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Diritti umani

Corsi di femminismo in Ruanda per combattere gli abusi contro le donne

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Nel Paese africano la violenza è  una piaga sociale  che il programma “Scuole sicure per le ragazze” vuole estirpare. In Parlamento primato internazionale di presenze femminili:il 60 per cento.

di Vito Nicola Lacerenza

In Ruanda, l’organizzazione per la difesa dei diritti umani Care International Charity ha lanciato nel 2015 il progetto “Scuole sicure per le ragazze”. Un programma rieducativo che ha come obiettivo quello di insegnare alle giovani generazioni il concetto di parità di genere, ossia l’uguaglianza tra l’uomo e la donna. Al progetto hanno aderito 174 scuole, che tutti i pomeriggi organizzano tavoli tematici in cui si trattano temi relativi alla violenza contro le donne. Ai ragazzi è spiegato quanto sia “vile e orrendo” picchiare le  proprie partner, aggredirle verbalmente o sfruttarle economicamente appropriandosi dei loro beni. Alle ragazze invece sono insegnati i modi migliori per  emanciparsi attraverso lo studio, il lavoro e la cura della famiglia, in cui i cittadini del Ruanda assistono spesso ad episodi di violenza domestica. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite una donna su tre è vittima di abusi da parte del compagno e subisce violenza dall’età di 15 anni.

Il maschilismo è un fenomeno antico e molto diffuso in Ruanda dove il pestaggio di una moglie ad opera del marito è una prassi accettata che non desta alcuno scandalo.  I corsi del progetto “Scuole sicure per le ragazze”  mirano a far nascere nei giovani un senso di indignazione verso la discriminazione di genere e il desiderio di comprendere meglio l’altro sesso. Ai ragazzi, ad esempio, è spiegato scientificamente il meccanismo fisiologico delle mestruazioni, che, in una società maschilista come quella ruandese, alimenta pregiudizi sulle donne dipingendole come “esseri inferiori all’uomo”. Concetto con cui moltissimi  giustificano gli episodi della violenza domestica. Da anni le autorità locali tentano di contrastare il fenomeno incoraggiando le persone a denunciare ogni tipo di crimine. Negli ultimi tempi il popolo ruandese sembra aver recepito positivamente il messaggio. In occasione delle ultime elezioni nazionali, le candidate alle cariche pubbliche sono state le più votate dagli elettori e oggi il Parlamento dl Ruanda è composto al 60% da donne. Un record mondiale.

 

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