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Politica

Sciopero generale del 5 dicembre, Ars appoggia Cgil

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I lavoratori hanno già pagato il prezzo più pesante in questa interminabile crisi, con la perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro

arsRoma , 18 novembre – L’Ars condivide e sostiene le ragioni che hanno portato il comitato direttivo nazionale della Cgil a proclamare per il 5 dicembre lo sciopero generale. Il Governo Renzi ha evitato in ogni modo un confronto con i sindacati sulle scelte da compiere in materia di lavoro e di interventi per l’occupazione e lo sviluppo e nello stesso tempo ha scelto di ispirarsi alle proposte di Confindustria in materia di mercato del lavoro, compiendo una scelta di campo negativa perché i lavoratori hanno già pagato il prezzo più pesante in questa interminabile crisi, con la perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro, che potrebbero essere molti di più se venisse reciso il rapporto con il posto di lavoro attraverso il taglio della cassa integrazione. Il peso della crisi ha creato ulteriori problemi nell’entrata al lavoro ai giovani che già sono stati colpiti dal brusco aumento della percentuale di disoccupati a causa dell’innalzamento improvviso dell’età pensionabile, che ha creato da un lato i cosiddetti esodati, in buona parte ancora in attesa di una soluzione, e dall’altra ha contestualmente aggravato la penuria di lavoro per i giovani. La scelta del Governo Renzi di estendere il tempo determinato senza vincoli e controlli, senza neppure cancellare parte delle 46 tipologie contrattuali, sta provocando l’ulteriore sostituzione della buona occupazione con la precarietà, a cui si aggiunge la volontà di togliere le garanzie oggi previste dall’articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori per i nuovi assunti a tempo indeterminato, con il risultato di segmentare ulteriormente i diritti del mondo del lavoro. Questa azione del governo non creerà nuovi posti di lavoro ma provocherà un ulteriore aumento della svalutazione del lavoro e dei suoi diritti. Inoltre è del tutto evidente che le prospettive occupazionali e di ripresa economica per l’Italia, come del resto ammettono gli stessi documenti ufficiali, sono negative perché il Governo Renzi ha sostanzialmente subito i parametri imposti dalle politiche di austerità europee e per di più il parziale rinvio del pareggio strutturale di bilancio non può nascondere che dal 2017 l’Italia verrà comunque chiamata a ripianare per 20 anni la parte eccedente il 60 % del debito pubblico. Questo Governo si caratterizza per la politica dei rinvii delle scelte di fondo, mentre giustamente i sindacati e la Cgil in particolare chiedono politiche forti di reperimento di risorse attraverso la lotta all’evasione, con la patrimoniale e la tassazione delle rendite così da reperire le risorse necessarie per dare impulso alla ripresa dell’occupazione, dei redditi e dello sviluppo ambientale sostenibile, tanto più necessario oggi di fronte ai disastri ambientali che colpiscono il nostro paese. Si parla di ripresa ma la previsione degli investimenti è in ulteriore calo, come del resto l’occupazione. Per queste ragioni l’Ars invita tutti i propri aderenti a sostenere le ragioni della Cgil, a partecipare allo sciopero generale e alle manifestazioni.

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Italia

Cisl Medici Lazio sigla accordo su premialità Covid19 per comparto sanitario

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Luciano Cifaldi, segretario regionale del Lazio, esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto che finalmente compensa anche con riconoscimento economico i sacrifici del personale sanitario impegnato nella lotta al Covid19

La Cisl Medici – dichiara Luciano Cifaldi, segretario regionale del Lazio – , insieme ad altri sindacati della dirigenza, ha siglato venerdì 4 dicembre con la Regione Lazio l’ACCORDO SU PREMIALITA’ COVID-19 – Dirigenza medica e sanitaria avendo condiviso la necessità di riconoscere ai lavoratori dell’Area delle Dirigenze del Servizio Sanitario Regionale impegnati nel contrasto alla pandemia COVID-19, utilizzando le risorse del D.L. 18/2020 e del D.L. 34/2020 destinate a tale personale, un riconoscimento anche di tipo economico legato alla presenza nella propria attività lavorativa in questa seconda fase particolarmente complessa.

Su questa base la Regione e le OO.SS. della dirigenza medica e sanitaria con la firma dell’accordo, hanno concordato di:

  1. ripartire i fondi in premessa sulla base di tutto il personale delle Aree della Dirigenza, dipendente sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, alla data del 31 ottobre 2020, comprendendo tutto il personale dipendente pubblico assegnato al SSR;
  2. prevedere una indennità COVID-19 aggiuntiva per i mesi di novembre e dicembre 2020 legato alla effettiva presenza in servizio e in orario ordinario tenendo conto del fattore di rischio, con i seguenti criteri:

Prima Fascia – 600,00 € mese se raggiunto il pieno debito orario

– Unità operative COVID

– Terapie e sub intensive COVID

– Pronto soccorso e OBI

– Sisp e territorio COVID

– Trasporto in emergenza ARES 118

– Laboratori e radiodiagnostica rete COVID

Secondo Fascia – 300,00 € mese se raggiunto il pieno debito orario 

– tutti gli altri reparti e servizi sanitari

Qualora non si fosse coperto il previsto debito orario ordinario in presenza, il riconoscimento economico sarà proporzionalmente ridotto.

I giorni di assenza per positività da contagio COVID-19 e/o per isolamento fiduciario, dovuti a link epidemiologici interni, saranno conteggiati come presenze ai fini dell’applicazione del presente accordo.

La Regione, entro febbraio 2021, procederà alla verifica degli importi effettivamente erogati dalle aziende in applicazione del presente accordo.

Se, come richiesto dalle regioni, ci sarà il rifinanziamento con provvedimento nazionale della premialità COVID nel 2021 per il periodo dell’emergenza COVID le parti valuteranno la prosecuzione del presente accordo. 

Un accordo in linea con quanto la Cisl Medici Lazio aveva proposto già molti mesi fa e poi riproposto il 14 novembre durante l’incontro via web con la cabina di regia. Ora c’è l’accordo che dovrà essere recepito integralmente dalle Asl e dalle Aziende ospedaliere evitando ogni interpretazione diversa da quanto sottoscritto. La Cisl Medici vigilerà sin da ora sulla corretta applicazione e invita l’Assessore alla Sanità, che ha creduto nella bontà della proposta di accordo, a dettare indicazioni univoche alle Asl – conclude il comunicato di Luciano Cifaldi segretario generale della Cisl Medici Lazio

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Italia

Pompei (Deloitte): «Recovery Fund occasione irripetibile. Urgente definire priorità strategiche, avere una efficace leadership di coordinamento e visione a lungo termine»

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«Una delle priorità di cui tenere conto è la sostenibilità e gli investimenti sostenibili: investimenti che guardino oltre l’orizzonte della legislatura e che siano il frutto di una visione di lungo periodo per il Paese»

«Per affrontare le sfide legate al Recovery Fund è fondamentale avere una visione a lungo termine e definire priorità strategiche. E per realizzare queste priorità serve una leadership che coordini e faccia monitoraggio su tutti i progetti. Questo è l’elemento centrale, perché saranno coinvolti un po’ tutti i ministeri, le amministrazioni regionali e locali. Ma soprattutto credo sia più importante capire quanti saranno e quali saranno i progetti e se, per una volta, riusciremo ad essere selettivi e a fissare delle priorità. Perché questo è l’aspetto principale: è un’occasione irripetibile, dobbiamo essere in grado di fissare gli elementi strategici». Lo ha dichiarato Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, intervenendo sul dibattito sul Recovery Fund durante la puntata di Coffee Break, su La7, di questa mattina.

«Una delle priorità di cui tenere conto è la sostenibilità e gli investimenti sostenibili: investimenti che guardino oltre l’orizzonte della legislatura e che siano il frutto di una visione di lungo periodo per il Paese», ha aggiunto Pompei. «Durante un meeting organizzato da Deloitte abbiamo ospitato il primo ministro di Singapore. Parlando di investimenti sostenibili, lui ci ha raccontato che il suo Stato sta prendendo molto sul serio la questione, perché, secondo alcuni studi, Singapore potrebbe finire sommersa dall’acqua entro la fine del secolo. E quindi il Governo ha già avviato gli investimenti necessari per essere in grado di fronteggiare qualunque scenario legato all’innalzamento del livello dei mari. Sono questi gli investimenti sostenibili che potremmo mettere in campo con il Recovery Fund: investimenti che guardino al futuro e creino valore nel lungo periodo», ha concluso Pompei. 

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Politica

Calabria, Zagami: le soluzioni ci sono già dai tempi di Paolo Latella assessore alla Sanità nel primo governo calabrese

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Zagami, nipote del primo Assessore alla sanità della Regione Calabria :“ Mio nonno aveva immaginato un’altra Sanità, si cancelli il debito e si diano nuove possibilità ai calabresi ”

 “E’ triste vedere come la Sanità in Calabria sia oggi gestita in modo così superficiale a fronte invece di quelle che erano le idee di mio nonno che già cinquanta anni addietro tra le tante cose aveva pensato ad uno specifico ospedale geriatrico anticipando di fatto le Rsa, creò piccole strutture ospedaliere per le comunità e realizzo il primo reparto di rianimazione a Reggio” – è quanto ha dichiarato l’ Avvocato Paolo Zagami, nipote di Paolo Latella primo assessore alla Sanità della Regione Calabria negli anni 70.

Zagami, che è stato a lungo tra i papabili candidati a Sindaco del centrodestra per la Città Metropolitana di Reggio Calabria ed è l’uomo di riferimento degli Stati Uniti in Calabria, ha continuato: “Siamo totalmente allo sbando. La vicenda del Commissario alla Sanità talmente ridicola da essere narrata dal comico Maurizio Crozza, il video spot di Muccino che ci rappresenta in modo distorto, le elezioni di Reggio dove hanno “votato” anche i morti, la spazzatura che ci sommerge e l’arresto del Presidente del Consiglio Regionale: è il fallimento di una classe dirigente locale e la conferma della assoluta marginalità della Calabria sul panorama nazionale”.

“Un segnale realmente forte sarebbe l’azzeramento del debito così da togliere questo pesante fardello e dare nuove possibilità ai calabresi unitamente alla considerazione legata alla inopportunità di prorogare una gestione commissariale che in dieci anni non ha prodotto concreti risultati positivi per la sanità calabrese” – ha concluso Zagami.

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