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Diritti umani

In piazza Scala a Milano la protesta di migliaia di persone per la libertà delle donne in Iran

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Il 13 settembre Mahsa Amini, 22 anni, è stata arrestata a Teheran e poi barbaramente uccisa dalla polizia “morale” iraniana per non aver portato in modo conforme il velo. Un delitto che ha scatenato proteste in tutto il mondo. A Milano sabato in piazza Scala migliaia di persone hanno manifestato contro il regime iraniano  in difesa della libertà delle donne  

“Fratelli d’Italia senza bandiere di partito ha manifestato solidarietà alle donne iraniane che, in queste settimane, stanno lottando per la loro libertà e i loro diritti. “Donna, vita, libertà“, in farsi, la lingua persiana e in italiano era lo slogan scritto sullo striscione tenuto in piazza Scala a Milano, dove alle 11.30 di questa mattina ci siamo radunati. Le donne, infatti, sono le principali vittime dell’oppressione di un regime teocratico, donne che, rischiando la vita scendono in strada, si tolgono il velo, lo bruciano, si tagliano ciocche di capelli per rivendicare una sola cosa: libertà. Questo è il momento per gli occidentali di stare dalla parte delle madri, delle figlie e delle sorelle iraniane” così Stefano Maullu parlamentare e coordinatore Fdi Milano che insieme a migliaia di persone sabato pomeriggio hanno manifestato in piazza Scala a Milano così come in molte altre città italiane e del mondo.

Il 13 settembre Mahsa Amini, 22 anni, è stata arrestata a Teheran dalla cosiddetta polizia “morale” iraniana per non aver portato in modo conforme il velo, violando dunque un obbligo del tutto discriminatorio.

 Secondo testimoni oculari, è stata picchiata violentemente mentre veniva portata in un centro di detenzione. È morta tre giorni dopo!

 Da quel giorno, una straordinaria ondata di proteste si è riversata nelle strade dell’Iran. Migliaia di persone stanno protestando, accanto a loro, in tutto il mondo. 

 La risposta delle autorità iraniane è estremamente brutale: dall’inizio delle proteste sono oltre 70 le persone morte, tra cui anche dei minorenni, e centinaia quelle ferite. 

A rappresentare la condanna del mondo civile per l’omicidio della giovane iraniana, frutto di un maschilismo ideologico esasperato dal credo religioso, anche l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Romano La Russa, mentre secondo quest’ultimo “la Giunta di Palazzo Marino non si è schierata contro il velo per non urtare la sensibilità Islamica”

Lo sdegno del mondo per una morte così disumana e assurda ha visto la piazza stracolma di donne e uomini con numerose sigle associative tra cui la Lidu onlus di Milano, che si è unita alla protesta per la libertà inviolabile delle persone: “Auspico che la barbara uccisione di Masha scuota le coscienze di tutto il mondo e che ponga fine a queste violenze religioso ideologiche assolutamente prive di morale oltreché di etica, perpetrate nel silenzio dell’Occidente. – ha detto Tiziana Chiusa presidente del comitato Lidu onlus Milano – “Poniamo fine a questi deprecabili crimini contro l’umanità e rendiamoci parte attiva per la libertà delle donne non solo in Iran ma anche in Afghanistan, Siria ed in ogni luogo ove esse siano vessate o perseguitate. Perché laddove una donna venga torturata, vessata, privata della libertà di agire o di pensare…ecco quel luogo non ha futuro ed è a rischio il futuro di tutto il mondo” ha concluso Tiziana Chiusa.

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