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Italiani nel Mondo

La musica d’Italia per l’estate — Italy’s music for summer

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

La musica d’Italia per l’estate

Dopo una serie di articoli abbastanza seri e visto che ormai siamo entrati nel mese di luglio e quindi molti in Italia pensano già seriamente alle loro vacanze, vogliamo scrivere un articolo che ci dà un’anteprima della stagione in arrivo in tutto il paese.

Ma nello scrivere questo articolo vogliamo anche fare capire ai lettori all’estero che l’estate è una stagione particolare per l’Italia. Non tanto per il mare ma per motivi legati al ruolo della musica nella Cultura italiana.

Sappiamo tutti dell’importanza della lirica per l’immagine culturale del nostro paese all’estero, ma la musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale per diffondere messaggi, sia d’amore che d’odio, e anche politici nel corso dei secoli.

E partiamo con un film del 1983 “Sapore di Mare” (trailer sotto) del regista Carlo Vanzina, ambientato negli anni ’60, che già prende spunto da una canzone leggendaria della musica leggera italiana “Sapore di sale” di Gino Paoli che si può ascoltare sotto, perché, nel vedere le immagini del film capiamo che il mare e la spiaggia hanno un ruolo importante nella vita degli italiani, soprattutto nei decenni dopo le seconda guerra mondiale quando il “boom economico” degli anni ’50 e ’60 ha permesso agli operai vacanze al mare che prima solo i ricchi e gli aristocratici potevano permettersi.

In questo film vediamo le avventure di un gruppo di giovani che cercano le loro prime storie d’amore e poi vediamo anche il comportamento più impudente degli adulti che cercano conquiste lontano dallo sguardo di mogli o mariti.

E non è un caso che questo film abbia preso il titolo dalla canzone di Gino Paoli (1963, video sotto) che inizia “sapore di sale, sapore di mare, che hai sulla pelle, che hai sulle labbra” per cui il sapore del mare è sinonimo del ricordo degli amori del passato.

Ed infatti, quel film è pieno di canzoni dell’epoca che sono ancora popolari in Italia da oltre mezzo secolo da allora, e che vediamo spesso nei programmi televisivi come “Techetechete” che RAI 1 trasmette d’estate in prima serata per ripresentare cantanti, musicisti, comici e altri personaggi del passato che hanno svolto ruoli fondamentali nei cambiamenti del paese nel corso degli ultimi decenni

Uno di questi è Fred Bongusto con la sua “Una rotonda sul mare” del 1964 che parla del luogo dove ballava con il suo amore. Per anni si pensava che “la rotonda” fosse quella di Senigallia, ma in un’intervista dei primi anni del nuovo millennio l’autore del testo Franco Migliacci ammise che il luogo non era sul mare, bensì sul Lago Trasimeno, licenza poetica che non cambia il senso della canzone.

E cosi ogni generazione, anzi, ogni estate, da allora ha avuto regolarmente canzoni dedicate al mare sia nel senso romantico come anche canzoni che dimostrano cambi di mode musicali e stili secondo gli autori e, nel caso dell’ultimo brano sotto, un testo che negli anni ‘60 sarebbe stato inammissibile per la censura che operava in Italia e che stroncava regolarmente canzoni importanti a causa di testi controversi.

Il prossimo brano dimostra benissimo la tendenza dai giovani di seguire i loro modelli esteri nello scrivere e cantare le loro canzoni. “Vamos a la playa” (Andiamo alla spiaggia in spagnolo, video sotto) del duo “I Righeira”, composto da Stefano Righi e Stefano Rota di Milano, continua la tradizione iniziata con le canzoni nominate sopra negli anni ’60.

Questo loro brano fu il “tormentone”, come vengono descritti i grandi successi di queste stagioni, del 1983 e ogni anno, con l’arrivo dell’estate, sentiamo nelle discoteche e alla radio il suo ritmo inconfondibile e sappiamo che stanno per iniziare le file lunghissime sulle autostrade di coloro che hanno la fortuna di poter passare un periodo di relax nei centri balneari di tutto il paese.

Però, non tutti desiderano stare in spiaggia in mezzo a innumerevoli altri villeggianti, e allora c’è chi sogna una spiaggia da godere in solitudine e una persona lo fa anche cantando in inglese. E solo Franco Battiato poteva cantare una canzone del genere. Con la sua “Summer on a solitary beach” (Estate su una spiaggia solitaria, 1981, video sotto) Franco Battiato mette il suo solito slancio poetico quando canta “Mare, mare, mare, voglio annegare, portami lontano a naufragare, via via da queste sponde, portami lontano sulle onde” dove sogna di poter partire sul mare che tanto amava.

Ed in questo Battiato ci ha mostrato il suo carattere non convenzionale che vuole qualcosa totalmente diverso da tutti gli altri. E sono questi cambi di stile e temi che rendono la musica dei cantautori italiani così importante, perché le loro canzoni raccontano la Storia dei cambiamenti nel nostro paese da decenni ormai.

E proprio questo è successo nel 1986 quando una cantante italiana con una voce straordinaria, Giuni Russo, ha pubblicato la sua “Alghero” (video sotto) dove ci racconta la sua voglia di andare al mare di Alghero in Sardegna,  però lo dice in un modo completamente nuovo perché prima dice “la mia madre non lo deve sapere” ed il motivo è semplice e anche rivoluzionario per una donna italiana dire,  “Voglio andare ad Alghero in compagnia di uno straniero” e poi fa capire come sia una mossa audace perché poi dice “che scandalo da sola ad Alghero, Da sola ad Alghero con uno straniero”…

Quindi la musica italiana, anzi, la migliore musica italiana, non è semplicemente un modo stupendo di passare il tempo, ma è anche un modo eccellente per capire i cambi nei gusti e le usanze degli italiani perché i nostri cantautori e parolieri documentano com’è cambiata la nostra società nel corso del tempo.

E non lo fa solo con il mare, ma con ogni aspetto della nostra vita per cui la musica italiana è veramente un ramo importantissimo della nostra Cultura che dobbiamo far conoscere di più all’estero.

Italy’s music for summer

After a series of fairly serious articles and considering we have now entered July and therefore many people in Italy are already seriously thinking about their holidays, we want to write an article that gives the reader a preview of the season that is coming in Italy.

But in writing this article we also want to make readers overseas aware that summer is a special season for Italy. Not so much for the sea but for reasons related to the role of music in Italian Culture.

We all know the importance of Opera for our country’s cultural image overseas but music has always played a fundamental role for spreading messages, of both love and hatred and even political ones, over the centuries.

And we start with a 1983 film “Sapore di Mare” (“Taste of the sea”, called “A time for love” in English, trailer below) set in the ‘60s, a title that was inspired by a legendary song of Italian pop music, “Sapore di sale” (Taste of salt) by Gino Paoli, that we will let you hear below, because in watching the images from the film we understand that the sea and the beach play an important role in the lives of Italians, especially in the decades since World War Two when the “economic boom” of the ‘50s and ‘60s allowed workers seaside holidays that previously only the rich and the aristocrats could afford.

And in this film we see not only the adventures of a group of young people who are looking for their first love stories but we also see the more ruthless behaviour of the adults who look for conquests away from the gaze of husbands or wives.

And it is no coincidence that the film took the title from Gino Paolo’s song (video below) that begins “sapore di sale, sapore di mare, che hai sulla pelle, che hai sulle labbra” (“the taste of salt, taste of the sea, that you have on your skin, that you have on your lips) for which the taste of the sea is synonymous with remembering the loves of the past.

And in fact, this film is full of songs of the time that are still popular in Italy more than half a century later and that we often in TV programmes such “Techetechete” that RAI 1 broadcasts in prime time during summer to present once more singers, musicians, comedians and other people from the past who played key roles in the changes in the country over the recent decades.

One of these is Fred Bongusto with his 1964 song “Una rotonda sul mare” (A rotunda on the sea) that talks about where he danced with his love. For years many people though that the “rotunda” was the one at Senigallia in the Marche but in an interview in the early years of the new millennium the lyricist Franco Migliacci admitted that the place was not on the sea but on Lake Trasimeno, poetic license that does not change the meaning of the song.

And so each generation, indeed, every summer, since then has regularly had songs dedicated to the sea in both the romantic sense and in the sense that they demonstrate changes in music and style depending on the authors and, in the case of the last song, below, lyrics that in the ‘60s would have been inadmissible for the censor that operated at the time that regularly struck major songs due to controversial lyrics.

The next song demonstrates very well the trend of young people to follow their overseas models in writing and singing their songs. “Vamos a la playa” (“Let’s go to the beach in Spanish£, video below) of the duo “I Righeira”, made up of Stefano Righi and Stefano Rota from Milan, continues the tradition begun in the ‘60s with the songs mentioned above.

Their track was a “tormentone”, as Italians call the summer musical fads, and every year with the arrival of summer we hear in the discos and on the radio its unmistakable rhythm and we know that the very long queues at the autostrade of those who are lucky enough to be able to spend a period of relaxation in seaside resorts all around the country are about to begin.

However, not everybody wants to be at the beach in the middle of countless other people and so there are those who dream of a beach that they can enjoy in solitude and one person also does it singing in English. With his 1981 song “Summer on a solitary beach”, the title is in English as are some lyrics, Franco Battiato uses his usual poetic impulse when he sings “Mare, mare, mare, voglio annegare, portami lontano a naufragare, via via da queste sponde, portami lontano sulle onde” (Sea, sea, sea, I want to drown, take me far away to be cast away, away, away from these shores, take me far away on the waves) where he dreamt of being able to leave on the sea he loved so much.

And in this way Battiato showed us his unconventional character of wanting to do something totally different from everybody else. And these changes of styles and themes are what make the music of Italy’s cantautori (singer songwriters) so important because their songs have been telling us the history of the changes in our country for decades now.

And this is precisely what happened in 1986 when an Italian singer with an extraordinary voice, Giuni Russo, released her “Alghero” (video below) that tells us of her desire to go to the sea in Alghero in Sardinia, but she says it in a completely new way because first she tells us “la mia madre non lo deve sapere” (my mother must not know) and the reason is simple and also revolutionary for an Italian woman to say “Voglio andare ad Alghero in compagnia di uno straniero” (I want to go to Alghero in the company of a foreign man) and then she lets us undertsand that it is a daring move because she then says “che scandalo da sola ad Alghero, Da sola ad Alghero con uno straniero” (what a scandal alone in Alghero, Alone in Alghero with a foreign man)…  

Therefore, Italian music, indeed the best Italian music, is not merely a wonderful way to pass the time but it is also an excellent way to understand the changes in tastes and habits of the Italians because our cantautori and lyricists document the changes in our society over time.

And it does not do this only with the sea but with every aspect of our lives for which Italian music is really a very important branch of our Culture that we must teach more overseas.

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