Connect with us
Azzera la bolletta

Italiani nel Mondo

Veri eroi italiani da ricordare: Rita Levi Montalcini — Real Italian heroes to be recognized: Rita Levi Montalcini

Published

on

Tempo di lettura: 9 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Veri eroi italiani da ricordare: Rita Levi Montalcini

Gli eroi non sono solo quelli delle guerre, ma anche il frutto di circostanze straordinarie che hanno superato barriere impensabili solo poco tempo prima. Questi ostacoli mettono alla prova non solo le capacità dell’individuo ma anche la determinazione di prendere la strada scelta, non importa quali le barriere create da altri.

Nel caso di Rita Levi Montalcini, nata a Torino il 22 aprile 1909, il primo ostacolo ai suoi sogni fu il padre Adamo che riteneva che la vita di una donna fosse quella di essere moglie e madre. Ma Rita ebbe altre idee e malgrado il padre dopo il Liceo Femminile, da privatista, ottenne la maturità che le valse l’iscrizione all’Università di Torino alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, dove si laureò nel 1936. Durante quegli anni conobbe due altri coetanei, anche loro destinati a scoperte importanti, che saranno nominati in seguito.

Durante gli anni di studi iniziò a lavorare nella ricerca sotto la guida di Giuseppe Levi, direttore dell’Istituto di Anatomia, dove utilizzarono tecniche avanzate per iniziare le ricerche che portarono alla scoperta del fattore di accrescimento nervoso (Nerve Growth Factor in inglese, riconosciuto anche come NGF) che sarà al centro delle sue ricerche per molti anni.

Tuttavia fu colpita da una tegola pesantissima che mise a rischio la sua carriera promettente.

Nel luglio del 1938 la dittatura pubblicò la “Dichiarazione della Razza” redatta da Mussolini, che comprendeva un punto che diceva; “Esiste ormai una pura razza italiana, e questa purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della nazione umana”

Questo documento aveva un bersaglio preciso, gli ebrei, compresa la Montalcini, non importava il fatto che gli ebrei sono in Italia da oltre duemila anni. In un periodo brevissimo i fascisti utilizzarono questa dichiarazione per “giustificare” le decisioni e le leggi razziali che tolsero cittadinanza, lavoro e proprietà agli ebrei cui era proibito persino sposare italiani.

Un risultato di queste leggi con conseguenze importanti nella Storia del mondo fu la fuga di Enrico Fermi negli Stati Uniti utilizzando i soldi ed il prestigio del suo Premio Nobel per la Fisica perché sua moglie era ebrea. Senza quella fuga la fine della Seconda Guerra Mondiale sarebbe stata radicalmente diversa…

Le barriere create da queste leggi non impedirono a Rita Levi Montalcini di fare le ricerche perché nel 1939 accettò l’invito di Giuseppe Levi, anche lui ebreo, a continuare il lavoro a Bruxelles in Belgio. Ma queste furono interrotte dalla minaccia di invasione del paese da parte dei nazisti.

Tornati a Torino clandestinamente continuarono le ricerche ma nel 1943 con i rastrellamenti tedeschi degli ebrei, Rita Levi Montalcini, insieme alla famiglia, fuggirono a Firenze con falsi nomi dove, dopo la liberazione dagli americani ella lavorò all’ospedale militare prima di tornare a Torino dopo la fine della guerra.

Superati questi ostacoli tragici Rita Levi Montalcini riprese le ricerche a tempo pieno. Nel 1947, su invito dello scienziato tedesco Viktor Hamburger, noto embriologo e padre fondatore della neurobiologia sperimentale, lei si trasferì negli Stati Uniti per continuare le ricerche all’Università di Saint Louis. Nel 1961 tornò in Italia per stare vicina alla famiglia e continuò le ricerche nel nostro paese.

Non entriamo nei dettagli complicati delle ricerche o degli incarichi e altri ostacoli nel corso degli anni. Ma dobbiamo parlare del riconoscimento supremo che questa grande donna ha ottenuto malgrado tutte le barriere che la vita aveva costruito.

 Il 10 dicembre 1986 ricevette il Premio Nobel per la Medicina a Stoccolma con la motivazione: «La scoperta del NGF all’inizio degli anni Cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo»

Ma non fu l’unica studente di Giuseppe Levi a vincere il Premio Nobel: lo ebbero anche due coetanei di Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Salvatore Luria, che insieme diedero al loro insegnante un posto d’onore come l’unico italiano maestro di tre Premi Nobel.

Lei ebbe tanti riconoscimenti ma quello più importante in Italia è stata la nomina a Senatrice a Vita da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Fu una senatrice attenta e sempre presente nell’aula.

Tra i suoi ruoli nel corso degli anni c’è anche la Presidenza della Fondazione dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani dal 1993 al 1998, e  Presidente Onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica. Inoltre, era iscritta e partecipante attiva di molte organizzazione di categoria.

Oltre a innumerevoli lauree ad honorem, Rita Levi Montalcini ha ricevuto molti riconoscimenti da altri paesi come il “National Medal of Science” alla Casa Bianca a Washington DC negli Stati Uniti nel 1987.

Lei non ha mai smesso di lavorare o di contribuire a ricerche, oppure di scrivere libri e saggi, l’ultimo dei quali è uscito nel 2013 quando aveva l’età di 103 anni.

Rita Levi Montalcini non ha mai permesso a niente o nessuno, a partire dal padre, alla dittatura fascista, di impedire che potesse seguire prima gli studi e poi le ricerche che iniziarono già da studentessa universitaria.

La sua perseveranza ha ottenuto risultati incredibili che hanno cambiato la medicina per sempre e hanno portato a molte altre scoperte importanti.

Inoltre, il suo eroismo dovrebbe servire come esempio a tutti per non rinunciare ai sogni al primo ostacolo.

Ed infine ha avuto il riconoscimento per il suo coraggio e la sua brillantezza dal pubblico italiano dopo la sua morte il 20 dicembre 2012. Lasciamo la conclusione dell’articolo alle parole dell’Enciclopedia Treccani nella quale svolse un ruolo importantissimo:

“Lasciò un immenso stuolo di ammiratori italiani e stranieri: allievi, collaboratori, grandi personaggi della cultura e della politica e di gente comune. Il feretro fu esposto a Roma e visitato dalle autorità accademiche e politiche. Al suo funerale, a Torino il 2 gennaio 2013, parteciparono, oltre alle autorità locali, migliaia di persone non soltanto torinesi. Le sue ceneri sono collocate nella tomba di famiglia progettata dal fratello Gino.

Real Italian heroes to be recognized: Rita Levi Montalcini

Heroes are not created only by wars but also by extraordinary circumstances and overcoming barriers that were unthinkable a short time before. These obstacles put to the test not only the skills of the individual but also the determination to take the road he or she wants, no matter the barriers created by others.

In the case of Rita Levi Montalcini, born in Turin on 22 April, 1909, the first obstacle to her dreams was her father Adamo who believed that the role of a woman was as a wife and mother. But Rita had other ideas and despite her father’s ideas after the Liceo Feminile (Female’s High School), she got her high school diploma as a private student and that earned her enrolment in the Faculty of Medicine and Surgery of Turin University where she graduated in 1936. During those years she met two peers, who will be named below, they too destined to make major discoveries,.

During the years of studies she began to work in research under Giuseppe Levi, director of the Institute of Anatomy where they used advanced techniques to begin a research path that led to the discovery of the Nerve Growth Factor (NGF) which will be a research subject for her for many years.

However, she was hit by a very heavy blow that put her promising career at risk.

In July 1938 the dictatorship released the “Dichiarazione della Razza” (Declaration of Race), drawn up by Mussolini, that included a point that said: ”Esiste ormai una pura razza italiana, e questa purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della nazione umana” (There is now a pure Italian race and this purity of blood is the greatest title of nobility of the human nation).

This document had a precise target, the Jews, including Rita Levi Montalcini, no matter the fact that the Jews had been in Italy for over two thousand years. In a very short time the fascists used this declaration to “justify” their decisions and racial laws that took away their citizenship, work and property and even banned them from marrying Italians.

One result of these laws with major consequences in the history of the world was the flight of Enrico Fermi to the United States using the money and the prestige of his Nobel Prize for physics because his wife was Jewish. Without that escape the end of the Second World War would have been radically different…

The barriers created by these laws did not prevent Rita Levi Montalcini from doing her research because in 1939 she accepted the invitation of Giuseppe Levy, also a Jew, to continue the work in Brussels in Belgium. But this was interrupted by the threat of an invasion of the country by the Nazis.

They returned to Turin clandestinely and continued the research but in 1943, with the roundups of the Jews by the Germans, Rita Levi Montalcini, together with her family, fled to Florence with fake names where, after the liberation by the Americans, she worked in the military hospital before returning to Turin after the end of the war.

Having overcome these tragic obstacles Rita Levi Montalcini resumed her research full time. In 1947, on the invitation of the German scientist Viktor Hamburger, a well known embryologist and founding father of experimental neurobiology, she moved to the United States to continue the research at Saint Louis University. In 1961 she returned to Italy to be close to her family and continued the research in our country.

We will not enter into the complicated details of the research or about the roles and other barriers over the years. But we must talk about the supreme recognition that this great woman obtained, despite all the barriers that life had built.

On 10 December, 1986 she received the Nobel Prize for Medicine with the motivation:  “The discovery of NGF at the start of the 1950s is a fascinating example of how a keen observer can extract valid hypotheses from apparent chaos. Previously neurobiologists had no idea which processes in the correct innervations of the body’s organs and tissues”

But she was not the only student of Giuseppe Levi to win the Noble Prize. So too did two of Rita Levi Montalcini’s fellow students, Renato Dulbecco and Salvatore Luria, who together gave their teacher a place of honour as the only Italian to teach three Nobel Prize winners.

She received many awards and the most important in Italy was the appointment to Senator for Life by Italy’s President Carlo Azeglio Ciampi. She was an attentive senator and always present in the Chamber.

Amongst her roles over the years there were also the Presidency of the Foundation of the Italian Encyclopaedia founded by Giovanni Treccani from 1993 to 1998 and Honorary President of the National Bioethics Committee. In addition, she was a member and active participant of many organizations of the category.

As well as countless honorary Degrees, Rita Levi Montalcini received numerous awards from other countries such as the “National Medal of Science” in the White House in Washington DC in the United States in 1987.

She never stopped working or contributing to research, or writing books or papers, the last of which was published in 2013 when she was 103.

Rita Levi Montalcini never let anything or anyone, starting with her father, to the fascist dictatorship, prevent her from being able to follow her studies first and then the research that she already began a university student.

Her perseverance achieved incredible results and these led to many major discoveries.

 

Furthermore, her heroism should serve as an example to everybody not to give up their dreams at the first barrier.

And finally, she had the recognition for her courage and brilliance from the Italian public after her death on 20 December, 2012. Let us leave the conclusion of the article to the words of the Enciclopedia Treccani in which she had a very important role:

 “She left an immense multitude of Italian and foreign admirers: students, collaborators, great people of culture, politics and common people. The casket was displayed in Rome and visited by academic and political authorities. In addition to the local authorities, thousands of people, and not only from Turin, attended her funeral in Turin on 2 January 2013. Her ashes were placed in the family tomb designed by her brother Gino”

Print Friendly, PDF & Email
Apollo Mini Fotovoltaico
Serratore Caffè

Questo si chiuderà in 0 secondi