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Diritti umani

Misure e norme per l’accoglienza dei rifugiati ucraini in Italia: è in arrivo la Protezione Temporanea Europea

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E’ prevista per giovedì 31 marzo l’adozione dell’applicazione di una normativa per la Protezione Temporanea Europea per i profughi dell’Ucraina.

 di Giordana Fauci

Gianfranco Schiavone, Presidente del Consorzio Italiano solidarietà-Ufficio Rifugiati spiega le procedure per chi giunge in Italia dall’Ucraina, visto che al momento è prevista la sola procedura ordinaria di asilo politico, perché un cittadino ucraino è considerato al pari di un qualsiasi cittadino straniero non dell’Unione Europea.

In effetti, non esistono ancora procedure ad hoc; di contro sono attualmente al vaglio Procedure Temporanee.  

Quindi, è stato sollecitato un programma operativo per l’accoglienza dei profughi ucraini ma per il momento si sta solo verificando la possibilità di estendere i programmi di accoglienza nei posti presenti sul territorio, nell’ambito della procedura inerente la richiesta di asilo politico.

Pertanto, vi saranno più richiedenti asilo e più posti.

Così le prefetture d’Italia da venerdì 25 marzo stanno verificando gli eventuali posti nelle province che si possono reperire attraverso contatti con gli enti locali, le associazioni etc.

Questo lo stato delle cose!

Però la situazione è destinata a cambiare in pochissimo tempo, perché è prevista per giovedì 31 marzo l’adozione dell’applicazione di una normativa per la Protezione Temporanea Europea per i profughi dell’Ucraina.

Con tale misura, sebbene in apparenza poco cambi – poiché la questione dei posti si pone ugualmente – gli effetti saranno duplici.

Il primo è che non occorre fare la domanda di asilo individuale.

Si prevede, infatti, il rilascio di un titolo di soggiorno che viene dato alla persona per il solo fatto di essere qui.

Questo significa che verrà dato il permesso di soggiorno senza requisiti particolari.

Dunque, sarà sufficiente verificare la nazionalità, dopo di che il profugo ha diritto ai servizi di base, come quelli sanitari e la possibilità di lavorare.

Il secondo effetto riguarda, invece, la distribuzione dei rifugiati per quote ai vari Paesi: quote che verranno aggiornate costantemente.

Per ciò che concerne i minori, non è assolutamente possibile accogliere bambini non accompagnati, a meno che non vi sia un programma organizzato dai comuni che, in effetti, al momenti è del tutto assente.

Chiunque, però, può ospitare famiglie.

I rifugiati ucraini che arrivano in Italia devono rivolgersi alla Questura più vicina.

Al momento possono rimanere in Italia per 90 giorni: non c’è una particolare procedura.

Nel caso non abbiano un posto dove andare devono chiedere asilo ed avranno accesso alle misure di accoglienza previste per chi non ha mezzi di sostentamento.

Come tutti i rifugiati, verranno collocati presso i centri di accoglienza che attualmente non sono in sovra-numero, anche se il rischio è che si possano esaurire velocemente proprio in considerazione del fatto che non sono molti.

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