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Italiani nel Mondo

Intervista a Mariza Bafile, candidata PD per la circoscrizione estera Europa — Interview with Mariza Bafile, candidate for the PD for the overseas electorate of Europe

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Tempo di lettura: 15 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Intervista a Mariza Bafile, candidata PD per la circoscrizione estera Europa

In occasione delle imminenti politiche del 25 settembre prossimo abbiamo intervistato Mariza Antonietta Bafile, candidata del Partito Democratico per la circoscrizione estero Europa. Circoscrizione fondamentale per la forte presenza di Italiani che contribuiscono anche al buon funzionamento dell’Europa stessa. La Bafile, già deputato alla Camera nella XV Legislatura dal 2006-2008 è nata in Venezuela da genitori italiani emigrati è ora residente a Madrid, ed è sempre stata attiva in seno a quella comunità. Infatti, suo padre fu il fondatore del giornale venezuelano in lingua italiana “La Voce d’Italia” di cui anche lei è stata collaboratrice. Il suo curriculum poi include contributi non solo a giornali esteri, ma anche a testate italiane importanti come Il Corriere della Sera, L’Unità e Limes per dare solo tre esempi, senza dimenticare la collaborazione con RAI International.

Il suo lavoro comprende anche la presidenza del Patronato INCA in Venezuela ed in Italia inoltre ha presieduto la Commissione Esaminatrice del Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli.

 Sull’esempio di questa candidatura femminile, vogliamo fare ricordare a coloro che leggono che sono 6 milioni gli iscritti all’AIRE e quindi con diritto al voto ma oltre 85milioni gli italiani nel mondo, per la stragrande maggioranza non emigrati di oggi, bensì figli e altri discendenti di molte generazioni, dei nostri primi emigrati, a partire dall’800. Allora se vogliamo veramente che gli attuali 12 parlamentari italiani rappresentino le nostre comunità in giro per il mondo, allora anche questi discendenti dovrebbero avere una voce e i nostri addetti ai lavori che programmano le promozioni della nostra lingua e della nostra Cultura, dovranno fare molto di più per incoraggiarli a voler imparare la nostra lingua e conoscere di più la Storia e la Cultura d’Italia.

Buongiorno Mariza iniziamo la nostra intervista con una domanda semplice. Qual è il tuo parere sul fatto che, dopo le dimissioni di Mario Draghi e la caduta del Governo, siamo andati necessariamente in campagna elettorale ora invece che l’anno prossimo? 

Secondo me è stato proprio un errore che pagherà l’Italia e pagheremo tutti, perché non era assolutamente il momento per lasciar cadere un Governo presieduto da una persona internazionalmente rispettata come Draghi, per correre a nuove elezioni assurde in piena estate. Ripeto, pagheremo tutti.  

E questo cosa vuol dire pensando al voto degli italiani all’estero?  

Tenuto conto della grandezza di tutte le Circoscrizioni estero, immagina che cosa significa fare una campagna elettorale in piena estate, che poi è estate per tutti non solo per l’Italia, comunque un periodo che anche chi vive all’estero considera come un periodo di riposo. Ecco immagina tu per ogni territorio, vasto come Argentina, Brasile ecc., è una follia mettere dei candidati in condizioni di dover fare una campagna elettorale senza avere la possibilità fisica di raggiungere tutte le persone nei vari paesi, come potrebbe essere giusto?  

Io sono italo-australiano, anche se vivo adesso in Italia, hai detto giustamente dell’Argentina, Brasile eccetera, ma c’è una circoscrizione enorme, quella dell’Africa, Asia Oceania e l’Antartide (AAOA) anche se la maggior parte votano dall’Australia, bisogna chiedersi come possono due parlamentari secondo te rappresentare 3 continenti e ascoltare i bisogni di quegli italiani? 

Perché infatti in una campagna elettorale la cosa più importante è ascoltare realmente le persone e da lì trai un programma, ovviamente uno già in mente e costruito prima perché se sei candidato è perché conosci le realtà luogo per luogo  

Ma quelli che hanno creato queste circoscrizioni non conoscono le realtà. Non so se nel dividere il mondo in circoscrizioni si sono resi conto delle difficoltà serie nel poter rappresentare comunità che non sono soltanto diverse tra di loro, perché non possiamo dire che Brasile o Argentina siano uguali, perché ci sono differenze tra le comunità, a cominciare dai problemi politici da un paese all’altro che possono influire su quel che succede in quelle comunità.  

Assolutamente d’accordo. No è veramente chiedere uno sforzo che ciascuno di noi cerca di portare avanti nel miglior modo. E naturalmente in certi paesi in cui magari gli italiani sono meno presenti è complicato, però non per quello non hanno diritto a essere raggiunti in tutti i territori, anche se essendo così grandi diventa quasi impossibile in un breve tempo come quello di questa campagna elettorale. 

Cosa intendi fare una volta che sarai eletta alla Camera dei Deputati? 

La mia storia personale per il lavoro svolto, sia come giornalista che come deputata, evidenzia che sempre mi sono occupata delle persone, ed in questo caso continuerò su questa linea. In particolare bisogna aiutare le donne che subiscono violenza, considerato che il 50% della nuova mobilità all’estero è costituito da donne, e sono ragazze che possono cadere nel tritacarne della violenza, come anche della povertà, perché molte di queste donne non hanno sostegni familiari e quindi da noi in qualche modo vanno protette. Poi c’è il problema dei giovani, che è un problema che parte dall’Italia, c’è una un’emorragia di giovani verso l’estero, e quindi è necessario mettere in campo insieme al Partito Democratico delle politiche che permettano ai giovani di muoversi perché vogliono crescere, ma non di muoversi per necessità e perché non vedono un futuro in Italia.

E’ necessario inoltre tutelare anche gli italo-esteri che avendo avuto la possibilità di vivere in situazioni e luoghi diversi nel mondo qualora volessero rientrare in Italia devono essere sostenuti in qualche modo affinché possano iniziare un percorso lavorativo o di studi in Italia.

Le condizioni che si presentano per quelli che tornano in l’Italia sono simili a quelle dei loro genitori quando sono emigrati, ma purtroppo in Italia non c’è una politica di accoglienza come invece in molti paesi esteri, e quindi si tratta di soggetti più fragili che hanno bisogno di un aiuto immediato. Poi ci sono tanti, tanti altri aspetti, come anche i diritti della comunità LGBT che secondo me richiede una serie di interventi per dare un segnale di democrazia forte in Europa che sia capace di crescere come Polo Democratico.

Hai letto quello che facciamo nella rubrica Italiani nel mondo, ci sono due problemi che evidenzio nei miei articoli. Vorrei sapere il tuo parere su alcuni punti. Prima di tutto è evidente come l’Italia non faccia abbastanza all’estero per incoraggiare i giovani discendenti a voler imparare la lingua italiana e così conoscere meglio il proprio passato. Ad esempio la RAI che trasmette in tutto il mondo senza sottotitoli nelle lingue dei paesi esteri di residenza, non permette che i programmi arrivino al pubblico internazionale potenziale vero all’estero e le generazioni di discendenti non sono motivati a seguire i programmi. 

In secondo luogo esiste un fenomeno sui social online al quale assisto spesso negli ultimi quattro anni, cioè ci sono in Italia degli incoscienti che tristemente deridono i discendenti per la mancanza di conoscenza della lingua italiana così come della Storia e della cultura italiana. Cosa può fare il nostro Parlamento per avvicinare l’Italia alle comunità estere? Non solo sul piano affettivo, che è già importante, ma anche su quello pratico, perché avvicinare gli italo-esteri al Paese vuol dire aumentare gli scambi, non solo culturali ma di conseguenza anche economici.

Ovviamente, non solo sono d’accordo con te. Ma come ben sai io stessa sono figlia di italiani emigrati, quindi insomma conosco perfettamente bene questa situazione.

Allora innanzitutto bisogna mettere in campo delle politiche in collaborazione con regioni e comuni per una rete di accoglienza per le persone che sono di discendenza italiana e che vogliano tornare in Italia, anche perché si possano inserire in un tessuto lavorativo o piccole imprese start up e quant’altro nella misura delle loro capacità professionali. 

I giovani soprattutto che si muovono da qualsiasi parte nel mondo, sono in gran parte giovani che hanno una base di studio importante. Hanno delle conoscenze tecniche importanti e hanno anche delle capacità di adattamento perché essendo noi nati all’estero e vissuto nel mondo in un certo senso, non abbiamo più quella mentalità di costante bisogno di un accordo con la propria origine o con il posto dove siamo nati, quindi secondo me va fatta una rete di sostegno immediato da studiare con le varie regioni e i vari comuni, e poi anche fare in modo che il reddito di cittadinanza sia un passaggio per aiutare questi giovani a inserirsi.

Bisogna costruire qualcosa per realizzare il riconoscimento dei titoli di studio acquisiti all’estero e che avvenga in tempi brevi, in modo di dare la possibilità a tutti i figli di emigrati di potersi esprimere nelle professioni che preferiscono. Poi io penso che è importante lavorare proprio sulla mentalità, cioè far capire l’importanza dello studio della lingua Italiana, perché noi figli di emigrati parliamo due lingue. Sarebbe ora di cominciare a riconoscere il valore di persone che parlano più di una lingua, hanno girato il mondo e quindi possono creare un ponte con altre realtà, ma non soltanto a livello economico, prima di tutto a livello umano, perché noi possiamo essere quel ponte che toglie la paura del diverso, perché noi viviamo in altri paesi e noi stessi sappiamo cosa vuol dire.  

Ed è una cosa con cui noi possiamo davvero arricchire l’Italia perché abbiamo la fortuna di crescere e di esprimerci così come è stato permesso ai nostri genitori, ai nostri nonni quando sono emigrati e che oggi sono parte integrante dei paesi in cui sono emigrati e sono considerati parte del paese.  Quindi invece di pontificare inutilmente sul passato e su troppi luoghi comuni di discriminazione verso gli italiani all’estero, facciamo in modo di far capire a chi è sempre stato in patria che noi discendenti di emigrati non vogliamo venire in Italia per rubare qualcosa, noi vogliamo essere un arricchimento per l’Italia forti della nostra esperienza all’estero 

Ora per finire, ti chiedo, perché gli elettori in altri paesi, perché di questo si tratta, dovrebbero votarti al Parlamento in Italia?  

Allora, perché io sono una persona che ha lavorato da sempre nel mondo degli italiani all’estero sia come giornalista che come esperienza in Parlamento, cosa che ovviamente mi permette eventualmente, conoscendo le dinamiche politiche dell’Italia, di    inserirmi velocemente ed in modo efficace e questo credimi è molto importante perché quando dall’estero si arriva in Italia per la prima volta nel mondo politico italiano non è facile districarsi. 

E quindi prima devi capire dove sei. Ecco io questa tappa l’ho già vissuta e chiunque può andare a vedere dagli atti del Parlamento la mia attività. Io sono stata sempre una persona che ha lavorato con enorme serietà per le fasce più fragili, non sto facendo promesse, io dico che il mio curriculum è pubblico e parla per me, così come la mia attività giornalistica con tutti gli articoli ed i servizi realizzati nel tempo, come anche la mia attività parlamentare ben visibile sul sito della Camera dei Deputati. 

Quindi diciamo che: “io garantisco ovviamente la stessa serietà lo stesso impegno del passato”.  

Lo stesso impegno per le problematiche anche nuove, perché ovviamente il mondo è andato avanti, c’è un nuovo problema enorme di violenza domestica, un problema enorme di femminicidi, ma anche un problema enorme di povertà. Ho in mente ben chiari i bisogni di tutti i settori sociali deboli, sia per quanto riguarda le donne che per quanto riguarda i giovani, gli anziani e soprattutto le anziane: sono queste le tematiche delle quali io mi occuperei in modo immediato e con la passione che mi contraddistingue da sempre,  per cui io chiedo il voto dicendo che quello che ho fatto in passato è una garanzia che può parlare di me per quello che farò.  

Ti ringrazio per la tua disponibilità nel concederci l’intervista e seguiremo con interesse la compagna elettorale.

Interview with Mariza Bafile, candidate for the PD for the overseas electorate of Europe

With the upcoming elections in Italy on September 25th we interviewed Mariza Antonietta Bafile, a candidate for the Partito Democratico for the overseas electorate of Europe. This is a fundamental electorate due to the strong presence of Italians who contribute to the proper functioning of Europe itself. Mariza Bafila, who has already been a member of Italy’s Lower House in the XV Legislature from 2006-2008 was born in Venezuela, the daughter of Italian migrants and is now resident in Madrid. She has always been active in that country’s Italian community. In fact, her father was the founder of the Italian language Venezuelan newspaper “La Voce d’Italia” of which she was a contributor. Her curriculum also includes not only contributions to foreign newspapers but also to major newspapers in Italy such as Il Corriere della Sera, L’Unità and Limes to give just three examples, without forgetting her collaboration with RAI International.

Her work has also included being President of the Patronato INCA in Venezuela and in Italy she was also the Chairperson of the Examining Commission of the Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, one of Italy’s major journalism awards. 

Seeing the example of this woman candidate, we want to remind readers that there are 6 million Italians registered in the AIRE as Italian Citizens resident overseas and therefore with the right to vote and also another 85 million Italians around the world, the vast majority of these are not today’s Italian emigrants but the children and descendants of our first migrants going back to the 1800s. So if we really want that the current 12 Italian parliamentarians represent their communities around the world then even these descendants should have a voice and our experts who plan the promotions of our language and Culture must do much more to encourage them to want to learn our language and to learn much more about Italy’s history and Culture.  

Good morning Mariza, let’s start the interview with a simple question. What is your opinion on the fact that, after the resignation of Mario Draghi and the fall of the Government, we have had to go into an electoral campaign now instead of next year?  

In my opinion it was a mistake that Italy will pay for and we will all pay because it was not at all the moment to let a Government headed by an  internationally respected person such as Mario Draghi fall to go to new absurd elections at the middle of summer. I repeat, we will all pay.   

What does this mean when thinking about the vote of Italians overseas?   

Taking into account the great size of all the overseas electorates, imagine what is means to conduct an election campaign in the middle of summer which is then summer for everyone and not only in Italy and in any case a period when even those who live overseas consider as a period of rest. So, just think that every territory is vast like Argentina and Brazil, etc. it is madness putting the candidates in the condition of having to campaign without the physical possibility of reaching all the people in the various countries. How can this be right?   

I am Italo-Australia, even if I now live in Italy, you rightly said Argentina, Brazil, etc. but there’s an enormous electorate, the one of Africa, Asia, Oceania and the Antarctic (AAOA), even if most of the voters are in Australia, we must ask ourselves how can two parliamentarians, in your opinion, represent 3 continents and listen to the needs of those Italians?  

Because in fact the most important thing in an election campaign is to really listen to the people and from them to draw up your programme, obviously on what you already have in mind and drawn up before because, if you are a candidate it is because you know the realities place by place.   

But those who drew up these electorates do not know their realities. I do not know if in dividing the world into electorates they realized the serious difficulties in being able to represent communities that are not only different from each other, because we cannot say that Brazil and Argentina are the same, but because there are differences between the communities starting with the political problems from one country to another that can affect what happens in those communities.   

I agree absolutely. It’s really asking for an effort that each one of us tries to carry out in the best way possible. And of course in certain countries in which fewer Italians may be present it is complicated, however, this is not a reason that they do not have the right to be reached in all the territories, even if they are so big it becomes almost impossible in a short time like that of this electoral campaign.  

 Want do you intend doing if you are elected to the Camera dei Deputati (Chamber of Deputies, Italy’s Lower House)?  

My personal story, for the work carried out, whether as a journalist or as a parliamentarian, shows that I have always been concerned with people and in this case I will continue along this line. In particular, we need to help women who suffer violence, bearing in mind that 50% of the mobility towards overseas is made up of women and young girls who can fall into the meat grinder of violence, as well as to poverty, because many of these women do not have the support of family members and therefore they must be protected in some way by us.

And then there is the problem of young people, which is a problem that starts in Italy where there is a drain of young people towards other countries and therefore it is necessary to put in place, together with the Partito Democratico, policies that allow young people to move because they want to grow and not to move out of necessity and because they see no future in Italy. In the case of the descendants of Italians overseas who want to re-enter Italy after having had the chance to live in different situations and places, it is also necessary that they be supported in some way so that they can start a career or study in Italy.

The conditions that arise for those who come back to Italy are similar to those of their parents when they migrated but unfortunately Italy has no reception policy like many other overseas countries have and therefore they are very fragile people who need immediate help. And then there are very many other aspects, such also the rights of the LGBT community that I feel require a series of interventions to give a sign of strong democracy in Europe that is capable of growing as a Democratic Pole.

You have read what we do in the Italiani nel Mondo (Italians in the world) column, there are problems that I highlight in my articles. I would like to know your opinion on some points. First of all, it is obvious that Italy does not do enough overseas to encourage the young descendants to want to learn the Italian language and so to learn more about their past. For example, RAI, which broadcasts around the world without subtitles in the languages of the overseas countries of residence, does not allow the programmes to reach their true potential overseas audience and the generations of descendants are not motivated to follow the programmes.  

And then there is a phenomenon on the social media that I have often seen over the last four years, that is, there are thoughtless people in Italy who sadly mock the descendants because of their lack of knowledge of the Italian language, as well as Italy’s history and Culture. What can our Parliament do to bring Italy closer to the overseas communities? Not only on the emotional level, which is already important, but also on the practical level because bringing the Italians overseas closer to the country means increasing exchanges, not only cultural but consequently also economic. 

Of course, not only do I agree with you but, as you well know, I myself am the daughter of Italian migrants so I know this situation perfectly well. 

So, first of all we have to set up policies in collaboration with the regions and local councils for a network to welcome people of Italian descent who want to return to Italy, also so they can enter into a working context or small start up companies and anything else to the extent of their professional skills.  

Above all these young people who move to Italy from any part of the world are in great part young people with a major educational background. They have important technical skills and they also have the capacity to adapt because they were born overseas and lived in the world in a certain sense. We no longer have that mentality of constant need for an agreement with our origins or with the place where we were born. Therefore, in my opinion, a support network must be set up immediately with the various regions and local councils and then also to make sure that the reddito di cittadinanza (an Italian government support benefit) is a step to help these young people integrate.

Something must be done to achieve the recognition of academic qualifications acquired overseas and that this happens as fast as possible so as to give all the children of emigrants the opportunity to be able to express themselves in the professions they prefer. And then I think that is important to work precisely on the mentality, in other words to make people understand the importance of studying the Italian language because we children of Italian migrants speak two languages. It is time to start recognizing the value of people who speak more than one language, they have travelled the world and therefore they can create a bridge with other realities but not only on an economic level, first of all on a human level because we can be that bridge that takes away the fear of what is different because we have lived in other countries and we ourselves know what this means.   

And this is something with which we can really enrich Italy because we have the luck of growing and to express ourselves as our parents and our grandparents were allowed when they migrated and today they are an integral part of the countries to which they migrated and are considered a part of those countries.  Therefore, instead of pontificating unnecessarily on the past and on too many stereotypes of discrimination towards the Italians overseas, let us do something to make it clear to those who have always lived in Italy that we descendants of migrants do not want to come to Italy to steal something, we want to be a source of enrichment for Italy thanks to our experience overseas.

And now to finish, I ask you why should voters overseas, because this is what it is, vote you into Italy’s Parliament?   

Because I’m person who has always worked in the world of Italians overseas, whether as a journalist or with my experience in Parliament, something that will obviously allow me, because I know the dynamics of Italian politics, to fit in quickly and effectively and believe me this is important because when someone from overseas comes to Italy for the first time into the world of Italian politics it is not easy to extricate yourself.  

First you must understand where you are. This then is the first stage I have experienced and anyone can go to look at the records of my activity in Parliament. I have always been a person who has always worked with great seriousness for the most fragile people. I am not making promises, I am saying that my résumé is public and speaks for me, as does my journalistic career with the articles and reports over time, as well as my parliamentary activities that are clearly visible on the website of the Camera dei Deputati.  

Therefore, let us say that: “I obviously guarantee the same seriousness, the same commitment of the past”.   

The same also applies to the new problems, because the world has obviously moved on, there is a huge problem with domestic violence, a huge problem with femicides and also a huge problem with poverty. I bear well in mind the needs of the weak social sectors whether in regard to women and young people or the elderly and especially elderly women: these are the issues that I will deal with immediately and with the passion that always distinguished me, so I ask to be elected by saying that what I have done in the past is a guarantee that can speak for me and what I will do.   

Thank you for your willingness to grant us an interview and we will follow the electoral campaign with interest. 

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