È Trento la città con la migliore qualità di vita per il 2014

Per il quinto anno consecutivo Trento conquista il primato in ‘qualità della vita’, lo attesta un’indagine condotta dall’Università La Sapienza di Roma per Italia Oggi. 

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Roma, 28 dicembre – E’ Trento la città con la migliore qualità di vita nel 2014, un primato che arriva per il quinto anno consecutivo. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’università La Sapienza di Roma per Italia Oggi, 16esima edizione sulla qualità di vita in Italia. L’indagine, che divide idealmente il territorio nazionale in quattro macroregioni che si differenziano per qualità di vita in buona, accettabile, scarsa e insufficiente, vede la città capoluogo del Trentino nel nord est del Paese collocarsi al primo posto su ben 7 dei nove settori in esame (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, tempo libero). Trento resta nel secondo gruppo, cioè qualità accettabile, solo per tenore di vita e nel terzo (scarsa) per la salute. Dopo Trento in classifica segue Bolzano, Mantova, Treviso, Pordenone, Reggio Emilia, Vicenza, Parma e Verona, a testimonianza che nel nord-est del Paese si vive meglio.  Dallo studio emerge anche che nel 2014 sono 55 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è buona o accettabile contro le 59 dello scorso anno. A subire un peggioramento i grandi centri urbani e le città del Mezzogiorno giudicate in generale insufficienti soprattutto a causa della crisi e della conseguente disoccupazione. Ultima classificata è la provincia di Carbonia-Iglesias mentre al sud la migliore è Teramo che si piazza al 27esimo posto in classifica. L’indagine mette a fuoco in linea più generale un lieve peggioramento rispetto al 2013 con il 52,6%, pari a 31 milioni 699 mila residenti, che vive in province con una qualità della vita scarsa o insufficiente.

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A fuoco traghetto italiano con 466 persone a bordo. Circa 170 tratti in salvo ma l’imbarcazione è alla deriva verso l’Albania

I soccorsi resi difficili da onde alte sei metri dopo l’incendio divampato sul Norman Atlantic, partito da Corfù e diretto ad Ancona.

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Roma, 28 dicembre – Sono circa 170 le persone tratte in salvo a bordo di scialuppe dopo che sul traghetto Norman Atlantic in viaggio da Corfù verso Ancona con 466 passeggeri , è divampato un incendio all’alba di stamane. I soccorsi prontamente intervenuti sono ostacolati al momento dalle terribili condizioni climatiche: onde alte sei metri, vento forte con pioggia e grandine stanno spingendo l’imbarcazione alla deriva verso l’Albania. Le unità della Guardia Costiera sono impossibilitate ad avvicinarsi al traghetto per portare in salvo  i passeggeri ancora a bordo, mentre le fiamme hanno aggredito già due terzi dell’imbarcazione. “C’è un sacco di fumo nero su un lato della nave e parte del traghetto è in fiamme. Molti passeggeri sono riusciti ad arrivare sul ponte più alto”, ha testimoniato una di loro intervistata dall’emittente televisiva greca Mega. Il Norman Atlantic, lungo 186 metri con una stazza lorda di 26.904 tonnellate e una stazza netta di 7800 tonnellate, ha una capacità di 492 passeggeri e può contenere 195 autovetture al suo interno.

Scomparso airbus con 162 persone a bordo sul cielo di Java

Perse le tracce del volo QZ8501 della compagnia malese Air Asia: doveva atterrare all’aeroporto Changi di Singapore alle 8:30, ora locale 

A Changi Airport staff holds up a sign to direct possible next-of-kins of passengers of AirAsia flight QZ 8501 from Indonesian city of Surabaya to Singapore, at Changi Airport in Singapore

Roma, 28 dicembre – Ennesima tragedia nel cielo dell’Indonesia dove  già lo scorso 8 marzo la compagnia Malaysia Airline aveva perso un velivolo con 239 persone a bordo dopo il decollo da Kuala Lumpur verso Pechino. Sono 162 i passeggeri a bordo del volo QZ8501 di Air Asia  con cui i radar hanno perso il contatto stamane sul mare di Java. Fino ad oggi Air Asia aveva un impeccabile record di sicurezza senza neanche un incidente dal suo esordio circa  14 anni fa.  L’airbus in volo tra Indonesia e Singapore ha interrotto le comunicazioni dopo 42 minuti dal decollo, subito dopo che il comandante del volo aveva chiesto di salire più in alto per evitare il forte maltempo. L’aereo, che viaggiava a circa 10mila metri, aveva comunicato di voler puntare a quota 11.500 metri, circa 2mila metri più in alto della normale altitudine di crociera. Il pilota, spiega Air Asia, aveva al suo attivo 6.100 ore di volo. A bordo 149 indonesiani, tre coreani, e 4 altri passeggeri rispettivamente di Singapore, Gran Bretagna, Francia e Malesia, oltre a 6 membri dell’equipaggio  e 16 bambini tra cui un neonato. Allestito un centro di crisi dalle autorità indonesiane presso il Juanda International Airport di Surabaya, in Indonesia, aeroporto di partenza del volo AirAsia scomparso mentre viaggiava verso Singapore. Disperati i familiari in attesa di qualsiasi notizia che restituisca loro la speranza di vedere ancora vivi i propri cari. La compagnia aerea ha confermato che il volo è disperso “Al momento purtroppo non abbiamo altre informazioni”, ha sottolineato un portavoce di Air Asia.

I Processi formativi nel 48° Rapporto Censis

Il rapporto Censis del 2014 evidenzia punti di forza e criticità del sistema istruzione italiano

censis_rapporto_annuale_2014Roma, 28 dicembre  – Investire nell’infanzia. Solo il 54,6% dei Comuni italiani ha attivato servizi per l’infanzia, arrivando a coprire appena il 13,5% dei potenziali utenti: una percentuale lontana dalla copertura del 33% dei bambini sotto i 3 anni posta come obiettivo comunitario. In nessuna regione l’obiettivo è stato raggiunto: si va dal 27,3% dell’Emilia Romagna al 2,1% della Calabria. Secondo un’indagine del Censis sull’offerta prescolare, più di una scuola su tre ha creato liste d’attesa, comunque via via assorbite dalla scuola stessa (25,5%) o da altre scuole (7,4%). Il 10% dei dirigenti scolastici dichiara di non essere riuscito in ogni caso a rispondere alla domanda espressa dal territorio di riferimento, valore che sale al 16,2% nelle regioni del Nord-Ovest.

Quando la scuola incontra il lavoro. Negli ultimi anni l’alternanza scuola-lavoro si è diffusa in maniera sostenuta: si è passati dai 45.879 studenti coinvolti nel 2006-2007 ai 227.886 del 2012-2013. Sono oggi coinvolte quasi 78.000 strutture ospitanti, tra imprese (il 58,2% del totale), professionisti, strutture pubbliche (enti locali, scuole, Asl, università, camere di commercio, ecc.). Nonostante la vivacità dimostrata, i percorsi di alternanza coinvolgono però appena il 9% degli studenti di scuola secondaria superiore. Per quanto riguarda i percorsi di istruzione tecnica superiore (Its), dal primo periodo di sperimentazione 2010-2012, con 59 Fondazioni e più di 70 percorsi avviati, si è giunti oggi a 64 Fondazioni (più 10 in corso di attivazione), 240 percorsi tra già realizzati, in attuazione e in corso di attivazione, e circa 5.000 studenti. I referenti delle 41 Fondazioni intervistate nell’ambito di una indagine del Censis si dichiarano in maggioranza molto (31,7%) o abbastanza (56,1%) soddisfatti degli esiti occupazionali dei primi diplomati.

L’attuazione della scuola digitale secondo i dirigenti scolastici. 100 studenti italiani iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di I grado o al terzo della scuola secondaria di II grado dispongono rispettivamente di 8,3 e 8,2 personal computer. Tuttavia, 100 loro coetanei europei dispongono mediamente di 21,1 e 23,2 pc. Il 25,3% degli studenti di terza media e il 17,9% dei loro colleghi del terzo anno della scuola superiore frequentano scuole prive di connessione alla banda larga, a fronte di corrispondenti valori medi europei di gran lunga inferiori (rispettivamente, 5% e 3,7%). La frequenza di scuole dotate di ambienti di apprendimento virtuale è un’esperienza che coinvolge il 19% degli studenti in uscita dalla scuola media di I grado e il 33% degli iscritti al terzo anno della secondaria di II grado, quote ancora una volta sensibilmente inferiori alle medie europee (nell’ordine, 58% e 61% di studenti in età corrispondente). I dirigenti si scuola secondaria di II grado intervistati dal Censis ritengono che le soluzioni migliorative praticabili siano la creazione di piattaforme per il reperimento e la fruizione di materiale e servizi didattici (86,6%), il passaggio da una logica di proprietà (di infrastrutture, dispositivi, ecc.) a una logica di servizio (a canone) (68,2%), puntando sull’autonomia delle scuole per l’adeguamento strutturale (70,5%).

La pratica sportiva a scuola tra retorica educativa e carenze strutturali. Da un’indagine del Censis su 2.425 istituti di istruzione secondaria emerge una dotazione di strutture sportive parzialmente deficitaria, che riflette non solo un divario tra le scuole del Nord e quelle del Sud, ma anche secondo i diversi indirizzi di studio. Gli istituti che si compongono di più plessi si caratterizzano prevalentemente per una qualità/adeguatezza dei loro spazi, impianti e attrezzature non omogenea (66,7%). Ciò è particolarmente vero al Sud (72%) e negli istituti professionali (69,8%). Il 39,7% è privo di strutture sportive, percentuale che al Sud sale al 43,2%. Attualmente il contributo finanziario aggiuntivo per attività e manifestazioni sportive a scuola è molto limitato: solo il 13% dei dirigenti dichiara di avere ricevuto contributi negli ultimi cinque anni.

L’università italiana: un sistema sempre più territorialmente connotato. Tra il 2008 e il 2013 gli iscritti alle università statali sono diminuiti del 7,2% e gli immatricolati del 13,6%. L’andamento decrescente ha interessato tutti gli atenei tranne quelli del Nord-Ovest, dove gli iscritti sono aumentati del 4,1% e gli immatricolati dell’1,3%. Nelle università del Nord-Est la contrazione dell’utenza è stata più contenuta: -2,3% di iscritti e -5,9% di immatricolati. Al Centro il numero degli studenti iscritti si è contratto del 12,1% e quello degli immatricolati del 18,3%. Negli atenei meridionali rispettivamente dell’11,6% e del 22,5%. L’ulteriore contrazione dell’indice di attrattività degli atenei meridionali conferma la presenza di criticità strutturali note, inserite nell’ambito di contesti territoriali segnati da derive di sottosviluppo economico di lungo periodo. Aumenta l’incidenza delle tasse di iscrizione sul totale delle entrate delle università italiane: da un valore intorno all’11% dei primi anni 2000, le entrate contributive si attestano al 13% nel 2010, per poi raggiungere nel 2012 quota 13,7%. I dati disaggregati per ripartizione territoriale indicano una separazione netta nel tempo degli andamenti delle entrate contributive tra le università settentrionali, da un lato, e quelle centrali e meridionali, dall’altro. Le prime si pongono al di sopra delle medie nazionali e oltre la soglia del 15% sia nel 2011, sia nel 2012; le seconde, invece, al di sotto.

Fonte: Censis

A Roma ‘Les Etoiles’, Galà Internazionale di danza

Presso l’ Auditorium della Conciliazione, Roma – 10 e 11 gennaio 2015, a cura di Daniele Cipriani

bo-sleeping-beauty-svetlana-zakharova-pointe_1000Roma, 28 dicembre – E’ la ballerina più richiesta in tutto il mondo: Svetlana Zakharova, étoile del Teatro Bolscioi di Mosca e de La Scala di Milano, regina dei palcoscenici di tutto il mondo… insieme ad altre étoile provenienti da tre grandissime compagnie di danza, sarà a Roma per solo due sere – il 10 e l’11 gennaio –all’Auditorium della Conciliazione, in un gala internazionale d’eccezione: Les Étoiles, a cura diDaniele Cipriani. Sempre dal Bolscioi, dunque, arrivano i russi Mikhail Lobukhin, Anastasia Stashkevich eVyacheslav Lopatin, dal Royal Ballet di Londra i sudamericani Marianela Nuñez e Thiago Soares(argentina lei, brasiliano lui, marito e moglie nella vita) e, infine, dal Hamburg Ballet Silvia Azzoni eOleksandr Ryabko (anch’essi marito e moglie, italiana lei, ucraino – come la Zakharova – lui). Un cast stellare, ce lo dice già il nome di questo gala, in un ricco programma di brillanti virtuosismi e momenti di struggente lirismo: amatissimi brani tratti dal repertorio classico, come i celebri passi a due – firmati interamente, o parzialmente, dal demiurgo del balletto ottocentesco, Marius Petipa – tratti da lavori conosciuti ed amati che non hanno bisogno di presentazione, come Lo Schiaccianoci, Il Lago dei Cigni, Don Chisciotte e Il Corsaro, ma con l’aggiunta di una “chicca” meno nota in Occidente, come il passo a due tratto da Il Talismano, balletto dall’ambientazione esotica creato da Petipa al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo nel 1889.   Zakharova e Lobukhin entusiasmeranno il pubblico con i virtuosismi del passo a due del Corsaro, alla coppia Stashkevich/Lopatin spettano i brani de Lo Schiaccianoci e Il Talismano, mentre al temperamento latino di Nuñez e Soares sono affidate le “spagnolerie” del Don Chisciotte, ma anche la purezza di linee e la poesia del passo a due del “Cigno Bianco”. Questi sono alcuni dei brani che il pubblico romano potrà vedere. Con una panoramica a 360° del balletto classico di oggi, il programma di Les Étoiles propone però anche passi a due tratti dal repertorio contemporaneo più raffinato, tra cui anche due brani dell’americano John Neumeier, direttore del Hamburg Ballet e demiurgo del balletto dei nostri tempi, e uno dell’acclamata coreografa giapponese Motoko Hirayama. Di quest’ultima Zakharova, con la sua tecnica cristallina, interpreta l’assoloRevelation, mentre Azzoni e Ryabko presentano due lavori del loro direttore molto diversi tra di loro:Shall We Dance? sulle allegri note di Gershwin e ispirato alle atmosfere del musical americano eAdagietto su musica di Gustav Mahler che nell’immaginario collettivo è associata al celeberrimo film di viscontiana memoria, Morte a Venezia. Le stelle, si sa, sono tante e diverse. La Danza tuttavia, quella con la D maiuscola, è una. Molteplici nazionalità, stili e personalità: con i loro diversi accenti artistici, Les Étoiles mostreranno la grande Danza al pubblico romano nelle sue più belle declinazioni.

In uscita “La Baronessa” di Bruna Bianca De Stefano

Intervista a Bruna Bianca De Stefano: scrittrice, giornalista e scienziata, dal 23 dicembre è di nuovo disponibile il suo primo romanzo

di Francesca Rossetti

copertinaRoma, 28 dicembre – Bruna Bianca De Stefano di Ravenna è scrittrice, giornalista e scienziata, già nota per le sue numerose opere di letteratura che le sono valsi importanti premi. Proprio il 23 dicembre è uscita la ristampa del suo primo romanzo, “La Baronessa” – Arduino Sacco Editore  e l’ho incontrata per saperne di più.

Chi è Bruna Bianca De Stefano e come nasce la Sua passione per la letteratura?

Ho iniziato all’età di 13 anni con i diari dell’epoca, ho poi collaborato con i giornali locali in Sicilia, mia terra natale,  fino a quando ho conseguito l’esame da giornalista a Roma durante gli anni dell’Università”.

Lei ha pubblicato vari romanzi ambientati in Sicilia, dove è nata: di che cosa parlano? Il mio primo romanzo è del 1980 e si intitola “La Siciliana” la cui protagonista trascorre la propria vita in Sicilia e il cui personaggio, con le sue alterne vicende, rimane nella memoria del lettore anche dopo molti anni, mentre nel 1983 ho pubblicato “La Baronessa ” ambientata in una regione italiana, sullo sfondo di violenze e passioni che spesso escludono i figli dalla vita dei protagonisti adulti. Il messaggio è molto chiaro: troppo spesso ci dimentichiamo dei figli che sono vittime della nostra indifferenza causata dai problemi della vita quotidiana e i giudizi del pubblico e della critica sono stati molto positivi. Il libro ha avuto un grande successo all’epoca ed ecco perché ho deciso di ripubblicarlo, è appena uscito ed è presente nelle maggiori librerie delle città più importanti. Nel 1989 è stata la volta del mio terzo romanzo, “L’Amante del “Papa”, ambientato a Siracusa fra mafia, droga, AIDS, massoneria ed intrighi ad ampio raggio, i cui tentacoli pericolosissimi sono manovrati dal boss, denominato “Papa” e dai suoi “nominati ed innominati” che non sbagliano mai la mira, purtroppo favoriti dagli errori di alcuni membri della giustizia, mentre nel 2000 ho pubblicato “L’Amante del Cardinale” che narra le tormentate vicende della protagonista, Santa, perseguitata da personaggi noti e meno noti e da influenti capi della criminalità organizzata e che sarà aiutata da un personaggio importante. Santa da sempre è il passatempo di personaggi senza scrupoli e si trova suo malgrado ad assistere ad episodi di mafia nel campo finanziario e politico da loro diretti. Nel 2005 è uscita la seconda parte de “L’Amante del “Papa” .

Nel 1997 ha pubblicato la prima parte de “L’Aracnide, il 13° segno zodiacale” e un Suo romanzo parla della medicina psicosomatica: come si collegano astrologia e malattie e quale ruolo svolge la medicina alternativa rispetto a quella tradizionale? L’Aracnide è stato da me scoperto nel 1965 in seguito ad alcuni studi compiuti in Cina poiché premetto che non credo all’astrologia classica, quella televisiva e pubblicata sui giornali tanto per intenderci, dato che si tratta di una scienza esatta e il singolo tema natale va calcolato sulla base dell’ora esatta e dell’ascendente, che cambiano da una persona all’altra. Si tratta di un settore strettamente legato alla medicina, dato che i pianeti indicano come prevenire eventuali malattie così come i periodi favorevoli per iniziare un nuovo lavoro o per compiere scelte determinanti quali il matrimonio od un trasferimento. Il libro ha riscosso un grande successo ed ho ottenuto premi molto importanti sia in Italia che all’estero(Boston, Tokyo, Melbourne) e recensioni sui più importanti giornali locali e non solo ed in esso ho analizzato gli influssi lunari (durante le 4 fasi mensili) sulle malattie, quindi i periodi più indicati per operazioni chirurgiche e i numeri personali legati alla data di nascita e non solo, numeri che caratterizzano tutta la nostra vita, oltre a tanti altri argomenti. Il  romanzo, “La voce del mio silenzio”  è uscito nel 2013 e sarà presto ripubblicato. In esso affronto il problema delle malattie psichiatriche come frutto di pensieri sbagliati e quindi il ruolo della mente e dei pensieri positivi per essere sempre in buona salute”.

Uno dei Suoi libri è dedicato alle ricette ed al galateo siciliano: quali sono le più famose e quali abitudini è bene adottare per una vita sana e longeva?  Il libro è stato pubblicato nel 2005 e si intitola “Ricette Siciliane – Sapori, profumi, galateo e tradizioni della Terra di Sicilia” con indicazioni di medicina e spiegazioni sulle vitamine e minerali necessari per ogni età, perché ci si ammala e si invecchia e come mantenersi sani e giovani il più a lungo possibile. Le pietanze hanno nomi particolari e simpatici: carciofi del capo mafia e del criminale Benito, spaghetti dell’omertà, insalata del giudice cornuto ecc. E’ importante fare sempre movimento e un ruolo determinante è quello della frutta e della verdura che non devono mai mancare nell’alimentazione quotidiana, mentre cibi fritti, grassi e dolci vanno ridotti il più possibile”.

UNICEF: Tsunami dieci anni dopo

Dichiarazione di Ted Chaiban, Direttore dei Programmi UNICEF e responsabile in Sri Lanka durante lo Tsunami nell’Oceano indiano nel 2004.

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Roma, 23 dicembre  – “Lo Tsunami nell’Oceano Indiano ha cambiato per sempre le vite delle persone in tutto il mondo. Intere comunità sono state cancellate in un momento. Famiglie hanno perso i propri figli, sorelle, fratelli e genitori. Con una solidarietà e un dolore a livello internazionale senza precedenti, milioni di persone in tutto il mondo si sono mobilitate per sostenere una delle più grandi operazioni di soccorso nella storia.” “Le squadre dell’UNICEF erano in prima linea in otto paesi per garantire aiuti salva vita e protezione ai bambini da pericoli in situazioni inimmaginabili.” “10 anni dopo abbiamo tutti imparato la lezione dalle operazioni di soccorso per lo Tsunami che hanno profondamente modificato il nostro modo di lavorare. Abbiamo dato priorità ai paesi colpiti da disastri come lo Tsunami per ricostruirsi meglio –  costruendo scuole resistenti a terremoti, introducendo forniture di acqua sicura, assicurandoci che nelle scuole i bambini vengano preparati ad affrontare emergenze e migliorando le misure legali e sociali per proteggere l’infanzia. Abbiamo anche investito per costruire la resilienza a shock e disastri sostenendo sistemi sanitari, idrici e igienici, educativi e di protezione sociale decentralizzati e basati sulle comunità, e lavorando con il Governo e la società civile per garantire servizi concreti ai bambini e alle loro famiglie.” “Per l’UNICEF l’eredità lasciata dallo Tsunami nell’Oceano Indiano deve essere più focalizzata su comunità resilienti ai disastri per l’infanzia – sia in quella regione che in tutto il mondo.”

Unicef, nuovo studio sulla condizione nutrizionale dei bambini siriani sfollati

Il Rapid Nutrition Assessment che è stato realizzato sulla base dello stato nutrizionale dei bambini che vivono in rifugi collettivi e nelle comunità ospitanti in Siria denuncia situazione allarmante in tre Governatorati

bambini sirianiRoma, 22 dicembre  – Secondo un’indagine sullo stato nutrizionale dei bambini sfollati sotto i 5 anni che vivono in rifugi e nelle comunità ospitanti in Siria, a livello globale il tasso di malnutrizione acuta è grave in 3 governatorati, con una situazione nutrizionale generalmente scarsa. Il Rapid Nutrition Assessment è stato realizzato sulla base dello stato nutrizionale dei bambini che vivono in rifugi collettivi e nelle comunità ospitanti in Siria. È la prima indagine su lasca scala di questo tipo ad esser stata realizzata dallo scoppio della crisi in Siria nel marzo 2011. Lo studio ha rilevato che in tre governatorati – Hama, Aleppo e Deir-ez-Zour – i tassi di Malnutrizione Acuta Globale campionati tra i bambini hanno superato il 10%: la situazione nutritiva è considerata “grave” secondo gli standard dell’OMS. Il tasso di Malnutrizione Acuta Globale era del 7,2%, mentre il tasso di Malnutrizione Acuta Grave era al 2,3% – i livelli che indicano una situazione della nutrizione “scarsa” basata sulla classificazione dell’OMS. Con lo studio è stato anche riscontrato che circa quattro quinti (79,85) delle famiglie sfollate erano dipendenti dal cibo ricevuto tramite aiuti e dal cibo acquistato. Circa il 29% delle famiglie ha dichiarato di non avere abbastanza cibo per tutti i membri della famiglie durante le settimane prima dell’indagine, compresa la mancanza di accesso in molti casi a carne, uova e prodotti a base di latte. Di queste famiglie, il 70% ha dichiarato di aver ridotto il numero di pasti. Con questa indagine arriviamo in cima al Syrian Humanitarian Needs Overview, realizzato dall’OCHA a novembre, secondo la quale 4 milioni di bambini e donne hanno bisogno di interventi di prevenzione per la sotto nutrizione e servizi per il trattamento nutrizionale per bambini malnutriti gravemente in Siria. “Dallo studio emerge un quadro allarmante dell’impatto del conflitto sullo stato nutrizionale dei bambini sfollati. Una inadeguata nutrizione potrebbe causare effetti nel lungo periodo sul benessere dei bambini e può portate alla morte in casi estremi se non viene individuata subito e trattata”, ha dichiarato Hanaa Singer, Rappresentate UNICEF in Siria. “I bambini stanno ricevendo assistenza nutrizionale nelle aree accessibili, ma la situazione della nutrizione ha molte probabilità di peggiorare per i bambini che si trovano nelle aree del paese più difficili da raggiungere.” “Andando oltre, i risultati sono già stati analizzati per la risposta umanitaria in campo nutrizionale per i bambini e già è in corso l’individuazione di più approcci per aiutare tutti i bambini che hanno più bisogno”, ha continuato Singer. Per il 2015, l’UNICEF ha chiesto 21,1 milioni di dollari per ampliare i programmi nutritivi, rafforzare le operazione di prevenzione per la sotto nutrizione e per la promozione di pratiche utili: visitando quanti più bambini per malnutrizione, garantendo un maggior sostegno nutritivo e incrementando la formazione in campo nutrizionale. Il Rapid Nutrition Assessment è stato condotto dal Settore Nutrizione in Siria insieme al Ministero delle Salute e all’Ufficio Centrale di Statistica, insieme con il supporto dell’UNICEF. L’indagine è stata realizzata tra Marzo e Luglio 2014 in 13 governatorati della Siria su 14. Gli operatori hanno incontrato 3.361 famiglie sfollate che vivono in rifugi collettivi e nelle comunità ospitanti. La situazione nutrizionale per circa 4.500 bambini è stata rilevata – attraverso la combinazione di questionari e misurazioni che includono anche peso, altezza e misurazione della circonferenza del braccio mentre verificavano la presenza di edema nutrizionale – con dati completi per 3.514 bambini.

Senato, la denuncia di Confsal “ la Commissione Bilancio ‘cassa’ 12 patronati”

Il Direttore Generale del Patronato Inpas-Confsal, Marta Bozzia:” I provvedimenti adottati sui patronati di piccole e medie dimensioni non mirano a promuovere il lavoro ma a creare nuovi disoccupati”

inpasRoma, 22 dicembre –  Una guerra illogica quella contro i piccoli patronati che non ha l’obiettivo di risparmiare soldi pubblici. Con il via libera del Senato alla fiducia posta dal Governo sul maxi emendamento alla Legge di Stabilità, è stata definitivamente sancita la chiusura di 12 Patronati, con un taglio di circa 5.000 posti di lavoro. La Commissione Bilancio del Senato aveva approvato una norma che garantiva ai patronati di esistere incentivando nuove assunzioni e garantendo i principi di democrazia e di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione senza escludere alcuni soggetti per favorirne altri. Gli emendamenti presentati dai senatori avevano superato il principio del rispetto di determinati limiti di produzione (incompatibili con la stessa natura giuridica dei patronati) in favore di importanti requisiti organizzativi. Vogliamo comprendere la “ratio” che ha portato all’esclusione dei criteri di qualità organizzativa in Italia obbligando invece la presenza in otto Stati Esteri. Nella Legge che regolamenta i patronati non vi è mai stato alcun riferimento ad una presenza minima nei paesi esteri, attribuendo ai singoli Istituti la scelta se sviluppare o meno anche attività all’estero. Peraltro il biennio di riferimento decorre retroattivamente dal 2014 contrariamente ai principi generali del nostro ordinamento. Ad affermarlo questa mattina il Direttore Generale del Patronato Inpas-Confsal, Marta Bozzia. I provvedimenti adottati sui patronati di piccole e medie dimensioni non mirano a promuovere il lavoro ma a creare nuovi disoccupati. Il patronato chiede che venga immediatamente ripristinato il testo approvato dalla Commissione Bilancio del Senato.

Confsal, Politiche attive del lavoro e Jobs Act

Sinergia tra Agenzia Nazionale Occupazione e fondi interprofessionali, la proposta CIFA e CONFSAL

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Roma, 19 dicembre – Il Decreto Lavoro è legge. Ma la sua applicazione viene demandata, su tanti aspetti, ai decreti ministeriali di attuazione, compito assolutamente non facile, perché è proprio nella qualità dei decreti attuativi che si gioca il successo della riforma. Il Decreto, tra l’altro, prevede la creazione di un’Agenzia Nazionale per l’Occupazione, con l’obiettivo di migliorare le dinamiche ingessate dell’attuale mercato del lavoro, cercando di ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta, e di rendere più efficiente la gestione degli strumenti di politica attiva del lavoro. Ottima idea, che tende a riorganizzare e a razionalizzare il futuro del sistema nazionale di gestione degli strumenti di politica attiva del lavoro.  Solo qualche giorno fa, in occasione del Consiglio Nazionale della Confederazione CIFA a Roma, il presidente Andrea Cafà aveva lanciato l’idea che sia possibile una proficua collaborazione con i fondi interprofessionali attraverso l’integrazione di servizi e competenze: “La nostra Confederazione propone un innovativo approccio di collaborazione con l’Agenzia che attivi un sistema integrato di servizi con i fondi interprofessionali nella fase di gestione degli strumenti di politica attiva del lavoro. Consideriamo da sempre la formazione un primario strumento di questa politica e, allora, perché non creiamo le condizioni affinché i fondi interprofessionali – gli unici organismi che hanno dimostrato di essere efficienti nel gestire il rapporto con le imprese, assicurando formazione e riqualificazione ai lavoratori – possano finanziare i necessari interventi formativi, intervenendo quando le imprese hanno individuato, attraverso l’Agenzia, il soggetto da occupare?”.  Andrea Cafà prosegue: “Nella sinergia tra l’Agenzia nazionale e il sistema dei fondi interprofessionali, che alle spalle ha le componenti datoriali e sindacali più rappresentative del paese, vi sono, a mio parere, competenze e capacità tali da migliorare in breve tempo l’occupabilità, con grandi benefici per le imprese. Noi di CIFA siamo disponibili. Parliamone”. Il segretario generale della confederazione autonoma CONFSAL, Marco Paolo Nigi, esprime il proprio sostegno “per tutte le iniziative che assicurino ai cittadini migliori condizioni di accesso al mercato del lavoro, che ha bisogno di un soggetto forte e autorevole come l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione per ridurre l’attuale scollamento tra domanda e offerta. Ma il successo delle politiche attive per il lavoro dipenderà dalla capacità di tutte le componenti sociali di essere coinvolte attivamente nell’operatività dell’Agenzia, anche attraverso l’integrazione di servizi che facilitano l’incontro tra imprese e lavoratori”.

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