Italiani nel Mondo

La Storia che ricordiamo e la Storia che dimentichiamo – The history we remember and the history we forget

By 29 Novembre 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La Storia che ricordiamo e la Storia che dimentichiamo

La Storia ha davvero un ruolo essenziale in tutti gli aspetti della nostra vita, ma solo se ricordiamo e capiamo la lezione vera di ciascun episodio storico che studiamo

Per molti la Storia consiste solo nel ricordo di lezioni a scuola dove l’insegnante ci imponeva di ricordare date e luoghi antichi per motivi che gli studenti non capiscono bene. Ma nelle mani di un buon insegnante la Storia ci fa capire chi siamo, da dove veniamo e ricordare che siamo la fine di un passaggio storico lunghissimo, e il primo passaggio di un futuro ancora più lungo.

Nell’ultimo articolo (https://thedailycases.com/il-menestrello-astuto-angelo-branduardi-the-astute-minstrel-angelo-branduardi/) abbiamo parlato di una canzone per introdurre un cantante moderno, ma dopo aver fatto altre ricerche sulla canzone abbiamo scoperto che racconta una Storia tragica, e mentre ascoltavamo il brano originale ci siamo ricordati di un’opera moderna che sta subendo un destino totalmente opposto, e perciò stiamo lentamente dimenticando il messaggio vero di un libro epocale.

Seder


Molti di noi dimenticano che la Pasqua celebrava l’episodio del Vecchio Testamento, quando gli ebrei fuggirono dall’Egitto, periodo da loro denominato come  Pesach. Questa è la base di una cerimonia ebrea fondamentale, il Seder dove le famiglie ebree ricordano l’Esodo con il cibo prescritto da Dio quando l’Angelo della Morte colpì il popolo egiziano. Tra questi cibi c’era l’agnello (e la Torah, quel che è il nostro Vecchio Testamento, dice anche il capretto) e così, da quel punto in poi, l’agnello diventa il simbolo degli ebrei stessi.

Quando, nell’ultimo articolo, abbiamo introdotto il cantautore Angelo Branduardi al pubblico internazionale, abbiamo spiegato che il canto pasquale ebraico il Chad Gadyà ha ispirato la sua “Alla Fiera dell’est”, ma ora vogliamo spiegare come quel canto racconta le persecuzioni del popolo ebreo nel corso dei millenni, e quindi fa parte delle tradizioni del Pesach.

Il Chad Gadyà risale ad almeno il ‘500 e viene cantato durante il Seder per far capire ai figli cosa si commemora in quei giorni. Come dice la Torah il Padre comprò un agnello, cioè ebbe figli, gli ebrei, il gatto che venne sono gli egizi, il cane rappresenta gli assiri e i babilonesi, il bastone sono i persiani, il fuoco sono i greci, l’acqua rappresenta l’arrivo dei romani, il toro è il primo califfato musulmano, il macellaio rappresenta i crociati, l’Angelo della Morte rappresenta l’Impero Ottomano dei turchi e infine il Signore/Dio è la Giustizia Divina che li salverà.

Allora in questo modo gli ebrei insegnano il passato ai loro figli per poter guardare verso il futuro nel modo giusto.

Però, come in tutta la Storia di qualsiasi popolo, gli individui vedono il passato in un modo diverso per trarre altre conclusioni e compiere azioni per creare un futuro diverso, come vediamo spesso anche in Italia riguardo certi periodi della nostra Storia. In questo modo, un film recente presenta una versione nuova del Chad Gadyà che segue (tranne per l’agnello al posto del topo) la versione branduardiana, però la fine è molto diversa perché riflette la mentalità di molti ebrei dopo la Shoah, utilizzando l’ormai famoso detto “Mai Più!” Il film è “Free Zone” del regista Amos Gitai, uscito nel 2005.

La scena del filmato è potente e fa molto riflettere. Così abbiamo iniziato a pensare ad altre opere che hanno raccontato il passato e ci siamo ricordati di un libro che abbiamo studiato a scuola e che ora, come “Alla Fiera dell’Est”, è considerato un’allegoria invece di un racconto particolare di un episodio storico fondamentale dei primi decenni del ‘900.

L’apostata

Quasi nessuno conosce il nome Eric Arthur Blair, ma altrettante persone conoscono il suo nome d’arte, George Orwell. Senza dubbio il suo libro più importante, perché è citato spesso per descrivere certe situazioni nel mondo moderno, è “1984”. Ma un altro suo libro è egualmente importante per descrivere un periodo storico che si fa sentire ancora nel mondo d’oggi e per chissà quanti anni nel futuro. Questo libro è nato da una delusione enorme.

George Orwell era comunista e per questo motivo si era arruolato nelle milizie repubblicane della Guerra Civile spagnola degli anni trenta. Nel corso di questo conflitto, che ha attirato volontari da tutto il mondo per combattere il fascismo, Orwell ha visto e ha combattuto anche contro la repressione dei “volontari” sovietici dei loro rivali della sinistra. L’effetto di questi orrori compiuti dai commissar di Stalin è stato il motivo della sua decisione di ripudiare il comunismo e la sua apostasia si vede non solo in “1984”, ma soprattutto nell’altra sua opera “La fattoria degli animali”, la satira che racconta la Rivoluzione d’ottobre in Russia e la nascita della dittatura di Stalin.


Per coloro che conoscono la Storia della Rivoluzione comunista del 1917 è facile identificare chi sono i veri personaggi storici rappresentati dal fattore e gli animali che insorgono contro di lui. Il fattore contro il quale gli animali si ribellano è ovviamente lo Zar Nicola II di Russia, il maiale “Vecchio maggiore” si ispira sia a Carlo Marx che a Vladimir Lenin, “Mollie” la cavalla bianca è l’aristocrazia, il maiale “Napoleone” è Joseph Stalin, il maiale “Palla di neve” non può essere che Leon Trotski, i cani rappresentano la polizia segreta, il corvo “Mosé” rappresenta la Chiesa Ortodossa e le pecore la popolazione.

Gli episodi del libro poi rappresentano momenti chiave della Rivoluzione Russa, compreso l’assassinio di “Palla di neve”/Trotski. Ma l’episodio che dimostra come un’ideologia di eguaglianza può essere sovvertita dai potenti è quando la frase “Tutti gli animali sono uguali” che fa parte dei “comandamenti” creati per formare una fattoria “nuova e moderna”, diventa “Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri” per giustificare i poteri e i lussi assunti dai capi rivoluzionari, cioè i maiali.

Dimenticare e ripetere

Ma quel che ci fa pensare è la differenza tra Chad Gadyà e “La Fattoria degli animali”: mentre il popolo ebreo ha mantenuto il ricordo del passato e lo insegna ogni anno ai figli durante il Pesach, molti di noi, particolarmente tra gli insegnanti, e soprattutto i più giovani di loro, non spiegano ai ragazzi a scuola che quel libro non è una semplice allegoria di animali, ma rappresenta e spiega un periodo storico fondamentale e che gli studenti possono trovare i veri nomi di ciascun personaggio nei libri di Storia.

Sembrerebbe banale ad alcuni fare questa dichiarazione, ma senza capire la Rivoluzione Russa gli studenti non capirebbero mai il Muro di Berlino, del quale abbiamo appena commemorato il 30° anniversario dalla sua caduta. Inoltre, non capirebbero come la sinistra in tutto il mondo sia stata condizionata in un modo o l’altro dallo stalinismo e da quel che sembrava a molti il “comunismo di Marx”, ma non le è stato mai.

Infatti, i partiti di sinistra in tutti i paesi si trovano ancora in cerca della propria identità e lo vediamo ogni giorno nelle cronache politiche che leggiamo nei giornali e nei TG e salotti televisivi.

La Storia ha davvero un ruolo essenziale in tutti gli aspetti della nostra vita, ma solo se ricordiamo e capiamo la lezione vera di ciascun episodio storico che studiamo. “La fattoria degli animali” oltre a essere una satira è un libro di Storia importante, e gli insegnanti a scuola devono essere in grado di spiegare questo agli studenti nel modo giusto.


Osiamo dire la stessa cosa di altri episodi e libri che abbiamo dimenticato, o piuttosto, abbiamo scelto di ricordarne solo alcuni aspetti per motivi esclusivamente politici, e quindi ogni anno sentiamo ripetersi certe controversie che sarebbero evitabili se solo fossimo onesti con noi stessi riguardo il nostro passato.

Purtroppo, per molti, e uno solo è già troppo, l’onestà storica non conviene per motivi politici attuali e così ripetiamo regolarmente gli stessi sbagli invece di costruire un futuro migliore.

 

 

di emigrazione e di matrimoni

The history we remember and the history we forget

History truly has an essential role to play in all aspects of our lives but only if we remember and understand the real lesson from each episode that we study

For many history consists only of the memory of lessons at school in which the teacher forced us to remember ancient dates and places for reasons the students do not fully understand. But in the hands of a good teacher history lets us understand who we are, where we come from and to remember that we are the end of a very long historical passage and the first passage of an even linger future.


In the previous article (https://thedailycases.com/il-menestrello-astuto-angelo-branduardi-the-astute-minstrel-angelo-branduardi/)  we talked about a song to introduce a modern singer, but after having carried out more research on that song we discovered it tells a tragic story and while we listened to the original song (in a modern version) we were reminded of another modern work that is undergoing a totally different opposite destiny and therefore we are slowly losing the true message of a landmark book.

Seder

Many of us forget that Easter recalls the episode in the Old Testament when the Jews fled Egypt and that they call the commemoration the Pesach. This is the basis of an essential Jewish ceremony, the Seder where Jewish families remember the Exodus with the food prescribed by God when the Angel of Death struck the Egyptian population. One of these foods was lamb (and the Torah, what we now call the Old Testament, also says baby goat) and so, since that time the lamb became the symbol of the Jews themselves.

When we introduced the cantautore Angelo Branduardi in the previous article, we explained that the Jewish Easter song the Chad Gadyà inspired his Alla Fiera dell’est (Highdown Fair) but we now want to explain how this song tells the persecution of the Jewish people over the millennia and therefore became a traditional part of the Pesach.

The Chad Gadyà goes back to at least the 16th century and is sung during the Seder to make the children understand what they commemorate in those days. As the Torah says, the father bought the lamb, that is he had children, the Jews, the cat is the Egyptians’, the dog represents the Assyrians and the Babylonians, the stick is the Persians, the fire is the Greeks, the water represents the arrival of the Romans, the bull is the first Muslim Caliphate, the butcher represents the Crusaders, the Angel of Death is the Ottoman Empire of the Turks and finally the Lord/God is the Divine Justice that will save them.

In this way the Jews teach their children the past so that they can look to the future in the right way.

However, as in the history of any population, individuals then see the past differently in order to draw other conclusions and the carry out actions for a different future, as we often see in Italy as well concerning certain periods in our history. In this way a recent film presents a new version of the Chad Gadyà that follows Branduardi’s version, except for the lamb instead of the mouse. However, the ending is very different because it reflects the mentality of many Jews after the Holocaust who follow the famous saying “Never More!” The film is “Free Zone” by director Amos Gitai that was released in 2005.


The scene in the clip is powerful and gives us a lot to think about. So we started to think of other works that tell the past and we remembered a book that we studied at school and that now, like Alla Fiera dell’est, is considered an allegory instead of a specific tale of a fundamental episode of the first decades of the 20th century.

The apostate

Almost nobody knows the name Eric Arthur Blair but just as many people know his nom de plume, George Orwell. Undoubtedly his most important book is “1984” because it is often quoted to describe certain situations in today’s world. But another of his books is equally important for describing a historical period that is still felt in today’s world and for who knows how many years into the future. This book was the result of huge disappointment.

George Orwell was a communist and for this reason he enlisted in the international brigades during the Spanish Civil War in the 1930s. During this conflict that attracted volunteers from around the world to fight fascism Orwell saw and also fought against the repression by Soviet “volunteers” of their rivals on the left. The effect of these horrors carried out by Stalin’s commissars was his decision to renounce communism and this apostasy can be seen not only in “1984” but especially in his book “Animal Farm”, the satire that tells the story of the October Revolution in Russia and the birth of Stalin’s dictatorship.

It is easy for those who know the history of the Russian Revolution to identify the true historical characters represented by the farmer and the animals that rebel against him. Mr Jones the farmer is obviously Tsar Nicholas II of Russia, the old boar “Old Major” is inspired by both Karl Marx and Vladimir Lenin, “Mollie” the white horse is the Russian aristocracy, “Napoleon” the pig is Joseph Stalin, “Snowball” the boar can only be Leon Trotsky, the old crow “Moses” represents the Russian Orthodox Church, the dogs represent the secret police and the sheep the population.

The episodes in the book represent key episodes in the Russian Revolution, including the assassination of “Snowball”/Trotsky. But the episode that shows how an ideology of equality can be subverted by those in power is when the phrase “All animals are equal” that is part of the “commandments” created for forming a “new and modern” farm becomes “All animals are equal but some are more equal than others” to justify the power and the luxuries assumed by the revolutionary leaders, the boars.

Forgetting and repeating

But what makes us think is the difference between the Chad Gadyà and “Animal Farm” is that while the Jewish people have maintained the memory of the past and they teach it every year during the Pesach, many of us, particularly amongst teachers and especially the younger amongst them, do not teach school students that it is not a simple allegory of animals but represents and explains a fundamental period in history and that the students can find the true names of each character in history books.

It would seem trivial for some to make such this statement but without understanding the Russian Revolution the students would never understand the Berlin Wall, of which we have just commemorated the 30th anniversary of its fall. Moreover, they would never understand how the political left around the world was conditioned in one way or another by Stalinism and by what to many seemed “Marx’s communism”, but never was.

In fact, the left wing parties in all countries are still looking for their own identity and we see this every day in the political news we read in the newspapers and see on the TV news services and chat shows.

History truly has an essential role to play in all aspects of our lives but only if we remember and understand the real lesson from each episode that we study. Besides being a satire “Animal Farm” is an important history book and teachers at school must be able to explain this to the students in the right way.

We dare to say the same thing about other episodes and books that we have forgotten, or rather, we have chosen to remember only some aspects for purely political reasons and so every year we hear certain disputes repeated over and over and these would be avoidable if only we were honest with ourselves about our past.

Unfortunately, for many people, and one is already too many, historical honesty is not convenient for current political reasons and so we regularly repeat the same mistakes instead of making a better future.

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