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Italiani nel Mondo

Vuoi fare il politico?…No voglio fare il lavapiatti — Do you want to be a politician?… NO, I want to be a dishwasher

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Tempo di lettura: 5 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Vuoi fare il politico?…No voglio fare il lavapiatti

E’ difficile la vita dell’emigrato, ma siamo tanti gli italiani all’estero, e ognuno di noi merita il suo posto ed il rispetto della madre patria, la nostra Italia. Più che il politico voglio fare il lavapiatti, colui che rimette le cose al loro posto, colui che lava il dolore del passato e restituisce dignità al futuro dei tanti italiani all’estero

di Emanuele Esposito

“Non è mai facile indicare un periodo di vita con l’esemplificazione di un’icona. Un titolo, può sortire un certo effetto, ma per via della sua naturale concentrazione non gli si può chiedere di assumersi una totale responsabilità a farsi interprete di tanti impegnativi passaggi della propria esistenza”. Renato Fianchini

Ho speso anni della mia vita a dare un senso a quello che facevo, ho speso ogni giorno che il buon Dio mi ha donato per dare un sorriso a chi mi stava accanto, a chi meno fortunato di me non aveva quei privilegi che io avevo.

Chi non mi conosce pensa che io sia uno venuto da chissà quale pianeta, sono come voi, sono cresciuto in una situazione disperata, con una mamma rimasta incinta di un uomo sposato che non ho mia conosciuto, ancora oggi sto cercando i motivi, ancora oggi sto cercando di capire che c’entravo io.

Orfanotrofio, collegio, affido, questa e’ stata la mia partenza in un vita di rincorse, di salti, di tanti no, di tanti dolori, sofferti intensamente, e ancora ne soffro dentro, e pure cerco sempre di essere felice, felice dentro, nell’animo, per fortuna.

Non voglio diventare politico, come qualcuno in questi ultimi mesi mi dice, voglio solo essere il lavapiatti di turno, cercando di lavare più piatti sporchi possibili, con tante domande che cercano risposte. Ho paura, paura fottuta di un‘avventura più grande di me, ma ci provo, non per me, ma per tutti quelli che come me hanno sofferto, e continuano a soffrire di quella cosa che si chiama vita, vita al margine, vita appesa senza futuro, ecco quello che mi piacerebbe fare e dare un senso alla parola vita.

Non rinnego chi sono, non rinnego la mia periferia, i miei giorni grigi, e ne sono stati tanti, i pianti, la solitudine che mi porto dietro ancora oggi che sono sposato, sono nato solo, sballottato e forse morirò solo, ma almeno vorrei regalare un sorriso in più, ancora una volta, a chi mi ha costruito la strada, ai tanti italiani nel mondo, grazie a loro oggi posso essere fiero di dire sono Italiano.

Mi batto per loro, non per me, la mia vita l’ho vissuta, ma prima di andarmene da questo mondo voglio realizzare di restituire il rispetto a tutte queste anime estere, vorrei che si studiasse nelle scuole l’emigrazione, quella vera, quella fatta con sudore e poche parole di inglese.

I piatti da lavare sono tanti io sono qua, non aspetto altro che di fare il mio lavoro, datemi un grembiule e al resto ci penso io…

Do you want to be a politician?… NO, I want to be a dishwasher

The life of an immigrant is hard but there are many of us Italians overseas and each one of us deserves his or her place and the respect of the mother country, our Italy. More than a politician I want to be a dishwasher, the person who puts things back in their place, the person who washes away the pain of the past and gives back dignity to the future of many Italians overseas. 

By Emanuele Esposito

“It is never easy to point out a period of life with the example of an icon. A title can bring out a certain effect but due to its natural concentration you cannot ask it to take on the total responsibility to become the interpreter of many demanding stages of one’s existence” Renato Fianchini.

I spent years of my life giving a meaning to what I was doing. I spent every day the Good Lord gave me to give a smile to who was at my side, to who was less fortunate than me and did not have the privileges I had.

Who does not know me thinks that I came from who knows which planet. I am like you, I grew up in a desperate situation with a mother who became pregnant with a married man I never knew. Today I am still looking for the reasons, today I am still trying to understand what I had to do with it.

Orphanage, college, foster care, this was my start in a life of chasing, of jumping, of many nos, of much pain suffered intensely and I still suffer inside and yet I always try to be happy, happy inside, in the soul, luckily.

I do not want to become a politician, like someone told me in recent months, I only want to be the dishwasher on duty, trying to wash as many dirty dishes possible with so many questions looking for answers. I am scared, damned scared of an adventure bigger than me, but I am trying, not for me but for all those who have suffered like me and continue to suffer that thing we call life, a life on the edge, a life hanging without a future. This is what I would like to do and give a meaning to the word life.

I do not deny who I am, I do not deny my being on the outskirts, my grey days, and there have been many, the tears and the loneliness I still carry inside now that I am married. I was born alone, tossed around and maybe I will die alone but at least I would like to give another smile, once again, to those who built the road, to the many Italians in the world, thanks to them I can be proud to say I am Italian.

I battle for them. I lived my life but before I leave this world I want to build, to give back respect to all these souls overseas. I would like to see emigration taught at school, the real emigration, the one made from sweat and few words in English.

The dishes to wash are so many, I am here, I am only waiting to do my job, give me an apron and I will look after the rest…

English version edited by Gianni Pezzano

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