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Italiani nel Mondo

La chimera delle traduzioni online — The illusion of online translations

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Tempo di lettura: 9 minuti
di emigrazione e di matrimoni

La chimera delle traduzioni online

Negli scambi online si vedono spesso richieste per traduzioni dall’italiano all’inglese, come anche dall’inglese all’italiano e altrettanto regolarmente altri utenti che suggeriscono app o pagine di traduzioni online. Però, per quanto potrebbe sembrare facile affidarci ai computer, siamo davvero al punto che possiamo fidarci ciecamente di questi arnesi telematici?

Purtroppo, la risposta deve essere negativa, non solo perché lingue e parole sono insidiose, ma anche perché questi arnesi telematici non sempre sono in grado di capire il contesto delle frasi e di conseguenza le traduzioni sono fin troppo spesso deludenti, se non addirittura ingannevoli.

Per dare un primo esempio, la frase del titolo è ovvia per il lettore italiano, ma un’app online l’ha tradotta in inglese come “The chimera of online translations” che è giusta tecnicamente per le parole, ma non nel senso della frase perché non si riferisce all’animale mitologico (l’esempio sotto è quello più famoso, la Chimera simbolo di Arezzo), ma all’illusione creata da queste app e pagine, per cui la traduzione corretta, come si vede nella versione inglese di questo articolo, è “The illusion of online translations

Tradurre è un’arte perché il traduttore deve vedere oltre le parole il senso preciso della frase che non sempre è ovvio al lettore estero, non importa quanto sia bravo nella seconda lingua.

Allora, l’italiano che vede la frase inglese “When in Rome do as the Romans do”, capisce “Quando a Roma, fa come fanno i romani” che è quasi comprensibile. Però, il traduttore bravo capirebbe che esiste già una frase italiana che traduce perfettamente il senso della frase originale, cioè “Paese che vai usanza che trovi”. E per chi dice che i traduttori italiani non farebbero sbagli del genere, qualche anno fa nel cinema, vedendo un film di fantascienza, ho sentito il doppiatore dare la prima traduzione, quella sbagliata, alla frase inglese, invece di quella giusta, seguito poi dall’ovvia confusione del pubblico italiano.

Un altro esempio di tradurre frasi invece delle parole è un idioma che viene utilizzato abbastanza spesso nella nostra vita, “Non tutti i mali vengono per nuocere”, per dire che anche casi negativi possono avere effetti positivi. Però, mi domando quanti penserebbero a questo senso quando sentono la frase inglese “Every cloud has a silver lining”, cioè, ogni nuvola ha un rivestimento d’argento, dunque anche le nuvole più nere portano un bene con l’acqua che cade, anche se fa danni.

 

E questi equivoci possono capitare per frasi solo apparentemente facili perché per sapere come tradurle devi conoscere le usanze del paese della lingua di turno. Partiamo da un caso che si vede abbastanza spesso online, il discendente di emigrati italiani appena diventato padre vuole farsi un tatuaggio per onorare il figlio neonato (o figlia) e quindi va sulle app e pagine online per tradurre la frase inglese “I love my daughter” in italiano. Inevitabilmente la risposta è “Io amo mio figlio(o figlia))” perché in inglese non esiste la frase “voglio bene a mio figlio (figlia)”. Che vuol dire che nell’inviare frasi apparentemente innocue in italiano si rischia di creare equivoci.

Infatti, nella versione inglese spiegheremo ai lettori anglofoni la differenza tra le due frasi per capire i possibili equivoci che i nostri lettori italiani capiscono già.

Nel caso specifico della lingua inglese, non esistono più da secoli ormai “thee” e “ye”, le versioni inglesi di “tu” e voi” per cui, come sa ogni persona che abbia mai studiato l’inglese a qualsiasi livello, oggigiorno “tu” e “voi” in italiano sono tradotte come “you” in tutti i casi nell’inglese.

Quindi, quando necessario il traduttore deve tradurre le frasi facendo capire che il “voi” è plurale. Un caso che troppo spesso il traduttore telematico non riesce a percepire dal contesto.

E questo diventa importantissimo nelle lettere formali dall’italiano all’inglese perché troppo spesso, ed uno è già troppo, il traduttore online non percepisce le differenze tra il “tu” informale con la famiglia e gli amici con il formale “lei” per i discorsi e corrispondenza formali, creando quindi confusione con “lei” tradotto nel senso della terza persona, invece della seconda persona.

E c’è una parola che viene utilizzata spesso nelle pagine online degli italiani all’estero, che crea confusione perché in italiano questa parola ha due sensi specifici e l’inglese ha due parole per ciascun senso, ed il traduttore telematico ha grandi problemi a capire il contesto per decidere quale parola utilizzare.

Questa parola italiana è “paese” che vuol dire sia la nazione, come l’Italia, come pure il paese di nascita. Nel prima caso la traduzione corretta in inglese è “country” e nel secondo “town” ed è davvero divertente vedere quante volte in traduzioni ovviamente telematiche messe online, la parola sbagliata viene utilizzata.

E a questi casi aggiungiamo i cosiddetti “falsi amici”, cioè quelle parole che hanno la stessa origine ma hanno sensi diversi da una lingua all’altra. Un esempio è la parola inglese “library” che non è la libreria (tradotta in “book shop” in inglese) bensì biblioteca.

Ed in questi pochi paragrafi abbiamo mostrato vari problemi legati ai traduttori online e potremo andare avanti ancora con molti casi.

Però, non scriviamo questo articolo per dire ai lettori di pagare i traduttori professionisti, cosa che dovrebbero fare per qualsiasi fatto importante proprio per evitare rischi non solo per scambi commerciali, ma anche per evitare equivoci che potrebbero mettere a rischio rapporti tra parenti e/o amici in altri paesi che non condividono la stessa madre lingua.

Abbiamo scritto l’articolo ANCHE per fare capire ai discendenti dei nostri emigrati che non sempre quel che leggono tradotto dall’italiano sia fedele al senso originale delle opere italiane, e, ovviamente, lo stesso vale per traduzioni dall’inglese all’italiano, come nel film citato sopra.

Se i nostri lettori all’estero veramente vogliono sapere di più delle loro origini, sapere di più delle loro famiglie, e anche evitare equivoci sfortunati, la migliore scelta sarebbe di cominciare a imparare la nostra lingua e non solo per i motivi spiegati sopra.

E nell’imparare la nostra lingua farebbero un’altra scoperta molto gradita per la qualità della loro vita. Nel poter finalmente capire sempre di più l’italiano capirebbero la vera ricchezza del loro Patrimonio Culturale che comprende autori, cantanti, poeti e altri artisti sconosciuti all’estero, proprio perché le loro migliori opere sono intraducibili in altre lingue perché, inevitabilmente, quel qualcosa di speciale in italiano viene perso nelle traduzioni.

E anche solo questa ultima frase dovrebbe fare capire ai discendenti che non hanno niente da perdere e molto da guadagnare in termini di qualità di vita nel decidere di imparare la lingua che li definisce.

The illusion of online translations

In online discussions we often see requests for translations from Italian to English, as well from English to Italian, and just as regularly other users suggest apps or online translation pages. However, as easy as it may seem to rely on computers, are we really at the point that we can blindly trust these online tools?

Unfortunately the answer must be no, not only because languages and words are insidious but also because these online tools are not always capable of understanding the context of the phrases and subsequently, all too often the translations are disappointing if not downright deceptive.

To give a first example, the meaning of the original title in Italian “La chimera delle traduzioni online”  is obvious to the Italian reader but an online app translated it into English as the “The chimera of translations online” which is technically right for the words but this is not in the sense of the phrase because it does not refer to the mythical animal (the example below is the most famous, the Chimera symbol of the city of Arezzo) but to the illusion created by these apps and pages, so the correct translation is the version seen at the head of the article.

Translating is an art because the translator must see beyond the words of the phrase to the precise meaning of the phrase that is not always obvious to an overseas reader, no matter how skilled in the second language.

So, the Italian who reads the English phrase “When in Rome do as the Romans do” would understand just that. But the good translator would understand that there already is an Italian phrase that translates perfectly the sense of the original English phrase, “Paese che vai usanza che trovi”, which I just translated by an app as “Country you go, custom you find”. And for those who say that Italian translators would not make such a mistake, a few years ago while I was watching a science fiction film in the cinema I heard the dubbing actor pronounce the literal incorrect translation of the first phrase, instead of the correct Italian phrase, followed by the obvious confusion of the Italian audience.

Another example of translating phrases instead of the words is one that is used fairly often in our lives, “Every cloud has a silver lining” to say that even negative events can have a positive effect. However, I wonder how many English speakers would think of this sense when they hear the Italian phrase “Non tutti i mali vengono per nuocere” (Not all evils cause harm) which is the Italian equivalent of the phrase.

And these misunderstandings can happen with phrases that are apparently easy because to know how to translate them you need to know the customs of the country of the language in question. Let us start with a case that we see fairly often online, the descendant of Italian migrants who had just become a father and wants to have a tattoo to honour the newborn son or daughter and therefore goes to the apps or online pages to translate the English phrase “I love my daughter” into Italian. Inevitable the answer is “Io amo mio figlio (figlia) because the phrase “ti voglio bene” does not exist in English for these circumstances, which means that sending apparently harmless phrases in Italian risks creating misunderstandings.

In fact, for our English language readers with little knowledge of Italian, the famous Italian phrase “Ti amo” for “I love you” is used only for boyfriends, girlfriends, fiancés, husbands and wives. While the phrase “Ti voglio bene” refers to family members and very close friends. So using the wrong phrase to the wrong person may risk giving a deceiving impression.

In the specific case of the English language, the words “thee” (you singular) and “ye” (you plural) , the English equivalents of the Italian “tu” and “voi” have not existed for centuries, so , as anyone who has ever studied other languages at  any level knows, “tu” and “voi” are both translated into “you” in English in all cases.

Therefore, whenever necessary the translator must translate the phrase in a way to make it understood that “you” is plural. This is a case that too often the online translator does to perceive from the context.

And this becomes very important in formal letters from Italian to English because all too often, and once is too many, the online translator does not perceive the difference between “tu” (the informal “you” used with family and friends) with “lei” (the formal “you”) for discussions and correspondence therefore creating confusion with “lei” translated in the sense of the third person of a verb (he or she) instead of the second person “you”.

And there is a word that is often used in online pages of the Italians overseas that leads to confusion because this word has two specific meanings in Italian while English has a different word for each meaning and the online translator has big problems understanding the context to decide which word to use.

This Italian word is “paese” that means either “country” or “town” in English and translated with these words according to the context. And it is really funny seeing how many times obvious online translations use the wrong word.

And to these cases we can add the so-called “false friends”, those words that have the same origins but have different meanings from one language to another. One example is the English word “library” that is not “libreria”(book shop) in Italian but “biblioteca”.

And in these few paragraphs we have shown various problems connected to online translators and we could continue with many other cases.

However, we are not writing this article to tell readers to pay professional translators, something they should do for any important matter precisely to avoid risking commercial transactions but also to avoid misunderstandings that jeopardize relations between relatives and/or friends in other countries who do not share the same mother tongue.

We have written this article to ALSO to make it clear to descendants of our migrants that what they read translated from Italian to English is not always faithful to the original meaning of the Italian works and, obviously, the same is true for translations from English to Italian, such as with the film mentioned above.

If our readers overseas really want to know more about their origins, to know more about their families and also to avoid unfortunate misunderstandings, the  best choice would be to begin to learn our language and not only for the reasons explained above.

And in learning our language they would make another very welcome discovery for the quality of their lives. In finally being able to know Italian more and more they would understand the true richness of their Cultural Heritage that includes authors, singers, poets and other artists who are unknown overseas precisely because their best works are untranslatable into other languages because, inevitably, that something special in Italian is lost in translation.

And even this final phrase alone should make the descendants understand that they have nothing to lose and a lot to gain in terms of quality of life by deciding to learn the language that defines them.

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