ambito. L’incontro è stato l’occasione anche per rafforzare ulteriormente i rapporti tra Milano e Algeri dal punto di vista turistico e imprenditoriale. Il Primo Ministro, infine, ha mostrato particolare interesse a un possibile gemellaggio tra Milano e Algeri, di cui ha discusso con il Sindaco Pisapia.

UNICEF: nel Sud Sudan un bambino su 3 è malnutrito nelle aree colpite dalle violenze

In sud Sudan  il conflitto in corso sta causando una diminuzione delle scorte di cibo per le famiglie e una contrazione dell’economia

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Roma, 29 maggio  – Secondo l’UNICEF la vita di circa 250.000 bambini è a rischio a causa del rapido deterioramento della situazione alimentare  in alcune parti del Sud Sudan. Il conflitto in corso sta causando una diminuzione delle scorte di cibo per le famiglie e una contrazione dell’economia. Secondo le ultime previsione dell’IPC Technical Group, del quale l’UNICEF è membro, il numero di persone che affrontano condizioni di grave insicurezza alimentare è quasi raddoppiato dall’inizio dell’anno, passando da 2,5 milioni di persone a circa 4,6, compresi 874.000 bambini sotto i 5 anni. Questo è il più alto numero di famiglie con livelli di crisi o emergenza dovuti ad insicurezza alimentare dall’inizio del conflitto, nel dicembre 2013. L’UNICEF avverte  che i bambini intrappolati dai combattimenti senza accesso a cure mediche di base e a cibo dovranno lottare per sopravvivere a questa stagione secca in mancanza  di assistenza umanitaria nelle aree colpite dal conflitto. “Nonostante tutti i progressi fatti l’anno scorso con i nostri partner per curare quanti più bambini possibile contro la malnutrizione, le vite di donne e di bambini vulnerabili – che hanno esaurito tutti i mezzi a loro disposizione – sono appese a un filo”, ha dichiarato Jonathan Veitch, Rappresentante UNICEF in Sud Sudan. Almeno 1 bambino su 3 sotto i 5 anni è malnutrito nelle aree maggiormente colpite del Greater Upper Nile, Warrup e Nortern Bahr el Ghazal. In una recente indagine dell’UNICEF  sull’Unity State sono stati osservati tassi molto alti di malnutrizione acuta grave (fino al 10%).  Se non saranno raggiunti con cure, questi bambini avranno 9 possibilità in più di morire rispetto ad un bambino in salute. A questa già terribile situazione, si aggiungono i duri combattimenti nel Greater Upper Nile, che hanno costretto almeno 100.000 persone a lasciare le loro case soltanto a maggio, abbandonando scorte vitali di cibo, bestiame e colture. Alcuni partner dell’UNICEF per la nutrizione sono stati costretti a ritirare la propria assistenza, mentre le scorte nutritive sono state rubate. “Se non sarà dato accesso all’assistenza umanitarie per distribuire aiuti salva vita ai bambini e per continuare a predisporre aiuti prima che le strade diventino impraticabili durante la stagione delle piogge, una situazione già fragile diventerà catastrofica”, ha continuato Veitch. Attraverso il National nutrition Scale Up Programme e la Rapid Response Missione a distanza, nelle aree colpite dal conflitto, l’UNICEF e i suoi partner hanno curato solo nel 2015 oltre 50.000 bambini che soffrivano di malnutrizione acuta grave. Con una mancanza di fondi del 75% quest’anno, l’UNICEF sta urgentemente chiedendo fondi per 25 milioni di dollari per poter proseguire  i suoi programmi in campo nutrizionale in Sud Sudan.

 

 

A Gerusalemme dal 3 all’11 giugno VII appuntamento con il Festival delle Luci

Un’intera settimana, dal 3 all’11 giugno, sarà dedicata alla scoperta della “luce” e delle “luci” di questa città che già nell’etimo del suo nome, Jerushalaim, contiene proprio il significato di “Città della Luce”

Festival-delle-luci-a-Gerusalemme-1000x600Roma, 29 maggio – Anche quest’anno la Ir Atiqa, la Città Vecchia di Gerusalemme, sarà il luogo splendido e privilegiato dove prenderà vita lo straordinario “Light in Jerusalem”, il Festival delle Luci, realizzato attraverso eccezionali impianti di illuminazione che porteranno il turista a scoprire una città resa per l’occasione ancor più vivace per mezzo di mostre e visite guidate. Un’intera settimana, dal 3 all’11 giugno, sarà dedicata alla scoperta della “luce” e delle “luci” di questa città che già nell’etimo del suo nome, Jerushalaim, contiene proprio il significato di “Città della Luce”. Questa “festa della luce” che prende vita in un contesto urbano – iniziativa promossa dall’Autorità per lo sviluppo di Gerusalemme, dal Ministero del Turismo e dalla Municipalità di Gerusalemme – sarà realizzata proprio dalla società elettrica Ariel; si prevede che l’evento attirerà oltre 250.000 visitatori nella Città Vecchia nel corso della settimana del festival. La manifestazione si inserisce anche in una prestigiosa rassegna di “Festival della luce” che prende vita in molte città in tutto il mondo come Lione, Glasgow e Lisbona. Quest’anno ci saranno dieci artisti “della luce” provenienti dall’estero che, insieme a quelli locali, presenteranno spettacolari esibizioni luminose in 3-D, sculture e strutture artistiche, stelle dotate di una grande massa luminosa e impressionanti proiezioni video sugli edifici e le pareti della Città Vecchia. Queste esibizioni, abbinate ad attività all’aria aperta e a spettacoli sul palco, avranno luogo nei vicoli pittoreschi, nei luoghi unici e nelle vie centrali intorno al centro storico di Gerusalemme. Per la settimana del Festival gli artisti mutano così l’aspetto della Città Vecchia accrescendo l’atmosfera notturna della città antica con una dimensione magica e di notevole valore artistico. Il pubblico è invitato a godersi i diversi “percorsi di luce” che si snodano attraverso i quartieri della Città Vecchia, tracciando un percorso tra gli impianti luminosi. Una fiera unica nel suo genere di light-body designer e coloratissimi spettacoli all’aperto arricchiranno l’esperienza del visitatore. Il festival della luce è adatto a persone di tutte le età. È ideale per i turisti individuali, gruppi,  famiglie ed artisti. Tutto rigorosamente gratuito!

 

 

Expo. Con Gelato Festival Piazza Castello diventa il paradiso dei golosi

D’Alfonso: “Dieci giorni per scoprire e assaporare i segreti dei maestri gelatieri tra laboratori e nuovi gusti”

17571185084_3f6e9978cd_k-650x276Milano, 29 maggio  – Da ieri  sino al 7 giugno Piazza Castello diventa il paradiso dei golosi in occasione di Expo grazie a  Gelato Festival 2015. A dare il via alla manifestazione l’Assessore al Commercio, Attività produttive e Turismo Franco D’Alfonso  con l’ideatore della manifestazione Gabriele Poli servendo la prima coppetta della dieci giorni per scoprire i segreti del più amato dei dessert, il Gelato.“Dieci giorni dedicati a uno dei simboli del gusto italiano apprezzato in tutto il mondo come la pasta e la pizza: il gelato artigianale. Una specialità che sempre di più si sta affermando nel mercato mondiale grazie al lavoro dei nostri maestri gelatieri, capaci di unire tradizione artigiana, ricerca creatività e qualità delle materie prime”. Cosi l’assessore Franco D’Alfonso che prosegue: ”Di questo e di molte altre eccellenze gastronomiche italiane Expo 2015  è la vetrina migliore e lo strumento per un’ulteriore valorizzazione, oltre che per una maggiore internazionalizzazione delle imprese che producono gelato, con sapienza e successo”. Numerosi i maestri gelatieri pronti a sfidarsi  sulla piazza meneghina con altrettanti gusti originali che si avvicenderanno nei dieci giorni di manifestazione all’interno del Buontalenti, il primo laboratorio mobile da gelateria creato a vista per ammirare proprio la maestria dei gelatieri. Il miglior gelatiere della tappa di Milano sarà proclamato l’ultimo giorno della manifestazione; sarà il voto combinato di giuria tecnica e popolare a decidere il vincitore che parteciperà alla finale europea di Gelato Festival a Firenze dal primo al 4 ottobre 2015. A sfidarsi a colpo di gusto Massimiliano Ginelli della gelateria al 54 con il gusto Ginger; Simone Luca Fabio della gelateria PiccoLina con il gusto Sacher, Francesco Rocca della gelateria Rembrandt con il gusto Luna di miele, Michail Tyrakis, Adriano Rovaris della gelateria Porta Romana con il gusto Cherry chocolate, Fabio Brambilla della gelateria Naturalia con il Risveglio degli dei, Osvaldo Palermo della gelateria Fiordipanna con il gusto Mandorla pralinata e arancia e Lorenzo Repetto della gelateria Souvenir d’Italie con il gusto Frenesia dell’estate. Ad accompagnare la competizione dei maestri gelatieri alcuni studenti dell’Istituto Alberghiero Carlo Porta di Milano. Ormai da anni Gelato Festival porta avanti il progetto Imparare Facendo  con gli istituti alberghieri per rendere il gelato sempre più protagonista nel per­corso formativo degli studenti. Obiettivo dell’iniziativa far apprendere arte e tecnica della produzione del gelato di qualità, come una volta si faceva nelle botteghe artigiane.

Guardia Costiera, in salvo 234 migranti al largo di Augusta

L’arrivo dei migranti, 187 uomini, 38 donne e 9 bambini,  è previsto nella mattinata di domani nel porto di Augusta

 

0Roma, 27 maggio – Sono tutti salvi i 234 migranti recuperati nella serata di oggi da Nave Dattilo, CP 940 della Guardia Costiera, mentre navigavano su un peschereccio in precarie condizioni di galleggiabilità a circa 125 miglia al largo di Augusta. Si tratta di 187 uomini, 38 donne e 9 bambini. L’avvistamento dell’imbarcazione, avvenuto in giornata da parte di un velivolo Atlantic appartenente al 41° Stormo con equipaggio misto Aeronautica e Marina Militare, è stato segnalato al Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma che ha immediatamente dirottato due unità mercantili e ​inviato sul posto Nave Dattilo, al momento in navigazione verso la Sicilia. L’arrivo è previsto nella mattinata di domani nel porto di Augusta.

Politica, interrogazione del senatore Divina (Ln) su riforma del 730

La dichiarazione dei redditi per la quale circa mezzo milione di contribuenti, dall’inizio dell’anno, ha richiesto le credenziali di accesso ai servizi on line, nella realtà dei fatti sembra invece indicare ulteriori disagi e lungaggini burocratiche rispetto al precedente sistema

 

SERGIO DIVINA POLITICO

Roma, 27 maggio – “In questi giorni le Agenzie delle Entrate provinciali sono prese d’assalto da innumerevoli contribuenti intenti a richiede il famoso PIN! Quello che doveva essere una semplificazione (dichiarazione dei redditi precompilata dall’amministrazione pubblica) si sta rilevando un vero e proprio calvario”. E’ questa la lucida analisi di Sergio Divina, capogruppo al Senato della Lega nord che spiega:”Il call center è eterno, chi prova via internet desiste dopo pochi tentativi, chi si reca agli sportelli lo deve fare più volte perché il PIN viene dato in più fasi a distanza di tempo. Un disastro. Ho interrogato pertanto il Ministro competente sulla questione in modo che si possa (dato che il sistema precedente era sicuramente meno oneroso per i cittadini)  tamponare questa brutta avventura per milioni di contribuenti italiani”. Divina si riferisce allo sconcerto ed alla confusione della popolazione in seguito alla riforma introdotta in aprile che anziché veder inviata una dichiarazione precompilata a tutti i contribuenti, in realtà vede il contribuente impegnato spesso a scaricarla dal web  con grave rischio di esclusione dei cittadini più deboli. Da una indagine condotta dalla Unione Europea nel nostro Paese nello scorso anno, si apprende che appena il 56% delle persone usa internet almeno una volta alla settimana, un numero ben al disotto della media Ue, e solo il 54% si collega alla rete, mentre il 34% dei nostri concittadini non ha invece mai usato il web rispetto al 20% della media registrata nell’Unione. Dallo studio risulta che il 60% degli italiani non ha competenze digitali e all’interno della forza lavoro, il 50% degli italiani occupati ha competenze digitali basse o nulle.  In ogni caso la riforma  non considera affatto la possibilità che con le nuove procedure, e le susseguenti difficoltà a misurarsi con la tecnologia necessaria e l’inesperienza, si possano verificare errori che rischiano di ripercuotersi negativamente sull’intero sistema fiscale e sui contribuenti stessi. “Si potrebbe dire che una flotta che va alla velocità della nave più veloce di sicuro lascia per mare le navi più lente” spiega Sergio Divina a motivo del suo intervento “ una riforma che non tiene conto delle possibilità di tutti i cittadini, carenze burocratiche comprese, non è una riforma, è un’utopia che non ha corrispondenze con la realtà del Paese”.

Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione del senatore Sergio Divina

Interrogazione a risposta scritta

Premesso che:

La riforma del 730 precompilato nasce dall’esigenza di velocizzare e sburocratizzare un’obbligazione a cui, ogni anno, il contribuente deve dedicare una consistente parte del suo tempo, oltre alla necessità, dettata dalla difficoltà di compilazione dei modelli, di dover sostenere degli oneri aggiuntivi per il ricorso all’aiuto di professionisti abilitati o dei centri di assistenza fiscale. Ad oggi, però, lo scopo della nuova normativa non sembra aver raggiunto i risultati sperati, in particolare per quel che attiene l’ottenimento del pin necessario ad ottenere il modello precompilato, scopo primario della semplificazione. Nonostante il comunicato dell’Agenzia delle Entrate del 9 aprile 2015 dichiari il successo del 730 precompilato, per il quale circa mezzo milione di contribuenti, dall’inizio dell’anno, ha richiesto le credenziali di accesso ai servizi on line, la realtà dei fatti sembra invece indicare ulteriori disagi e lungaggini burocratiche rispetto al precedente sistema. In totale, secondo i dati dell’Amministrazione finanziaria, i contribuenti abilitati a Fisconline sarebbero già 2,5 milioni, per un totale di 7 milioni, considerando anche i 4,5 milioni di contribuenti già in possesso del pin per l’accesso alla piattaforma telematica dell’Inps. Per accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, quest’ultima, in diversi comunicati e bollettini, specifica che sono a disposizione del contribuente quattro diverse modalità di ottenimento del necessario pin: direttamente dal sito on line dell’Agenzia, per telefono tramite call center, recandosi presso qualsiasi Ufficio dell’Amministrazione finanziaria o tramite la Carta nazionale dei Servizi. Infatti, anche qualora non si sia già in possesso del pin Inps, quest’ultimo non è sufficiente per accedere al servizio telematico, poiché questo è un pin cosiddetto “consultivo” che deve essere convertito in un pin “dispositivo”. È necessario quindi scaricare un pdf da compilare, firmare, scansionare e caricare di nuovo sul sito dell’Inps provvisto di fotocopia del documento. Nel caso invece in cui il contribuente non sia in possesso del pin Inps, il procedimento si fa ancora più complicato poiché prevede, qualsiasi sia la strada scelta (sito online, call center o sportello), un’attesa minima di 15 giorni per ottenere la seconda metà del codice. Una volta ottenuto l’accesso, il contribuente deve rintracciare l’importo registrato nella dichiarazione dei redditi 2014 ed aggiungere le spese sanitarie – spesso le più consistenti – che saranno inserite dall’Amministrazione fiscale solo a partire dal prossimo anno: la responsabilità in questo caso sarà  del contribuente, con conseguente possibilità di obbligo al pagamento di interessi e sanzioni qualora il modello dovesse presentare degli errori. Come molti organi di stampa riportano, ma soprattutto, come molti contribuenti lamentano, il procedimento è lungo e non semplicissimo anche per coloro che normalmente sono abituati ad utilizzare il computer. Tenuto però conto che il modello730 viene compilato soprattutto per ottenere il rimborso delle spese sanitarie e tenuto altresì conto che, secondo la Cgia di Mestre, è presentato da circa 6,5 milioni di pensionati, i quali, tra tutti, hanno il maggior interesse alla presentazione del modello con l’unico motivo del rimborso delle spese mediche – che per questi, naturalmente, costituiscono una buona fetta delle spese annuali –, il procedimento scelto non sarà certo facilmente esperibile da tutta questa parte della popolazione che sarà costretta, nuovamente, a ricorrere all’aiuto di professionisti e centri di assistenza fiscale. I Caf, inoltre, risultano ingolfati in tutto il territorio nazionale, costringendo così i contribuenti a dover impiegare buona parte del loro tempo in file molto lunghe, a cui, sono ovviamente costretti anche gli anziani.  In questo modo si sta arrecando un grave pregiudizio al contribuente, che è inoltre costretto: a recarsi almeno due o tre volte presso i centri di assistenza fiscale per terminare tutto il procedimento; a sostenere spese aggiuntive prima non previste (perché è richiesta una maggiore documentazione); ad attendere anche fino a 20 giorni, esponendolo inoltre al rischio di perdere qualche agevolazione a causa delle lungaggini richieste per la procedura.

Ciò equivale a rendere indisponibile il servizio in quanto molti contribuenti che necessitano di assistenza, oltre ai suddetti disagi, spesso non trovano posto nei Centri di assistenza fiscale ormai intasati e non possono quindi correttamente procedere con la compilazione dei modelli. Sono quindi costretti a procedere autonomamente con il relativo pericolo di operare a proprio discapito. La semplificazione, quindi, non sembra essere arrivata, anzi le nuove regole sembrano colpire le fasce più deboli, portando qualche contribuente a scoraggiarsi a tal punto tanto da rinunciarci. Recenti stime prevedono infatti che con la nuova riforma dell’ISEE si assisterà ad un calo del numero di contribuenti che accederanno alle agevolazioni sociali, a causa del minore spazio lasciato all’autocertificazione e all’aumento dei controlli. È chiaro come il Governo abbia commesso degli errori macroscopici in questo senso, sarebbe quindi necessario rimodulare quantomeno le procedure burocratiche così come evitare che i contribuenti si carichino in qualsiasi modo di spese aggiuntive prima non previste ed evitare che questi rinuncino al calcolo dell’Indicatore in oggetto perché ciò equivarrebbe a metterli in condizione di dover rinunciare al godimento di servizio essenziali che uno Stato di diritto sociale, quale il nostro si qualifica costituzionalmente, deve invece garantire, rimuovendo efficacemente ogni ostacolo di ordine economico e sociale suscettibile di alterare l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini.  Il Ministro dell’Economia e delle finanze ha dichiarato che Ministero del lavoro sta provvedendo alla costituzione di un “comitato  consultivo ai fini del monitoraggio sull’attuazione della disciplina dell’ISEE e dell’eventuale proposta di correttivi” formato dai rappresentanti dei Ministeri, dell’ INPS, delle regioni e province autonome, dell’ANCI, delle parti sociali e delle associazioni nazionali. A questo proposito lo stesso Ministero starebbe richiedendo, a regioni e comuni, notizie relative “alle misure predisposte per garantire che l’erogazione delle nuove prestazioni avvenga in conformità con le disposizioni della nuova disciplina ISEE”, ma ad oggi, a ridosso dell’imminente scadenza, tutti i disagi dei contribuenti non sembrano essere stati appianati e molti rischiano di rimanere senza un’adeguata assistenza per la compilazione dei modelli. Agli interroganti appare chiaro come una tale consultazione sarebbe dovuta intervenire prima della riforma e non a riforma già attuata, al fine di studiare in maniera preventiva le possibili ripercussioni negative che il riordino avrebbe potuto avere sul contribuente, in luogo di aprire il tavolo di confronto a riforma già in atto quando i contribuenti hanno già scontato disagi e difficoltà.

 

Interroga per sapere

 

Quali misure il Ministro interrogato, nell’ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere al fine di rivedere le attuali norme procedurali di compilazione e rilascio del modello 730 precompilato, come anche dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente in modo da attuare effettivamente, e al più presto, una sostanziale sburocratizzazione e semplificazione a favore del contribuente che, attualmente, è costretto ad adempimenti maggiori rispetto al precedente sistema, che colpiscono i contribuenti appartenenti alle fasce più disagiate, così come specificato in premessa. Quali misure il Ministro interrogato, nell’ambito delle proprie competenze, intenda intraprendere al fine di garantire a tutti i contribuenti in difficoltà un’adeguata assistenza, con particolare riferimento al fatto che, come specificato in premessa, a causa dell’eccessivo ingolfamento dei Centri di assistenza fiscale, molti non riescono a ricevere il giusto supporto per la compilazione dei modelli.

 

Sen. Sergio Divina

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