Cosa ha spinto il premier Conte a nominare il generale Cotticelli commissario ad acta per il piano di rientro della Sanità calabrese dal 2018?

L’incresciosa vicenda che offende la Calabria in questo difficile momento pandemico per il mondo intero appare come l’ennesima beffa che evidenzia una volta per tutte la necessità di affidare la sanità istituzionale a chi la sa gestire: i medici

Non sapeva di dover stilare un piano operativo regionale per il Covid. E’ quanto candidamente ha ammesso il gen. Saverio Cotticelli, nominato nel 2018 dal Governo Conte Uno e poi confermato nel Conte Due, commissario alla Sanità della Calabria, rispondendo alle domande postegli nel programma televisivo di RaiTre ‘Titolo V’. Una inesperienza che ha contribuito a ridurre la Calabria ad essere l’unica zona rossa del sud Italia come da ultimo DPCM di due giorni fa. Cotticelli, sempre nel corso della trasmissione su RaiTre (il video del programma), non era neanche a conoscenza dei numeri di posti letto in terapia intensive della regione di cui era responsabile. Eppure era stato nominato proprio per rimettere i conti a posto e salvare la Sanità calabrese.

Al di là delle logiche politiche che hanno spinto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a nominare Cotticelli, esperto in lotta alla criminalità organizzata come da Curriculum Vitae, per ben due volte, si innesca un dibattito che ancora una volta boccia le nomine politiche in campo sanitario ed evidenzia la necessità di affidare un tema così delicato, la salute dei cittadini, a chi la sa gestire: i medici appunto. Un capodipartimento di qualsiasi reparto ospedaliero avrebbe ben saputo cosa fare in caso di pandemia, e di sicuro sarebbe stato a conoscenza degli effettivi numeri in posti letto di ogni reparto, compresi quelli che hanno subito i tagli alla sanità.

Ed in effetti la riforma Bindi 299/1999 ha lentamente ma inesorabilmente introdotto personaggi politici ai vertici delle Asl e degli ospedali che in molti casi non hanno capacità organizzative in campo medico, e considerano la loro attività in termini aziendalistici e non come salvaguardia della salute dei cittadini. Nel caso di Cotticelli, oltre ad essere un generale dei Carabinieri già in pensione, appare che non ci fossero neanche le capacità da manager di azienda, e quindi ci si domanda perché in ben due Governi Conte lo abbia scelto e soprattutto nel momento in cui afferma di doverlo rimuovere immediatamente, subito dopo la figuraccia su RaiTre, perché lo stesso Conte non si assume la responsabilità delle sue sconsiderate scelte? Non ci sono dubbi che Conte sia un buon avvocato, non del popolo italiano, ma di sé stesso sempre e comunque!

Nuovo rapporto della FIDH: la pena di morte in Iran viola i diritti umani fondamentali e il diritto internazionale

L’uso della pena di morte in Iran viola numerosi diritti umani fondamentali ed è incompatibile con gli standard internazionali. Lo dimostra un nuovo rapporto pubblicato dalla FIDH e dalla League for the Defense of Human Rights in Iran (LDDHI)

Il rapporto, intitolato ” Nessuno è risparmiato – L’uso diffuso della pena di morte in Iran ” , documenta tendenze, modelli e casi chiave relativi all’applicazione della pena capitale nella Repubblica islamica.

Il rapporto è stato pubblicato in occasione della diciottesima Giornata mondiale contro la pena di morte (10 ottobre). Il tema della Giornata mondiale di quest’anno si concentra sull’accesso a un’efficace rappresentanza legale per gli imputati accusati di reati punibili con la morte

Da molti anni, l’Iran è costantemente al secondo posto nella lista dei migliori carnefici del mondo, subito dopo la Cina. Almeno 251 persone sono state giustiziate nel 2019 e più di 190 nei primi nove mesi del 2020.

Vari meccanismi internazionali di monitoraggio dei diritti umani hanno regolarmente criticato numerosi aspetti relativi all’applicazione della pena di morte in Iran per essere palesemente incoerenti con le disposizioni fondamentali del diritto internazionale.

La stragrande maggioranza dei crimini considerati capitali in Iran non riesce a raggiungere la soglia dei “crimini più gravi”, risultando le condanne di conseguenza in violazione degli obblighi del paese ai sensi del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) cui aderisce. I reati capitali che non soddisfano la soglia dei “reati più gravi” includono tra gli altri: reati legati al sesso; reati religiosi; reati politici; bere bevande alcoliche; reati legati alla droga; reati economici; crimini informatici.

Da diversi decenni, l’Iran è stato anche il principale carnefice di bambini al mondo. Dal 2009 al settembre 2020 sono state segnalate almeno 67 esecuzioni di minorenni autori di reato. L’Iran impone la pena di morte ai minori e la esegue quando compiono 18 anni o, occasionalmente, prima. L’uso della pena di morte contro i minori viola gli obblighi del paese ai sensi dell’ICCPR e della Convenzione sui diritti dell’infanzia (CRC), che vietano espressamente l’imposizione della pena capitale a persone di età inferiore ai 18 anni quando presumibilmente hanno commesso il crimine.

Anche le donne sono soggette alla pena capitale in Iran, a causa della natura discriminatoria di diverse leggi che le riguardano direttamente. Con loro anche le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) possono essere esposte alla pena capitale a causa della criminalizzazione di alcuni comportamenti omosessuali, punibili con la morte in Iran.

La pena di morte in Iran è stata usata anche contro membri delle comunità etniche del paese – come curdi, arabi e baloch – e minoranze religiose – come musulmani sunniti, baha’i e seguaci della setta sciita Ahl-e Haq.

Il rapporto si concentra anche sul legame tra la negazione del diritto a un equo processo e il ricorso alla pena di morte. In Iran, molte condanne a morte vengono comminate dopo procedimenti che sono molto al di sotto degli standard internazionali di un giusto processo. I prigionieri nel braccio della morte vengono regolarmente condannati sulla base di vaghe accuse o “confessioni”, che di solito vengono estorte sotto tortura o altri maltrattamenti durante la custodia cautelare. Agli imputati che sono accusati di reati punibili con la morte viene spesso negato l’accesso ad avvocati di loro scelta.

Inoltre, le autorità iraniane hanno una lunga storia di persecuzione e perseguimento di avvocati che difendono persone accusate di reati capitali. Alcuni avvocati coinvolti nella difesa dei prigionieri nel braccio della morte, come l’avvocato per i diritti umani e la vincitrice del Premio Sakharov 2012 Nasrin Sotoudeh , sono stati puniti con la reclusione per il loro lavoro. Le autorità iraniane sono anche tradizionalmente ostili nei confronti di coloro che criticano la pena di morte e contro gli attivisti che lottano per la sua abolizione.

Il rapporto offre numerose raccomandazioni al governo iraniano per compiere progressi verso la progressiva abolizione della pena di morte per tutti i crimini e in tutte le circostanze.

La FIDH, un membro della Coalizione mondiale contro la pena di morte, e LDDHI si oppongono alla pena di morte per tutti i crimini e in tutte le circostanze e lavorano attivamente per la sua abolizione in tutto il mondo.

Fonte: FIDH

Ci ha lasciato Jole Santelli, prima donna presidente della difficile regione Calabria

Aveva 51 anni e tanta voglia di lottare per il suo territorio. La Santelli resterà nella memoria di ognuno di noi ad emblema della forza e del coraggio delle donne

Questa volta scrivo in prima persona, accomunata nel destino e nei percorsi di cura ad una grande donna calabrese: la presidente della Regione Calabria Jole Santelli, mancata la scorsa notte per un malore causato dalla sua più grave patologia: il cancro. Ho letto commenti di altre donne che sostenevano che non avrebbe dovuto candidarsi sapendo ciò che rischiava. E devo constatare con disappunto che sono sempre alcune donne che non sanno costruire sentimenti di solidarietà con le altre donne.

E’ proprio questo il limite del nostro genere, siamo forti e determinate ma sempre pronte a lanciare frecciatine anche verso chi non c’è più. Jole Santelli è stata una donna forte, ha amato la sua Calabria più della sua vita. Questo non è un punto a suo svantaggio, ma un grande valore. Le sue scelte politiche possono essere discutibili, ma resta il valore del suo impegno. Appena fu eletta ho esultato: la prima volta in Calabria per una donna! Un risultato davvero storico.

La sua grave malattia, che ha colpito me come tante altre donne, una ogni otto, non le ha impedito di continuare a correre, a lottare con passione per la sua regione. Se n’è andata come meritano le persone buone e sincere, nel sonno. E mi auguro non abbia sofferto, lei guerriera e innamorata della sua terra. Non si è risparmiata in impegno, ed a torto o ragione ha lottato sino all’ultimo suo respiro. Solo per questo chi farfuglia sciocchezze su quello che sapeva dover fare o no sapendo di avere il cancro, dovrebbe tacere. Che tipo di vita vivere è una scelta personale, guai a chi si permette di sindacare tali scelte. La scelta di Jole Santelli è stata lottare fino alla fine, e la Calabria le è grata. Evviva le donne!!!

“Junk food? No grazie!”, il libro che spiega come alimentarci nel rispetto del nostro organismo

Disponibile su Amazon, il testo curato dal dott. Lorenzo Anelli unisce consigli per una corretta alimentazione ad una serie di ghiotte ricette semplici da realizzare, perché mangiare sano non vuol dire privarsi dei sapori

È finalmente disponibile su Amazon il libro “Junk food? No grazie!”, scritto da Lorenzo Anelli, medico ed alimentarista, un libro contenente una parte didattica e molte ricette per colazione, pranzo e cena senza utilizzo di zucchero, cereali raffinati e junk food.

Anelli, che è impegnato nel sociale anche come presidente della commissione Salute della Lidu onlus ( Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) svela nel testo, pubblicato da pochi giorni, i segreti della sana alimentazione, spiegando i benefici di alcuni alimenti e i danni derivanti dall’uso del cibo spazzatura. Soprattutto quando si parla di cibo sano si è portati a pensare che per stare bene bisogna mangiare solo carote e lattuga. Niente di più falso, in realtà leggendo il libro di Lorenzo Anelli si scoprono molte possibilità che la grande distribuzione ed il cibo pronto ci ha fatto dimenticare, con una vasta scelta di ricette semplici e gustose

Le donne che hanno scritto le ricette cucinano per passione e si sono avvicinate nel tempo ad uno stile di vita salutare.

Tutti i proventi del libro saranno devoluti all’associazione Promosalus per progetti riguardanti bimbi affetti da qualsiasi forma di disturbo del neurosviluppo, tra cui autismo.

Potete acquistare il libro su Amazon contribuendo al progetto al seguente link: https://amzn.to/33UlNQO

Lidu Onus patrocina The Women’s Angels di Emanuela Del Zompo. Red carpet a Venezia per l’evento

Grande successo del cortometraggio della Del Zompo presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia. Affrontati i temi delle discriminazioni verso le donne e delle disabilità

“Siamo orgogliosi di aver sposato con il nostro patrocinio e la conseguente presentazione del corto The Women’s Angels, presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia” lo dice Eugenio Ficorilli presidente nazionale della Lidu onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) – i temi della violenza contro le donne e quelli della disabilità”.

Un prodotto in punta di piedi, elegante ma efficace che spiega il difficile vissuto di una donna vittima di femminicidio, che si confronta in un tempo non tempo con l’attrice disabile Rosanna Gambone. Un’analisi delicata e raffinata che, con alcune frasi chiave, spiega il dilemma delle donne, da sempre sottomesse al potere maschile. Chi è in realtà la disabile? Due donne diverse, ma una specchio dell’altra, in un confronto sui temi della vita e dell’amore che le vede complici per un risultato finale che non deve mai essere di sottomissione, ma diventa il senso stesso della vita che ognuno di noi conduce.

“Ma io l’amavo”, confessa alla mentore disabile Rosanna Gambone, Emanuela Del Zompo che interpreta la vittima del femminicidio nel corto. Eppure non basta, perché le donne, ognuno di noi esseri umani, possiamo scegliere e così determinare il nostro percorso su questa terra.

Un cortometraggio da non perdere e su cui riflettere in termini di diritti umani, che è stato presentato il 5 settembre presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia, da Lidu onlus (Lega Italiana per i Diritti Umani), prodotto da Cinemadamare, scritto, diretto ed interpretato da Emanuela Del Zompo con Rosanna Gambone: nel cast, Lorenzo Sammicheli, Steven Kemps, Nicolò Goattin, Natalia Simonova, Fatou Kinè Fall, Lucio Chiaradonna. Leandro Sosa ha curato la fotografia mentre Salvatore Piccirillo, il montaggio, le musiche e l’assistente regia.

Durante l’evento anche la presentazione del fumetto The legend of Kaira, una rivisitazione della storia delle donne cheha come teatro principale le vicende storiche del comune di  Acquaviva Picena.

Tratto dal fumetto di Emanuela Del Zompo, che vestirà i panni di Kaira, nobildonna che guida kairos, Paese rappresentato nella location dal Castello di Acquaviva Picena, il progetto (per ora un promo) vedrà la presenza di diversi attori marchigiani come Tiziana Ferretti, Sebastiano Piotti ( avvocato ed attore di origine abbruzzese), Vagnoni Alfredo, Papini Giorgio, Luciano Gaetani, Lazzari Roberto. I costumi d’epoca sono di Nello Gaetani, Presidente dell’associazione Sponsalia, Palio del Duca. “Il fumetto, dice l’autrice, si ispira alla rievocazione storica del matrimonio di Forasteria, ed è stato naturale pensare di ambientare il set del film proprio nel comune di Acquaviva Picena, che con il suo fascino e i suoi borghi porta lo spettatore in quell’epoca storica tipica del medioevo. Rosanna Gambone, vestirà i panni del giullare- narratore ed avrà il compito di raccontare questo fantasy. La storia ha un messaggio importante, caro ad Emanuela Del Zompo: la condizione della donna nelle varie epoche storiche. La protagonista, è una Principessa-guerriera che dovrà compiere un viaggio temporale per compiere il proprio destino.

Il video del Tg2 in evidenza

The Scoop Jazz Band fa l’en plein al Village Celimontana. Giornalisti in punta di…musica

I 10 anni dalla nascita del gruppo musicale sono stati festeggiati giovedì 17 settembre davanti ad un pubblico da grandi occasioni.

Nata nel 2010 per iniziativa di Dino Pesole alla chitarra, editorialista del Sole24ore, Antonio Troise alle tastiere, editorialista di QN e nel mondo della comunicazione, Romano Petruzzi al sax, consulente del lavoro, e Stefano Sofi già giornalista del Messaggero, la Scoop Jazz Band ha festeggiato il 17 settembre i dieci anni di attività musicale al Village Celimontana.

Ad assistere allo scoppiettante spettacolo un nutrito pubblico, quello delle grandi occasioni, tra cui una gran parte del mondo del giornalismo nazionale. Sì perché il gruppo musicale, cui si sono aggiunte le voci di Donatella Cambuli e Massimo Leoni, giornalista di Skytg24, oltre ad Antonello Mango al basso, Guido Cascone alla batteria, il sassofonista Sebastiano Forti e alla tromba Stefano Abitante, è composto da giornalisti e musicisti che di tanto in tanto invece di far parlare la penna danno voce al loro strumento preferito. L’effetto è strepitoso, una grande musica che spazia in un arco di tempo compreso negli ultimi 65 anni, brani storici rivisitati a cui la band restituisce carisma e attualità.

Nella vita lavorativa sono tutti professionisti in punta di penna, ma la notte no….come diceva Arbore. E si trasformano in veri talenti della musica che con abilità e un pizzico di spavalderia spaziano tra jazz, blues e bossa, ma anche nel rhythm and blues con alcuni grandi successi della musica rock. Ascoltarli è una delizia ed è un invito al ballo scatenato, che è quello che la musica deve fare. “Stiamo insieme da dieci anni perché in fondo la nostra musica è diventata il motivo fondante di una piccola grande famiglia. Come ci riusciamo nonostante gli impegni lavorativi? Alla base c’è una grande passione per la musica e tanto affetto tra noi tutti” spiega Antonio Troise, il tastierista del variegato gruppo. Protagonista della serata anche Dario La Ruffa(Tg2) che ha presentato l’evento.

Numerose le esibizioni in questi dieci anni trascorsi, tanto da diventare band di riferimento anche per le occasioni istituzionali così come in storici locali come il Cotton Club, o presso le sedi di rappresentanza della Commissione europea e del Parlamento europeo. In particolare la Band si è esibita allo Spazio Europa di via IV Novembre in più occasioni (tra questi gli eventi organizzati dalla Rappresentanza per gli auguri natalizi nel 2013 e 2014, per la Festa dell’Europa che ha visto esibirsi la band in piazza del Testaccio e in piazza del Popolo). Poi i concerti del 4 e 5 marzo 2016 all’Istituto italiano di Cultura a Istanbul e presso il Palazzo di Venezia di Istanbul, al Circolo Montecitorio e al Foyer del Teatro San Carlo di Napoli. Infine la partecipazione alla giornata organizzata dal Movimento europeo e dalla stessa Rappresentanza a Roma, all’Aula Magna della Sapienza il 24 marzo 2017 in occasione delle celebrazioni dei sessanta anni dalla firma dei Trattati di Roma, il concerto organizzato dalla Camera dei Deputati il 19 giugno 2017 nella cornice del restaurato Chiostro di Vicolo Valdina, la serata organizzata il 21 giugno 2017 al Complesso museale Montemartini, in occasione della Festa europea della Musica.

Line-up del 17 settembre 2020
Stefano Abitante, Voce
Sebastiano Forti, Sax/Clarinetto
Dino Pesole, Chitarra
Antonio Troise, Tastiere
Romano Petruzzi, Sax
Stefano Sofi, Percussioni
Antonello Mango, Contrabbasso
Guido Cascone, Batteria
Donatella Cambuli, Voce
Massimo Leoni, Voce

Nel video il contributo della Scoop Jazz Band durante il lockdown da covid19. Grazie a tutti voi giornamusicisti!

La Lidu onlus partecipa al dolore per la prematura perdita di Claudia Corinna Benedetti

Attivista per i diritti umani, presidente dell’Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza (Onps), ed Ambasciatrice di Pace per l’Onu, si è spenta dopo lunga malattia Claudia Corinna Benedetti. Il cordoglio della Lega Italiana dei Diritti per l’Uomo

Il mondo dei diritti umani ha perso ieri una delle attiviste più impegnate nel nostro Paese. Ci ha lasciato dopo grave malattia Claudia Corinna Benedetti presidente dell’Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza (Onps), ed Ambasciatrice di Pace per l’Onu. Collaborava da tempo con il gruppo Donne e Pari Dignità della Lidu onlus presieduto da Maricia Bagnato Belfiore che ne dà il triste annuncio insieme al presidente Eugenio Ficorilli. La Lega Italiana dei diritti dell’Uomo si stringe alla famiglia di Claudia Corinna nell’ultimo doloroso abbraccio.

Da molto tempo Claudia si occupava di elaborare proposte di legge, interrogazioni, interpellanze parlamentari relazioni, dichiarazioni di voto per vari Deputati e Senatori, sempre nel segno della tutela dei diritti umani. Laureata in Giurisprudenza, donna attenta e dai toni moderati, non esitava ad alzare i toni quando si trattava di difendere i più deboli. Celebri le sue battaglie contro la violenza alle donne che da diversi anni conduceva in tandem con Maricia Bagnato Belfiore presidente a sua volta della commissione Donne e pari Dignità della Lega italiana dei diritti dell’Uomo (Lidu onlus). Proprio nel 2019 durante la celebrazione della Giornata Mondiale contro la violenza alle Donne ( 25 novembre), nella sede della Lidu onlus avevano stilato un’ipotesi di programma da presentare alle Istituzioni competenti. In quella occasione le attiviste presenti avevano ascoltato la dolorosa storia di Katia Villirillo che, impegnata a Crotone a salvare ragazze da droga e prostituzione, aveva subìto la morte del proprio figlio Giuseppe, assassinato da un componente della malavita organizzata sotto gli occhi della madre che voleva difendere. In quella occasione venne alla luce la necessità di supportare le famiglie che, vittime di femminicidi, assassinii e violenza di ogni genere anche verso i minori, non trovano più la forza di reagire e continuare a lottare per la vita. Ricordo Claudia Corinna che insieme a Maricia decisero l’alleanza tra le nostre due associazioni per trovare insieme un punto di apertura su questi temi da parte delle istituzioni competenti.

Poi l’aggravarsi della salute di Claudia Corinna che come sempre e con grande dignità ha sofferto ed affrontato in silenzio. Fino a ieri, quando il marito Gianfranco ha reso nota la sua dipartita che ha lasciato tutti noi nel totale sconforto per la perdita di una così grande donna. Nel 2011 era stata insignita dall’Onu come Ambasciatrice di Pace con questa motivazione: Nello spirito della propria missione di stabilire la pace nel mondo la Interreligiose and International Federation for World Peace riconosce quale ambasciatori di pace quelle persone la cui vita esemplifica l’ideale del vivere per gli altri e che dedicano se stessi alla attuazione degli ideali, valori morali universali, unione familiare, la cooperazione interreligiosa, l’armonia internazionale, il rinnovamento delle Nazioni Unite, la promozione della responsabilità nell’informazione e la costituzione della cultura della Pace. Trascendendo le barriere razziali nazionali e religiose, gli ambasciatori di pace contribuiscono alla realizzazione della speranza di ogni generazione, un mondo di pace e unità nel quale la dimensione spirituale e materiale della vita sono in armonia.

“Mi è stata vicina sempre con i suoi consigli legali ed il suo affetto” ha riferito al nostro giornale Caterina Villirillo madre di Giuseppe Parretta assassinato per difenderla da un pregiudicato oggi condannato all’ergastolo.

“Una grande amica ed una grande donna in difesa del rispetto dell’altro, contro ogni forma di discriminazione, di sopraffazione e violenza e per la tutela dei diritti umani e della pace – spiega con vivo dolore Maricia Bagnato Belfiore – un altra importante colonna a tutela dei diritti umani che ci lascia nello sconforto più grande, con lei perdiamo la sua saggezza, la sua conoscenza e la sua enorme generosità”

Anche il presidente della Lidu onlus Eugenio Ficorilli esprime il suo cordoglio al marito ed alla famiglia tutta, ricordando le molteplici attività svolte in sinergia con la cara Claudia Corinna Benedetti.

E per me che scrivo: abbiamo perso una donna eccezionale, ci mancherai Claudia, hai lasciato un vuoto difficile da riempire perchè sei stata competente, generosa, simpatica ed accogliente. Tante le cose da fare ancora insieme, ma sta sicura che continueremo seguendo il tuo grande esempio. 

I funerali si svolgeranno nella Parrocchia S. Anna, via Torre Morena 61, Ciampino, domani 2 settembre alle ore 15.

Lidu onlus – Fidh denuncia: le autorità turche sono responsabili della morte di Ebru Timtik in carcere

La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo si unisce all’atto di accusa della FIDH che ritiene responsabili le autorità turche per la morte dell’avvocata e attivista per i diritti umani Ebru Timtik, dopo 238 giorni di sciopero della fame nel carcere turco dove era detenuta con una condanna per terrorismo

Credeva nel rispetto dei diritti civili, dei diritti fondamentali nella sua Turchia Ebru Timtik, avvocata e attivista per i diritti umani, condannata a 13 anni di reclusione per terrorismo dal tribunale del suo paese. La sua unica colpa è stata la difesa dei più deboli.  Faceva parte dell’Associazione contemporanea degli avvocati, specializzata nella difesa di casi politicamente delicati ed era stata accusata dalle autorità turche di essere legata all’organizzazione marxista-leninista radicale Dhkp-C, responsabile di diversi attentati e definita “terrorista” da Ankara e dai suoi alleati occidentali. In particolare, Timtik aveva difeso la famiglia di Berkin Elvan, un adolescente morto nel 2014 per le ferite riportate durante la repressione delle proteste di Gezi Park nel 2013. Dopo la condanna aveva cominciato lo sciopero della fame per avere un processo equo stimolando anche con la sua coraggiosa scelta il mondo occidentale. Ma nonostante tutti gli appelli e le richieste arrivate alla giustizia ed alla Corte costituzionale turca un mese fa, per l’aggravarsi della sua salute e l’incompatibilità con il regime carcerario, un tribunale di Istanbul aveva rifiutato di scarcerare la donna. “Ebru Timtik è stata fatta morire sotto i nostri occhi”, ha twittato Sezgin Tanrikulu, deputato del Chp, la principale forza di opposizione al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Da qui l’atto di denuncia della Lidu onlus che si unisce alla Fidh di cui è componente, che ritiene le autorità turche responsabili della sua morte, chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i difensori dei diritti umani detenuti arbitrariamente nel paese, compreso l’avvocato Aytaç Ünsal, che è in sciopero della fame da oltre sei mesi e la cui salute è notevolmente peggiorata.

#EbruTimtik ha portato avanti la sua protesta rimasta inascoltata nei confronti del Sultano e del suo Ministero della Giustizia Turco richiedendo quello che e’ garantito dalla dichiarazione dei diritti dell’Uomo e da tutte le costituzioni delle Nazioni Europee, dal diritto internazionale che ben conosceva svolgendo la professione di avvocato”, scrive su FB l’avvocato Gianmarco Cesari componente del comitato nazionale della Lidu onlus – “ DIRITTO a processi equi; DIRITTO alla difesa; DIRITTO a svolgere la professione di avvocato in modo indipendente. Anche io difendo i diritti umani e mi unisco alle sue richieste perche’ non muoiano dopo la sua morte nella indifferenza”.

” Le autorità turche sono responsabili della morte della signora Ebru Timtik, poiché hanno ripetutamente respinto tutti gli appelli per la sua liberazione, negando costantemente ogni rischio per la sua sicurezza fisica e ogni pericolo per la sua vita “, ha dichiarato Alexis Deswaef, avvocato per i diritti umani e Vice Presidente FIDH.

“La Lidu onlus si schiera in difesa dei troppi condannati ingiustamente solo perché difensori dei diritti umani – ha affermato Eugenio Ficorilli presidente della storica associazione – e manifesta  il bisogno urgente per le autorità turche di riconsiderare con attenzione la tutela diritti umani nel Paese”.

Il corpo dell’Avvocata #EbruTimtik è stato sepolto oggi nel cimitero di #Gazi dopo la cerimonia in una Cemevi. Sulla sua bara, portata in spalla da avvocati suoi colleghi ed amici in toga, una toga da avvocato e dei garofani.

Il magazine on line TheDailyCases è in lutto. E’ mancato oggi il direttore editoriale Romolo Amicarella

Già redattore del Corriere della Sera non aveva mai abbandonato la professione che continuava con passione appoggiando nuove idee e standard editoriali. Era anche presidente a Milano di Lidu onlus

Ho conosciuto Romolo Amicarella quasi 30anni or sono. Lui direttore del giornale della F.I.B.I.S. Coni, ed io giovane presidente regionale della storica federazione. Fu lui ad introdurmi nel mondo del giornalismo. ‘Scrivi’ – mi diceva – e vedrai quante soddisfazioni riceverai nel saper raccontare la verità’. Lui ha corretto i miei primi passi e mi è stato vicino quando non ero sicura di me. Con lui oggi se ne va un pezzo importante della storia del giornalismo, quello vero, fatto di attese fuori dai commissariati per sapere cosa era accaduto durante la notte. Amicarella ci lascia all’età di 82 anni, ma la vita che ha vissuto è quella di un vero giornalista, la curiosità e l’amore per la verità sono state il volano della sua brillante carriera. Settegiorni, Corriere della Sera, Rai, sono solo alcune delle redazioni dove Romolo ha lavorato. E dopo il pensionamento si è trasformato nel vate che chiunque vorrebbe incontrare sulla sua strada.

Oggi dopo quasi 30 anni di grande amicizia posso dire che è stata una fortuna ed un onore incontrarlo. Quando decisi di trasformare il blog Daily Cases in un vero giornale lui ne fu entusiasta e non mi ha mai abbandonato… fino a questa mattina quando serenamente si è spento in casa sua accompagnato dall’affetto della sua consorte e di suo genero. Ha vissuto appieno la sua vita il caro Romolo, non senza grandi dolori, il più grave la perdita della cara figlia Lisa a soli 48 anni un anno fa. Ma non si lamentava mai, aveva dentro di sé la voglia di sapere e raccontare, di informare con correttezza e continenza, perché sapeva che per essere individui liberi in un paese democratico bisogna conoscere ed essere informati. Era stato anche eletto da due anni presidente per la città di Milano della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus), e da allora si prodigava per la tutela dei diritti umani e qualche anno fa aveva fondato Aise, associazione per l’intervento sociale contro l’emarginazione, di cui era presidente. Se n’è andato in silenzio e senza dolore, un privilegio concesso alle persone davvero buone.

Ma lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Nel mio ancor di più. Ti ho voluto bene Romolo caro, tanto, ho ascoltato e seguito tutti i tuoi consigli, e ti riconosco oggi la grande capacità e generosità nel voler trasmettere ad altri come me la tua passione per la professione giornalistica. Sei stato un grande esempio, ragazzo del Sud, di Athena Lucana, che approda a Milano e scala le vette del giornalismo delle grandi testate nazionali. Non ti dimenticherò…mai, non ti dimenticheremo noi tutti della Lidu onlus.

The Women’s Angels set in Pomezia prodotto da Cinemadamare

Scritto e diretto da Emanuela Del Zompo con l’Argentino Leandro Sosa direttore della fotografia.

Rosanna Gambone è co-protagonista della dark-commedy The Women’s Angels insieme ad Emanuela Del Zompo. Il cast artistico e’ formato per la maggior parte da studenti di cinema provenienti da varie citta’ d’Italia: Steven Kemps di origine olandese, Lorenzo Sammicheli, Nicolo Goattin, GaiaLucrezia Russo, Lucio Chiaradonna, Natalia Simonova, la cantante Fatou Kine’ Fall. Emanuela Del Zompo oltre alla regia è protagonista di questa storia che affronta importanti temi sociali come la diversità e la disabilità, in un modo mai eccessivo, ma utilizzando metafore che portano lo spettatore ad intuire pian piano le difficoltà di una donna che ha amato un uomo violento.

Raccontata in tono ironico, due donne “cosi diverse ma così uguali” sono l’una lo specchio dell’altra. Ed in effetti l’attrice disabile Rosanna Gambone alla sua prima esperienza davanti all’obiettivo, interpreta brillantemente il lato nascosto dell’anima della sposa – Del Zompo, che cela anche a sé stessa gli errori compiuti. Il confronto tra le due porterà alla riflessione profonda della protagonista che, sposa triste vestita di bianco in attesa di salire sull’altare, realizzerà nel suo animo di essere sospesa in un non tempo. Un tema caro ad Emanuela Del Zompo   che già con il fumetto ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’ aveva affrontato le difficoltà delle donne che vivono un mondo violento e irrispettoso della figura femminile, difficoltà in parte vissute anche personalmente. “Non è semplice per una donna sola – spiega la Del Zompo che ha al suo attivo una lunga carriera di attrice – l’approccio al mondo dell’arte e della recitazione. Se da un lato si assiste ad un forte e schiacciante potere maschile, dall’altro le donne sono poco solidali tra loro. Questo genera invidie che possono essere più deleterie della pura violenza. Ecco perché questa volta ho voluto raccontare due donne che specchiandosi l’una nell’altra alla fine sono la stessa persona. E con la splendida partecipazione di Rosanna Gambone sono riuscita a dare evidenza alle disabilità. Il femminile quindi che è svantaggiato in partenza, ma ci si deve chiedere: chi è davvero disabile e cosa implica?”

Il corto ‘The Women’s Angels’, patrocinato da Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus) e dalla Bon’t Worry onlus di cui Emanuela Del Zompo è anche socio onorario, è un invito alla riflessione profonda sul senso della vita e sui valori di umanità che sono il fulcro della nostra vita sociale. Ma è anche un invito al risveglio dell’anima, che eternamente vaga alla ricerca dell’amore.  

‘The Women’s Angels’, che è stato realizzato senza alcun supporto economico istituzionale, parteciperà ad una serie di concorsi a partire dal Festival di Roma del prossimo ottobre.

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