Lidu Onus patrocina The Women’s Angels di Emanuela Del Zompo. Red carpet a Venezia per l’evento

Grande successo del cortometraggio della Del Zompo presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia. Affrontati i temi delle discriminazioni verso le donne e delle disabilità

“Siamo orgogliosi di aver sposato con il nostro patrocinio e la conseguente presentazione del corto The Women’s Angels, presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia” lo dice Eugenio Ficorilli presidente nazionale della Lidu onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) – i temi della violenza contro le donne e quelli della disabilità”.

Un prodotto in punta di piedi, elegante ma efficace che spiega il difficile vissuto di una donna vittima di femminicidio, che si confronta in un tempo non tempo con l’attrice disabile Rosanna Gambone. Un’analisi delicata e raffinata che, con alcune frasi chiave, spiega il dilemma delle donne, da sempre sottomesse al potere maschile. Chi è in realtà la disabile? Due donne diverse, ma una specchio dell’altra, in un confronto sui temi della vita e dell’amore che le vede complici per un risultato finale che non deve mai essere di sottomissione, ma diventa il senso stesso della vita che ognuno di noi conduce.

“Ma io l’amavo”, confessa alla mentore disabile Rosanna Gambone, Emanuela Del Zompo che interpreta la vittima del femminicidio nel corto. Eppure non basta, perché le donne, ognuno di noi esseri umani, possiamo scegliere e così determinare il nostro percorso su questa terra.

Un cortometraggio da non perdere e su cui riflettere in termini di diritti umani, che è stato presentato il 5 settembre presso lo spazio della Regione del Veneto, Hotel Excelsior – Lido di Venezia, da Lidu onlus (Lega Italiana per i Diritti Umani), prodotto da Cinemadamare, scritto, diretto ed interpretato da Emanuela Del Zompo con Rosanna Gambone: nel cast, Lorenzo Sammicheli, Steven Kemps, Nicolò Goattin, Natalia Simonova, Fatou Kinè Fall, Lucio Chiaradonna. Leandro Sosa ha curato la fotografia mentre Salvatore Piccirillo, il montaggio, le musiche e l’assistente regia.

Durante l’evento anche la presentazione del fumetto The legend of Kaira, una rivisitazione della storia delle donne cheha come teatro principale le vicende storiche del comune di  Acquaviva Picena.

Tratto dal fumetto di Emanuela Del Zompo, che vestirà i panni di Kaira, nobildonna che guida kairos, Paese rappresentato nella location dal Castello di Acquaviva Picena, il progetto (per ora un promo) vedrà la presenza di diversi attori marchigiani come Tiziana Ferretti, Sebastiano Piotti ( avvocato ed attore di origine abbruzzese), Vagnoni Alfredo, Papini Giorgio, Luciano Gaetani, Lazzari Roberto. I costumi d’epoca sono di Nello Gaetani, Presidente dell’associazione Sponsalia, Palio del Duca. “Il fumetto, dice l’autrice, si ispira alla rievocazione storica del matrimonio di Forasteria, ed è stato naturale pensare di ambientare il set del film proprio nel comune di Acquaviva Picena, che con il suo fascino e i suoi borghi porta lo spettatore in quell’epoca storica tipica del medioevo. Rosanna Gambone, vestirà i panni del giullare- narratore ed avrà il compito di raccontare questo fantasy. La storia ha un messaggio importante, caro ad Emanuela Del Zompo: la condizione della donna nelle varie epoche storiche. La protagonista, è una Principessa-guerriera che dovrà compiere un viaggio temporale per compiere il proprio destino.

Il video del Tg2 in evidenza

The Scoop Jazz Band fa l’en plein al Village Celimontana. Giornalisti in punta di…musica

I 10 anni dalla nascita del gruppo musicale sono stati festeggiati giovedì 17 settembre davanti ad un pubblico da grandi occasioni.

Nata nel 2010 per iniziativa di Dino Pesole alla chitarra, editorialista del Sole24ore, Antonio Troise alle tastiere, editorialista di QN e nel mondo della comunicazione, Romano Petruzzi al sax, consulente del lavoro, e Stefano Sofi già giornalista del Messaggero, la Scoop Jazz Band ha festeggiato il 17 settembre i dieci anni di attività musicale al Village Celimontana.

Ad assistere allo scoppiettante spettacolo un nutrito pubblico, quello delle grandi occasioni, tra cui una gran parte del mondo del giornalismo nazionale. Sì perché il gruppo musicale, cui si sono aggiunte le voci di Donatella Cambuli e Massimo Leoni, giornalista di Skytg24, oltre ad Antonello Mango al basso, Guido Cascone alla batteria, il sassofonista Sebastiano Forti e alla tromba Stefano Abitante, è composto da giornalisti e musicisti che di tanto in tanto invece di far parlare la penna danno voce al loro strumento preferito. L’effetto è strepitoso, una grande musica che spazia in un arco di tempo compreso negli ultimi 65 anni, brani storici rivisitati a cui la band restituisce carisma e attualità.

Nella vita lavorativa sono tutti professionisti in punta di penna, ma la notte no….come diceva Arbore. E si trasformano in veri talenti della musica che con abilità e un pizzico di spavalderia spaziano tra jazz, blues e bossa, ma anche nel rhythm and blues con alcuni grandi successi della musica rock. Ascoltarli è una delizia ed è un invito al ballo scatenato, che è quello che la musica deve fare. “Stiamo insieme da dieci anni perché in fondo la nostra musica è diventata il motivo fondante di una piccola grande famiglia. Come ci riusciamo nonostante gli impegni lavorativi? Alla base c’è una grande passione per la musica e tanto affetto tra noi tutti” spiega Antonio Troise, il tastierista del variegato gruppo. Protagonista della serata anche Dario La Ruffa(Tg2) che ha presentato l’evento.

Numerose le esibizioni in questi dieci anni trascorsi, tanto da diventare band di riferimento anche per le occasioni istituzionali così come in storici locali come il Cotton Club, o presso le sedi di rappresentanza della Commissione europea e del Parlamento europeo. In particolare la Band si è esibita allo Spazio Europa di via IV Novembre in più occasioni (tra questi gli eventi organizzati dalla Rappresentanza per gli auguri natalizi nel 2013 e 2014, per la Festa dell’Europa che ha visto esibirsi la band in piazza del Testaccio e in piazza del Popolo). Poi i concerti del 4 e 5 marzo 2016 all’Istituto italiano di Cultura a Istanbul e presso il Palazzo di Venezia di Istanbul, al Circolo Montecitorio e al Foyer del Teatro San Carlo di Napoli. Infine la partecipazione alla giornata organizzata dal Movimento europeo e dalla stessa Rappresentanza a Roma, all’Aula Magna della Sapienza il 24 marzo 2017 in occasione delle celebrazioni dei sessanta anni dalla firma dei Trattati di Roma, il concerto organizzato dalla Camera dei Deputati il 19 giugno 2017 nella cornice del restaurato Chiostro di Vicolo Valdina, la serata organizzata il 21 giugno 2017 al Complesso museale Montemartini, in occasione della Festa europea della Musica.

Line-up del 17 settembre 2020
Stefano Abitante, Voce
Sebastiano Forti, Sax/Clarinetto
Dino Pesole, Chitarra
Antonio Troise, Tastiere
Romano Petruzzi, Sax
Stefano Sofi, Percussioni
Antonello Mango, Contrabbasso
Guido Cascone, Batteria
Donatella Cambuli, Voce
Massimo Leoni, Voce

Nel video il contributo della Scoop Jazz Band durante il lockdown da covid19. Grazie a tutti voi giornamusicisti!

La Lidu onlus partecipa al dolore per la prematura perdita di Claudia Corinna Benedetti

Attivista per i diritti umani, presidente dell’Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza (Onps), ed Ambasciatrice di Pace per l’Onu, si è spenta dopo lunga malattia Claudia Corinna Benedetti. Il cordoglio della Lega Italiana dei Diritti per l’Uomo

Il mondo dei diritti umani ha perso ieri una delle attiviste più impegnate nel nostro Paese. Ci ha lasciato dopo grave malattia Claudia Corinna Benedetti presidente dell’Osservatorio nazionale permanente sulla sicurezza (Onps), ed Ambasciatrice di Pace per l’Onu. Collaborava da tempo con il gruppo Donne e Pari Dignità della Lidu onlus presieduto da Maricia Bagnato Belfiore che ne dà il triste annuncio insieme al presidente Eugenio Ficorilli. La Lega Italiana dei diritti dell’Uomo si stringe alla famiglia di Claudia Corinna nell’ultimo doloroso abbraccio.

Da molto tempo Claudia si occupava di elaborare proposte di legge, interrogazioni, interpellanze parlamentari relazioni, dichiarazioni di voto per vari Deputati e Senatori, sempre nel segno della tutela dei diritti umani. Laureata in Giurisprudenza, donna attenta e dai toni moderati, non esitava ad alzare i toni quando si trattava di difendere i più deboli. Celebri le sue battaglie contro la violenza alle donne che da diversi anni conduceva in tandem con Maricia Bagnato Belfiore presidente a sua volta della commissione Donne e pari Dignità della Lega italiana dei diritti dell’Uomo (Lidu onlus). Proprio nel 2019 durante la celebrazione della Giornata Mondiale contro la violenza alle Donne ( 25 novembre), nella sede della Lidu onlus avevano stilato un’ipotesi di programma da presentare alle Istituzioni competenti. In quella occasione le attiviste presenti avevano ascoltato la dolorosa storia di Katia Villirillo che, impegnata a Crotone a salvare ragazze da droga e prostituzione, aveva subìto la morte del proprio figlio Giuseppe, assassinato da un componente della malavita organizzata sotto gli occhi della madre che voleva difendere. In quella occasione venne alla luce la necessità di supportare le famiglie che, vittime di femminicidi, assassinii e violenza di ogni genere anche verso i minori, non trovano più la forza di reagire e continuare a lottare per la vita. Ricordo Claudia Corinna che insieme a Maricia decisero l’alleanza tra le nostre due associazioni per trovare insieme un punto di apertura su questi temi da parte delle istituzioni competenti.

Poi l’aggravarsi della salute di Claudia Corinna che come sempre e con grande dignità ha sofferto ed affrontato in silenzio. Fino a ieri, quando il marito Gianfranco ha reso nota la sua dipartita che ha lasciato tutti noi nel totale sconforto per la perdita di una così grande donna. Nel 2011 era stata insignita dall’Onu come Ambasciatrice di Pace con questa motivazione: Nello spirito della propria missione di stabilire la pace nel mondo la Interreligiose and International Federation for World Peace riconosce quale ambasciatori di pace quelle persone la cui vita esemplifica l’ideale del vivere per gli altri e che dedicano se stessi alla attuazione degli ideali, valori morali universali, unione familiare, la cooperazione interreligiosa, l’armonia internazionale, il rinnovamento delle Nazioni Unite, la promozione della responsabilità nell’informazione e la costituzione della cultura della Pace. Trascendendo le barriere razziali nazionali e religiose, gli ambasciatori di pace contribuiscono alla realizzazione della speranza di ogni generazione, un mondo di pace e unità nel quale la dimensione spirituale e materiale della vita sono in armonia.

“Mi è stata vicina sempre con i suoi consigli legali ed il suo affetto” ha riferito al nostro giornale Caterina Villirillo madre di Giuseppe Parretta assassinato per difenderla da un pregiudicato oggi condannato all’ergastolo.

“Una grande amica ed una grande donna in difesa del rispetto dell’altro, contro ogni forma di discriminazione, di sopraffazione e violenza e per la tutela dei diritti umani e della pace – spiega con vivo dolore Maricia Bagnato Belfiore – un altra importante colonna a tutela dei diritti umani che ci lascia nello sconforto più grande, con lei perdiamo la sua saggezza, la sua conoscenza e la sua enorme generosità”

Anche il presidente della Lidu onlus Eugenio Ficorilli esprime il suo cordoglio al marito ed alla famiglia tutta, ricordando le molteplici attività svolte in sinergia con la cara Claudia Corinna Benedetti.

E per me che scrivo: abbiamo perso una donna eccezionale, ci mancherai Claudia, hai lasciato un vuoto difficile da riempire perchè sei stata competente, generosa, simpatica ed accogliente. Tante le cose da fare ancora insieme, ma sta sicura che continueremo seguendo il tuo grande esempio. 

I funerali si svolgeranno nella Parrocchia S. Anna, via Torre Morena 61, Ciampino, domani 2 settembre alle ore 15.

Lidu onlus – Fidh denuncia: le autorità turche sono responsabili della morte di Ebru Timtik in carcere

La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo si unisce all’atto di accusa della FIDH che ritiene responsabili le autorità turche per la morte dell’avvocata e attivista per i diritti umani Ebru Timtik, dopo 238 giorni di sciopero della fame nel carcere turco dove era detenuta con una condanna per terrorismo

Credeva nel rispetto dei diritti civili, dei diritti fondamentali nella sua Turchia Ebru Timtik, avvocata e attivista per i diritti umani, condannata a 13 anni di reclusione per terrorismo dal tribunale del suo paese. La sua unica colpa è stata la difesa dei più deboli.  Faceva parte dell’Associazione contemporanea degli avvocati, specializzata nella difesa di casi politicamente delicati ed era stata accusata dalle autorità turche di essere legata all’organizzazione marxista-leninista radicale Dhkp-C, responsabile di diversi attentati e definita “terrorista” da Ankara e dai suoi alleati occidentali. In particolare, Timtik aveva difeso la famiglia di Berkin Elvan, un adolescente morto nel 2014 per le ferite riportate durante la repressione delle proteste di Gezi Park nel 2013. Dopo la condanna aveva cominciato lo sciopero della fame per avere un processo equo stimolando anche con la sua coraggiosa scelta il mondo occidentale. Ma nonostante tutti gli appelli e le richieste arrivate alla giustizia ed alla Corte costituzionale turca un mese fa, per l’aggravarsi della sua salute e l’incompatibilità con il regime carcerario, un tribunale di Istanbul aveva rifiutato di scarcerare la donna. “Ebru Timtik è stata fatta morire sotto i nostri occhi”, ha twittato Sezgin Tanrikulu, deputato del Chp, la principale forza di opposizione al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Da qui l’atto di denuncia della Lidu onlus che si unisce alla Fidh di cui è componente, che ritiene le autorità turche responsabili della sua morte, chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i difensori dei diritti umani detenuti arbitrariamente nel paese, compreso l’avvocato Aytaç Ünsal, che è in sciopero della fame da oltre sei mesi e la cui salute è notevolmente peggiorata.

#EbruTimtik ha portato avanti la sua protesta rimasta inascoltata nei confronti del Sultano e del suo Ministero della Giustizia Turco richiedendo quello che e’ garantito dalla dichiarazione dei diritti dell’Uomo e da tutte le costituzioni delle Nazioni Europee, dal diritto internazionale che ben conosceva svolgendo la professione di avvocato”, scrive su FB l’avvocato Gianmarco Cesari componente del comitato nazionale della Lidu onlus – “ DIRITTO a processi equi; DIRITTO alla difesa; DIRITTO a svolgere la professione di avvocato in modo indipendente. Anche io difendo i diritti umani e mi unisco alle sue richieste perche’ non muoiano dopo la sua morte nella indifferenza”.

” Le autorità turche sono responsabili della morte della signora Ebru Timtik, poiché hanno ripetutamente respinto tutti gli appelli per la sua liberazione, negando costantemente ogni rischio per la sua sicurezza fisica e ogni pericolo per la sua vita “, ha dichiarato Alexis Deswaef, avvocato per i diritti umani e Vice Presidente FIDH.

“La Lidu onlus si schiera in difesa dei troppi condannati ingiustamente solo perché difensori dei diritti umani – ha affermato Eugenio Ficorilli presidente della storica associazione – e manifesta  il bisogno urgente per le autorità turche di riconsiderare con attenzione la tutela diritti umani nel Paese”.

Il corpo dell’Avvocata #EbruTimtik è stato sepolto oggi nel cimitero di #Gazi dopo la cerimonia in una Cemevi. Sulla sua bara, portata in spalla da avvocati suoi colleghi ed amici in toga, una toga da avvocato e dei garofani.

Il magazine on line TheDailyCases è in lutto. E’ mancato oggi il direttore editoriale Romolo Amicarella

Già redattore del Corriere della Sera non aveva mai abbandonato la professione che continuava con passione appoggiando nuove idee e standard editoriali. Era anche presidente a Milano di Lidu onlus

Ho conosciuto Romolo Amicarella quasi 30anni or sono. Lui direttore del giornale della F.I.B.I.S. Coni, ed io giovane presidente regionale della storica federazione. Fu lui ad introdurmi nel mondo del giornalismo. ‘Scrivi’ – mi diceva – e vedrai quante soddisfazioni riceverai nel saper raccontare la verità’. Lui ha corretto i miei primi passi e mi è stato vicino quando non ero sicura di me. Con lui oggi se ne va un pezzo importante della storia del giornalismo, quello vero, fatto di attese fuori dai commissariati per sapere cosa era accaduto durante la notte. Amicarella ci lascia all’età di 82 anni, ma la vita che ha vissuto è quella di un vero giornalista, la curiosità e l’amore per la verità sono state il volano della sua brillante carriera. Settegiorni, Corriere della Sera, Rai, sono solo alcune delle redazioni dove Romolo ha lavorato. E dopo il pensionamento si è trasformato nel vate che chiunque vorrebbe incontrare sulla sua strada.

Oggi dopo quasi 30 anni di grande amicizia posso dire che è stata una fortuna ed un onore incontrarlo. Quando decisi di trasformare il blog Daily Cases in un vero giornale lui ne fu entusiasta e non mi ha mai abbandonato… fino a questa mattina quando serenamente si è spento in casa sua accompagnato dall’affetto della sua consorte e di suo genero. Ha vissuto appieno la sua vita il caro Romolo, non senza grandi dolori, il più grave la perdita della cara figlia Lisa a soli 48 anni un anno fa. Ma non si lamentava mai, aveva dentro di sé la voglia di sapere e raccontare, di informare con correttezza e continenza, perché sapeva che per essere individui liberi in un paese democratico bisogna conoscere ed essere informati. Era stato anche eletto da due anni presidente per la città di Milano della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus), e da allora si prodigava per la tutela dei diritti umani e qualche anno fa aveva fondato Aise, associazione per l’intervento sociale contro l’emarginazione, di cui era presidente. Se n’è andato in silenzio e senza dolore, un privilegio concesso alle persone davvero buone.

Ma lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Nel mio ancor di più. Ti ho voluto bene Romolo caro, tanto, ho ascoltato e seguito tutti i tuoi consigli, e ti riconosco oggi la grande capacità e generosità nel voler trasmettere ad altri come me la tua passione per la professione giornalistica. Sei stato un grande esempio, ragazzo del Sud, di Athena Lucana, che approda a Milano e scala le vette del giornalismo delle grandi testate nazionali. Non ti dimenticherò…mai, non ti dimenticheremo noi tutti della Lidu onlus.

The Women’s Angels set in Pomezia prodotto da Cinemadamare

Scritto e diretto da Emanuela Del Zompo con l’Argentino Leandro Sosa direttore della fotografia.

Rosanna Gambone è co-protagonista della dark-commedy The Women’s Angels insieme ad Emanuela Del Zompo. Il cast artistico e’ formato per la maggior parte da studenti di cinema provenienti da varie citta’ d’Italia: Steven Kemps di origine olandese, Lorenzo Sammicheli, Nicolo Goattin, GaiaLucrezia Russo, Lucio Chiaradonna, Natalia Simonova, la cantante Fatou Kine’ Fall. Emanuela Del Zompo oltre alla regia è protagonista di questa storia che affronta importanti temi sociali come la diversità e la disabilità, in un modo mai eccessivo, ma utilizzando metafore che portano lo spettatore ad intuire pian piano le difficoltà di una donna che ha amato un uomo violento.

Raccontata in tono ironico, due donne “cosi diverse ma così uguali” sono l’una lo specchio dell’altra. Ed in effetti l’attrice disabile Rosanna Gambone alla sua prima esperienza davanti all’obiettivo, interpreta brillantemente il lato nascosto dell’anima della sposa – Del Zompo, che cela anche a sé stessa gli errori compiuti. Il confronto tra le due porterà alla riflessione profonda della protagonista che, sposa triste vestita di bianco in attesa di salire sull’altare, realizzerà nel suo animo di essere sospesa in un non tempo. Un tema caro ad Emanuela Del Zompo   che già con il fumetto ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’ aveva affrontato le difficoltà delle donne che vivono un mondo violento e irrispettoso della figura femminile, difficoltà in parte vissute anche personalmente. “Non è semplice per una donna sola – spiega la Del Zompo che ha al suo attivo una lunga carriera di attrice – l’approccio al mondo dell’arte e della recitazione. Se da un lato si assiste ad un forte e schiacciante potere maschile, dall’altro le donne sono poco solidali tra loro. Questo genera invidie che possono essere più deleterie della pura violenza. Ecco perché questa volta ho voluto raccontare due donne che specchiandosi l’una nell’altra alla fine sono la stessa persona. E con la splendida partecipazione di Rosanna Gambone sono riuscita a dare evidenza alle disabilità. Il femminile quindi che è svantaggiato in partenza, ma ci si deve chiedere: chi è davvero disabile e cosa implica?”

Il corto ‘The Women’s Angels’, patrocinato da Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu onlus) e dalla Bon’t Worry onlus di cui Emanuela Del Zompo è anche socio onorario, è un invito alla riflessione profonda sul senso della vita e sui valori di umanità che sono il fulcro della nostra vita sociale. Ma è anche un invito al risveglio dell’anima, che eternamente vaga alla ricerca dell’amore.  

‘The Women’s Angels’, che è stato realizzato senza alcun supporto economico istituzionale, parteciperà ad una serie di concorsi a partire dal Festival di Roma del prossimo ottobre.

In Brasile il covid19 corre e miete sempre più vittime. L’intervista all’on. Fabio Porta già deputato nella circoscrizione B America Meridionale

Il Brasile è un paese con grandi contraddizioni ed il suo attuale presidente Bolsonaro, pur se colpito anche lui dal virus, continua a meravigliare il mondo intero con decisioni al limite dell’umana comprensione e scarso rispetto dei diritti umani

Il covid19 è sempre più virulento in Brasile dove vivono quasi 30milioni di nostri connazionali. Abbiamo chiesto all’on. Fabio Porta che nella scorsa legislatura era stato eletto alla Camera nella circoscrizione B America Meridionale, qual è il dramma che stanno affrontando. Il Brasile è infatti un paese con grandi contraddizioni ed il suo attuale presidente Bolsonaro, pur se colpito anche lui dal virus, continua a meravigliare il mondo intero con decisioni al limite dell’umana comprensione. Mentre però del Brasile sappiamo che i morti per coronavirus sono vicini ai 100mila, il Venezuela di Maduro rivela poco o nulla di quello che il paese sta soffrendo.

Anche in Venezuela tantissimi gli italiani che dall’inizio della dittatura di Maduro hanno dovuto affrontare una vera diaspora per sfuggire ai rischi patrimoniali e personali cui erano sottoposti. Territori difficili spiega nell’intervista Fabio Porta, che avrebbero bisogno di interventi internazionali con l’Italia capofila visto l’alto numero di italiani in quei paesi. Ne è nato un sodalizio che coinvolge anche la Lidu onlus (Lega Italiana dei diritti dell’Uomo)

I dettagli nella video intervista all’interno dei locali della Lega Italiana dei diritti dell’Uomo. 

Inaugurata la sede del comitato vesuviano – nolano della Lidu onlus

Su iniziativa di Enzo Peluso e con il supporto e l’ospitalità del circolo Giovanni XXIII di Palma Campania, è stata inaugurata la sede del comitato Lega Italiana Diritti dell’Uomo dell’area vesuviana – nolana presieduto da Giuseppe Mungiguerra. Presente il presidente nazionale della storica associazione Eugenio Ficorilli.

E’ stata inaugurata sabato 4 luglio, alle ore 17,30, la sede del comitato vesuviano – nolano della Lidu, la Lega italiana per i diritti umani. L’evento, moderato dalla giornalista Nicole Lanzano,  si è svolto a Palma Campania, presso la sede del circolo Giovanni XXIII in via Nola, che ospiterà provvisoriamente la sede del comitato vesuviano – nolano della Lidu per i mesi estivi. L’apertura del comitato è stata fortemente voluta da Enzo Peluso, imprenditore palmese che da anni è un attivista Lidu e che per la Lega per i diritti umani ha anche ricoperto cariche nazionali.

Nel rituale benvenuto dei padroni di casa è intervenuto a porgere il saluto del presidente del circolo Giovanni XXIII, Aniello Lauri che, ricordando ai presenti l’attenzione doverosa ai diritti umani, ha riportato alla memoria le vicende storiche del patriota palmese Vincenzo Russo che partecipò attivamente alla nascita della Repubblica Partenopea in opposizione al potere borbonico. Russo venne preso con le armi in mano il 13 giugno e giustiziato il 19 novembre 1799, a soli 29 anni: fu impiccato in Piazza del Mercato, a Napoli. Da quel momento, egli divenne un martire del giacobinismo italiano.

Esposto il progetto scuola della Lidu onlus nazionale che trova nel comitato dell’area vesuviano – nolana un grande alleato per divulgare nelle scuole della zona i temi dei diritti dell’uomo, sin dalle scuole primarie per arrivare anche nelle medie e medie superiori, con l’aiuto di un gruppo di giovani che saranno formati e costituiranno il supporto logistico del progetto stesso.

Il presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo ha voluto ricordare il significato storico del 4 luglio che è anche l’Indipendence Day per gli Stati Uniti d’America che nel 1776 conquistavano la loro indipendenza dalla Gran Bretagna. ‘Tra le conquiste in termini di diritti Umani’ – ha spiegato Eugenio Ficorilli, – ‘ gli americani introdussero nella loro Carta Costituzionale anche il diritto alla felicità.

I particolari dell’evento nel filmato delle interviste fatte dalla giornalista Nicole Lanzano ad Enzo Peluso ed Eugenio Ficorilli.

Il Sappe scende in piazza e protesta in via Arenula contro il ministro Bonafede

In difesa del corpo di Polizia Penitenziaria anche la Consolidal romana presieduta da Serenella Pesarin socio-psico-terapeuta ed esperta sui temi della detenzione per essere stata Direttore generale del Dipartimento della Giustizia Minorile

“Abbiamo 4mila uomini in meno, facciamo turni di lavoro massacranti ed il ministro Bonafede coccola i detenuti e non si preoccupa degli agenti aggrediti e denunciati” – così Donato Capece segretario generale del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, stamane durante la manifestazione della categoria in via Arenula a Roma di fronte il Ministero della Giustizia – “Noi confidiamo nella magistratura, ma è inaccettabile che passi il concetto che le carceri italiane siano luoghi oscuri dove accade di tutto e di più”. E poi ancora: “Ministro Bonafede hai fallito su tutto!”

Niccolò Rocco di Torrepadula

La protesta fa seguito al sit-in davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere e, giovedì scorso a Roma, davanti alla sede del  Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in largo Luigi Daga. “Non v’è dubbio che l’emergenza sanitaria per covid19 ha messo a nudo tutte le carenze del nostro sistema penitenziario, – spiega Niccolò Rocco di Torrepadula – Ma quanto successo a Santa Maria Capua Vetere dove 44 agenti hanno ricevuto sulla pubblica via gli avvisi di garanzia per i procedimenti a loro carico aperti da Magistrati che poco conoscono del mondo del carcere, è semplicemente scandaloso. Delegittimare in questa maniera una Forza di Polizia merita un solo commento: Vergogna!!!”. Il duro commento di Niccolò Rocco di Torrepadula volontario nelle carceri ex art. 17 e 78 per oltre 10 anni nasce dalla sua profonda conoscenza della vita all’interno degli istituti di pena e dall’aver assistito al duro lavoro della Polizia Penitenziaria che, sottodimensionata nei numeri, “ svolge da sempre un compito durissimo e pericoloso, il loro impegno ed i rischi che corrono sono decuplicati in questo periodo dato che, per la impossibilità di accedere agli Istituti Penitenziari da parte di congiunti e parenti dei detenuti, la popolazione carceraria è particolarmente ‘agitata’ e frequenti sono le aggressioni agli agenti e le rivolte domate con molti feriti fra gli agenti, quanto scritto vale sia per gli Istituti dove sono reclusi i maggiorenni sia, e soprattutto, per gli istituti dove sono reclusi i minori spesso dimenticati da tutti”.

“Lascia basiti quanto successo a Santa Maria Capua Vetere,” – commenta Serenella Pesarin già Direttore generale del Dipartimento della Giustizia Minorile nazionale e oggi presidente di Consolidal – Roma – “le modalità con cui questi angeli del penale sono stati trattati, e tutto di fronte ai familiari dei detenuti. Non ci sono parole per esprime il dissenso di quanto avvenuto”.

“La polizia penitenziaria svolge un ruolo delicatissimo sia nelle strutture penali per gli adulti che per i minori – specifica con autorevolezza la Pesarin – sono loro che vivono giorno e notte con le persone ristrette, che coniugano sicurezza e trattamento, un binomio non semplice e che richiede alta professionalità esercitata senza riflettori, senza neanche il dovuto riconoscimento da parte dell’opinione pubblica che sa molto poco di questa realtà”.

“Ci si aspetta che la Magistratura faccia piena luce sui dolorosi accadimenti nell’Istituto di Pena di Santa Maria Capua Vetere, perché così la verità ancora una volta potrà trionfare e dare il dovuto riconoscimento agli operatori di Polizia Penitenziaria che rappresentano un corpo di polizia con prerogative complesse e che svolgono un lavoro molto delicato a contatto con un universo di fragilità dove spesso gli ultimi, i dimenticati dal mondo, trovano solo in loro ascolto” conclude Serenella Pesarin

La clausura forzata in casa per il covid19 ha inasprito la violenza domestica di genere

La presidente della Lidu onlus di Firenze, arch. Dania Scarfalloto Girard, esprime preoccupazione per i troppi eventi di violenza contro le donne che si sono verificati in periodo di lockdown. Non bisogna abbassare la guardia ed è un dovere intervenire anche solo ricordando la normativa che introduce e condanna la violenza di genere

Il periodo di lockdown dovuto all’emergenza sanitaria per pandemia da coronavirus ha portato gravi ripercussioni su tutta la popolazione: economiche ma anche psicologiche per ogni categoria sociale. Ma tra tutte va evidenziata quella subìta da molte donne, che costrette in casa con i loro ‘aguzzini’ hanno visto aumentare in modo esponenziale la violenza contro di loro. Anche l’Oms è intervenuta poichè  “profondamente turbata dalle segnalazioni di molti paesi di un aumento delle violenze contro donne e uomini, da parte del partner, e contro i bambini, collegate a Covid-19” come riferisce Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa, che denuncia il preoccupante aumento del numero di chiamate di donne aggredite dal partner, che sono almeno 5 volte di più del pre-lockdown. Un fenomeno che ha colpito anche il nostro Paese e che va combattuto prima di tutto con una corretta informazione e anche con la necessaria formazione culturale delle giovani generazioni. Un compito compreso nella tutela dei diritti umani che la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo persegue fin dal 1919 e che la presidente del comitato di Firenze, arch. Dania Scarfalloto Girard, ha come primo punto del suo programma. Ricorda infatti in un suo scritto odierno sui social dedicati alla sua attività umanitaria sulla violenza di genere (Art. 1, Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne, Vienna, 1993)

 “Con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso. Spesso si parla di violenza di genere per caratterizzare le diverse forme di violenza agite contro le donne, ma non solo. Le Nazioni Unite in occasione della Conferenza Mondiale sulla Violenza contro le Donne tenutasi a Vienna nel 1993, la definiscono come ogni atto legato alla differenza di sesso che provochi o possa provocare un danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza della donna, compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o l’arbitraria privazione della libertà sia nella vita pubblica che nella vita privata. “La violenza fisica comprende qualsiasi atto volto a far male o a spaventare la vittima e, nella maggior parte dei casi, a procurare lesioni. Non riguarda solo l’aggressione fisica grave, che richiede cure mediche d’emergenza, ma anche ogni contatto fisico finalizzato a spaventare e a rendere la vittima soggetta al controllo dell’aggressore, poiché anche forme minori di questo tipo di violenza possono essere estremamente nocive, in quanto possono essere percepite come una minaccia alla vita di chi le subisce. Nel maltrattamento fisico, la componente psicologica più pesante consiste nell’imprevedibilità dell’aggressione, in quanto qualsiasi pretesto può essere motivo scatenante. Questo induce la vittima potenziale a consumare tutte le sue energie nel tentativo di evitare comportamenti che possano far irritare il suo carnefice, provocando così una sua aggressione fisica o verbale”.

Fonte: “Violenza di genere” di F.Focà

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