Connect with us

Italiani nel Mondo

Veri eroi italiani da ricordare: Luigi Durand de la Penne— Real Italian heroes to be recognized: Luigi Durand de la Penne

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 10 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Veri eroi italiani da ricordare: Luigi Durand de la Penne

Sin dai primi giorni di scuola i miei coetanei australiani mi facevano regolarmente una domanda con l’intenzione di prendere in giro le mie origini: “Qual è il libro più piccolo del mondo?” La risposta era sempre la stessa: “il libro di eroi italiani di guerra”.

Ora mi rendo conto che i ragazzi avevano sentito questo “scherzo” a casa da padri che sicuramente avevano combattuto contro gli italiani. Però, dopo un paio di volte, mi arrabbiavo e cercavo di difendere le mie origini ma non sapevo cosa dire perché, come sempre, i primi libri di Storia furono scritti dai vincitori, però, man mano che passavano gli anni con i dettagli scoperti negli archivi, abbiamo saputo che soldati italiani avevano veramente compiuto imprese straordinarie.

Ma non ho scoperto la Storia dell’impresa soggetto di quest’articolo dagli archivi, ma da un film italo-britannico perché questo episodio è stato così unico, compreso il suo epilogo, che anche i britannici hanno voluto onorarlo.

La notte del 19 dicembre 1941, 6 incursori italiani su 3 “maiali” (come venivano chiamati i famosi siluri comandati da due uomini che sorpresero le forze alleate all’epoca, foto sotto) entrarono nel porto britannico di Alessandria in Egitto. Erano usciti dal sommergibile Scirè. Il loro scopo era di affondare due corrazzate britanniche, la HMS Queen Elizabeth e la HMS Valiant e una presunta portaerei.

Fu Luigi Durand de la Penne che faceva parte dell’equipaggio con il compito di distruggere la HMS Valiant (cioè “La Valorosa”, un presagio dell’impresa), che compì l’atto che tanto impressionò i marinai inglesi.

Mentre il maiale comandato dal Tenente di Vascello Luigi Durand de la Penne con Capo Palombaro Emilio Bianchi si avvicinava alla HMS Valiant, un malfunzionamento al respiratore costrinse Durand de la Penne a mettere la carica sotto la nave di guerra britannica da solo. I due costretti ad affiorare, furono catturati dai britannici che capirono immediatamente che avevano messo cariche sotto la nave, ma all’epoca britannici non avevano i mezzi per le ricerche sott’acqua, in particolare di notte. Al rifiuto dei due italiani di dire dove erano stati coloocati gli ordigni il Capitano della Valiant, Charles Eric Morgan, li fece mettere in fondo alla nave, incredibilmente proprio nelle vicinanze della carica.

Dopo un periodo di tempo Durand de la Penne chiese di parlare con Morgan e gli disse che aveva trenta minuti per mettere in salvo il suo equipaggio, ma questi ordinò di rimettere Durand de la Penne, insieme a Bianchi in fondo alla nave. Per fortuna sopravvissero all’esplosione con ferite relativamente lievi. Nel frattempo gli altri militari italiani finirono con successo la loro missione.

Conosciuta in Italia come “L’Impresa di Alessandria”, questo attacco con pochi uomini e mezzi molto rudimentali diede per un periodo di tempo alle forze navali italiani e tedesche il controllo del Mediterraneo. Ma non poterono sfruttare in pieno il successo militare perché, essendo affondata in bassa marea, il comandante britannico Admiral Andrew Browne Cunningham organizzò un inganno, mettendo tutto l’equipaggio sulla nave HMS Queen Elizabeth all’alba per fare finta che tutto fosse normale, quando gli aerei di ricognizione italiani sorvolarono velocemente il porto per confermare i danni dell’attacco.

Infatti, dell’Impresa Winston Churchill disse: “Six Italians equipped with poor laughable materials, made totter the military balance in the Mediterranean Sea, advantaging the Axis”  (Sei italiani dotati di materiali poveri e risibili hanno fatto vacillare il bilancio militare nel Mediterraneo, a vantaggio dell’Asse).

Secondo l’Enciclopodia Treccani, “Il bilancio finale dei danni fu il seguente: affondamento di due navi da battaglia britanniche HMS Queen Elizabeth (33.550 tonnellate) e HMS Valiant da (27.500 tonnellate) e danneggiamento della petroliera Sagona (7750 tonnellate) e del cacciatorpediniere Jervis (1,690 t) (ndr, danneggiato nello scoppio della Sagona)”.  

I marinai italiani responsabili per questi danni erano, in ordine di nave, il Capitano del Genio Antonio Marcegaglia e il Sotto Capo Palombaro Spartaco Schergat, il Tenente di Vascello Luigi Durand de la Penne e il Capo Palombaro Emilio Bianchi ed infine il Capitano della Armi Navali Vincenzo Martellotta e il Capo Palombaro Mario Marino.  Tutti onorati con la Medaglia D’Oro al Valor Militare.

Naturalmente tutti furono fatti prigionieri di guerra, ma dopo l’8 settembre 1943 Durand de la Penne, insieme ad altri quattro, ritornò in Italia per combattere contro i tedeschi, ma questa volta al fianco dei britannici con l’allora “Regno del Sud”, incredibilmente sotto gli ordini dell’Ammiraglio Cunningham. Durand de la Penne partecipò anche all’attacco del porto di La Spezia. L’unico a rifiutare di combattere contro i tedeschi fu Emilio Bianchi.

Ma fu alla consegna delle Medaglie d’Oro ai sei l’epilogo unico di questo episodio straordinario. Su invito del Luogotenente del Regno Umberto di Savoia che presiedette la cerimonia, la medaglia al Capitano di Corvetta Luigi Durand de la Penne fu consegnata proprio da Sir Charles Morgan, Capitano della nave affondata dal marinaio italiano e con cui aveva combattuto poi contro i tedeschi. E di seguito anche a tutti gli altri.

Nato a Genova il 14 febbraio 1910 con il titolo di Marchese, Luigi Durand de la Penne si era iscritto all’Accademia Navale di Livorno nel 1934, ottenendo il grado di Guardia Marina all’inizio della sua effettiva carriere militare. Nel 1935 si trasferì alle unità che l’avrebbero portato a quella notte del 19 dicembre 1941.

Secondo il sito ufficiale della Marina Militare italiana la sua carriera dopo quella notte è stata: “Promosso Capitano di Corvetta in data 31 dicembre 1941, Capitano di Fregata nel 1950 e Capitano di Vascello a scelta eccezionale nel 1954, nell’ottobre 1956 fu Addetto Navale in Brasile quindi, per mandato politico a seguito della sua elezione a Deputato al Parlamento (2a, 3a , 4a, 5a e 6a legislatura), fu collocato in aspettativa ed iscritto nel Ruolo d’Onore, dove raggiunse il grado di Ammiraglio di Squadra. L’Ammiraglio di Squadra (R.O.) Luigi Durand de la Penne morì a Genova il 17 gennaio 1992.” 

Allora il suo servizio al paese continuò dopo la guerra e con molto onore come si vide il giorno dopo la morte, quando tutti i giornali del paese lo ricordarono.

Ma il ricordo del suo gesto veramente eroico comprende anche un  film italo-inglese nel 1961. Giustamente il titolo del film è “The Valiant” (in italiano “L’Affondamento della Valiant), del regista inglese Roy Ward Baker con la sceneggiatura di Giorgio Capitani, Franca Caprino e Willis Hall, una grande collaborazione dei due paesi con i protagonisti interpretati da Ettore Manni nel ruolo di Luigi Durand de la Penne ed il celebre Sir John Mills nel ruolo del capitano della HMS Valiant.

Per onorare la memoria di Luigi Durand de la Penne, nel 1993 la Marina Militare italiana varò un cacciatorpediniere lancia missili che porta il suo nome (foto in testa all’articolo).

Quindi, se veramente vogliamo cercare eroi italiani, basta pensare a gente come Luigi Durand de la Penne, che non è certamente l’unico. Nel prossimo articolo parleremo di una donna italiana straordinaria che non permise alla dittatura fascista di distruggere la sua vita e dopo ancora parleremo di un episodio in Italia del 1943 che merita di essere conosciuto in tutto il mondo e non solo nel nostro paese.

 

Real Italian heroes to be recognized: Luigi Durand de la Penne

From the first days at school my Australian peers regularly asked me a question with the intention of making fun of my origins. “What’s the world’s smallest book?” The answer was always the same “The book of Italian war heroes”

I now realize that these boys had heard this “joke” at home from fathers who had certainly fought against the Italians. However, after the first couple of times I would get angry and tried to defend my origins but I did not know what to say because, as always, the first history books were written by the victors but as the years went by and with the details discovered in the archives we found out that Italian soldiers had really accomplished extraordinary deeds.

But I did not discover the deed that is the subject of this article in the archives but from an Italo-British film because this episode was so unique, including its epilogue, even the British wanted to honour it.

On the night of 19 December, 1942 6 Italian raiders on 3 “maiali” (“pigs”, as the famous manned torpedoes that surprised the Allied forces at the time were called, photo below) entered the British port of Alexandria in Egypt. They had come from the submarine Scirè. The purpose was to sink two British battleships the HMS Queen Elizabeth and HMS Valiant and an aircraft carrier that was supposed to be in the port.

It was Luigi Durand de la Penne, a member of the crew with the task of sinking the HMS Valiant (a name that is a portent of the deed) who performed the deed that so impressed the British sailors.

While the maiale commanded by Tenente di Vascello (Lieutenant) Luigi Durand de la Penne with Capo Palombaro (Chief Petty Officer Diver) Emilio Bianchi approached the HMS Valiant, a fault in the respirator forced Durand de la Penne to place the mine under the British warship on his own. Forced to surface, they were captured by the British who immediately understood they had placed charges under the ship but at the time the British did not have the means to be able to search underwater, particularly at night. At the refusal of the Italians to tell them where they had placed the explosives the Valiant’s Captain Charles Eric Morgan ordered they be put in the bottom of the ship, incredibly right in the vicinity of the charges.

After a period of time Durand de la Penne asked to speak with Morgan and told him he had thirty minutes to save his crew, but he ordered that Durand de la Penne, together with Bianchi, be put back. Luckily they survived the explosion with relatively light wounds. In the mean time the other Italian sailors successfully completed their mission.

Known in Italy as the “l’Impresa di Alessandria” (the Feat of Alexandria) this attack with few men and very rudimentary means gave the Italians and Germans control of the Mediterranean for a short period of time. But they could not fully exploit the military success because, since it sank at low tide, the British Commander Admiral Andrew Browne Cunningham organized a deception putting all the crew on the deck of the HMS Queen Elizabeth at dawn to pretend that everything was normal when the Italian reconnaissance planes flew quickly over the port to confirm the damage of the attack.

In fact, Winston Churchill said of the deed: “Six Italians equipped with poor laughable materials, made totter the military balance in the Mediterranean Sea, advantaging the Axis” 

According to Italy’s Enciclopedia (Encyclopaedia)Treccani: “The final toll of the damage was the following: the sinking of two British battleships, the HMS Queen Elizabeth (33,550 tons)  and the HMS Valiant (27,500 tons) , damage to the petrol tanker Sagona (7,750 tons) and the destroyer HMS Jervis (1,690 tons) (editor’s note, damaged in the explosion of the Sagona)”

The Italian sailors responsible for this damage were, in order of the ships: Capitano del Genio (Captain of Engineers) Antonio Marcegaglia and Sotto Capo Palombaro (Deputy Petty Officer Diver) Spartaco Schergat, Tenente di Vascello (Sub Lieutenant) Luigi Durand de la Penne and Capo Palombaro (Chief Petty Officer Diver) Emilio Bianchi and finally.  Capitano della Armi Navali  (Captain of Naval Weapons) Vincenzo Martellotta and Capo Palombaro  (Chief Petty Officer Diver) Mario Marino.  All were awarded the Medaglia D’Oro al Valor Militare , the Gold Medal for Military Valour, Italy’s highest military honour.

Of course, all became prisoners of war but after September 8, 1943, when Italy changed from the Axis to the Allies, Durand de la Penne, together with four of the others, returned to Italy to fight against the Germans but this time besides the British with the then (Italian) “Kingdom of the South”, incredibly under the command of Admiral Cunningham. Durand de la Penne took part in the “forcing” of the port of La Spezia. The only one to refuse to fight the Germans was Emilio Bianchi

And it was at the ceremony awarding the Medaglia d’Oro to the six sailors that the unique epilogue of this extraordinary episode occurred. At the invitation of the Luogotenente del Regno (Lieutenant of the Kingdom) Duke Umberto di Savoia who presided over the ceremony the medal to the then Capitano di Corvetto  (Lieutenant Commander) Luigi Durand de la Penne was pinned on his chest by Sir Charles Morgan, the Captain of the ship sunk by the Italian sailor and with whom he had fought against the Germans. And after him, to all the others too.

Born in Genoa on 14 February, 1914 with the title of Marquis, Luigi Durand de la Penne enrolled into the Livorno Naval Academy where he achieved the rank of Guardia Marina (Sub Lieutenant) at the start of his true naval career. In 1935 he transferred to the unit that would take him to that night of 19 December, 1941.

According to the official site of Italy’s Marina Militare (Navy) his career after that night was: “Promoted to Captain di Corvetta (Lieutenant Commander) on December 31, 1941, Capitano di Fregata (Commander) in 1950 and Capitano di Vascello (Naval Captain) as an exceptional choice in 1954. In October 1956 he was made the Naval Attaché in Brazil, by political mandate following his election to Italy’s Chamber of Deputies in Parliament (2nd, 3rd, 5th, and 6th legislatures). He was placed on leave and enrolled in the Role of Honour where he reached the rank of Ammiraglio di Squadra (Vice Admiral).  Ammiraglio di Squadra (R.O.) Luigi Durand de la Penne died in Genoa on 17 January, 1992.” 

So his service to the country continued after the war and with much honour as was seen the day after his death when all the country’s newspaper remembered him.

But the memory of his truly heroic gesture also includes an Italo-English film. The title of the film was rightly “The Valiant” (in Italian “L’Affondamento della Valiant”, The Sinking of the Valiant) by the English Director Roy Ward Baker with the screen play by Giorgio Capitani, Franca Caprino and Willis Hall, a true collaboration by the two countries with the protagonists played by Ettore Magni as Luigi Durand de la Penne and the famous Sir John Mills as the Captain of the HMS Valiant.

To honour the memory of Luigi Durand de la Penne, in 1993 Italy’s Marina Militare launched a missile destroyer that bears his name (photo at the head of this article).

So, if we really want to look for Italian heroes, we only have to think of people like Luigi Durand de la Penne but he was certainly not the only one. In the next article we will talk about an extraordinary Italian woman who did not let the fascist dictatorship destroy her life and in the article after that about an episode in Italy in 1943 that deserves to be known around the world and not only in Italy.

Print Friendly, PDF & Email