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Salute

La decisione di EMA: 4° dose per gli over 80 e ipotesi di proroga per l’uso di mascherine al chiuso

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Ema ha deciso: la quarta dose non sarà consigliata a tutta la popolazione adulta ma solo a coloro di età pari o superiore agli 80 anni

di Giordana Fauci

Il 6 aprile Ema ha deciso: la quarta dose non sarà consigliata a tutta la popolazione adulta.

La decisione è stata, indubbiamente, presa anche a causa dell’incremento dei decessi causati dal Covid-19 nei primi tre giorni di questa settimana, rispetto ai morti della precedente: ben 469 a fronte di 442.

Si reputa, dunque, sia troppo presto per prendere in considerazione il ricorso ad un secondo richiamo dei vaccini anti-Covid a mRna booster nella popolazione generale, che, tuttavia, può essere somministrato agli adulti di età pari o superiori agli 80 anni, dopo aver esaminato i dati sul rischio più elevato causato dal Covid in questa fascia di età.

Lo hanno deciso gli esperti di ECDC – Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo della Malattie – e di Ema – Agenzia Europea per i Medicinali –: gli scienziati hanno, in effetti, rilevato che non vi sono prove utili per  suggerire la somministrazione della quarta dose a persone sane sotto i 60 anni.

Quindi, le Autorità Nazionali dell’Unione Europea prenderanno le decisioni tenendo conto della differenza dell’infezione, degli effetti nelle popolazioni e dell’emergere di nuove varianti.

Le raccomandazioni, a quel punto, potrebbero essere necessariamente aggiornate.

L’ultima mappa disponibile fornita dall’OMS a livello mondiale rileva una predominanza di Omicron 2 nel 90% dei campioni esaminati.

In Europa sono presenti la Delta e la Omicron.

Per l’Italia si attende l’esito degli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

Come ribadito ieri dal Ministro Speranza, “nel Paese la circolazione virale rimane ancora molto alta…”.

Nella prosecuzione della lotta contro il virus, il ministro ha annunciato che AIIFA è al lavoro per consentire ai medici di medicina generale la prescrizione del farmaco antivirale Paxlovid.

La fine dello stato di emergenze non significa fine della pandemia…”: ha, poi, concluso Speranza.

Ieri è così ricominciata anche la discussione sull’obbligo di indossare le mascherine al chiuso, ad opera dei tecnici del ministero del Lavoro: l’ultimo decreto legge ha fissato il termine della prescrizione per la fine di aprile ma, già al momento dell’approvazione presso il Consiglio dei Ministri, Speranza aveva chiarito che non si potessero escludere proroghe.

Le mascherine, dal 1° maggio, potrebbero rimanere obbligatorie sui mezzi pubblici, al cinema ed in altri luoghi a rischio di assembramento come uffici aperti al pubblico e supermercati. Pertanto, una decisione sarà assunta entro il 20 aprile.

Del resto, il numero delle vittime è ancora molto elevato per decidere di ridurre le protezioni.      

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