Save the Children, istituzioni, partner e testimonial insieme martedì 5 maggio per inaugurare il Villaggio ad Expo Milano 2015

Alle ore 11.30 inaugurazione ufficiale con la performance artistica del Maestro Giovanni Allevi, la presenza di Istituzioni e partner dell’Organizzazione. In occasione dell’evento, verrà presentato il rapporto globale sullo Stato delle Madri nel Mondo, a cui si ispirerà il reading dell’attrice Anna Foglietta

 

5021prRoma, 3 maggio – Si inaugurerà ufficialmente martedì 5 Maggio alle ore 11.30 il Villaggio Save the Children ad Expo Milano 2015, un grande spazio la cui struttura ricorda uno dei tanti villaggi nel mondo in cui Save the Children opera quotidianamente, combattendo la malnutrizione e la mortalità infantile. Disposto lungo il Decumano e dedicato ai bambini, alle famiglie e a tutti i visitatori dell’Esposizione, il Villaggio Save the Children ha l’obiettivo di coinvolgere ciascuno in prima persona nella lotta alla malnutrizione e ala mortalità infantile. Oltre ai bambini, che saranno impegnati come ogni giorno con educatori e volontari di Save the Children nelle visite guidate al percorso interno del Villaggio, parteciperanno all’evento di inaugurazione Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, i rappresentanti delle  Nazioni Unite, dell’Unione Europea e del Parlamento Italiano, nonché Claudio Tesauro e Valerio Neri, Presidente e Direttore Generale di Save the Children Italia. Suggestivo momento dell’inaugurazione sarà  la performance artistica del Maestro Giovanni Allevi, compositore, pianista e direttore d’orchestra, ambasciatore di Save the Children, la più grande organizzazione indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e difendere i loro diritti nel mondo. Il Maestro Allevi eseguirà proprie composizioni tratte dall’album Love, inno all’amore e alla vita, dedicati in particolare a tutti quei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo o contesti d’emergenza, che quotidianamente vedono negato un loro diritto primario, il diritto al cibo. In occasione dell’evento verrà diffuso il 16° Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo, la pubblicazione che ogni anno analizza la condizione di madri e bambini in 179 paesi, evidenziando le enormi disparità tra quelli del nord e del sud del mondo. Il rapporto inoltre, quest’anno avrà un focus tematico relativo alle condizioni di diseguaglianza nelle aree urbane, dove mancanza di cibo e acqua potabile o servizi di assistenza medica segnano drammaticamente il destino di centinaia di migliaia di mamme e figli che appartengono alle fasce più povere della popolazione.  E proprio alle madri e alla loro battaglia quotidiana per garantire la nutrizione e la crescita in salute dei loro bambini sarà dedicato il reading dell’attrice Anna Foglietta, testimonial di Save the Children. Interverranno all’inaugurazione anche alcuni tra i partner dell’Organizzazione che hanno condiviso con il loro impegno e il loro supporto la sfida di una presenza così importante  e significativa ad Expo Milano 2015, un’occasione per sottolineare il loro particolare contributo alla lotta contro la malnutrizione  e la mortalità infantile.

 

Prendere un tè con Stephen Hawking…

Grazie ad alcuni scienziati amici, sono riuscita a farmi ricevere dal più grande genio oggi vivente. Ecco la cronistoria di quell’ incredibile giornata.

Di Mirella Santamato

 

IMG_6433Roma, 3 maggio – Tutti sanno che prendere il tè alle cinque in punto è una delle tradizioni inglesi più rispettate in tutto il Regno Unito, ma prendere un tè, alle cinque in punto, nello studio privato del più grande genio oggi vivente sul pianeta, non è una cosa che capita tutti i giorni. Io ho avuto il privilegio e la fortuna di farlo e credo che questo incontro abbia cambiato la mia vita… in meglio, naturalmente! Stephen Hawking ha rifiutato incontri con personaggi famosi, Re e Regine, Capi di Stato e di Governi, e premi Nobel, ma ha concesso a me, incredibilmente, un’ora del suo tempo prezioso per ascoltare la mia storia. Non sembri poco la durata di un’ora per una persona che deve usare il respiratore meccanico e che, per esprimersi, deve utilizzare un lento sintetizzatore vocale, che lui gestisce faticosamente strizzando l’occhio destro, con un movimento impercettibile della palpebra e del sopracciglio. Già questo fatto farebbe pensare ad un miracolo, ma il vero miracolo è un altro: la piena padronanza di sé e della propria mente. Lui governa se stesso e tutto ciò che lo circonda con una presenza di spirito assoluto e una libertà di espressione di tale intelligenza, da non sembrare neanche umano. Credo che sia uno dei pochi uomini che è riuscito a trascendere la materia di una fisicità così compromessa, per elevarsi a dominare  tutto lo scibile dell’universo. Nel suo studio sono appesi quadri molto buffi e significativi di una vita spesa per la scienza e per capire la vita, in tutte le sue sfumature, dalle più divertenti alle più profonde. Di fronte all’entrata è appeso un grande quadro che lo ritrae sorridente (sicuramente una foto di parecchi anni fa, perché ora la sua bocca non si può più contrarre) tra due persone mascherate una da Albert Einstein e l’altra da Isaac Newton.  Non a caso, lui ricopre oggi proprio la cattedra una volta tenuta da Newton presso l’università di Cambridge. Data l’ora dell’appuntamento, sulla scrivania troneggiavano due tazzine di finissima porcellana di Limoges , comprensive di lattiera e di un elegantissimo piattino con dei biscottini molto invoglianti. Però Il Prof. Hawking non sempre offre il tè ai suoi ospiti. A volte, se le persone non gli sono gradite, le liquida in dieci minuti, senza offrire nulla. La sua simpatica e gentile segretaria, Jeanna, gli è sempre vicino per accudirlo in tutto quello che gli necessita, ma durante il nostro colloquio anche lei mi è sembrata rilassata e a proprio agio. Ho parlato a lungo di me, della mia esperienza della malattia, dei miei studi e dei miei scritti. Gli ho letto due delle mie poesie in inglese che credo lui abbia apprezzato, visto che ha chiesto di ripetergliele, perché voleva ancora risentirle. Mia figlia aveva confezionato proprio per lui un plico con carta fatta a mano e cucita con filo speciale, con tanto di ceralacca e nastri per chiuderla con un fiocco,  con dentro uno dei miei libri e la sua traduzione in inglese, le foto che mi ritraevano quando facevo la fotomodella e un foglio con una breve biografia. La segretaria mi ha detto che lui tiene molto ai regali creati appositamente per lui e che tiene un archivio dei tanti omaggi che ha ricevuto da tutte le parti del mondo. Il mio plico sarà, quindi, conservato tra questi. Ultimamente è uscito un film bellissimo che racconta la storia di Hawking.  Il titolo in italiano è “ La teoria del tutto” e l’attore protagonista, Eddie Redmayne, ha vinto  l’oscar per la sua straordinaria interpretazione. Una gigantografia del poster del film è appoggiata alla parete dello studio del suo vero protagonista, ovviamente con il titolo in inglese “ The Theory of everything”.Ho guardato negli occhi quest’ uomo straordinario e ho avuto la sensazione di guardare l’universo, forse perché i suoi occhi, unica parte funzionante del suo corpo fisico, hanno guardato molto più a lungo le stelle e le galassie che le banalità della vita quotidiana. Allora ti accorgi quanto lo spirito possa trasformare anche la peggiore delle realtà possibili e ti rendi conto che è la forza della mente a decretare la qualità della nostra vita. Sicuramente Stephen Hawking ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca della “teoria del tutto”, ma ciò che fa di lui un essere umano straordinario è il fatto che lui, indipendentemente dalla scienza,  ha davvero capito… tutto!

 

www.viverefeliciecontenti.it

 

 

 

 

 

 

UNICEF-WFP: appello di Francesco Totti per l’emergenza Nepal

 “Sono Francesco Totti e voglio chiedervi di essere vicini al Nepal colpito da un terremoto spaventoso. Io sto con l’UNICEF e il Programma Alimentare Mondiale per aiutare i bambini e le famiglie coinvolte. Unisciti a noi e invia un SMS o chiama il 45596. Ora! 45596”

img1024-700_dettaglio2_Appello-di-Totti-per-il-Nepal-UnicefRoma, 3 maggio – “Sono Francesco Totti e voglio chiedervi di essere vicini al Nepal colpito da un terremoto spaventoso. Io sto con l’UNICEF e il Programma Alimentare Mondiale per aiutare i bambini e le famiglie coinvolte. Unisciti a noi e invia un SMS o chiama il 45596. Ora! 45596”, questo l’appello lanciato da Francesco Totti, Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia in un video-messaggio lanciato a sostegno dell’emergenza nel Nepal. Per l’emergenza, UNICEF e WFP Italia hanno lanciato un numero solidale per donare 1 euro da rete mobile e 2 euro da rete fissa. È possibile donare con un SMS al 45596 da cellulare TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile e CoopVoce o chiamata allo stesso numero da rete fissa da Telecom Italia, Fastweb, Vodafone e TWT. L’UNICEF, presente in Nepal con oltre 200 operatori, fornisce tende per allestire ospedali da campo per l’assistenza ai feriti, sali di reidratazione orale e zinco per prevenire epidemie di diarrea acuta soprattutto nei bambini e distribuisce acqua tramite autobotti nei 16 campi allestiti per gli sfollati. Coordina inoltre le organizzazioni partner per gli interventi di emergenza nei settori “Acqua e igiene”, “Nutrizione”, “Istruzione” e “Protezione dell’infanzia”, svolgendo un ruolo di intervento attivo anche nel settore “Sanità”. Il WFP, che da anni è presente nel paese con programmi di “preparazione alle emergenze”, sta fornendo sostegno logistico di emergenza e nel settore delle telecomunicazioni a tutta la comunità umanitaria in Nepal, oltre che sostenere un impegno massiccio nell’assistenza alimentare dove 1,4 milioni di persone hanno urgente bisogno di cibo. Già giunti i primi soccorsi del WFP, via elicottero, oltre che via terra, in alcuni distretti di Gorkha, una delle aree più colpiti dal terremoto. Francesco Totti, capitano della AS Roma e campione del mondo con la Nazionale italiana di calcio ai Mondiali del 2006, è “Goodwill Ambassador” dell’UNICEF Italia dal 2003. In passato, ha sostenuto appelli per i bambini di Haiti, della Repubblica Democratica del Congo, del Sudan, del Sahel, delle Filippine e lanciato campagne contro le ‘spose bambine’ e la mortalità infantile. All’appello di Totti, si è aggiunta, in questi giorni, via social media, anche la voce di Kaka, amatissimo ex campione del Milan AC e Ambasciatore contro la Fame del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Per l’emergenza Nepal, UNICEF e WFP Italia hanno lanciato un numero solidale per donare 1 euro da rete mobile e 2 euro da rete fissa. È possibile donare fino al 10 maggio 2015 con un SMS al 45596 da cellulare TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile e CoopVoce o chiamata allo stesso numero da rete fissa da Telecom Italia, Fastweb, Vodafone e TWT. 

 

 

UNICEF/Nepal: ad una settimana dal sisma rischio di malattie per i bambini.

Pericolo per 15 mila  bambini gravemente malnutriti; a questi  si aggiungono 288.000 bambini con segni di malnutrizione acuta moderata che necessitano di cure per prevenire le forme più gravi di malnutrizione.

 

cartello finale 4-3def (2)Roma, 3 maggio – Il terremoto dello scorso 25 aprile ha distrutto più di 130.000 case; 3 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Circa 24.000 persone attualmente si trovano  13 campi a Kathmandu. In un paese dove oltre il 40% dei bambini soffre di malnutrizione cronica, cresce la preoccupazione per la loro alimentazione. Almeno 15.000 bambini  con malnutrizione acuta grave hanno bisogno di alimenti terapeutici; a questi  si aggiungono 288.000 bambini con segni di malnutrizione acuta moderata che necessitano di cure per prevenire le forme più gravi di malnutrizione.  Inoltre, per i bambini che si trovano nei 12 distretti maggiormente colpiti è necessario tornare alla normalità con la possibilità di accedere a “spazi a misura di bambino” , a tornare a scuole e poter usufruire dei  servizi di base. Ad una settimana dal terremoto in Nepal, secondo l’UNICEF il benessere e le condizioni di salute dei bambini sono a rischio – molti sono rimasti senza casa, sono sotto shock e non hanno accesso a cure mediche di base. La stagione delle piogge comincerà tra poche settimane, i bambini saranno esposti a grandi rischi di contrarre malattie come il colera o infezioni legate a malattie diarroiche e saranno più vulnerabili a minacce di frane o alluvioni. “Il terremoto ha causato una distruzione inimmaginabile” ha dichiarato Rownak Khan, Vice Rappresentante UNICEF in Nepal. “Gli ospedali sono sovraffollati, l’acqua è scarsa, i corpi sono ancora sepolti dalle macerie e le persone dormono all’aria aperta. Queste sono le  condizioni perfette per la proliferazione di malattie”. Non appena la terra ha iniziato a tremare in Nepal, una settimana fa, l’UNICEF ha utilizzato i suoi aiuti pre-posizionati, dando subito il via alle operazioni di risposta all’emergenza, e ha garantito aiuti, come: tende allestite  come centri sanitari d’emergenza presso gli ospedali, trasposto di acqua presso gli insediamenti informali, tavolette per la purificazione dell’acqua e kit igienici.

La settimana scorsa, l’UNICEF:

  • ha trasportato per via aerea più di 85 tonnellate di aiuti che comprendono: tende, teli di plastica, coperte, scorte alimentari, vaccini e altre medicine salva vita;
  • ha costruito “spazi a misura di bambino” nei campi informali per dare supporto psicologico ai bambini che hanno subito traumi e garantire loro spazi sicuri dove possano giocare e studiare;
  • ha consegnato aiuti nelle aree più remote oltre la valle di Kathmandu – compresi i distretti di Kavre e Gorkha, dove le squadre dell’UNICEF stanno distribuendo a migliaia di persone sapone, tavolette per la purificazione dell’acqua, coperte e secchi. Nel distretto di Dhading in 7 villaggi remoti gli elicotteri hanno trasportato: kit igienici e tavolette per la purificazione dell’acqua; .
  • ha predisposto servizi di sostegno psicologico a Gorkha, Sindhuli, Kavre, Ramechhap e Kathmandu.

    L’UNICEF sta ampliando la sua risposta in modo  che i bambini nelle aree più duramente colpite, rea cui  quelle più difficili da raggiungere oltre Kathmandu, ricevano aiuti salva vita.

    “Abbiamo poco tempo per mettere in atto misure di protezione contro epidemie di malattie dei bambini colpiti dal terremoto – un pericolo che potrebbe essere aggravato da acqua e fango portati dalle piogge”,  ha continuato Khan. “Per questo è di fondamentale importanza portare subito in queste aree medicine di base, attrezzature  medichr, tende e scorte d’ acqua”.

    Da sabato saranno trasmessi sulle radio nazionali programmi per diffondere informazioni salva vita e consigli di esperti per i bambini, le donne e le famiglie che vivono nelle parti più remote dei distretti colpiti dal terremoto. Nell’ambito dell’appello congiunto dell’ONU, l’UNICEF ha richiestodi 50 milioni di dollari per portare avanti i suoi interventi umanitari in Nepal nei prossimi tre mesi.

    Emergenza Nepal, donazioni all’UNICEF tramite:

-UNICEF e WFP Italia hanno lanciato un numero solidale 45596 per donare 1 euro da rete mobile e 2 euro da rete fissa.

Il grande Michael Jackson nei filmati di Angelo Naviglio

Intervista ad Angelo Naviglio, produttore ed autore di “Thriller, un sogno americano” e “La natura umana del Re del Pop”

 

Di Francesca Rossetti

 

Thriller un sogno americanoRoma, 3 maggio – Angelo Naviglio, già autore di un interessante documentario su Michael Jackson, ha da poco realizzato il secondo ed ecco cosa mi ha raccontato in merito.

 Chi è Angelo Naviglio e come nasce l’idea di realizzare alcuni documentari su Michael?

“Sono un semplice operatore di un’emittente televisiva locale della Sicilia: Tele Video Agrigento. Dopo una ventennale esperienza nel campo dell’emittenza locale come programmista-regista, mi sono da poco cimentato nel campo della produzione di programmi e documentari nelle vesti di autore e produttore. La prima esperienza come autore e produttore è nata con l’idea di produrre un programma televisivo che coniugasse il mondo del cinema Hollywoodiano con la grande musica del presente e del passato facendo conoscere ai telespettatori le grandi colonne sonore dei film e i loro autori. Una bella esperienza che si è concretizzata con il programma televisivo “Number one”, che purtroppo dopo sole 10 puntate abbiamo dovuto abbandonare per mancanza di sostegno da parte degli editori e degli sponsor, ma che era stata molto apprezzata dai telespettatori nell’ormai lontano 2011.”

Di cosa parlano “Thriller, un sogno americano” e “La natura umana del Re del Pop” e come sono stati raccolti materiale e testimonianze?

“Durante la produzione di “Number one” ho avuto modo di toccare con mano la fame di conoscenza dei telespettatori nei confronti dei grandi personaggi del mondo del cinema e della musica, quindi dato il mio passato di grande fan del compianto Michael Jackson sin dall’età di 15 anni, conoscendo l’artista e l’uomo molto bene, nel Novembre del 2012,  in occasione del 30° anniversario della pubblicazione dell’album Thriller, ho avuto un’dea originale: produrre un documentario che raccontasse l’evoluzione artistica del leggendario Re del Pop e il processo creativo che lo ha portato a realizzare l’album più venduto nella storia della musica.  Una vera sfida se si pensa che è qualcosa di mai realizzato prima e che la sua casa discografica ha inspiegabilmente snobbato fino ad oggi. Ma ho pensato di arricchire il docu-film anche attraverso il contesto storico, musicale e sociale degli anni 70 e 80. Un lavoro enorme che ho iniziato non sapendo di poterlo realizzare nel modo che avevo immaginato nella mia mente. Dopo alcuni mesi di lavoro e vedendo avvicinarsi il giorno della prima messa in onda prevista nel mese di Giugno del 2013, ho pensato di contattare un mio caro vecchio amico: Luciano Marullo. Con lui, con il quale da circa 25 anni ci confrontiamo su Michael Jackson ed altro, abbiamo scritto il resto del racconto di “Thriller-un sogno americano”.  Ma nello stesso periodo ho coinvolto quasi per caso durante una chat su Facebook l’amica Jacksoniana Sara Di costanzo, che conosce molto bene l’uomo e l’artista Michael Jackson. Sara è stata fondamentale per la ricerca delle fonti su cui attingere le informazioni che mi mancavano, così come fondamentale è stato l’apporto della mia collega e amica Giusy Schillaci, una grande voce per un docu-film esclusivo. Senza dimenticare la nostra cara amica Graziella Amico che si è occupata di ricerche fotografiche. Visto il grande successo di “Thriller-un sogno americano”, che è stato molto apprezzato non solo dai fans in tutta Italia, ma anche da un vasto pubblico formato anche da operatori del mondo dello spettacolo come coreografi, musicisti e registi, o semplicemente appassionati di musica, il mio amico coautore Luciano Marullo un giorno mi chiama e mi viene a trovare proponendomi di produrre il sequel.  Devo dire che all’inizio non ero molto propenso ad iniziare quest’altra “avventura”, perchè sapevo che sarebbe stata ancora più impegnativa, ma dopo un paio di giorni mi sono convinto, e così è nata l’idea di produrre “La natura umana del Re del Pop”. Una serie di 4 docu-film biografici su Michael Jackson, di cui adesso pubblichiamo il primo episodio: “La leggenda continua”.  Il titolo è molto indicativo, e mi sono prefisso assieme al resto del mio team di raccontare la vita di Michael, questa volta non solo artistica ma anche privata, toccando argomenti che molti non approfondiscono e distorcono attraverso articoli di stampa e trasmissioni televisive, soprattutto in Italia ma anche in altre parti del mondo.  Per raccogliere le informazioni attendibili su Michael ci siamo affidati ad alcune biografie tra le più accreditate e a siti internet specifici anche americani, che abbiamo verificato con controlli incrociati in questi ultimi 15/16 mesi. “

Quali aspetti inediti di Michael emergono e quali saranno le prossime produzioni?

Gli aspetti inediti sono molti se pensiamo all’ignoranza e il pregiudizio dilaganti tra il pubblico in genere quando si parla dell’uomo Michael Jackson. Parleremo del perché è diventato bianco, del suo rapporto con la  religione, della sua indole, ma preferisco non svelare troppo…per il resto non Vi resta che guardare “La natura umana del Re del Pop” su Tele Video Agrigento il 7 Aprile alle 14.50 in prima tv tramite lo streaming video sul sito www.televideoagrigento.tv oppure per i Siciliani sul digitale terrestre canale 92. Ci saranno le repliche che annunceremo nella pagina dedicata alla serie su Facebook oppure sull’evento creato sempre su FB. Per il futuro speriamo di produrre al più presto gli altri episodi della serie e penso che se Dio ci assiste ne vedremo delle belle!!

 

 

 

 

 

 

Roma, ‘Animali nella Grande Guerra’ documentario diretto da Folco Quilici

Proiezione e a seguire conferenza stampa Venerdì 8 maggio  ore 10.00 c/o sala 2 – CINEMA ADRIANO (Piazza Cavour, 22 – ROMA).  Durata: 76’. Distribuzione: ISTITUTO LUCE CINECITTÀ. Uscita in sala: 15 maggio 2015. Messa in onda su RaiUNO: 24 maggio 2015

 

32718759_folco-quilici-gira-un-docu-film-su-cavalli-muli-altri-animali-vittime-della-grande-guerra-0Roma, 3 maggio – Animali nella Grande Guerra offre un racconto anticonvenzionale del drammatico conflitto, attraverso lettere, diari e fotografie scattate dagli stessi combattenti, e raccolte nel libro che Lucio Fabi ha ricavato dalle sue ricerche, Il bravo soldato mulo (ed. MURSIA). Un documentario che ricostruisce ricordi, storie, episodi di vita vissuta del rapporto, dentro e fuori la trincea, tra uomini e animali, tra incredibili momenti di assoluta serenità e tenerezza, alternati allo sfondo di in uno dei più tragici periodi della storia contemporanea.

Sinossi

Nella Prima Guerra Mondiale, accanto agli uomini ha combattuto un esercito di animali. Muli, buoi, cani, cavalli, maiali, piccioni vennero utilizzati per lo spostamento di reparti e materiali, per le comunicazioni e per il sostentamento delle truppe. La forzata coabitazione con gli uomini avvicinò gli uni agli altri in un possibile destino di morte e sofferenza: ufficiali e militari di truppa avevano così la possibilità di dare e ricevere affetto, ma anche quella di occuparsi di esseri più deboli e del tutto dipendenti da loro. Nel corso della Grande Guerra gli animali non soltanto “combatterono” a stretto contatto con il soldato, ma contribuirono fattivamente all’alimentazione di svariate decine di milioni di militari.

 

Expo 2015: Save the Children, tre milioni di bambini muoiono ogni anno a causa della malnutrizione.

Aperto ai visitatori dell’Esposizione il Villaggio Save the Children per sensibilizzare il pubblico in vista della definizione dei Nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il 5 maggio alle ore 11.30 inaugurazione ufficiale con le performance artistiche del Maestro Giovanni Allevi e dell’attrice Anna Foglietta, le Istituzioni e i partner dell’Organizzazione

 

????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Milano, 3 maggio – “La malnutrizione è concausa della morte di 3 milioni di bambini sotto i 5 anni, ben metà dei 6 milioni di morti infantili che avvengono in un anno per cause evitabili, e sono 200 milioni i bambini nel mondo che sono affetti da una qualche forma di malnutrizione. Garantire a questi bambini e alle loro famiglie il diritto al cibo è una sfida che si può vincere ed Expo2015 sarà un’occasione importante per portare al centro dell’attenzione questo tema.” ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children, sintetizza così il senso della presenza dell’Organizzazione all’interno dell’Expo Milano 2015 che si è aperta oggi a Milano.

“Expo 2015 può e deve essere un’occasione da non perdere nel processo che porterà alla definizione dei nuovi Obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Abbiamo sei mesi per sfruttare questa eccezionale occasione di contatto diretto con milioni di cittadini di tutto il mondo, insieme possiamo chiedere una maggiore attenzione delle Istituzioni e costruire una nuova sensibilità sul tema della malnutrizione e della mortalità infantile, spingendo i governi ad impegnarsi concretamente per garantire universalmente il diritto al cibo”.

Save the Children è da anni impegnata in oltre 40 paesi del mondo con interventi di nutrizione e salute a favore di madri e bambini e nel 2009 ha lanciato la campagna Every One per il contrasto alla mortalità e malnutrizione infantile. Nel solo 2014, sono stati 9 milioni i bambini sotto i 5 anni raggiunti con programmi di nutrizione e 15 milioni quelli che hanno beneficiato, con le loro mamme, di interventi nell’ambito della salute.

L’Organizzazione, dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, è presente in Expo con un padiglione dedicato alla malnutrizione e alla mortalità infantile. “Vogliamo raccontare e far riflettere le persone su cosa significhi vivere senza uno dei diritti fondamentali, quello al cibo, portando un messaggio positivo: la malnutrizione e la mortalità infantile possono essere sconfitte con semplici soluzioni, come ad esempio la promozione dell’allattamento esclusivo al seno e la formazione alle mamme sulla preparazione di piatti e alimenti semplici ma nutrienti con i prodotti locali, o, nei casi più gravi, con interventi più specifici come la creazione di centri per il trattamento della malnutrizione acuta. Ciascuno può dare il proprio contributo perché questo avvenga dove serve. Be the Change, essere il motore del cambiamento, è infatti l’invito all’azione che rivolgiamo a ciascun visitatore del nostro spazio”, spiega Valerio Neri.

Il padiglione di Save the Children, aperto ai visitatori dal 1° maggio, verrà inaugurato ufficialmente martedì 5 maggio alla presenza di Partner e Istituzioni, con le performance artistiche del Maestro Giovanni Allevi e dell’attrice Anna Foglietta, entrambi impegnati al fianco dell’Organizzazione, e sorge lungo il Decumano in un ampio spazio di 800 mq che ospita una struttura di legno che ricorda uno dei tanti villaggi nel mondo in cui Save the Children opera quotidianamente, combattendo la malnutrizione e la mortalità infantile. Il Villaggio Save the Children è aperto ogni giorno dalle 10 alle 18,30 (oltre ad alcune speciali aperture serali) e ospita una serie di istallazioni interattive, attraverso cui i visitatori, adulti, famiglie e bambini, vivranno delle esperienze sensoriali che li faranno identificare con la vita di un bambino nato e vissuto in contesti di povertà o emergenza.

 

IL VILLAGGIO SAVE THE CHILDREN

Sin dall’accoglienza nel Villaggio il visitatore si trova di fronte ad un’istallazione che – attraverso il concetto di casualità – lo porta ad assumere una nuova identità e a “rinascere” in un altro luogo del mondo. Diventando un bambino nato in Mozambico, Etiopia, Siria, Liberia, India o Nepal, i visitatori possono conoscere le condizioni di vita in quei luoghi e affrontare le stesse difficoltà che quei bambini vivono quotidianamente. All’interno della stanza dedicata alla nutrizione, il visitatore può scoprire la storia della sua “nuova identità”. Si trova infatti di fronte ad un “archivio delle storie” e può confrontarsi con la vita reale dei bambini che, nonostante le difficoltà di nascere e crescere in luoghi dove ogni giorno si combatte per nutrirsi, grazie al lavoro quotidiano di Save the Children hanno potuto cambiare la propria vita.

Nell’area malnutrizione il visitatore avrà la possibilità di cambiare “virtualmente” la vita del bambino nel quale si è identificato. Attraverso l’istallazione “Storia a bivi”, infatti, ci si potrà cimentare in un gioco attraverso il quale viene si è chiamati a “riscrivere” la sua storia in un percorso di scelte che possono determinare un diverso futuro. La visita al Villaggio proseguirà all’interno di un ambiente dedicato alle emergenze. Qui il visitatore è proiettato in un contesto di emergenza, come emergenze sanitarie, climatiche o conflitti, e potrà immedesimarsi e riflettere su ciò che si prova a vivere in una situazione simile.

Anche nell’area verde, all’esterno del Villaggio, sarà possibile interagire con altre istallazioni. Attraverso l’Osservatorio, come in un caleidoscopio, si potrà vedere da vicino le realtà in cui opera Save the Children o conoscere e provare, ad esempio, come funziona una pompa manuale per l’acqua, come quelle utilizzate nei progetti dell’Organizzazione. Sarà inoltre possibile visitare un orto comunitario, all’interno del quale si potranno apprendere le principali informazioni che riguardano il ciclo della produzione alimentare.

 

IL PROGRAMMA DEI PRIMI EVENTI PREVISTI

Dopo l’evento di inaugurazione che si svolgerà martedì 5 maggio alle ore 11.30 presso il Villaggio, e sarà l’occasione per il lancio del rapporto globale sullo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children – un appuntamento atteso come ogni anno da stampa, società civile e Istituzioni – il Villaggio sarà anche uno spazio catalizzatore per eventi, incontri e seminari, con il coinvolgimento di rappresentanti delle Istituzioni nazionali, europee e internazionali, di esperti, di stakeholders, di scuole e università, di testimonial.

Il 3 luglio, Save the Children sarà protagonista ad Expo dell’evento di alto livello “Starting from girls”nell’ambito dell’iniziativa Women for Expo, per promuovere con forza il ruolo delle giovani donne nel contrasto alla malnutrizione e alla mortalità infantile.
Nel calendario ufficiale di Expo Milano 2015, il 13 ottobre sarà per tutti il Save the Children Day, con eventi e iniziative dedicati alla promozione del diritto al cibo ed ad una sana alimentazione per tutti i bambini del mondo.

Dal 18 al 24 maggio, inoltre, l’invito di Save the Children “Be the Change” sarà protagonista, insieme al Villaggio ad Expo, del palinsesto RAI,che promuoverà l’impegno dell’Ong per cambiare e migliorare la vita di milioni di bambini nel mondo.

 

I PARTNER DI SAVE THE CHILDREN AD EXPO

“Essere una delle pochissime Ong internazionali ad avere uno spazio espositivo dedicato in Expo è per noi un onore e una grande sfida, che stiamo affrontando grazie al sostegno e al contributo di tanti partner che hanno voluto essere al nostro fianco in quest’avventura”, spiega Daniela Fatarella, Direttore Marketing e Comunicazione di Save the Children. “Il Villaggio è un luogo dove tutti loro possono raccontare il contributo che stanno dando all’Organizzazione e alla lotta contro la malnutrizione e la mortalità infantile . Non solo le aziende che ci hanno sostenuto, ma anche i nostri volontari e i testimonial che in questi anni hanno contribuito al nostro lavoro, fanno parte della grande squadra di Save the Children ad Expo e nei mesi che verranno, ci aiuteranno a coinvolgere bambini e adulti nella visita al Villaggio, stimolando i visitatori ad essere parte del cambiamento nella lotta alla malnutrizione”.

Tra le aziende che ad oggi hanno deciso di sostenere Save the Children nel progetto di Expo e negli interventi che l’organizzazione porta avanti sul campo nell’ambito della nutrizione e salute, vi sono: ACS Fiorentina, Bolton Group, Bulgari, Elica, Fondazione Lavazza, Galatine, Meraviglia Spa, Mondelez, Pilosio. Il Padiglione di Save the Children è stato realizzato dall’agenzia H+. Hanno inoltre sostenuto la realizzazione del Padiglione in Expo, progettato dallo studio Argot ou la Maison Mobile, attraverso un concreto impegno: Albiati srl, l’arch. Phd Melania Bugiani, il Corpo Forestale dello Stato, GreyUnited, Hfarm, iGuzzini, SONY, Metis Lighting, Velux. Inoltre gli educatori e formatori della cooperativa E.D.I., insieme ai volontari di Save the Children, saranno presenti per effettuare attività formative e visite guidate all’interno del villaggio.

 

 

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