Italiani nel Mondo

Il dilemma moderno di Voltaire – Voltaire’s modern quandary

By 21 Agosto 2018 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Il dilemma moderno di Voltaire

Spesso dimentichiamo quanto del nostro pensiero politico moderno risale all’Illuminismo che poi ha aperto la porta alla Rivoluzione francese che ancora oggi definisce la nostra politica moderna.

di Gianni Pezzano

Spesso ti trovi a scrivere un articolo, poi, mentre fai le dovute ricerche, ti rendi conto che la direzione è quella giusta ma la strada era quella sbagliata.


Così, sono partito con l’idea di utilizzare un detto celebre per poi scoprire che il detto era solo l’inizio di una strada molto più ricca e capace di farci pensare su un tema davvero molto moderno.

 

Libertà

Spesso dimentichiamo quanto del nostro pensiero politico moderno risale all’Illuminismo che poi ha aperto la porta alla Rivoluzione francese che ancora oggi definisce la nostra politica moderna.

Uno del personaggi importanti dell’Illuminismo era Francois-Marie Arouet che conosciamo come Voltaire, drammaturgo e filosofo, nonché uno dei fondatori della celebre Enciclopedia che ebbe un ruolo importante nella Storia culturale del mondo.

Nel dibattito sulla libertà d’opinione/espressione un suo detto (contestato da alcuni) “Non sono d’accordo con quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo” è spesso utilizzata per giustificare la diffusione di idee che sono false, oppure diffamatorie e peggio, verso individui, o gruppi, religioni o nazionalità.

 

Responsabilità e conseguenze

Nel dibattito sulle vaccinazioni l’argomento dei No-Vax non si basa su prove scientifiche verificabili ma su opinioni, oppure pregiudizi, verso la scienza che di verificabile hanno solo le parole degli autori.

Nel rispondere a queste opinioni è facile parlare di libertà, ma dimentichiamo che non esiste un diritto assoluto all’opinione perché nessuno è immune dalle responsabilità, e quindi le conseguenze, per le proprie azioni e dichiarazioni come dimostrano chiaramente le leggi di diffamazione e istigazione a odio razziale/religioso in molti paesi, compresa l’Italia.

Nel fare le ricerche per l’articolo mi sono trovato in una marea di detti di Voltaire che hanno colpito non tanto come dimostrazione della grandezza del personaggio, ma per l’attualità dei temi trattati e la rilevanza sul dibattito internazionale sul ruolo dei social media nella diffusione non solo di opinioni false e/o manipolate, come anche nella diffusione delle cosiddette “fake news” che stanno scombussolando la politica di moltissimi paesi.


Difatti, i concetti di Voltaire sono validi anche nel tema di supremazia di una nazionalità o altra che è diventato, di nuovo, un tema di politiche nazionali a partire dagli Stati Uniti del Presidente Donald Trump.

 

Primi i…

Quando ho letto le frasi “Patria. Desiderare la grandezza del proprio paese è desiderare il male dei propri vicini” e “Il fanatismo è un mostro che osa definirsi figlio della religione” ho visto oltre due secoli della nostra Storia definiti in un modo quasi surreale per la sua semplicità.

Riferiscono a fenomeni storici che hanno svolto ruoli essenziali a partire dalle guerre napoleoniche, come anche le due guerre mondiali, il colonialismo da parte dei paesi occidentali e ora vediamo riapparsi di nuovo in altri modi per mano di politici d’oggigiorno.

Infatti, nel nome di “Prima gli americani” il Presidente Donald Trump ha scatenato una guerra internazionale dei dazi contro l’Unione Europea e altri paesi e nel nome di “Prima i russi” Vladimir Putin ha annesso la Crimea dall’Ucraina nel 2014. E con questo stesso pensiero vari governi di paesi europei si oppongono alle ondate di emigrati che fuggono i problemi dei paesi africani e mediorientali.

 


Verità o realtà?

Ma nel leggere le opinioni espresse da politici e giornalisti e dai cittadini nelle pagine del social media, il fantasma di Voltaire si fa sentire di nuovo.

Ci sono uomini che usano le parole all’unico scopo di nascondere i loro pensieri”  ci fa ricordare che non sempre capiamo le intenzioni dei potenti dai loro discorsi. Le parole spesso nascondono i progetti veri a lungo termine dei nostri governanti, progetti che spesso capiamo fin troppo tardi.

Allo stesso modo la frase  “Coloro che ti fanno credere nelle assurdità ti fanno commettere atrocità” potrebbe benissimo essere il motto delle stragi che abbiamo visto in tutti i continenti compiute da uomini di tutti i colori di pelle e politica che continuano ancora nel terzo millennio. Con questo non possiamo non nominare una grandissima menzogna del nostro mondo, quella della “purezza razziale” che la scienza dimostra regolarmente come una falsità enorme ma è ancora utilizzata come scusa per compiere stragi e guerre.

Per questi motivi dobbiamo sempre essere attenti a controllare quel che leggiamo ed eventualmente condividiamo perché, come membri di una società che definiamo come civile, abbiamo anche il dovere di assicurare che le basi di quel che pensiamo e le azioni che compiamo siano basate su concetti solidi e non su menzogne, particolarmente quelle costruite ad arte.

 

Regola di vivere

Ma il nostro buon Voltaire non solo ci fa pensare sul comportamento verso la verità, ma ci fa capire benissimo come vivere nella nostra società.


La regola è semplice e, in un certo senso, banale: “Viviamo in società. Per noi dunque niente è davvero buono se non è buono per la società”. In effetti, questa frase è contenuta nei testi di tutte le religioni, come anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, però molti non si ricordano che la “società” vuol dire tutti “gli altri” e i nostri “vicini”.

Infine, Voltaire ci dice la verità di quel che spinge molti a condividere opinioni false e menzogne, più o meno consapevolmente: “Lo ammetto. Ma è assai più triste, e molto più sciocco, credere di sapere quel che non si sa”. Ma quanti lo fanno perché non vogliono essere smentiti?

Sarebbe interessante sapere cosa si son detti Umberto Eco e Voltaire nell’altro mondo quando hanno discusso gli effetti dell’internet sul dibattito internazionale. Non abbiamo dubbi che Voltaire non sarebbe stato sorpreso…

Inviate le vostre storie a: [email protected]

 


di emigrazione e di matrimoni

Voltaire’s modern quandary

Often we forget how much of our modern political thought goes back to the Enlightenment that then opened the door for the French Revolution that still defines today’s politics.

By Gianni Pezzano

Often you find yourself writing an article then, as you carry out the research, you understand that you are in the right direction but on the wrong road.

In this way I started with the idea of using a famous phrase to then discover that the saying was only the beginning of another road that was much richer and capable of making us think on a theme that is truly very modern.

 

Freedom

Often we forget how much of our modern political thought goes back to the Enlightenment that then opened the door for the French Revolution that still defines today’s politics.

One of the most important characters of the Enlightenment was Francois-Marie Arouet who we know as Voltaire, a playwright and philosopher and one of the founders of the famous Encyclopaedia that played an important role in the world’s cultural history.

In the debate on freedom of thought/expression one of his sayings (contested by some) “I do not agree with what you say but I will defend until death your right to say it”  is often used to justify the spreading of ideas that are false, or defamatory or worse, towards individuals, groups, religions or nationalities.

Responsibility and consequences

In the debate on vaccinations the argument of the anti-Vaxxers is not based on verifiable scientific proof but on opinions, or prejudice, towards science of which only the author’s words are verifiable.

It is easy to speak about freedom when answering these opinions but we forget that there is no absolute right to opinion or speech because nobody is immune to the responsibility and therefore the consequences of their actions and declarations as is clearly shown by defamation and racial/religious hatreds laws in many countries, including Italy.

In researching this article I found myself in a sea of sayings by Voltaire that struck me not so much because they showed the man’s greatness but how topical they are and their relevance to the international debate on the role of social media in the spreading not only false and/or manipulated opinions, as well as the spread of the so-called “fake news” that is upsetting politics in many countries.

In fact, Voltaire’s concepts are also persuasive on the theme of supremacy of a nationality or another that had once again become a theme of national politics, beginning with President Donald Trump’s United States of America.

… First!

When I read the phrase “So it is the condition that to wish the greatness of one’s fatherland is to wish evil on one’s neighbours” and “Fanaticism is that monster that dares define itself as the child of religion” I saw more than two centuries of our History defined in an almost surreal way by its simplicity.

They refer to phenomena of history that played fundamental roles beginning with the Napoleonic Wars, as well as the two world wars, colonialism by Western countries and now we are seeing them once more in other ways by today’s politicians.

In fact, in the name of “America first” President Donald Trump has started an international trade war with tariffs against the European Union and other countries. And in the name of “Russia first” Vladimir Putin annexed the Crimea from the Ukraine in 2014. And it is with this same thought that a number of European countries oppose the waves of migrants fleeing problems in Africa and the Middle East.

Truth or reality?

Reading the opinions of politicians and journalists, as well as of citizens on the pages of the social media Voltaire’s ghost makes itself felt once more.

 “There are men who use words for the sole purpose of hiding their thoughts” reminds us that we do not always understand the intentions of the powerful from their speeches. The words often hide the true long term programmes of those who govern us, projects that we often do not understand ultil it is too late.

In the same way the phrase “Those who make you believe absurdities make you commit atrocities” could very well be the motto of the massacres we have seen in all the continents by men of all skin colour and all politics that still continue into the third millennium. With this we cannot fail to mention our world’s greatest lie, that of “racial purity” that science has regularly shown is an enormous falsehood but one that is still used as an excuse for massacres and wars.

For these reasons we must carefully check what we read and eventually share because, as members of a society that we define as civil, we also have a duty to ensure that the foundation of what we think and the actions we carry out are based on solid concepts and not on lies, especially on those built on purpose.

 

Rule for living

But our good Voltaire does not only make us think about our behaviour towards the truth, he also makes us think very well on living in our society.

The rule is simple, and in a way banal: “We live in a society. Therefore nothing we do is good if it is not good for the society”. Effectively, this phrase is contained in the texts of all religions, as it is also contained in the Universal Declaration of Human Rights; however, many do not remember that “society” means all “the others” and our “neighbours”.

Finally, Voltaire tells us the truth of what makes many share false opinions or lies more or less knowingly: “I admit it. But it is very much sadder, and much more stupid, to believe we know what we do not know”. But how many do so because they do not want to be proven wrong?

It would be interesting knowing what Umberto Eco and Voltaire told each other when they met in the other life when they discussed the effects of the internet on international debate. We have no doubts that Voltaire would not have been surprised…

Send your stories to: [email protected]

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