Italiani nel MondoPolitica

Battaglie politiche – Political Battles

By 25 Agosto 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Battaglie politiche

 

Il Parlamento è il luogo dove i rappresentanti votati dai cittadini decidono la vita e il futuro del paese, in nome e per conto dei cittadini stessi.

Di Gianni Pezzano


Ogni parlamento nazionale è nato dalla Storia di quel dato paese. Nel caso dell’Italia è nato in seguito ad una dittatura con una Costituzione scritta e pensata per evitarne altre nel futuro. Nel caso americano è nata dalla ribellione di tredici colonie inglesi contro la tassazione senza rappresentazione nel Parlamento. In Europa esiste un paese che ha un sistema parlamentare nato da una guerra civile segnata dalla decapitazione del re, dall’odio religioso e finita con una dittatura. Quel paese è il Regno Unito.

Nessun Parlamento dimostra meglio di quello britannico come le sue aule siano campi di battaglie politiche, spesso senza esclusione di colpi. I parlamentari si siedono affrontandosi direttamente con il Primo Ministro e il Capo dell’Opposizione seduti faccia a faccia come in preparazione di una battaglia. Chi ha visto l’aula britannica avrà notato le due righe davanti alle panche dei parlamentari. La distanza tra le righe è precisa, ed è la lunghezza di due spade, perché in passato il dibattito politico è diventato davvero lotta armata all’interno del Parlamento.

Incredibilmente, per i motivi storici/religiosi che portarono alla decapitazione dell’ultimo re cattolico,  il sovrano non solo non ha diritto al voto ma non può nemmeno entrare nel palazzo senza il permesso espresso dall’aula. Solo qualche anno fa il parlamento ha tolto il divieto al sovrano di sposare una donna cattolica, ma rimane il divieto d’essere lui stesso cattolico. Una decisione comprensibile visto che il sovrano è anche capo della Chiesa Anglicana.

Il Question Time è l’ora più significativa del rito quotidiano parlamentare ed è spesso l’atto che scatena le risse parlamentari ed ha più impatto televisivo. Il Primo Ministro ha l’obbligo d’essere presente e rispondere alle domande dei parlamentari ed è anche l’opportunità per il Capo dell’Opposizione di mettersi in mostra. Tale è l’importanza del Question Time che le prestazioni dei due capi svolgono un ruolo importante per far decidere ai parlamentari se tenerli o  cambiarli.

Nel parlamento britannico non esiste il voto segreto in aula, ogni parlamentare vota alla luce del sole. Il primo voto è a voce, però, spesso sui temi più importanti e quando la maggioranza non è grande, si chiede un voto preciso. In quel caso si contano le teste, letteralmente. Quelli a favore da una parte dell’aula e chi è contrario dall’altra. Il parlamentare che vota contro il proprio partito deve fisicamente mettersi tra i parlamentari dell’altro partito. Sono i momenti più drammatici, come dimostra una scena importante del film “Amazing Grace”. Quasi sempre questi parlamentari si dimettono dal partito e finiscono la legislatura come indipendenti oppure, più raramente, si iscrivono all’altro partito.

Il presidente della Camera è super partes. Come prova della sua indipendenza, il prescelto si dimette dal suo partito e a turno i partiti gli garantiscono che non presenteranno candidati al suo seggio alle prossime elezioni nazionali. In questo modo si riduce il rischio di favoritismi.

Però, per quanto il sistema cerchi di garantire il funzionamento regolare del parlamento, in realtà la vita politica britannica è afflitta dallo stesso problema di tutti i sistemi parlamentari democratici. Il distacco dei politici dai propri elettori.

Dalla realtà alla televisione

La serie televisiva della BBC “Yes, Minister” (Si, Ministro), seguito poi da “Yes, Prime Minister” (Si, Primo Ministro), dimostra benissimo e in modo divertentissimo come i politici, in modo particolare i ministri, perdono contatto con la vita quotidiana. Il programma è stato un successo in tutti i paesi anglosassoni proprio perché questo distacco non esiste solo nel Regno Unito, e lo vediamo anche qui in Italia. Non era un caso che fosse il programma preferito di Margaret Thatcher.

Nella serie tv la battaglia è tra un neo Ministro e il capo del suo Ministero. I giochi di potere come i conflitti di interessi, la manipolazione dell’informazione, i sondaggi fatti ad arte e i conflitti tra politici e burocrati ambiziosi facevano tutti parte della trama delle puntate. Infatti, molte puntate vennero scritte in seguito alle segnalazioni anonime di politici e burocrati, ma gli autori non dissero mai quali episodi furono ispirati da casi veri.


Nella lingua inglese moderna non esistono più le versioni formali e informali. Nonostante ciò i discorsi nella serie sono esempi classici di come il linguaggio crei barriere tra categorie di cittadini. La situazione è peggio ancora in quei paesi come l’Italia, dove è propria la lingua a creare queste barriere in modo naturale con il tu e i lei.

Fiducia persa

Lavorando in ambienti fuori contatto con il pubblico, dove gli unici con cui il politico ha contatti  regolari sono gli altri politici, i burocrati e i potenti e dove le informazioni vengono fornite dai burocrati, è sin troppo facile per un parlamentare perdere contatto con i suoi elettori e le realtà della loro vita.

Anche a causa dei mass media che spesso riportano notizie in base a interessi personali e/o di gruppo, un problema non solo italiano come vediamo con le controversie che riguardano FOX News negli Stati Uniti e i giornali di Rupert Murdoch nei paesi anglosassoni, vediamo come i cittadini di molti paesi hanno perso fiducia nei politici e i sistemi parlamentari.

Non è un problema banale, le crisi di democrazie crearono le condizioni per le dittature in Italia e in Germania che portarono alla Seconda Guerra Mondiale. Oggigiorno vediamo la crescita di gruppi estremisti, non solo religiosi, che cercano di sfruttare questa crisi di fiducia per promuovere le loro ideologie autoritarie.

Poi, i politici in molti paesi troppo spesso pensano alle prossime elezioni invece di pensare a programmare sul lungo termine per risolvere i problemi endemici nei loro paesi. La lotta alla povertà, i servizi essenziali, gli aiuti ai paesi in crisi economiche, la risoluzione di conflitti internazionali e le guerre a loro connesse, non si risolvono con tappe temporanee, ma con strategie ampie che guardano avanti per generazioni e non solo alla prossima visita alle urne.

Cittadini

È sin troppo facile dire che ogni paese ha i politici che merita, ma le soluzioni a questa sfiducia non possono venire solo dai politici. Anzi, le soluzioni non si trovano con la creazione di partiti populisti, oppure gruppi creati apposta per sfruttare le delusioni, ma vengono dai cittadini stessi che devono vigilare sul comportamento dei propri rappresentanti e premiando  quelli meritevoli e castigando gli inadeguati alle urne.


Parole banali secondo alcuni, ma non è un caso che il benessere economico del pianeta sia arrivato e cresciuto proprio con le democrazie. Perciò, noi come cittadini abbiamo il dovere non solo di difenderla, ma di pretendere che i nostri politici facciano altrettanto.

Attenzione però, dobbiamo agire sempre all’interno delle regole delle democrazie stesse, perché il momento che agiamo fuori da queste regole rischiamo di uccidere quel che vogliamo difendere

di emigrazione e di matrimoni

Political Battles

Parliament is the place where the representatives elected by the country’s life and future

By Gianni Pezzano

Many in Italy watched the speech by outgoing Prime Minister Giuseppe Conte in the Senate that marked the end of the government between the Lega and the Movimento 5 Stelle (5 Star Movement). The speech exposed what was evident for some time to the country, that there was a deadly struggle within the coalition between Interior Minister Matteo Salvini, also the political leader of the Lega, and the Movement founded by satirist Beppe Grillo.

We will not enter into the merits of the speech but we want to make some considerations on the political “spectacle” we saw on our TV screens and to put it into the context of the role of the parliament in any modern democracy.


As we await the developments and the decision that will follow the fall of the government we must bear in mind that we are passing through a phase in history in which many democracies, including the United States and Great Britain waiting for Brexit, find themselves having to face challenges to understand what the true role of Democracy itself is.

This is no small matter, but Democracy a concept that created the world’s strongest economies and any crisis in Democracy puts at risk the enormous economic and technological developments of the last two centuries of world history.

From decapitation to Democracy

Parliament is the place where the representatives elected by the country’s life and future.

Every national parliament was born from the country’s history. In the case of Italy, it was born following a dictatorship with a constitution written to avoid another in the future. In the American case it was born from the rebellion of thirteen English colonies against taxation without representation in parliament. In Europe there is one country that has a parliamentary system born from a civil war marked by the decapitation of the king, from religious hatred and ended with a dictatorship. That country is the United Kingdom.

No parliament demonstrates better than the British model how its chambers are political fields of battle, often with no holds barred. The parliamentarians are seated facing each other with the Prime Minister and the Leader of the Opposition seated face to face as if in preparation for a battle. Whoever has seen the British chamber of parliament will have noticed the two red lines in front of the parliamentarians’ seats. The distance between the two lines is precise, it is the length of two swords, because in the past political debate truly became armed struggle inside parliament.


Incredibly, for political/religious reasons that led to the decapitation of the last Catholic king, the sovereign does not have the right to vote and cannot even enter the building without the express permission of the chamber. Only a few years ago the parliament removed the ban on the sovereign of marrying a Catholic but the ban on becoming Catholic himself remains. This is an understandable decision since the sovereign is also the head of the Anglican Church.

Question Time is the most significant hour of the daily parliamentary ritual and is often the act that sets off parliamentary scuffles and has the most impact on television. The Prime Minister is obliged to be present and to answer questions from the parliamentarians and it is also the opportunity for the Leader of the Opposition to put himself on show. Such is the importance of Question Time that the performance of the two leaders has an important role in making the parliamentarians decide whether to keep them or replace them.

The British parliament does not have secret votes in the chamber as happens in Italy, each parliamentarian votes openly. The first vote is by voice, however on the most important issues and when the majority s not large a precise voted is requested. In this case there is a head count, literally. Those in favour of the motion at one side of the chamber and those against in the other. The parliamentarian who votes against his or her party must physically move amongst the parliamentarians of the other party. These are the most dramatic moments, as shown in an important scene in the film “Amazing Grace”. Almost always these parliamentarians resign from the party and finish the legislature as independents or, more rarely, join the other party.

The Speaker of the House is impartial. As proof of this independence the chosen Speaker resigns from his or her party and in turn the parties guarantee that they will not present candidates in his or her seat at the next election. In this way the risk of favouritism is reduced.

However, as much as this system tries to guarantee the smooth functioning of the parliament, in reality British political life is afflicted by the same problem of all the democratic parliamentary systems. The detachment of the politicians from their voters.

From reality to television

The BBC television series “Yes Minister”, followed by “Yes, Prime Minister” shows very well and in a very enjoyable way how politicians, and especially ministers, lose touch with day to day life. The programme was a hit in all the English speaking countries precisely because this detachment does not exist only in the United Kingdom and we see it here in Italy as well. It was no accident that the programme was Margaret Thatcher’s favourite.

In the series the battle was between a newly appointed Minster and the head of his ministry. The power games such as conflicts of interest, manipulation of information, the tailored surveys and the conflicts between the politicians and ambitious bureaucrats were all part of the plot of each episode. In fact, many episodes followed anonymous leaks from politicians and bureaucrats but the authors never said which episodes were inspired by real cases.

Modern English does not have the formal and the informal forms. Despite this the discussions in the series are classic examples of how language creates barriers between categories of citizens. The situation is worse still in countries such as Italy where it is the language that creates these barriers naturally with the informal tu and the formal lei forms. 

Loss of faith

Working in environments that are out of touch with the public, where the only ones with whom the politician has regular contacts are other politicians, bureaucrats and the powerful and where the only information is supplied by the bureaucrats, it is all too easy for a parliamentarian to lose touch with his electors and the reality of their lives.

Put together with the mass media that often reports news according to personal and/or group interest, this is not only an Italian problem as we see in the controversies concerning Rupert Murdoch’s FOX News in the United States and his newspapers in the English speaking countries, we see how the citizens of many countries have lost faith in their politicians and parliamentary systems.

This is not a trivial problem, democratic crises created the conditions for the dictatorships in Italy and Germany that led to the Second World War. Today we see the growth of extremist groups, not only religious, that try to exploit this crisis in trust to promote their violent ideologies.

And then the politicians in many countries too often think about the next election instead of thinking about long term programming to resolve endemic problems in their countries. The struggle against poverty, essential services, assistance for countries in economic difficulties, the resolution of international conflicts and the wars connected to them are not solved with temporary stages but with broad strategies that look to the future for generations and not only the next visit to the ballot box.

Citizens

It is all too easy saying that a country has the politicians it deserves but the solutions to this distrust cannot come only from the politicians. Rather, the solutions are not found with the creation of populist parties or groups created specifically to exploit the disappointment but come from the citizens themselves who must act as watchmen on the behaviour of their representatives and reward the good ones and punish the disappointing ones at the ballot box.

These will be banal words for some but it is no coincidence that the planet’s economic wellbeing came and grew precisely from the democracies. Therefore, as citizens we have the duty not only to defend it but to demand that our politicians do the same.

We must be careful however to always act within the rules of the democracies because the moment we act outside these rules we risk killing what we want to defend.

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