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Carburanti, ENI mette il limite ai prezzi
Eni ha annunciato un tetto massimo ai prezzi per almeno trenta giorni in tutte le stazioni Enilive, comprese quelle in autostrada. Il limite stabilito prevede un costo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il diesel.
Di Francesca Fontana
I tagli delle accise non bastano. Lo dimostra la continua ascesa dei prezzi dei carburanti. I 17 centesimi di sconto sul gasolio sono stati letteralmente bruciati dagli aumenti del petrolio dovuti alle tensioni internazionali che coinvolgono l’Iran.
Mentre il governo decide di ridurre il taglio delle tasse sul gasolio, arriva una mossa a sorpresa da parte del settore privato. Eni ha annunciato un tetto massimo ai prezzi per almeno trenta giorni in tutte le stazioni Enilive, comprese quelle in autostrada. Il limite stabilito prevede un costo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il diesel.
L’iniziativa viene presentata dal gruppo energetico come un contributo di solidarieta rivolto al Paese, alle famiglie e ai consumatori in un momento di forte pressione finanziaria. La misura e il risultato di un dialogo costante tra la premier Giorgia Meloni e l’amministratore delegato Claudio Descalzi, nato dalla difficoltà di calmierare i prezzi solo con interventi pubblici dedicati alle fasce più deboli.
Da Palazzo Chigi e arrivato un ringraziamento ufficiale, definendo la scelta un atto lodevole per contenere i rincari. Il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato che la collaborazione e la responsabilità di mercato sono preferibili a nuovi interventi dirigisti o a tasse sugli extraprofitti. Matteo Salvini ha auspicato che anche le banche e le altre compagnie del settore petrolifero ed energetico seguano l’esempio di Eni, rinunciando a una parte dei propri incassi.
Ma la preoccupazione resta. Gli autotrasportatori stanno già pensanso a scioperi generali. Listini cosi alti rischiano di paralizzare il Paese.
Sullo sfondo resta inoltre il tema della capacita di raffinazione nazionale: negli ultimi 35 anni il numero di impianti si e dimezzato e la capacita di produzione e scesa dal 100% di un tempo a valori molto pù bassi, passando da 106,6 a 83,3 milioni di tonnellate all’anno, pari a un calo stimabile del 22%. Il Ministero delle Imprese ha già convocato un tavolo di confronto con tutte le principali aziende petrolifere per verificare se si può aumentare la produzione interna e stabilizzare il mercato.
