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Stakeknife, la doppia vita di un italo-irlandese – Stakeknife, the double life of an Italo-Irishman

By 8 Novembre 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Stakeknife, la doppia vita di un italo-irlandese

Non solo al centro delle controversie si trova un nipote di un emigrato italiano, ma anche una delle sue presunte vittime era di origine italiana.

La parola Stakeknife sta facendo il giro della stampa britannica e irlandese. Si tratta del soprannome di un agente britannico implicato nell’assassinio di oltre venti membri dell’IRA (Irish Republican Army, l’esercito repubblicano irlandese) nel periodo tragico che è ora chiamato The Troubles (I disordini) in Irlanda del Nord, la provincia britannica dell’isola omonima.

A rendere questa tragica vicenda interessante è un aspetto che colpirà molti lettori. Non solo al centro delle controversie si trova un nipote di un emigrato italiano, ma anche una delle sue presunte vittime era di origine italiana.


Nel trattare questo tema delicato vogliamo specificare che il diretto interessato pubblicamente nega ogni accusa, ma la stampa inglese, insieme a vicende giudiziarie nel paese, puntano il dito sull’uomo come il centro di una potenziale tempesta giudiziaria e politica che potrebbe risucchiare anche alti ufficiali militari, burocrati, e politici, compresi ministri.

Questa storia dimostra bene anche le insidie dell’emigrazione, poichè l’emigrato potrebbe trovarsi in situazioni che non poteva immaginare prima di partire per il paese nuovo. E questo non coinvolge solo chi andò in Irlanda decenni fa, ma anche chi andò in altri continenti.

Democrazia

L’isola d’Irlanda, o piuttosto la divisione dell’isola, dimostra uno dei problemi della Democrazia. L’isola di maggioranza cattolica è stata sotto il giogo prima dell’Inghilterra e poi del Regno Unito, da quando Guglielmo Principe d’Orange(Olanda) la conquistò nel 1691. Gli inglesi cercarono di convertire la popolazione al protestantesimo e per questo motivo i protestanti sono descritti come Orangemen (uomini arancioni). I cattolici sono chiamati Greens (verdi). L’isola è stata soggetta a repressioni e leggi severe con i “papisti”.

Dopo la rivolta di Pasqua nel 1916, i cattolici hanno ottenuto la loro indipendenza con la formazione della Repubblica d’Irlanda, la cui bandiera dimostra i colori delle due religioni. Però, la parte nord dell’isola, di maggioranza protestante con capitale Belfast, ha rifiutato di farne parte perché la maggioranza protestante temeva d’essere sottomessa ai cattolici. Questo fu l’inizio dei Troubles perché la minoranza cattolica lottava per far parte della Repubblica, e i protestanti si opponevano. Questi disordini non hanno fatto altro che aggiungere innumerevoli morti alle repressioni nell’isola sin dal 1691.

Questa è la situazione in cui si trovava Belfast quando il nonno di Freddie Scappaticci ci emigrò quasi un secolo fa. Naturalmente per la sua famiglia la chiesa cattolica rappresentava una parte centrale della loro identità e delle loro tradizioni, e quindi i giovani figli e poi nipoti di emigrati italiani si sono trovati a lottare insieme ai loro coetanei irlandesi cattolici contro i “conquistatori” britannici che li reprimevano. Le marce dei gruppi protestanti nelle zone cattoliche ogni anno, per dimostrare il loro dominio a sfavore dei cattolici, erano la causa regolare di violenza e morti per molti decenni.

Ci vuole poco per capire che Freddie Scappaticci fece il suo apprendistato nelle strade dell’Irlanda del Nord contro i soldati britannici che erano sempre presenti, armati e pronti a rispondere al fuoco se necessario. Da queste proteste cominciò a partecipare alle attività dell’IRA, forse al principio come corriere di messaggi, poi di armi e infine anche di bombe che seminavano morti non solo in Irlanda del Nord, ma anche in Inghilterra. Bisogna ricordare che il noto Lord Louis Mountbatten, eroe di guerra e parente della Regina Elisabetta, è stato assassinato da una bomba dell’IRA nel 1979.

Nel corso degli scontri armati degli anni ‘70 Freddie salì ai vertici dell’IRA fino ad ottenere il ruolo di ‘interrogatore’ del gruppo sovversivo che comprendeva non solo torturare e uccidere presunti traditori, ma anche assassinare altri senza “l’interrogatorio”. Una delle vittime di questi assassini mirati si chiamava Victor Notarantonio, ovviamente anche lui di origini italiane.

Il risultato d queste attività è stato l’arresto e poi la detenzione di Scappaticci nell’infame carcere di Long Kesh, che è servito a mostrare ai suoi superiori che era degno della fiducia che gli davano.

In quegli anni l’esercito britannico si trovava in difficoltà e le immagini delle proteste nuoceva all’immagine del paese nel mondo. Allora l’esercito e i servizi segreti britannici decisero di utilizzare tattiche che avevano utilizzato in Kenya durante la rivolta sanguinosa dei Mau Mau negli anni ‘50 e ‘60. Oltre alla resistenza e alla risposta feroce contro la violenza dei ribelli, i britannici cominciarono a infiltrare i loro agenti all’interno dei gruppi armati


Questa tattica aveva due effetti. Ovviamente il primo di sapere in anticipo le mosse dei ribelli ed eventualmente, come in Kenya, di eliminare i rivoltosi più autorevoli.

Con il passare del tempo i capi dell’IRA cominciarono a sentire il nome di Stakeknife, il nome in codice di uno di questi infiltrati al loro interno. Si seppe poi che Stakeknife aveva lavorato per varie agenzie britanniche come MI5, la Special Branch e l’intelligenza militare. Secondo le accuse che sono poi uscite e che continuano a uscire sulla stampa britannica, questo agente non solo ha assassinato oppositori dei militari, ma aveva anche avuto il permesso di continuare a uccidere in nome dell’IRA per proteggere la sua identità come agente britannico, una di queste vittime era probabilmente Notarantonio.

Fuga e arresto

Nel 2003 in seguito alle indagini di giornalisti irlandesi, Freddie Scappaticci è stato identificato come Stakeknife. Malgrado la sua identità non fosse chiara, uno dei capi dell’intelligence britannica dell’epoca lo ha descritto come il loro “gioiello nella corona… l’uovo d’oro” tra il 1969 e il 1997.

Non è difficile capire che la reazione di Scappaticci fu di sparire. Anche qui la mancanza di dettagli a causa dei segreti di Stato crea dubbi, ma sempre secondo la stampa inglese, le loro autorità lo hanno assistito nel trovare una vita nuova, forse in Italia. Ma dopo anni i nodi sono venuti al pettine.

Nel gennaio del 2018 Freddie Scappaticci è stato arrestato e imputato d’aver partecipato, se non essere stato proprio il responsabile diretto, ad almeno 19 omicidi. Sia sotto ordine dell’IRA che sotto ordine delle autorità britanniche.

Ora lui non solo è soggetto alle conseguenze di queste indagini criminali, ma le famiglie delle molte vittime hanno dichiarato le loro intenzioni di costituirsi parte civile in sede giudiziaria per ottenere risarcimenti per la morte dei loro cari.


Inoltre, il risultato di queste indagini e processi potrebbe anche essere la rivelazione dei nomi di tutti i responsabili, a tutti i livelli, militari e politici, che hanno avuto il ruolo di controllare i Troubles.

Noi italiani

La storia ed eventualmente la fine di Freddie Scappaticci dovrebbe farci capire che la vita degli emigrati e dei loro discendenti non è poi così facile come molti immaginano.

Certo, la situazione dell’Irlanda del Nord e Belfast era molto particolare, ma non possiamo far finta che non siano esistite altre situazioni altrettanto difficili e pericolose.

Per gli italiani negli Stati Uniti dei primi decenni del ‘900, l’esistenza di anarchici ha creato molte difficoltà per quelli senza intenzioni politiche, ma il celebre processo a Sacco e Vanzetti ha dimostrato che i pregiudizi verso gli italiani in quel paese erano arrivati anche ai livelli più alti del loro sistema giudiziario e politico. Senza dimenticare i molti linciaggi di nostri connazionali nel paese che dimostrano che il pericolo per loro era vero e non solo potenziale.

Poi, un’altra parte del mondo può essere considerata alla pari della situazione irlandese. L’America del Sud è uno dei centri principali della nostra emigrazione ed è anche una delle zone più instabili politicamente nel mondo con le molte dittature che si sono succedute da entrambi i versanti politici, con repressioni ed assassini, e con violenza e torture, nelle quali gli italiani erano indubbiamente coinvolti.

E di queste situazioni non sappiamo niente, anche se fa parte anche della nostra Storia. Quindi esempi come il soggetto di questo articolo servono anche a fare capire che abbiamo molto da imparare dalle esperienze dei nostri parenti e amici all’estero, nel bene e nel male.


Perciò ripetiamo il nostro appello ai nostro lettori di inviarci le loro storie personali per farci vedere i risvolti sconosciuti della nostra Storia. Inviate le vostre storie a: [email protected]

 

di emigrazione e di matrimoni

Stakeknife, the double life of an Italo-Irishman

Making this tragic issue interesting is an aspect that will strike many readers. Not only is a grandson of Italian migrants in the middle of this controversy but one of the presumed victims was of Italian origin as well. 

The word Stakeknife is doing the rounds of the British and the Irish press. This is the code name of a British agent implicated in the murders of more than twenty members of the IRA (Irish Republican Army) during the tragic period that is now called The Troubles in Northern Ireland, the British territory in Ireland.

Making this tragic issue interesting is an aspect that will strike many readers. Not only is a grandson of Italian migrants in the middle of this controversy but one of the presumed victims was of Italian origin as well. 

In dealing with this delicate theme we must specify that the person directly involved publicly denies the accusation but the English press, together with legal proceedings in the country, point the finger at the man in the middle of a potential legal and political storm that could suck in many high ranking military officials, bureaucrats and politicians, including ministers.


This story also shows very well the pitfalls of migration since a migrant could find himself in situation that he could not have imagined before leaving for the new country. And this involves not only those who went to Ireland decades ago but also those who went to other continents.

Democracy

The island of Ireland, or rather the division of the island, shows one of the problems of Democracy. The island with a Catholic majority had been under the yoke first of England and then the United Kingdom since William, Prince of Orange (Holland) conquered it in 1691. The English tried to convert the population to Protestantism and for this reason the Protestants are described as Orangemen. The Catholics are called Greens. The island was subject to repression and severe laws against the “Papists”.

After the Easter Uprising in 1916 the Catholics achieved their independence with the formation of the Republic of Ireland whose flag shows the colours of the two religions. However, the northern part of the island with a Protestant majority and its capital Belfast refused to become a part of it because the Protestant majority feared being subjected to the Catholics. This was the origin of the Troubles because the Catholic minority fought to be part of the Republics and the Protestants opposed this. These disorders did nothing but add innumerable deaths to the repressions in the island since 1691.

This was the situation in Belfast when Freddie Scappaticci’s grandfather emigrated there nearly a century ago. Naturally, for his family the Catholic Church represented a central part of their identity and traditions and therefore the young children of Italian migrants found themselves fighting together with their Irish Catholic peers against the British “conquerors” who repressed them. The marches by the Protestant groups in the Catholic areas every year to demonstrate their dominion over the Catholics were the regular cause of violence and deaths for many decades.

It takes little to understand that Freddie Scappaticci served his apprenticeship in the streets of Northern Ireland against the British soldiers who were always present, armed and ready to fire back if necessary. From these protests he began to participate in the activities of the IRA, maybe starting as a messenger, then trafficking weapons and finally also bombs that sowed death not only in Northern Ireland but also in England. We must remember that the famous Lord Louis Mountbatten, war hero and related to Queen Elizabeth, was assassinated by an IRA bomb in 1979.

During the armed struggles of the 1970s Freddie climbed to the upper echelons of the IRA up to taking the role of “interrogator” for the subversive group that included not only torturing and killing suspected traitors but also to assassinate others without interrogation. The name of one of the victims of these targeted assassinations was Victor Notarantonio, obviously he too of Italian origin.

The result of these activities was the arrest and then detention of Scappaticci in the infamous Long Kesh prison that served to show his superiors that he was worthy of their trust in him.

During those years the British army found itself in difficulty and the images of the protests damaged the country’s image around the world. So the army and the British secret services decided to use tactics that had been used in Kenya during the bloody Mau Mau rebellion in the 1950s and 60s. In addition to their resistance and the savage reply to the violence of the rebels, the British began to infiltrate their agents into the armed groups.

This tactic had two effects. Obviously the first was to know the rebels’ moves in advance and eventually, as in Kenya, to eliminate the most authoritative rebels.

Over time the leaders of the IRA began to hear the name Stakeknife, the code name of one of the infiltrators in their midst. It was later learned that Stakeknife had worked for various British agencies such as MI5, the Special Branch and military intelligence. According to the accusations that came out and continue to come out in the British press, this agent not only murdered military opponents but he also had permission to continue murdering to protect his identity as a British agent. One of these victims was probably Notarantonio.

Escape and arrest

In 2003, after investigations by Irish journalists, Freddie Scappaticci was identified as Stakeknife. Despite his identification not being clear, one of the heads of British intelligence at the time described him as their “jewel in the crown…the golden egg” between 1969 and 1997.

It is not hard to understand that Scappaticci’s reaction was to disappear. Here too the lack of details due to State secrecy creates doubts but, always according to the British press, their authorities helped him to start a new life, maybe in Italy. But after years the situation came to a head.

In January 2018 Freddie Scappaticci was arrested and accused of having taken part, if not being the direct person responsible, for 19 murders, both under orders from the IRA and under orders from the British authorities. 

Now he is not only subject to the consequences of these criminal investigations but the families of many victims have announced their intention to constitute the damaged parties in court to get compensation for the deaths of their loved ones. 

Furthermore, the result of these investigation and trials could also lead to the revelation of the names of those who, at all levels military and political, played a role in controlling the Troubles.

We Italians

The story and eventually the destiny of Freddie Scappaticci should make us understand that the lives of migrants and their descendants are not as easy as many imagine.

Of course, the situation in Northern Ireland and Belfast was very particular but we cannot pretend that other situations were not just as difficult and dangerous.

For the Italians in the United States in the early decades of the 20th century the existence of the anarchists created difficulties for those with no political intentions but the famous Sacco and Vanzetti trials showed that the prejudice towards Italians in that country had also reached the highest levels of their legal and political system. Without forgetting the many lynchings of our compatriots in that country that show that the danger to them was real and not only potential.

And then another part of the world can be considered on a par with the Irish situation. South America is one of the main centres of our emigration and it is also one of the most politically unstable areas in the world with many dictatorships from both the political sides that followed one after another with repressions and assassinations in which Italians were undoubtedly involved.

And we know nothing about these situations, even if they are part of our history. Therefore, examples like the subject of this article also serve to make us understand that we have much to learn about the experiences of our relatives and friends overseas, for better or for worse.

Therefore we repeat our appeal to our readers to send us their personal stories to let us see the unknown aspects of our history. Send your stories to: [email protected]

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