Indagini difensive, la riforma che non decolla

A Velletri un convegno dal titolo “Le Investigazioni difensive, artt. 391 bis – 391 decies c.p.p.”, per riaffermare il diritto e dovere della difesa a svolgere un ruolo attivo e costruttivo nel processo penale

lucantoni Roma, 21 novembre –  Difendere investigando, è questo il  punto di snodo del convegno accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Velletri ed organizzato da Sodales Juris, dal titolo “Le Investigazioni difensive, artt. 391 bis – 391 decies c.p.p.”, che si è tenuto martedì 18 novembre presso l’aula polifunzionale del Tribunale di Velletri e che ha visto un’aula gremita di avvocati penalisti attirati dalla possibilità di dare forza allo strumento offerto dalla riforma del processo penale attuatasi già da 14 anni. Presenti in sala il Presidente del Tribunale Dr. Francesco Monastero e il Procuratore della Repubblica Dr. Francesco Prete, che hanno offerto un prezioso contributo al dibattito culturale. Tale riforma, regolamentata con la  legge n. 397/2000,  è stata emanata immediatamente dopo la modifica dell’articolo 111 della Costituzione, che ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga battaglia voluta dai penalisti e che si colloca nell’ambito delle importanti riforme del processo penale, introducendo il concetto di giusto processo, che sancisce la necessità di una piena esplicazione del contraddittorio e quindi di una difesa effettiva ed attiva. Il nuovo testo dell’art. 111 della Costituzione ha elevato a rango costituzionale, la parità fra accusa e difesa, il contraddittorio di fronte al giudice terzo ed imparziale, nonché la ragionevole durata del processo. Durante l’incontro i relatori – l’Avvocato Andrea Lazzoni della Camera Penale di La Spezia e l’Avvocato Salvatore Scuto Presidente della Camera Penale di Milano, rispettivamente responsabile e componente dell’Osservatorio per le Investigazioni Difensive dell’Unione Camere Penali sino al 13 novembre di quest’anno, coadiuvati dall’avvocato Ettore Randazzo del Foro di Siracusa, già Presidente dell’UCPI (2002-2006), hanno analizzato e argomentato con attenzione, i contenuti disciplinati dagli articoli 391 bis e seguenti del c.p.p.  Si è evidenziato, a seguito del capillare lavoro di monitoraggio dell’Osservatorio delle indagini difensive su tutto il territorio nazionale, durato circa due anni, che nonostante la riforma del 2000 abbia sancito chiaramente il diritto e dovere di difendersi provando,  allo stato attuale, la cultura dell’investigazione difensiva non è ancora correttamente metabolizzata.lucantoni 1 Le cause di questo empasse sono molteplici, a partire da una giurisprudenza ed una prassi giudiziaria conservatrici e diffidenti, che con interventi interpretativi-demolitori delle norme, hanno minato al cuore della riforma, fino ad arrivare alle difficoltà pratiche e alle carenze delle disciplina legislativa. La legge 397/2000 prevede tra le prerogative della difesa, la facoltà per i difensori di interrogare i testimoni e le vittime di un delitto ma all’assunzione di informazioni non può assistere la persona sottoposta alle indagini, ossia il cliente del difensore. Il pregiudizio dell’interesse privato dell’indagato alle indagini, rispetto l’interesse pubblico dell’accusa ha ristretto notevolmente l’ambito operativo del difensore, che puntualmente trova ostacoli di vario genere, compresa la diffidenza della pubblica amministrazione, sul suo percorso investigativo utile al pari di quello del magistrato alla formazione della prova. “E’ necessario pertanto non solo promuovere e diffondere la cultura delle indagini difensive attraverso una adeguata preparazione e specializzazione degli avvocati penalisti, ma sollecitare le opportune modifiche legislative, in particolare dei commi 10 e 11 dell’art. 391 bis c.p.p. L’attività di indagine difensiva per essere realmente efficace e vantaggiosa anche in termini di durata del processo,  deve necessariamente essere libera dai limiti e dalle scelte discrezionali da parte della giurisdizione, come attualmente codificati” – spiega l’avvocato Sabrina Lucantoni, moderatrice dell’incontro. “Soltanto una riforma liberale e rispettosa dei principi costituzionali del Giusto Processo, così come statuito dal novellato art. 111 della Costituzione, consentirebbe il riequilibrio tra accusa e difesa nell’ambito del processo accusatorio”conclude l’Avvocato Andrea Lazzoni della Camera Penale di La Spezia

UNICEF Italia: preoccupazione sull’impatto della crisi economica sul benessere dei bambini italiani

Nella Giornata Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza, Giacomo Guerrera Presidente dell’UNICEF Italia: “Una strategia di sviluppo vincente per l’intero Paese deve basarsi sulla protezione dei minorenni dalla povertà”

Unicef, in Italia un terzo dei bambini vive in povertà

Roma, 20 novembre – Secondo i dati della recentissima ricerca dell’UNICEF “Innocenti Report Card 12 – Figli della Recessione”, l’ltalia si colloca al 33° posto su 41 paesi dell’Unione Europea e/o dell’OCSE, nella fascia inferiore della classifica sulla povertà minorile. Il tasso di povertà minorile è aumentato di circa sei punti tra il 2008 e il 2012 attestandosi al 30,4%. Ciò corrisponde a un incremento netto di circa 600.000 bambini poveri. In raffronto, la povertà minorile è aumentata di almeno 10 punti in cinque paesi posizionati in fondo alla classifica. Mentre in più della metà dei paesi ricchi del mondo 1 bambino su 5 vive in povertà, in Italia 1 bambino su 3 vive in povertà. Per quanto concerne la riduzione del reddito dei nuclei familiari dal 2008 al 2012, l’Italia ha perso 8 anni di potenziali progressi economici. Il 16% dei bambini italiani vive in condizioni di grave deprivazione materiale cioè in famiglie con non sono in grado di permettersi almeno quattro delle nove voci seguenti: pagare l’affitto, il mutuo o le utenze; tenere l’abitazione adeguatamente riscaldata; affrontare spese impreviste; consumare regolarmente carne o proteine; andare in vacanza; possedere un televisore; possedere una lavatrice; possedere un’auto; possedere un telefono. La profondità della povertà minorile è aumentata. Il divario di povertà minorile è aumentato di 3,6 punti: nel 2012 i bambini di famiglie a basso reddito eranoin media più distanti dalla soglia di povertà di quelli che risultavano poveri nel 2008.  L’Italia è al 37° posto su 41 paesi, dunque quasi alla fine, nella classifica relativa ai NEET, cioè i ragazzi tra 15-24 anni che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione. La percentuale di questi ragazzi, è aumentata di quasi sei punti dal 2008, raggiungendo il 22,2%. Questo è il tasso NEET più alto dell’Unione Europea. La disoccupazione giovanile è aumentata di quasi 19 punti sempre dal 2008, con il 40% dei giovani tra 15-24 in cerca di occupazione che non lavoravano nel 2013. “Il quadro che viene fuori è preoccupante, non solo per il presente ma anche per il futuro, perché non solo oggi assistiamo a un effetto diretto che ricade sui minorenni, ma nel lungo periodo è la società nel suo insieme a pagarne le conseguenze, in termini di basso livello di capitale umano accumulato, di disoccupazione, bassa produttività. Ecco perché l’UNICEF sostiene che non riuscire a proteggere i bambini e gli adolescenti dalla povertà è uno degli errori che ha conseguenze negative di più lunga durata che una società possa commettere. Una strategia di sviluppo vincente per l’intero Paese deve basarsi sulla protezione dei minorenni dalla povertà; analisi comparate a livello internazionale confermano anche che la povertà minorile non è inevitabile, ma è strettamente legata alle scelte politiche. Alcuni Paesi stanno facendo meglio di altri per proteggere i bambini più vulnerabili, dimostrando che non solo è eticamente giusto ma anche possibile ed economicamente vantaggioso”, ha ricordato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera intervenendo oggi, Giornata Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza e 25° anniversario dell’approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, a Roma al convegno “Tra vecchie e nuove povertà: i minori in Italia a 25 anni dalla Convenzione di New York”, promosso dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Idos, le associazioni di migranti in Italia

Nell’ambito della Campagna IN.CO.NT.RO promossa dalla Direzione Generale per l’Integrazione e le Politiche di Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, cofinanziata dal Fondo Europeo per l’Integrazione, Idos ha curato la mappatura delle associazioni di migranti in Italia.

maroccoRoma, 20 novembre – Una rete fitta che dal basso contribuisce a sostenere e tenere unita la società multiculturale in cui viviamo, come le radici nascoste nella terra impediscono a quest’ultima di frantumarsi e franare: sono le associazioni di migranti che operano in Italia. Spesso di dimensioni molto piccole, dalla struttura informale, dotate di mezzi limitati, queste realtà svolgono un ruolo essenziale nei processi di integrazione delle comunità migranti, fungendo da ponte tra le culture e da ammortizzatore sociale per molti aspetti della vita. Per questo, i loro rappresentanti chiedono maggiore attenzione a livello sia istituzionale sia sociale. Nell’ambito di un progetto cofinanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di paesi terzi e promosso dalla Direzione Generale per l’Integrazione e le Politiche di Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Centro Studi e Ricerche IDOS ha realizzato una mappatura delle associazioni di migranti attive sul territorio nazionale, distinte per collettività estera di riferimento e per territorio di ubicazione. Attraverso la ricerca sui registri ufficiali e su internet, la rilevazione mediante questionari e a un sistema di reperimento “a cascata” attraverso reti associative, tra febbraio e giugno 2014 sono state rilevate informazioni sulla natura, le finalità e gli ambiti di 2.114 associazioni.Il numero di associazioni censite, pari a oltre il doppio di quello cui erano giunte le indagini precedenti più recenti, deriva – oltre che dall’integrazione di più canali di rilevazione – da una definizione più ampia  dell’oggetto di ricerca. Ai fini dell’indagine sono state considerate tutte le associazioni, di fatto o riconosciute, che abbiano uno dei seguenti requisiti:

– che siano state fondate da migranti e/o da figli di migranti (giovani provenienti da un contesto migratorio, ovvero seconde generazioni);

– o la cui maggioranza dei soci sia costituita da migranti e/o da figli di migranti;

– o il cui Consiglio direttivo sia formato in maggioranza da migranti e/o da figli di migranti.

All’interno del territorio nazionale, la distribuzione delle associazioni mappate ricalca sostanzialmente quella dei migranti nel loro complesso. Con 772 associazioni di migranti, il Nord Ovest ospita la quota di gran lunga più consistente (36,5%), precedendo il Nord Est con 558, il Centro con 471, il Sud con 199 e infine le Isole con 67. La Lombardia ne conta addirittura 496 (il 23,5% del totale nazionale), seguita dal Lazio con 261, dall’Emilia Romagna con 228 e dal Piemonte con 212, che rappresentano le Regioni italiane che contano al proprio interno più di 200 associazioni. Seguono il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Campania, che hanno ognuna non meno di 100 di associazioni di migranti. Per quanto riguarda la ripartizione delle principali cittadinanze di riferimento delle associazioni, lasituazione è la seguente:

senegalesi si concentrano per oltre un terzo in Lombardia (36,5%, pari in tutto a 46);

marocchini per oltre un quarto in Lombardia (28,0% e 35), per poco meno di un quinto in Emilia

Romagna (18,0% e 23);

peruviani per oltre i due quinti in Lombardia (41,0% e 43), per circa un quinto nel Lazio (21,9% e 23);

albanesi per poco meno di un quinto in Piemonte (18,4% e 18), per circa il 15% sia in Lombardia che in

Trentino Alto Adige (15 ciascuna) e per oltre un decimo in Emilia Romagna (11);

ecuadoriani per la metà in Lombardia (49,3% e 37), per circa un quarto in Liguria (24,0% e 18);

moldavi per più di un terzo in Veneto (36,1% e 26), per circa un settimo nel Lazio (13,9% e 10);

ucraini per circa un terzo nel Lazio (33,8% e 22) e per quasi un quarto in Campania (23,1% e 15);

filippini per i due quinti in Lombardia (40,6% e 26), per circa un sesto nel Lazio (17,2% e 11);

cinesi per un quarto in Toscana (24,0% e 12), per un quinto in Lombardia (20,0% e 10), per una quota di

poco inferiore in Piemonte (18,0% e 9) e per un sesto nel Lazio (16,0% e 8);

bangladesi per poco meno di un terzo nel Lazio (31,0% e 13), per oltre un quarto in Veneto (26,2% e 11).

Reggio Calabria, i designer incontrano le imprese

Il design per innovare le imprese e per dare più valore alle produzioni

camera_commercio_ReggioCRoma, 20 novembre – Si è svolto mercoledì 19 novembre, presso la Camera di commercio di Reggio Calabria, un incontro dal titolo  “The design date: i designer incontrano le imprese”. L’iniziativa è stata l’occasione per sensibilizzare il territorio e le imprese sul ruolo che un designer può svolgere per valorizzare ed innovare un’impresa, nonché per evidenziare l’importanza strategica  per l’accrescimento della competitività del sistema produttivo che possono svolgere i centri di studio e di  ricerca impegnati sulle tematiche del design, quali appunto le Università. “La competitività delle imprese e l’utilizzo del design sono due temi assolutamente interconnessi e interdipendenti – ha dichiarato il Segretario generale della Camera di Commercio, dott.ssa Natina Crea -. Il ruolo che cerchiamo di svolgere nella qualità di Pubblica Amministrazione al servizio delle imprese,  è quello di mettere in contatto le professionalità che provengono dal mondo universitario, con il sistema imprenditoriale del nostro territorio per accrescere la capacità di competere in un mercato globale”. Hanno partecipato all’incontro il prof. Marco Mannino dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e il dott. Roberto Pone di Kanso srl – partner tecnico della Camera ed esperto della materia. Nel corso dell’incontro è stato presentato il bando di finanziamento pubblicato dalla Camera di commercio di Reggio Calabria per diffondere tra le imprese il ricorso al design come leva per l’innovazione. Il bando, che scadrà il prossimo 30 novembre, offrirà alle imprese della provincia reggina contributi per sviluppare idee innovative, elaborate con il supporto di designer, in prodotti ingegnerizzabili e commercializzabili. Sono stati, infine, presentati i progetti di design dichiarati vincitori nell’ambito di una precedente iniziativa promossa dalla Camera di commercio di Reggio Calabria “Premio per la progettazione di prototipi innovativi dell’artigianato artistico”. A tale presentazione hanno partecipato anche alcuni dei designer dichiarati vincitori del Premio, arch. Angela De Sando, Simona Murgo e Alessio Santamaria.

Fai sentire la tua voce con l’UNICEF: “Imagine” un mondo migliore per i bambini

Al via il progetto #IMAGINE: l’UNICEF invita tutte e tutti gli aspiranti pop star a unirsi a Hugh Jackman, Katy Perry,Angélique Kidjo, Priyanka Chopra, Yoko Ono e David Guetta per cantare Imagine di John Lennon e contribuire a diffondere la consapevolezza sui diritti dell’infanzia.

john-lennons-imagine-lyricsRoma, 20 novembre – Nel corso di un evento musicale presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si tiene oggi, l’UNICEFpresenta il progetto #IMAGINE nell’ambito delle celebrazioni per il 25° anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il progetto #IMAGINE riunisce gli artisti Yoko Ono, celebre produttrice musicale e il DJ David Guetta, gli Ambasciatori UNICEF – tra cui Katy Perry, Angélique Kidjo, Daniela Mercury, Priyanka Chopra, Yuna Kim – e molti altri sostenitori di alto profilo con l’obiettivo di creare un momento unico nella storia della musica che sottolineerà le gigantesche sfide che i bambini affrontano nel mondo. Una nuova esperienza digitale interattiva, alimentata da TouchCast, permetterà alle persone comuni di registrare la propria versione di Imagine, l’inno-icona di speranza e pace di John Lennon, al fianco delle loro star preferite, che l’UNICEF si augura sarà il più grande appuntamento canoro a livello globale. Queste singole registrazioni, e quelle degli Ambasciatori dell’UNICEF e di altri artisti, saranno in una versione multilingue del “mondo”Imagine, prodotto da David Guetta.
Tutti coloro che registrano la canzone hanno la possibilità che la loro voce e il video vengano utilizzati per la nuova versione dell’UNICEFdi Imagine e nel video musicale interattivo di accompagnamento, realizzati da TouchCast e TheBridge.co – entrambi saranno lanciati per San Silvestro 2014. “La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ci ha chiesto di immaginare un mondo migliore per i bambini – e invita tutti noi a rendere questa visione una realtà”, ha detto il Direttore Generale dell’UNICEF Anthony Lake. “Il progetto #IMAGINE dà alle persone in tutto il mondo la possibilità di far parte di un movimento globale per i bambini, portando avanti le proprie idee, le proprie visioni e, non ultime, le proprie voci per migliorare i diritti di tutti i bambini, ovunque il mondo.” I partecipanti #IMAGINE possono condividere la loro registrazione della famosa canzone di Lennon con amici e familiari sui social media e incoraggiare anche gli altri a cantare Imagine. Possono inoltre registrare messaggi personali su come immaginano sarebbe un mondo migliore per i bambini. “Un sogno che si sogna da soli può essere un sogno, ma un sogno che due persone sognano insieme è una realtà”, ha detto Yoko Ono.  I partecipanti avranno anche la possibilità di donare all’UNICEF. I fondi raccolti attraverso il progetto #IMAGINE sosterranno i programmi dell’organizzazione per istruzione, nutrizione, salute e vaccinazioni, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, protezione e aiuti di emergenza per i bambini in oltre 150 paesi e territori. “Sono davvero entusiasta di lavorare con l’UNICEF per questo incredibile nuovo progetto. La nostra versione del “mondo” di Imagine sarà come nessun’altra – sono orgoglioso di far parte di questa collaborazione “, ha detto Guetta. “Dobbiamo diffondere il messaggio che ogni voce e ogni bambino contano.” L’evento presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevede esibizioni live della vincitrice del Grammy Award Angélique Kidjo, della cantautrice brasiliana Daniela Mercury, della popolarissima svedese-iraniana Laleh, del violoncellista Trey Lee di Hong Kong, del musicista nigeriano Don Jazzy e di Kristian Kostov, vincitore del russo The Voice. Anche il Golden Globe e vincitore del premio Emmy Hugh Jackman, Yoko Ono e Björn Ulvaeus degli ABBA potranno fare una speciale apparizione durante l’evento.

L’esperienza digitale #IMAGINE sarà disponibile tramite l’applicazione TouchCast per iOS su App Store il 20 novembre o su http://imagine.unicef.org

Roma, inaugurazione del primo bar del Colore

Costanza Craveri guiderà i suoi ospiti nel mondo delle pitture di design

di Chiara Calace
Costanza-bioRoma, 20 novembre – Apre domani a Roma “Il Ladro di Fragole”: le pitture di design inglesi di Little Greene, carte da parati, cementi colorati e soprattutto il primo “Bar del colore” Spring Color a Roma. L’ideatrice è Costanza Craveri, interior designer con una esperienza internazionale in decorazione e pittura. “Ogni nuovo progetto colore a cui mi dedico – dice la Craveri – è una grande avventura, gli spunti sono moltissimi ed alcuni vengono proprio da voi e dalle cose che mi raccontate, dai vostri sogni colorati. Tutto mi ispira: l’arte, la natura, la luce e naturalmente le persone! Perché il colore è pensato per voi”. La passione per il colore e per la decorazione di Costanza Craveri risalgono all’infanzia, accompagnate dagli studi di pittura decorativa presso la famosa scuola di Bruxelles e seguite da vent’anni di attività artigianale passati sui ponteggi a dipingere pareti e soffitti in tutta Italia. Questo è il background con cui la designer si è tuffata nell’avventura della consulenza e del commercio delle pitture di design: per 11 anni con “Blu di Prussia” e ora con “Il ladro di Fragole”.
“Come un cuoco che prima di mettersi ai fornelli sceglie gli ingredienti più genuini e raffinati, in questi anni ho imparato a selezionare non solo i colori ma anche i materiali e le finiture che ne sono il prezioso supporto – spiega la designer -. Così il colore viaggia dalle vernici ai cementi, dai tessuti alle carte da parati, mettendoci a disposizione un’infinità di combinazioni e in questo affascinante viaggio sono lieta di farvi da guida”.
L’inaugurazione per la stampa e per gli amici avrà luogo domani venerdì 21 novembre 2014 dalle ore 19 nel giardino interno dello spazio espositivo a Vigna Clara in Via Marco Besso 54.

20 Novembre 2014: la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia compie 25 anni

La Convenzione, strumento di promozione e di protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha introdotto per la prima volta il concetto del bambino come titolare di diritti invece che mero oggetto di tutela e protezione

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Roma, 19 novembre – Il 20 novembre 2014 la Convenzione sui diritti dell’infanzia compirà 25 anni. Il 20 novembre 1989, infatti, la Convenzione veniva approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, esattamente 30 anni dopo l’approvazione della Dichiarazione sui diritti del fanciullo (20 novembre 1959). La Convenzione, strumento di promozione e di protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha introdotto per la prima volta il concetto del bambino come titolare di diritti invece che mero oggetto di tutela e protezione; ha presentato concetti nuovi come il rispetto dell’identità del bambino, della sua privacy, della sua dignità; ha ripreso, ampliandoli e specificandoli, i principi stabiliti dalla Dichiarazione del 1959. Ma soprattutto, la Convenzione è il primo trattato universale e multilaterale che ha stabilito diritti internazionalmente riconosciuti al bambino, vincolando gli Stati a rispettarli e a presentare regolarmente rapporti sulla rispettiva attuazione al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, organo di monitoraggio della Convenzione composto di personalità indipendenti di provata esperienza e fama internazionale. Le Nazioni Unite, approvandola all’unanimità, hanno affidato all’UNICEF il compito di garantirne e promuoverne l’effettiva applicazione tra gli Stati che l’hanno ratificata, con un mandato esplicito contenuto nell’art. 45. La Convenzione non solo individua tutta la gamma dei diritti che devono essere riconosciuti al bambino, ma indica anche gli strumenti per tutelarli e promuoverli. La Convenzione è stata ratificata da 194 paesi. L’Italia l’ha recepita nel proprio ordinamento giuridico con Legge n.176 del 27 maggio 1991. Alla Convenzione si affiancano tre Protocolli opzionali concernenti rispettivamente la vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia riguardante i minorenni; il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati; le procedure di reclamo. I primi due sono stati approvati dall’Assemblea generale ONU nel 2000 e ratificati dall’Italia con legge 11 marzo 2002, n. 46. Il terzo Protocollo opzionale, adottato dall’Assemblea generale ONU nel 2011, consentirà ai bambini e/o ai loro rappresentanti di sottoporre al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, a determinate condizioni, dei ricorsi in caso di violazione dei diritti sanciti dalla Convenzione. Quest’ultimo Protocollo è entrato in vigore quest’anno; l’Italia è stata tra i primi Paesi a sottoscriverlo, ma non lo ha ancora ratificato. Nonostante il consenso suscitato dalla Convenzione, in molte regioni del mondo i diritti dell’infanzia non vengono applicati. Spesso i bambini non hanno accesso ai servizi sanitari di base, non frequentano la scuola, sono denutriti e sono esposti a violenze. L’UNICEF, che vigila in tutto il mondo per l’applicazione della Convenzione, offre il suo sostegno ai governi e alle ONG locali per adottare programmi in favore dei bambini. A tal fine, ricorre ad analisi globali dei rapporti sociali ed economici, alla valutazione continua dei progetti e all’elaborazione di metodi volti a migliorare la situazione dei bambini, intervenendo con oltre 150 uffici sul campo con progetti concreti per attuare i diritti dei bambini e degli adolescenti.

Ancora troppi bambini non vedono rispettati i propri diritti. Questi i principali dati sull’infanzia:

 

Riduzione della mortalità infantile: dal 1990 il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni è stato ridotto di circa il 50 per cento – dai 12,6 milioni del 1990 ai 6,3 milioni del 2013. La maggior parte dei decessi dei bambini sotto i cinque anni avviene per cause prevenibili e circa il 44% di queste morti avviene nei primi 28 giorni successivi alla nascita. Ancora 17.000 bambini muoiono ogni giorno per cause prevenibili. Polmonite, diarrea e malaria restano le cause principali di morte, mentre quasi la metà (il 45%) di tutti i decessi sotto i cinque anni ha come concausa la malnutrizione.

 

Acqua potabile: tra il 1990 e il 2012 circa 2,3 miliardi di persone avuto accesso a fonti di acqua potabile, e la percentuale di popolazione che oggi ne dispone è passata dal 76% all’89%. Centinaia di milioni di bambini fanno ancora affidamento su fonti di acqua potabile che potrebbero essere contaminate da deiezioni o inquinanti chimici. Una persona su tre – per un totale di circa 2,5 miliardi di persone –– non ha accesso a servizi igienico sanitari adeguati.

 

Istruzione: tra il 1990 e il 2012, il numero di bambini che non avevano accesso alla scuola primaria è diminuito di oltre il 40%, raggiungendo quota 57 milioni nel 2011. L’istruzione rappresenta più di un diritto fondamentale, è la chiave per un futuro sicuro e spesso per la stessa sopravvivenza. La qualità è l’ostacolo principale: almeno 250 milioni di bambini non sono ancora in grado di leggere, scrivere e far di conto, sia che vadano o meno a scuola. L’iscrizione alla scuola materna, fondamentale per l’apprendimento nella loro vita, è passata dal 27% del 1990 al 54% del 2012 ma ancora pochi paesi devono arrivare raggiungere listruzione secondaria universale. Due terzi dei paesi hanno riconosciuto la parità di genere nella scuola primaria e circa la metà dei paesi alla scuola secondaria.

 

Vaccinazioni: ogni anno oltre 100 milioni di bambini vengono vaccinati. Ciononostante, ancora il 20% di bambini non riceve le vaccinazioni, la maggior parte dei quali vive nei paesi tra i più poveri al mondo. Dal 1988 i casi di polio nel mondo sono diminuti di oltre il 99%.

 

Salute materna: a livello globale si stima che nel 2013 si siano registrati circa 289.000 casi di mortalità materna, una diminuzione di circa il 45% rispetto al 1990. Le complicazioni durante la gravidanza e il parto sono alcune delle cause principali di morte tra le adolescenti. I neonati le cui madri muoiono durante le loro prime sei settimane di vita sono più a rischio di morte nei primi due anni di vita.

 

HIV-AIDS: grazie alla diffusione dei programmi per prevenire la trasmissione da madre a figlio dell’HIV, le infezioni da HIV nei bambini sotto i 14 anni si sono ridotte di oltre la metà.

 

Mutilazioni genitali: attualmente si registra un importante movimento a livello globale contro le mutilazioni genitali femminili: circa 10.000 comunità e circa 8 milioni di persone in 15 paesi hanno dichiarato la propria volontà ad abbandonare questa pratica dannosa.

 

Registrazione alla nascita: tra il 2000 e il 2010 a livello globale il tasso di registrazione alla nascita è aumentato dal 58 al 65%. Ma circa 230 milioni di bambini sotto i 5 anni non sono stati registrati: significa che 1 bambino su 3 ufficialmente non esiste.

 

Migrazioni: 35 milioni di migranti internazionali hanno meno di 20 anni e hanno il diritto di essere protetti.

 

Lavoro minorile: Il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile è diminuito di circa un terzo dal 2000, ma un bambino su quattro nei paesi meno sviluppati lavora. Complessivamente 168 milioni di bambini sono ancora costretti a lavorare.

                                                                                         

Povertà: la proporzione delle persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno si è ridotta dal 47% del 1990 al 20% del 2010. La povertà colpisce soprattutto i bambini creando un ambiente che non ne favorisce il sano sviluppo e mina le loro opportunità di vita. Circa la metà (47%) delle persone che vive in condizioni di povertà estrema nel mondo ha meno di 18 anni, anche se rappresenta solo il 34% della popolazione mondiale.

Calabria, a S. Luca nasce biblioteca scolastica

L’assessore alla Cultura Caligiuri durante l’inaugurazione : “Nella scuola calabrese sono soffiati venti di cambiamento dei quali si e’ accorta l’Italia, con Papa Francesco che ha ricevuto i bambini di San Luca, con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che li ha invitati per tre anni all’inaugurazione dell’anno scolastico al Quirinale


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Catanzaro, 19 novembre – “L’inaugurazione della biblioteca scolastica di San Luca e’ un simbolo di alto significato attraverso il quale si possono evidenziare i passi avanti compiuti in questi anni dalla scuola calabrese. In questi luoghi sono soffiati venti di cambiamento dei quali si e’ accorta l’Italia, con Papa Francesco che ha ricevuto i bambini di San Luca, con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che li ha invitati per tre anni all’inaugurazione dell’anno scolastico al Quirinale, con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli che ha indicato la scuola di San Luca come l’emblema della Calabria che vuole cambiare”. E’ quanto ha dichiarato l’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri questa mattina alla manifestazione “2011-2014: La luce di San Luca”, nel corso della quale e’ stata inaugurata la biblioteca scolastica intestata allo scrittore “Corrado Alvaro”. Dopo l’intervento della Dirigente Scolastica Mimma Cacciatore e l’intervento del Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace Francesco Oliva, Caligiuri ha ripercorso i risultati ottenuti in questi anni negli ambiti scolastici e culturali, ricordando anche due momenti significativi vissuti a San Luca: le conclusioni del progetto del tempo pieno nelle scuole dei comuni ad alta densità criminale, ispirato dal giudice Nicola Gratteri, con i bambini delle scuole medie a fare la fila per dare la mano al comandante provinciale dei Carabinieri Lorenzo Falferi, e l’esposizione in un immobile confiscato alla ‘ndrangheta del quadro di Mattia Preti “San Luca che dipinge la madonna e il bambino”, uno dei pochi dipinti che il Cavalier Calabrese ha datato e firmato nella sua lunga vita, dicendo che “la malapianta si combatte con la scuola e con la cultura, con l’arte e la bellezza”. Caligiuri ha poi concluso dicendo che sarebbe gia’ significativo se le attivita’ svolte in questi anni in Calabria con la scuola e la cultura avessero contribuito a invertire il destino anche una sola persona, perchè, come c’e’ scritto nel Talmud, libro sacro degli ebrei: ” Chi salva una vita, salva il mondo intero”.

UNICEF: Giornata dell’Infanzia e Adolescenza, le iniziative per il 20 novembre 2014

In occasione del  25° Anniversario dell’approvazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia si celebra anche la  Giornata Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza, molte le iniziative organizzate da Unicef

giornata infanziaRoma, 19 novembre – Il 20 novembre 2014 oltre alla celebrazione della Giornata Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza, ricorre il 25° anniversario dell’approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia, il trattato sui diritti umani più ratificato nella storia. Le Nazioni Unite hanno affidato all’UNICEF il compito di garantirne e promuoverne l’effettiva applicazione nei 194 Stati che l’hanno ratificata. Il presidente Unicef Giacomo Guerrera interverrà il 20 mattina a Roma al convegno  “Tra vecchie e nuove povertà: i minori in Italia a 25 anni dalla Convenzione di New York” promosso dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; presente, tra gli altri: Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento.

Diverse sono le iniziative, gli eventi e le pubblicazioni realizzate dall’UNICEF Italia:

 

– Rapporto “25 anni di progressi  per l’infanzia e l’adolescenza”: la pubblicazione focalizza l’attenzione sui principali traguardi raggiunti, grazie anche alle azioni e alle politiche sollecitate dalla Convenzione, in materia di progressi nei diritti dell’infanzia sia a livello internazionale, che nazionale; sono presenti contributi – tra gli altri – di: Giuliano Poletti, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Michela Vittoria Brambilla, Presidente Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Piero Fassino, Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani, Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

 

– Film “Sarà un Paese”: l’UNICEF Italia ha deciso di celebrare il 20 novembre con una serata-evento (Roma, 20 novembre, Cinema Barberini) in cui verrà presentato “Sarà un paese”, il film del giovane regista Nicola Campiotti, al suo esordio nel lungometraggio. Al confine tra documentario e finzione, il film esplora e racconta l’Italia di oggi attraverso lo sguardo curioso e indagatore di Elia, un bambino di 10 anni, alle prese con un Paese saturo di contraddizioni e difficoltà ma anche colmo di speranze e propositi per un futuro migliore. Il diritto al lavoro, l’amore per la terra, il paesaggio e l’ambiente che ci ospitano, il diritto di cittadinanza, il senso del limite, il valore del coraggio e il rispetto delle regole, l’apertura alla conoscenza e all’incontro di culture e credenze diverse, la Costituzione della Repubblica, gli esempi di Buon Governo…: questi alcuni dei temi narrati con grande sensibilità ed efficacia da Nicola Campiotti, nonché principali tappe del cammino che il giovane protagonista Elia si troverà ad affrontare. Nelle sale cinematografiche da giovedì 20 novembre con Distribuzione Indipendente.

 

– Video “25 anni di diritti” (in versione: 3’e 30’’ e 1’e 40’’): scritto e diretto da Nicola Campiotti, il video racconta il prima e il dopo l’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso lo sguardo lieve dei bambini. Il regista ha realizzato e donato il video all’UNICEF in occasione del 25° anniversario della Convenzione. Nella prima immagine un bambino accarezza un albero, simbolo della crescita, della conoscenza e della memoria. L’albero diventa custode tenace dei diritti dei bambini.

Link a video: https://www.youtube.com/watch?v=pQHZn3rSu1où

 

Rapporto UNICEF “La condizione dell’infanzia nel mondo 2015-Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini”: il Rapporto – che l’UNICEF pubblica dal 1980 e che quest’anno viene lanciato in formato digitale su una piattaforma apposita – sarà incentrato sul tema dell’innovazione come un’opportunità per il cambiamento in termini di una maggiore equità, raggiungendo i più poveri e emarginati. In particolare il rapporto illustrerà, tramite esempi concreti, come soluzioni creative (ideate anche da giovani inventori, professionisti del mondo delle aziende, artisti e molti altri) abbiano permesso di far progredire i diritti dell’infanzia. Lancio: il 20/11.

 

– Il mondo del calcio verrà coinvolto nella celebrazione del 25° anniversario: i prossimi 22-24 novembre, in tutti gli stadi della serie A TIM, i calciatori e gli arbitri entreranno in campo accompagnati dai bambini (soprattutto allievi della Federazione Italiana Giuoco Calcio-Settore giovanile scolastico) con uno striscione “UNICEF Dalla parte dei bambini” che verrà sollevato al momento dello schieramento. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Giuoco Calcio-Settore Giovanile Scolastico e con il supporto della  Lega Serie A.

 

-In occasione del  20 novembre il Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta (giunto alla XII edizione, istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI per ricordare i giornalisti Luchetta, Ota e D’Angelo uccisi da una granata nel gennaio ’94, mentre stavano girando un servizio sui bimbi della ex Yugoslavia) annuncia che sarà on-line il bando per l’edizione 2015 con il nuovo Premio Luchetta UNICEF “I Nostri Angeli”: il riconoscimento verrà assegnato ad una testata  che si è distinta per aver approfondito i temi legati alla tutela dell’infanzia nel mondo. Info sui siti: www.premioluchetta.it e www.fondazioneluchetta.org.

 

– Manifesto “L’albero dei diritti”: il manifesto fa parte della proposta educativa sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza offerta a tutte alle scuole italiane per quest’anno: “Il bambino e l’albero hanno bisogno del giusto nutrimento e di cure per crescere sani e sviluppare le loro potenzialità”. I disegni sono di Lorenzo Terranera.

 

In tutta Italia, i volontari dei Comitati locali UNICEF organizzeranno decine di eventi pubblici legati a questa Giornata.

Sciopero generale del 5 dicembre, Ars appoggia Cgil

I lavoratori hanno già pagato il prezzo più pesante in questa interminabile crisi, con la perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro

arsRoma , 18 novembre – L’Ars condivide e sostiene le ragioni che hanno portato il comitato direttivo nazionale della Cgil a proclamare per il 5 dicembre lo sciopero generale. Il Governo Renzi ha evitato in ogni modo un confronto con i sindacati sulle scelte da compiere in materia di lavoro e di interventi per l’occupazione e lo sviluppo e nello stesso tempo ha scelto di ispirarsi alle proposte di Confindustria in materia di mercato del lavoro, compiendo una scelta di campo negativa perché i lavoratori hanno già pagato il prezzo più pesante in questa interminabile crisi, con la perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro, che potrebbero essere molti di più se venisse reciso il rapporto con il posto di lavoro attraverso il taglio della cassa integrazione. Il peso della crisi ha creato ulteriori problemi nell’entrata al lavoro ai giovani che già sono stati colpiti dal brusco aumento della percentuale di disoccupati a causa dell’innalzamento improvviso dell’età pensionabile, che ha creato da un lato i cosiddetti esodati, in buona parte ancora in attesa di una soluzione, e dall’altra ha contestualmente aggravato la penuria di lavoro per i giovani. La scelta del Governo Renzi di estendere il tempo determinato senza vincoli e controlli, senza neppure cancellare parte delle 46 tipologie contrattuali, sta provocando l’ulteriore sostituzione della buona occupazione con la precarietà, a cui si aggiunge la volontà di togliere le garanzie oggi previste dall’articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori per i nuovi assunti a tempo indeterminato, con il risultato di segmentare ulteriormente i diritti del mondo del lavoro. Questa azione del governo non creerà nuovi posti di lavoro ma provocherà un ulteriore aumento della svalutazione del lavoro e dei suoi diritti. Inoltre è del tutto evidente che le prospettive occupazionali e di ripresa economica per l’Italia, come del resto ammettono gli stessi documenti ufficiali, sono negative perché il Governo Renzi ha sostanzialmente subito i parametri imposti dalle politiche di austerità europee e per di più il parziale rinvio del pareggio strutturale di bilancio non può nascondere che dal 2017 l’Italia verrà comunque chiamata a ripianare per 20 anni la parte eccedente il 60 % del debito pubblico. Questo Governo si caratterizza per la politica dei rinvii delle scelte di fondo, mentre giustamente i sindacati e la Cgil in particolare chiedono politiche forti di reperimento di risorse attraverso la lotta all’evasione, con la patrimoniale e la tassazione delle rendite così da reperire le risorse necessarie per dare impulso alla ripresa dell’occupazione, dei redditi e dello sviluppo ambientale sostenibile, tanto più necessario oggi di fronte ai disastri ambientali che colpiscono il nostro paese. Si parla di ripresa ma la previsione degli investimenti è in ulteriore calo, come del resto l’occupazione. Per queste ragioni l’Ars invita tutti i propri aderenti a sostenere le ragioni della Cgil, a partecipare allo sciopero generale e alle manifestazioni.

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